LA MANOVRA NON EVITERA’ IL DEFAULT – Cadoinpiedi

Fonte: LA MANOVRA NON EVITERA’ IL DEFAULT – Cadoinpiedi.

“La manovra Monti non salverà l’Italia perché è una manovra recessiva, molto simile alla manovra iniziale fatta dalla Grecia nel 2010 per riuscire a convincere Bruxelles a concedere gli aiuti finanziari necessari e per convincere i mercati a ristabilire una fiducia nei confronti del debito greco. Questa non è la direzione giusta perché, nonostante ci saranno delle reazioni positive questa settimana prima dell’incontro di venerdì dei leader europei, nel breve e medio periodo si sentirà l’impatto recessivo di questa manovra, ci sarà anche un’opposizione da parte dei sindacati e da parte anche di una bella fetta della popolazione, perché questa è una manovra ingiusta che punisce sempre lo stesso gruppo di persone, quindi la classe media, e in particolare è ingiusta per quanto riguarda le pensioni.”

Hai parlato di un team di avvocati che sta valutando l’uscita dall’Euro da parte della Germania. Esiste davvero? Perché è stato istituito?

“I lavori continuano, ci sono due scenari possibili al momento: il primo è che la Germania si crei in un certo senso un’area cosiddetta optimum currency area, quindi un’area economica dove c’è la possibilità di una grossa integrazione, inclusa l’integrazione monetaria e chiaramente quella fiscale. Questa area potrebbe essere caratterizzata dall’Euro, ma addirittura da un ritorno al marco o a una moneta simile al marco. In questa area entrerebbero sicuramente la Finlandia, l’Olanda, la Germania, forse alcune regioni del centro Europa e anche la Francia. Questa è una decisione che ancora non è stata presa, anche se la Germania sicuramente vorrà difendere l’alleanza con la Francia, poiché il fondamento dell’Europa unita è l’asse Germania – Francia. Questa area economica, monetaria e fiscale molto omogenea guarderebbe sempre più a Oriente e in particolare a Russia e Cina. Ci sono già stati una serie di accordi commerciali, ricordo l’accordo per il gasdotto che dalla Russia arriva direttamente in Germania, il quale è stato negoziato indipendentemente dagli accordi energetici tra Europa unita e Russia, in più la Germania è il partner economico più importante della Cina e quindi ci sarebbe un cambiamento di enfasi geopolitica dall’Europa mediterranea e dall’Europa occidentale verso l’Asia, dove tra l’altro la situazione economica al momento è migliore, ed è, secondo gli indicatorio economici, l’area che soffrirà meno di tutte le altre per la disintegrazione dell’Euro.
Il costo di questa operazione dovrebbe aggirarsi intorno al 2% del Pil per quanto riguarda la Germania.”

I mercati hanno reagito positivamente dopo la manovra di Monti, mentre i grandi giornali internazionali scommettono sulla recessione dell’Italia nel 2012, e addirittura c’è chi parla di depressione…

“Tutti i grandi economisti anglosassoni perlano di depressione, tra l’altro anche una buona fetta di quelli tedeschi. Il problema dell’Italia, come d’altronde il problema della Grecia, non è la paura dell’inflazione di cui si parla sempre, legata in particolare a una possibile uscita dall’Euro e quindi alla svalutazione della moneta, ma invece è la depressione. L’Italia sicuramente nel 2012 avrà una crescita negativa, ma bisognerà poi stabilire se questa crescita negativa sarà molto elevata o sarà contenuta come pensa il governo attuale intorno allo 0,5%. La manovra di Monti, essendo recessiva, potrebbe favorire questa contrazione. Ad esempio, l’aumento dell’Iva colpisce la media e la piccola impresa, ma soprattutto i consumi, quindi non si capisce da dove verrà il motore della crescita e questa è la domanda fondamentane che i mercati si fanno non solo nei confronti dell’Italia, ma che si sono fatti anche nei confronti della Grecia. Va benissimo contrarre la spesa pubblica e avere una politica fiscale simile a quella della Germania, però la Germania è un paese che produce, in Italia invece la produttività purtroppo è in calo e quindi una politica di austerity farebbe avvitare l’economia su se stessa in una spirale negativa. Io sono sicura che i dati dei primi 6 mesi del 2012 daranno ragione a questi economisti, che temono non una flessione dell’economia, ma addirittura una depressione dell’economia.”

Cosa avremmo dovuto fare secondo Lei?

“Una politica completamente diversa da quella che abbiamo fatto fino a oggi, ma questo non solamente noi, ma anche i greci e tutti i paesi deficitari. Keynes scrisse nel 1919 la famosa opera critica nei confronti delle riparazioni imposte alla Germania, in una situazione quindi di grande deficit da parte degli Stati: chi ha il potere non sono i creditori, ma sono i debitori e quindi il debitore dovrebbe usarlo questo potere. Avremmo dovuto organizzare un fronte comune con i paesi deficitari e quindi fare un programma di concerto accettato da tutti quanti, Grecia, Spagna, Portogallo, anche l’Irlanda avrebbe potuto partecipare (anche se ormai l’Irlanda è quasi fuori da questa crisi perché ha seguito una politica completamente diversa da quella degli altri paesi) e presentare un programma di crescita e di espansione dell’economia, pretendendo di avere quell’aiuto che una vera organizzazione come l’Europa unita, avrebbe dovuto dare a questi paesi, invece noi abbiamo scelto di negoziare singolarmente con i paesi ricchi, una via d’uscita che chiaramente non ha funzionato.
Ricordo sempre l’esempio del Dubai e di Abu Dhabi. Il Dubai nel 2009 si è trovato in una situazione di insolvibilità, ha chiesto aiuto ad Abu Dhabi. Quest’ultimo che aveva disapprovato la politica perseguita dal Dubai, ciò nonostante ha garantito quel debito, si è andati alla rinegoziazione del debito, alla fine il Dubai ha pagato una percentuale abbastanza bassa, quindi tra il 50 e il 60% del debito attuale e non è successo assolutamente nulla, anzi l’economia poi ha ripreso a crescere, nonostante la contrazione del 2008. Questo avremmo dovuto fare nel 2010 in Europa, in particolare in relazione alla Grecia che aveva chiesto solamente 9 miliardi di Euro. Questo non si è fatto e oggi ne paghiamo le conseguenze. Se avessimo avuto una politica vera, seria, omogenea, compatta dei paesi mediterranei e delle proposte concrete, oggi non dovremmo sacrificare i nostri pensionati.”

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Una risposta a “LA MANOVRA NON EVITERA’ IL DEFAULT – Cadoinpiedi

  1. Il vero motivo della nostra crisi è che stiamo soffrendo per lo smantellamento progressivo della nostre aziende ed i consegueni posti di lavoro persi, inziato da vari decenni,nell’indifferenza assoluta dei vari governi succedutisi. Si è considerato l’azienda, anzicchè ricchezza da difendere e favorire,come fonte di sfruttamento.Buona parte della burocrazia italiana ha fatto sempre la bella vita, con lauti stipendi e sperpero del denaro pubblico,costringendo,per il suo mantenimento,l’appesantirsi della presione fiscale.Si comincia troppo tardi a cercare i grossi evasori fiscali.Non si è ancora cominciato a punire i ministri ed i burocrati,che hanno sperperato la ricchezza pubblica per incapacità o disonestà (vedi i collusi con la malavita organizzata).Viviamo quindi ancora con una classe dirigente che consuma eccessivamente le risorse del paese.Se si riesce ad abbassare la pressione fiscale (basterebbe debellare la malavita organizzata,il lavoro nero e gli esportatori clandestini di denaro) Si potrebbe dar ossigeno alle nostre aziende evitando così che molte vadano all’estero ed aumentare le risorse alle università ed alla ricerca,poichè aumentando i brevetti si può creare ricchezza con lavori che altri non possono copiare e far ripartire l’economia.

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