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Bilderberg 2010: obiettivo povertà mondiale e bloccare il risveglio | www.ecplanet.com

Continuiamo a svegliarci e a diffondere la consapevolezza su questa cricca di malfattori che vuole renderci schiavi, non ci riusciranno!

Fonte: Bilderberg 2010: obiettivo povertà mondiale e bloccare il risveglio | www.ecplanet.com.

Uno scambio di informazioni tra organizzatori della conferenza Bilderberg 2010, sentito da un giornalista londinese del quotidiano «Guardian», rivela che gli elitisti, che attualmente si trovano presso l’hotel Dolce di Sitges, in Spagna, considerano le persone con reddito medio “una minaccia” ai loro ordini del giorno, evidenziando il fatto che i globalisti sono intenti a sviscerare la classe media e abbassare il tenore di vita mediante un aumento della povertà.

I dettagli della conversazione sono stati rivelati da Charlie Skelton negli ultimi blog Bilderberg per il sito web «Guardian». Skelton è stato l’ultimo giornalista a lasciare l’Hotel Dolce di Sitges. Aumentare la consapevolezza, l’attenzione dei media e le proteste contro il Gruppo Bilderberg incute inquietudine agli elitisti. Inoltre ciò che spaventa ancor maggiormente gli affiliati del gruppo Bilderberg è l’incremento e l’accelerazione del risveglio globale al nuovo ordine mondiale.

In una riunione del Consiglio per le Relazioni Esteri a Montreal tenutasi lo scorso mese, il prominente membro del gruppo Bilderberg Zbigniew Brzezinski ha reso attenti i compagni elitari su come i pericoli di un “risveglio politico globale” stiano minacciando di far deragliare la transizione verso un governo mondiale. “Per la prima volta in tutta la storia umana l’opinione pubblica è politicamente risvegliata – ciò è una nuova realtà globale – non è stato così per la maggior parte della storia umana”, ha asserito Brzezinski, aggiungendo che la gente è diventata “consapevolmente risvegliata delle ingiustizie globali, le disuguaglianze, mancanza di rispetto, lo sfruttamento”.

I membri del gruppo Bilderberg odiano ogni attenzione rivolta a loro e sono furiosi che gli sforzi degli attivisti, in combinazione con la crescita di Internet come strumento di media indipendente, sono diventati, negli ultimi anni, metodi invasivi per spiare sul loro intrigante segreto. Essi hanno ora molta paura di essere completamente esposti e di attirare migliaia di attivisti.

Questi elitisti non sopportano il fatto che alcuni gruppi di attivisti hanno ancora i mezzi finanziari per esercitare il loro diritto di protestare. Motivo principale affinché gli elitisti trovino opportuni sistemi per indebolire il tenore di vita delle popolazioni introducendo tasse più elevate, misure di austerità, prelievi fiscali sul CO2 ed altri loschi progetti.

L’élite vede un ceto medio prosperoso, o persino coloro che stanno beneficiando di un reddito più modesto, come “minaccia” contro il loro monopolio di potere. Effettuando la loro promessa “di una rivoluzione postindustriale”, alleata con “un’economia verde” che in realtà paralizzerà le economie una volta prospere, gli elitisti sperano di rendere tutta la popolazione povera al punto che la loro principale preoccupazione non sarà più quella di protestare contro la riunione di 200 elitari presso una località di villeggiatura di lusso ma quella di come arrivare alla fine del mese.

Come sottolinea Skelton, l’unica “minaccia” per i membri del gruppo Bilderberg è se la gente sa cosa stanno realmente facendo a porte chiuse.

Autore: Paul Joseph Watson / Fonte: infowars.com / Traduzione riassuntiva e adattamento linguistico a cura di: Ester Capuano

Bilderberg 2010: le foto della élite, che parlerà di global cooling: altro che effetto serra | www.ecplanet.com

Nel seguito la traduzione dal blogger tedesco Freeman, presente tra i manifestanti al Bilderberg di Sitges del giugno 2010. Il suo post ha per titolo: «Esseri liberi o servire i Bonzi?»…

Padoa-Schioppa [il padre dell’espressione “bamboccioni”, ndr] ex ministro dell’economia e della finanza italiano, direttore generale per l’economia e finanza della comunità europea facente veci del direttore generale della Banca d’Italia, presidente della CONSOB Italia (ente di controllo della Borsa) e membro del direttorio della banca centrale europea. È uno dei padre dell’euro.

La maggior parte dei politici lavora contro di noi, sono traditori, servono poteri stranieri, ci vendono, non hanno alcun interesse al nostro benessere…

Leggi e guarda tutte le foto: Bilderberg 2010: le foto della élite, che parlerà di global cooling: altro che effetto serra | www.ecplanet.com.

Antimafia Duemila – Licio Gelli: ”il Governo copia la P2, ma lo fa male”

Fonte: Antimafia Duemila – Licio Gelli: ”il Governo copia la P2, ma lo fa male”.

di Mattia Nesti – 19 giugno 2010
Il Maestro Venerabile della Loggia P2 Licio Gelli, a ventitre anni dall’arresto, è tornato a parlare pubblicamente, dopo essere andato in onda per alcune serate su “Odeon Tv” nel 2008, in un’intervista rilasciata al settimanale “L’Espresso” uscito ieri in edicola.

“Gli uomini al governo – spiega rispondendo al cronista – si sono abbeverati al mio Piano di Rinascita ma l’hanno preso a pezzetti. Io l’ho concepito perché ci fosse un solo responsabile, dalle forze armate fino a quell’inutile Csm. Invece oggi vedo un’applicazione deformata”.

Parole dure contro la classe politica al Governo, la Lega Nord e un rimprovero anche per il Presidente del Consiglio, adepto del Maestro Venerabile fin dal 1978, quando, mentre i misteriosi conti svizzeri della Fininvest emettevano finanziamenti miliardari, l’allora imprenditore Silvio Berlusconi ricevette la tessera 1816 della “Propaganda 2″.
“(Nel Governo, ndr) ci sono gli stessi uomini di vent’anni fa e non valgono nulla. – continua Gelli – Sanno solo insultarsi e non capiscono di economia… Il Parlamento è pieno di massaggiatrici, di attacchini di manifesti e di indagati. […] Certamente non condivido ciò che accade per sua volontà (di Berlusconi, ndr). Anche certe questioni private si risolvono in famiglia. Deve essere meno goliardico. Inoltre, non ha molti collaboratori di valore”.
La Lega Nord per me è un pericolo. Sta espropriando la sostanza economica dell’Italia. Le bizzarrie di Umberto Bossi hanno già diviso il Paese. Bisogna dire basta”.

Nonostante le lamentele del Maestro, l’attuazione del “Piano di Rinascita Democratica”, elaborato nel lontano 1975 alle origini della P2, continua imperterrito senza trovare ostacoli sul suo cammino.
Così, dopo la destrutturazione sistematica della Rai, l’inibizione del dibattito parlamentare attraverso le varie svolte maggioritarie, il bavaglio imposto alla stampa e ai giornalisti “scomodi” e la distruzione del Partito Comunista Italiano, potremo assistere in questi giorni, con il referendum di Pomigliano del prossimo 22 giugno, all’attuazione dell’elemento economico-sociale del piano piduista, con annessi l’asservimento dei sindacati confederali moderati (Cisl e Uil) all’interesse delle forze produttive del Paese (Confindustria) e l’attacco ai basilari diritti dei lavoratori. In attesa che, come dettato dal documento del 1975, si proceda poi allo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori, già annunciato dal ministro del Lavoro Sacconi.

La democrazia – ha detto Gelli, chiudendo l’intervista – è una brutta malattia, una ruggine che corrode”. O che, forse, in questo momento è soprattutto corrosa.

Tratto da: newnotizie.it

Licio Gelli. Un esempio chiaro di un assassino della vita. Di un criminale sanguinario amico di Pinochet, di Videla, di Massera, di Stroessner, dello stesso Hitler.
Un cattivo maestro di Berlusconi, di Cicchitto e di tutti quei pagliacci che hanno fatto parte della P2, molti dei quali ancora sono al Governo dell’Italia.
L’Italia, povera Italia!!!
Giorgio Bongiovanni

Antimafia Duemila – Quell’acre sapore di P2

Fonte: Antimafia Duemila – Quell’acre sapore di P2.

di Maurizio Chierici – 15 giugno 2010
I giornalisti possono resistere al bavaglio, ma non da soli. Se gli editori brontolano contro la legge che taglia l’informazione ma alla fine si adeguano per non compromettere i rapporti che ogni imprenditore coltiva con i governi di turno, i fratelli del venerabile Gelli brinderanno al silenzio della grande loggia.

Da 30 anni aspettano di spegnere la luce; ce l’hanno quasi fatta. Siamo chiamati subito a disobbedire, ognuno con la disobbedienza che gli compete. Perché le notizie continueranno a filtrare attraverso i buchi di una burocrazia oscura e perché le intercettazioni sono affidate a compagnie telefoniche private, contratti d’oro che se il governo vuol risparmiare ridimensiona in un minuto ma non credo lo farà: sbandiera spese pesanti per imbrogliare chi non sa. E l’Italia degli intrighi spargerà veleni immaginari obbligando chi fa la cronaca a verifiche e scavi per testimoniare cosa sta davvero succedendo. Comincia una sfida culturale di massa. Ritorna il giornalismo d’inchiesta finora salvato da ricercatori superstiti ai quali dobbiamo la conoscenza degli imbrogli che avvolgono la democrazia. Dal momento dell’ultimo “sì” blindato in Parlamento, si apre la rivoluzione professionale dell’onestà: rispettare le regole del mestiere senza guardare in faccia i disonesti, non importa chi sono e cosa fanno. Dirlo è facile, farlo presenta qualche difficoltà. Gli editori, soprattutto. Impuri vuol dire che per irrobustire gli affari hanno messo i piedi nell’editoria e nelle Tv. Aprono finestre compiacenti ai politici dal pensiero debole e ambizione dell’apparire smisurata; cancellano i politici (non troppi) che insistono nella lealtà. Giornali e televisioni vivono di pubblicità. Berlusconi ripete l’invito a non comprare spazi nei media che raccontano le malefatte del suo governo. Altrimenti se ne ricorderà. Ecco il problema: gli editori-imprenditori accetteranno di difendere la normalità della convivenza civile, o inseguiranno la convenienza del puntellare bilanci che al momento traballano? Montezemolo invita a resistere, la Marcegaglia scende dal ring suggerendo ai cavalieri del lavoro di far finta di niente. Sono i cavalieri degli appalti, degli scudi fiscali, delle commesse di Stato; cavalieri alla ricerca di leggine che intiepidiscano la crisi sacrificando operai dalle mani vuote. Appena torna la ripresa anche per i giovani in fuga all’estero forse si vedrà. Ma chi fa l’imprenditore deve guardare al futuro con la concretezza di un protagonista non di giornata. La programmazione delle fortune richiede questo talento ed è incomprensibile affidare il destino delle aziende ai salta-fossi di governi che nascondono la realtà. Seppellisci, seppellisci: alla fine finiranno sotto terra. I fallimenti che si moltiplicano dipendono in parte dalla pigrizia del non voler capire cosa sta succedendo. L’informazione della provincia italiana è nelle mani di imprenditori che sincronizzano l’informazione agli affari delle città. Anche i grandi giornali figurano nella contabilità di imprese e banche che dialogano con la politica se non addirittura la rappresentano. Ecco l’ostacolo per chi vuole resistere. Da soli è complicato (eppure Il Fatto dimostra che la speranza è possibile) se i padroni decidono di navigare provvisoriamente con le vele di Palazzo Chigi. Parliamo sempre di giornalisti normali, non dei blackwaters berlusconiani. La sincronia tra “il Giornale” di Feltri e “Libero” Belpietro fa capire quanti Boffo verranno scardinati dalla direzione dei loro fogli nel gioco delle informazioni immaginarie. Un suicidio insistere nel raccontare che il re è nudo. Finti scandali in agguato per tutti, la privacy è il lusso di chi se lo può permettere. Gli altri non ne hanno diritto. Comincia un’Italia così: chissà se gli imprenditori-editori si accontentano dell’effimero pronto incasso o pensano ai figli che ne prenderanno il posto. L’ultima raffica della Loggia P2 la spara Cicchitto, voce agitata contro il Montezemolo che non sopporta la follia. Per noi e per loro la scommessa è questa.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

Una gabbia di matti

Fonte: Una gabbia di matti.

In poche ore è avvenuta una sequenza di eventi che confermano quanto l’Italia sia ormai in preda a una totale follia, frutto di un’irreversibile condizione di sfascio etico-morale.

1) Dopo la sentenza di condanna a un anno e 4 mesi per istigazione alla falsa testimonianza nel processo per il massacro nella scuola Diaz durante il G8 di Genova, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro ha presentato le proprie dimissioni dal suo attuale incarico al vertice dei Servizi di Informazione e Sicurezza ma prontamente il Consiglio dei ministri gli “ha collegialmente confermato all’unanimità piena e completa fiducia”. Dimissioni respinte.

Quantomeno De Gennaro il gesto l’ha fatto, ma in qualsiasi altro Paese cosiddetto civile e democratico le dimissioni sarebbero state accettate al volo. Anzi, pretese dal governo.

2) Oggi è nominato ministro per l’Attuazione del Federalismo Aldo Brancher – ex dirigente di Fininvest e Publitalia, coinvolto nel 1993 in Tangentopoli e accusato di appropriazione indebita in relazione a soldi incassati da Giampiero Fiorani, nell’ambito di uno stralcio dell’indagine sulla scalata della Banca Popolare di Lodi alla Banca Antonveneta di cui riprende il processo il 26 giugno.

Quindi il governo crea un ministero nuovo di zecca giusto una settimana prima del processo e ora Brancher potrà a pieno titolo evitare di comparire all’udienza avvalendosi della norma privilegio sul legittimo impedimento.

Spettacolare…. e poi non bastavano già tre ministri – Calderoli, Bossi e Fitto – ad occuparsi di federalismo…

3) L’avvocato di Berlusconi e deputato Pdl, Niccolò Ghedini, reagisce così alla convocazione dei pm che vogliono ascoltarlo in merito alla vicenda Unipol-Consorte: “Il ministro della Giustizia mandi gli ispettori in procura a Milano”, e chiede che si valutino provvedimenti disciplinari nei confronti del sostituto procuratore Massimo Meroni.

La vicenda è quella della famosa intercettazione nella quale l’ex segretario dei Ds Piero Fassino, al telefono con l’allora numero uno di Unipol Giovanni Consorte, pronuncia la frase “Abbiamo una banca”.
Una conversazione mai trascritta né finita negli atti di un’inchiesta, quindi teoricamente sconosciuta, e che invece venne pubblicata in prima pagina su “Il Giornale”. E per questo viene indagato il fratello del presidente del consiglio, Paolo Berlusconi, editore del quotidiano.

Su quei fatti la procura di Milano aveva convocato Ghedini per poterlo ascoltare in qualità di persona informata dei fatti. Ghedini però non si presenta e il pm Meroni chiede alla Giunta della Camera di poter disporre l’accompagnamento coatto nei suoi confronti. E oggi Ghedini reagisce con la frase di cui sopra.

Massì, chissenefrega… Forza Italia!! Ora si può di nuovo dirlo…

EnricoSabatino

Smascherati i senatori salva orchi | Il blog di Daniele Martinelli

Fonte: Smascherati i senatori salva orchi | Il blog di Daniele Martinelli.

Il ddl sulle intercettazioni conteneva un emendamento, il numero 1.707, che se fosse passato in sordina avrebbe introdotto la perversa teoria della “violenza sessuale di lieve entità” nei confronti di minori.
Firmatari, come sappiamo, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l’abolizione dell’obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se – appunto – di “minore entità”. Senza specificare quali fossero i limiti di suddetta entità.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, come al solito nel popolo delle laidità hanno fatto gli scemi per non andare alla guerra. “Non lo sapevo” “non avevo capito” “ci avete frainteso“.
Ma quel che conta è conoscere chi sono stati i senatori firmatari dell’emendamento “pro pedofili minorati in entità”. Eccoli:

Maurizio Gasparri (Pdl), Federico Bricolo (Lega Nord), Gaetano Quagliariello (Pdl), Roberto Centaro (Pdl), Filippo Berselli (Pdl), Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) Sergio Divina (Lega Nord).
Bricolo è lo stesso che proponeva il carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico (evidentemente non per chi mette le mani addosso ai bimbi);
Berselli disse di “essere stato iniziato al sesso da una prostituta”.
Mazzatorta si batte contro “i matrimoni misti”.
Divina ha definito i trentini “cani ringhiosi che capiscono solo la logica del bastone“.
Per Gasparri ci vorrebbe un intero blog ad elencare le sconcezze uscite dalla sua bocca. A cominciare dall’aver definito il Csm una cloaca.
Consola che dal letamaio di leggi schifose almeno quell’emendamento pro-pedofili è stato ritirato. La guardia deve rimanere alta per la censura legalizzata che passerà alla Camera il 9 luglio. A proposito: ci sarò anch’io quel giorno al sit in di protesta a Roma.
QUI il gruppo su Facebook che chiede le dimissioni di quei senatori

Il Popolo Viola per la libertà e il diritto all’informazione

Fonte: Il Popolo Viola per la libertà e il diritto all’informazione.

Il Popolo Viola, dopo essersi consultato con i rappresentanti dei gruppi locali, alla luce anche, del nuovo calendario di discussione della legge alla Camera, prendendo atto della richiesta pervenuta al Popolo Viola dal comitato per “la libertà e il diritto all’informazione” aderisce alla manifestazione indetta per il giorno 1.7.2010 a Roma. I gruppi locali -sia italiani che esteri- hanno dato la propria disponibilità, nonostante le evidenti difficoltà che un giorno infrasettimanale pone ed il ridottissimo tempo a disposizione, ad adoperarsi alla riuscita dell’evento.

Il Popolo Viola sta già riarticolando il proprio calendario, al fine di rendere quanto più incisiva la protesta contro una legge in contrasto con i principi di legalità e libertà, che il Popolo Viola difende da sempre. Per questo il Popolo Viola desidera, in questo momento, essere anche al fianco dei magistrati, il cui lavoro sarà duramente pregiudicato se questa scellerata legge dovesse trovare approvazione, e perciò sarà presente a Palermo con Salvatore Borsellino e le sue Agende Rosse il 17-18-19 luglio.

Il Popolo Viola una volta determinato il calendario dei propri interventi di opposizione all’approvazione della legge, che sarà il risultato di valutazioni tra i vari gruppi locali che lo compongono, lo proporrà a tutte le altre forze e ai soggetti maggiormente colpiti da questa legge, magistrati, giornalisti e bloggers.

Il Popolo Viola – Comunicato stampa del 18.06.2010

Info:

Silvia Bartolini

347 6996044