TRIPOLI COME BAGHDAD – Cadoinpiedi

Quelli della NATO in Libia sono CRIMINI DI GUERRA, e noi italiani ne siamo stati complici. L’uso dell’uranio impoverito e le stragi di civili saranno per noi occidentali un marchio di infamia indelebile nei secoli a venire. BASTA!

Fonte: TRIPOLI COME BAGHDAD – Cadoinpiedi.

di Marinella Correggia – 27 Agosto 2011
Le scene viste in Libia assomigliano incredibilmente a quelle della capitale irakena. Città distrutte e stragi di civili compiuti dalle forze dell’alleanza atlantica

Le notizie che ricevo da Tripoli da parte di una persona di cui preferisco non dire il nome finché non sarà partito, e che ho incontrato settimane fa quando entrambi cercavamo notizie sui crimini di guerra della Nato, mi ricordano molto da vicino lo strazio dell’arrivo degli americani a Baghdad (ma anche a Tripoli ci sono vari militari occidentali di terra), con il loro codazzo di disumani giornalisti embedded quando presero possesso del piccolo ed economico hotel Al Fanar (il grosso e costoso Palestine era già pieno di altri media), dove avevamo alloggiato fino ad allora noi pacifisti occidentali dell’Iraq Peace Team, sotto le bombe ma nella cortesia comprensiva dei lavoratori iracheni.

E’ un copione incredibilmente simile, e non solo per la taglia ufficiale sulle teste sia di Saddam che di Gheddafi vivi o morti sia per il il crollo delle rispettive statue. C’è molto altro. E se fosse un film direbbero che è troppo assurdo. E’ il Far West misto al neocolonialismo misto a un po’ di nazismo. Altro che lotta partigiana o zapatista.

Eccovi alcuni appunti dall’hotel Corinthia, dove adesso sono ammucchiati tutti i giornalisti, sia gli embedded arrivati pochi giorni fa al seguito dei “NatoQataribelli“, sia gli embedded che prima erano al Rixos.

Scrive la persona che da quando sono arrivati i media il lussuoso hotel (già di per sé sprecone di energia, per nemesi adesso quasi sempre assente) è diventato una discarica. Gli inviati di guerra si portano in giro per il mondo i consumi idioti che contribuiscono a fare le guerre le quali procurano loro un sacco di lavoro. Spreco di cibo, nessuna attenzione all’energia (un canadese mi diceva che lui non può dormire se non mette l’aria condizionata a 18 gradi, buon per lui che è ripartito prima dei black out), consumo di bibitazze e acqua in bottiglia. Non un passo a piedi of course.

A Baghdad mentre la gente moriva sotto le bombe (prima del 9 aprile) i giornalisti al Palestine si inciucavano di sera (leggete senza comprarlo il libro di Cremonesi). E quando poi le bombe cessarono di cadere perché erano arivati gli americani e il codazzo al seguito, fu peggio.

La frustrazione degli embedded a Tripoli? Che a poca distanza (si può arrivare a piedi) in un altro hotel c’è il Cnt (i “rappresentanti legittimi del popolo libico” senza che nessuno li abbia eletti) il quale ha promesso rivelazioni esplosive e loro rosicano: non ci sono auto a portarli, poverini.

All’hotel a 7 stelle Corinthia indovinate chi è anche arrivato? eh…un gruppo di uomini d’affari israeliani! Cercheranno di incontrare “il nuovo governo”. Dice l’osservatore che gli hezbollah rimpiangeranno di aver appoggiato i cosiddetti ribelli, nati dalla Nato. Questo diventerà un luogo molto favorevole per Israele. Da dove sono arrivati? Chissà. Ma non c’è più bisogno di visto. Successe anche in Iraq. Deliberatamente gli americani occupanti fecero entrare chiunque. Fra i chiunque c’erano anche molti libici di Derna e altre aree della Libia dell’Est…secondo lo studio dell’Accademia Usa di West Point i libici dell’Est (zona dei bengasiani) sono stati i più numerosi fra i kamikaze.

E sulla riva del bel Mediterraneo, lì vicino, che cosa vede il nostro osservatore? Beh…un uomo senza testa (ho visto la foto), scaricato lì da un gruppo. Dicono che era uno dell’intelligence. Dopo due giorni nessuno ancora è venuto a portarlo via per seppellirlo. Qualcuno però gli ha portato via l’orologio. Ricordo a Baghdad l’odore della morte in certi obitori dove persone ancora non riconosciute e morte di guerra rimanevano giorni.

In una foto da Tripoli mi pare di aver visto le zampe di un cavallo coricato. Quando i cavalli si coricano vuol dire che stanno morendo. Anche a Baghdad incontrai un cavallo che si dibatteva a terra. Nessuno lo soccorreva. Erano le giornate dei saccheggi.

Un amico del Niger mi dice che ci sono casi di saccheggi anche a Tripoli. E (si) chiede quando arriverà la nave dell’Oim a portare via gli africani (molti dei quali da mesi senza lavoro grazie anche alla lega, che con il cavolo se ne è andata dal governo) prima che qualcuno li ammazzi con l’accusa di essere stati “mercenari di Gheddafi”.

La guerra è immorale anche perché non è nemmeno una soluzione finale. Il dopoguerra non finisce facilmente, è dal 1991 che lo vediamo.

Settimane fa un libico non del governo mi ha chiesto: ma come mai se come dici gli italiani non sono a favore delle bombe, non fate manifestazioni perché l’Italia esca dalla guerra come ha fatto la Norvegia? Ormai è tardi, l’Italia è sul carro dei vincitori e non scenderà di certo se non è scesa quando ancora i giochi non erano fatti. Ma, ripeto, una protesta simbolica non potremmo farla là a palazzo Chigi?

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