Archivi del giorno: 6 luglio 2011

I sacrifici degli altri- Blog di Beppe Grillo

Fonte: I sacrifici degli altri- Blog di Beppe Grillo.

Famiglia Cristiana, il pericoloso giornale dei black bloc cattolici, ha definito questa classe politica “la più bassa di tutti i tempi“. L’Italia è vicina al default ufficiale, quello reale è già avvenuto. Siamo ultimi nelle classifiche degli stipendi, tra gli ultimi per libertà di informazione, tra gli ultimi per connettività, superati persino dalla Libia di Gheddafi che stiamo bombardando mentre il Presidente della Repubblica dorme sonni beati, tra gli ultimi per investimenti in ricerca e nell’innovazione, tra gli ultimi come livello di occupazione giovanile, migliaia di aziende chiudono ogni mese. ULTIMI. Dovremo abituarci per anni a questa condizione. Ci vorrà almeno una generazione per uscirne. I 47 miliardi della manovra di Tremorti sono appena sufficienti per pagare le caramelle. In un solo mese il nostro debito pubblico è aumentato di 22 miliardi. Nel 2012 gli interessi sul debito potrebbero arrivare a 100 miliardi e forse superarli. In questo Paese sciroccato si è perso ogni senso della misura. L’esempio non è più una virtù. Nella casa di Giuseppe Verdi, nella tenuta di Sant’Agata, tra i suoi ricordi c’è un pacchetto di biglietti del treno gratuiti che lasciò intatti. Era senatore del Regno, riceveva per questo uno stipendio, e trovava vergognoso utilizzarli. Il treno per Roma lo pagò sempre di tasca sua. Tremorti ha proposto un taglio degli stipendi per i parlamentari, ma solo dalla prossima legislatura. I sacrifici agli italiani sono invece richiesti da subito. Perchè Tremorti non rimanda anche questi al 2013? Perchè non abolisce le pensioni ai parlamentari in modo retroattivo, perché sono possibili i doppi stipendi? Perché, perché, perché… Ieri è andata in onda l’ennesima miserabile puntata sul taglio delle Province proposto dall’IDV. Il Pdl ha votato contro e il Pdmenoelle si è astenuto, chi ha gli stessi interessi adotta lo stesso comportamento. “Il numero degli amministratori delle Province è di 4.000 addetti con 2.900 consiglieri, 50 tra Presidenti e vicepresidenti, 100 presidenti della Giunta, 900 assessori. Il costo annuale dei soli compensi di questo “esercito” supera i 50 milioni di euro mentre le spese correnti delle oltre 100 Province italiane si aggirano attorno ai 10 miliardi di euro l’anno.” Per coerenza chi chiede l’abolizione delle province non avrebbe dovuto presentarsi alle ultime elezioni provinciali come il MoVimento 5 Stelle, invece lo ha fatto. Non è necessaria una legge per dare l’esempio. La truffa dei finanziamenti elettorali spacciati per “rimborsi” porta nelle casse dei partiti un miliardo di euro. Qualche partito li ha rifiutati? Il MoVimento 5 Stelle lo ha fatto. “Tu devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo“. Lo disse Gandhi, noi abbiamo al suo posto Bersani e Berlusconi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

ComeDonChisciotte – UN MONDO SOVERCHIATO DALL’IPOCRISIA OCCIDENTALE

Fonte: ComeDonChisciotte – UN MONDO SOVERCHIATO DALL’IPOCRISIA OCCIDENTALE.

DI PAUL CRAIG ROBERTS
Global Research

Le istituzioni occidentali sono diventate caricature dell’ipocrisia.

Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea stanno violando i propri statuti per salvare le banche private francesi, tedesche e olandesi. Il FMI è solamente incaricato di regolamentare i prestiti, ma sta prestando soldi al governo greco per ragioni di bilancio vietate solo per permettere che il governo greco possa pagare le banche. Alla BCE non è consentito salvare i governi dei paesi membri, ma lo sta facendo comunque per fare in modo che le banche possano essere rimborsate. Il parlamento tedesco ha approvato il bailout, che viola le disposizioni del Trattato Europeo e le consuetudini tedesche. Il caso è al vaglio della Corte Costituzionale tedesca, fatto non riportato dai media negli Stati Uniti.

Il presidente USA George W. Bush ha nominato un immigrante, non molto rispettoso della Costituzione USA e dalla separazione dei poteri, al Dipartimento di Giustizia (sic) per far emettere un decreto che desse al presidente “poteri unitari” per innalzarlo al di sopra delle leggi prescritte negli Stati Uniti, ai trattati e alle leggi internazionali. Seguendo le decisioni legali di questo immigrante, l’“esecutivo unitario” può violare con impunità il Foreign Intelligence Surveillance Act, che impedisce di spiare i cittadini statunitensi senza un mandato ottenuto dalla Corte FISA. L’immigrante ha anche deciso che Bush può violare con impunità le leggi in vigore negli Stati Uniti contro la tortura, così come la Convenzione di Ginevra. In altre parole, questi fasulli “poteri unitari” fanno diventare imperatore un presidente.

Le protezioni costituzionali, come l’habeas corpus, che proibiscono ai governi di trattenere persone in modo indefinito senza presentare imputazioni e prove a una corte e che vietano ai governi di negare alle persone detenute un giusto processo e l’intervento di un avvocato, sono state gettate dalla finestra dal Dipartimento di Giustizia (sic) e le corte federali hanno in larga parte acconsentito.

Così come ha fatto il Congresso, “i rappresentanti del popolo”. Il Congresso ha anche attivato il Military Tribunals Commissions Act nel 2006, firmato dal fascista alla Casa Bianca il 17 ottobre.

Questa legge consente che chiunque sia considerato un “combattente nemico al di fuori della legge” possa essere condannato a morte in base a prove segrete o al sentito dire in the tribunali militari illegali che sono fuori dalla portata delle corti federali USA. I pazzi nazisti al Congresso, appoggiando la totale distruzione delle leggi anglo-americane, ci vogliono spacciare tutto questo per i “patrioti in guerra contro il terrorismo.”

La disposizione stabilisce che chiunque venga accusato dagli Stati Uniti – senza che vengano presentate prove – che faccia parte dei Talebani, di al-Qaeda o di altre “forze associate” sia un “combattente nemico fuori dalla legge”, che spoglia la persona della protezione della legge. Neppure George Orwell sarebbe riuscito a trovare una formulazione simile.

I Talebani sono composti da afghani che, prima dell’intervento militare degli USA, stavano combattendo per unire il popolo. I Talebani sono islamisti e il governo degli Stati Uniti teme un altro governo islamico, come quello nato in reazione all’intervento degli Stati Uniti negli affari interni iraniani. Gli Americani “liberi e democratici” hanno deposto un leader legittimamente eletto e hanno imposto un tiranno. Le relazioni tra americani e iraniane non si sono mai ristabilite dopo la tirannia che Washington impose agli iraniani.

Washington si è sempre opposta a qualsiasi governo i cui leaders non possano essere comprati per recitare la parte del burattino di Washington. Questo è il motivo per cui il regime di George W. Bush ha invaso l’Afghanistan, perché Washington ha deposto Saddam Hussein e voglia ora rovesciare Libia, Siria e Iran.

Il primo Presidente nero (o mezzo bianco) degli USA ha ereditato la guerra afghana, che è durata più a lungo della Seconda Guerra Mondiale e la vittoria non è ancora in vista. Invece di mantenere le promesse elettorali e terminare questa guerra inutile, la ha addirittura intensificata Obama.

La guerra dura ormai da dieci anni e i Talebani controllano il paese più di quanto non lo facciano i pupazzi degli USA e della NATO. Frustrati dal proprio fallimento, gli Americani e i pupazzi della NATO uccidono con sempre maggiore frequenza donne, bambini, anziani nei villaggio, poliziotti afghani e personale di soccorso.

Un video ripreso da un elicottero d’assalto USA, affidato a Wikileaks e poi pubblicato, mostra le forze Americane che sembra stiano giocando a un videogame, che massacrano civili, tra cui cameramen di un importante agenzia di stampa, che camminavano in una strada tranquilla. Un padre con un bambino piccolo, che si era fermato ad aiutare la vittima morente del gioco di morte dei soldati Americani, è stato fatto saltare in aria, così come suo figlio. Le considerazioni degli Americani sul video arrivano a incolpare il padre della morte del bambino per aver portato un ragazzino in una “zona di guerra”. Non era una zona di guerra, ma solo una strada normalissima con persone che camminano.

Il video documenta i crimini degli Americani contro l’umanità in modo tanto smaccato quanto le prove usate contro i Nazisti dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale al Processo di Norimberga.

Forse il massimo livello dell’illegalità è stato raggiunto quando il regime di Obama ha annunciato di avere una lista di cittadini statunitensi che potrebbero venire assassinati senza un giusto processo.

Si dovrebbe pensare che, se la legge avesse avuto una qualche importanza nella civiltà occidentale, George W. Bush, Dick Cheney, in effetti l’interno regime Bush/Cheney, così come gli altri co-cospiratori, dovrebbe sedere di fronte alla Corte Penale Internazionale.

Invece è Gheddafi che ha ricevuto un mandato di arresto dalla Corte Penale Internazionale. Le potenze occidentali stanno usando la Corte Penale Internazionale, che si pensa sia a sostegno della giustizia, per ragioni di tornaconto personale che sono scorrette.

Qual è il crimine di Gheddafi? Il suo delitto è quello di aver cercato di impedire alla Libia di essere spazzata via da una rivolta, supportata e forse organizzata dagli Stati Uniti, nella Libia Orientale, rivolta che è stata usata per distogliere la Cina dai propri investimenti petroliferi in quella zona.

La Libia ha avuto la prima rivolta armata nella cosiddetta “Primavera Araba”. I resoconti hanno chiarito che non c’è niente di “democratico” in questa rivolta. L’Occidente è riuscito a forzare una Risoluzione per una “no-fly zone” tramite la sua organizzazione fantoccio, le Nazioni Unite. La risoluzione era limitata a neutralizzare le forze aeree di Gheddafi. Ma Washington, e il suo pupazzo francese Sarkozy, hanno subito elaborato un’“interpretazione allargata” della Risoluzione dell’ONU e l’hanno trasformata in un’autorizzazione per essere direttamente coinvolti nel conflitto.

Gheddafi ha resistito alla ribellione armata contro lo stato libico, la risposta normale di un governo nei confronti di una rivolta. Gli Stati Uniti avrebbero fatto lo stesso così come il Regno Unito e la Francia. Ma per cercare di impedire il rovesciamento del proprio paese e che la sua nazione diventasse un altro stato fantoccio Americano, Gheddafi è stato messo all’indice. La Corte Penale Internazionale sa che non può perseguire i veri responsabili dei crimini contro l’umanità – Bush, Blair, Obama e Sarkozy – ma questa Corte ha bisogno di far qualcosa e accetta le vittime che l’Occidente vuole demonizzare.

Nella nostra epoca post-Orwelliana, chiunque resista o solo critichi gli Stati Uniti è un criminale. Ad esempio, Washington considera Julian Assange e Bradley Manning dei criminali, perché hanno messo a disposizione informazioni che hanno messo in luce crimini commessi dal governo degli USA. Chi si permette di essere in disaccordo con Washington viene ritenuto una “minaccia” e Obama può riuscire a far assassinare o arrestare queste “minacce” come “sospetto terrorista” o come qualcuno che sta “fornendo aiuto e comfort ai terroristi”. I conservatori e i liberisti statunitensi, che una volta seguivano la Costituzione USA, sono tutti d’accordo nello sbrindellare la Costituzione per poter mettersi “al sicuro dai terroristi”. Accettano addirittura intrusioni come i porno-scan e la separazione tra sessi per poter essere al “sicuro” sui voli aerei.

Il collasso della legge è oramai senza limiti. La Corte Suprema ha deciso che è un “luogo comune” che l’America sia governata dalle multinazionali, e non dalla legge e di certo non dalle persone. Il 27 giugno la Corte Suprema degli USA ha portato avanti il proprio progetto di stato fascista stabilendo che l’Arizona non possa finanziare pubblicamente i candidati alle elezioni in modo da livellare la competizione elettorale, al momento già sbilanciata dai soldi delle corporation. La Corte Suprema “conservatrice” ritiene il finanziamento pubblico dei candidati incostituzionale, ma non la “libertà di parola” finanziata dagli interessi del business che si compra il governo per comandare la nazione. La Corte Suprema è diventata un funzionario delle corporations e dà legittimazione al loro governo. Mussolini definì questo sistema, imposto agli Americani dalla Corte Suprema, fascismo.

La Corte Suprema ha anche stabiliti il 27 giugno che la California ha violato la Costituzione degli Stati Uniti nel vietare la vendita di giochi violenti ai bambini, malgrado le prove che testimoniano come i giochi violenti favoriscono comportamenti violenti nei giovani. È corretto per la Corte Suprema proibire ai soldati, che vivono al fronte, bere birra prima che abbiano compiuto i 21 anni di età, ma questa Corte idiota favorisce l’inculcamento della mentalità omicida nei bambini, sempre che la cosa sia negli interessi dei profitti delle multinazionali in nome della “libertà di parola”.

Incredibile, davvero, che una corte così interessata alla “libertà di parola” non abbia protetto gli attivisti statunitensi contro la guerra dalle ispezioni e dagli arresti incostituzionali o li abbia difesi dall’essere stati attaccati dalla polizia o radunati in aree recintate distanti dall’oggetto della protesta.

Proprio mentre si avvia la seconda decade del XXI secolo, chiunque si opponga all’egemonia USA e al male che emana da Washington rischia di essere individuato come un “terrorista”. Nel caso fossero cittadini americani, potranno essere assassinati. Se fossero leader stranieri, il loro paese può essere invaso. Se vengono catturati, possono essere giustiziati, come Saddam Hussein, o mandati di fronte alla CPI, come i serbi sventurati che hanno cercato di difendere la loro nazione dallo smantellamento voluto dagli Americani.

E il pecorone americano crede di avere “libertà e democrazia”.

Washington si affida alla paura per nascondere i propri crimini. La maggioranza degli Americani ora teme e odia i musulmani, gente di cui non sanno nulla che non venga dalla propaganda razzista, che li incoraggia a credere che si stiano nascondendo sotto i loro letti per ucciderli nel sonno.

I neoconservatori, naturalmente, sono i fornitori della paura. Più i pecoroni avranno paura, tanto più cercheranno sicurezza nello stato di polizia neocon e tanto più faranno finta di non vedere i crimini di Washington per le aggressioni contro i musulmani.

La sicurezza uber alles. È diventato il motto del popolo americano, una volta libero e indipendente, che, se prima era ammirato, oggi è detestato.

In America l’assenza della legge è ormai totale. Le donne possono abortire, ma se gli nasce un bambino morto, sono arrestate per omicidio.

Gli Americani sono persone così terrorizzate e insultate che una donna di 95 anni in fin di vita per la leucemia in viaggio per vedere per l’ultima volta i membri della propria famiglia è stato obbligata a togliersi il pannolone per rispettare la sicurezza dell’aeroporto. Solo una popolazione totalmente atterrita potrebbe permettere questi abusi della dignità umana.

In un’intervista del 27 giugno alla National Public Radio, Ban Ki-moon, il burattino sud coreano di Washington insediato come Segretario Generale delle Nazioni Unite, non è stato capace di rispondere perché le Nazioni Unite e gli USA tollerassero l massacro di civili inermi in Bahrein e allo stesso tempo sostenessero l’accusa della Corte Penale Internazionale contro Gheddafi per aver difeso la Libia dagli attacchi dei ribelli. Gheddafi ha ucciso molte meno persone di USA, Regno Unito o dei Saud in Bahrein. In effetti, la NATO e gli Americani hanno ucciso molti più libici di Gheddafi. La differenza sta nel fatto che gli USA hanno una base navale in Bahrein, e la Libia no.

Non è rimasto niente del carattere degli Americani. Solo persone che hanno perso l’anima possono tollerare il male che proviene da Washington.

************************************Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=25432

01.07.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

ComeDonChisciotte – LA QUESTIONE MONETARIA

Fonte: ComeDonChisciotte – LA QUESTIONE MONETARIA.

La “questione monetaria” è molto semplice: in qualunque economia si utilizza la moneta, non se ne può fare a meno, ma essendo questo “oggetto” un puro frutto della mente umana, e di nient’altro, occorre definirla, produrla, gestirla da parte di umani, con regole decise da umani. Non sono tre fasi separate o separabili in compartimenti stagni, ma tre aspetti della questione che si compendiano reciprocamente in un tutt’uno. Tralasciamo inizialmente la definizione, per certi versi conseguenza delle altre due fasi operative, quelle che fanno della moneta un fatto concretissimo nella quotidianità di miriadi di vite individuali, relazionate tra loro nell’ordinamento sociale di fatto, sia localmente che ai livelli superiori, fino al livello planetario, o globale.

Niente di più immediato che esemplificare le fenomenologie di produzione e gestione della moneta al giorno d’oggi: l’euro per gli europei, lo yen per i giapponesi, la sterlina per gli inglesi, il renminbi (o più semplicemente yuan) per i cinesi, il dollaro per gli americani …. anzi no, il dollaro per tutti, ma questa è un’altra storia.

Cos’hanno in comune le valute citate, e molte altre ancora, dal punto di vista gestionale? Che esiste un’unica tipologia di soggetto giuridico, sia pure in tante varianti, autorizzata alla gestione della moneta in rappresentanza della società tutta. E’ la Banca, che può essere “commerciale” (Istituto di Credito e servizi di pagamento-riscossione), “d’investimento o d’affari”, “mista”, “di clearing (internazionale)”, “privata”, “pubblica”, “Centrale”, “Mondiale”, ecc. ecc. Ma sempre di banca si tratta, in forma giuridica di S.p.A., Fondazione, Cooperativa, Holding, ecc. ecc. ecc.

In che modo le varie banche gestiscono la moneta? Registrandone la contabilità, il passaggio di possesso tra persone fisiche e giuridiche, come sostituti d’imposta per conto dello Stato, come amministratori del risparmio finanziario, come produttori e gestori di strumenti finanziari, come erogatori di credito, come gestori delle borse valori, come interlocutori dei governi sulle questioni economico-finanziarie, ecc. ecc. Ma soprattutto come produttori della moneta effettivamente in circolazione nei vari mercati, ovvero come emittenti della moneta.

Dal momento che ogni economia monetaria si basa su scambi reciproci tramite denaro, e dal momento che non vi sono limitazioni sostanziali alla geografia di questi scambi (salvo casi d’embargo), ecco che le miriadi di banche in tutto il mondo, di ogni genere e dimensione, sono di fatto strettamente connesse tra loro (telematicamente), a formare un’unica ragnatela di scambi monetari in tutte le valute, cioè un sistema bancario globale. Per questo i diversi sistemi monetari devono giocoforza relazionarsi tra loro, tendenzialmente adeguandosi ai criteri dei sistemi che dominano per dimensioni e per influenza politica, commerciale, militare. A tutt’oggi, nonostante già si avvertano sinistri scricchiolii, il sistema dominante è ancora il dollaro USA, la valuta che invade le altre economie con la famosa “dollarizzazione” del mondo intero, dagli “accordi” di Bretton Woods del ‘44, passando poi per la sospensione unilaterale della convertibilità (in oro) del dollaro nel 1971 (Nixon) e per le politiche di “deregulation” finanziaria e commerciale targate Reagan e Thatcher (anni  ’80).

In pratica oggi il sistema bancario, nazionale e mondiale, produce e gestisce tutto il denaro in circolazione, realizzando il più grande trust, o monopolio (privato), della storia dell’umanità. Si può tranquillamente affermare come verità indiscussa che il controllo del denaro è affidato nei fatti al sistema bancario.

Ma chi controlla il sistema bancario, che è un misto di proprietà pubblica e privata, ma tendente alla riduzione a zero della partecipazione pubblica e politica sull’onda dell’ideologia liberista? Se pensiamo alla singola banca come ad un’azienda, interamente controllabile col pacchetto di maggioranza relativa (talvolta assai risicato, Tronchetti Provera docet), non è difficile intuire che i controllori primari delle politiche monetarie siano proprio quelle famiglie storiche, ormai transazionali, che hanno consolidato le loro immense fortune proprio grazie all’esercizio del controllo finanziario tramite banche private, con i noti metodi tutt’altro che trasparenti e corretti, se pur leciti spesso in virtù delle loro capacità di controllo del legislatore stesso. Insomma siamo nelle mani dei campioni del privilegio finanziario, una strana forma di profitto, divenuta abnorme, che non ha mai reso in cambio alcun bene materiale per l’umanità, eccetto che per la minoranza di parassiti dell’economia altrui. Questo è l’esito scontato dell’ideologia dominante nel “mondo che conta”, interamente basata sulla logica del profitto competitivo all’interno di un utopistico “libero mercato”, che è sempre stato di tutto tranne che “libero” dallo strapotere finanziario.

E il “signoraggio”?

Che il signoraggio sia l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta non ci piove. Questo non lo dico io ma i banchieri e perfino i debunkers del “complotto del signoraggio”. E credo che neppure i “complottisti”, dall’altro lato della barricata, abbiano nulla da eccepire nel merito della definizione del termine, almeno in questi termini così generali.

Si è appena detto poco sopra che i “soldi veri” fatti dai banchieri storici (Rothschild, Rockefeller, Morgan, Warburgs, Lazard, ecc.), quelli in grado di controllare il trust bancario, e da lì le economie e le politiche mondiali al fine di consolidare il proprio potere, ovvero un sistema che si autodetermina circolarmente, sono soldi “fatti” soprattutto tramite speculazioni finanziarie, lecite o illecite, con moneta già esistente.

Perciò non ci sarebbe alcun bisogno di scomodare il concetto di signoraggio per spiegare le problematiche di fondo relative alla questione monetaria. Tuttavia si è anche detto che l’intera massa monetaria in circolazione, in tutte le sue forme (che vanno ben oltre i limiti dell’immaginario collettivo), è praticamente prodotta e messa in circolazione, oltre che gestita a posteriori, dallo stesso trust bancario mondiale controllato dall’elite finanziaria. Sorge quindi spontanea la domanda se ci sia una relazione importante tra emissione monetaria e concentrazione di ricchezza tramite meccanismi finanziari in senso lato. E la risposta a questa domanda è certamente sì, esistono dinamiche finanziarie importanti in tal senso, direttamente legate all’emissione monetaria, che producono grandi spostamenti di ricchezza reale dall’economia fisica diffusa a quella virtual-finanziaria concentrata, sempre però convertibile in beni reali.

Basti pensare al tradizionale credito bancario di denaro “fiat”, che non esisteva prima del credito stesso, cioè della creazione dal nulla di massa monetaria circolante da parte di qualunque banca commerciale (le più “pulite”, che pure hanno questa “rogna”), operante in un sistema a riserva monetaria frazionaria e bassissima, dell’ordine del 2%. Tutti gli interessi sul denaro costato nulla alla banca mutuante sono di fatto un furto ai danni dei veri produttori di ricchezza fisica monetizzata, i mutuatari.

Per non parlare delle Banche Centrali che emettono “contante” dal nulla (o meglio da un finto indebitamento contabile), capitalizzandosi di pari importo (non a titolo di riserva a garanzia del contante emesso, ma in proprietà assoluta della BC, liberamente impiegabile al miglior rendimento).

C’è poi l’eclatante esempio in cronaca degli straordinari QE1 e QE2 della FED americana, denaro fiat distribuito “in prestito” alle banche in odore di default per mancanza di liquidità, in realtà destinato ad ulteriori speculazioni finanziarie (cosa che farebbe qualunque giocatore d’azzardo che ha perso tutto, in crisi d’astinenza dal rischio) e in ultima istanza all’acquisto di ulteriore debito pubblico, il che dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che il “prestatore d’ultima istanza” reale è lo Stato con potere d’imposizione fiscale futura, e non una banca centrale privata che si fonda sul monopolio d’emissione del contante fiat.

Già m’immagino spiegazioni leguleie e contorcimenti mentali per “spiegare” che questi tre esempi sono falsi e fuorvianti, negando l’evidenza dei fatti, ma non importa, basta l’intuito di un bambino per capire che al casinò il banco vince sempre, perché è lui che conduce il gioco. E se c’è una crisi finanziaria mondiale, diversa e ben più profonda di quella del ’29 (quando le regole erano ancora “oneste” rispetto ad oggi), è perché il circo della finanza è del tutto assimilabile ad un casinò globale, dove i pochi gestori hanno quasi finito di spennare lo spennabile al resto del mondo. E proprio per questa evidenza, come in Grecia e in Islanda, questi nuovi re appaiono nudi nelle loro vergogne agli occhi dei semplici e degli innocenti.

Alberto Conti – 5 luglio 2011