Lo Stato italiano e il Vaticano | Blog di Giuseppe Casarrubea

Fonte: Lo Stato italiano e il Vaticano | Blog di Giuseppe Casarrubea.

IL RESOCONTO TOP SECRET DEL COLLOQUIO TRA L’EX PRIMO MINISTRO BRITANNICO WINSTON CHURCHILL E IL DELEGATO APOSTOLICO WILLIAM GODFREY, LONDRA, 6 NOVEMBRE 1945.

NATIONAL ARCHIVES AND RECORDS ADMINISTRATION (NARA), COLLEGE PARK, MARYLAND, USA, RECORD GROUP 226, ENTRY 174, BOX 1, FOLDER 2, TOP SECRET, US EMBASSY ONLY.

“Presentiamo di seguito il testo di una lettera di Sua Eminenza monsignor William Godfrey, delegato apostolico a Londra, datata 7 novembre 1945. La missiva ha per oggetto un colloquio sostenuto con Churchill il 6 novembre 1945:

Churchill ha esordito parlando dell’Italia. Egli è molto felice del fatto che le opinioni della Santa Sede siano in sintonia con le sue vedute anticomuniste. Su questo terreno, si potrebbe sviluppare una collaborazione fruttifera tra l’Inghilterra e il Vaticano. Ha sottolineato che, a questo proposito, si registra un’identità di opinioni ancora più stretta, e di essere rimasto soddisfatto del colloquio sostenuto con il nunzio apostolico [mons. Borgoncini, il 5 settembre1945, inlocalità Moltrasio] durante la sua recente visita in Italia.

Tuttavia, Churchill ha espresso dei dubbi su alcune tendenze di sinistra all’interno della Dc, ed è felice che don Sturzo non abbia ancora fatto ritorno in Italia.

Io l’ho rassicurato sulla situazione all’interno della Dc, spiegandogli che il partito seguirà alla lettera le direttive della Santa Sede. Gli ho poi detto di stare tranquillo su Sturzo: non tornerà in Italia, dal momento chela SantaSedegli ha ordinato di rimanere in America. Il Santo Padre spera che la situazione italiana si risolva senza conflitti o violenze; e confida nel fatto che gli Alleati riconoscano il contributo dell’Italia alla guerra di Liberazione, garantendole una pace giusta senza ricorrere a vendette o a sanzioni.

Churchill ha risposto che l’Italia godrà di eccellenti condizioni di pace e che le sarà fornita una concreta assistenza per la ricostruzione. Ciò è garantito, dal momento che Stati Uniti e Russia considerano la questione italiana di competenza della Gran Bretagna. L’Unione Sovietica acconsentirà a lasciare in assoluta pace l’Italia, mentre gli Stati Uniti forniranno tutto il possibile sostegno morale e materiale nell’ambito degli interessi britannici. Una totale libertà politica è l’unica cosa che mancherà all’Italia.La Santa Sededissentirà in parte da questa avvilente valutazione psicologica, che determinerà uno stato di discordia permanente e che provocherà la debolezza dei futuri governi italiani. Tuttavia, Churchill ha affermato che tale mossa è necessaria. Il fascismo e la sconfitta bellica, infatti, hanno causato una rovina tale da rendere impossibile che il popolo italiano goda della tranquillità necessaria alla ricostruzione morale e materiale del Paese, utilizzando un’affidabile prassi democratica. Ci vorranno molti anni per raggiungere tale obiettivo. Ma, al momento, la rabbia e il risentimento dei partigiani sono così forti che il popolo italiano non può essere abbandonato alle sue sole forze.

Notando che ero rimasto perplesso e turbato dalle sue parole, Churchill ha aggiunto che il controllo politico sarà effettuato con la maggior discrezione possibile e, comunque, sempre nell’interesse dell’Italia. Lasciato a se stesso, il Paese precipiterebbe nel giro di pochi mesi in una forma di fascismo peggiore di quello che l’ha condotto alla rovina.

 Se fosse stato commesso l’imperdonabile errore di ammettere l’Italia nella famiglia delle Nazioni alleate dopo la liberazione di Roma [giugno 1944], accogliendola poi come una potenza alla pari a San Francisco [ottobre 1945], al giorno d’oggi l’Italia sarebbe una nazione vincitrice. E ciò avrebbe significato la sua completa rovina. Non sarebbe stato possibile esercitare alcun controllo sul Paese. Sentendosi libera di scegliere il proprio destino (come gli statisti italiani amano dire), l’Italia avrebbe sollevato l’odio e l’antipatia degli Alleati. Nessuno l’avrebbe aiutata e, alla fine, sarebbe piombata nell’anarchia e nella povertà. […]”.

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Una risposta a “Lo Stato italiano e il Vaticano | Blog di Giuseppe Casarrubea

  1. Nel Novembre 1945 l’Italia era condizionata dal maggior partito comunista europeo.Il suo programma era la lotta armata per giungere al potere e l’ateismo per combattere la Chiesa Cattolica,che come quella Ortodossa in Russia,messa a tacere,orientava il popolo ad una convivenza pacifica fra le varie classi sociali dello Stato.La preoccupazione Americana ed Inglese e dello stesso Vaticano era legittima,perchè se avesse vinto in Italia il partito comunista ,preso il potere,avrebbe eliminato sistematicamente con la forza gli altri partiti e combattuto la Chiesa italiana,grande forza spirituale e di pensiero capace di resistergli,come ha fatto negli stati che ha governato come dittatura.Gli argomenti del colloquio del 6/11/45 fra il nunzio apostolico William Dodfrey e Winston Churchill sono centrati sulla vera situazione politica italiana in modo reale e cosciente del grosso rischio che correva l’Italia nel dopoguerra. Come in Russia,anche il comunismo italiano è fallito per aver sbagliato obiettivi: ” l’ industriale ” che dava lavoro agli italiani e la Chiesa,che pure Palmiro Togliatti, nel suo rapporto di Yalta,scriveva che è invincibile perchè troppo radicata nella popolazione.

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