Davanti al tribunale

Fonte: Piero Ricca » Davanti al tribunale.

E’ tempo di rispondere colpo su colpo a chi fa di tutto per difendere l’impunità del capo. Con ogni forza disponibile, in ogni sede. O meglio: noi lo facciamo da sempre, è ora che in tanti prendano a farlo.
Questa mattina era in scena l’ennesima, strombazzatissima pagliacciata del Pdl. Un centinaio di individui teleguidati che esibivano cartelli prefabbricati con rozzi slogan che tradivano tutto l’analfabetismo democratico di chi li aveva chiamati a raccolta. Le telecamere non si contavano: quando si muove la Santanchè, ogni testata manda un inviato. C’eravamo anche noi, io e pochi amici, all’inizio eravamo in due, poi si sono aggregati spontaneamente altre persone, non “popolo viola” o altro, come si legge nelle cronache odierne, per effetto del solito, sciatto riflesso condizionato di appiccicare etichette a chi si muove liberamente per una questione di dignità, a ribadire quel che siamo costretti a ripetere da tanti anni: la legge è uguale per tutti e nessuno può aspirare all’impunità per via del consenso elettorale e attraverso leggi su misura. L’abbecedario, insomma. E da parte nostra non c’è stato alcun “insulto”, come scrivono con la medesima sciatteria gli inviati delle varie agenzie. A meno che dire la verità non significhi insultare che vive di abusi e menzogne. Vero è il fatto che molti occasionali passanti hanno contestato vivacemente l’adunata governativa e sono venuti a darci solidarietà. Ho visto in piazza una rabbia nuova, spontanea: molti sono stanchi ed esasperati, non ne possono davvero più del grande inganno berlusconiano.
A un certo punto la combriccola dei fedelissimi dell’Impunito ha pura bloccato il traffico invadendo la strada davanti al palazzo di giustizia. E’ da certi dettagli che vedi a quale livello di degrado è ridotto questo Paese. Stavano tecnicamente commettendo un reato. Per mezz’ora ho cercato invano di richiamare l’attenzione di un dirigente di polizia su quel che stava accadendo: un blocco stradale senza necessità e senza permesso. Nessuno ha risposto. Ho pure chiamato il 113: dall’altro capo del telefono l’agente di turno ha risposto: sono presenti i miei colleghi, è tutto sotto controllo. Inutile dire che per molto meno, in altri contesti, di fronte a manifestanti di altri colori, quegli stessi dirigenti di polizia presenti stamane in piazza avrebbero con tutta probabilità ordinato una carica e l’identificazione dei responsabili del blocco, per farne seguire una regolare denuncia. Inutile aggiungere che fin quando permane questa cultura della disuguaglianza e dell’arbitrio non faremo passi in avanti sulla via della democrazia.

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