CORTOCIRCUITO TRA STATO E BANCHE – Cadoinpiedi

Fonte: CORTOCIRCUITO TRA STATO E BANCHE – Cadoinpiedi.

di Gianni Dragoni – 28 Dicembre 2011
Sorge il dubbio che il finanziamento illimitato all’ 1% che la Bce ha messo a disposizione delle banche europee per rilanciare il credito alle imprese sia dirottato sull’acquisto dei titoli che rendono il 7%. Ma così le imprese italiane rischiano

Il Tesoro ha collocato con successo circa 9 miliardi di titoli di Stato. Domanda quasi doppia rispetto all’offerta. Chi sono i compratori?

“Penso che le banche italiane abbiano assunto un ruolo importante negli acquisti all’asta di titoli di Stato. La riduzione dei tassi che c’è stata fa pensare che ci sia stata una buona risposta anche del pubblico, sebbene non sia ancora possibile dirlo con certezza. Ma il ruolo delle banche è comunque preminente.”

Perché le banche acquistano i titoli?

“Le banche nell’ultimo anno secondo i dati ufficiali hanno aumentato la quota di acquisti di titoli di stato in corrispondenza con il calo della fiducia degli investitori esteri nei confronti dello Stato italiano. Questo ha fatto salire i tassi ma ha anche aumentato i titoli in portafoglio alle banche italiane, le quali probabilmente sentono la persuasione morale, la cosiddetta moral suasion, delle autorità monetarie, Banca d’Italia e Governo.”

Le banche italiane hanno ricevuto un’iniezione di liquidità dalla Bce e con questa hanno acquistato i titoli di Stato. E’ un giro di denaro?

“Poco prima di Natale la BCE ha aperto un’asta di liquidità illimitata per tutte le banche europee fornendogli provviste ad un tasso di appena l’1%. Tutte le banche europee hanno esercitato l’opzione, incamerando circa 500 miliardi di liquidità, che dovrebbero servire ufficialmente per far ripartire il credito all’economia. In realtà, è opinione diffusa che queste risorse vengano utilizzate anche per coprire gli acquisti di titoli di Stato soprattutto nei paesi più a rischio e più deboli, tra questi certamente l’Italia. Titoli che nel caso dei BTP decennali hanno reso più del 7% e che comunque, anche con un calo di tassi come nell’asta di oggi, rendono molto più dell’1%. Quindi, a parte il rischio che un giorno gli importi non possano essere rimborsati, per le banche prendere all’1% e investire dal 3,5% al 7% significa ottenere un potenziale guadagno importante.”

Le banche italiane nell’ultimo anno hanno aumentato gli acquisti di titoli di Stato, malgrado il rischio default. Ricollocheranno i titoli sui cittadini? Ovvero, ribalteranno sui cittadini il rischio reale?

“Le banche hanno sempre avuto una scorta di titoli da offrire ai propri risparmiatori e clienti. Tuttavia credo che, avendo massicciamente aumentato l’acquisto di titoli, nell’ultimo anno abbiano anche cercato di collocarne di più presso i risparmiatori togliendosi dalle spalle un po’ di rischio. Le recenti iniziative dei BTP day e dei BOT day senza commissioni bancarie fanno pensare ad operazioni che, celate dietro un patriottismo un po’ sospetto, servivano in realtà ad alleggerire il rischio delle banche e trasferirlo sui risparmiatori che ultimamente erano stati più riluttanti nell’acquistare titoli di stato.”

E’ corretto dire che i cittadini npon compreranno dallo Stato ma compreranno comunque dalle banche?

“I cittadini comprano sempre dallo Stato, forse un po’ meno di un tempo perché sentono un rischio. Ossia sono allettati dai tassi elevati, ma sanno anche che c’è un rischio più elevato. Le banche magari tra un’asta e l’altra possono piazzare titoli sui risparmiatori in diverse forme.”

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