Antonio Di Pietro: Innovazione: Italia dopo Tunisia e Malesia

Fonte: Antonio Di Pietro: Innovazione: Italia dopo Tunisia e Malesia.

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Ve la ricordate la storiella delle tre I con cui Berlusconi ha preso in giro l’Italia un po’ di tempo fa? Stavano per “inglese”, “internet” e “impresa” e volevano dire che presto l’Italia sarebbe diventata un paese modernissimo. Ma Berlusconi è uno che fa il contrario di quello che dice e che promette. Così invece di accelerare la modernizzazione dell’Italia la ha paralizzata e le uniche I che abbiamo visto realizzarsi negli ultimi anni stanno per “immobilità”, “impreparazione” e “inettitudine del governo”.
Non lo dico io. Lo dice il World Economic Forum nel suo Rapporto annuale sulla tecnologia. Se guardiamo a quanto l’innovazione tecnologica è diventata una parte fondamentale della vita quotidiana di tutti i cittadini e soprattutto dell’economia, su 131 paesi l’Italia sta al cinquantunesimo posto. Viene dopo la Malesia e la Tunisia.
Il rapporto del Wef dice anche di chi è la colpa, e lo dice senza nessun pelo sulla lingua: del governo italiano che è tra i meno aperti all’innovazione e tra quelli che usano meno la tecnologia moderna al mondo. Quanto ad apertura all’innovazione, siamo al posto numero 113 su 131, quanto a uso delle tecnologie al numero 89. Di politiche a favore dell’innovazione, con queste premesse, è meglio non parlarne per carità di patria. In Europa ci sono i paesi migliori di tutti, che sono la Francia e la Germania, e i peggiori, che sono la Grecia e naturalmente l’Italia.
In questo governo il ministro Brunetta ogni tanto si mette a sbraitare contro i “fannulloni” e strilla che li vuole licenziare tutti. Innovare il paese è il lavoro di un governo. Se non lo fa vuol dire che è un governo fannullone e deve essere licenziato. Il Caimano ogni volta che apre bocca se la prende con qualche sabotatore che rovina il Paese, specialmente i magistrati e i giornalisti che fanno il loro lavoro, e ripete che se non ci fossero loro tutto andrebbe bene. Ma è lui che costringe il Parlamento e lo stesso governo a lavorare solo e sempre come la segreteria dei suoi avvocati difensori, e così facendo è lui che sabota il Paese. E’ lui che se ne deve andare prima di farci finire ancora più in basso di così.

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