Ass. Georgofili: processo lungo gioia per la mafia

Fonte: Ass. Georgofili: processo lungo gioia per la mafia.

La stretta per il processo lungo, che assomiglia ad una morsa all’interno della quale si vogliono castigare le vittime di mafia è inspiegabile. Non abbiamo mai voluto pensare fino in fondo che potesse trattarsi degli interessi di pochi o di uno solo la causa per invocare una norma che porrebbe limiti spaventosi al processo penale, bensì prima di tutto di un regalo alla mafia.
Oggi ne siamo convinti, di pochi giorni fa il tentativo di abolire il 41 bis, ora il tentativo di far passare una norma che riempirà di gioia la mafia ci fa pensare male.  La scoperta dei mandanti delle stragi del 1993 incombe, urge la necessità di far saltare processi in corso e futuri determinanti per l’accertamento della verità stessa. Quindi, per esempio, cosa potrebbe mai essere meglio di dover chiamare a testimoniare tutte le persone che erano allo stadio dell’Olimpico il 23 Gennaio del 1994 per stabilire chi voleva uccidere 60 carabinieri?
Una lista di cinquantamila testimoni da ascoltare renderebbe nullo qualsiasi processo penale tanto vale non processare più nessuno: il trionfo dell’ingiustizia.
Cordiali salutiGiovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Lettera ai giornali:

Gentilissimo Direttore,

abbiamo letto gli articoli sul “processo lungo, e assicuriamo che siamo fortemente preoccupati per il processo Tagliavia, in corso a Firenze. Il 5 Ottobre prossimo le parti interverranno nuovamente dopo le arringhe degli avvocati della difesa proprio per gli attacchi subiti dalla difesa della mafia verso le parti civili. Il dibattimento per Tagliavia, di fatto, è chiuso ma se una probabile norma “processo lungo” entro il 5 ottobre prossimo fosse legge, chissà cosa potrebbe succedere! E’ vero che nel processo Tagliavia sono stati sentiti i collaboratori di giustizia che insieme a Gaspare Spatuzza hanno formato la prova per Tagliavia, ma di questi tempi non si sa più cosa pensare. Chi avrebbe mai potuto immaginare che si potesse arrivare all’ipotesi di venire presa in considerazione “l’impossibilità di usare una sentenza passata in giudicato come prova in un altro procedimento”?
Crediamo che la possibilità di vedere quale norma vigente, il così detto “processo lungo”, sia uno di quei regali alla mafia da far paura. Abbiamo già avuto modo di vedere che alcuni giornali sono molto attenti a quanto si agita intorno alle stragi del 1993, come la denuncia di quel tentativo, non ancora spiegato esaurientemente da parte di Uffici della Presidenza del Consiglio, per ammorbidire il 41 bis alla mafia di pochi giorni fa. Preghiamo quindi la stampa tutta di grande attenzione insieme a tutti noi perchè sarebbe di una gravità inaudita nel bene e nel male, non andare a sentenza per Francesco Tagliavia con ulteriori lungaggini forse senza fine, un grave danno sul fronte della ricerca della verità per la strage di via dei Georgofili.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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