Internet: siamo 53esimi – VIDEO – parola d’autore – Cadoinpiedi

Fonte: Internet: siamo 53esimi – VIDEO – parola d’autore – Cadoinpiedi.

Istruzioni per rendersi conto visivamente del divario che il nostro paese accumula (volontariamente) in tema di connettività rispetto al resto del mondo, civilizzato e non.

– Prendere le ultime statistiche mondiali sull’utilizzo di internet;
– Importare, per ciascun paese, i valori di penetrazione della rete nella popolazione;
– Ordinarli per bene in un foglio di calcolo;
– Realizzare una mappa globale suddivisa per fasce di utilizzo di internet, utilizzando intervalli standard;
– Agitare bene e guardare il risultato.

La mappa che avete davanti è molto significativa. Il blog l’ha redatta sulla base dei dati provenienti da http://www.internetworldstats.com/stats.htm. Stabilisce una relazione tra il colore di ogni paese sulla mappa planetaria con il tasso di utilizzo della rete internet da parte dei suoi cittadini. Si va da un verde più marcato, più profondo, che denota quei paesi dove i cittadini sono maggiormente connessi, fino a un rosso scuro che denota i posti nei quali si naviga davvero poco. Per le aree in grigio non c’erano sufficienti dati oppure non mi sono dato la pena di cercarli.

Ma guarda… ci sono tante aree nel mondo dove il tasso di penetrazione è molto elevato, parliamo per esempio del Nord America, dove tocchiamo punte del 77,70% dei cittadini, ma anche dell’Australia, dove il tasso di penetrazione è addirittura dell’80,10%. L’Islanda la fa da padrone: tocca il ragguardevole traguardo di 97,60 cittadini su 100 collegati alla rete! Ma che dire della Norvegia? Si attesta su 94,80%. O della Svezia? 92,50%. E la Finlandia? 85,30%. Senza dimenticare ovviamente la Danimarca: 86,10%. Ma anche il Regno Unito non se la cava male: 82,50%. La Germania fa un bel 79,10% tondo tondo. L’Estonia (ragazzi: l’Estonia! Avete presente l’Estonia?) 75,10%!

Scendendo un po’ sui pioli della scala dei cittadini connessi alla rete, ci si imbatte nella Francia: 68,90%. Poi nella Spagna: 62,60%. Nella Slovenia: 64,80%. Nella Repubblica Ceca: 65,60%. Nella Polonia: 58,40%. A questo punto, inutile dirlo: l’unico grande paese europeo dove la penetrazione della rete internet è giallognola, quasi un color marroncino diarroico, è quello a forma di stivale. Il tasso di penetrazione della rete internet italiano è di 51,70 cittadini su 100! Una vera ciofeca, che risulta anche dall’accostamento di questo dato a quello degli altri paesi che nel mondo si spartiscono la stessa fascia. Insomma, per un paese che crede ancora di potersela giocare alla pari con le grandi potenze economiche e industriali forse non è così lusinghiero essere accostati alla Russia, alla Turchia, all’Iran, all’Arabia Saudita, al Brasile, alla Colombia… luoghi caratterizzati da regimi repressivi, oppure da un elevato tasso di povertà, o ancora in mano alla criminalità organizzata, dove l’informazione tutto è fuorché libera e al servizio del cittadino. Perfino l’Argentina, appena fallita, fa meglio di noi.

Da ultimo, quasi a testimoniare come la rete internet possa realmente fare la differenza nella presa di coscienza, nella consapevolezza dei cittadini circa i loro stessi diritti, notiamo come nei paesi del Nord Africa dove le ultime rivoluzioni si sono fatte sentire, come Tunisia ed Egitto, il tasso di penetrazione della rete internet è significativamente più elevato rispetto ai propri vicini di casa. A parte la Libia, che infatti ha ancora seri problemi. Ma certo, questa è un’altra storia…

E se voleste chiedervi “dove” sia davvero questa benedetta internet, date un’occhiata alle statistiche di scaricamento in tempo reale della nuova versione del browser Firefox. Trovate una bella grafica nell’ultima parte del video. Ecco di cosa parliamo, quando parliamo di internet nel mondo: nella lunga notte della rete ci sono interi continenti quasi completamente spenti.

Forse sarebbe il caso di accenderli. Ma prima ancora… accendete un computer al vostro vicino di casa, perché siamo 53° nel mondo, dopo posti come la Malesia, il Liechnestein, il Tokelau e il Qatar.

E poi, per i pochi fortunati che internet ce l’hanno, ci sarebbero i dati sulla qualità della loro connessione, che se possibile sono anche infinitamente peggiori!

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