Blog di Beppe Grillo – La verità su Fukushima

Fonte: Blog di Beppe Grillo – La verità su Fukushima.

Quando si saprà la verità sugli effetti di Fukushima forse vorremo cambiare pianeta. Siamo arrivati al livello 7. Il massimo possibile. Il livello 8 nessuno sarà in grado di raccontarcelo. Uno studio commissionato da Greenpeace Germania a un esperto tedesco di sicurezza nucleare, rivela da giorni che l’incidente di Fukushima “ha già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES)“. È il livello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto solo da Chernobyl. Secondo Greenpeace, la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra l’11 e il 13 marzo 2011, equivale al “triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES“.

Ps: Le “Facce da nucleare” dell’opposizione che si sono assentate alla votazione per l’accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D’Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
Scarica il volantino delle “Facce da nucleare” e diffondilo
– Partecipa a “Spegni il nucleare” con il referendum su FB

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2 risposte a “Blog di Beppe Grillo – La verità su Fukushima

  1. Vorrei sapere come mai la settimana scorsa eravamo costantemente informati sulla dislocazione della nube radioattiva in Italia ed ora, che siamo a livelli ancora più preoccupanti, non ci viene detto più nulla!
    Come sempre il cittadino è la “cavia” degli interessi politico-economici del nostro e di tutti i governi. I bambini hanno il diritto di essere tutelati.

  2. Sergio Marchetti

    come i nostri soldi finiscono nei rifiuti.
    Queste considerazioni intendono essere di aiuto e supporto conoscitivo per gli Amministratori pubblici, gli Esperti Ambientalisti e tutte le Associazioni dei consumatori, ma soprattutto e prima di tutti, agli ignari cittadini sui quali grava il peso dei costi di tutta la filiera operativa dei rifiuti, a partire dalla “ecologissima” differenziazione.
    Il termine “ecologico” è ormai usato ed abusato per qualsiasi cosa si voglia far accettare come utile e doverosa dal proprio interlocutore. Dobbiamo essere consapevoli che quando si elimina per combustione qualsiasi cosa (per esempio il 35/40% dei rifiuti che rimangono dopo una perfetta differenziazione), non abbiano fatto niente di ecologico.
    Anche quando bruciamo un semplice pezzo di legno, il gas dei fornelli della propria cucina, o il bio-gas che deriva dalla fermentazione e decomposizione di sostanze umide contenenti carbonio (come gli avanzi dei cibi, carcasse di animali, o addirittura parti dello stesso corpo umano provenienti da settore ospedaliero), perché nel migliore dei casi si producono una serie di particelle chimiche nocive (che Vi risparmio perché numerose), della CO2 che con il calore incrementa l’effetto serra e soprattutto si distrugge una enorme quantità si prezioso ossigeno (non più riprodotto dalla grande quantità di alberi che ogni giorno tagliamo. Si veda l’Amazzonia) che con l’acqua é l’altra nostra fonte di vita.
    Invece di usare il termine “ecologico” sarebbe quindi più appropriato usare il termine “ecocompatibile”, intendendo con esso che quel certo prodotto che vogliamo bruciare, anch’esso contribuisce ad inquinare, distrugge o altera il delicatissimo equilibrio ambientale, ma produce meno impatto perché a quantità minore a parità di risultato ottenuto.
    Appare chiaro a tutti che non sono fantasie le migliaia di morti causati dai frequenti eventi atmosferici estremi, dalle spaventose alluvioni ai lunghi periodi di siccità che per il futuro, non possano fare altro che aumentare di frequenza e di estensione e che abbiamo procurati noi con l’alterazione dell’equilibrio mondiale, con l’aumento della temperatura globale e la riduzione delle aree desertiche, o umide, o boschive, ecc..
    Mi sembra invece totalmente sciocco quanto utopistico pensare che tutto regredisca o finisca da solo, solamente perché ogni tanto facciamo un convegno nel quale ci riempiamo reciprocamente la bocca di buoni propositi di ridurre l’effetto serra e l’inquinamento, ma che sistematicamente continuiamo poi a ignorare.
    Ciò premesso, dobbiamo prendere coscienza che, con le tecnologie oggi già disponibili industrialmente, è assolutamente certo che il trattamento dei rifiuti, dalla differenziazione alla raccolta ed infine la eliminazione potrebbe essere fatta in modo automatico a perfetto dalle macchine, ma che potrebbe costare ai cittadini in media il 50% in meno di quanto costa oggi (costo che oltre tutto non smette mai di crescere. Basta considerare che 80% dei sindaci sono costretti a chiedere sempre nuovi aumenti ai concittadini arrivando ultimamente a prevedere il 75% di aumento in una sola volta), solo per una serie di arretratezze tecniche e inadeguatezze conoscitive. Talvolta subite dagli stessi Amministratori in assoluta buona fede a causa di una opprimente burocrazia o …“particolari realtà ambientali”, altre ancora invece per vere cause di forza maggiore come le emergenze delle strade trasformate in discariche, ma in ogni caso sempre e comunque creando delle situazioni tanto assurde quanto pericolose per la salute e l’ordine pubblico, le quali spesso, si è convinti di poterle risolvere con l’aumento del personale e di inquinantissimi impianti e ovviamente aumentando il prelievo dalle tasche dei cittadini, ormai obbligati a subirle rassegnati perché insufficientemente informati e adeguatamente difesi dalle proprie Associazioni, verso i responsabili delle scelte di tali opinabili soluzioni.
    E’ però purtroppo constatabile che, almeno in molti casi, ci sia una palese mancanza di volontà a prendere atto da parte degli “addetti ai lavori”, che dalla metà del 2009 è di pubblico dominio, almeno per coloro che debbono provvedere a organizzare tali gestioni, che una serie di nuove tecnologie industriali, sono disponibili sul mercato mondiale per trattare ed eliminare rifiuti di ogni tipo (anche i più pericolosi e tossici), portando a zero, ripetiamo totalmente A ZERO sia l’inquinamento aereo che idrico, sia ogni costo di costruzione degli impianti, di gestione e di conferimento negli stessi, risolvendo di colpo tutti i problemi dei rifiuti, tecnici, economici e organizzativi per le Amministrazioni, con il risultato della immediata diminuzione (invece di continui aumenti) di oltre il 50% della media delle spese e quindi delle attuali tassazioni sui Rifiuti Solidi Urbani e Pericolosi, sia che tali tasse si chiamino Tarsu, Tia o in qualsiasi altro modo.
    Per capire bene di cosa parliamo e perché si è giunti a questa situazione da disorganizzato paradosso, pur partendo da ottime intenzioni, dobbiamo valutare come le situazioni si sono evolute e succedute nel tempo.
    Fino a qualche decennio fa le discariche erano l’unica soluzione accettata universalmente, poi ci fu la scoperta che inquinavano le falde freatiche con i loro percolati e furono introdotti gli inceneritori.
    Queste “meravigliose macchine” che avevano effettivamente risolto il problema dell’inquinamento delle acque sotterranee, ne avevano però creato un altro ancora più grave, ma non immediatamente individuato e/o valutato (il classico tanto, ma tanto “fumo” e niente arrosto), come, per esempio, la morte per tumore di molti di quelli che respiravano e respirano (ancora oggi), l’aria intorno ad essi.
    Per tale ragione, per quanto tale affermazione possa scandalizzare, dobbiamo prendere atto che potrebbero risultare nel tempo, più pericolosi delle discariche!
    Infatti oggi noi possiamo tranquillamente potabilizzare in modo perfetto l’acqua di una falda freatica inquinata (da qualsiasi prodotto) o dissalare quella marina per dissetare un’isola o una nazione, ma non potrebbero mai vivere i circa 7 miliardi di esseri umani del Pianeta eternamente con le maschere antigas sul viso per proteggersi dai tumori dovuti ai veleni respirati, non solo per l’assurdità della cosa in se, ma perché a quel male non sfuggirebbero ugualmente perché dovrebbero mangiare i prodotti della terra coltivati nei pressi di queste “meravigliose macchine-salva Ambiente” ed esportati quotidianamente in tutto il mondo (si vedano le uova, i polli e i maiali alla diossina, che potrebbero essere il primo piccolo esempio del dramma planetario, derivante dalla spazzatura di Napoli e di mille altre città europee, che hanno mandato e continuano a mandare (ora tocca alla Spagna), negli inceneritori di altri Paesi.
    A tali fumi inquinanti fu posto rimedio, anche se dopo anni e in minima parte, con sempre più
    efficienti e costosi filtri ai camini, cercando nel contempo rendere utili anche in altro modo i vecchi Inceneritori facendogli produrre energia elettrica e cambiandogli nome con quello più accettabile, innocente ed “ecologico” di Termovalorizzatori.
    Peccato però che i più sofisticati filtri, siano sempre stati molto lontani dall’eliminare totalmente il continuo ed enorme danno all’ambiente oltre che alla salute di ogni essere vivente, perché riducono solamente, ma NON ELIMINANO la fuoriuscita di immani quantità di CO2, polveri sottili, diossine e oltre 100 differenti sostanze cancerogene e mutagene che tutt’ora fuoriescono dalle loro ciminiere, compresi (solo per fare due esempi estremi tra i tanti noti) quello vecchio e super inquinante di Parigi, o quello nuovissimo di Acerra presso Napoli (che in un anno, solo il secondo, pur lavorando ad un terzo della sua capacità, ha superato di ben 150 volte i parametri consentiti per legge avvelenando quindi 150 volte di più del consentito tutto ciò che lo circonda. Tenendo presente che il “consentito” costituisce già un vero e proprio “avvelenamento legale da accumulo”) e questo non avviene per colpa di chi li gestisce o perché siano troppo vecchi o pur nuovi ma fatti peggio di altri precedenti, ma solo perché come tutti quelli in funzione in qualsiasi parte del mondo, hanno una camera di combustione dove bruciano quella parte di rifiuti che comunque rimane da eliminare anche dopo tutte le possibili e più accurate selezioni (solo in Italia la quantità di Rifiuti residui da incenerire è di oltre 16 milioni di tonnellate, dopo una inarrivabile differenziazione del 60%, contro la realtà attuale del 25/30%) e un camino dal quale comunque fuoriesce tutto quanto appena detto, nonostante i più moderni e costosi “super-filtri”.
    Ma il dramma maggiore (e peggiore, perché non sappiamo dove ci porta) di tutta questa assurda situazione, è purtroppo il sapere con assoluta certezza, che gran parte di coloro che sono preposti a decidere come e che cosa fare, continuano ad asserire, pensare o credere in buona o mala fede, che non esistano tecnologie migliori a ZERO INQUINAMENTO, quando invece, ormai un grandissimo numero di queste persone sanno perfettamente che da un anno esistono sul mercato mondiale tecnologie che ottengono esattamente gli stessi risultati di eliminazione totale dei rifiuti. Garantiscono zero emissioni
    inquinanti e permettono una perfetta auto-selezione preventiva di ogni tipologia di prodotto esattamente e meglio di come avviene oggi (senza gli attuali scomodi obblighi fisici e costi per i cittadini), oltre che a zero costi di costruzione degli impianti a zero costi di conferimento, infine, o forse soprattutto, garantiscono la più totale protezione della salute, dell’ambiente e senza togliere inutilmente dalle tasche dei cittadini una rilevantissima quantità di denaro (che per i soli italiani equivarrebbe oggi ad un immediato risparmio medio di qualcosa come 6 miliardi e euro ogni anno), se solo si smettesse di operare con l’attuale metodo, costoso, sgradito all’utente (e completamente inutile alla luce delle nuove tecnologie), che obbliga ad organizzare e gestire una, pur doverosa, virtuosa, utile e corretta selezione dei Rifiuti Urbani e Speciali, ma necessaria solo se si usano tecnologie obsolete, il che, obiettivamente, sarebbe particolarmente gradito nel momento attuale, che è certamente per tutti e sempre di più, un periodo di grande crisi economica.
    In oltre a danno si aggiunge la beffa, perché sembra che questa offerta tutta italiana di speciali tecnologie, sarà messa in opera prima in Marocco, Russia, Romania, e Brasile, che non in Italia. C’è proprio da riflettere sul perché, visto i guai che stiamo passando, sono probabilmente solo un piccolo assaggio di quelli che ci aspettano nei prossimi mesi ed anni!
    A causa dei molti passaggi organizzativi e operativi, un comportamento di per se virtuoso come quello della differenziazione dei Rifiuti, nata per ottenere prodotti riciclabili e nel contempo ridurre l’inquinamento, si è trasformato ormai in una escalation di aumento indiscriminato e senza fine di costi per cercare di raggiungere il 65% di differenziata previsto dalla UE, perché ERA finalizzata, molto giustamente, a cercare di incenerire la minor quantità possibile di rifiuto che in ogni caso residua anche dalla più efficiente differenziazione.
    Questo concetto ERA più che corretto e valido fino a quando non fosse stata creata una tecnologia in grado di ottenere gli stessi risultati positivi di eliminazione totale dei rifiuti senza inquinare, pur differenziando automaticamente e producendo grandi quantità di energie elettrica, calore e in più acqua potabile, quest’ultima inesistente nel vecchio e inquinante Termovalorizzatore.
    Per tali ragioni il concetto della differenziazione, che era specificatamente finalizzato a ridurre al massimo il residuo da bruciare e quindi l’inquinamento, è completamente superato, perché le tecnologie finalmente esistono, è sono in grado di far spendere al cittadino la metà di quanto spende oggi, semplicemente utilizzando impianti che non hanno camere di combustione ne camini, quindi non possono emettere inquinamento alcuno (gli interessati potranno cercare digitando in Google le voci “Complesso Ecologico Polivalente” o “Ecovalorizzatore verde”) e si scoprirà facilmente che tali tecnologie fanno da sole anche quella selezione per la quale oggi si chiedono al cittadino continui e sempre maggiori sacrifici economici, organizzativi, che per gli anziani diventano anche fisici (infatti basta pensare al costo delle “isole ecologiche” e quanto sacrificio comportano per gli anziani).
    Non esiste neppure il pericolo che le nuove tecnologie riducano una parte degli attuali posti di lavoro, perché vi sono molte altre necessità, a partire dalla bonifica della enorme quantità di attuali discariche, in grado di creare e mantenere posti di lavoro per almeno i prossimi 50/60 anni.
    Per uscire dalla presente paradossale e assurda situazione, con queste poche informazioni, che devono intendersi costruttive e mirate solo a creare benefici e vantaggi a tutti, da oggi anche i comuni cittadini, oltre che gli addetti ai lavori, possono approfondire le loro conoscenze sulla esistenza e funzionamento di queste tecnologie e di quello che, se adottate, possono voler dire per l’Ambiente e soprattutto per loro, in termini sia di salute che di risparmio di denaro, evitando l’attuale, inutile e insensato spreco di risorse, sia umane che economiche.
    La strada più corta per il cittadino comune che volesse cercare di spendere meno e/o meglio il proprio denaro ed eliminare una volta per tutte il problema dei rifiuti e dei relativi effetti sulla propria salute, è quella di comunicare e discutere queste informazioni con la propria Associazione di categoria o con il proprio Amministratore comunale.
    Sergio Marchetti

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