Archivi del giorno: 17 aprile 2011

ComeDonChisciotte – BRETTON WOODS 2.0: LA CONFERENZA DELL’ORDINE DEL NUOVO MONDO DI SOROS

Fonte: ComeDonChisciotte – BRETTON WOODS 2.0: LA CONFERENZA DELL’ORDINE DEL NUOVO MONDO DI SOROS.

DI STEPHEN LENDMAN
http://www.uruknet.org

Nel luglio del 1944, 730 delegati provenienti da 44 nazioni si incontrarono al Mount Washington Hotel di Bretton Woods, NH, per una conferenza monetaria e finanziaria delle Nazioni Unite. Il suo scopo era di istituire un sistema monetario internazionale post-bellico delle valute convertibili, tassi di cambio fissi, il libero scambio, il dollaro come valuta di riserva mondiale legata all’oro, e quelli di altre nazioni fissate al dollaro.

Inoltre progettò un quadro istituzionale per l’accumulazione di capitale di mercato per garantire che le nuove colonie liberate perseguissero lo sviluppo economico capitalista a vantaggio degli alleati vittoriosi, soprattutto l’America.

E anciora, furono istituiti il FMI e la Banca Mondiale per integrare le nazioni in via di sviluppo nell’economia mondiale globale dominata dal Nord, intrappolandole attraverso il debito come mezzo per trasferire le loro ricchezze a potenti banchieri occidentali.

Questo schema, ai giorni nostri, obbliga nazioni indebitate a prendere nuovi prestiti per coprire i vecchi, assicurando il crescere dell’indebitamento e la severità di regolazione strutturale, che include:

— privatizzazione delle imprese statali;

— licenziamenti di massa;

— deregolamentazione;

— profondi tagli alla spesa sociale;

— congelamento o tagli dei salari;

— accesso al mercato internazionale senza limiti per le compagnie occidentali;

— tagli fiscali a favore delle compagnie;

— repressioni o eliminazione del sindacalismo; e

— dura repressione contro gli oppositori di un sistema incompatibile con la democrazia sociale.

Come risultato, dalla seconda guerra mondiale, la ricchezza pubblica si è spostata in potenti mani private, ampliando il divario tra elitisti super-ricchi e famiglie di lavoratori, un processo più intenso che mai ora, compresi gli importi.

Nel 1971, il sistema si disfece quando Nixon chiuse la finestra d’oro, terminando l’ultimo legame tra oro, dollaro e moneta solida. Da allora in poi, le valute fluttuarono, in concorrenza tra loro in pieno stile casinò, manipolate da membri potenti, come Soros, fondi speculativi, gigantesche banche internazionali o governi, a volte in modo cooperativo con gli altri, nel loro reciproco interesse. Bretton Woods stabili`un sistema monetario post bellico internazionale, includendo le mission originali del FMI e della Banca Mondiale:

— la prima, determinare i tassi di cambio stabili legati al dollaro e colmare squilibri di pagamento temporanei,

— la seconda, fare credito a paesi in via di sviluppo, messi in ginocchio dalla guerra. Entrambi gli enti, infatti, hanno dato prova, fino ad oggi, della natura ampiamente sfruttatrice del loro obiettivo.

Nel suo libro “Super Imperialismo: La Strategia Economica dell’Impero Americano” ed in altre opere, Michael Hudson ha spiegato come l’accumulo di dollaro finanzi l’imperialismo Americano e gli interessi delle compagnie:

— facendo circolare surplus dollari globalmente per incrementare la speculazione finanziaria e le acquisizioni aziendali;

— attraverso banche centrali globali che “riciclano tali afflussi di dollari (in) titoli del Tesoro americani per finanziare il deficit di bilancio federale degli Stati Uniti; e cosa più importante, il carattere militare del deficit dei pagamenti Usa e il disavanzo del bilancio federale nazionale ”

In altre parole, I dollari finanziano le acquisizioni aziendali americane, e gli eccessi speculativi creano bolle e crisi economiche globali, così come le spese sconsiderate proprie dell’America, il suo militarismo, le sue guerre imperiali, le sue centinaia di basi in tutto il mondo, e la belligeranza globale e sfruttamento a scapito dei valori democratici e della giustizia sociale.

Prima o poi, però, gli eccessi erodono la fiducia e producono un cambiamento, soprattutto oggi che la Federal Reserve sta sacrificando la forza del dollaro per salvare Wall Street a scapito della crescita economica produttiva e la stabilità. Quanto maggiore è l’erosione del dollaro, tanto meno gli investitori stranieri sono propensi a tollerare l’acquisto di bad assets, dando all’America un pasto gratuito per finanziare una politica controproducente.

Come risultato, Michel Hudson vede tensioni internazionali crescenti durante la prossima generazione a causa del monetarismo avventato americano, le guerre perpetue, e l’estremo divario economico tra elitisti super-ricchi e lavoratori comuni.

Per decenni, le compagnie degli Stati Uniti hanno avuto un vantaggio competitivo dalle regole del Washington Consensus e le istituzioni che Bretton Woods controlla, tra cui il FMI e la Banca mondiale, offrendo all’America un pasto gratis nel governare costringendo gli altri paesi in schiavitù per debiti e minacciando di far cadere il sistema monetario globale se un numero sufficiente di essi si fossero opposti. E, naturalmente, intraprendendo guerre imperiali quando quelle finanziarie non funzionano.

Finora è stato cosi` perché all’Europa e all’Asia manca la volontà politica di creare un nuovo ordine economico internazionale, in modo che le nazioni che producono vantaggi economici li possano mantenere, non lasciare che l’America li usurpi per rafforzare il suo “nuovo tipo di pianificazione globale centralizzata” – una basata sulla finanziarizzazione e sui titoli del Tesoro Usa, non meccanismi industriali.

In termini di WTO, essa trasferisce i guadagni del commercio estero da altre economie in America, svuota le loro risorse complessive, promuove la dipendenza, non l’autosufficienza, e la supporta con una linea dura militarista e minacce di collasso sistemico monetario. Alla fine, i paesi sfruttati si oppongono alla “tassazione senza rappresentanza”, un “quid senza quo”, un pasto gratis offerto delle “nazioni del mondo paganti surplus”. Più l’America lo esige sommergendo le economie mondiali con i dollari, più le nazioni svantaggiate probabilmente si opporranno, minacciando di ritirarsi dal FMI, la Banca Mondiale e la WTO.

E’ una possibilità che globalisti come George Soros si propongono di sfruttare, tra le altre, attraverso Bretton Woods 2.0 per sviluppare idee e politiche per un nuovo ordine finanziario mondiale che elitisti come lui stesso controllano.

George Soros – Investitore Predatorio Miliardario

I suoi investimenti disonesti sono noti. Ad esempio, nel 1992, ha guadagnato un miliardo di dollari sabotando la politica monetaria europea, attaccando il Meccanismo di Cambio Europeo (MCE) attraverso un assalto speculativo, di alto grado di leva, sulla sterlina inglese, costringendola alla svalutazione e la rottura del MCE.

Nel giugno 2003, Neil Clark ha scritto un articolo sul New Statesman, spiegando le sue macchinazioni, come predatore disonesto. Di conseguenza, si è “fatto i miliardi grazie alla crisi della moneta orientale del 1997, ” ed è stato multato nel 2002 “per insider trading da un tribunale in Francia”. Quando gli è stato chiesto del tumulto causato dalla sua speculazione, ha detto sprezzante:

“In qualità di operatore di mercato, non ho bisogno di preoccuparmi delle conseguenze delle mie azioni”.

Guadagnando miliardi da questi, hanno provocato il caos per milioni a livello globale. Altri ancora grazie alla collaborazione del suo Gruppo di Crisi Internazionale e Open Society (in cui aperte significa per lui da saccheggiare) con Zbigniew Brzezinski, Al Gore, il generale Wesley Clark, Richard Perle, Paul Wolfowitz, e molti altri noti furfanti e organizzazioni.

Per decenni, Soros ha insidiosamente operato per il dollaro. Ad esempio, nel 1998, ha scritto una lettera oltraggiosa a Bill Clinton, chiedendo una “strategia globale politica e militare per abbattere Saddam e il suo regime” per motivi che l’amministrazione Bush ha attuato.

E ‘inoltre collegato al Gruppo Carlyle, approfittando del militarismo e delle guerre dai contratti di difesa. Tra i suoi soci e collaboratori ci sono Bush I, James Baker, Colin Powell, l’ex primo ministro britannico John Major, Frank Carlucci, Richard Darman, una sola volta i membri della famiglia bin Laden, e molte altre figure ben collegate.
Clark ha spiegato che Soros ” potrebbe non essere, come talvolta si è ipotizzato, un agente interamente pagato dalla CIA. Ma che le sue società e le ONG siano strettamente avvolte nell’espansionismo degli Stati Uniti non può essere seriamente messo in dubbio”.

Si rivoltò contro Bush II per la tattica, non l’ideologia, per aver commesso il peccato capitale di far scoprire il gioco grazie al suo fanatismo bellico. In effetti, Soros sostiene fermamente la guerra finanziaria e militare a favore di maggiori profitti a livello globale, per ottenere il controllo su denaro, risorse e mercati, ma vuole che lo si faccia abilmente e che non si noti – a modo suo.

Come risultato, egli usa la sua ricchezza ed influenza per estromettere i regimi “inetti” al business. Ad esempio, Clark ha detto che è stato determinante nel crollo sovietico per:

“aver distribuito 3 milioni di dollari l’anno tra i dissidenti tra cui il movimento Solidarnosc, Carta 77 in Cecoslovacchia e Andrei Sakharov nell’Unione Sovietica. Nel 1984, fonda il suo primo Open Society Institute in Ungheria e pompa milioni di dollari in movimenti di opposizione e mezzi di comunicazione indipendenti. Apparentemente volte a costruire una ‘società civile’, queste iniziative sono state progettate per indebolire le strutture politiche esistenti e aprire la strada per lo sfruttamento eventuale dell’Europa orientale da parte del capitale globale “.

Soros ora si prende il merito dell’aver “Americanizzato l’Europa orientale”, sfruttando la sua ricchezza e le persone a scopo di lucro. In Jugoslavia, Clark ha detto:

“Gli jugoslavi sono rimasti ostinatamente resistenti e più volte hanno rimesso riformato Partito Socialista di Slobodan Milosevic al governo. Soros è stato all’altezza della sfida. Dal 1991, il suo Open Society Institute ha incanalato più di 100 milioni di dollari per” elementi anti Milosevic, “finanziando partiti politici, case editrici e media ‘indipendenti’ come Radio B92, usandoli contro Milosevic.

Quando Washington lo ha spodestato nel 2000, “tutto ciò che rimaneva era trasportare (lui) al tribunale dell’Aja, co-finanziato da Soros”e altri cosiddetti custodi dei diritti umani, con quelli delle compagnie che richiedevano la loro parte di bottino. Oggi la Jugoslavia è balcanizzata, il suo popolo sfruttato e i kosovari disciplinati dalla Liberation Army (KLA) di Hashim Thaci in Kosovo, un’organizzazione disonesta collegata alla CIA e alla criminalità organizzata.

Soros, comunque, ne ha beneficiato enormemente. Lo ha fatto, infatti, in ogni paese a cui ha mirato a spese della libertà, dei valori democratici e del benessere pubblico.

“In Kosovo, per esempio, ha investito 50 milioni di dollari in un tentativo di ottenere il controllo del complesso minerario di Trepca, dove ci sono vaste riserve di oro, argento, piombo e altri minerali del valore stimato di (circa) 5 miliardi di dollari. Ha quindi copiato un modello da lui (usato) con grande effetto su tutta l’Europa orientale (attraverso) la ‘terapia shock’ e ‘la riforma economica’, poi fiondandosi in picchiata con i suoi associati per acquistare beni statali di valore a prezzi stracciati “.

Infatti, la sua strategia di Pax Americana differisce solo da Bush II in finezza. “Ma è altrettanto ambizioso e altrettanto mortale”, per mezzo di guerre militari o finanziarie per ottenere il massimo profitto.

Istituto di Soros per il Nuovo Pensiero Economico (INET) – Conferenza di Bretton Woods

Dallo 08 aprile 2011, la seconda conferenza annuale INET ha indirizzato le scosse di assestamento della crisi economica globale, come parte di un impegno ad ampio raggio per “attirare la più ampia Unione Europea, così come le economie emergenti dell’Europa orientale, l’America Latina e l’Asia” e far loro accettare le idee del ‘Nuovo Ordine Mondiale’ di Soros.

Con l’obiettivo di “inspirare e provocare un nuovo pensiero economico”, oltre 200 studiosi, capi di imprese e di governo (molte con legami diretti con lui) hanno partecipato, inclusi la INET di Soros e Robert Johnson, primo ministro britannico Gordon Brown, Paul Volker, Larry Summers, Joseph Stiglitz, Kenneth Rogoff, Jeffrey Sachs (il veleno della cui shock terapia ha aiutato ad affondare la Russia post-sovietica e l’Europa dell’Est), Carmen Reinhart dal (Pete) Peterson Institute for International Economics, Andy Haldane della Banca d’Inghilterra, Henry Kaufman ed altri elitisti del Nuovo Ordine Mondiale, tracciando nuove vie per il controllo globale finanziario e dei profitti.

Le tematiche discusse hanno incluso:

— L’ordine economico e politico emergente: cosa ci aspetta?

— Bretton Woods: cosa possiamo imparare dal passato per progettare il futuro?

— Tornare in pista: gestione macroeconomica dopo una crisi finanziaria.

— Sovranità e disegno istituzionale in età globale: il mercato globale e gli Stati nazionali.

— la sovranità e l’efficace supervisione internazionale possono essere riconciliati: la sfida dei grandi istituti finanziari complessi.

— Esplorare la complessità nella teoria economica.

— L’economia politica di regolazione strutturale: comprendere gli ostacoli alla cooperazione.

— Il mercato o lo stato: possono le forze di mercato offrire innovazione, istruzione ed infrastrutture?

— Economia sostenibile.

— Aree di valuta ottimale e governance: la sfida dell’Europe.

— L’architettura dell’Asia: struttura finanziaria e sistema economico emergente; e

— Raccogliere la sfida: equità, regolazione ed equilibrio nell’economia mondiale.

Un Commento Finale

Il globalista Soros crede che l’ “America dovrebbe essere sostituita da un governo mondiale con una valuta globale regolata dalle Nazioni Unite.”

In alter parole, vuole la sovranità nazionale sostituita dal controllo centralizzato del denaro, della popolazione, delle risorse e del mercato – una società non democratica basata sul rapporto padrone – servo della gleba in cui è impossibile viverci a meno di essere governanti ed approfittatori.

Il 25 gennaio 2010, lo scrittore del New York Times, Andrew Sorkin sottolineò, “Ancora in richiesta: Uno Sceriffo della Finanza”, citando Soros che aveva detto:

“Abbiamo bisogno di uno sceriffo globale” davanti al Forum Economico Mondiale di Davos, Svizzera, nel 2008. Forse ha in mente se stesso.

Stephen Lendman
Fonte: http://www.uruknet.org
Link: http://www.uruknet.org.uk/?p=m76806&hd=&size=1&l=e
13.04.2011

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org cura di FEY

Antimafia Duemila – Gaza, pioggia di fuoco

Fonte: Antimafia Duemila – Gaza, pioggia di fuoco.

di Vittorio Arrigoni – 11 aprile 2011
“Ho lasciato le mie cugine che stavano lavando i panni nel cortile di casa, quindi mi sono avviato verso la moschea per la preghiera di mezzogiorno.

Non avevo ancora camminato per 500 metri quando ho sentito il boato, e giratomi di scatto ho visto il fumo salire sopra la nostra casa”.

Mentre ci offrono il caffè e i datteri rituali sotto la tenda della veglia funebre, Nidal continua il suo racconto. “Sono precipitato indietro con alcuni familiari e appena varcata la soglia di casa la scena raccapricciante: tutte 4 donne stavano stese a terra, Najah era già cadavere mentre sua figlia Nidal è spirata fra le mie braccia. Abbiamo caricato le altre 2 sorelle, Nida e Fida su 2 auto e siamo corsi incontro alle ambulanze.”

Ad Al-Farahin, est di Khan Younis, un drone UAV israeliano, uno di quegli velivoli senza pilota comandati a distanza che qui a Gaza chiamano “zannana“, ha mirato e fatto centro su un gruppo di donne. Il missile è esploso a mezzo metro da Najah Harb Qdeah, 45 anni, uccidendola sul colpo. Nidal Ibrahim Qdeah di 20 anni, è morto poco dopo, Fida di anni 15 è rimasta seriamente ferita ad una gamba mentre Nida Qdeah, un’altra bambina di 12 anni, sta lottando in questo momento fra la vita e la morte all’ospedale Europa di Khan Younis.

La giornata di oggi era cominciata seguendo lo stesso copione di morte e terrore di quella di ieri: elicotteri Apache, caccia bombardieri f 16 e droni concentrati nel loro fuoco da nord a sud della Striscia. Questa mattina, prima dell’attacco alla famiglia Qdeah, sempre a est di Khan Younis, durante un bombardamento venivano uccisi due guerriglieri di Hamas e contemporaneamente a Rafah tre civili venivano feriti gravemente.

A Qarara , nel centro della Striscia di Gaza, moriva sotto le bombe Talal Abu Taha, un civile di 55 anni. Nel pomeriggio altri quattro guerriglieri della resistenza palestinese uccisi a est e a nord di Gaza city. Verso sera, le sofisticate apparecchiature israeliane tornavano a puntare sui civili e precisamente un gruppo di bambini che stava giocando a calcio nei pressi di Shujaiyeh: due bambini uccisi e feriti un’altra decina di minori di diciotto anni.

Uno dei corpi dei piccoli, non ancora identificati è arrivato all’ospedale al-Shifa decapitato. All’ora in cui sto scrivendo, le 22:30 locali, gli ospedali sono in stato di allerta, e molti letti sono già occupati da feriti gravi, per la maggioranza civili. Fra questi, due donne colpite da schegge di proiettile a Zeitoun, quartiere est di Gaza city e un paramedico palestinese, rimasto seriamente ferito mentre cercava di evacuarle dalla zona dei bombardamenti.

Gli sporadici lanci di razzi artigianali dei guerriglieri palestinesi, oggi non hanno provocato feriti in Israele, ne tantomeno sostanziali danni alle cose. Sotto la tenda funebre allestita per raccogliere il cordoglio per le donne assassinate ad Al Fahraeen, Nidal non trattiene la sua rabbia: “La comunità internazionale dovrebbe prendersi cura dei civili oppure no? Dov’è ora? Dove stanno? Tutti in Libia? Uccidono i nostri bambini, fanno a pezzi le nostre mogli e le nostre figlie e dove sta l’Onu?”

Maheer, un altro cugino delle vittime incalza: “Dopo l’attentato a Gerusalemme, l’opinione pubblica israeliana è assetata di sangue , e anche se noi gazawi non c’entriamo niente, ecco che il governo di Tel Aviv li tieni buoni compiendo questi massacri a Gaza. Tanto per dimostrare quanto polso hanno, che controllano la situazione”.

Comunico loro che il portavoce dell’esercito israeliano dopo le molte vittime civili di questi due giorni ha espresso il suo dispiacimento, ma allo stesso tempo ha accusato Hamas di utilizzare i civili come scudi umani.

Nidal e Maheer quasi non si trattengono sulle sedie. Nidal: “hanno apparecchiature così sofisticate da riuscire dal cielo a leggere l’ora sul display del tuo orologio, e come è possibile che abbiano commesso un errore così marchiano da bombardare un cortile di una casa dove alcune donne stendevano dei panni?”. Le ultime notizie parlano di bombardamenti via terra a Zaitoun e via area a Nord di Gaza city.

Mi immagino quel soldato che è al posto di comando del drone che ucciderà anche questa notte, come se stesse vivendo una realtà virtuale, e gli omicidi punti accumulati sullo schermo di una mortifera playstation. Il governo della Striscia è tornato anche oggi a chiedere una tregua, ma la sensazione è che siamo ancora distanti dal game over di terrore e omicidi.
Ahmed mi ha appena chiamato al telefono: “Victor, hai del pane in frigo? Dai usciamo, conviene fare scorte“.
Restiamo Umani.

Tratto da: http://it.peacereporter.net/articolo/27879/Gaza%2C+pioggia+di+fuoco.

Antimafia Duemila – Il vero scandalo della prescrizione

Fonte: Antimafia Duemila – Il vero scandalo della prescrizione.

di Alexander Stille – 14 aprile 2011
Mentre si discute della legge veramente vergognosa sulla cosiddetta “prescrizione breve” ora all’esame del parlamento italiano, la stragrande maggioranza degli italiani non sa di uno scandalo infinitamente più grande: il semplice fatto che la prescrizione può scattare a processo già iniziato.

In tutte le altre grandi democrazie al mondo – ripeto: tutte tranne l’Italia – “l’orologio” della prescrizione si ferma nel momento della prima azione giudiziaria o dell’inizio di un processo. Perché? Per non incoraggiare strategie di dilazione tramite mille cavilli, in modo da fare decidere il processo non sul merito delle prove ma sulla base del tempo e della capacità degli avvocati di rimandare la giustizia. La prescrizione esiste per i reati minori in tutti i sistemi per un buon motivo: impedire ai procuratori di pescare nel passato lontano per colpire un avversario. Ma una volta iniziato il processo non ci può più essere la prescrizione: così funziona negli Usa, in Francia, in Gran Bretagna, in Olanda e così via. Altrimenti si creano degli incentivi perversi per allungare i processi. Quando ieri ho spiegato il sistema italiano a una ex magistrata americana, lei è rimasta a bocca aperta e stentava letteralmente a crederci. “Ma è un invito ai cavilli! Si prolungheranno i processi e finiranno in un modo che non ha niente a che fare con la giustizia”. Era esterrefatta all’idea che l’orologio della prescrizione non si fermasse neppure dopo una condanna in primo grado e quindi che molti processi potrebbero venire annullati durante il processo di appello. “Ma non è possibile”. L’anomalia italiana della prescrizione era più accettabile con il vecchio codice penale quando l’uso frequente delle prove scritte rendeva più veloci i processi. L’Italia ha abbracciato il dibattimento orale – raddoppiando i tempi dei processi – senza cambiare le regole sulla prescrizione. Un regalo ai delinquenti. Anzi, nel regno di Berlusconi, un primo ministro plurinquisito, le prescrizioni diventano sempre più brevi e l’Italia si allontana sempre di più dal resto del mondo.

Tratto da: stille.blogautore.repubblica.it

Antonio Di Pietro: Innovazione: Italia dopo Tunisia e Malesia

Fonte: Antonio Di Pietro: Innovazione: Italia dopo Tunisia e Malesia.

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Ve la ricordate la storiella delle tre I con cui Berlusconi ha preso in giro l’Italia un po’ di tempo fa? Stavano per “inglese”, “internet” e “impresa” e volevano dire che presto l’Italia sarebbe diventata un paese modernissimo. Ma Berlusconi è uno che fa il contrario di quello che dice e che promette. Così invece di accelerare la modernizzazione dell’Italia la ha paralizzata e le uniche I che abbiamo visto realizzarsi negli ultimi anni stanno per “immobilità”, “impreparazione” e “inettitudine del governo”.
Non lo dico io. Lo dice il World Economic Forum nel suo Rapporto annuale sulla tecnologia. Se guardiamo a quanto l’innovazione tecnologica è diventata una parte fondamentale della vita quotidiana di tutti i cittadini e soprattutto dell’economia, su 131 paesi l’Italia sta al cinquantunesimo posto. Viene dopo la Malesia e la Tunisia.
Il rapporto del Wef dice anche di chi è la colpa, e lo dice senza nessun pelo sulla lingua: del governo italiano che è tra i meno aperti all’innovazione e tra quelli che usano meno la tecnologia moderna al mondo. Quanto ad apertura all’innovazione, siamo al posto numero 113 su 131, quanto a uso delle tecnologie al numero 89. Di politiche a favore dell’innovazione, con queste premesse, è meglio non parlarne per carità di patria. In Europa ci sono i paesi migliori di tutti, che sono la Francia e la Germania, e i peggiori, che sono la Grecia e naturalmente l’Italia.
In questo governo il ministro Brunetta ogni tanto si mette a sbraitare contro i “fannulloni” e strilla che li vuole licenziare tutti. Innovare il paese è il lavoro di un governo. Se non lo fa vuol dire che è un governo fannullone e deve essere licenziato. Il Caimano ogni volta che apre bocca se la prende con qualche sabotatore che rovina il Paese, specialmente i magistrati e i giornalisti che fanno il loro lavoro, e ripete che se non ci fossero loro tutto andrebbe bene. Ma è lui che costringe il Parlamento e lo stesso governo a lavorare solo e sempre come la segreteria dei suoi avvocati difensori, e così facendo è lui che sabota il Paese. E’ lui che se ne deve andare prima di farci finire ancora più in basso di così.

Blog di Beppe Grillo – I giornali sono medium, fanno parlare i morti

Fonte: Blog di Beppe Grillo – I giornali sono medium, fanno parlare i morti.

Ieri pomeriggio ero a Milano insieme ai ragazzi del MoVimento 5 Stelle per riparlare del Parlamento pulito e delle 350mila firme raccolte nel 2007 che ancora giacciono nei sottoscala di Palazzo Madama. A margine ho parlato con i giornalisti e di seguito riporto il mio intervento:

Basta, non voglio assolutamente parlare di queste cose. Ho messo una croce su quell’ometto, quel pensionato senza prostata. Basta. Parlare di processi, di giustizia… ma qual è il senso della giustizia? Non ce l’ha più un senso la giustizia. Io ho processi da 17 anni. Abbiamo 3 milioni di processi, la Gran Bretagna ne ha 300 mila. Abbiamo 250 mila avvocati e le nostre università continuano a sfornare avvocati. Non ha più senso parlare di processi.
Occorre ripartire dal basso, azzerare tutta questa classe politica, la classe economica, capire dove andiamo. Capire cosa devono produrre le nostre industrie da qui a vent’anni: non automobili, non cemento ma altre cose, informazioni, bit, autostrade informatiche. Nella graduatoria mondiale della velocità del download in Rete siamo a 4,9. Siamo dopo lo Zambia. La Libia ha 5,2, noi 4,9. Cominciamo da queste cose qui. Cominciamo a informarci.
In Korea le donne incinte, i bambini e i giovani fertili non li fanno uscire di casa, a causa della nuvola radioattiva. Qui di cosa parliamo. Anzi, di cosa parlate voi? Basta, finitela. Siete nati come un giornale, vi state trasformando. Vi ingigantite, andate avanti, avete bisogno di soldi, di sponsor, non prendete i finanziamenti ministeriali ma poi avete gli sponsor che sono pericolosi. State molto attenti: siete su una china molto pericolosa. Questo è un sistema che ti ingloba se non stai attento.
Noi facciamo fatica per avere un minimo di visibilità: i server, i soldi, le pubblicazioni in Rete. Ma non possono ancora chiamarci “grillini“. E nelle classifiche della Rete (cazzo, ci sarò nella Rete no?) scompaio anche sul vostro giornale. Vi ho fatto scrivere, perché scompaio anche sul vostro giornale. “Un errore, potevi telefonarci senza farci scrivere dall’avvocato”. No, non vi telefono, perché non potete fare questi errori. Bisogna essere precisi, diabolici, perché siamo soli e quindi o ci diamo una mano oppure siamo tutti nemici: tutti contro tutti. Va bene?
Ripeto: la priorità di questo Paese è azzerare questa classe politica. Parliamo di Costituzione: vedo questa Costituzione nelle mani dei parlamentari. E’ recitata da gente che non è stata eletta da nessuno. Ragazzi, la Costituzione è stata fatta per proteggere due partiti politici (Dc e Pci) dai cittadini. I cittadini non hanno più senso, e la storia del “parlamento pulito” ne è esempio lampante. Spiegatemi perché dobbiamo venire in piazza, a gridare, affinché discutano delle 350mila firme raccolte. Vi sembra una cosa normale questa? E la sinistra cosa fa? Non è una cosa di sinistra questa qui? Perché non dicono tiratele fuori e discutiamone in Parlamento? Due legislature, via i condannati, il voto di preferenza…
Perché non mi vogliono? Non mi vogliono perché sono morti. Sono finiti. Li tenete in vita voi. Tu la prima domanda che mi hai fatto qui è di quel nano. Li tenete in vita voi. Sono morti. Voi non siete media, siete dei medium, perché fate parlare dall’aldilà della gente scomparsa. Qui abbiamo della vita, dei sentimenti, abbiamo dei programmi. Parliamo di acqua, di “politica volontariato“, servizio civile.
Non abbiamo i soldi e continuiamo col debito? Non possiamo neanche fallire. Non possiamo avere neanche la soddisfazione di fallire, perché se falliamo noi fallisce l’Europa, quest’entità un po’ così che in fondo non c’è mai stata
Ma dove andiamo? Quattro emigrati che arrivano ci hanno messo in crisi. Il cittadino ha capito che siamo da soli a difenderci. Ognuno con la propria testa. Questa è la verità. Allora: rimettere i cittadini dove devono essere. Le istituzioni sono i cittadini. Il parlamento sono i cittadini. Questa gente non c’entra con i cittadini. Punto e basta.

Berlusconi attacca la magistratura: “Eversiva come nel 1993″

Fonte: Berlusconi attacca la magistratura: “Eversiva come nel 1993″.

“Hanno fatto fuori Craxi e la prima Repubblica, ora vogliono fare fuori me, ma io resisterò”. Il premier, ospite di una convention del Pdl a Roma, è tornato a giurare battaglia ai pm e alla sinistra, per poi discutere di processo breve e intercettazioni

A Milano la Digos si avvicina al committente dei manifesti anti giudici apparsi nei giorni scorsi in città (leggi l’articolo), mentre a Roma il presidente del Consiglio torna ad attaccare frontalmente la magistratura definendola associazione a delinquere a fini eversivi. Nulla di nuovo, tutto già detto e sentito.

L’unica cosa nuova è stata la battuta. A una voce maschile che dalla platea gli ha gridato “sei pure bello”, Berlusconi ha risposto: “Lei ha espresso il 25% di omosessualità che è in tutti noi, anche in me; ma dopo una attenta analisi ho scoperto che il mio 25% di omosessualità è lesbica”. E’ stato l’apice dell’intervento del premier al meeting del Pdl organizzato a Roma dal ministro Michela Vittoria Brambilla per promuovere i mille centri “Servizio agli italiani”. Il premier ha rispolverato il repertorio di attacchi alla magistratura, all’opposizione, alla scuola pubblica. Ha rilanciato la necessità della legge bavaglio con le intercettazioni, riletto in modo “corretto” le leggi finora realizzate. A partire dal processo breve liquidando come critiche “senza senso del ridicolo” le accuse di danneggiare le famiglie delle vittime di tragedie come il terremoto di l’Aquila o il treno di Viareggio. E, ovviamente, ha riletto i processi in cui è coinvolto, da Mediatrade a Mediaset, bollandoli, tra l’altro, come “risibili”. Infine ha voluto chiarire una volta per tutte la questione nodale sulla sua altezza: “Loro mi chiamano nano, ma io non mi ci sono mai sentito, anzi; purtroppo le mie guardie del corpo sono alte un metro e 95 quindi nelle foto io sembro un po’ più basso, tutto qui”.

Ma non ha parlato solo del suo “ambito personale”, il premier ha riservato attenzioni particolari a Fabio De Pasquale, il magistrato titolare dell’inchiesta Mediatrade, che vede imputato Berlusconi a Milano per frode fiscale fino al 2009 e di appropriazione indebita fino al 2006 in relazione alla compravendita dei diritti tv. “Non sto a dire, nella storia di questo pm, che cose negative ci sono”, ha detto. La magistratura è stato l’argomento preferito oggi dal premier nel suo intervento. A partire dal ribadire “l’opportunità di una commissione di inchiesta che accerti se esiste un’associazione a delinquere a fini eversivi nella magistratura”. Magistratura che Berlusconi definisce “eversiva” almeno dieci volte in poco più di un’ora di comizio. “Non possiamo continuare a permettere che la sovranità appartenga ai pm eversivi della sinistra, dobbiamo andare a votare per cambiare questo sistema”. E ancora: “Noi non vogliamo uno Stato di polizia tributaria e giudiziaria dove ci sia l’oppressione burocratica e fiscale e giudiziaria dei magistrati eversivi. Vogliamo uno Stato libero e al servizio dei cittadini”. Il Cavaliere si disegna come vittima della giustizia, di questi “giudici che ci considerano tutti delinquenti che l’hanno fatta franca e ciò è dettato dall’invidia da cui sono posseduti. Siamo di fronte ad una magistratura che è uscita dal proprio alveo e che tenta di imporre ai cittadini un altro governo rispetto a quello che loro hanno scelto”, ha ripetuto ancora Berlusconi. Ricordando Mani Pulite, la fine della Prima Repubblica e la vicenda Craxi, ha paragonato la magistratura “eversiva come quella di allora, del 1993” ha detto: “Hanno fatto fuori i partiti democratici, come la Dc, li hanno fatti fuori vietandogli di ripresentarsi alle elezioni; poi hanno fatto fuori quel leader politico che era Bettino Craxi, accusandolo di tutto; accuse poi rivelatesi false quando lui era ormai morto”. Oggi come allora, dunque, secondo il Cavaliere i processi sono su basi “risibili”. E ha giurato che sia così “sulla testa dei miei cinque figli e sei nipoti”.

Berlusconi ha poi rimandato al mittente le accuse sul processo breve. “Forse, forse accorcerà i tempi del processo Mills”, ha detto. Forse. E comunque, ha aggiunto, “questa legge può facilitare il sistema giudiziario e manda in prescrizione solo lo 0,2% dei processi”. La prescrizione breve? “Tutti i Paesi distinguono tra incensurati e no, e quindi modulano diversamente la prescrizione”, spiega il presidente del Consiglio che censura come “bazzeccole magari di 15 anni prima” le questioni per le quali è chiamato a rispondere in giudizio, circostanza che “distrae un presidente del Consiglio dal suo lavoro”. Poi entra nel merito delle critiche alla riforma. “Dicono, le vittime di Viareggio, le vittime di L’Aquila, le vittime di Cirio, le vittime di Parma…”, elenca Berlusconi modulando la voce come quando si riferisce chi leva un lamento, per poi osservare che queste critiche sono “tutte senza senso del ridicolo”. Dunque Berlusconi, come aveva fatto in Parlamento Alfano, ricorda che “il processo di Viareggio prevede due reati: il disastro ferroviario si prescrive in 23 anni, cioè fino al 2032. L’omicidio colposo plurimo invece in 34 anni, cioè c’è tempo fino al 2044. Per Cirio e Parmalat, invece, i tempi sono “da 18 anni e qualche mese a 17 anni e qualche mese”. Ecco dunque una “legge imposta dall’Europa che ci ha imposto multe per milioni”.

Mancavano le intercettazioni. Ma il premier non l’ha dimenticate. E così, verso il termine del suo intervento, ribadisce la sua posizione: “In uno Stato che si definisce democratico i cittadini non possono sentirsi spiati quando alzano il telefono e vedere poi le loro conversazioni sui giornali in modo distorto. E’ una cosa inaccettabile perché la privacy va sempre tutelata”. Nel finale ha spronato i mille “al servizio per gli italiani” a impegnarsi “sul territorio” e li ha spronati: “Mille hanno fatto l’Italia, questi altri mille faranno gli italiani”. A prescindere dal loro 25% di omosessualità.

Redazione de ‘Il Fatto Quotidiano’ (16 aprile 2011)

Antimafia Duemila – Non si chiude l’inchiesta sul ministro Romano: il Gip chiede approfondimenti

Fonte: Antimafia Duemila – Non si chiude l’inchiesta sul ministro Romano: il Gip chiede approfondimenti.

Resta aperta l’inchiesta a carico del ministro per l’Agricoltura Saverio Romano indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Il gip del Tribunale Giuliano Castiglia ha chiesto al pm che rappresenta l’accusa, Antonino Di Matteo, di produrre gli atti di un processo del 2004 denomiato ‘Ghiaccio’ e concluso con un’archiviazione.
L’indagine ‘Ghiaccio’ era poi stata riaperta l’anno successivo. Il gip ha deciso quindi di approfondire la posizione del ministro Romano con gli atti dell’inchiesta ‘Ghiacciò che vedeva coinvolti, tra gli altri, l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro e il medico, capo mandamento di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, ritenuto anello di congiunzione tra Cosa nostra e i politici. Nella prossima udienza, fissata per il 9 giugno, il giudice per le indagini preliminari farà illustrare all’accusa e alla difesa le rispettive conclusioni e solo allora deciderà se archiviare l’inchiesta a carico di Romano o chiedere nuovi accertamenti, oppure chiedere al pm di formulare l’imputazione.
Nel corso della breve udienza il pm ha chiesto al gip di acquisire la sentenza definitiva a carico di Cuffaro che sta scontando una pena di 7 anni in carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Nella sentenza viene fatto anche il nome di Romano nelle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella secondo cui il ministro, nel 2001, era «a disposizione» della cosca mafiosa Villabate (Palermo). Anche su questo il giudice si è riservato di decidere nella prossima udienza.

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