ECONOMIA ISRAELIANA PER PRINCIPIANTI

Fonte: ComeDonChisciotte – ECONOMIA ISRAELIANA PER PRINCIPIANTI.

DI GILAD ATZMON
gilad.co.uk

Veniamo a sapere dalla stampa e dagli esperti di analisi politica che contro ogni probabilità e a dispetto della la globale turbolenza finanziaria, l’economia israeliana è in pieno boom. Alcuni addirittura sostengono che quella israeliana sia una delle economie più forti al momento.

“E come mai?”, qualcuno potrebbe chiedersi; oltre agli avocado, alle arance e ad alcuni prodotti cosmetici del Mar Morto, praticamente nessuno di noi ha mai visto un prodotto israeliano in commercio. In Israele non si realizzano automobili, né apparecchi elettronici, e a mala pena vengono prodotti beni di consumo. Israele dal canto suo rivendica il proprio avanzamento in dispositivi hi-tech, ma in un modo o nell’altro gli unici software israeliani avanzati che si possono trovare installati nei nostri computer sono i Sabra Trojan Horses (virus, Cavallo di Troia). Inoltre nella terra che hanno sottratto con la forza ad i nativi Palestinesi, gli Israeliani non hanno ancora trovato alcun minerale prezioso né ombra di petrolio.

Dunque di cosa si tratta? Come mai Israele non è affatto scalfito dal disastro finanziario che ha investito il pianeta? Da dove viene la sua ricchezza?

Stando a quanto riporta The Guardian , Israele potrebbe essere ricco perchè: “Dei sette oligarchi che controllavano il 50 % dell’economia russa negli anni 90, sei erano ebrei”.

Durante gli ultimi vent’anni, molti oligarchi russi hanno acquisito la cittadinanza israeliana; essi hanno inoltre messo al sicuro il proprio denaro sporco investendolo nel paradiso finanziario del cibo kosher; ultimamente Wikileaks ha rivelato che “fonti nella polizia (israeliana) ritengono che la malavita organizzata russa (Mafia russa), abbia riciclato fino a 10 miliardi di dollari americani tramite le holding israeliane”.

L’ economia israeliana è in fortissima espansione perché truffatori del calibro di Bernie Madoff riciclano il proprio denaro tramite di i Sionisti e le istituzioni israeliane da decenni.

Israele “non se la passa male” perché è il principale venditore di diamanti insanguinati. Lungi dal coglierci di sorpresa, esso è anche il quarto maggiore venditore di armi del pianeta.
Comprensibilmente, diamanti insanguinati e armi si rivelano essere un’accoppiata vincente.

Come se non bastasse, Israele è così prospero perchè, di quando in quando, lo si scopre coinvolto nella raccolta e nel traffico di organi.

Insomma, per farla breve, Israele sta meglio di altri stati perché gestisce una delle più sporche e immorali economie del mondo. Nonostante l’iniziale promessa sionista di costituire “una civiltà ebraica etica”, Israele è piuttosto riuscito a realizzare una sistematica violazione del diritto internazionale e dei valori universali che non ha precedenti. Esso svolge il ruolo di sicuro paradiso fiscale per denaro proveniente da spregevoli attività criminali condotte su scala internazionale e si serve di uno degli eserciti più forti al mondo per difendere la ricchezza di pochi tra gli ebrei più ricchi al mondo.

Sempre di più, Israele assume le fattezze di un’enorme luogo di riciclaggio di denaro sporco da parte di oligarchi, truffatori, trafficanti d’armi e d’organi, criminalità organizzata e commercianti di diamanti insanguinati.

Tale politica economica può certamente dar conto del perché questo stato sia completamente indifferente all’uguaglianza sociale all’interno dei propri confini.

Poveri Israeliani

Poiché Israele si definisce stato ebraico, ci si aspetterebbe che la sua gente sia la prima a godere della crescita economica della nazione. Tuttavia non è affatto così: nonostante la forza dell’economia, il resoconto sulla giustizia sociale in Israele è terrificante. Nello stato ebraico 18 famiglie controllano il 60% dell’equity value di tutte le compagnie del territorio. Lo stato ebraico è scandalosamente crudele verso le fasce più povere della propria popolazione. Per quel che riguarda il gap tra ricchi e poveri, Israele è certamente tra i primi della lista.

Il significato di tutto questo è sconvolgente: nonostante si comporti come un’organizzazione tribale etnocentrica e razzialmente definita, Israele si rivela completamente noncurante verso i membri della sua stessa tribù – in effetti, nello stato ebraico, pochi milioni di ebrei sono al servizio dei più abietti interessi, il cui frutto sarà goduto da una manciata di ricchi criminali.

Fumo negli occhi

Ma c’è in tutto questo un significato implicito ancora più profondo e sconvolgente. Se la mia lettura dell’economia israeliana è corretta ed Israele è di fatti un luogo di riciclaggio del denaro proveniente dai traffici più loschi, allora il conflitto israelo-palestinese, dal punto di vista dell’elite israeliana, altro non è che fumo negli occhi.

Spero che i miei lettori ed amici mi perdoneranno per ciò che sto per scrivere, anzi spero di perdonare me stesso; ma mi sembra che il conflitto israelo-palestinese e gli orrendi crimini di cui questo paese si sta macchiando contro il popolo palestinese, in realtà servano a distogliere l’attenzione dalla sua connivenza in colossali crimini commessi a danno di moltissime popolazioni del mondo.

Invece di concentrarci sullo sfrenato ed avido tentativo israeliano di guadagnare ricchezza a spese del resto dell’umanità, ci stiamo concentrando su di un unico conflitto territoriale che in realtà è solo la punta dell’iceberg e nasconde la vera entità del progetto nazionale ebraico.

È più che probabile che la vasta maggioranza degli Israeliani non riesca a capire la strategia fuorviante che sottende il conflitto israelo-palestinese.

Gli Israeliani sono indottrinati a considerare ogni possibile questione dal punto di vista della sicurezza nazionale, essi non sono riusciti a capire che, di pari passo con l’intensa militarizzazione della loro società, il loro stato ebraico sia diventato un punto di riciclaggio del denaro sporco e un luogo di asilo per criminali di ogni angolo del mondo.

Ma la brutta notizia per Israele e la sua elite corrotta è che è solo questione di tempo prima che i Russi, gli Americani, gli Africani, gli Europei, tutta l’umanità si renda conto di tutto questo – e qui saremmo tutti Palestinesi ed avremmo in comune un unico nemico.

E potrei anche andare oltre, dicendo della possibilità che, a breve, ebrei ed Israeliani di classi sociali svantaggiate inizino a capire quanto ingannevoli e sinistri siano in realtà Israele ed il Sionismo.

Gilad Atzmon
Fonte: http://www.gilad.co.uk/
Link: http://www.gilad.co.uk/writings/gilad-atzmon-israeli-economy-for-beginners.html
7.02.2011

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura DI CARMEN URSELLI

[1] Per altre informazioni sulle connessioni del crimine organizzato con il Likud e gli altri maggiori partiti politici israeliani vai a questo link: http://cosmos.ucc.ie

[2] Si dice anche che prima di fallire, la Lehman Brothers ha trasferito circa 400 mliardi di dollari a banche israeliane www.haaretz.com . Io non sono nella posizione di sostenere nessuna di queste teorie — ma credo che sia molto importante e urgente scoprire quanto queste accuse siano veritiere.

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Una risposta a “ECONOMIA ISRAELIANA PER PRINCIPIANTI

  1. Non c’è democrazia in Italia come non esiste in America e non lo è Israele; sono parvenze di democrazie, soprattutto quando viene premiata la corruzione dei colletti o di qualche dittatorello “amico” avvantaggiandolo, a spese sempre di qualcun’altro.
    Come si può dire di avere democrazia con detti atteggiamenti? Oppure giurare sulla bibbia la fedeltà al proprio paese; o in tribunale sulla bibbia o su altro totem, giurare di dire la verità? Come si può concepire un paese democratico se basa la sua Costituzione e leggi inerenti, lasciandosi condizionare da una religione e non tenere conto che tutte, non rispettano l’altro o l’altrui pensiero?

    Giurare nella Costituzione che ciascun paese si è data, coi principi e nel rispetto altrui; della persona.

    Ancora oggi, non debbono prenderci a modello per le “democrazie pubblicizzate “, mentre concentrarsi sulle armi e le “guerre preventive” e chi vende cosa e per chi.
    Le nazioni soprattutto quelle piccole, dovrebbero pressare l’ONU, rimarcando le incongruenze compreso le (corruzioni e ricatti perpetrati dai paesi più forti per “l’acquisto del voto in cambio di protezioni e doni”), la dove l’ONU dovrebbe essere il luogo più rappresentativo.

    Più trasparenza nei rapporti fra le nazioni iniziando a sanzionare i paesi velleitari definiti e definitisi “democratici” e che poi opprimono altri. Finalmente si comincia a boicottare quei finti governanti “fratelli” che l’America ha confezionato negli anni e che continua a confezionare dirigendo le politiche (armamenti) di quei dittatori che affama il proprio paese.

    E’ giunta l’ora di rifiutare le politiche egemoniche, iniziando noi italiani col chiedere agli americani di smantellare le basi missilistiche e missili nucleari installati in Italia.
    Una volta raggiunta la vera democrazia, collaborare con tutti quei paesi che vogliono raggiungerla ma mai con la forza delle armi o destabilizzando paesi con i “servizi” per poi avere l’alibi di intervenire con la forza.

    Convincere Israele a smantellare i suoi arsenali, come non deve temere un nemico che non c’è, se non lo si costruisce con l’oppressione. Deve restituire dignità al popolo palestinese e quello che gli ha rubato, collaborando persino alla costruzione della Nazione Palestina; saremmo tutti pronti ad intervenire in suo aiuto e in aiuto di chi contrasta o mina la democrazia in quei territori, anche a mani nude, ma deve, essa stessa dimostrare di essere una vera democrazia.

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