Antonio Di Pietro: Bisogna mandarlo via / Non ti puoi fidare del nucleare

Fonte: Antonio Di Pietro: Bisogna mandarlo via.

Non ti puoi fidare del nucleare:

 

Prima di tutto voglio ringraziare quei due milioni di cittadini che, firmando per i referendum, hanno dato la possibilità di porre oggi a tutti gli italiani alcuni quesiti fondamentali per la libertà, per la democrazia, per l’ambiente e per il futuro. Dobbiamo dire grazie anche a quegli altri due milioni di cittadini che hanno firmato per i referendum sull’acqua proposti dal Forum per l’acqua pubblica. I nostri referendum e i loro sono una sommatoria.
Più siamo, più riusciremo a entrare nell’informazione e a far sapere di cosa si parla. perché questo è il è problema dei problemi: ogni volta che c’è qualcosa che va contro il regime, contro le idee piduiste, allora si mette il bavaglio e si cerca il trucco. Il primo trucco è non fare referendum e elezioni amministrative insieme. Non c’è una ragione di alcun tipo per non fare insieme referendum ed elezioni. perché si devono buttare 350 milioni di euro? Quante cose si possono fare con 350 milioni di euro? Pensateci!
Non è stato un errore. Magari! Gli errori si scusano. Ma questo è stato un ladrocinio di Stato buttare via 350 milioni per impedire ai cittadini di dare il loro voto e fare il loro dovere.
Noi siamo qui per aprire la campagna referendaria ma ci troviamo anche in una giornata particolare, di vigilia di guerra, e su questo un partito politico come l’Italia dei Valori deve dire quello che pensa. Anche noi abbiamo avuto in passato il nostro Gheddafi. Si chiamava Mussolini. Qualunque soluzione al di fuori delle Nazioni unite è sbagliata, ma nell’ambito delle Nazioni unite dobbiamo dire forte e chiaro e da che parte stiamo, e lo diciamo: stiamo dalla parte del popolo libico contro il suo dittatore che lo sta distruggendo.
Dobbiamo dire forte e chiaro cosa è avvenuto nel nostro paese due mesi fa: c’era un signore con la sua tunica che si faceva fare il baciamano dal nostro presidente del consiglio. E c’era un signore, nostro invece, che ha svenduto la dignità del nostro paese per fare il giullare. Lui ha detto di essere un guascone, ma i guasconi stanno in guasconeria, non a palazzo Chigi.
E nel mentre si facevano queste guasconate, in Parlamento, col voto contrario dell’Italia dei valori, veniva approvato un trattato di amicizia con la Libia in cui l’art. 5 diceva e dice ancora ora che lì’Italia si impegna a impedire qualsiasi azione che possa ostacolare il governo di Gheddafi. L’esatto contrario di quel che dovevam fare e che l’Onu ci chiede di fare.
Oggi noi dobbiamo fare il nostro dovere, così come ci chiedono l’Onu e il popolo libico oppresso, e così come tanti altri paesi hanno fatto al momento della liberazione del nostro paese dal regime fascista. però noi oggi dobbiamo anche pretendere che si torni in parlamento e che questo governo, con la cenere sul capo dica, insieme alla sua maggioranza, che quell’art. 5 è stato un atto di contiguità e di complicità col regime gheddafiano. Del resto i due regimi si assomigliano nel loro aspetto ridicolo. In quello drammatico, purtroppo, quello di Gheddafi è molto peggiore.
Ma torniamo alla ragione per cui siamo qui. Molti vorrebbero che questo nostro partito non ci fosse, ma poi alla resa dei conti, dopo un po’ vengono tutti sulle nostre posizioni. Io penso che in un paese normale chi governa, chi sta nelle istituzioni, se inquisito dovrebbe essere processato prima degli altri, non dopo gli altri. Dicono che bisogna farsi processare dopo aver governato. Col cavolo! Io se uno è un delinquente lo voglio sapere prima che mi governi, non dopo. Ecco perché siamo contro il legittimo impedimento.
Tecnicamente, possono capitare casi di legittimo impedimento. Però se lo decidi tu quando deve esserci questo impedimento e non il giudice tu, se sei colpevole, avrai un legittimo impedimento tutte le volte che devi andare al processo. Specie se, essendo capo del governo, ti fai tu l’agenda dei tuoi appuntamenti. E’ l’arbitrio dell’imputato perché sta al governo. Invece sia che stai al governo sia che stai in mezzo a una strada, siamo tutti uguali davanti alla legge. Questo è un paese democratico. Questo è uno Stato di diritto. Tutto il resto sono furbate.
Ci sono due modi per violare la legge. Uno è facile: vai e rubi. L’altro modo è che ti fai una legge tutta tua per dire che se rubi tu non è reato, se rubano gli altri è reato. E’ un modo per non farsi processare mentre gli altri sono processati.
Per questo abbiamo voluto questo referendum sul piano tecnico. Altrimenti sai quanti berluschini nasceranno: prima si andava in latitanza, adesso si andrà in Parlamento! Tanto è vero che oggi la maggior percentuale di persone con problemi di giustizia non è nei bassifondi ma tra i parlamentari.
Ma la ragione più importante è quella politica.Posto che ci sono iuna coscienza civile e ua volontà popolare che vogliono dire “basta”, come si fa a farlo? Non possiamo aspettare il 2013 né sognare che lui si dimetta da solo. Ma quando mai! Il Parlamento non lo manderà mai via, perché con questa legge elettorale tutti sono o ricattabili o comprabili. Infatti hanno fatto un gruppo parlamentare apposta, che si chiama dei “responsabili” mentre dovrebbe chiamarsi dei “disponibili”.
Allora per mandarlo via dobbiamo usare lo stesso metodo in base al quale lui dice di essere legittimato a governare. Lui dice: “Ho dalla mia parte la volontà del popolo”. Vediamo se è vero. vediamo se questa volontà ce l’ha ancora. Perché il popolo lo puoi fregare la prima volta, la seconda, ma poi col cavolo che viene ancora preso in giro.
La ragione principale del referendum sul legittimo impedimento, sul quale ci appelliamo a tutte le forze politiche e civili e al popolo, è rispondere a questa domanda: “Ma tu Berlusconi lo vuoi ancora o no?”. E se non lo vuoi ancora, vota sì all’abrogazione del legittimo impedimento. E’ un voto che deve valere come voto politico per dire “vai a casa e cambiamo questo paese”.
Poi ci sono i referendum del Forum dell’acqua. io li spiego in un modo semplicissimo. Mettiamo che invece dell’acqua avessero fatto la privatizzazione completa della gestione della sanità o della scuola, dove sarebbe la fregatura? Facile: se c’hai i soldi ti curi o ti istruisci, e se non ce li hai ti fregi. Ma è mai possibile che se hai i soldi paghi l’acqua e se non muori di sete? Dicono: “Ma è solo la gestione, l’acqua resta pubblica”. Però se quando apro il rubinetto l’acqua pubblica non esce perché non posso pagare la bolletta, muoio lo stesso di sete! Io voglio un’acqua pubblica anche nella gestione perché voglio rispettare il Vangelo: “Dar da bere agli assetati”. Anche se sono morti di fame!
E veniamo all’ultimo quesito, il nucleare. Questi ogni giorno cambiano posizione, ma non per un intimo ripensamento. Lo ha detto il ministro Prestigiacomo: “Dobbiamo stare attenti col nucleare perché perdiamo le elezioni”. Non perché perdi il mondo, la salute, l’ambiente, perché perdi il futuro dei tuoi figli, perché perdi economicamente, perché perdi tutto e rischi un’apocalisse. Chi se ne frega se perdi le elezioni! E’ chi cambia dichiarazione a seconda della convenienza che fa sciacallaggio, non oi.
Noi le firme le abbiamo raccolte un anno fa perché riteniamo che le centrali nucleari rappresentino il passato. Chi le ha costruite lo ha fatto quarant’anni fa, quando la ricerca e la tecnologia non ave ano individuato altri e più moderni mezzi per realizzare con meno spesa e con più tutela della salute un’energia pulita.
La Germania dice che nei prossimi anni si convertirà all’energia ricavata dal sole e dall’aria, e di sole e aria la Germania ce ne ha poco. L’Italia invece l’unica materia prima che ha a disposizione, il sole e l’aria, non la sfrutta e anzi la penalizza. La settimana scorsa ha portato via anche gli incentivi per l’energia eolica e solare.
Dicono “Ma sennò dobbiamo comprare il petrolo”. Perché, l’uranio non lo compri? Dicono: “Ma il petrolio prima o poi finisce2. e perché, l’uranio non finisce? Cosìè che non finisce mai? Il sole.
Il terremoto, lo tsunami, il nubifragio non si possono fermare. Ma possibile che l’uomo debba essere così scemo da produrre lui una cosa che lo distrugge? Fosse l’unica soluzione, lo potrei pure capire. Ma non è l’unica soluzione, e anzi più passa il tempo più ci sono soluzioni alternative, meno costose e meno dannose. E allora che senso ha rincorrere il nucleare?

Per questo abbiamo voluto il referendum nel merito. Ma anche nel metodo contestiamo quello che ha fatto il governo. In un paese democratico, in uno stato di diritto, quando il popolo fa un referendum e dice “non voglio le centrali nucleari”, se le vuoi fare devi tornare dal popolo e vedere se ha cambiato idea.
Non solo non lo hanno chiesto prima di fare la legge, ma adesso non vorrebbero fare il referendum. Adesso boicottano il referendum. tutte queste pastoie che stanno mettendo per impedire il referendum sono un attentato alla Costituzione e allo Stato di diritto. Le stesse persone vanno a “Porta a Porta” un giorno a dire “Avanti sul nucleare” e un altro giorno a dire “Dobbiamo riflettere”. Che vuol dire “Dobbiamo riflettere”? Se ti sei pentito, devi solo fare una legge che abroga il nucleare come fonte energetica. Tutto il resto è una furbata che serve solo a “scollinare” il 12 giugno, ultima data utile per il referendum.
Vogliono imbrogliare i cittadini facendo credere che stanno facendo una riflessione, per invogliare i cittadini a non votare. o peggio vogliono fare una norma ponte per dire che tanno riflettendo. Dopo il 12giugno diranno “Abbiamo riflettuto. Faremo le centrali più sicure”. Ma non esiste niente di sicuro in materia di nucleare. Se arriva un kamikaze, che gli vai a dire?
Che vuol dire che gli altri paesi le hanno fatte vicino a noi? Noi dobbiamo essere promotori di un ricambio strategico, dobbiamo essere i primi della classe a proporci come l’innovazione verso il futuro.
Oggi abbiamo aperto questa campagna referendaria per informare i cittadini. Sono temi planetari quelli sui cui i cittadini devono dare una risposta. Questa battaglia non è dell’Italia dei valori: noi abbiamo solo fatto il nostro dovere per raccogliere le firme, ma il tema riguarda tutti i cittadini. Il nucleare, l’acqua, la legalità non sono né di destra né di sinistra. Per questo diciamo a tutte le forze politiche, sociali,l dell’informazione, economiche: dateci una mano a convincere i cittadini che in questo momento stare alla finestra è un po’ rinunciare a vivere. Andiamo a votare per mandare a casa al più presto un sistema piduista di governo e per garantire che sia l’aria che l’acqua siano un bene di tutti e per tutti.
Grazie.

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