Antonio Di Pietro: Nucleare = 0%

Fonte: Antonio Di Pietro: Nucleare = 0%.

Oggi alla Camera ho prima chiesto al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che rendesse conto della strategia nucleare del governo, anche alla luce di un’Europa, e di un mondo, che vanno nella direzione opposta. Subito dopo ho risposto al Governo, che ha rigettato la richiesta di un election day, unendo referendum e amministrative, con scuse ridicole. La realtà è che hanno paura.


Il nucleare dev’essere cancellato

Signori del Governo, gli italiani, anni fa, hanno detto no al nucleare come fonte di approvvigionamento energetico e come vedete ci avevano visto giusto, perché si ripropone spesso il tema della sicurezza, tanto che il Commissario all’Energia della Ue, Guenther Oettinger, ha definito “apocalisse atomica” quanto sta avvenendo in Giappone. Sempre la Commissione europea ha detto che ci sono almeno quattro centrali nucleari in Europa nelle stesse condizioni di quelle nipponiche, due in Spagna e due in Svizzera. E proprio la Svizzera ha dato disposizioni di bloccare la produzione di energia nucleare, così come è avvenuto anche in Lituania e in Germania che ha fermato ben sette centrali. Quindi, mentre nel mondo (espandi | comprimi)
si sta sviluppando una forma di energia alternativa, le chiedo: in Italia c’è proprio bisogno di ricorrere a questa soluzione distruttiva per l’uomo, pericolosa per la salute e per l’ambiente o possiamo, invece, sfruttare il sole e il vento che ne abbiamo in abbondanza? Ministro Prestigiacomo, si possono non condividere le opinioni ma i fatti vanno riferiti correttamente. Lei ha detto una bugia clamorosa e le cito testualmente cosa, invece, ieri ha dichiarato il Commissario all’Energia della Ue, Guenther Oettinger, dopo la riunione con tutti i ministri competenti: “Dopo gli eventi giapponesi l’Unione europea deve pensare a un’opzione zero per il nucleare”. L’esatto contrario di quello che lei, ministro, ha voluto far credere oggi agli italiani. Allora il quesito è uno e uno solo: conviene il nucleare? Ci sono dei disastri naturali cui resisti non potest, non è possibile fermare il terremoto, ma possiamo evitarne alcune conseguenze e tutti quei disastri che sono causati dal comportamento dell’uomo. E allora mi chiedo, il gioco del nucleare ne vale la candela? Io dico di no perché oggi come oggi, rispetto a quando gli altri Paesi che lei ha citato hanno costruito le centrali nucleari, la moderna tecnologia produce un sistema di approvvigionamento energetico diverso, più qualificato, più qualificante e più pulito, meno dispendioso, meno pericoloso per i prossimi 20-100 mila anni. Nessuno, infatti, racconta agli italiani dove andranno a finire le scorie nucleari né dove saranno collocate le centrali. Proprio ieri un sottosegretario del vostro Governo ha detto che gli impianti non si faranno se non nelle Regioni che sono d’accordo, ma la maggior parte delle Regioni, pure quelle governate dalla maggioranza, hanno detto che non vogliono il nucleare sul loro territorio. In una situazione di questo genere, sul piano economico non è vero che si risparmia, anzi si spende di più, non è vero che la materia prima è meno cara perché l’uranio è esauribile e bisogna acquistarlo dall’estero, mentre sole e aria in Italia ce l’abbiamo in abbondanza. Allora chiediamo a tutti voi e al ministro dell’Interno si vada al referendum, che l’Italia dei Valori ha promosso, si dia la parola agli italiani e si chieda: siete voi disposti a rischiare la vita con il nucleare oppure volete un’energia pulita, come il fotovoltaico e l’eolico?

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Hanno paura dei referendum

Signori del Governo ho ascoltato adesso il parere contrario di un vostro rappresentante che dice che non si può fissare il voto dei referendum lo stesso giorno delle amministrative. Io lo chiamo un gesto di codardia, perché nel 2009 c’è già stato l’accorpamento con la motivazione che voi giudicate “eccezionale” e noi invece riteniamo secondo legge e Costituzione, ovvero facilitare il diritto di voto dei cittadini, evitare spese suppletive a carico dell’erario, permettere agli italiani di esprimere il loro parere su quattro quesiti importanti. Stiamo, infatti, parlando di decidere se possono bere tutti o soltanto quelli che hanno i soldi, se l’acqua deve rimanere un bene pubblico o divenire bene privato. Non è un quesito dell’Italia dei Valori ma che ha proposto il Forum per l’acqua pubblica, (espandi | comprimi)
un’associazione apartitica, traversale, che si rivolge a tutti i cittadini e non solo a quelli che condividono una determinata ideologia politica. Io esprimo gratitudine a questo forum per l’acqua pubblica che ha proposto ben due quesiti referendari per far sì che sia applicato il principio di uguaglianza, in base al quale se siamo tutti uguali alla legge, benedetto il Signore, anche un bicchier d’acqua non deve essere negato a nessuno. Non è un principio comunista questo, ma di buon cristiano perché anche Gesù Cristo diceva di dar da bere agli assetati. L’altro referendum che noi chiediamo sia accorpato alle elezioni amministrative è molto semplice: è ciò di cui si discute in queste ore perché, come dice il Commissario per l’Energia dell’Unione europea, stiamo assistendo a “un’apocalisse atomica” in Giappone e se dovesse scoppiare quella centrale nucleare ci sarebbe un disastro più grande della stessa Chernobyl. Allora noi chiediamo agli italiani: volete davvero queste centrali nucleari? In realtà gli italiani hanno già detto con un referendum di non volerle, di preferire l’energia rinnovabile. Abbiamo, infatti, la possibilità di produrre energia con materie prime che si trovano nel nostro Paese, come il sole e il vento, invece dovremmo andare a comprare l’uranio dall’estero, una materia prima esauribile, utilizzabile forse tra 20-30 anni, non disponibile sul nostro territorio ed estremamente pericoloso. Vedete, i disastri naturali non si possono prevenire ma si possono contenere ed evitare gli effetti che sono conseguenza dei comportamenti dell’uomo. Quindi bisogna far attenzione alle scelte che incidono sulla salute, sull’ambiente e sull’esistenza della stessa umanità, che portano appunto a “un’apocalisse”, come purtroppo stiamo vedendo in questi giorni. Rispetto a tutto questo non si può dire che la percentuale che esploda una centrale nucleare è bassa, perché non possiamo sapere se un disperato un giorno faccia con un aereo come l’11 settembre a New York oppure se si scateni un terremoto come tanti che avvengono nel nostro Paese.
L’altro referendum riguarda il legittimo impedimento. Dopo che il Governo Berlusconi ha proposto una riforma costituzionale che mette al primo posto la non funzionalità del sistema giustizia, la rottura del patto democratico, mettendo il giudice sotto il controllo del Parlamento e contraddicendo il principio della divisione dei poteri. Rispetto a tutto questo, il quesito referendario chiederà ai cittadini: vuoi che questo Governo continui a farsi le leggi per conto suo, senza pensare agli interessi del Paese, oppure vuoi dirgli basta?
Io credo che dobbiamo creare le condizioni affinché i cittadini possano davvero andare a votare. Caro sottosegretario e voi tutti del Governo, avete detto un sacco di bugie poco fa quando avete dichiarato che non si può accorpare il voto del referendum con quello delle amministrative perché secondo voi il non voto è l’espressione di una volontà positiva di mantenimento della legge. Niente di più falso perché chi non va a votare non si esprime né in un modo né in un altro. Una cosa sbagliata in questa legge è proprio il quorum di ammissibilità del referendum, perché non è possibile che per modificare la Costituzione basta il quorum semplice, ovvero la maggioranza dei votanti, mentre per far passare un referendum è necessario che la maggioranza degli aventi diritto al voto si rechino alle urne, compresi i tre milioni cittadini all’estero e quelli nati nel 1860. In una situazione di questo genere, strumentalizzare i cittadini che si astengono e dire che votano a favore del Governo ci sembra un artificio, un raggiro, un trucco, una truffa politica ed elettorale. Ecco perché noi siamo convinti più che mai di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’atteggiamento di questo Governo che si comporta come un prete spretato che invita i fedeli a non andare a messa, in questo caso invita i cittadini a non andare a votare, oppure rende loro difficoltoso l’esercizio del diritto di voto. Il sottosegretario ha detto che non si spenderebbero 300 milioni di euro in più ma soltanto 50 milioni, alla faccia! Sono niente 50 milioni? Dateli alla ricerca, alla cultura, alle persone che sono diversamente abili. Ecco perché io dico che il Governo si è arrampicato sugli specchi per giustificarsi, dicendo che ci sarebbero troppe schede. Però sulle schede c’è scritto a cosa servono. Considerate i cittadini degli scemi? Pensate che gli elettori siano incapaci? Questa è la vostra grande arroganza, pensate che gli italiani non capiscano che cosa vanno a votare e li trattate come bambocci. Voi dite anche che siccome i cittadini ci impiegherebbero troppo tempo nel seggio, sarebbero disincentivati a votare. Io penso che sia peggio costringerli a recarsi alle urne per tre week end di seguito, soprattutto in un periodo già di ferie, nel quale le scuole sono chiuse. Allora diciamo le cose come stanno signori del Governo. Le ragioni dell’accorpamento che noi sosteniamo sono diverse: ci sono quelle costituzionali – bisogna agevolare il diritto del voto e non renderlo difficoltoso -, ci sono motivi di buon senso – perché portare a votare i cittadini due volte quando potrebbero farlo una sola volta? -, ci sono quelli economici – saranno 300 milioni, 50 milioni, ma anche soltanto un euro, voi avete il dovere di non sprecarlo -, e ce ne sono molte altre che voi non volete dire. In realtà avete paura del risultato elettorale, perché sapete che in tema di acqua, di nucleare e di giustizia state attuando una politica contro il popolo, contro i cittadini e contro gli elettori. Voi vi chiudete nel vostro bunker e pretendete di governare senza avere il consenso. Il presidente del Consiglio ha detto che ha il consenso del popolo, allora vada dal popolo a chiederlo, altrimenti si chiuda nella sua casa di Arcore.

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