Strane manovre intorno al PM antimafia Ingroia.

Fonte: Strane manovre intorno al PM antimafia Ingroia..

Con una tempistica davvero encomiabile, da far invidia a Mennea, ecco che arriva la decisione del Csm di avviare un’indagine sulle parole pronunciate da Massimo Ciancimino ed intercettate dalla Procura di Reggio Calabria e, guarda guarda, pubblicate da Panorama.
Onore al vicepresidente del Csm Michele Vietti che ha mantenuto l’impegno assunto la scorsa settimana, ovvero che il comitato di presidenza si sarebbe occupato con tempestività sulla vicenda de quo. Fatto! E, quindi complimenti per la celerità. Ma ad onor del vero occorre dire che l’intervento di Vietti, è la risposta all’aspra polemica innescata dal Pdl, che nel definire la vicenda Ciancimino/Ingroia “inquietante”, chiedeva, oltre l’intervento del Csm, anche quello del ministro di Giustizia Francesco Nitto Palma. Meno male che non si sono rivolti all’Alta Corte dell’Aia.
I fatti o pseudo tali.
Massimo Ciancimino, durante una conversazione con un tale Girolamo Strangi e che ovviamente viene intercettata e verbalizzata, dice: “Negli uffici della Procura di Palermo io faccio quel che minchia voglio”. Continua, affermando di avere libero accesso agli uffici della procura di Palermo e di aver armeggiato al computer del PM Antonio Ingroia, durante l’assenza di quest’ultimo e di aver letto informazioni riservate. Ora, che Massimo Ciancimino abbia fatto siffatte affermazioni non c’è alcun dubbio, il problema è se in quel contesto le abbia dette per pura e semplice millanteria. Dico con franchezza, che appare inverosimile che il PM Ingroia, dia l’opportunità a Ciancimino o a qualcun’altro di poter “armeggiare” indisturbato nel suo pc. E’ una cosa che non sta né in cielo né in terra, per il semplice fatto che conosco personalmente l’alta professionalità e serietà del dottor Ingroia. La locuzione di Ciancimino, ossia quella che “in procura faccio quel che minchia voglio” la si deve interpretare come una relazione fiduciaria tra la Procura e il medesimo Ciancimino, consistente se vogliamo ad una corsia “preferenziale” che ne agevola i movimenti all’interno dell’ufficio. Tutto qui! Giova, anche, dire che spesso le persone, che a vario titolo frequentano gli ambiti investigativi, sono portate ad ingigantire o a dare valenze superiori rispetto alle reali capacità degli strumenti d’indagine in dotazioni agli investigatori. Durante la mia esperienza di lavoro, spesso mi sono sentito apostrofato “… e ma voi senza uscire dall’ufficio, potete sapere vita, morte e miracolo di una persona”, riferendosi ovviamente alla Banca Dati. In parte è vero, ma la realtà viene romanzata.
Quindi, a me non piacciono per niente queste strane manovre nei confronti di Ingroia. Queste manovre, secondo la mia opinione, hanno il sapore di quel tipico “piatto” siciliano che si serve freddo. Vedo, la strada del PM Ingroia, irta di sassolini appena espulsi da tante scarpe. D’altronde, non occorre avere fantasia, basta andare a leggere di quale attività si è occupato sin’ora Ingroia e quale condanna hanno riportato i suoi inquisiti. Non ultimo, le indagini tuttora in corso sul periodo nero della nostra Repubblica, riferita alle Stragi del 92/93 con annessi e connessi.
Risulta davvero sconcertante il tiro incrociato di esponenti politici, tanto per citarne alcuni, Cicchitto e Gasparri, nei confronti di Ingroia, che non perdono occasione per attaccarlo.
Mi auguro che queste manovre non siano volte ad impedire al PM Ingroia di continuare ad indagare , sulla mafia, sui politici collusi e sulle stragi.

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