GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO (OSM)

Fonte: ComeDonChisciotte – GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO (OSM).

DI ERIC TOUSSAINT
mondialisation.ca

Questa conferenza si è svolta a New York il 15 settembre 2010 in occasione di una sessione speciale dell’O.N.U. [1].

I. Nonostante la loro risibile entità, gli obiettivi di sviluppo non saranno neanche sfiorati.
La modesta diminuzione su scala mondiale della percentuale della popolazione che vive con meno di 1,25 dollari al giorno è dovuta alla crescita economica di Cina e India [2], i paesi che non hanno applicato il “Washington Consensus”.
L’umanità ha i mezzi sufficienti perché a ciascun essere umano sia garantito il rispetto dei diritti fondamentali ben oltre i modesti obiettivi del millennio. È evidente che non si tratta di una mancanza di risorse.

II. La spiegazione nei documenti presentati da istituzioni quali la Banca mondiale, FMI, OECD, non è convincente e anzi sostiene le politiche che hanno generato la crisi fragilizzando le economie dei paesi che vi si sono adeguati.

Le raccomandazioni, o meglio imposizioni, si basano su vari dogmi:

Il primo è il finanziamento dello sviluppo attraverso il debito estero.

La stragrande maggioranza dei paesi in via di sviluppo adotta un comportamento assurdo. Infatti, l’indebitamento di questi paesi – e principalmente gli esportatori di materie prime e la Cina – continua a crescere pur possedendo essi la maggioranza delle riserve internazionali ($ soprattutto) nel mondo. Quale è il meccanismo? I paesi più poveri usano le loro riserve per acquistare i buoni del Tesoro degli Stati Uniti, il che significa che prestano denaro al governo americano. Questi Buoni del Tesoro sono poi depositati alla Banca centrale e quindi vengono emessi i titoli di debito pubblico sul mercato internazionale, in particolare a Wall Street.. È totalmente assurdo: i Buoni del tesoro hanno un basso rendimento, mentre quelli emessi dai PVS (generalmente espressi in dollari) ripagano i creditori con tassi di rendimento molto più alti [3]. Le ingenti riserve, con le quali il debito è finanziato, dovrebbero essere utilizzate come alternativa all’indebitamento,destinandole a investimenti produttivi e alla spesa sociale per migliorare le condizioni di vita della popolazione.

Il secondo dogma è il libero scambio e la libera circolazione dei capitali, dei beni e dei servizi. In totale contraddizione con la teoria neoliberista i paesi industrializzati negano nella pratica questa libertà di movimento ai lavoratori. Il principio della libera circolazione dei lavoratori era un cardine per Adam Smith, al quale i neo liberisti fanno riferimento,

Il terzo dogma in palese contraddizione con la realtà è l’idea che per mettere fine alla povertà occorra facilitare l’accesso al mercato globale per i PVS; ma lo sradicamento della povertà è una questione che può essere risolta solo attraverso riforme strutturali interne allo Stato, che permettano di porre fine all’ingiustizia sociale.
Negli ultimi 20 anni il ruolo nefasto delle politiche macroeconomiche conosciute come la risoluzione di Washington è stato rilevato a più riprese.

Un esempio: la crisi alimentare del 2007-2008

Nel 2007-2008, in conseguenza di un rilevante aumento di prezzo dei prodotti alimentari, il numero di persone che soffrono la fame è aumentato di 140 milioni [4]. In numerosi paesi in via di sviluppo, l’aumento del prezzo al dettaglio di prodotti alimentari ha raggiunto il 50%.

Perché l’aumento dei prezzi ?

Da un lato l’incremento, al Nord, degli incentivi pubblici alla produzione degli agro carburanti (erroneamente denominati biocarburanti mentre in realtà non c’è niente di bio, né di “ecologico”). In poco tempo le colture destinate al consumo umano sono state sostituite dalle più redditizie colture foraggere e di semi oleosi mentre una parte del raccolto di cereali (mais, grano…) è stata destinata alla produzione degli agro carburanti. Questo ha provocato un calo dell’offerta dei prodotti alimentari sul mercato mondiale con un conseguente aumento dei prezzi.

D’altro canto, dopo lo scoppio della bolla immobiliare nel 2007 negli Stati Uniti con le conseguenti ripercussioni sul resto del mondo, le speculazioni dei grandi investitori (fondi pensione, banche d’investimento, hedge found.) si sono riversate sulle materie prime agricole – il cui mercato è concentrato soprattutto nelle 3 borse di Chicago, Kansas City e Minneapolis, specializzate nei contratti a termine del grano.

Dopo la crisi del debito, le politiche imposte dal FMI e Banca mondiale ai paesi in via di sviluppo rimasti privi di ogni tutela, li hanno messi su un piano di estrema vulnerabilità. Queste politiche hanno sottratto terre alla produzione alimentare, forzando i paesi a produrre pochi prodotti da esportare; è scomparso ogni sistema di stabilizzazione dei prezzi, la produzione dei cereali per il consumo interno è stata abbandonata e sono state ridotte le riserve; è cresciuta la dipendenza dalle economie dei mercati globali con un effetto destabilizzante sull’economia interna; è stato drasticamente ridotto il budget per le spese sociali e sono stati eliminati i sussidi per i prodotti base; l’apertura dei mercati ha distorto la concorrenza, mettendo i piccoli produttori locali in concorrenza diretta con i produttori multinazionali. Maestri nell’arte di saccheggio, le istituzioni coinvolte ammettono alcuni errori per mantenere il meccanismo complessivo di dominio nel gioco internazionale. Hanno commesso un vero e proprio crimine, imponendo un modello economico che ha spogliato le popolazioni povere di ogni tutela, lasciandole alla mercé degli speculatori; non basta adesso un sommesso mea culpa in un documento quasi confidenziale .

Secondo la FAO, la situazione è migliorata nel 2010 [5], ma è chiaro che l’obiettivo numero 1 di sviluppo del millennio non sarà raggiunto entro il 2015.
Dopo questa rapida analisi sulle cause della crisi alimentare 2007-2008, è opportuno ancora citare Fantu Cheru, indipendente esperto della Commissione dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite a Ginevra, che già nel 1999 scrive:

“l’aggiustamento strutturale va di là della semplice imposizione di una serie di politiche macroeconomiche a livello nazionale”. È un progetto politico, una consapevole strategia di trasformazione sociale a livello mondiale per plasmare il mondo secondo la logica delle imprese transnazionali. Il programma di adeguamento strutturale funziona come una “cinghia di trasmissione” che facilita la mondializzazione attraverso gli strumenti della liberalizzazione e deregolamentazione limitando l’intervento pubblico nello sviluppo nazionale. [6]. »

III. Non pensiamo che queste politiche siano state abbandonate. Anche se la Banca mondiale e il FMI sostengono di aver sostituito il “Washington consensus”con altre politiche, i fatti le smentiscono. Esse continuano, così come l’OCSE, con le stesse “raccomandazioni” che sono in realtà imposizioni. Così è avvenuto per Haiti [7] o in Pakistan [8], paesi nei quali nel 2010, le popolazioni sono state duramente colpite da calamità naturali. E ancora, Il FMI sostiene le dittature: a settembre 2010 ha deliberato la concessione di un credito per 192 milioni di dollari al regime dittatoriale dell’Honduras.

IV. La crisi economica-finanziaria internazionale del 2007 è alle nostre spalle ?

Ci sono tre fattori che riducono il peso della crisi per i paesi in via di sviluppo. Questi tre fattori che possono deteriorarsi rapidamente sono: 1. I prezzi delle materie prime (da cui deriva l’elevato livello di riserve internazionali); 2. il basso tasso d’interesse e i bassi premi di assicurazione per il rischio paese. 3 I flussi di capitali verso le borse dei paesi emergenti.

Quando le banche centrali dei principali paesi industrializzati (Federal Reserve dell’Italia, Banca centrale europea, Bank of England, Banca del Giappone) decideranno di aumentare i tassi d’interesse, aumenterà drasticamente il costo di rifinanziamento del debito estero dei paesi in via di sviluppo, mentre potrebbero precipitare i prezzi delle materie prime, agganciati all’immensa liquidità monetaria internazionale e alla speculazione. Il calo di prezzi delle materie prime potrebbe essere inoltre una conseguenza di una crisi nell’economia cinese.

V. Bisogna ritornare alle raccomandazioni contenute nella Dichiarazione sul diritto allo sviluppo adottata dell’Assemblea generale il 4 dicembre 1986 con la risoluzione 41/128.

È necessario agire sia a livello della Comunità internazionale che all’interno di ogni Stato sovrano (che può adottare misure unilaterali fondate sul diritto internazionale).
L’articolo 1 della dichiarazione dell’ONU sul diritto allo sviluppo degli gli Stati stabilisce che:
1.2. “Il diritto allo sviluppo umano comprende anche la totale realizzazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione, il che include – in base alle disposizioni di due patti internazionali sui diritti umani- l’esercizio del diritto inalienabile alla piena sovranità sulle le ricchezze e le risorse naturali”.
Secondo l’art 8: ” Occorrono adeguate riforme economiche e sociali per eliminare le ingiustizie sociali”.

VI. Raccomandazioni o scelte concrete che la comunità Internazionale e gli Stati Sovrani possono adottare.

– Tasse globali: sull’esempio della tassa Tobin (Tassa sulle transazioni finanziarie internazionali per evitare speculazioni a breve termine N.d.T.).

– Aumentare gli incentivi allo sviluppo in modo che raggiungano lo 0,7% del PIL dei paesi più industrializzati (nel 2010, i paesi dell’OCSE si sono impegnati per lo 0,35%, quindi per la metà di quanto era stato promesso; si tratta inoltre di una percentuale già sovrastimata) e convertirli in un fondo di risarcimento per i danni causati alle popolazioni del Sud durante gli ultimi 5 secoli di saccheggio e dominazione da parte del Nord.

– Adottare una nuova disciplina finanziaria che vieti transazioni con i paradisi fiscali.

– Applicare una riforma fiscale redistributiva in ciascun paese.

– Restituire alle popolazioni del Sud le ricchezze delle quali si sono impadronite le élites dominanti che le hanno trasferite al nord e nei paradisi fiscali.

– Ridurre in modo rilevante la spesa per gli armamenti investendo nelle politiche sociali.

– Compiere verifiche del debito pubblico per determinare la parte illegittima e annullarla. Nel 2006 la Norvegia ha unilateralmente annullato il debito di 5 paesi (Ecuador, Perù, Giamaica, Egitto e Sierra Leone). Questo Paese ha riconosciuto che gli stanziamenti concessi non hanno contribuito allo sviluppo di questi 5 paesi, ma sono andati a beneficio solo d’imprenditori norvegesi per la costruzione ed esportazione di pescherecci. L’Ecuador nel 2007 ha istituito una Commissione di audit (alla quale ho partecipato)- (Comisión de Auditoría del Crédito Público dell’Ecuador: Commissione sul debito estero dell’Ecuador N.d.T.) che ha lavorato da luglio 2007 a settembre 2008. In base alle conclusioni della Commissione l’Ecuador ha deciso unilateralmente di non rimborsare 3,2 miliardi di debito estero sotto forma di buoni, “salvando” più di 2 miliardi di dollari.

– Creare nuove istituzioni a livello locale come la Banca del Sud

– È poi indispensabile sostituire Istituzioni come la Banca mondiale e il FMI con altre realmente democratiche, che rispettino la carta delle Nazioni Unite e le convenzioni e i trattati internazionali sui diritti umani.

– E’ necessario che i paesi del sud si riapproprino del controllo delle risorse naturali

– Realizzare una riforma agraria perché la terra sia attribuita a coloro che la lavorano e sia garantita la “sovranità alimentare”.(Per una spiegazione del concetto di “sovranità alimentare” : diritto delle popolazioni ad alimenti sani, prodotti con metodi ecologicamente sostenibili, e il diritto dei governi a definire le proprie politiche agricole senza pregiudicare le agricolture degli altri paesi)

L’attuale crisi del clima colpisce tutte le persone, ma soprattutto il sud del pianeta. È necessario tenere conto delle linee guida emerse dal Vertice sui cambiamenti climatici che si è svolto a Cochabamba in aprile 2010, su iniziativa del governo boliviano. Eliminare la povertà e l’ingiustizia è possibile, ma solo costruendo in un nuovo ordine internazionale che segua un modello di sviluppo rispettoso della natura.

Éric Toussaint
Fonte: http://www.mondialisation.ca/
Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=21140
22.10.2010

Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da RAFFAELLA SELMI

Note

Cfr. [1], 15 settembre 2010, eventi speciali: discussione interattiva su democrazia e obiettivi del millennio. [Webcast: archivio video – inglese: 2 ore e 45 minuti] [Webcast: archivio video – lingua originale: 2 ore e 45 minuti] Presentazione di Eric Toussaint : la presentazione d’Eric Toussaint inizia 1h e 34 minuti dopo l’apertura della sessione.

Di seguito il programma completo,in inglese, della sessione: Introductory statement by the President of the General Assembly, Mr. Joseph Deiss. •Introductory statement by the Secretary General of the United Nations, Mr. Ban Ki Moon. • Introductory statement by the Chairman of the International Conference of New or Restored Democracies, Ambassador Jorge Valero, Permanent Representative of the Bolivarian Republic of Venezuela to the United Nations. •Statement by the Associate Administrator of the United Nations Development Program (UNDP), Ms. Rebeca Grynspan. • Statement by the Permanent Observer of the Inter-parliamentary Union, Ambassador Anda Filip. •Presentation by Dr. Juan Carlos Monedero, Director of the Latin American School of Government, Public Policy and Citizenship (Complutense University of Madrid). •Presentation by Dr. Eric Toussaint, founder of the World Social Forum and President of the Committee for the Abolition of Third World Debt. •Questions, answers and statements. •Summary statement by Mr. Luis Bonilla Molina, President of the Miranda International Center, Caracas, Venezuela.

[2] Cina e l’India non sono degli esempi. Vedi Eric Toussaint ” L’envers des miracles chinois et indien” http://www.cadtm.org/L-envers-des-miracles-chinois-et e anche Damien Millet ed Eric Toussaint “La Banque mondiale découvre d’un coup 400 millions de pauvres en plus ” http://www.cadtm.org/La-Banque-mondiale-decouvre-d-un

[3] Per maggiori informazioni vedi Eric Toussaint http://www.cadtm.org/Banque-du-Sud-contexte,1998 in particolare punto 2.C. Vedi anche ” Il faut une Banque du Sud ” http://www.cadtm.org/Il-faut-une-Banque-du-Sud
[4] Cfr. Damien Millet e Eric Toussaint “Retour sur les causes de la crise alimentaire” http://www.cadtm.org/Retour-sur-les-causes-de-la-crise e Eric Toussaint http://www.cadtm.org/Une-fois-encore-sur-les-causes-de
[5] http://www.fao.org/docrep/012/al390f/al390f00.pdf

[6] Estratto dalla relazione presentata a Ginevra nel 1999 dall’esperto indipendente Fantu Cheru in ottemperanza alle decisioni 1997/103 e 1198/102 della Commissione dei diritti Umani dell’ONU http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G99/110/10/PDF/G9911010.pdf?OpenElement

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