ComeDonChisciotte – LASCIAMO STARE IL COMPROMESSO

Fonte: ComeDonChisciotte – LASCIAMO STARE IL COMPROMESSO.

DI ELLEN BROWN
Asia Times

La crisi del tetto del debito degli Stati Uniti potrebbe essere evitato facendo rispettare il Quattordicesimo Emendamento, che obbliga il governo a pagare i suoi debiti già contratti, incluse le pensioni. Ciò concerne la social security, che è un “diritto”, nel senso originario della parola. Ne abbiamo diritto perché ce la siamo pagata con le tasse.
Il gioco della roulette russa a cui è sottoposto il debito pubblico statunitense è stato definito un “grottesco carnevale” e un ricatto politico. Queste proteste sono motivate da uno statuto che è presente solo negli Stati Uniti e che non ha mai avuto alcun senso.

Approvato per la prima volta nel 1917 e rivisto da allora varie volte, impone un limite quantitativo al debito federale. La cosa senza senso è che lo stesso congresso che ha votato sullo statuto ora vota sul bilancio che periodicamente eccede il limite, richiedendo così la revisione dello statuto. Il tetto del debito è stato innalzato 74 volte dal 1962, 10 dal 2001. Il più recente aumento, portato dalla H. J. Res. 45 a 14,294 triliardi di dollari, è stato convertito in legge il 2 febbraio del 2010.
Le tasse non vengono raccolte prima che il budget annuale sia passato, e così il congresso non può sapere in anticipo se o quanto prestito supplementare sia necessario. Inevitabilmente, ci saranno alcuni anni in cui il bilancio spinge il debito oltre il limite, richiedendo così una nuova regolamentazione. E inevitabilmente, ora che questa tattica è stata scoperta, ci sarà sempre una battaglia rovinosa per l’incremento, perdite di tempo nel congresso, la destabilizzazione dei mercati e una turbativa per la fiducia dei sistemi finanziari e politici statunitensi. Ci saranno continui ricatti, bracci di ferro e concessioni. La situazione è insostenibile e pretende una soluzione definitiva.
Fortunatamente, esiste. Un gruppo di studiosi di legge stanno facendo raccomandazioni per eliminare la questione tutti insieme giocando una briscola costituzionale. Il Quattordicesimo Emendamento riporta nella Sezione 4:

La validità del debito pubblico degli Stati Uniti, autorizzato per legge, che comprende i debiti contratti per i pagamenti delle pensioni e le ricompense per i servizi svolti per la repressione delle insurrezioni o delle rivolte, non può essere messa in discussione.

Quando lo statuto e la costituzione si scontrano, la costituzione prevale. Che il governo debba pagare quanto dovuto e già contratto, non è materia di negoziazione. È un mandato costituzionale. E queste sono proprio le somme si cui stiamo parlando, come il Presidente Barack Obama ha evidenziato nei suoi interventi sull’argomento lo scorso venerdì. Ha detto:

Alzare il tetto del debito offre semplicemente al paese la possibilità di pagare i conti che il congresso ha già approvato. Lo voglio sottolineare. Il tetto del debito non determina quanti soldi in più possiamo spendere, ci autorizza semplicemente a pagare le somme già dovute. Offre agli Stati Uniti d’America la capacità di mantenere la propria parola.

Ignorare il limite posto dal tetto del debito da un punto di vista costituzionale non farebbe, come ha dichiarato Michelle Bachmann, del Presidente Obama un “dittatore”. Significherebbe semplicemente che sta seguendo il suo mandato costituzionale per pagare i conti del governo in tempo e per intero.

Le pensioni non sono una forma di welfare

Il presidente potrebbe avere le idee chiare sull’argomento, ma non ne sta ben approfittando. Invece, sembra essere pronto a buttare le vecchiette sotto al tram tagliando le pensioni, Medicare e Medicaid, tutto in nome del “compromesso”.
Il Quattordicesimo Emendamento dice che i debiti già contratti non possono essere messi in discussione, “compresi i debiti per i pagamenti delle pensioni”. Che includono la social security, che è un “diritto” nel vero senso della parola: ne abbiamo diritto, perché ce le siamo pagato.
Infatti, il Social Security Act fu originariamente fatto accettare al congresso e alla nazione nel 1935 non come un sussidio del governo, ma come un programma di risparmi per la pensione. Già quest’anno l’Urban Institute ha pubblicato una studio per valutare il programma in questo modo, e ha concluso che il lavoratore medio che va in pensione oggi riceverà dalla social security proprio l’esatto ammontare che ha messo da parte negli anni, con un modesto 2% di tasso d’inflazione reale (dopo l’inflazione).
Un accordo è un accordo. Lo abbiamo pagato, è nostro e il governo degli Stati Uniti farà il suo. Per cambiare i termini dell’accordo ex post è sia una rottura del contratto che una violazione della costituzione.

Dove prendere i soldi

Una nazione sovrana può sempre trovare il denaro per pagare i debiti con una propria valuta. Gli Stati Uniti potrebbero, se volessero, pagare i conti usando le banconote libere dal debito o greenbacks, come fece il Presidente Abraham Lincoln per evitare un debito paralizzante durante la Guerra Civile. Alternativamente, potrebbe eliminare il deficit con il piano del Parlamentare Ron Paul, che raggiunge gli stessi risultati. Come ha spiegato Stephen Gandel per esporre la soluzione di Paul sul Time Magazine:

Nell’ultimo anno o due la Fed ha sempre comprato i bond del Tesoro per cercare di abbassare i tassi di interesse e di stimolare l’economia. L’ultimo giro di acquisti è stato nominato QE2, e al suo avvio era già attorniato da una fitta rete di critiche, anche se la gran parte degli economisti erano d’accordo sul fatto che generalmente si tratta di una misura utile. Il risultato è che la Fed adesso detiene circa 1,7 triliardi di dollari di debito.
Ma si tratta di un debito fasullo. Il Tesoro paga gli interessi sul debito per conto del governo degli Stati Uniti alla Fed, che in cambio restituisce il 90 per cento dei pagamenti che ottiene ancora al Tesoro. Comunque, quel triliardo e sette di obbligazioni che la Fed possiede, malgrado il gioco delle tre carte dei pagamenti, è ancora conteggiato nella somma del tetto del debito, che fa arrivare il totale del debito federale a 14,3 trilioni.
Il piano di Paul: facciamo sì che la Fed e il Tesoro straccino il debito. È comunque un debito fasullo. E alla Fed sarà permesso legalmente di restituire il debito al Tesoro per essere distrutto. Un triliardo e mezzo di dollari è pari alla stima della spesa che supererà le entrate fiscali per il 2011.

Il più grosso svantaggio del piano, come dice Gandel, è solo che “non sembra una buona cosa”. Dà l’impressione che il governo stia ripagando i propri debiti stampando moneta. Ma questa è l’emissione di moneta da parte di un governo: una banconota che attesta un debito dovuto e posseduto dal pubblico, che corrisponde a un valore equivalente che viene scambiato sui mercati. Una banconota degli Stati Uniti o greenback e una banconota della Federal Reserve o una fattura in dollari sono sempre promesse di pagamento. Il governo può emettere allo stesso modo una fattura in dollari, come una banconota in dollari e un’obbligazione in dollari, come Thomas Edison aveva già indicato negli anni ’20.
L’obiezione a questa soluzione è che provocherebbe inflazione, ma come l’economista Richard Koo dimostra graficamente, gli alleggerimenti quantitativi della Fed non hanno avuto fino a questo momento pratica alcun effetto inflazionistico per l’emissione di moneta:


Le politiche male indirizzate della Fed hanno invece causato un triliardo e sei di “riserve in eccesso” che sono nei bilanci delle banche, come già spiegato in un precedente articolo. In modo opportuno, l’eccesso delle riserve può essere usato come collaterale per i contratti di future e derivati, e questo è proprio quello che alcune banche sembrano fare con questo denaro: garantire gli scambi sul mercato finanziario. Questa sorta di speculazione, ossia soldi che fanno soldi senza che ci siamo un incremento di produttività, può e farà innalzare i prezzi.
Se le somme fossero state destinate direttamente al governo per spenderle sul budget nazionale, sarebbero potute arrivare nell’economia reale per ottenere qualcosa di buono. Il budget del governo verrebbe impiegato non per la speculazione, su per merci e servizi. Un aumento di domanda pilotato dal governo provoca un incremento dell’offerta, facendo convergere domanda e offerte, evitando così l’inflazione dei prezzi mentre viene stimolata l’attività economica.

È l’ora di fermare l’inganno

La crisi del debito è stata creata, non da una rete di sicurezza sociale comprata e pagata dai contribuenti, ma da un sistema bancario conquistato dai giocatori d’azzardo a Wall Street. Hanno perso le loro scommesse e sono stati salvate a spese dei contribuenti; e se qualcuno dovesse essere ritenuto responsabile, lo si dovrà trovare tra loro.
La crisi del tetto del debito è stata prodotta, architettata per estorcere concessioni che vincoleranno la classe media nello schiavismo del debito per i prossimi decenni. Il Congresso è autorizzato dalla costituzione a emettere la moneta che serve per pagare i suoi debiti. Abraham Lincoln lo fece; Barack Obama lo potrebbe fare. Probabilmente non lo farà, ma deve rispettare il suo mandato costituzionale per pagare i conti del governo come e quando dovuto. Lo statuto che impone un tetto al debito nazionale è aggirato dal Quattordicesimo Emendamento, rendendolo ridondante e non necessario. Lo statuto dovrebbe essere abolito.

**************************************Fonte: http://www.atimes.com/atimes/Global_Economy/MH02Dj04.html

01.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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