Antimafia Duemila – Brusca: ”Dopo omicidio Lima nuovi referenti politici”

Fonte: Antimafia Duemila – Brusca: ”Dopo omicidio Lima nuovi referenti politici”.

«Dopo l’omicidio di Salvo Lima incontrai Riina che mi disse che si erano fatti sotto alcuni politici, Ciancimino e Dell’Utri che gli avevano portato la Lega e un soggetto politico che stava per nascere. Io lo interpretai come una richiesta di autorizzazione da parte loro per l’avvio di questa attività politica». Lo ha detto, al processo Mori, il pentito Giovanni Brusca che non ha specificato, però, a quale Lega si riferisse e quale fosse il nuovo soggetto politico. Il pentito ha spiegato che dopo la morte di Lima si era creato un vuoto e che Cosa nostra aveva bisogno di un referente che la garantisse a livello nazionale come faceva prima Salvo Lima. Nella sua lunga deposizione Busca ha tratteggiato tre fasi della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia: quella accennatagli da Riina con l’offerta ricevuta da Dell’Utri e Ciancimino, quella tra le stragi del ’92 culminata con la presentazione del papello e che avrebbe avuto come terminale finale Nicola Mancino, e infine quella avviata tramite Vittorio Mangano con Dell’Utri e Berlusconi. L’evoluzione di quest’ultima, se non per una generica offerta di disponibilità che Dell’Utri avrebbe indicato a Mangano, non è nota a Brusca in quanto lo stalliere di Arcore venne poi arrestato. Il pentito ha anche detto che le stragi del continente del ’93 furono volute dal boss Bagarella per sollecitare la ripresa della trattativa.

ANSA

Brusca: ”Berlusconi pagava pizzo di 600 mln al mese”

18 maggio 2011
Roma.«Berlusconi pagava una ‘messa a postò di 600 milioni al mese a Stefano Bontade e successivamente a Totò Riina». Lo ha detto il pentito Giovanni Brusca nel corso della deposizione nel processo del rapporto tra Stato e mafia nell’aula bunker di Rebibbia. «Aveva smesso di pagare – spiega Brusca – e gli venne fatto un attentato. Il mandante era Ignazio Pullarà. L’attentato fu programmato perchè ricominciasse a pagare il pizzo». Il pentito ha poi sottolineato che «a Milano non era solo Berlusconi che pagava». «All’inizio degli anni Ottanta – ha detto ancora Brusca durante la deposizione nell’aula bunker di Rebibbia – furono fatti alcuni investimenti delle cosche perdenti in Lombardia a favore delle imprese di Silvio Berlusconi».

Adnkronos

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