Blog di Beppe Grillo – Cacao meravigliao

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Cacao meravigliao.

Che fine ha fatto Laurent Gbagbo? L’ex presidente della Costa D’Avorio è stato fotografato in canottiera l’ultima volta a Abidjan, nella stanza 470 dell’Hotel de Golf, prigioniero a seguito di un assalto ai sotterranei dell’albergo dove si era asserragliato. I suoi sostenitori affermano che un’unità speciale francesi, la “Force Licorne“, ha attaccato il bunker con elicotteri, razzi e carri armati. La Francia ha una presenza militare in Costa d’Avorio dal 2002 (?) per “garantire la democrazia“. Le sue truppe sono intervenute in poche ore su mandato dell’Onu per far rispettare il risultato elettorale a favore di Ouattara. Un risultato difficile da valutare data la scarsità di controlli sulle modalità del voto e comunque si trattava di un fatto interno. Di fatto in Costa d’Avorio, il maggior produttore ed esportatore mondiale di semi di cacao, era in corso una guerra civile risolta unilateralmente da un intervento armato straniero. Le prime a rallegrarsi dell’azione francese sono state le compagnie internazionali di cacao. Immediatamente dopo la caduta di Gbagbo, sono state ritirate le sanzioni economiche della UE contro la Costa d’Avorio che avevano portato il prezzo mondiale del cacao a 3.775 dollari la tonnellata (il più alto degli ultimi 34 anni). Gbagbo aveva richiesto il pagamento di una tassa per l’esportazione del cacao che molte compagnie erano ormai preparate a pagare anche per evitare la perdita di quantitativi destinati alla distruzione pari a un valore di 1,3 miliardi di dollari. L’accettazione, ormai prossima, delle tasse sul cacao avrebbe rafforzato Gbagbo.
Il colonialismo è rinato dalle sue ceneri, bombarda la Libia, in cui è in corso una guerra civile, ha in Egitto come interlocutore le forze armate, da sempre vicine agli Stati Uniti, occupa Iraq e Afghanistan, è presente con basi navali e aeree in Pakistan e in Arabia Saudita. Si fa la guerra per esportare la democrazia dove la democrazia non c’è mai stata, come se la democrazia fosse un carico di banane. I conflitti non si dichiarano neppure più. Prima si bombarda e poi si chiede il permesso in Parlamento. Come direbbe Napolitano è il “naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a marzo“. Ma, a marzo, l’Onu decise di istituire una “No Fly Zone“, un’area di interdizione aerea, non di bombardare Tripoli per ammazzare Gheddafi.
I vecchi riferimenti dell’Occidente, da Gbagbo a Mubarak, da Ben Alì a Gheddafi, non sono più utili. I neo colonialisti gli affari li vogliono fare in prima persona sotto la foglia di fico dell’Onu, ma le guerre per le materie prime (perché altro non sono) porteranno ad altri conflitti. Ronald Marchal, esperto in politica africana del CNRS, ha dichiarato (fonte: “The Independent“) sulla Costa D’Avorio: “Finirà molto male in Africa. Molti africani penseranno che, ancora una volta, la Francia pensa solo ai suoi interessi in modo violento e che questo non risolverà nulla“.

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