STUPRO CONTINUO – La fermata – Cadoinpiedi

La chiesa non deve avere paura a fare pulizia al suo interno. Via dalla chiesa i religiosi implicati in casi di pedofilia.

Fonte: STUPRO CONTINUO – La fermata – Cadoinpiedi.

di Vania Lucia Gaito – 22 Aprile 2011
La Chiesa e la pedofilia: reato impunito e seppellito per troppi anni. E nonostante gli scandali si ha l’impressione che nulla sia cambiato. Anzi, il fenomeno cresce ancora

C’è ancora la pedofilia nella Chiesa. Il blog ha interpellato Vania Luicia Gaito.

Un vescovo accusato di pedofilia scappa da un convento francese. Che succede?

Il Vescovo Vangheluwe era stato mandato in questo convento perché era un Vescovo che aveva abusato di due bambini, entrambi suoi nipoti, inizialmente ne aveva confessato uno di questi abusi e si era dimesso, circa un annetto fa quando esplose lo scandalo della pedofilia clericale lì in Belgio. In realtà dimessosi dalla carica non significa ovviamente che si sia sottratto a un procedimento canonico nei suoi confronti, soltanto che come pochissimi sanno, la prescrizione non è prevista soltanto dall’ordinamento legislativo italiano, è prevista anche dal diritto canonico. Non sapevo che i peccati avessero la data di scadenza come le mozzarelle, invece ce le hanno, perché anche il diritto canonico prevede la prescrizione del reato dopo 10 anni dal compimento del 18° anno della vittima. Si presume che questo tempo sia passato, tant’è che pare che non sia perseguibile per le leggi canoniche il Vescovo e conseguentemente il Vaticano lo aveva inviato in un conventino di suore per fare un po’ di penitenza, di redenzione e di riflessione in realtà. Soltanto che la settimana scorsa, una decina di giorni fa in realtà, il Vescovo ha rilasciato un’intervista televisiva in cui ha ammesso un altro abuso di un altro suo nipote e poi all’improvviso non si è più trovato, di questo Vescovo non si hanno più notizie. Questa è la punta dell’iceberg in realtà dello scandalo che è scoppiato in Belgio e che si trascina ancora oggi, perché tutt’ora la Chiesa non ha preso nessun serio provvedimento, poi al di là delle dichiarazioni di Benedetto XVI o del cospargersi il capo di cenere, un conto è dire a chiacchiere determinate cose, un altro paio di maniche è andare a porre effettivamente rimedio. La pedofilia è un sintomo, il problema è affrontare realmente quello che c’è alla base e alla base c’è la cultura sessofobica che veniva e viene tutt’ora impartita nei seminari.

Pedofilia nella Chiesa: Giovanni Paolo II sapeva. Ratzinger sa?

In realtà dobbiamo essere sinceri con noi stessi e dirci che al di là di quello che si racconta, le probabilità, non le certezze, che certe cose fossero risapute e non solo di questo Vescovo in particolare, sono altissime perché prima della riforma che ha fatto Ratzinger avocando a sé e quindi alla congregazione per la dottrina della fede e al Vaticano quelli che erano i procedimenti per reati di carattere sessuale con minori, ovviamente l’iter era diverso perché nel momento in cui c’erano delle denunce, c’erano delle cose che venivano all’orecchio del Vescovo, si faceva il procedimento canonico e era il Vescovo, attorniato dal Tribunale canonico diocesano, a celebrare il processo nei confronti del sacerdote. Inutile dire che il più delle volte si concludeva a tarallucci e vino! Nel 2001 Ratzinger ha cambiato la direttiva, dicendo: ok i processi non li fate più lì in diocesi, ma li facciamo qui in Vaticano, li fa la congregazione per la dottrina della fede. Da un certo punto di vista doveva essere un modo per garantire più giustizia, in realtà basta guardare al caso di Padre Masiella o più vicino a noi al caso di Don Cantini. La prima denuncia è del 1952, le denunce sono state messe lì a dormire in Vaticano perché poi sono arrivate fino ai giorni nostri e sono state messe lì a prendere polvere, fin quando i casi non sono esplosi in maniera mediatica eclatantissima per cui si è dovuto fare qualcosa, ma di Padre Masiella, lo stesso Wojtyla all’epoca disse che era una guida e un esempio per i giovani. Stiamo parlando di una persona che ha stuprato non si sa quanti ragazzini a lui affidati e ha dei figli illegittimi. E’ un morfinomane, le cose peggiori si possono dire di Masiella ed è inverosimile pensare che con tutte quelle denunce nulla fosse arrivato né all’orecchio di Ratzinger né all’orecchio di Wojtyla. La stessa cosa vale per il Belgio come per l’Austria, come per gli Stati Uniti, come per l’Italia, lo sanno benissimo quello che succede. Faccio un esempio: il caso di Don Conti. Adesso Don Ruggero Conti, l’ex parroco della natività, quello che era anche il consigliere per le politiche della famiglia di Alemanno, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi. Il suo Vescovo sapeva benissimo quello che stava succedendo, perché non solo aveva ricevuto tante, tante, tante recriminazioni, persone che erano andate da lui, a raccontare cosa Don Ruggero facesse con i ragazzini e il fatto di portarseli a dormine a casa e tutto il resto appresso. Per quanto c’era stato anche un altro sacerdote che aveva denunciato Don Conti, il Vescovo non ha fatto assolutamente nulla. Quando la Caramella buona, quando Roberto Mirabile della Caramella buona (che è un’associazione antipedofilia) è venuto a conoscenza della situazione, si è recato in Vaticano a parlare con Monsignor Sciclona e Monsignor Sciclona non ha fatto assolutamente nulla, nulla! Non c’è tutt’ora a carico di questo sacerdote una presa di posizione decisa da parte della Chiesa o un’indagine da parte della Chiesa, questo è il modo di comportarsi poi delle gerarchie ecclesiastiche, alla fine raccontano a chiacchiere tante belle cose. A Malta è di pochi giorni fa la notizia che non è stato fatto nulla, lì c’è andato addirittura Ratzinger a chiedere scusa agli ex bambini abusati perché ormai sono adulti. Alle vittime del clero pedofilo e non è stato fatto nulla, nulla assolutamente! Non sono stati presi dei provvedimenti, non è stato fatto nulla a carico di questi sacerdoti, continuano molti a avere a che fare ancora con i bambini. Questa cosa è veramente drammatica. Per rispondere alla domanda: certo che lo sapevano, lo sanno benissimo, lo sanno dal 1984 quando gli è arrivato il manuale ai vescovi americani che li avvertiva di quello che sarebbe successo perché i casi di pedofilia accertati all’interno della Chiesa erano migliaia.

Cos’è cambiato dopo l’ultimo scandalo in Belgio?

Sono cambiate le parole, sono cambiati i cospargimenti dei capi di cenere, ma null’altro. Per esempio l’associazione americana delle vittime dei petri pedofili ha segnalato, ed è stato segnalato anche dalla Congregazione dei vescovi statunitensi, una recrudescenza del fenomeno, un aumento delle denunce rispetto agli anni precedenti nel 2010. Non si sta facendo assolutamente nulla se non chiacchiere, tant’è che il vescovo a cui facciamo riferimento, quello belga che si è dimesso, nel momento in cui si è dimesso ha semplicemente chiesto di ritirarsi in un convento a riflettere e meditare. Ma null’altro! Negli Stati Uniti perlomeno è stata aperta una finestra temporale per cui alcune denunce, le denunce anche di abusi ormai caduti in prescrizione, potevano essere di nuovo perseguiti. Da questo punto di vista la chiesa e il diritto canonico potrebbe dichiarare imprescrivibile questa cosa perché realmente è una piaga.

A che legge sono soggetti i preti?

I preti sono soggetti alla legge dello Stato cui appartengono, perché sono cittadini italiani. A meno che il Vaticano non intenda dare la cittadinanza a tutti e tenerseli come cittadini dello Stato Vaticano. Quindi sono sottoposti alle leggi dello Stato in primis. In alcuni paesi la legge prescrive che chiunque sia a conoscenza di un fatto di questo genere, quindi di un abuso sessuale etc. lo debba denunciare, in Italia questo obbligo di denuncia non c’è. In altri stati l’obbligo di denuncia invece esiste, quindi la legge prescrive che laddove un Vescovo sia a conoscenza di un prete pedofilo lo debba denunciare, in Italia no. Il pedofilo prete o non prete è sottoposto alla legge statale, prima che a qualsiasi altra, poi il resto è tutto un di più. Ovviamente essendo sacerdote è sottoposto anche al diritto canonico che prevede questo come un reato con una prescrizione in un certo modo, con dei procedimenti che dovrebbero essere messi in atto e che non vengono praticamente mai messi in atto. Basti pensare che in Italia i casi di cui si è riportata notizia certa di condanna sui giornali negli ultimi 10 anni, riguardano 172 sacerdoti. Monsignor Crociata dice che in Italia i petri pedofili sono sì e no un centinaio. Come abbiano fatto i conti questo non lo so.

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