Archivi del giorno: 11 giugno 2011

Antimafia Duemila – Referendum 12-13 giugno vota 4 volte si!

Fonte: Antimafia Duemila – Referendum 12-13 giugno vota 4 volte si!.

Il 12 e il 13 giugno avremo la possibilità di dire la nostra al referendum abrogativo per l’acqua pubblica, contro il nucleare e contro il legittimo impedimento. Un appuntamento a cui non possiamo mancare. Di seguito vi proponiamo validi motivi per cui dobbiamo barrare quattro sì sulle schede che verranno presentate. In gioco il futuro nostro e dei nostri figli.

SI PER FERMARE IL NUCLEARE

Il 12 e il 13 giugno liberiamo l’Italia dal nucleare.

Abbiamo tutti l’opportunità di dare al Paese un futuro nuovo.

Il governo teme l’opinione degli italiani e sta facendo di tutto per impedire che si esprimano col referendum. Prima ha negato l’accorpamento con le amministrative (caricando così la spesa pubblica di ben 400 mln di euro), poi con la moratoria-truffa vorrebbe farci credere che il referendum è inutile. Non è così!

Oggi abbiamo la grande occasione di chiudere definitivamente l’avventura nucleare e aprire una nuova stagione energetica.

Thumbnail image for /public/upload/2011/4/634392427591654368_Comitato Sì contro nucleare.jpgNoi non abbiamo le risorse finanziarie e mediatiche dei grandi operatori energetici e della lobby nucleare. Non possiamo fare campagne pubblicitarie da milioni di euro. Noi abbiamo due sole grandi forze: i fatti concreti della storia che ci danno ragione – da ultimo il dramma che sta vivendo il Giappone – e il grande numero di persone che non vogliono per sé e per i propri cari un futuro nucleare e che oggi si possono mobilitare strada per strada, sul web, con le radio e le tv locali. Una grande squadra al lavoro in ogni città, in ogni quartiere, in ogni paese per convincere gli italiani ad andare a votare il 12 e 13 giugno per fermare il nucleare.

In queste settimane siamo tutti rimasti sconvolti dal dramma degli abitanti del distretto di Fukushima, costretti ad abbandonare chissà per quanti anni le proprie abitazioni. Per i milioni di cittadini di Tokyo che ancora oggi vivono sotto l’incubo degli effetti nefasti della radioattività, per i valorosi che stanno sacrificando la propria vita per tentare di impedire che il disastro assuma dimensioni catastrofiche. E’ lo stesso copione di Cernobyl, eppure ci troviamo nel Paese più tecnologico del mondo, che comunque non è riuscito a garantire ai propri cittadini la sicurezza dal rischio nucleare. Il motivo è semplice: oggi non esiste tecnologia in grado di farlo.

E il nucleare non è pericoloso solo in caso di incidenti, lo è anche nella gestione ordinaria, come dimostra lo studio epidemiologico fatto realizzare dalla Repubblica Federale Tedesca, che ha verificato un’incidenza di leucemie nei bambini sotto i cinque anni che abitano entro i 5 km dalla centrale di 2,2 volte superiore alla media nazionale.

Ma ciò che è davvero inaccettabile è che il nucleare rappresenta un rischio del tutto inutile. Basti pensare che sommando l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico e dall’eolico dal 2009 al 2011 all’energia risparmiata in questi tre anni grazie alla detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici si raggiunge la stessa quantità di energia elettrica che sarebbe prodotta da tre centrali nucleari EPR, come quelle che si vorrebbero costruire in Italia. Se non bastasse, il Paese ha oggi una potenza elettrica installata di più di 110.000 megawatt, mentre il picco di consumi prima della crisi, nel 2007, non ha superato i 57.000 megawatt. Tanto che persino il più grande tifoso del nucleare e persecutore delle rinnovabili, il ministro Romani, è stato costretto ad ammettere che per sosituire l’energia elettrica eventualmente prodotta dalle centrali nucleari italiane basterebbe un po’ di pompaggio nelle centrali idroelettriche esistenti per farle lavorare sempre a pieno regime!

Infine i costi. Molte agenzie private e pubbliche (da Moody’s al Dipartimento Energia dell’Amministrazione USA) dichiarano senza ombra di dubbio che nel 2020 il nucleare sarà la fonte energetica più cara in assoluto!

La vittoria dei Sì all’abrogazione della legge che fa tornare il nucleare in Italia sarebbe un grande segnale anche per l’Europa ed il mondo sviluppato, che dopo il grave disastro di Fukushima si sta seriamente interrogando sul destino del nucleare.

Noi, in Italia, siamo fortunati e avvantaggiati. Perché non abbiamo centrali sul nostro territorio. E sostenere, come alcuni in malafede fanno, che averle oltre confine, di là delle Alpi, non diminuisce il rischio è una grande bufala. Fukushima lo dimostra ancora un volta: gli incidenti nucleari creano il massimo del disastro nel territorio circostante, più si è lontani più si riducono i danni.
Siamo fortunati e avvantaggiati perché non dobbiamo sopportare i costi del decommissioning di nuove centrali e dello smaltimento di sempre nuove scorie – per quelle vecchie continuiamo a pagare: solo l’anno scorso 280 milioni di euro.- Scorie per le quali nessun paese al mondo ha trovato una soluzione definitiva. Tutto ciò si traduce anche in un vantaggio economico perché, come ammette persino il ministro Tremonti, non dobbiamo portare sulle nostre spalle il debito nucleare. Liberi di questo fardello, possiamo perciò concentrare tutti gli sforzi del paese nella rivoluzione energetica, che si è già avviata; nello sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica; nella produzione distribuita e nella ricerca e innovazione. Tutti cavalli di battaglia, nei prossimi anni, per creare nuovi posti di lavoro e costruire nuove filiere industriali capaci di competere sui mercati mondiali. Anche perché la lotta ai cambiamenti climatici obbligherà tutti i paesi sviluppati ad impegnarsi su questi terreni.

Allora perché insistere? Una volta tanto vogliamo essere lungimiranti?
Mentre nel mondo ci si interroga su come uscire dal nucleare, qualcuno ci vuole obbligare a cascarci dentro.

Il referendum del 12 e 13 giugno è una splendida occasione di democrazia, per alzare la voce nell’interesse di tutto il paese.
Mettiamoci la nostra energia, costruiamo ovunque comitati referendari, lanciamo iniziative, facciamo circolare le informazioni: per smascherare i trucchetti dei nuclearisti e far capire cosa davvero è più utile, sicuro e conveniente per gli italiani.

Votiamo Sì per fermare il nucleare.

Scarica l’Appello in pdf


Contattaci per comunicare la tua adesione come singolo o a nome di una organizzazione nazionale.

Sei invece sei rappresentante di una organizzazione territoriale  oppure rappresenti il mondo della Scienza, della Cultura, della Politica, dello Sport o dello Spettacolo ADERISCI SUBITO.

Tratto da: fermiamoilnucleare.it


giustizia
LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Perché bisogna votare sì al referendum per l’abolizione del legittimo impedimento?

Perché la legge è uguale per tutti, anche per Silvio Berlusconi. Quando smette di esserlo è segno che non c’è più democrazia.
Perché se chi governa un paese è accusato di un crimine ha il diritto e il dovere di difendersi. Ma nel processo non dal processo.
Perché se al governo c’è un mascalzone i cittadini devono saperlo subito. Non dopo che ha lasciato il governo, quando il danno è già stato fatto.
Perché chi sta al governo deve fare leggi che servono al Paese e ai cittadini. Non a se stesso.
Perché assumere cariche pubbliche è una responsabilità che impone comportamenti trasparenti. Non un privilegio che regala l’impunità ai potenti.
Perché è una legge iniqua e ingiusta. Ma noi possiamo cancellarla.
Perché è il solo modo democratico per  dimostrare che la maggioranza degli italiani non vuole più Silvio Berlusconi al governo e per mandarlo a casa subito!!!!!

Tratto da:
sireferendum2011.it


2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE

ingrandisci acqua4.jpg“Noi la conoscevamo bene”. Sì, è la cosa più banale da dire in questi casi. Però è vera. C’è chi se la ricorda dai tempi delle partitelle di pallone al parco, e chi l’aveva vista appena ieri (e assicura che “aveva un aspetto splendido, freschissimo”).
“Sono sempre i più buoni che se ne vanno”, e lei era buona davvero. Sempre disponibile, sempre pronta ad aiutare, a rinfrescare, a dissetare tutti. E senza chiedere niente in cambio.
Perché era fatta così: pubblica per vocazione, incapace di discriminare e di escludere. Tutto il contrario: il suo compito era quello di unire.
Se la gestione dell’acqua pubblica passa in mani private, corriamo il rischio di dire addio a una delle nostre amiche più fedeli e più care. Ma questo si può ancora impedire.
L’acqua pubblica è un diritto di tutti, non un interesse di pochi. Per un futuro diverso, vota sì al referendum del 12 e 13 giugno.

Tratto da:
referendumacqua.it

“Il fotovoltaico fai da te fra due anni sarà l’energia più conveniente” | Andrea Bertaglio | Il Fatto Quotidiano

Fonte: “Il fotovoltaico fai da te fra due anni sarà l’energia più conveniente” | Andrea Bertaglio | Il Fatto Quotidiano.

Secondo uno studio del professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’università di Padova, nel 2013 sarà raggiunta la “grid parity”: il prezzo del chilowattora per autoconsumo prodotto con panelli solari sarà uguale a quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica

Nessuno l’aveva previsto. Eppure, entro due anni, l’energia solare “fai da te” sarà più conveniente, anche senza incentivi: autoprodurre elettricità con pannelli fotovoltaici, specie nel Sud, costerà meno della bolletta dell’Enel. Si avvicina infatti la “grid parity”, la coincidenza tra il costo del chilowattora per autoconsumo, prodotto con panelli da 200 kW di picco (kWp), e quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica. A rivelarlo sono i calcoli eseguiti dal professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’università di Padova. Ma le buone notizie non si fermano qui: per Vishal Shah, analista di Wall Street, il settore solare vedrà nei prossimi anni una riduzione dei costi di un ulteriore 40%.

Nel Sud Italia la grid parity sarà raggiunta già verso la metà del 2013, per gli impianti industriali da 200 kWp. Per gli impianti domestici (più piccoli, da 3 kWp) si dovrà aspettare un anno in più. Per i grandi impianti allo stesso risultato si arriverà nel 2015 al Centro e nel 2016 al Nord. Per quelli piccoli ci vorrà un anno in più. I calcoli sono stati eseguiti stimando una vita media dei moduli di 25 anni e includendo un tasso di interesse del 5,3%, ma concentrandosi appunto sull’autoconsumo, invece che sulla produzione di elettricità da vendere alla rete.

Lo studio di Lorenzoni ed il suo team, commissionato da Conergy Italia, è partito dall’analisi della variazione di prezzo degli impianti prevista per i prossimi anni da European Photovoltaic Association e altre agenzie di ricerca: i moduli fotovoltaici dovrebbero passare dai 1,4 euro/Wp di oggi a circa 1 euro/Wp entro i prossimi due anni. Questo porterebbe i sistemi fotovoltaici a costare molto meno: i piccoli impianti (3 kWp) passerebbero dagli attuali 3.600 euro/kW a 2.800 nel 2014, mentre quelli da 200 kWp da 2.800 euro/kWp a circa 2.000 nel 2014. Queste stime sono state elaborate prima del quarto conto energia, ma “con la riduzione delle tariffe incentivanti i prezzi caleranno anche più rapidamente del previsto”, spiega il professor Lorenzoni (fonte: QualEnergia).

Non solo, le ipotesi del gruppo di ricerca veneto sono approssimate per difetto: si è voluto stimare, ad esempio, un aumento annuale medio delle bollette elettriche del 3-3,28%. Un valore che potrebbe essere sottostimato, se si considera il possibile aumento del prezzo del petrolio. Se i costi legati alla produzione di energia dovessero essere maggiori di quanto stimato e gli impianti dovessero costare meno, la grid parity potrebbe quindi essere raggiunta anche prima di quanto previsto dallo studio dell’Università di Padova.

Fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe azzardato una previsione del genere sull’autonomia energetica familiare, né tanto meno una diminuzione dei prezzi del fotovoltaico che, dal 2008 al 2011, è arrivato a sfiorare il 60%. Margini di riduzione che sono ancora ampi: nei prossimi 3-5 anni, infatti, il fotovoltaico potrà costare negli Usa tra 1,3 e 1,4 dollari per watt, ed è possibile arrivare presto alla soglia del dollaro per Watt. Ad affermarlo è Vishal Shah, analista a Wall Street specializzato nel settore solare.

Negli ultimi quattro anni, i prezzi del fotovoltaico sono scesi tanto da riuscire a superare in convenienza anche l’energia nucleare, secondo uno studio della Duke University in North Carolina. A differenza del professor Lorenzoni, però, Vishal Shah ritiene negativo il fatto che i governi possano rivedere le loro politiche di incentivazione: per l’analista newyorkese, infatti, ciò sarà l’unico freno al boom del solare. Sul prossimo raggiungimento della grid parity in alcune parti dell’Europa meridionale, però, si è tutti concordi. Non solo, per Shah nel vecchio continente l’energia elettrica da fonte solare sostituirà presto quella prodotta con il gas naturale, mentre in altre parti del mondo soppianterà anche quella prodotta con l’inquinante e sempre più costoso gasolio.

L’impianto nucleare di Sessa Aurunca: 23 anni per chiuderlo e mezzo miliardo di euro | Nello Trocchia | Il Fatto Quotidiano

Fonte: L’impianto nucleare di Sessa Aurunca: 23 anni per chiuderlo e mezzo miliardo di euro | Nello Trocchia | Il Fatto Quotidiano.

Dentro al sito che sorge sul Garigliano, in provincia di Caserta, gestito dalla Sogin. L’assenza di un deposito nazionale ha fatto slittare tempi e aumentare i costi

Alla stazione quando chiedi per la centrale, la evocano con misura, distanza, quasi paura. Da queste parti lo chiamano mostro, l’impianto che ha smesso la sua attività nel 1978, dopo 33 anni è ancora lì ad agitare paure e timori della popolazione, nonostante le precauzioni di chi la gestisce. E’ chiusa, ma aumentano i costi di gestione, prelevati dalle tasche dei cittadini. Siamo a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, ai confini con il Lazio. Nei pressi del fiume Garigliano sorge la centrale nucleare entrata in funzione nel 1964 e spenta dopo 14 anni a seguito di un guasto.

Il fatto quotidiano entra nell’impianto, oggi in fase di dismissione, insieme alla commissione bonifiche ed ecomafie della regione Campania. Il presidente Antonio Amato è impegnato, fin dal suo insediamento, in un tour. Da mesi attraversa scheletri, monumenti allo spreco, discariche e impianti disseminati lungo una terra, una volta appellata come felix. Dell’intera commissione presente solo un consigliere. “Quella del nucleare – denuncia il presidente Amato – è una scelta assolutamente sbagliata, per le primarie questioni legate alla sicurezza ed alla salute, ma anche in termini di costi benefici, il calcolo appare del tutto privo di logica. Ancora oggi paghiamo sulla nostra bolletta i costi della dismissione delle passate centrali. Pensare di realizzare nuove centrali è una scelta del tutto scriteriata”.

Il tema è di stretta attualità in vista del referendum del prossimo giugno che si propone di bocciare il ritorno all’atomo varato dal governo. L’accesso alla centrale nucleare di Sessa Aurunca è riservato, il sito è strategico e all’esterno è protetto dagli agenti di un istituto di vigilanza. La fase di decommissioning, il completo smantellamento dell’area, è affidata alla Sogin, la società per azioni, a capitale pubblico, che ha in carico la gestione, nel nostro paese, della fine degli impianti nucleari. Per chiuderli occorre una società, ma soprattutto capitali umani ed economici.

Il decomissioning prevede l’allontanamento del combustibile nucleare, nel caso della centrale di Sessa in parte trasferito in Inghilterra e in parte al deposito ‘Avogadro‘ di Saluggia, la decontaminazione delle strutture e lo smantellamento dell’esistente. “Del sito resterà solo la cupola, l’enorme sfera centrale – spiegano i tecnici Sogin – perché è stata costruita dall’architetto Riccardo Morandi”. La completa bonifica del sito era prevista entro il 2016, ma la data è slittata. ” I ritardi nelle autorizzazioni e la mancanza di un sito di stoccaggio nazionale per le scorie – chiariscono gli esperti Sogin – ha ritardato la data di conclusione dei lavori”.

Più passa il tempo e più aumentano i costi di mantenimento. La data ora prevista per il completamento delle operazioni di dimissioni è il 2022, ben 23 anni dopo l’inizio dell’attività di decommissioning. Non si escludono ulteriori proroghe, se il governo nazionale non avrà individuato e realizzato il deposito nazionale delle scorie. La Sogin ha un progetto: sito di deposito nazionale più centro di ricerca, in una zona ancora da individuare, che raccoglierà 80mila metri cubi di rifiuti radioattivi dalle centrali dismesse di tutta la penisola. La stima per i rifiuti del Garigliano si aggira intorno ai 6-7 mila metri cubi che saranno allocati, in attesa del deposito nazionale, nella stessa centrale casertana in un sito provvisorio in costruzione chiamato D1( che si aggiunge ad un altro deposito in loco già esistente). I costi, sempre secondo la Sogin, per la completa dismissione si aggirano intorno ai 450 milioni di euro per la sola centrale di Sessa Aurunca.

Un conto che al momento pagano gli italiani attraverso un contributo inserito nella bolletta elettrica, la cosiddetta componente A2. Per capirci la centrale non funziona da 33 anni, per smantellarla in termini previsionali ne occorrono 23, un quarto di secolo, ad un costo di mezzo miliardo di euro. Per smantellare tutte le centrali il costo è intorno ai 5 miliardi di euro(compresa la realizzazione del deposito nazionale), raddoppiato rispetto alle previsioni iniziali. Un impianto che produce reddito e ricchezza anche se fermo, ma per le ditte che si accaparrano gli appalti, sub-appalti con il giro dei fornitori. In terra di Gomorra il rischio è il lucro delle organizzazioni criminali, ‘ firmiamo protocolli di legalità e chiediamo certificati antimafia attenendoci con rigore al codice degli appalti’ assicurano gli esperti Sogin.

Anche Legambiente assiste alla visita della centrale. Nel marzo scorso il ministro della salute Ferruccio Fazio rispondendo ad una interrogazione parlamentare aveva negato ogni tipo di danno sanitario o ambientale causato dalla centrale. “Il ministro – denuncia Giulia Casella del circolo Legambiente locale – ha risposto, ma bisogna rimarcare che non c’è uno studio epidemiologico nell’area( dovrebbe partire a breve, ndr) e manca, in provincia di Caserta, un registro dei tumori per capire l’impatto sulla salute che ha avuto l’impianto, visti i numerosi casi di neoplasie, malformazioni, registrati in passato nel periodo di vita della centrale”. Per il presidente della commissione regionale Antonio Amato il lavoro di bonifica sembra procedere positivamente, ma rileva un ulteriore criticità: “La mancanza di un protocollo di monitoraggio con Arpac e Asl per il quale intendiamo promuovere un’azione di sollecita a questi enti strumentali della regione”.

Il popolo è sovrano- Blog di Beppe Grillo

Fonte: Il popolo è sovrano- Blog di Beppe Grillo.

Intervento integrale di Beppe Grillo all’ultima puntata di Annozero del 9 giugno 2011:

La RAI è finita
Intervistatrice – Bilancio di fine anno accademico, com’è andato quest’anno?
Beppe Grillo- Innanzitutto ringrazio dell’ultima ospitalità che mi fate, vorrei fare un’intervista all’insegna della pacatezza, non gridare perché sono contro questa politica urlata, basta, bisogna finirla. Innanzitutto vorrei ringraziare tutti dell’ascolto in questo momento che ha questa trasmissione,quindi se se ne va Santoro pazienza, se ne andrà anche la Gabanelli e se ne andrà anche la RAI perché è un motivo in più per non pagare il canone, lo faccio già da qualche tempo, siamo con un sito nel blog “Come non pagare il canone” è molto semplice, con vie legali, mandi 5,65 Euro con una raccomandata con ricevuta di ritorno, il numero del libretto, siamo quasi 300 mila, quando la RAI diventerà RAI come una volta, senza pubblicità e senza partiti dentro, noi riprenderemo a finanziarla molto volentieri.
Intervistatrice – Questo è un invito a non pagare il canone.
Beppe Grillo– Assolutamente, io non lo pago, quindi 5,65 Euro raccomandata con ricevuta di ritorno, richiedi che ti vengano piombati i canali RAI e loro manderanno qualcuno a piombarti i canali RAI per 5,65 Euro.
Intervistatrice – Però se lei non lo paga il canone già è insoddisfatto della televisione.
Beppe Grillo- Sono assolutamente insoddisfatto, non è più un servizio pubblico da anni, è una televisione privata, piena di politici, di giornalisti, di zecche di Stato che vanno lì a dire qualsiasi menzogna, perché oggi la televisione di Stato purtroppo è il ricettacolo delle menzogne come questo referendum che cercano di farlo slittare in tutte le maniere, questa è veramente una vergogna per una nazione civile che poi un politico, un uomo di Stato vada e dica di non andare a votare, dovrebbe essere perseguibile penalmente, perché puoi dire di andare a votare sì o no, parlo di un referendum, puoi dire di votare sì o no, ma di non andare a votare è un reato che si fa e adesso con i legali ci stiamo accordando a vedere se Formigoni, questa gentaglia che dice di non andare a votare, Bossi, sono perseguibili penalmente perché…
Intervistatrice – Il fatto che un Ministro dell’ambiente decida di non andare a votare, che segnale è?
Beppe Grillo- Questo è un reato, secondo me è un grande reato perché hanno una paura fottuta, innanzitutto devo dire una cosa: il nucleare non lo faranno mai anche se non raggiungessimo il quorum. Il nucleare in Italia è infattibile, non è fattibile primo perché succederebbe una guerra civile, secondo non ci sono i soldi, quindi sono più tranquillo sul nucleare perché… ma sull’acqua pubblica no, l’acqua è un business da miliardi di miliardi di Euro e è questo quello che non vogliono questi partiti perché sono dentro a tutte le multiutility, sono dentro le Spa dell’acqua e qui voglio dare un ringraziamento ai comitati, perché i comitati dell’acqua senza personaggi, senza uomini illustri, senza uomini di grido hanno raggiunto 1.400.000 firme, so cosa vuole dire di cittadini, si sono mossi i cittadini, hanno fatto una legge popolare di 400 mila firme, un referendum di 1.400.000 firme senza televisioni, senza grandi sponsorizzazioni, sono i cittadini che si sono mossi, vi devo dire che avete tutta la mia ammirazione, avete tutti il mio aiuto se lo volete richiedere sono disponibile per qualsiasi cosa. Detto questo è una fregatura incredibile questa dell’acqua, adesso voglio darvi dei dati precisi perché il fatto di disaccorpare il Fukushima dentro che non si aspettava nessuno, se non ci fosse stato l’incidente in Giappone sul nucleare non avremmo raggiunto il quorum perché non ci sarebbe stata questa spinta del nucleare per Fukushima quindi erano tutti d’accordo. Tutti insieme appassionatamente hanno fatto una riunione e hanno votato se accorpare il referendum alle elezioni o no e per un voto non è stata accorpata, è stata messa il 12/13 giugno. Voglio fare i nomi e i cognomi di chi non è andato a votare, perché per un voto noi potevamo seppellire il nucleare, seppellire l’acqua pubblica, il legittimo impedimento, l’avremmo già sepolto con le elezioni perché c’era il traino, l’avremmo già sepolto, se non l’abbiamo sepolto i responsabili devono pagare, metterci la faccia, nomi e cognomi e voglio i danni perché questo disaccorpamento è costato a noi cittadini 320 milioni, voglio i danni, vi dico i nomi di chi non è andato a votare. Voglio ricordarli in ordine alfabetico così non facciamo delle preferenze: Beltrandi, Capano, Cimadoro, Cirielli, D’Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino e Samperi, ricordo che sono 13 persone 10 del PD, due dell’Italia dei Valori che uno si è alzato un attimo prima della votazione, spero che Di Pietro se mi sente li mandi via con ignominia e li denunci per danni, ognuno di loro deve risarcire 1/13 dei 320 milioni che costa questo disaccorpamento, 1/13 sono 24.615.000 che devono tirare fuori questi signori che ho nominato, se non ce l’hanno personalmente, i loro partiti preleveranno dai loro rimborsi elettorali che sono furto delle tasse degli italiani perché c’è stato un referendum per non avere i finanziamenti dei partiti e loro li hanno cambiati in rimborsi elettorali, prenderanno dai loro rimborsi elettorali e risarciranno il popolo italiano di 320 milioni di lire. Questo Fassino non è mai dove serve, Fassino era deputato e mentre era deputato non ha dato le dimissioni e si è fatto la campagna elettorale per diventare Sindaco di Torino, l’ha fatta essendo ancora deputato, con soldi pubblici e lui non c’era a votare e fa adesso il Sindaco. Fukushima li ha distrutti, li ha distrutti queste centrali di quarta generazione di cui parlavano il PD Bersanetor, c’è un discorso meraviglioso sulla quarta generazione, bisogna stare insieme, il progresso, la quarta generazione si è annichilita, completamente annichilita non c’è mai stata, non c’è quarta generazione, quello finlandese è bloccato lì che non si sa se la finiranno, costa già 7 miliardi di Euro, ma dove vogliono andare? Tutti i loro sponsor si sono azzerati come mosche con l’insetticida, parliamo della destra, della Prestigiacomo, di Scaiola, parliamo di questi vettori del nulla, questi, non so come chiamarli, parlo di Veronesi e di Chicco Testa che sono dei piazzisti di imprese funebri, sono stati spazzati via da Fukushima, tieni presente che non se l’aspettavano, poi c’è stato questo bieco tentativo del cadavere Berlusconi, di cambiare il referendum all’ultimo momento e la consulta meno male, ringraziamo, ci ha dato torto finalmente, il cadavere dovrà rientrare nella bara!

 

La metastasi delle società private dell’acqua
Intervistatrice – Questi sono i tentativi del centro-destra…
Beppe Grillo- Centro-destra e centro-sinistra! Guarda che qui i partiti non sono tutti uguali, né destra né sinistra perché per l’acqua se andiamo a vedere c’entra molto più il centro-sinistra che il centro-destra, parliamo del PD.Intervistatrice – Renzi ha detto che voterà 3 sì e un no, ma proprio sull’acqua.
Beppe Grillo- L’ebetino di Firenze deve ricordarsi che il garantire il 7 % ai finanziamenti di chi investe sull’acqua è pazzesco! Già nella sua città voglio che la gente sappia queste cose, già nella Toscana perché parliamo di Toscana, di Emilia Romagna, di Puglia, Campania dove c’è il PD da 20 anni che gestisce acqua, rifiuti, energia con le loro multiutility, vediamo chi sono le multiutility perché bisogna anche capire chi sono! Noi abbiamo due grandi multinazionali che sono Veolia quella citata da Bersani quando ha detto questo famoso discorso a Carpi che abbiamo messo in rete, bellissimo, quando ha detto che “l’acqua è di Dio, poi passa e ritorna a Dio, nessuno la vuole privatizzare, se poi in mezzo ci mettiamo per la gestione integrata la Veolia” quindi acqua di Dio in mezzo la Veolia e ritorna a Dio, con la Veolia tramite questi… sono fantasmi questa gente! Ti dico chi sono questi: Veolia e Suez sono due multinazionali, la Veolia è stata mandata via a calci nel culo dal Comune di Parigi che in 5 mesi, adesso è pubblica l’acqua di Parigi, ha ridotto le tariffe del 40%, risparmiando 80 milioni di Euro, sta andando via da Atlanta, sta andando via da Monaco, la stanno mandando via da Berlino e noi vorremmo dargli i servizi integrati per la gestione? Perché loro lo sanno fare. Vi dico chi sono queste società: partiamo dalla Suez, la Suez in Italia possiede Ondeo che ha partecipazioni in Acea, Intesa Aretina, Publiacqua, Acque Spa, Acque blu fiorentine, Acque blu Arno Basso, Acque Toscane, Acquedotto del Fiora, Acque e Ombrone, tutte Spa. La Veolia è presente direttamente nelle compagnie generali delle Acque Spa, la società dell’acqua potabile di Sestri Levante, la società italiana esercizi acquedotti di Torino e la partecipata Acqua Latina e la Geal. I casi più clamorosi che stanno succedendo adesso e di società pubbliche ora in borsa, diventate a tutti gli effetti Spa, sono Hera che prende Emilia fino a Modena, fino al mare e poi sono Acea e Iren Spa.
Intervistatrice – Lei sta accusando la sinistra di avere le mani in pasta
Beppe Grillo- Accusando? Sto portando le prove, oggi il Comune di Bologna, il Comune di Modena e il Comune di Ravenna stanno dibattendo un Consiglio per aumentare le tariffe del 10% perché gli utenti di Bologna, Modena e Ravenna hanno consumato meno acqua! Per rispondere alla prima domanda che mi hai fatto sull’ebetino di Firenze, nel 2005 le famiglie di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, Mugello, Val di Seve consumano non 92 milioni di metri cubi d’acqua come era predestinato, ma ne consumano meno 84 milioni, perché? Perché hanno fatto una campagna di risparmio, perché c’è la crisi, perché l’acqua costa… hanno risparmiato i cittadini, è un bel gesto risparmiare l’acqua, è preziosa! Cosa fa l’Ato? L’Ambiente territorio ottimale, l’Ato dice: riconosce a Publiacqua , quella che gestisce l’acqua di queste città che ti ho detto, un conguaglio per i mancati introiti, chi paga? I cittadini pagano, visto che questi 33 milioni di risparmio di acqua sono mancato introito per il gestore, verranno spalmati sulle bollette dell’acqua, tu risparmi e il risparmio ti viene addebitato sulla tua bolletta dell’acqua, ma tu pensa questa gente se non sono disonesti! E’ pazzesco!

 

I cittadini nelle società di gestione dei beni pubblici
Intervistatrice – Renzi parla della sua onestà e dice: Grillo non è affidabile, non è coerente..
Beppe Grillo- Io non sono un Sindaco, sono un comico, non sono affidabile! Non sono affidabile per niente, sono il più disonesto del mondo, va bene? Non dovete votare me, non sono candidato, mi guadagno i soldi con il mio lavoro, pago le tasse, con queste tasse paghiamo gli stipendi di questi ebetini di Firenze, paghiamo le tasse con tutti, sono un privato cittadino che si è messo in gioco per dire delle cose ma me le dovete far dire! Perché la Costituzione prevede, vi leggo l’articolo, l’Art. 43 dice: “ai fini di utilità generale, la legge può riservare originariamente o trasferire mediante espropriazione salvo indennizzo allo Stato e a enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali o a fonte di energia o a situazione di monopolio che abbiano carattere preminente di interesse generale”, vuole dire che la Costituzione afferma che beni di rilevanza pubblica, come l’acqua, possono essere dati e gestiti dai cittadini. Quello che vogliamo fare noi è questo: che è di un consorzio pubblico con cittadini che si candidano per la presidenza o per il Consiglio di Amministrazione con un curriculum, votati in rete dai cittadini, bilanci trasparenti messi in rete, controllati, vidimati e descritti attraverso la rete e determinati dai cittadini, è semplicissima la politica, solo che i cittadini sono tagliati fuori da qualsiasi decisione, anche la nostra Costituzione che prevede delle cose così, non ha previsto che possiamo solo come cittadini fare dei referendum abrogativi, togliere le cazzate di quella gente, possiamo solo togliere le cazzate di questa gente, allora dobbiamo inserire nella Costituzione che si possono fare i referendum propositivi senza quorum e poi per esempio le leggi popolari, continuiamo a fare leggi popolari, ne ho fatta una anche io di 350 mila firme, ma la Costituzione non ha l’obbligo della discussione in Parlamento, deve diventare obbligatoria la discussione? Sono 4 anni chiedevamo: via i condannati dal Parlamento, due legislature, il voto di preferenza, la legge elettorale, ci hanno accusato dell’anti politica, la sinistra ci aveva detto che noi siamo ostili, ostili perché vogliamo togliere i condannati dal Parlamento per avere l’acqua pubblica, per avere queste cose, siamo ostilissimi, ma mi devo calmare. Queste 350 mila firme sono nella cantina del Senato, allora calmo ti dico e ti do del tu perché non ho nessuna stima di te caro Schifani, caro Schifani cosa cazzo vuoi fare di queste 350 mila firme, vuoi che ce le veniamo a prendere? Vuoi che i 350 mila cittadini non facciano niente ma ti diano lo stipendio? Noi non vogliamo potere come Movimento Cinque Stelle che sono cittadini, noi non vogliamo cambiare il potere, vogliamo cambiare la civiltà, i cittadini che si occupano della cosa pubblica attraverso altri cittadini e controllati dai cittadini, è una democrazia dal basso che non c’è mai stata. Voglio chiudere questa discussione perché non si può pensare di andare avanti con questi trucchetti mistificatori che fanno queste persone, vanno in televisione a dire di non andare a votare sul referendum, il referendum va votato, va votato assolutamente, va votato per dare un colpo definitivo e è un colpo di democrazia, questa è una cosa che dobbiamo gestire noi cittadini, andare lì e mettere 4 sì meravigliosi, sì… proprio metti sì, sì, sì, è un orgasmo democratico. Per la prima volta possiamo farlo tutti insieme, quindi vi abbraccio, abbraccio Santoro, vattene da quella struttura, vai via da quella struttura e fai una trasmissione senza politici, senza questa gentaglia, li stai traghettando, sono morti, non sanno più cosa dire, adesso appendono il cappello alla trasformazione, non devono apprendere il cappello a niente, la trasformazione sta arrivando dal Maghreb, dalla Spagna in Inghilterra a Brighton, sta passando per altre zone, è arrivata anche qua, è una trasformazione mondiale di un vento per far sparire partiti, partitocrazia, questa gente, questi trombati dei partiti che li ritrovi nei consigli di amministrazione di qualsiasi multiutility, basta gestire inceneritore come gestire l’acqua, basta! Basta, fanno gli inceneritori e poi vogliono garantiti 500 tonnellate di rifiuti al giorno, i cittadini fanno la differenziata che ci sono meno rifiuti vanno in penale e i cittadini pagano la penale perché fanno la differenziata, è questa la struttura, fanno queste cose, vuoi fare un’autostrada la fai, mi garantisci 30 anni di pedaggio, se non hai 30 anni di pedaggio i cittadini pagano le penali, basta!
I cittadini non pagano più penali a nessuno, i cittadini vanno dentro le istituzioni e le gestiscono, molto, molto meglio di questi chiodi che avete lì, di queste zecche di Stato!
Fuori dalle palle, destra, sinistra fuori! I partiti sono una roba messa lì tra noi e il bene comune, facendoli fuori gestiamo noi il nostro bene comune, altrimenti non c’è futuro in questa Italia!
Le società di rating hanno detto che se passa il referendum sull’acqua, che diventa pubblica, abbassano il rating sull’acqua di quelli che investono. Abbassano gli investimenti, il rating, le banche non daranno più investimenti da investire sull’acqua delle multinazionali e allora Hera, Publiacqua, queste Spa dopo il referendum quanto potranno valere queste società? Ve lo dico io, zero, ecco perché sono tutti… adesso devono fare dei carpiati con triplo avvitamento questa sinistra, carpiati… perché la destra vedi mi fa meno incazzare perché sono cadaveri, è gentaglia, sai che sono dei disonesti, sono messi lì, sai che è un disonesto, ma i finti amici, quelli che fanno finta di fare le osservazioni e poi sono d’accordo e fanno slittare il referendum dalle elezioni, lo fanno slittare e lo fanno mettere in 12/13 giugno, porca puttana mi fanno più incazzare quelli, ma mi devo calmare. Santoro vai via oppure fatti un account sulla rete, fai pagare, ti garantisco che ti paghiamo e ti paghiamo mensile, 3, 5 Euro a testa per milioni di persone, fai i soldi che vuoi! Lascia perdere sponsor , lascia perdere gente, ascolti, fai una bella trasmissione fatta di persone normali e manda a ‘fanculo tutta quella gente, scusate ho detto una parolaccia ma sempre con toni molto messi e dismessi, quindi vi abbraccio e Padre Mariano è un dilettante in confronto mio oggi.

 

Gli inciuci dei partiti
Intervistatrice – Quindi lei è convinto che questo referendum ha un peso politico, no? Avrà un peso politico? Allora perché Di Pietro proprio adesso dice: bisogna, depotenziare il significato politico…
Beppe Grillo- Questa è la più grande mossa di democrazia, Di Pietro ha fatto un referendum sull’acqua che poi gli ha cassato la Cassazione perché voleva mantenere il 7% degli investimenti, lui era dall’altra parte, poi si è rinsavito, quando due dei suoi saranno mandati via a calci nel culo e pagheranno ognuno la quota di danno che hanno fatto per avere scorporato il referendum dalle elezioni potrò essere convinto di quello che dice.
Intervistatrice – Quindi ha un carico politico o no questo referendum?
Beppe Grillo- Tutto, ma scusa l’acqua non ha un carico politico? Cos’è la politica? La gestione dell’energia? Voglio che l’energia si faccia un piano e si dica: entro il 2030 usciamo da tutti i fossili del mondo e andiamo con l’energia rinnovabile almeno per l’elettricità 2030, 2050, 2080 tutta l’energia fatta con le energie rinnovabili, dobbiamo mettersi lì e dire: cos’è la crescita, la crescita non può continuare, la crescita ha più effetti negativi che positivi, dobbiamo capire cos’è la tecnologia, la tecnologia è un airbus o un dirigibile? Perché secondo me la tecnologia nuova è il dirigibile, non è l’airbus , non è fare treni da 600 all’ora, fare treni da 200 all’ora, fare macchine da 130 all’ora, ma non farne neanche più di macchine, ma se si fanno da 130 all’ora, non da 200, allora bisogna mettersi lì e dire: cosa vogliamo, cosa vogliamo per i nostri figli, questa gente non ha una dimensione di futuro, ce l’ha di 5 minuti, non sanno di cosa parlano, sono soldi, loro parlano di soldi, quando parli di politica con questi parli di soldi, di investimenti, di investimenti garantiti da una legge, il 7%, ma quale imprenditore ci ha garantito il 7% di introito? L’acqua non è una merce che puoi dare in gestione o mettere, investire o non investire, arrivano tutte le multinazionali del mondo, l’energia, la dobbiamo prendere noi cittadini, l’energia cittadini, l’acqua i cittadini, scuola i cittadini, la sanità i cittadini, che si prendono il resto, che si vadano a prendere tutto il resto, stanno spolpando tutto, De Benedetti si prende l’energia con le sue centrali a carbone e poi prende i finanziamenti per le rinnovabili, Benetton si prende i soldi per le autostrade, il cadavere Berlusconi si prende l’etere e Bersani si prendono l’acqua, ma basta, fuori dai coglioni! Fuori! Andate fuori!
Intervistatrice – Venerdì ci sarà la conclusione della campagna referendaria in piazza, ci sarà il PD, ci sarà l’Italia dei Valori …
Beppe Grillo- Voglio vedere le facce come il culo! Di questi di sinistra che parlano e poi hanno l’acquedotto pugliese, quello più grande… come fanno a parlare? Bersani come fa a parlare? Bersani è andato a fare un discorso dell’acqua di Dio a Carpi che l’acqua deve tornare a Dio ma deve essere gestita da una multinazionale, gestita da un’azienda privata perché noi non sappiamo gestire, tu non sai gestire! Bersani era quello che mandava le lettere ai medici dell’Emilia Romagna che gli chiedevano una moratoria per l’inceneritore perché fa dei danni alla salute, fa morire di tumori e lui ha minacciato dicendo a Mastella di intervenire, perché i medici non si devono permettere di intervenire quando è una questione di industria, non di salute, questo è il Signor Bersanetor quello della biomassa, adesso cambiano gli inceneritori in biomassa e la biomassa come quello di Ravenna, ma stai scherzando? Hanno il bioporto lì ma la biomassa da dove arriva, perché la gente pensa la biomassa brucia un po’ di foglie, pulisco i boschi e faccio un po’ di energia che sarebbe anche intelligente farla, cazzo ma dov’è? Ma guarda Scotti? Scotti bruciava camion, ha fatto venire tumori a mezza Pavia e faceva il riso cazzo, perché sono sovvenzionati, perché prendeva 30 milioni all’anno per fare energia con il suo cazzo di biomassa che doveva invece bruciare i suoi rifiuti, fanno così! A Ravenna fanno arrivare il proponente della biomassa che è l’olio di palma dall’Indonesia e dalla Malesia, perché hanno le sovvenzioni, basta! Sovvenzioni non ve ne diamo più! Basta, libero mercato significa far dire alle cose le cose vere, sono palle, sono prezzi nascosti, il nucleare ha un prezzo nascosto, se risparmi l’acqua ti aumentano la bolletta!Non ci starò mai e farò della battaglia fino alla morte, mi dovete sopprimere, arrestare, fate quello che volete ma basta, voi dovete andare via e se non andate via spontaneamente con pace, con parsimonia e con letizia e mestizia vi manderemo via noi!

 

Politica senza soldi
Intervistatrice – Ma qual è la fase costruttiva?
Beppe Grillo- La fase costruttiva è dare in mano la gestione della politica e del bene comune ai cittadini, non ai partiti politici, è questo il grande cambiamento, di questi non ne voglio parlare, me li tirate sempre fuori perché non avete neanche organicamente le parole per discutere di una politica nuova. Intervistatrice – Ci spiega però il successo di Pisapia e De Magistris a Milano e a Napoli?
Beppe Grillo- E’ l’insuccesso dell’altra parte, è sempre il meno peggio! Non discuto della persona, non la conosco neanche, so che è l’Avvocato di De Benedetti, quindi di cosa parliamo? So che ha gli architetti di Ligresti che metterà dentro, so che vorrà ristrutturare un po’ l’Expo, ma non ha detto no all’Expo che è una puttanata gigantesca l’Expo, un’idea dell’800 infatti ci eravamo noi e la Turchia che abbiamo combattuto per avere l’Expo, noi e la Turchia e basta non si è presentato nessuno! Perché con i mezzi tecnologici oggi puoi far apparire in tre dimensioni un oggetto dall’altra parte del mondo senza muoverti, non che fai delle strutture in cemento per esporre un seme, ma siamo deficienti! Sono solo speculazioni, cemento speculazioni e soldi, è questa la politica, soldi! Noi abbiamo dimostrato che la politica la possiamo fare senza soldi, senza! 4000 Euro abbiamo messo 10 consiglieri di rione a Milano e un consigliere dentro il comune con 4/5 mila Euro, perché sono ragazzi che si autosovvenzionano, abbiamo rinunciato ai rimborsi, vogliamo che i cittadini entrino dentro, io sono un mistificatore, ricordatevelo, non fidatevi di me, sono un delinquente, quello che stanno dicendo tutti su di me, stanno dicendo 5 anni di cose, non sono in gioco io, anche se credete queste cose che io sia un delinquente, benissimo, non sono io che mi presento al voto, non sono io che prendo gli stipendi con le vostre tasse, io non prendo niente, guadagno del mio lavoro, se sono un delinquente non comprare i libri, i Dvd, non venite sul blog che è gratuito, il Movimento è gratuito, mi sono messo a disposizione primo per i miei figli e poi per dare una mano per buttare via questa gente e passare da una democrazia di partiti a una democrazia dei cittadini, quindi o cittadini o sudditi, qui è quello che dobbiamo votare o cittadini o sudditi! Vi voglio bene lo sapete, che poi in fondo vi voglio bene, poi lo sapete che in fondo non sono un delinquente, voi lo sentite io lo so che lo sentite, quindi 4 sì, sì, sì, sì, sì, un orgasmino democratico è una sensazione fantastica!

ComeDonChisciotte – INSIDER DI UNA BANCA SVIZZERA SVELA I LEGAMI TRA BILDERBERG E FINANZA

Fonte: ComeDonChisciotte – INSIDER DI UNA BANCA SVIZZERA SVELA I LEGAMI TRA BILDERBERG E FINANZA.

DI NEW WORLD ORDER
Bilderberg2011.com

In un intervista fatta da WeAreChange a un importante banchiere svizzero il 30 maggio del 2011, vengono svelate le relazioni profondamente intrecciate tra i manager di alto livello delle banche svizzere e il club del Bilderberg. È oramai provato che il Bilderberg usa le banche svizzere per le attività di riciclaggio del denaro, per finanziare il rovesciamento dei governi, per pagare gli assassini e per mandare in bancarotta le nazioni.

Qui sotto trovate l’intervista:

D: Ci può dire qualcosa delle sue attività nel business del settore bancario svizzero?
R: ho lavorato nelle banche svizzere per molti anni. Sono stato uno dei massimi dirigenti di una delle maggiori banche svizzere. Nel mio lavoro sono stato coinvolto nel pagamento, nel pagamento in contanti a una persona che ha ucciso il presidente di una nazione straniera. Ho partecipato alla riunione in cui fu deciso di dare questo denaro al killer. Tutto ciò mi ha fatto venire tremende emicranie e ha fatto traballare la mia coscienza. Non è stata l’unica occasione difficile, ma è stata senz’altro la peggiore.

Era un’ordine di pagamento emesso da un servizio segreto straniero, scritto a mano, dove si dava istruzioni di pagare una certa somma a una persona che aveva ucciso un alto dirigente di un paese straniero. E non è stata l’unica volta. Abbiamo ricevuto in varie occasioni queste lettere scritte a mano che venivano dai servizi segreti stranieri che ci ordinavano di pagare in contanti da conti segreti per finanziare le rivoluzioni o le uccisioni di persone. Posso quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario dell’Economia”. C’è davvero un sistema del genere e le banche svizzere talvolta ci sono in mezzo.

D: Il libro di Perkins è stato tradotto ed è disponibile in Russo. Ci può dire di che banca si sta parlando e chi era responsabile?
A: Era una delle tre maggiori banche svizzere in quel periodo e si tratta di un presidente di una nazione del terzo mondo. Ma non voglio dare troppi dettagli perché mi potrebbe rintracciare con estrema facilità se dicessi il nome del presidente e il nome della banca. Rischierei la vita.

D: Non può fare neppure il nome della banca?
R: No, non posso. Ma vi posso assicurare che le cose sono andate a questo modo. C’erano diverse persone nella stanza delle riunioni. La persona che doveva fisicamente fare il pagamento in contanti venne da noi e ci chiese se era autorizzato a versare una cifra così alta a quella persona e uno dei direttori spiegò il caso e tutti gli altri dissero “Ok, va bene così”.

D: Ma succede spesso? Si tratta di fondi neri?
A: Sì. Era uno fondo speciale gestito in un luogo specifico nella banca dove tutti gli ordini in codice venivano dall’estero. Le lettere più importante erano scritte a mano. Dovevamo decifrarle e c’erano degli ordini di pagare certe somme in contanti da questi conti per gli omicidi, per finanziare le rivoluzioni e gli scioperi, per finanziare partiti di ogni risma. So che alcune persone che fanno parte del Bilderberg erano coinvolte in questi ordini. Intendo dire che sono loro ad aver dato l’ordine di uccidere.

D: Ci potrebbe dire in quale anno o decennio tutto questo è successo?
R: Preferisco non darvi l’anno preciso, ma stiamo parlando degli anni ’80.

D: Ha avuto problemi per questo lavoro?
A: Sì, problemi grossi. Non sono riuscito a dormire per parecchi giorni e dopo un po’ ho lasciato la banca. Se vi dessi troppi dettagli mi rintraccerebbero. Alcuni servizi segreti esteri, soprattutto di lingua inglese, hanno dato ordini per finanziare azioni illegali, persino l’uccisione di persone all’interno della banche svizzere. Dovevamo pagare seguendo le istruzioni delle potenze straniere per l’assassinio di alcune persone che non avevano seguito gli ordini del Bilderberg o del FMI o della Banca Mondiale.

D: È una testimonianza davvero sorprendente quello che ci sta rivelando. Perché ha sentito l’urgenza di dirlo in questo momento?
R: Perché il Bilderberg si sta riunendo in Svizzera. Perché la situazione mondiale sta peggiorando sempre di più. E perché le maggiori banche svizzere sono coinvolte in attività senza etica. La maggior parte di queste operazioni sono fuori dalle pagine dei bilanci. Si parli di multipli di quello che viene ufficialmente dichiarato. Non sono revisionati e avvengono senza versamenti di imposte. Le cifre in questione hanno parecchi zeri. Sono somme enormi..

D: Quindi miliardi?
R: Molto di più, si parla di trilioni, completamente fuori da qualsiasi verifica, illegali e fuori dal sistema impositivo. In sostanza è un furto generalizzato. Intendo dire che la maggioranza delle persone normali paga le tasse e rispetta le leggi. Quello che succede in questo caso è totalmente al di fuori dei nostri valori svizzeri, come la neutralità, l’onestà e la buona fede. Nelle riunioni a cui ho partecipato, le discussioni andavano sempre contro ii nostri principi democratici. Vedi, la gran parte dei direttori della banche svizzere non sono più gente del posto, vengono dall’estero, sono principalmente anglo-sassoni, sia americani che britannici, e non rispettano la nostra neutralità, i nostri valori, vanno contro i principi della nostra democrazia diretta e usano solamente le banche svizzere per i loro propositi illegali.

Usano quantità enormi di moneta creata dal nulla e distruggono la nostra società e i popoli del mondo solo per avidità. Cercano il potere e distruggono intere nazioni, come la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e la Svizzera sarà una delle ultime. E usano i cinesi come fossero schiavi. E una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è a capo di una banca tedesca e uso il suo potere per la propria avidità e non rispetta le persone comuni. Ha alcune cause in corso in Germania e adesso anche negli Stati Uniti. Fa parte del Bilderberg e non gliene frega niente né della Svizzera, né di qualsiasi altro paese.

D: ci sta dicendo che alcune di queste persone che ha menzionato saranno al prossimo meeting del Bilderberg che si terrà di giugno a St. Moritz?
R: Sì.

D: Quindi sono ancora al potere?
R: Certo. Hanno a disposizione una quantità enorme di denaro disponibile e lo usano per distruggere intere nazioni. Demoliscono le loro industrie per poi ricostruirle in Cina. Dall’altra parte aprono i cancelli dell’Europa ai prodotti cinesi. La classe lavoratrice europea guadagno sempre di meno. L’obbiettivo vero è quello di distruggere l’Europa.

D: Lei crede che la riunione del Bilderberg a St. Moritz abbia un valore simbolico? Perché nel 2009 sono stati in Grecia, nel 2010 in Spagna e guardiamo cosa gli è successo. Ciò significa che la Svizzera si deve aspettare qualcosa di brutto?
R: Sì. La Svizzera è per loro uno dei paesi più importanti, perché qui ci sono tanti capitali. Si stanno riunendo qui perché, oltre che per altri motivi, vogliono distruggere i valori che sostengono la Svizzera. Vedete che per loro è un ostacolo il fatto che non siamo nell’UE o nell’Euro, che non siamo controllati in modo totale da Bruxelles e così via. Parlando dei valori, non sto parlando di quelli delle maggiori banche svizzere, perché non sono più svizzere già da tempo, la maggior parte sono guidate dagli Americani. Sto parlando del vero spirito svizzero che la gente comune conserva e sostiene.

Certo che ha avuto un valore simbolico, come hai detto, per la Grecia e la Spagna. Il loro scopo è quello di essere una sorta di club esclusivo elitario che concentra in sé tutti i poteri mentre tutti gli altri vengono impoveriti.

D: Cosa ne pensa del possibile obbiettivo del Bilderberg di creare una sorta di dittatura globale, controllata dalle grandi corporation globali, senza più alcuna interferenza delle nazioni sovrane?
R: La Svizzera è l’unico posto dove è ancora presente una forma di democrazia diretta ed è proprio sulla loro strada. Loro usano il ricatto del “troppo grande per cadere” come nel caso di
UBS per far sprofondare il nostro paese nel debito, proprio come hanno fatto con tante altre nazioni. Alla fine potrebbero voler fare con la Svizzera lo stesso che hanno fatto con l’Islanda, con il paese e tutte le banche in bancarotta.

D: E verrà realizzato anche nell’Unione Europea?
R: Naturalmente. L’Unione Europea è nelle grinfie del Bilderberg.

D: Cosa pensa che potrebbe fermare questo piano?
R: Bene, questo è il motivo per cui ti sto parlando. È la verità. La verità è l’unica maniera. Mettere in luce questa situazione, metterli in piazza. Non gli piace di essere sotto la luce dei riflettori. Dobbiamo creare trasparenza nel settore bancario e a tutti i livelli sociali.

D: Quello che stai dicendo è che c’è una parte sana nel mondo delle banche svizzere e poi ci sono poche banche che stanno abusando del sistema finanziario per le loro attività illegali.
R: Sì. Le grandi banche stanno formando il loro personale con i valori anglosassoni. Li stanno addestrando per essere avidi e spietati. E l’avidità sta distruggendo la Svizzera e il mondo intero. Posso dire che nel nostro paese abbiamo la gran parte delle banche più correte che operano nel mondo, se si parla delle banche di piccole e medie dimensioni. Sono quelle grandi che costituiscono un problema. Non sono più svizzere e non si considerano nemmeno tali.

D: Credi che sia una buona cosa il fatto che la gente stia facendo luce sul Bilderberg e che stia mostrando chi siano in realtà?
R: Io credo che il caso di Strauss-Kahn ci dà una buona occasione, perché ci fa vedere che queste persone sono corrotte, hanno la mente malata, tanto malate da essere piene di vizi e questi vizi vengono tenuti nascosti. Alcuni di loro, come Strauss-Kahn, violentano le donne, altri fanno del sado-maso o sono pedofili e molti sono dentro al satanismo. Quando entri in qualche banca, puoi vedere questi simboli satanisti, come nella Banca Rothschild di Zurigo. Queste persone sono vincolate dai ricatti a causa della loro debolezza. Devono seguire gli ordini, altrimenti verrebbero additati, distrutti o persino uccisi. Non solo Strauss-Kahn è stato assassinato nei media, potrebbe davvero essere ucciso.

D: Siccome Ackermann è nel comitato direttivo del Bilderberg, pensi che sia un personaggio chiave?
A: Sì. Ma ce ne sono molti altri, come Lagarde, che probabilmente sarà il nuovo direttore del FMI, ed è anche membro del Bilderberg, poi ci sono Sarkozy e Obama. Hanno in mente un progetto di censurare Internet, perché è ancora libera. La vogliono controllare e usare il terrorismo o qualsiasi altra cosa per questo scopo. Potrebbero persino pianificare qualcosa di orribile per avere una scusante.

D: Questa è la tua paura?
R: Non è solo una paura, ne sono sicuro. Come ho detto, sono capaci di cose terribili. Se hanno la sensazione di perdere il controllo, come nelle rivolte in Grecia e in Spagna e forse l’Italia sarà la prossima, potrebbero istituire un’altra Gladio. Sono stato vicino alla rete di Gladio. Come tu sai, hanno istigato il terrorismo pagato dai soldi degli americani per controllare il sistema politico in Italia e in altri paesi europei. Per quanto riguardo l’omicidio di Aldo Moro, il pagamento fu fatto nella stessa maniera che ho prima descritto.

D: Ackermann faceva parte di questo sistema di pagamenti in una banca svizzera?
R: (Sorride) Tu sei un giornalista. Guarda alla sua carriera e come velocemente è arrivato alla vetta.

D: Cosa credi possa esser fatto per ostacolarli?

R: Bene, ci sono molti buoni libri che spiegano il contesto e collegano i punti, come quello prima citato di Perkins. Queste persone hanno davvero dei sicari pagati per uccidere. Alcuni di loro prendono i soldi dalle banche svizzere. Ma non solo, hanno un sistema che è sviluppato in tutto il pianeta E per rivelare al pubblico queste persone sono preparati da fare qualsiasi cosa per mantenere il controllo..

D: Mettendoli in luce, li potremo fermare?
R: Sì, dicendo la verità. Siamo di fronte a criminali senza scrupoli, anche criminali di guerra. Peggio che il genocidio. Sono pronti e capaci di uccidere milioni di persone solo per rimanere al potere e tenere il controllo.

D: Ci puoi spiegare dal tuo punto di vista perché i mass media occidentali sono quasi completamente indifferenti al Bilderberg?
R: Perché c’è un accordo tra loro e i proprietari dei media. Non ne devi parlare. Li corrompono. Anche alcuni personaggi importanti del mondo della comunicazione sono stati invitati alle riunioni, ma gli è stato detto di non riferire niente di quello che avevano visto o sentito.

D: Nella struttura del Bilderberg, c’è un gruppo ristretto che è a conoscenza di questi progetti, con la maggioranza che semplicemente segue gli ordini?
R: Sì. C’è un circolo ristretto che sono nel satanismo e poi ci sono gli ingenui o le persone meno informate. Alcuni credono di fare qualcosa di buono, quelli che ne sono al di fuori.

D: In base ai documenti rivelati e alle tue affermazioni, il Bilderberg decise nel 1955 di creare l’Unione Europea e l’Euro, e così hanno preso decisioni importanti e di lungo raggio.
R: Sì, tu sai che il Bilderberg fu fondato dal Principe Bernard, un ex membro delle SS, aderente al partito dei Nazisti e che ha anche lavorato per IG Farben, le cui sussidiarie producevano lo Zyklon B. L’altra persona era il direttore di Occidental Petroleum che aveva strette relazioni con i comunisti in Unione Sovietica. Erano su schieramenti opposti ma in fondo queste persone sono fascisti che vogliono controllare tutto e tutti e chi si mette nel mezzo viene fatto fuori.

D: Il sistema di pagamento che ci hai spiegato rimane fuori dalle normali operazioni, compartimentato e segreto?
R: In queste banche svizzere i normali impiegati non ne sono a conoscenza. È come un ufficio segreto della banca. Come ho detto queste operazioni rimangono fuori delle pagine del bilancio, senza alcuna supervisione. In alcuni casi sono nello stesso edificio, in altri sono all’esterno. Hanno la loro sicurezza privata e un’area dedicata dove possono entrare solo le persone autorizzate.

D: Come riescono a tenere queste transazioni al di fuori della rete internazionale SWIFT?
R: Bene, alcuni dei listini
Clearstream erano veri all’inizio. Ci sono anche dei nomi falsi per far credere che tutta la lista sia falsa. Anche loro fanno degli errori. La prima lista era vera e da qui si può risalire a molte cose. Vedi, ci sono persone che scoprono le irregolarità e le cose vere e gliele riferiscono. Alla fine ci sono dei processi e queste persone sono costrette a rimanere in silenzio.

Il modo migliore per fermarli è quello di dire la verità, mettergli addosso la luce dei riflettori. Se non li fermiamo, diventeremo tutti loro schiavi.

Grazie per quest’intervista.

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Fonte: http://bilderberg2011.com/bilderberg-agenda/interview-with-swiss-banker-reveals-bilderberg-2011-plans-for-internet-censorship-are-coming/

07.06.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

ComeDonChisciotte – MEMORANDUM SEGRETI SVELANO LEGAMI TRA DITTE PETROLIFERE E INVASIONE DELL’IRAQ

Fonte: ComeDonChisciotte – MEMORANDUM SEGRETI SVELANO LEGAMI TRA DITTE PETROLIFERE E INVASIONE DELL’IRAQ.

DI PAUL BIGNELL
The Independent

Alcuni documenti rivelano l’esistenza di progetti che sono stati discussi dai ministri governativi e dalle maggiori compagnie petrolifere mondiali un anno prima che il Regno Unito assumesse un ruolo guida nell’invasione dell’Iraq.

Queste annotazioni, rivelate qui per la prima volta, sollevano nuove domande sul coinvolgimento della Gran Bretagna nella guerra, una questione che aveva diviso il gabinetto di Tony Blair e che era stata approvata solo dopo che il premier britannico affermò che Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa.

Si è sempre negato un interesse per le risorse irachene, ma la cosa è sempre suonata strana.

I verbali stilati dopo una serie di incontri avvenuti tra i ministri e i dirigenti petroliferi di alto livello contrastano con le pubbliche smentite riguardo gli interessi delle compagnie petrolifere e dei governi occidentali di allora.

Questi documenti non furono forniti come prove per l’indagine Chilcot sulla partecipazione del Regno Unito alla guerra in Iraq. Nel marzo 2003, poco prima che la Gran Bretagna entrasse in guerra, la Shell denunciò che i rapporti dei colloqui avuti con Downing Street sul petrolio iracheno erano “altamente imprecisi”. La BP ha negato di aver avuto “qualche interesse strategico” in Iraq, mentre Tony Blair ha descritto “la teoria della cospirazione del petrolio” come “la più assurda”.

Ma i documenti di ottobre e novembre dell’anno precedente dipingono un quadro molto diverso.

Cinque mesi prima dell’invasione dell’Iraq del marzo 2003, la baronessa Symons, l’allora Ministro del Commercio, disse alla BP che il governo riteneva che le imprese energetiche britanniche avessero diritto a una parte delle enormi riserve di petrolio e gas dell’Iraq come ricompensa per il coinvolgimento militare di Tony Blair nei piani statunitensi per il rovesciamento del regime di Saddam.

Le carte mostrano che la signora Symons accettò di fare pressioni sull’amministrazione Bush per conto della BP perché il gigante petrolifero temeva di essere “tagliato fuori” dagli accordi che Washington stava silenziosamente raggiungendo col governo russo e quello francese e le rispettive imprese energetiche.

Nei verbali di un incontro del 31 ottobre 2001 con la BP, la Shell e la BG (ex British Gas) si legge:

“La baronessa Symons concorda che sarebbe difficile giustificare una perdita delle compagnie britanniche in Iraq se il Regno Unito non fosse un evidente sostenitore del governo statunitense durante la crisi”.

Il ministro poi prometteva di “comunicare alle compagnie prima di Natale” i suoi sforzi di pressione politica.

Il 6 novembre 2002 il Ministero degli Esteri invitava la BP a discutere le opportunità in Iraq “susseguenti alla caduta del regime”. I verbali attestano: “L’Iraq offre le più grandi possibilità per il petrolio. La BP farà di tutto per avervi accesso ed è impaziente di sapere che gli accordi politici non le negheranno tale opportunità”.

A seguito di un altro incontro avvenuto nell’ottobre 2002, l’allora Ministro degli Esteri per il Medio Oriente, Edward Chaplin, osservava: “La Shell e la BP non possono permettersi di non avere un interesse [in Iraq] in vista di un futuro a lungo termine… Eravamo determinati a dare alle compagnie britanniche una giusta fetta dei profitti ottenuti nell’Iraq post-Saddam.”

Mentre la BP ribadiva pubblicamente che non aveva “alcun interesse strategico” in Iraq, in privato confessava al Ministero degli Esteri che l’Iraq era “l’affare più importante da tanto tempo”.

La BP temeva che, se Washington avesse lasciato in essere il contratto esistente tra Total/Fina/Elf e Saddam anche dopo l’invasione, la conglomerata francese sarebbe diventata la compagnia petrolifera più grande al mondo. La BP fece sapere al governo di essere disposta a correre “grandi rischi” pur di ottenere una parte delle riserve irachene, le seconde al mondo per grandezza.

Grazie all’”Atto per la Libertà di Informazione”, oltre 1000 documenti sono stati raccolti in cinque anni dall’attivista Greg Muttitt. Questi rivelano che, alla fine del 2002, ci furono almeno cinque incontri tra i funzionari statali, i ministri, la BP e la Shell.

I contratti ventennali firmati dopo l’invasione sono stati tra i più grossi nella storia dell’industria petrolifera. Includevano la metà delle riserve irachene, 60 miliardi di barili di petrolio, acquistati in blocco da compagnie quali la BP e la CNPC (China National Petroleum Company), il cui consorzio da solo raggiunge un profitto annuo di 403 milioni di sterline (658 milioni di dollari) dalla zona di Rumalia, nel sud dell’Iraq.

La scorsa settimana l’Iraq ha portato la sua produzione di petrolio al livello più alto dopo quasi un decennio, 2,7 milioni di barili al giorno, un risultato molto importante visto il periodo, considerata la volatilità regionale e la perdita di produzione in Libia. Molti oppositori della guerra sospettano che una delle principali ambizioni di Washington nell’invadere l’Iraq sia stata assicurarsi una fonte di petrolio conveniente e abbondante.

Muttit, il cui libro “Fuel on Fire” uscirà la settimana prossima, ha dichiarato: “Prima della guerra, il governo fece ogni sforzo per ribadire che non era per nulla interessato al petrolio iracheno. Questi documenti sono la prova della falsità di tali affermazioni.

“È chiaro, infatti, che il petrolio rappresentava uno dei fattori strategici più importanti per il governo e che quest’ultimo si mise segretamente d’accordo con le compagnie petrolifere per dar loro accesso all’enorme bottino.

La 59enne baronessa Symons è diventata poi la consulente per una banca d’affari inglese che incassava proventi dai contratti per la ricostruzione dell’Iraq. Il mese scorso ha cessato un’attività non retribuita svolta per il Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Economico libico dopo che il colonnello Gheddafi ha iniziato a aprire il fuoco sui dimostranti. La notte scorsa la BP e la Shell si sono rifiutate di commentare.

Il petrolio non c’entra? Cosa è stato detto prima dell’invasione

* Memorandum del Ministero degli Esteri, 13 novembre 2001, a seguito di una riunione con la BP: “L’Iraq offre grandi possibilità per il petrolio. La BP farà di tutto per avervi accesso ed è impaziente di sapere che gli accordi politici non le negheranno tale opportunità…”

* Tony Blair, 6 febbraio 2003: “Lasciatemi chiarire questa cosa del petrolio… la teoria della cospirazione del petrolio è una delle più assurde se la si esamina a fondo. Il fatto è che, se il petrolio iracheno fosse la nostra preoccupazione, potremmo prendere accordi al riguardo con Saddam anche domani. Non si tratta del petrolio, ma delle armi…”

* BP, 12 Marzo 2003: “Non abbiamo alcun interesse strategico in Iraq. Se chi va al potere vorrà un intervento dell’Occidente dopo la guerra, sempre che ci sia una guerra, tutto ciò che abbiamo detto è che dovrebbe essere ad armi pari. Non stiamo certo cercando un coinvolgimento.”

* Lord Browne, l’allora capo esecutivo della BP, il 12 marzo 2003: “Per il sottoscritto e per la BP non è una guerra per il petrolio. L’Iraq è un produttore importante, ma è lui a decidere cosa fare del suo patrimonio e del petrolio.”

* La Shell, il 12 marzo 2003, ha detto che i rapporti dei colloqui sulle opportunità petrolifere avuti con Downing Street erano “altamente imprecisi” e ha aggiunto: “Non abbiamo cercato, né tanto meno preso parte a riunioni con ufficiali del governo britannico sulla questione irachena. L’argomento è emerso solamente in alcuni discorsi durante i soliti incontri avuti con gli ufficiali a cui abbiamo partecipato di tanto in tanto… Non abbiamo mai richiesto dei ‘contratti’.”

Titolo originale: “Secret memos expose link between oil firms and invasion of Iraq”

Fonte: http://www.independent.co.uk
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19.04.2011

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA URONI

ComeDonChisciotte – I QUATTRO CAVALIERI DELLE BANCHE GLOBALI – LA STORIA DELL’IMPERO BANCARIO DELLE OTTO FAMIGLIE

Fonte: ComeDonChisciotte – I QUATTRO CAVALIERI DELLE BANCHE GLOBALI – LA STORIA DELL’IMPERO BANCARIO DELLE OTTO FAMIGLIE.

DI DEAN HENDERSON
Global Research

Se vuoi sapere dov’è il vero centro del potere mondiale, segui i quattrini e dove vanno a finire. Secondo la rivista Global Finance, nel 2010 le cinque più grandi banche del pianeta sono tutte nei feudi dei Rothschild, in Regno Unito e in Francia.

Sono la francese BNP (3 trilioni di asset), Royal Bank of Scotland (2,7 trilioni), la britannica HSBC Holdings (2,4 trilioni), la francese Credit Agricole (2,2 trilioni) e la British Barclays (2,2 trilioni). Negli Stati Uniti l’incontro della deregolamentazione con la mania delle fusioni ha lasciato sul terreno quattro mega-banche che dettano legge su tutto. Sempre secondo il Global Finance, nel 2010 erano Bank of America (2,2 trilioni di dollari), JP Morgan Chase (2 trilioni), Citigroup (1,9 trilioni) e Wells Fargo (1,25 trilioni). Le ho nominate i Quattro Cavalieri del Sistema Bancario degli Stati Uniti.

Il consolidamento del potere monetario degli Stati Uniti

Il matrimonio del settembre del 2000 che ha portato alla creazione di JP Morgan Chase è stato la più grande fusione nella pletora di consolidamenti bancari che ha avuto luogo negli anni ’90. La mania delle fusioni è stata stimolata da una massiccia deregolamentazione dell’industria bancaria, che ha visto la revoca del Glass Steagal Act del 1933, indetto durante la Grande Depressione per mettere il freno ai monopoli bancari che causarono lo shock del ’29, che provocarono quella crisi.

Nel luglio del 1929 Goldman Sachs lanciò due fondi d’investimento chiamati Shenandoah e Blue Ridge. Tra l’agosto e settembre, da grandi imbonitori, riuscendo a vendere azioni del valore di centinaia di milioni di dollari con la Goldman Sachs Trading Corporation a 104 dollari per azione. Gli insider di Goldman Sachs, nel frattempo, stavano abbandonando il mercato azionario. Nell’inverno del 1934 le azioni valevano 1 dollaro e 75. Il direttore sia di Shenandoah che di Blue Ridge era l’avvocato di Sullivan & Cromwell, John Foster Dulles [1].

John Merrill, fondatore of Merrill Lynch, uscì dal mercato azionario nel 1928, così come gli insider di Lehman Brothers. Il direttore di Chase Manhattan, Alfred Wiggin, dette ancora ascolto al suo “intuito” formando la Shermar Corporation nel 1929 per cedere le azioni della propria compagnia. Dopo la crisi del ’29, il presidente di Citibank, Charles Mitchell, fu imprigionato per evasione fiscale [2].

Nel febbraio del 1995 il presidente Bill Clinton annunciò un piano per smantellare sia il Glass Steagal Act che il Bank Holding Company Act del 1956, che vietavano alle banche di possedere compagnie di assicurazione e altre istituzioni finanziarie. Quel giorno Barings, un vecchio mercante di oppio e di schiavi, andò in rovina quando uno dei suoi trader di Singapore, Nicholas Gleason, si trovò dalla parte sbagliata del commercio dei milioni di dollari in derivative currency [3].

L’avvertimento rimase inascoltato. Nel 1991 i contribuenti statunitensi, già depredati di più di 500 miliardi di dollari per il saccheggio realizzato da S&L, furono vessati da altri 70 miliardi di dollari per il bailout del FDIC, gli fu poi presentato il conto per il salvataggio segreto – che già durava da due anni e mezzo – di Citibank, vicina al collasso dopo l’ondata degli effetti dovuti alla contrazione del debito dell’America Latina. Con il conto già pagato dai contribuenti degli Stati Uniti e la deregulation portata a compimento, il passo successivo fu un turbinio di fusioni bancarie come non se ne erano mai viste prima.

Il Sottosegretario al Tesoro sotto la presidenza Reagan, George Gould, affermò che la concentrazione delle banche in cinque/dieci giganti era quello di cui l’economia degli Stati Uniti aveva bisogno. La previsione da incubo di Gould stava per avverarsi.

Nel 1992 Bank of America rilevò il suo più forte rivale nella West Coast, la Security Pacific, poi fagocitò la depredata Continental Bank of Illinois per pochi soldi. Bank of America acquisì il 34% di Black Rock (Barclays ne possedeva il 20 per cento) e l’11 per cento della China Construction Bank, diventando la seconda banca con asset pari a 214 miliardi di dollari. Citibank aveva il controllo di 249 miliardi di dollari [4].

A quel punto le due banche avevano incrementato i loro asset fino al valore di 2 milioni di dollari a testa.

Nel 1993 Chemical Bank ha inghiottito Texas Commerce per diventare la terza istituzione bancaria con 170 miliardi di asset. Chemical Bank si era già fusa con Manufacturers Hanover Trust nel 1990.

North Carolina National Bank e C&S Sovran si erano consolidate nella Nation’s Bank, la quarta istituzione bancaria degli Stati Uniti, con 169 miliardi di dollari di dote. Fleet Norstar rilevò Bank of New England, mentre Norwest acquistò le quote di United Banks of Colorado.

In tutto questo periodo i profitti bancari negli Stati Uniti erano in forte incremento, sempre più alti ogni quadrimestre. Il 1995 ha battuto tutti i record di concentrazione bancaria. Quell’anno si sono realizzate trattative per un totale di 389 miliardi di dollari [5].

Le cinque grandi banche d’investimento, che avevano già fatto carrettate di soldi pilotando le negoziazioni sul debito dell’America Latina, ora potevano sbancare il lotto con la mania delle fusioni industriali e bancarie degli anni ’80 e ’90.

Secondo Standard & Poors le prime cinque banche d’investimento erano Merrill Lynch, Goldman Sachs, Morgan Stanley Dean Witter, Salomon Smith Barney e Lehman Brothers. Una trattativa realizzata nel 1995 fu la proposta di fusione tra la più grande banca d’investimento londinese, S. G. Warburg, e Morgan Stanley Dean Witter. Warburg scelse invece come partner Union Bank of Switzerland, creando la sesta forza nel settore delle banche d’investimento, UBS Warburg.

Dopo il parossismo del 1995, le banche più importanti si sono mosse in modo aggressivo verso il Medio Oriente, fissando il centro delle operazioni a Tel Aviv, a Beirut e in Bahrein, dove si era insediata la Quinta Flotta degli Stati Uniti. Le privatizzazioni bancarie in Egitto, Marocco, Tunisia e in Israele hanno aperto la porta alle mega-banche. Chase e Citibank prestarono denaro a Royal Dutch/Shell e alla saudita Petrochemical, mentre JP Morgan faceva le consulenze al consorzio Qatargas guidato da Exxon Mobil [6].

L’industria globale delle assicurazioni ha dovuto anche lei affrontare la mania delle fusioni. Nel 1995 Traveler’s Group ha acquisito Aetna, Warren Buffet’s Berkshire Hathaway si è mangiata Geico, Zurich Insurance si è ringalluzzita con Kemper Corporation, CNA Financial ha acquistato Continental Companies e General RE Corporation ha affondato i suoi molari su Colonia Konzern AG.

Alla fine del 1998 il colosso Citibank si fuse con Travelers Group per diventare Citigroup, creando un gigante del valore di 700 miliardi di dollari con 163.000 impiegati in oltre 100 paesi che aveva al suo interno Salomon Smith Barney una joint venture con Morgan Stanley), Commercial Credit, Primerica Financial Services, Shearson Lehman, Barclays America, Aetna e Security Pacific Financial [7].

Lo stesso anno Bankers Trust e la banca d’investimento statunitense Alex Brown furono arraffate da Deutsche Bank, che aveva già rilevato la londinese Morgan Grenfell & Co. Nel 1989 Deutsche Bank era diventata la banca più grande al mondo con asset del valore di 882 miliardi di dollari. Nel gennaio del 2002 i titani giapponesi Mitsubishi e Sumitomo si sono accordati per formare Mitsubishi Sumitomo Bank, che sopravanzò Deutsche Bank con un asset di 905 miliardi di dollari [8].

Nel 2004 HSBC era diventata la seconda banca più grande al mondo. Sei anni più tardi i tre giganti furono eclissati sia da BNP che da Royal Bank of Scotland.

Negli Stati Uniti l’incubo di George Gould ha raggiunto il suo apice proprio in tempo per l’inizio del millennio quando Chase Manhattan ha fagocitato Chemical Bank. I Bechtel di Wells Fargo acquisirono Norwest Bank, mentre Bank of America assorbì Nations Bank. Il colpo di grazia fu dato quando la riunificata House of Morgan annunciò che si sarebbe fusa con l’apparato dei Rockefeller Chase Manhattan/Chemical Bank/ Manufacturers Hanover.

Quattro giganti bancari sono riusciti a dettare legge nella finanza degli Stati Uniti. JP Morgan Chase e Citigroup erano i sovrani del capitale della East Coast. Insieme avevano il controllo del 52,86% della Federal Reserve Bank di New York [9]. Bank of America e Wells Fargo erano i sovrani della West Coast.

Nel corso della crisi bancaria del 2008 queste compagnie si sono sempre più ingrandite, riuscendo a ottenere circa un trilione di aiuti governativi dal Segretario del Tesoro e allievo di Goldman Sachs, Henry Paulsen, mentre, nel frattempo, si impadronivano di patrimoni in sofferenza in cambio di spiccioli.

Barclays rilevò Lehman Brothers. JP Morgan Chase si prese Washington Mutual e Bear Stearns. Bank of America ha rilevato Merrill Lynch e Countrywide. Wells Fargo si è ingoiata la quinta banca del paese, Wachovia.

Le stesse banche controllate dalle Otto Famiglie che per decenni hanno portato al galoppo i Quattro Cavalieri a pesticciare il petrolio nei giacimenti del Golfo Persico sono ora più potenti che mai. Sono i Quattro Cavalieri del Sistema Bancario degli Stati Uniti.

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Note:

[1] The Great Crash of 1929. John Kenneth Galbraith. Houghton, Mifflin Company. Boston. 1979. p.148

[2] Ibid

[3] Evening Edition. National Public Radio. 2-27-95

[4] “Bank of America will Purchase Chicago Bank”. The Register-Guard. Eugene, OR. 1-29-94

[5] “Big-time Bankers Profit from M&A Fever”. Knight-Ridder News Service. 12-30-95

[6] “US Banks find New Opportunities in the Middle East”. Amy Dockser Marcus. Wall Street Journal. 10-12-95

[7] “Making a Money Machine”. Daniel Kadlec. Time. 4-20-98. p.44

[8] BBC World News. 1-20-02

[9] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids”. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York. 2000. p.74

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Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24967

25.05.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE