Dimissioni di Ingroia? Remake del passato.

Fonte: Dimissioni di Ingroia? Remake del passato..

Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare” Parole di Paolo Borsellino.

Ho voluto iniziare con una riflessione di Borsellino, perché anche a me l’Italia di Berlusconi, dei vari Cicchitto e dei vari Gasparri, non piace e vorrei cambiarla. Ma, esprimere questo mio legittimo desiderio equivale ad essere etichettato, come è successo di recente, “portatore dell’antiberlusconismo come ideologia di una sinistra giustizialista” Si può ancora dissentire in questo Paese? O siamo obbligati giocoforza a condividere e legittimare le grandi “pupiate” partorite dal solito “puparo”?

 

Ho una grandissima pena per questo nostro Paese che risulta essere in mano a dei politicanti che non perdono occasione per riversare tutto il loro astio nei confronti del PM Antonio Ingroia. La colpa di Ingroia? E’ quella d’esprimere il proprio pensiero, pubblicamente, alla luce del sole e non già nel fetore di alcune sagrestie di partito ove fatti e misfatti vengono edulcorati con valenza plebiscitaria del Parlamento. Siffatti personaggi, addirittura chiedono le dimissioni di Antonio Ingroia, come le hanno chieste per un loro compagno di viaggio, Gianfranco Fini, sceso anzitempo dal carrozzone berlusconiano e reo di aver commesso il delitto di lesa maestà.

L’on Cicchitto, non più tardi di qualche giorno fa ha definito il PM Ingroia, che lanciava l’allarme su possibili attentati da parte di Matteo Messina Denaro, “uno che fa chiacchiere da bar” . Il solone Gasparri, invece, insieme ad un pattuglione della destra, aveva presentato l’emendamento 1707 per effettuare una variazione dell’articolo 380 del codice di procedura penale. Il fine era quello d’introdurre il reato di minore gravità sessuale anche nei confronti di minori: emendamento miseramente ritirato con urgenza. Questi, sono i politici che chiedono le dimissioni di Ingroia?

Ho pena, perché un Popolo ferito mortalmente negli ideali di giustizia e sottoposto a dura prova per le tante vittime innocenti, si ritrova ad avere una classe politica sorda e incapace di ricordare il passato. E, ahimè, tutto questo significa che i nostri martiri sono morti invano. Il mio ragionamento è semplice. Ieri come oggi, le stesse accuse che venivano rivolte a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vengono ora rivolte ad Ingroia. E, come se il sacrificio dei tanti servitori dello Stato, fosse ritenuto di routine, una specie di oneroso dazio del gioco delle parti. E, Ingroia, invero, agisce pensando al profuso impegno di Falcone e Borsellino e di tutti i martiri della violenza mafiosa, Egli sa bene che cambiare la struttura portante della Carta Costituzionale, riferita alla Giustizia, rappresenta un pericolo per la Democrazia. Ma, i signori politici fanno gli gnorri, giacchè sanno bene che Ingroia non ha tenuto un comportamento deontologico scorretto. Le urlate richieste di dimissioni sono solo il fine per compiacere il “premier” di turno, ovvero Silvio Berlusconi.

E, diciamolo con onestà, per fortuna che abbiamo una Costituzione che a parte la necessaria seppure lieve limatura, regge e regge bene! Non oso immaginare, i vari Berlusconi, Cicchitto e Gasparri, se avessero il controllo dei PM. Ci troveremmo innanzi al solito “caporale di giornata” che si arroccherebbe il diritto di veto anche nell’espressività del pensiero dei PM; Cicchitto e Gasparri, scordatevelo! Perché voi sapete bene, che i PM non saranno mai sottoposti al potere del Governo. E l’illusione di mettere le vostre mani sulla polizia giudiziaria, è pura chimera.

Sono accanto ad Antonio Ingroia perché rappresenta la parte sana di questo Paese. In lui, colgo similitudini professionali e deontologici con Falcone e Borsellino. Persino, come ho detto poc’anzi, destinatario delle stesse invettive e sicuramente non saranno né Cicchitto né Gasparri ad impedire che Ingroia svolga le proprie funzioni di PM. Mi viene il dubbio che le richieste di dimissioni di Ingroia, siano il pretesto per tranquillizzare qualcuno, allo stato nervoso, che teme le indagini di Ingroia. L’inesorabile corso della Legge non potrà essere più fermata, come avveniva negli anni passati, oggi c’è la richiesta di un Popolo che chiede verità, soprattutto sulle stragi del 92/93. Per questi motivi, il PM Antonio Ingroia non si tocca.

Pippo Giordano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...