Etiopia: terre fertili agli stranieri (tra cui l’Italia) mentre in migliaia muoiono di fame | STAMPA LIBERA

La produzione di “biocarburanti” lasciata in mano agli speculatori sta portando ancora più alla fame molti paesi poveri.

Fonte: Etiopia: terre fertili agli stranieri (tra cui l’Italia) mentre in migliaia muoiono di fame | STAMPA LIBERA.

Un’indagine condotta da Survival International ha portato alla luce prove allarmanti del fatto che alcune tra le terre agricole più produttive dell’Etiopia sono state sottratte alle tribù locali per essere affittate ad aziende straniere. Le società che si sono accaparrate la terra, l’utilizzeranno sia per la produzione di biocarburanti sia per coltivare ed esportare prodotti alimentari mentre, contemporaneamente, migliaia di Etiopi stanno morendo di fame a causa della terribile siccità in corso.Nella valle dell’Omo vivono otto diverse tribù.
© Joey L / joeyl.com

Ad essersi accaparrate ampi tratti di terra fertile situata nell’area del fiume Omo, nel sud-ovest dell’Etiopia, sono imprese malesi, coreane e anche italiane, tra cui la Fri-El Green Power. Nonostante i 90.000 indigeni che vi abitano dipendano dalla terra per la loro sopravvivenza, i terreni saranno sgombrati per fare spazio alle coltivazioni estensive destinate all’esportazione.

Il governo sta pianificando di aumentare la quantità di terra da destinare al progetto ad almeno 245.000 ettari, di cui almeno 150.000 saranno riservati alle piantagioni di canna da zucchero.

Il ritorno delle grandi dighe devasterà le vite dei popoli indigeni.
© E. Lafforgue/Survival

 

La regione è attualmente afflitta dalla peggiore siccità degli ultimi 60 anni, che sta lasciando milioni di persone senza cibo. Le tribù della Valle dell’Omo, per il momento, sono relativamente al riparo da questo flagello. Ma il governo li considera “arretrati” ed è determinato a “modernizzarli”: li vuole trasformare da contadini, pastori e cacciatori autosufficienti quali sono oggi, a manovali da impiegare nelle coltivazioni estensive. In alternativa, potrebbero essere anche semplicemente sfrattati dalle loro terre.

Il progetto agro-industriale varato dal governo nella regione include anche la costruzione di una serie di dighe sul fiume Omo, tra cui la controversa Gibe III ad opera dall’italiana Salini Costruttori, destinata a diventare una delle più grandi dell’Africa. Alla realizzazione della diga seguirà la costruzione di centinaia di chilometri di canali di irrigazione, che devieranno il corso di acque indispensabili agli indigeni. Queste operazioni priveranno le tribù delle esondazioni stagionali del fiume, che alimentano e rendono possibile le loro coltivazioni.

La popolazione locale ha subito intimidazioni volte a impedire il passaggio di informazioni agli esterni o ai giornalisti, e non è mai stata adeguatamente consultata. Una persona che ha recentemente visitato la zona, ha raccontato a Survival che governo e polizia stanno usando la mano pesante con gli indigeni, arrestandoli, torturandoli e violentando le donne, in modo che non oppongano resistenza all’invasione della terra. Un indigeno ha detto a questo visitatore: “Le persone vivono nella paura, temono il governo. Per favore aiutate i pastori dell’Etiopia meridionale: su di loro incombe una grave minaccia”.

“I popoli che vivono nella Valle dell’Omo non sono né ‘arretrati’ né hanno bisogno di essere ‘modernizzati’ ha dichiarato Stephen Corry, direttore generale di Survival International. Essi appartengono al XXI secolo esattamente come le multinazionali che stanno cercando di accaparrarsi le loro terre. Costringendoli a diventare manovali, con ogni probabilità la qualità della loro vita peggiorerà drasticamente e saranno condannati alla fame e all’indigenza, esattamente come accade a molti dei loro connazionali.”

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2 risposte a “Etiopia: terre fertili agli stranieri (tra cui l’Italia) mentre in migliaia muoiono di fame | STAMPA LIBERA

  1. Se le multinazionali si appropriano di terreni africani per loro interessi specifici è giusto che dividano poi parte dei loro guadagni con le popolazioni indigene,le quali sono proprietarie di questi terreni.Non solo si comporterebbero onestamente,ma dimostrerebbero di avere dignità.

  2. L’etiopia ha un’estensione di 1.100.000 km2 per una popolazione di 82mln di persone. Cioè 4 volte l’italia (2 volte la francia), dove la popolazione è di 60 mln. K’Ethiopia dipende fortemente dal mercato mondiale per le importazioni di cereali, nonostante abbia un potenziale agronomico sufficiente per l’autoapprovvigionamento. Infatti cito da http://www.ethiopianreview.com/content/11346 “According to the World Bank, as much as three-quarters of Ethiopia’s arable land is not under cultivation, and agronomists say that with substantial capital expenditure, much of it could become bountiful. Since the world food crisis, Meles Zenawi, a former Marxist rebel who has turned into a champion of private capital, has publicly said he is “very eager” to attract foreign farm investors by offering them what the government describes as “virgin land.”
    Considerate che solo lo 0.5% dei tutta l’aera agricola è irrigata! Fare un impianto di irrigazione su aree così estese richiede degli ingenti capitali.
    Forse con queste informazioni alla mano può cambiare la visione delle cose.

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