L’ OPERAZIONE LIBIA E LA BATTAGLIA PER IL PETROLIO (PARTE SECONDA)

ComeDonChisciotte – L’ OPERAZIONE LIBIA E LA BATTAGLIA PER IL PETROLIO (PARTE SECONDA).

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
globalresearch.ca

Le implicazioni geopolitiche ed economiche di un intervento militare USA-NATO contro la Libia sono di vasta portata.

La Libia è tra le più grandi economie petrolifere del mondo, con circa il 3,5% delle riserve mondiali di petrolio, più del doppio di quelle degli Stati Uniti.

L’“Operazione Libia” fa parte della più ampia agenda militare in Medio Oriente e Asia centrale, che consiste nel detenere il controllo e la proprietà aziendale di oltre il 60% delle riserve mondiali di petrolio e gas naturale, compresi gli oleogasdotti.

“I paesi musulmani tra cui Arabia Saudita, Iraq, Iran, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Yemen, Libia, Egitto, Nigeria, Algeria, Kazakhstan, Azerbaijan, Malaysia, Indonesia, Brunei, possiedono tra il 66,2 e 75,9 per cento delle riserve petrolifere totali, a seconda della fonte e della metodologia della stima” (Si veda Michel Chossudovsky, La “demonizzazione” dei musulmani e la battaglia per il petrolio, Global Research, 4 gennaio 2007. Trad.italiana).

Con 46,5 miliardi di barili di riserve accertate, (10 volte quelle dell’Egitto), la Libia è la più grande economia petrolifera del continente africano, seguita da Nigeria e Algeria (Oil and Gas Journal). Al contrario, le riserve accertate di petrolio degli Stati Uniti sono dell’ordine dei 20,6 miliardi di barili (dicembre 2008) secondo la Energy Information Administration. (US Crude Oil, Natural Gas, and Natural Gas Liquids Reserves)

Nota

Le più recenti stime pongono le riserve di petrolio della Libia a 60 miliardi di barili. Le sue riserve di gas a 1.500 miliardi di m3. La sua produzione è tra 1,3 e 1,7 milioni di barili al giorno, ben al di sotto della propria capacità produttiva. Il suo obiettivo a più lungo termine è di tre milioni di b/g ed una produzione di gas di 2.600 milioni di piedi cubi al giorno, secondo i dati della National Oil Corporation (NOC).

La BP Statistical Energy Survey (2008) poneva (in alternativa) le riserve accertate di petrolio della Libia a 41.464 milioni di barili alla fine del 2007, che rappresenta il 3,34% delle riserve mondiali comprovate. (Mbendi Oil and Gas in Libya – Overview).

Il petrolio è il “Trofeo” della guerra USA-NATO

Un’invasione della Libia servirebbe gli interessi delle imprese stesse, come l’invasione e l’occupazione dell’Iraq del 2003. L’obiettivo di fondo è quello di prendere possesso delle riserve di petrolio della Libia, destabilizzare la National Oil Corporation (NOC) e, infine, la privatizzazione dell’industria petrolifera del paese, vale a dire trasferire il controllo e la proprietà delle ricchezze petrolifere dalla Libia alle mani straniere.

La National Oil Corporation (NOC) è classificata tra le prime 25 compagnie petrolifere del mondo. (The Energy Intelligence ranks NOC 25 among the world’s Top 100 companies. – Libyaonline.com)

La pianificata invasione della Libia è già in corso nell’ambito della più ampia “battaglia per il petrolio”. Quasi l’80% delle riserve di petrolio della Libia si trovano nel bacino del Golfo dalla Sirte, nella Libia orientale.

La Libia è un premio economico. “La guerra fa bene agli affari”. Il petrolio è il trofeo di una guerra USA-NATO.

Wall Street, i giganti petroliferi anglo-statunitensi, i produttori di armi USA-UE, sarebbero i beneficiari occulti di una campagna militare condotta da USA e NATO contro la Libia.

Il petrolio libico è una manna per i giganti petroliferi anglo-statunitensi. Mentre il valore di mercato del petrolio greggio è attualmente ben al di sopra dei 100 dollari al barile, il costo del petrolio libico è estremamente basso, a partire da 1,00 dollaro al barile (secondo una stima). Un esperto del mercato petrolifero ha commentato, un po’ cripticamente:

“A 110 dollari sul mercato mondiale, la semplice matematica dà alla Libia un margine di profitto pari a 109 dollari” (Libya Oil, Libya Oil One Country’s $109 Profit on $110 Oil, EnergyandCapital.com, 12 Marzo 2008)

Gli interessi petroliferi stranieri in Libia

Le compagnie petrolifere straniere che operavano prima dell’insurrezione in Libia erano la francese Total, l’ENI dell’Italia, la China National Petroleum Corp (CNPC), British Petroleum, il consorzio petrolifero spagnolo REPSOL, ExxonMobil, Chevron, Occidental Petroleum, Hess, Conoco Phillips.

Attenzione, la Cina gioca un ruolo centrale nel settore petrolifero libico. La China National Petroleum Corp (CNPC) ha avuto fino al suo rimpatrio, una forza lavoro in Libia di 30.000 cinesi. British Petroleum (BP) invece aveva una forza lavoro di 40 britannici che sono stati rimpatriati.

L’undici per cento (11%) delle esportazioni di petrolio libico viene incanalato verso la Cina. Mentre non ci sono dati sulla dimensione e l’importanza della produzione e delle attività di esplorazione della CNPC, vi sono indicazioni che siano notevoli.

Più in generale, la presenza della Cina in Africa del Nord è considerata da Washington costituire un’intrusione. Dal punto di vista geopolitico, la Cina è in sovrapposizione. La campagna militare contro la Libia è finalizzata a escludere la Cina dal Nord Africa.

Altrettanto importante è il ruolo dell’Italia. ENI, il consorzio petrolifero italiano, estrae 244 mila barili di gas e petrolio, che rappresentano quasi il 25% delle esportazioni totali della Libia (Sky News: Foreign oil firms halt Libyan operations, 23 febbraio 2011).

Tra le aziende statunitensi in Libia, Chevron e Occidental Petroleum (Oxy) hanno deciso, appena 6 mesi fa (ottobre 2010), di non rinnovare le loro licenze di esplorazione petrolifere e gasifere in Libia. Sapevano già in anticipo dell’insurrezione? (Why are Chevron and Oxy leaving Libya?: Voice of Russia, 6 ottobre 2010). Al contrario, nel novembre del 2010, la compagnia petrolifera della Germania, RW DIA E aveva firmato un accordo pluriennale di vasta portata con la National Oil Corporation (NOC) della Libia, che coinvolgeva la produzione e condivisione delle esplorazioni. (AfricaNews – Libya: German oil firm signs prospecting deal – The AfricaNews).

La posta finanziaria in gioco, così come “bottino di guerra”, sono estremamente alti. L’operazione militare è intenta a smontare gli istituti finanziari della Libia, nonché a confiscare miliardi di dollari di attività finanziarie libiche, depositati nelle banche occidentali.

Va sottolineato che le capacità militari della Libia, compreso il sistema di difesa aerea, sono deboli.

Ridisegnare la mappa dell’Africa

La Libia ha le maggiori riserve di petrolio in Africa. L’obiettivo dell’ingerenza USA-NATO è strategico: consiste nel vero e proprio furto, rubare la ricchezza petrolifera della nazione, sotto le mentite spoglie di un intervento umanitario.

Questa operazione militare è intenta a stabilire l’egemonia statunitense nel Nord Africa, una regione storicamente dominata da Francia e in misura minore, da Italia e Spagna.

Per quanto riguarda la Tunisia, il Marocco e l’Algeria, il disegno di Washington è quello di indebolire i legami politici di questi paesi verso la Francia, e spingere ad l’installazione nuovi regimi politici che hanno un rapporto stretto con gli Stati Uniti. Questo indebolimento della Francia come parte di un disegno imperiale degli Stati Uniti, fa parte di un processo storico che risale alle guerre in Indocina.

L’intervento USA-NATO, indirizzato pure a escludere la Cina dalla regione e a mettere fuori gioco la cinese National Petroleum Corp (CNPC), porta alla fine alla creazione di un regime fantoccio filo-Stati Uniti. I giganti del petrolio anglo-statunitensi, tra cui British Petroleum, che hanno firmato un contratto di esplorazione nel 2007 con il governo di Gheddafi, sono tra i potenziali “beneficiari” della proposta operazione militare USA-NATO.

Più in generale, ciò che è in gioco è il ridisegno della mappa dell’Africa, un processo di ridistribuzione neo-coloniale, la demolizione della demarcazione delle Conferenza di Berlino del 1884, la conquista dell’Africa da parte degli Stati Uniti in alleanza con la Gran Bretagna, in una operazione congiunta USA-NATO.

Libia: Porta strategica sahariana sull’Africa centrale

La Libia confina con molti paesi che sono nella sfera di influenza francese, tra cui Algeria, Tunisia, Niger e Ciad.

Il Ciad è potenzialmente una ricca economia petrolifera. ExxonMobil e Chevron hanno interessi nel sud del Ciad, tra cui un progetto di gasdotto. Il Ciad meridionale è una porta sulla regione sudanese del Darfur. La Cina ha interessi petroliferi in Ciad e Sudan. La China National Petroleum Corp (CNPC) ha firmato un accordo pluriennale con il governo del Ciad nel 2007.

Il Niger è strategico per gli Stati Uniti nell’ottica delle sue ingenti riserve di uranio. Attualmente, la Francia domina il settore dell’uranio in Niger attraverso il gruppo francese nucleare Areva, precedentemente noto come Cogema. La Cina ha anche una partecipazione nel settore industriale dell’uranio del Niger.

Più in generale, il confine meridionale della Libia è strategico per gli Stati Uniti, nel loro tentativo di estendere la propria sfera di influenza nell’Africa francofona, un vasto territorio che si estende dal Nord Africa all’Africa centrale e occidentale. Storicamente questa regione era parte della Francia e dell’impero coloniale del Belgio, i cui confini sono stati stabiliti alla Conferenza di Berlino del 1884.

Fonte http://www.hobotraveler.com

Gli Stati Uniti svolsero un ruolo passivo nella Conferenza di Berlino del 1884. Questa nuova spartizione, nel 21° secolo, del continente africano, basata sul controllo di petrolio, gas naturale e minerali strategici (cobalto, uranio, cromo, manganese, platino e uranio) è ampiamente favorevole ai dominanti interessi aziendali anglo-statunitensi.

L’interferenza degli Stati Uniti in Africa del Nord ridefinisce la geopolitica di un’intera regione. Ciò mina la Cina e mette in ombra l’influenza dell’Unione europea.

Questa nuova spartizione dell’Africa non solo indebolisce il ruolo delle ex potenze coloniali (tra cui Francia e Italia) nel Nord Africa, è anche parte di un più ampio processo di emarginazione e indebolimento della Francia (e Belgio) su gran parte del continente africano.

Regimi fantoccio filo-Stati Uniti sono stati installati in diversi paesi africani, i quali storicamente erano nella sfera d’influenza della Francia (e del Belgio), comprese le Repubbliche del Congo e del Ruanda. Diversi paesi dell’Africa occidentale nella sfera francese (tra cui la Costa d’Avorio) sono candidati a diventare Stati filo-statunitensi.

L’Unione europea è fortemente dipendente dal flusso di petrolio libico. L’85% del suo petrolio viene venduto ai paesi europei. Nel caso di una guerra con la Libia, le forniture di petrolio all’Europa occidentale potrebbero essere interrotte, interessando in gran parte Italia, Francia e Germania, che sono fortemente dipendenti dal petrolio libico. Le implicazioni di queste interruzioni sono di vasta portata. Hanno anche un’influenza diretta sul rapporto tra Stati Uniti e l’Unione europea.

Considerazioni conclusive

I media mainstream, attraverso la disinformazione di massa, sono complici nel giustificare un ordine del giorno militare che, se attuato, avrebbe conseguenze devastanti non solo per il popolo libico: l’impatto sociale ed economico sarebbe sentito in tutto il mondo.

Ci sono attualmente tre distinti teatri di guerra nella più ampia regione del Medio Oriente e dell’Asia Centrale: Palestina, Afghanistan, Iraq. Nel caso di un attacco contro la Libia, un quarto teatro di guerra sarebbe aperto in Nord Africa, con il rischio di un’escalation militare.

L’opinione pubblica deve tener conto del programma nascosto dietro questo presunto impegno umanitario, annunciato dai capi di Stato e di governo dei paesi della NATO come una “guerra giusta”. La teoria della guerra giusta, in entrambe le sue versioni, classica e contemporanea, sostiene la guerra come “operazione umanitaria”. Chiede un intervento militare per motivi etici e morali contro gli “stati canaglia” e i “terroristi islamici“. La teoria della guerra giusta oggi demonizza il regime di Gheddafi.

I capi di Stato e di governo dei paesi della NATO sono gli architetti della guerra e della distruzione in Iraq e in Afghanistan. In una logica totalmente distorta, sono spacciate come la voce della ragione, come rappresentanti della “comunità internazionale”.

La realtà è capovolta. Un intervento umanitario è lanciato dai criminali di guerra al comando, che sono i guardiani della teoria della guerra giusta.

Abu Ghraib, Guantanamo, le vittime civili in Pakistan, in seguito agli attacchi dei droni USA su città e villaggi, ordinati dal presidente Obama, non sono notizie da prima pagina, né lo sono i 2 milioni di morti civili in Iraq. Non esiste una cosa come la “guerra giusta“.

La storia dell’imperialismo degli Stati Uniti dovrebbe essere chiara. La relazione del 2000 del Progetto del Nuovo Secolo Americano intitolato “Rebuilding America’s Defense”, prevede l’attuazione di una lunga guerra, una guerra di conquista. Uno dei componenti principali di questa agenda militare è: “Combattere e vincere in modo decisivo in diversi teatri di guerra contemporaneamente”.

L’Operazione Libia è parte di questo processo. Si tratta di un altro teatro nella logica del Pentagono dei “teatri di guerra simultanei”.

Il documento PNAC rispecchia fedelmente l’evoluzione della dottrina militare degli Stati Uniti dal 2001. Gli Stati Uniti pianificano di essere coinvolti contemporaneamente in diversi teatri di guerra in diverse regioni del mondo.

Mentre proteggere gli USA, vale a dire la “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti d’America, è accolto come un obiettivo, il rapporto PNAC spiega perché questi diversi teatri di guerra sono necessari. La motivazione umanitaria non è menzionata.

Qual è lo scopo della tabella di marcia militare degli USA?

La Libia è presa di mira in quanto è uno dei tanti altri paesi al di fuori della sfera d’influenza degli USA, che non sono conformi alle richieste degli Stati Uniti. La Libia è un paese che è stato selezionato come parte di una “road map” militare, che consiste nel “teatri di guerre multipli simultanei“. Nelle parole dell’ex comandante della NATO, Wesley Clark:

“Nel Pentagono, nel novembre 2001, uno dei più alti ufficiali ebbe il tempo per una chiacchierata. Sì, eravamo ancora in pista per andare contro l’Iraq, ha detto. Ma c’era di più. Questo è stato oggetto di discussione nell’ambito della pianificazione di una campagna quinquennale, ha detto, e vi rientra un totale di sette paesi, a partire dall’Iraq, poi Siria, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan…” (Wesley Clark, Winning Modern Wars, p. 130).

Versione originale:

Michel Chossudovsky
Fonte: http://globalresearch.ca
Link: http://globalresearch.ca/PrintArticle.php?articleId=23605
9.03.2011

Versione italiana:

Fonte: http://www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/8640/loperazione-libia-e-la-battaglia-per-il-petrolio
11.03.2011

Traduzione a cura di ALESSANDRO LATTANZIO

http://www.aurora03.da.ru
http://www.bollettinoaurora.da.ru
http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/

INSURREZIONE E INTERVENTO MILITARE: ACCORDO USA-NATO SUL TENTATO COLPO DI STATO ? (PARTE PRIMA)

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
globalresearch.ca

Gli Stati Uniti e la NATO stanno sostenendo un’insurrezione armata in Libia orientale, al fine di giustificare un “intervento umanitario”. Questo non è un movimento di protesta non violento, come in Egitto e Tunisia. Le condizioni in Libia sono profondamente diverse. L’insurrezione armata in Libia orientale è direttamente supportata da potenze straniere. L’insurrezione a Bengasi ha subito issato la bandiera rossa, nera e verde con la mezzaluna e la stella: la bandiera della monarchia di re Idris, che simboleggiava il dominio delle ex potenze coloniali. (Cfr. Manlio Dinucci, Libia-Quando la memoria storica è cancellata, Global Research, 28 Febbraio 2011)

I consiglieri militari e le forze speciali USA e NATO sono già sul terreno. L’operazione è stata pianificata per farla coincidere con il movimento di protesta nei paesi arabi vicini. L’opinione pubblica è stata indotta a credere che il movimento di protesta si sia diffuso spontaneamente dalla Tunisia e dall’Egitto verso la Libia. L’amministrazione Obama, in consultazione con i suoi alleati, assiste una ribellione armata, cioè un tentativo di colpo di Stato:

“L’amministrazione Obama è pronta ad offrire qualsiasi tipo di assistenza a cittadini libici che cercano di cacciare Muammar Gheddafi”, ha detto la segretaria di Stato Hillary Clinton [27 Febbraio] “abbiamo raggiunto diversi libici che stanno tentando di organizzarsi in Oriente mentre inoltre la rivoluzione si sposta verso ovest”, ha detto Clinton. “Penso che sia troppo presto per dire come andrà a finire, ma abbiamo intenzione di essere pronti e preparati ad offrire qualsiasi tipo di assistenza che chiunque voglia ricevere dagli Stati Uniti.” Attualmente si sta formando un governo provvisorio nella parte orientale del paese, dove la ribellione è iniziata a metà mese.

Gli Stati Uniti, ha detto Clinton, minacciano ulteriori misure contro il governo di Gheddafi, ma non ha detto dove o quando potrebbero essere annunciate. Gli Stati Uniti dovrebbero “riconoscere un governo provvisorio, che stanno cercando di impostare…” [McCain]

Lieberman ha parlato in termini analoghi, sollecitando “un sostegno tangibile, (una) no-fly zone, il riconoscimento del governo rivoluzionario, il governo dei cittadini e sostenerli sia con l’assistenza umanitaria sia, io vorrei, fornendogli armi“.

(Clinton: US ready to aid to Libyan opposition – Associated Press, 27 febbraio 2011)

L’invasione pianificata

Un intervento militare è oggi contemplato dalle forze USA e della NATO, nel quadro di un “mandato umanitario”.

“Gli Stati Uniti stanno muovendo forze aero-navali nella regione” per “preparare una gamma completa di opzioni” nel confronto con la Libia: ha detto il portavoce del Pentagono, il colonnello dei Marines Dave Lapan [Marzo 1]. Ha poi detto che “E’ stato il presidente Obama che ha chiesto ai militari di prepararsi a queste opzioni”, perché la situazione in Libia peggiora.” (Manlio Dinucci, Preparativi per l’”Operazione Libia”: Il Pentagono “riposiziona” le sue forze aeronavali…, Global Research, 3 marzo 2011)

Il vero obiettivo dell’”Operazione Libia” non è quello di stabilire la democrazia, ma di prendere possesso delle riserve di petrolio della Libia, destabilizzare la National Oil Corporation (NOC) e, infine, la privatizzazione dell’industria petrolifera del paese, vale a dire trasferire il controllo e la proprietà delle ricchezze petrolifere della Libia nelle mani straniere. La National Oil Corporation (NOC) è classificata tra le prime 25 compagnie petrolifere del Mondo. (The Energy Intelligence ranks NOC 25 among the world’s Top 100 companies. – Libyaonline.com)

La Libia è tra le più grandi economie petrolifere del mondo, con circa il 3,5% delle riserve mondiali di petrolio, più del doppio di quelle degli Stati Uniti (per ulteriori dettagli vedere la Parte II del presente articolo, “Operazione Libia” e la battaglia per il petrolio).

La pianificata invasione della Libia è già in corso nell’ambito della più ampia “battaglia per il petrolio“. Quasi l’80 per cento delle riserve di petrolio della Libia si trova nel bacino del Golfo della Sirte, nella Libia orientale.

Le ipotesi strategiche dietro l’”Operazione Libia” ricordano i precedenti impegni militari USA-NATO in Jugoslavia e in Iraq.

In Jugoslavia, le forze USA-NATO innescarono una guerra civile. L’obiettivo era quello di creare divisioni politiche ed etniche, che alla fine hanno portato alla dissoluzione di un intero paese. Questo obiettivo è stato raggiunto attraverso il finanziamento occulto e la formazione di eserciti armati paramilitari, prima in Bosnia (l’esercito bosniaco musulmano, 1991-95) e poi in Kosovo (Kosovo Liberation Army (UCK), 1998-1999). Sia in Kosovo che in Bosnia, la disinformazione dei media (comprese menzogne e invenzioni) è stata utilizzata a sostegno delle rivendicazioni di Stati Uniti ed Unione Europea, secondo cui il governo di Belgrado aveva commesso atrocità, con ciò giustificando un intervento militare per motivi umanitari.

Ironia della sorte, l’”Operazione Jugoslavia” è ora sulla bocca dei responsabili della politica estera degli Stati Uniti: il senatore Lieberman ha paragonato la situazione in Libia agli eventi nei Balcani negli anni ’90, quando disse che gli USA “intervennero per fermare un genocidio contro i bosniaci. E la prima cosa che abbiamo fatto è stata quello di fornir loro le armi per difendersi. Questo è ciò che penso si debba fare in Libia” (Clinton: US ready to aid to Libyan opposition – Associated Press, 27 febbraio 2011)

Lo scenario strategico sarebbe quello di sostenere la formazione e il riconoscimento di un governo ad interim nella provincia secessionista, al fine di spezzare il paese. Questa opzione è già in corso. L’invasione della Libia è già cominciata.

“Centinaia di consiglieri militari statunitensi, francesi e britannici sono arrivati in Cirenaica, la provincia orientale separatista della Libia […]. I consiglieri, tra cui ufficiali dei servizi segreti, sono sbarcati da navi da guerra e da motovedette lanciamissili, nelle città costiere di Bengasi e Tobruk” (DEBKAfile, US military advisers in Cyrenaica, 25 febbraio 2011) Le forze speciali statunitensi e alleate sono sul terreno, in Libia orientale, fornendo sostegno segreto ai ribelli. Ciò è diventato evidente allorché dei commando inglesi delle forze speciali (SAS) sono stati arrestati nella regione di Bengasi. Agivano come consiglieri militari delle forze di opposizione:

“Otto commando delle forze speciali britanniche, in missione segreta per mettere dei diplomatici britannici in contatto con gli avversari principali del Col Muammar Gheddafi in Libia, sono finiti umiliati, dopo essere stati detenuti dalle forze ribelli nella parte orientale della Libia, riportava oggi The Sunday Times. Gli uomini, armati, ma in abiti civili, hanno sostenuto che erano lì per controllare se l’opposizione aveva bisogno di aiuto e offrirglielo” (Top UK commandos captured by rebel forces in Libya: Report, Indian Express, 6 marzo 2011)

Le forze SAS sono state arrestate mentre scortavano una “rappresentanza diplomatica” britannica, che era entrata illegalmente nel paese (senza dubbio da una nave da guerra britannica) per discussioni con i leader della ribellione. Il Foreign Office britannico ha riconosciuto che “un piccolo team di diplomatici britannici [era] stato inviato nella Libia orientale per avviare contatti con l’opposizione in rivolta“. (UK diplomatic team leaves Libya – World – CBC News, 6 marzo 2011).

Ironia della sorte, non solo le relazioni confermano l’intervento militare occidentale (tra cui alcune centinaia di forze speciali), ma anche riconoscono che la ribellione era fermamente contraria alla presenza illegale di truppe straniere sul suolo libico:

“L’intervento delle SAS ha fatto arrabbiare alcuni esponenti dell’opposizione libica, i quali hanno ordinato ai soldati di rinchiuderli in una base militare. Gli oppositori di Gheddafi temono che possa usare le prove dell’interferenza militare occidentale per avere il sostegno patriottico al suo regime“. (Reuters, 6 marzo 2011)

Il “diplomatico” britannico catturato con sette soldati delle forze speciali, era un membro dell’Intelligence inglese, un agente dell’MI6 in “missione segreta”. (The Sun, 7 marzo 2011)

Come confermato dalle dichiarazioni della NATO e degli Stati Uniti, sono state fornite armi alle forze di opposizione. Ci sono indizi, anche se finora nessuna prova evidente, che sono state consegnate armi agli insorti, già prima della repressione dei ribelli. Con ogni probabilità, i consiglieri militari e dell’intelligence USA-NATO erano presenti sul terreno, anche prima dell’insurrezione. Questo è stato il modello applicato in Kosovo: le forze speciali sostennero e addestrarono l”esercito di liberazione del Kosovo (UCK) nei mesi precedenti la campagna di bombardamenti e l’invasione della Jugoslavia del 1999.

Mentre si svolgono gli eventi, tuttavia, le forze del governo libiche hanno ripreso il controllo delle posizioni che erano state prese dai ribelli:

“La grande forza offensiva pro-Gheddafi lanciata [il 4 marzo] per strappare ai ribelli il controllo delle più importanti città e dei centri petroliferi della Libia, ha portato [il 5 marzo] alla riconquista della città chiave di Zawiya e della maggior parte delle città petrolifere del Golfo della Sirte. A Washington e a Londra, i discorsi per un intervento militare a fianco dell’opposizione libica, sono stati silenziati dalla consapevolezza che l’intelligence su entrambi i lati del conflitto libico, è troppo imprecisa, per servire come base del processo decisionale” (Debkafile, Qaddafi pushes rebels back. Obama names Libya intel panel, 5 marzo 2011)

Il movimento di opposizione è fortemente diviso sulla questione di un intervento straniero. La divisione è tra il movimento popolare, da un lato, e i “leader” dell’insurrezione armata supportati dagli Stati Uniti, che favoriscono l’intervento militare straniero su “basi umanitarie“. La maggioranza della popolazione libica, sia i sostenitori sia gli oppositori del regime, sono fermamente contrari a qualsiasi forma di intervento esterno.

Disinformazione dei Media

I grandi obiettivi strategici alla base della proposta invasione non sono menzionati dai media. A seguito della campagna ingannevole dei media, in cui le notizie sono state letteralmente fabbricate, senza riferire su quanto stava realmente accadendo sul terreno, un vasto settore dell’opinione pubblica internazionale ha accordato il suo convinto sostegno ad interventi stranieri, per motivi umanitari.

L’invasione è sul tavolo del Pentagono. E’ previsto che verrà effettuata indipendentemente dalle richieste del popolo della Libia, tra cui gli oppositori del regime, i quali hanno espresso la loro avversione all’intervento militare straniero in deroga alla sovranità della nazione.

Schieramento delle forze aeronavali

Se questo intervento militare si realizzasse, sfocerebbe in una guerra totale, una guerra lampo, che implicherebbe il bombardamento di obiettivi militari e civili. A tal proposito, il generale James Mattis, comandante del Comando Centrale Usa (USCENTCOM), ha lasciato intendere che la creazione di una “no fly zone” includerebbe de facto una campagna di bombardamento, puntando tra l’altro alla difesa aerea della Libia:

‘Sarebbe una operazione militare – non sarebbe giusto dire alla gente che si tratta di non far volare degli aeroplani.’ ‘Si dovrebbe eliminare la difesa aerea, al fine di istituire una no-fly zone, quindi non facciamoci illusioni’ (US general warns no-fly zone could lead to all-out war in Libya, Mail Online, 5 marzo 2011).

Una massiccia potenza navale USA e alleata ha preso posizione lungo le coste libiche. Il Pentagono sta muovendo le sue navi da guerra nel Mediterraneo. La portaerei USS Enterprise aveva attraversato il Canale di Suez pochi giorni dopo l’insurrezione (Enterprise.navy.mil).

Le navi da assalto anfibio statunitensi, USS Ponce e USS Kearsarge, sono state dispiegate nel Mediterraneo. 400 marines statunitensi sono stati inviati sull’isola greca di Creta “prima del loro impiego sulle navi da guerra al largo della Libia” (“Operation Libya”: US Marines on Crete for Libyan deployment, Times of Malta, 3 marzo 2011).

Nel frattempo Germania, Francia, Gran Bretagna, Canada e Italia sono in procinto di schierare navi da guerra lungo le coste libiche. La Germania ha dispiegato tre navi da guerra con il pretesto di assistere l’evacuazione dei profughi al confine libico-tunisino. “La Francia ha deciso di inviare la Mistral, la sua portaelicotteri che, secondo il Ministero della Difesa, contribuirà alla evacuazione di migliaia di egiziani” (Towards the Coasts of Libya: US, French and British Warships Enter the Mediterranean, Agenzia Giornalistica Italia, 3 marzo 2011)

Il Canada ha inviato (2 marzo) la Fregata HMCS Charlottetown. Nel frattempo, la 17.ma US Air Force, denominata US Air Force Africa e dislocata nella Air Force Base di Ramstein in Germania, assiste l’evacuazione dei rifugiati. Le strutture dell’aviazione USA-NATO in Gran Bretagna, Italia, Francia e Medio Oriente sono in standby.

Michel Chossudovsky
Fonte: http://globalresearch.ca
Link: http://globalresearch.ca/PrintArticle.php?articleId=23548
9.03.2011

Versione italiana:

Fonte: http://www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/8630/insurrezione-e-intervento-militare-accordo-usa-nato-sul-tentato-colpo-di-stato-in-libia
11.03.2011

Traduzione a cura di ALESSANDRO LATTANZIO

http://www.aurora03.da.ru
http://www.bollettinoaurora.da.ru
http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/

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3 risposte a “L’ OPERAZIONE LIBIA E LA BATTAGLIA PER IL PETROLIO (PARTE SECONDA)

  1. Governo libico ha dichiarato una cessazione immediata di tutte le ostilità. Il ministro degli Esteri ha dato Mussa kussa in una conferenza stampa a Tripoli. “La Repubblica di Libia sta facendo di tutto per proteggere la popolazione civile e di mandarle l’assistenza necessaria umanitaria”, ha detto. “Come membro delle Nazioni Unite, accettiamo che siamo obbligati a rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.” La Libia era pronto per il dialogo. Questo dimostra ancora una volta che aiutare Dio, o meglio la minaccia della violenza. Speriamo che lì pacificamente per i casi umani.

  2. Sono veramente avvilito per quello che ò letto; conosco la libya per il semplice fatto che come ditta di serramenti abbiamo eseguito dei lavori a tripoli, terminati il 10/12/2010 . vorrei esprimere il mio punto di vista per quello che o potuto vedere a tripoli, non era una citta allo sbando anzi si è visto un grande rinnovamento, sia della citta e dei libici,tutti molto reattivi e presi a fare meglio,nessuno parlava male del regime,anzi orgogliosi del loro leader col/Gheddafi.Quanto sta accadendo è una cosa di cui noi italiani ci dovremo battere per dare dignita a quel paese .Io spero che la storia non finica come si è configurata. R.P.

  3. GIANNI LIMOLI

    GHEDDAFI, PUBBLICATA NELLA PRIMA PAGINA IN GOSSIPITALIANO.IT.
    pubblicata the Gianni Limoli il giorno martedì 19 aprile 2011 alle ore 0.43.

    GIANNI LIMOLI scrive: 21 marzo 2011 alle 20:20
    SCUSATE SE SONO POVERO DI ESPRESSIONI: PERCHE’ LA GENTE DIMENTICA FACILMENTE LA PAZZIA E LA PERICOLOSITA’ DI COLORO CHE HANNO INFERTO COLPI MORTALI E MESSO IN GINOCCHIO INTERE NAZIONI….UN DETTO SICILIANO, FORSE STUPIDO E PUERILE DICE: NON C’E’ PEGGIO DI QUANDO UNO E’ MORTO NEL CUORE DI UN ALTRO. A TAL PROPOSITO E’ OBBLIGATORIO TIRARE IN BALLO PROPRIO GHEDDAFI, IL QUALE E’ STATO A CAPO DI UN POPOLO PER MOLTI DECENNI, E PARLO DI UN POPOLO CHE VANTA SECOLI DI TRADIZIONI E QUANDO SI PARLA DI TRADIZIONI, CIO’ VUOL DIRE UN MODO DI VIVERE UNICO A SE STESSO CHE SI E’ TRAMANDATO NEI SECOLI. UNA PERSONA CHE SI SENTE TRADITA, PRIMA O POI CERCA VENDETTA E GHEDDAFI NON E’ DA MENO DI BIN LADEN O DI ALTRI PERSONAGGI CHE HANNO TERRORIZZATO INTERI POPOLI. NON POSSO DIRE SE E’ GIUSTO O SBAGLIATO L’OPERATO DELLE NAZIONI CHE SI STANNO MUOVENDO CONTRO O A FAVORE DELLA LIBIA, MA UNA DOMANDA E’ D’OBBLIGO: SE LA LIBIA NON AVESSE AVUTO LE RICCHEZZE DI CUI DISPONE, ACCADREBBE UGUALMENTE CHE LE NAZIONI UNITE, LA FRANCIA L’INGHILTERRA ECC. SI MUOVESSERO A “FIN DI BENE?”. CAPISCO CHE IL MIO E’ UN COMMENTO PUERILE, MA QUESTI DUBBI CORRONO NELLA BOCCA DI MILIONI DI PERSONE…E SE LA RUSSIA UN GIORNO AVESSE GLI STESSI PROBLEMI DELLA LIBIA, IL MONDO SI MUOVEREBBE UGUALMENTE? CERTO I COMMENTI NON SERVONO A NULLA E LE GRANDI MENTI SANNO QUEL CHE FANNO, MA E’ PROPRIO A CAUSA DI CIO’ CHE CHI SOCCOMBE RITIENE DOVEROSO VENDICARSI E LO FA CON L’UNICA ARMA DEPLOREVOLE VIGLIACCA E MESCHINA: TERRORISMO TERRORISMO TERRORISMO.CHI SOCCOMBE E’ PROPRIO LA POVERA GENTE INCAPACE DI DIFENDERSI DA PAZZI SCATENATI E DALL’IMMANE FURIA DI UNA TERRA CHE REAGISCE CON IRREFRENABILE FURORE. ANCORA COLPA DELLA TECNOLOGIA, SENZA DI QUESTA, LE INVASIONI E LE SOPRAFFAZIONI NON AVREBBERO AVUTO VITA FACILE….
    GIANNI LIMOLI
    scritto da GIANNI LIMOLI
    6 mag 2011 03:47 am

    LEGGETE GENTE E MEDITATE
    Un mondo in rivolta, i popoli reagiscono fra di loro e la terra reagisce contro tutti.

    GHEDDAFI
    pubblicata da Gianni Limoli il giorno domenica 6 marzo 2011 alle ore 13.16
    chi sono io e chi siamo tutti noi per poter commentare l’operato di Gheddafi e quel che avviene all’interno della Libia…la mia opinione sta nel fatto che le forze straniere vorrebbero mettere le mani sull’oro nero che fa muovere il mondo…la mia opinione sta nel fatto che il commercio stesso delle armi avviene soltanto al fine di mettere scompiglio fra i popoli e al fine di far intervenire proprio chi mira ad appropriarsi delle ricchezze altrui. La mia opinione e’ che la vera guerra la fanno i potenti e senza l’uso delle armi ma inculcando astio e veleno e aspettando seduti in una bella poltrona che qualcuno chieda il loro aiuto…Gheddafi e’ un dittatore?…un criminale?…se fosse stato vero in tutti i decenni che ha comandato o guidato la Libia, sarebbe venuto fuori qualcosa…La mia opinione stupida e’ che per tutelare la nostra incolumita’ e quella stessa dei popoli stranieri, bisognerebbe farsi i propri fatti e lasciar vivere chi veramente e’ intercalato in tradizioni che li hanno visti protagonisti assoluti per secoli. La libia e’ uno Stato a se e se e’ vero che Gheddafi riuscira’ ad assopire le rivolte, sara’ un grosso schiaffo per l’umanita’ intera…altrimenti, se lui e’ veramente un tiranno e si e’ macchiato di crimini di guerra la sua ora giungera’ ugualmente…
    GIANNI LIMOLI

    GIANNI LIMOLI
    Unico colpevole l’intelligenza .pubblicata da Gianni Limoli il giorno mercoledì 2 marzo 2011 alle ore 20.17
    Dal momento che l’uomo si e’ eretto e il suo cervello si e’ sviluppato, il destino della terra e’ stato segnato. Se fossero esistiti ancora i dinosauri, avrebbero distrutto la terra? assolutamente no…l’uomo l’ha’ divorata e continua a farlo rovistando nelle sue viscere al fine di cercare, rubare e mettere bombe per test e cazzate varie. Mi chiedo spesso qual e’ il vero obiettivo dell’essere umano. Tutti i popoli che combattono sono spinti da un impulso irrefrenabile per il potere o per la supremazia di una religione a volte alquanto inconcepibile. E’ importante che una scusa ci debba essere, altrimenti non avrebbe senso. Armi, sangue e morte. A questo punto si puo’ soltanto dire che la tecnologia e’ segno di assoluta incivilta’. Le armi sono tecnologia e da queste vengono fuori guerra e sangue, odio e distruzione. I bambini vengono al mondo per essere gestiti e manipolati dall’odio di chi vuole il potere, al fine di diventare terroristi sin da piccoli, al fine di distruggere tutto e tutti. Fare la guerra stando nascosti dietro un bambino e’ pura follia e i popoli per il potere non si fanno scrupoli, non hanno alcuna pieta’ e per loro un bambino e’ come una pietra da lanciare contro un avversario. La verita’ e’ che tutti i popoli del mondo non si rendono conto di combattere DIO e proprio il Creatore potrebbe distruggere la terra con un solo soffio. La sopraffazione e’ il vero motivo per il quale esistono le guerre. Sin da sempre vi e’ stata una ferrea volonta’ nell’accumulare ori e tesori. Il mondo e’ cambiato da millenni e oggi piu’ che mai, l’uomo non puo’ piu’ andare dove vuole…confini, frontiere semafori e chi comanda o crede di poterlo fare e’ pronto a dirti: tu passi, tu non passi. La gente e’ costretta a nascondersi fra i cartoni, all’interno di autotreni al fine di superare i divieti e le frontiere. Certo, occorre fermare i terroristi, gli esseri immondi che arrecano distruzione e morte fra la gente civile. Quindi occorre cercare attentamente e con ogni mezzo, ed il metodo e’ sempre lo stesso: armi in pugno. Le armi, sopraffazione scontata e illimitata: un uomo combatte per difendersi e viene impiccato le Nazioni combattono per arricchirsi e la fanno franca. In America l’arma e’ per chiunque, nel resto del mondo basta un pezzo di carta o una conoscenza politica e hai un’arma in tasca. Viviamo a contatto continuo con una polveriera e la gente, le donne e i bambini vivono e convivono a stretto contatto con il terrore e la pazzia dei demoni del potere: medici con un bisturi in una mano e una pistola nell’altra, avvocati pronti a difendere e a offendere, commercianti che uccidono per un anello, polizia che non tutela ma minaccia e che fa sfoggio della propria arma come un segno di supremazia…un mondo che cammina e vive con l’odio in tasca. Un mondo incivile che non puo’ andare dove vuole, un mondo incivile che non si ferma ad un semaforo e che uccide, travolge, ammazza e la causa e’ la droga, l’alcool, la negligenza e la totale strafottenza, perche’ ha bisogno di sentire l’aspro odore del sangue e della morte. Il nostro DNA e’ composto di molta violenza e di un istinto omicida che spesso non si riesce a frenare. Le scimmie vivono la loro vita sugli alberi, (quelli che sono rimasti). L’uomo ha invaso il mondo e distrugge le foreste. Le scimmie rimangono a guardare e a volte ridono contenti del fatto che l’intelligenza li differisce dall’essere umano…
    GIANNI LIMOLI
    NEWCASTLE UPON TYNE
    02 MARZO 2011

    LA FINE DEL MONDO,
    Ho visionato diversi pareri riguardo le profezie, e forse cado in errore se dico che la gente appare scettica al punto da scherzarci sopra…un parere viene definito tale in quanto trattasi di opinione personale, cosi’ pure io ho deciso di pubblicare il mio pensiero certo del fatto che provochera’ delle critiche…i critici fanno il loro lavoro, anche se dovesse essere una perdita di tempo. A tal proposito sorge un dubbio: quanto tempo rimane di quello che ci e’ stato concesso. Tutto quello che esiste ed e’ esistito e’ docuto certamente ad una mente superiore a qualsiasi immaginazione e certamente tutto quello che esiste ed e’ esistito e’ dovuto certamente ad una mente superiore a qualsiasi immaginazione e certamente tutto quel che esiste non e’ maturato dal caso. Questo paradiso straordinario che e’ la terra, ha visto e sopportato l’arroganza e il menefreghismo dell’essere umano, per molto, troppo tempo. Nessuno di noi esseri umani e’ stato mai riconoscente per questa straordinaria “residenza” che e’ denominata terra. Anzi l’uomo, non contento delle guerre di sopraffazione, ha da sempre sfidato e continua a sfidare persino la Galassia, convinto nerlla propria idiozia di poter farla franca. Daltronde l’irriconoscenza e’ il punto forte di noi umani abituati a prendere senza nulla chiedere.Il mondo e’ stanco di subire ogni sorta di angheria e forse ha deciso di reagire in modo drastico.Oppure una mente superiore aveva gia’ stabilito quanto potrebbe accadere da un momento all’altro.E’ inutile nascondere le nostre colpe e le nostre vergogne. Persino gli “Alieni” ci sfuggono sconcertati della nostra straordinaria “civilta’”. In verita’, la fine del mondo, dal mio punto di vista (demenziale), dovrebbe accadere, e cio’ al fine di porre rimedio alla stoltezza di tutti noi, piccoli ed insignificanti esseri umani, che nulla abbiamo saputo fare se non uccidere e depredare. La nostra mente e’ satura di ogni sorta di depravazione e DIO non passera’ oltre a tutto cio’. Noi siamo stati creati a sua immagine, non dimentichiamolo…se si dovesse chiudere il rubinetto dell’ossigeno che vigila sopra di noi, il mondo cesserebbe di respirare e ogni forma di vita avrebbe fine…un attimo, un attimo soltanto e l’intera umanita’ cessera’ di esistere, per far posto ad un mondo migliore, forse con vite differenti, magari senza l’utilizzo delle mani, quelle stesse che hanno insanguinato e continuano ad insanguinare il mondo intero, magari con l’utilizzo di un cervello piu’ puro e pulito. Proprio il nostro cervello che ci ha condotto ad una vita malsana e indecorosa…uomini con uomini, donne con donne e persino abominevoli unioni fra animali ed esseri umani…proprio per queste mie espressioni, un ragazzo in Facebook, mi ha dato del “limitato”. Evidentemente, per lui e per molti altri e’ giusta l’assurda e abominevole convinzione che vorrebbe vedere uniti in matrimonio, uomini e uomini e donne con donne e/o addirittura che un uomo cerchi nella tecnologia e nella medicina, la possibilita’ di poter partorire un bambino…vergogna, nessuno mai sara’ perdonato per simile oltraggio alla figura di Cristo. Un bambino e’ immagine e figlio di Gesu’…nessuno sara’ perdonato e non crediamo di poterci nascondere, in quanto sara’ impossibile farlo. Le montagne sono alte, ma la pioggia cade dal cielo. Tutti siamo convinti di poterci redimere all’ultimo momento. Ho avuto modo di soffermarmi in un dialogo alquanto demenziale da parte di un certo Daniele Romano, appartenente ad una religione incomprensibile. La “persona” in questione, asserisce che le raffigurazioni della Madonna vanno gettate nella spazzatura e che qualsiasi efferatezza commetta l’uomo, sara’ perdonato. Lui e’ convinto di aver guadagnato un posto in paradiso e questo pur essendosi macchiato e continua a macchiarsi di crimini di ogni genere. Ogni religione detiene un primato di assurde convinzioni e queste convinzioni durano imperterrite da anni, da secoli e secoli. Migliaia di anni trascorsi inutilmente nell’attesa che l’uomo potesse capire il vero senso della vita…un solo DIO…non soffermiamoci a preoccupazioni per la fine del mondo. Preoccupiamoci di purificare le nostre anime e iniziamo a farlo sin da subito, dando veramente dimostrazione di pentimento e molto altruismo. Nel terzo mondo, la fine del mondo accade e si manifesta ogni attimo e nessuno ha paura, nessuno si nasconde o fugge sulle montagne, perche’ la gente, quella vera, affronta la morte con dignita’, non fugge e rimane ad attendere la volonta’ di chi ci ha creato…
    GIANNI LIMOLI
    NEWCASTLE UPON TYNE

    Milioni di bambini muoiono e la luce del mondo intero si sta esaurendo
    pubblicata da Gianni Limoli il giorno venerdì 17 settembre 2010 alle ore 9.22
    Un giorno non lontano tutto questo avra’ fine…ma affinche’ cio’ avvenga dovremo attendere l’esaurirsi del petrolio, la disintegrazione dei brillanti, la scomparsa dell’oro, la fine della corsa al potere e delle guerre per il potere…dobbiamo attendere che la sete di sopraffazione dell’essere umano cessi del tutto. Dobbiamo attendere che non si combatta piu’ per la differenza delle religioni…purtroppo dobbiamo ancora attendere E MENTRE e mentre ognuno di noi usa il compute o va a giocare al golf, milioni di bambini nascono e muoiono nel giro di pochi attimi e magari per salvarli basterebbe un sorso d’acqua, una carezza o ancora di piu’ una piccola attenzione…e’ proprio vero, le parole costruiscono soltanto polvere. Ma io mi chiedo quello che si chiedono milioni di persone: che fine hanno fatto e che fine faranno gli aiuti umanitari…il mondo intero va a fuoco e si sta disintegrando sotto lo sguardo ipocrita dei potenti. La tecnologia sta spingendo l’intero mondo all’autodistruzione…non esiste piu’ il mare, non esiste piu’ il cielo, e la terra viene coltivata con la spazzatura. Dio ha creato il paradiso terrestre, l’essere umano sta distruggendo il mondo assetato di potere…assetato di polvere…scritto con un senso di colpa…forse la gente non fa nulla, proprio come me e si limita soltanto a scrivere e commentare, senza concludere.
    GIANNI LIMOLI
    NEWCASTLE UPON TYNE
    16 SETTEMBRE 2010
    GIANNI LIMOLI

    ILLUSIONE,
    Parlo a te uomo o donna che alzi lo sguardo al cielo, non ti illudere e non essere certo di dove andrai, non basta pregare per essere ascoltati, sappi e non dimenticarlo mai, che spesso l’Onnipotente tappa le Sue orecchie per non udire le idiozie della gente meschina, la stessa gente che come te commette ogni genere di abuso, credendo di farla franca. Mai errore piu’ grande puo’ essere commesso da uomini e donne il cui quoziente intellettivo e’ pari a quello di un topo di fogna e come ben sai, nemmeno DIO sopporta i topi di fogna…
    GIANNI LIMOLI
    NEWCASTLE UPON TYNE
    23 GENNAIO 2010
    scritto da GIANNI LIMOLI
    6 mag 2011 03:54 am

    ITALIA NO COMMENT
    pubblicata da Gianni Limoli il giorno sabato 12 febbraio 2011 alle ore 10.15

    A CAPO DELLE ISTITUZIONI VI SONO PERSONAGGI CHE POSSIEDONO UN PATRIMONIO FINANZIARIO ASTRONOMICO CON POSSEDIMENTI E INVESTIMENTI IN TUTTO IL GLOBO. PERSONALMENTE MI RITENGO UNA PERSONA AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DELLA SOPRAVVIVENZA, EPPURE TENTO DI SOPRAVVIVERE AL PARI DI MILIONI DI ITALIANI E NEL MODO PIU’ DIGNITOSO POSSIBILE. OVVIAMENTE PER POTERMI DISTRICARE DALLA INDEFINIBILE POSIZIONE DOVE LO STATO ITALIANO MI AVEVA CACCIATO A FORZA, MI SONO DOVUTO RECARE ALTROVE, IN UN ALTRO PAESE, DOVE LO STATO TUTELA LE PERSONE IN TUTTI I LORO DIRITTI. UNA NAZIONE DOVE NON ESISTONO MENDICANTI E DOVE PERSINO I BARBONI HANNO UNA CASA, ASSISTITI DA MEDICI E ASSOCIAZIONI VARIE. PARLO DELL’INGHILTERRA, UNO STATO DI GRAN LUNGA SUPERIORE ALL’ITALIA. UNA NAZIONE DOVE VIGE UN ALTRUISMO ASSOLUTO, UN ORDINE PERFETTO DERIVATO DALLA PROFESSIONALITA’ DI UNA POLIZIA DEGNA DI ESSERE DEFINITA TALE, TUTORI DELL’ ORDINE CHE NON SI ERIGONO A PADRONI DELLA STRADA COME ACCADE NEL NOSTRO PAESE, MA COSCIENTI DELLA LORO POSIZIONE SI PONGONO DAVANTI AL CITTADINO CON GARBO E GENTILEZZA. I MEDICI E GLI OSPEDALI SI PREOCCUPANO FINO ALL’ INVEROSIMILE DELLO STATO DI SALUTE DELLE PERSONE. IL CAOS DEGLI UFFICI NON ESISTE E LE SCUOLE E UNIVERSITA’ DANNO UN SUPPORTO TOTALE AGLI STUDENTI. SAREBBE ASSURDO FARE UN PARAGONE CON L’ITALIA, IN QUANTO QUI VIVI DIGNITOSAMENTE, IN ITALIA MUORI INDIGNITOSAMENTE E ABBANDONATO A TE STESSO. LAVORATORI ITALIANI CHE DEDICANO LA LORO VITA PER UN UNICO SCOPO: DARE DIGNITA’ ALLA PROPRIA NAZIONE, STUDENTI ITALIANI CHE DEDICANO GRAN PARTE DELLA LORO ESISTENZA AL FINE DI MIGLIORARE IL PROGRESSO DEL PROPRIO PAESE. RISULTATO? LE ISTITUZIONI SI ARRICCHISCONO E LA GENTE SOCCOMBE. CON RAMMARICO, POSSO ESPRIMERE SOLTANTO IL MIO PARERE PERSONALE E CON DUE SOLE PAROLE PIENE DI SIGNIFICATO: ITALIA VERGOGNA…
    GIANNI LIMOLI
    NEWCASTLE UPON TYNE
    11 FEBBRAIO 2011
    scritto da GIANNI LIMOLI
    11 mag 2011 18:34 pm

    A SCUOLA DI GUERRA
    La scuola di guerra e di morte esiste ovunque. Ovviamente nei paesi dove e’ quasi una religione, “adoperano” grandi e piccoli, i quali agiscono in prima persona e a discapito della propria vita. E’ d’obbligo che a questi sin dalla nascita venga inculcata una credenza assoluta al fine di portare a compimento le missioni di morte e terrorismo. Questa gente non ha ostacoli, proprio perche’ e’ cresciuta fuori dal resto del mondo, senza mai assimilarne le realta’. In verita’, tutti i popoli ormai fanno uso di un sistema aggressivo di vita. I bambini e le nuove generazioni del nostro mondo “civile”, crescono con una verita’ gia’ assodata, che garantira’ loro, armi morte e uccisioni. Seppur con simulazione, il computer con i suoi giochi di fuoco, di guerra e di morte e’ un imput che inizia i bambini e li induce all’aggressivita’. Nel mondo civile la scuola di guerra e’ piu’ aggiornata, piu’ moderna e principalmente non occorre prendere lezioni di terrorismo. Ma il terrorismo non e’ soltanto mettersi una bomba addosso e farsi esplodere in mezzo alla gente. Catapultare bombe in ogni dove, a discapito di innocenti e con lo scopo di appropriarsi dei beni altrui quali il petrolio, causa immani catastrofi e alimenta odio per generazioni a venire. Questa e’ la verita’ piu’ sconcertante che mai. Crescere con l’idea di aggredire, ammazzare e vincere al fine di essere unici a se stessi nella supremazia del mondo intero. L’odio non si combatte con altro odio. Dio e’ sceso in terra per divulgare amore. L’uomo e’ nato per divulgare odio e morte.
    GIANNI LIMOLI
    11 MAGGIO 2011
    scritto da GIANNI LIMOLI
    11 mag 2011 20:31 pm
    Il tuo commento è in attesa di moderazione

    Mi capita di leggere commenti che riguardano le guerre, Bin Laden, Gheddafi, il Corano…in verita’ non sono commenti veri e propri, bensi’ frasi senza alcun senso, espresse da una parte all’altra di piu’ “contendenti”…hao ma che stai a di’…o voi capi’ che er beduino se ne deve d’anna’…risposta: a pezzo de deficiente, te devi legge er corano prima de parla’ a capito?…
    Personalmente tentero’ di esprimermi in altro modo, esprimendo ancora il mio medesimo parere. Ogni popolo vanta le proprie tradizioni e nessuno dovrebbe interferire con la scusa di portare benefici, ma in verita’ con l’idea di appropriarsi del potere altrui. Ovviamente vorrei poter dire che il mondo e’ di tutti, ma di fatto appartiene a chi manifesta piu’ forza e piu’ armi. Qualcuno muove i burattini a proprio piacimento, mietendo fiele e acredine per poi tirarsi in disparte e attendere magari che le forze altrui si indeboliscono. Non paco del fiele che ha mietuto, il piu’ forte continua imperterrito a spingere gli uni contro gli altri. Intanto nessuno dei comuni mortali e’ al corrente della quantita’ di petrolio esistente ancora nel sottosuolo. Mentre i potenti servendosi dell’incredibile tecnologia in loro possesso “vedono” come nell’acqua cristallina al di sotto la crosta terrestre e localizzono perfettamente la posizione dei giacimenti ancora esistenti. Il mondo e’ una inesauribile fonte di ricchezza. A parer mio non visarebbe alcun motivo di scavare e frugare. Con quello che ci da il mare e la terra si potrebbe vivere tutti in pace e se ugualmente e quasi obbligatoriamente ci si deve “scornare”, si puo’ evitare di farlo chiudendo le frontiere e spedendo tutti al proprio paese. Mi dispiace esprimermi cosi’, ovviamente rifletto con altre idee, ma se per stare in pace occorre la “ghettizzazione” dei popoli, che ben venga, dato che soltanto cosi’cesserebbero’ tutte le ostilita’ del mondo. Mettiamoci il cuore in pace e convinciamoci che rubare agli altri portera’ soltanto morte e distruzione. Ripeto non sono razzista e vorrei che tutto il mondo vivesse in pace, ma se cio’ e’ impossibile, come viene dimostrato da secoli, direi di imitare proprio il comportamento di Gheddafi di 40 anni fa, periodo in cui butto’ fuori dalla sua terra tutti gli italiani. A meno che non accada un miracolo, non e’ possibile alcuna convivenza o connivenza fra i popoli e la stragrande minoranza puo’ non significare nulla. Chiudere le frontiere di tutte le nazioni…distruggere le armi e i passaporti e ognuno a casa propria. Soltanto cosi’ la vita continuera’. Non e’ la mia opinione ma forse l’unica soluzione…a proposito di Bin Laden o altri criminali che si sono macchiati di eccidi, nessuno avra’ mai certezza se siano morti e dove si trovano i loro corpi…non stiamo parlando di Mussolinma di popoli che si chiudono a riccio e nascondono tutto quel che vogliono.
    GIANNI LIMOLI

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