Sirte città fantasma terminale del Grande Fiume artificiale | STAMPA LIBERA

Fonte: Sirte città fantasma terminale del Grande Fiume artificiale | STAMPA LIBERA.

Sirte aveva circa 150000 abitanti, ora è una città fantasma. I ratti hanno preso di mira, con abbondanza di munizioni, talmente tante da sprecarle sparando in aria come loro modo di “far festa”, ogni singola casa della città, ogni singolo palazzo.

Sirte era un importante centro commerciale di prodotti agricoli e di bestiame, ma soprattutto era uno dei terminali di arrivo del Grande fiume artificiale, il gigantesco acquedotto costruito da Gheddafi per dissetare la popolazione libica (70% della popolazione) che il 22 luglio scorso è stato bombardato vicino a Brega dalla NATO e assieme ad esso anche la fabbrica di costruzione delle condutture, il giorno dopo (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/08/la-nato-ha-colpito-lacquedotto-libico.html). Per la soddisfazione di GDF Suez che, al 35% dello Stato francese il resto facente capo alla struttura occulta di Albert Frère, azionista anche di Total, Lafarge, Imerys, Banca Leonardo in joint venture con BNP Paribas (1), impartisce occultamente gli ordini alla  NATO. Basti pensare che un uomo forte della galassia Suez, Davignon è presidente onorario del  Bilderberg oltre a essere un ex commissario dell’UE.. (1)

Sirte è anche un porto ed è in questa città che fu firmato l’atto di creazione dell’Unione africana. Hanno deciso di non ricostruirla: diventerà porto e terminale del Grande Fiume artificiale di GDF Suez, un po’ come la città di Rosignano Solvay, passata sotto la proprietà di Suez?

Adesso nel mirino degli psicopatici è la Siria, la quale è tutta stretta attorno ad Assad, cristiani compresi, contro il complotto internazionale.

N. Forcheri

(1) (tratto da  http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/01/monte-dei-paschi-banca-canaglia.html )

Nel cda di Monte dei Paschi è rappresentata quindi Axa, nel cui cda siede a sua volta il presidente amministratore delegato – Gérard Méstrallet – del potentato Suez Gaz de France a sua volta mostro parzialmente pubblico – il 35% appartiene al governo francese – ma sostanzialmente privato (azionista di riferimento Albert Frère con GBL e CNP), che si assicura in tal modo di potere influire pesantemente sulle decisioni della banca MPS e del suo territorio, come ad esempio nella privatizzazione dell’acqua cui partecipa, nel progetto di aeroporto di Siena e in genere in qualsiasi azione di depredazione del territorio. A tale scopo, il presidente Mussari è stato cooptato nel cda di Axa che appartiene in parte a Citygroup e in parte a BNP Paribas, la banca che ha preso il controllo della BNL, e che è la principale socia nella partecipazione di numerose imprese dell’azionista di riferimento di Suez… Albert Frère.


Albert Frère controlla pariteticamente assieme alla Power Corporation del Canada (il cui vicepresidente Amaury de Seze è anche presidente di Carrefour, la catena bancaria di supermercati che sta conquistando il nostro paese) il fondo di investimento belga Groupe Bruxelles Lambert (GBL) che vanta nel suo portafoglio azioni di Total, di Lafarge, di Pernod Ricard, Imerys, Iberdrola e … SUEZ (GDF Suez e Suez Environnement (rif. http://fr.gbl.be/group/participations/evolution/default.asp ).





Assieme alla BNP Paribas, il gruppo Frère controlla anche la società di investimenti belga CNP (Compagnie Nationale à Portefeuille) con partecipazioni in Banca Leonardo, Transcor Astra Group (trading e distribuzione di prodotti petroliferi, di gas, carbone ecc.) e… GBL.

Cioé, BNP Paribas controlla indirettamente, assieme a Frère e Power Corporation del Canada, le stesse partecipazioni di GBL (vedi sopra): un bel sodalizio… Un sodalizio che comprende il governo francese, azionista di maggioranza anche di BNP Paribas (oltre a Belgio e Lussemburgo) e le scatole “cinesi” di diritto olandese e svizzero dagli oscuri mandanti. Oscuri mandanti che in conflitto di interessi tra banche, governi e proprietà di determinate multinazionali cruciali, stanno imponendo, attraverso la loro potente rete di pressione – la privatizzazione dell’acqua, la proliferazione di aeroporti privati, le trivelle un po’ ovunque nel nostro territorio (caso Total, trivelle in Val d’Orcia), inceneritori e rigassificatori (Cofathec scomparso con una fusione in Cofelys), inquinamento visivo con l’illuminazione pubblica ecc. e che lavorano più per la frase vuota “le rayonnement de la France” (cfr. Comité Attali con Bassanini, vice prsidente della CDP e Monti, altri cooptati per l’economia francese…) che per il bene, come dicono, dei paesi in cui pretendono di “investire”. Tutte balle. Montaggi finanziari.

Si ricordi anche che la Monte dei Paschi è l’unica banca ancora italiana, assieme forse a IMI, a figurare sulla lista degli unti del signore, cioé quella degli specialisti dei titoli di Stato autorizzati a partecipare alle aste del debito pubblico e che per primi possono acquistarlo e rivenderlo, oops cartolarizzarlo, lucrando non poco, presumibilmente (?) con fresco denaro direttamente iniettato dalla BCE…(rif. Elenco specialisti titoli di Stato).

Uno strano colonialismo continua imperterrito dietro la facciata della “paritetica” Europa: fondi sovrani dei soliti paesi che investono e succhiano fondi pubblici in altri paesi, segnatamente il nostro, deturpandone nel contempo irrimediabilmente il territorio, l’identità culturale e la sovranità popolare. (N. Forcheri)

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