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ComeDonChisciotte – LA FEBBRE DEL VACCINO E IL BUSINESS DELLE DOSI SCOMPARSE

Fonte: ComeDonChisciotte – LA FEBBRE DEL VACCINO E IL BUSINESS DELLE DOSI SCOMPARSE.

DI MONICA RAUCCI
antefatto.ilcannocchiale.it

Accordo milionario per 24 milioni di fiale, ma ne sono state utilizzate meno di un milione

Topo Gigio è depresso. Ce l’aveva messa tutta, lui, a convincere gli italiani che dovevano vaccinarsi. Ma quelli niente. E così, dei 24 milioni di vaccini acquistati dall’Italia, finora ne sono stati utilizzati solo 840.000. Gli altri ventitré milioni si stanno accumulando nei centri di stoccaggio. Una spesa di 184 milioni di euro andata, almeno per ora, in fumo. Anzi, nelle tasche della Novartis, la multinazionale che ha prodotto il farmaco. E con cui il governo ha un rapporto stretto, che risale sin dal 2004. È l’anno dell’aviaria, un’ influenza che non colpisce l’Italia, ma che mette in agitazione il secondo governo Berlusconi: preoccupato per una pandemia che fino ad allora non c’è mai stata e forse non ci sarà mai, decide che bisogna prendere precauzioni. E di stipulare dei contratti che riconoscano allo Stato italiano un diritto di prelazione sulla produzione futura di vaccini.

Un paradosso: io governo ti pago ora affinché in caso di emergenza tu faccia il tuo interesse, ossia vendere a me i farmaci.Neanche due mesi dopo, il ministero chiama a raccolta attorno a un tavolo cinque aziende, che mettono sul piatto le loro proposte di contratto. Il ministero ne sceglie tre: tra queste quella della Chiron, una azienda senese specializzata in vaccini che pochi mesi dopo verrà acquisita dalla Novartis.

A quella seduta partecipa anche Reinhard Gluck. Allora è il presidente di Etna Biotech, una società siciliana. Anche lui fa la sua proposta. “Quando entrai nella stanza capii subito come sarebbero andate le cose – racconta – e che il mio progetto non sarebbe mai passato. Era evidente che tra i rappresentanti del governo e i senesi ci fosse un rapporto consolidato. Ero terribilmente dispiaciuto”.

Anche perché la posta in gioco è alta: sulla base di quei contratti verranno stipulati i successivi in caso di pandemia. Una bella torta per le aziende del farmaco. I tre contratti costano in tutto al governo 6 milioni e mezzo di euro. Oltre a sancire un diritto su un bene futuro di cui il governo potrebbe non godere mai, vengono stipulati in modo carbonaro senza alcuna gara di appalto.

L’accordo più oneroso è quello con la Chiron-Novartis: da solo costa 3 milioni di euro ed è alla base del contratto di fornitura per il vaccino H1N1, stipulato il 21 agosto 2009 tra il governo e la Novartis.
L’accordo del 2005 garantiva al ministero la fornitura in caso di pandemia di 15 milioni di dosi di vaccino entro tre mesi dalla consegna del seme da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Ma nel contratto di quest’anno, che di pubblico ha solo il nome, quella clausola fondamentale scompare. Viene sostituita da tre date di consegna (con le relative forniture) che però nel testo sono oscurate. “Motivi di riservatezza”, commenta il ministero.

L’unica cosa certa è che al momento del solo picco pandemico, a inizi novembre, la richiesta di vaccino è più alta dell’offerta. Il contratto, come segnala subito la Corte dei Conti, è totalmente sbilanciato a favore della multinazionale: in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti, per esempio, non sono previste multe o penalità per la Novartis.
Altro punto critico: se l’azienda non avesse ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, il governo avrebbe dovuto comunque corrisponderle 24 milioni di euro. Una specie di premio per la partecipazione. La Novartis poi è manlevata legalmente, tranne che per difetti di fabbricazione del prodotto.

Il costo del vaccino è piuttosto alto: sette euro e novanta a dose, quando quello di un normale antinfluenzale, che ha le stesse spese di produzione, viene pagato dalle Regioni circa quattro euro. Quattro euro di differenza che non si spiegano solo con i costi di ricerca.
Contratti simili sono stati stipulati in realtà dalla maggior parte dei governi europei, che nella corsa all’accaparramento del vaccino hanno accettato condizioni vessatorie. Eppure si sapeva fin da subito che il virus non era così pericoloso.

A inizio 2009 i membri dell’unità di crisi dell’Oms (alcuni ora sotto inchiesta per presunti conflitti di interesse con le case farmaceutiche) avevano eliminato dalla definizione di pandemia il criterio dell’”alto numero di morti”.
E in un batter d’occhio quello che fino ad allora era un normale virus influenzale a bassa mortalità diventò il virus-killer. Con la conseguenza che centinaia di milioni di vaccini ora giacciono nelle celle frigorifere di mezza Europa.

Al di là di quello che dice il neo ministro della Salute Ferruccio Fazio, difficilmente il farmaco, che ha durata di un anno, potrà essere riutilizzato il prossimo inverno, a meno che, evento improbabile, il ceppo non rimanga esattamente lo stesso. Intanto in Italia le Asl cominciano ad avere problemi di stoccaggio. E ancora deve arrivare l’ultima fornitura, prevista per il 31 marzo, quando probabilmente la suina sarà solo una barzelletta.

L’unico a ridere per ora è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino non ne ha comprato neanche uno. In tempi di isteria pandemica disse: “Il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa”.

Monica Raucci
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2412631&yy=2010&mm=01&dd=05&title=la_febbre_del_vaccino_e_il_bus

Da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio

ComeDonChisciotte – BIG PHARMA – LA SUINA E I MASSONI

Fonte: ComeDonChisciotte – BIG PHARMA – LA SUINA E I MASSONI.

di ANDREA SUCCI
lavocedellevoci.it

La leggenda della “suina” parte da una storiella messicana. Il virus sarebbe partito dal Messico: il paziente zero era un bambino di 5 anni, Edgar Hernandez, originario di La Gloria (Veracruz). L’assunto, inizialmente smentito, viene confermato dal Governatore di quella citta’, Fidel Herrera, solo il 26 aprile 2009, diverse settimane dopo la morte del primo niño e le segnalazioni di 400 persone contagiate, tutte a La Gloria.
Perche’ proprio in quel luogo apparentemente fuori dal mondo?

I media messicani e la popolazione locale non hanno dubbi: la colpa sarebbe da attribuire agli scempi ambientali perpetrati dalla multinazionale americana Smithfield Company, la maggior produttrice statunitense di carne suina, presente in Messico con la controllata Granjas Carrol, che dispone di circa quaranta stabilimenti produttivi, tutti compresi nella Valle del Perote, zona a confine tra lo stato di Veracruz e quello di Puebla, dove si trova appunto La Gloria. Secondo fonti non governative, e secondo gli attivisti messicani che da quattordici anni si battono per proteggere se stessi e la loro terra, la causa dell’influenza A sarebbe da ricercare nell’inquinamento acquifero prodotto dagli scarichi industriali di Granjas e in quello atmosferico dovuto alle carcasse di maiali abbandonate en plein air.

In pista scende subito Big Pharma e i vaccini sono tre: il Celvapan, prodotto dall’americana Baxter; il Pandemrix della britannica GlaxoSmithKline; il Focetria, della svizzera Novartis. Il via libera arriva dall’Agenzia Europea del Farmaco, l’Emea, tramite una sottocommissione, la Chmp, che si occupa dei prodotti medicinali per uso umano. Organismi non del tutto imparziale. Ralph Edwards, responsabile dell’Uppsala Monitoring Centre svedese ed esperto di farmacologia, afferma che «le Agenzie regolatorie hanno molti piu’ rapporti con le aziende farmaceutiche che con i cittadini». «Questo e’ un grosso problema anche dell’Emea», conferma Mauro Venegoni, componente dell’organismo consultivo di farmacovigilanza del Chmp e direttore dell’ufficio farmacovigilanza dell’Aifa, la corrispondente italiana dell’Emea.
Puo’ risultare allora interessante puntare l’attenzione su alcuni illustri connazionali che operano tra l’Emea e il Chmp e sulle strutture in cui svolgono nel nostro paese la loro attivita’.

INSUBRIA DOCET

Partiamo dall’Universita’ dell’Insubria, con sedi fra Como e Varese, bersaglio, recentemente, di vibrate proteste da parte degli animalisti. Dice Francesco Caci, responsabile della Lega Antivivisezione di Busto Arsizio: «Quello che noi disapproviamo e’ l’utilizzo degli animali per studi su cannabinoidi, oppioidi, tumori e malattie neurogenerative. Abbiamo contestato gli esperimenti dal punto di vista sia etico che scientifico, perche’ sono finalizzati solo ad aumentare il numero di pubblicazioni dei ricercatori. Tra l’altro, i locali messi a disposizione dall’amministrazione di Busto sono edifici che hanno avuto bisogno di una ristrutturazione costata 15 milioni di euro, per meta’ finanziati dal comune e per meta’ con fondi europei; in realta’ dovevano essere destinati ad opere di industrializzazione».
Il direttore dell’ufficio legale dell’Emea insegna in questa universita’. E’ Vincenzo Salvatore, giurista varesino, ordinario di Diritto Internazionale all’Universita’ dell’Insubria. Rettore dell’Insubria e’ Renzo Dionigi, gia’ componente del Consiglio Superiore di Sanita’ nominato dall’ex ministro Girolamo Sirchia per il triennio 2003-2005. Consulente di Roberto Formigoni per i rapporti Sanita’-Universita’ e responsabile della Chirurgia generale 1 dell’ospedale Circolo di Varese, Renzo Dionigi e’ un massone, presente nella famosa lista Cordova del 1992.
Capofila della lobby pubblico-privata che sponsorizzo’ la nascita dell’Insubria e’ l’avvocato Ferruccio Zuccaro, proboviro dell’Ateneo varesino, ex balilla, ex vice presidente della Provincia, componente del Lions Club Varese Host e massone presente negli elenchi del ‘92. Forse e’ un caso, ma lo studio dell’avvocato Zuccaro e’ a Varese, in via Speroni 14, proprio nello stesso stabile in cui anche l’avvocato Vincenzo Salvatore svolge la sua attivita’.

L’Insubria e’ legata ad alcune tra le piu’ importanti multinazionali del farmaco come la GlaxoSmithKline, produttrice del vaccino Pandemrix, con cui ha una “Convenzione quadro per attivita’ di collaborazione didattico-scientifica” (vedi la delibera del Senato Accademico datata 22 aprile 2008); o come la Novartis, da cui si fa sponsorizzare per permettere ai docenti delle sezioni del Dipartimento di Scienze chirurgiche di partecipare allo studio internazionale Sustain come centro di arruolamento e trattamento (durata 2006-2008). La Novartis non solo produce il vaccino Focetria, ma e’ anche cliente della Huntingdon Life Sciences (HLS), la piu’ grande societa’ europea che esegue sperimentazioni animali. Per chiudere il cerchio, anche Glaxo e’ cliente della HLS: quindi sia Novartis che Glaxo fanno affari con l’Insubria e con HLS.

UN PONTE PER CARLO MAGNO

Altro personaggio interessante e’ Giuseppe Nistico’, membro del Chmp dal 2004 e anche lui scelto direttamente dal ministro dell’epoca, quel Girolamo Sirchia condannato nel 2008 in primo grado a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per tangenti. Nistico’ e’ un forzista, ex presidente della Commissione Ricerca UE ed ex presidente della Regione Calabria, noto soprattutto perche’ voleva intitolare il Ponte sullo Stretto a Carlo Magno. E’ massone anche lui, nella lista Cordova del ’92. In caso di assenza alle sedute del Chmp, Nistico’ veniva sostituito da un membro supplente, Pasqualino Rossi, capo dell’unita’ operativa di farmacovigilanza dell’Aifa, che il 23 maggio 2008 viene arrestato con l’accusa di attentato alla salute pubblica. Numero due all’Aifa, secondo il Procuratore di Torino Raffaele Guariniello Rossi avrebbe ricevuto compensi per chiudere un occhio sull’Aulin, l’anti-infiammatorio che puo’ avere effetti collaterali sul fegato. Interrogato dagli inquirenti, Rossi ha confermato di aver ricevuto dei regali ma «pensavo fossero delle banalita’, non ho mai fatto cose contrarie ai doveri d’ufficio. Non mi sono mai ritenuto un corrotto».

Fino al 2004 Giuseppe Nistico’ faceva parte anche dell’European Parliament Osteoporosis Interest Group, una sorta di lobby che opera per il “call to action”: promuovere misure nazionali che rendano i pazienti piu’ consapevoli dei problemi derivanti dall’osteoporosi, aiutare i medici a riconoscerne i sintomi e spingere il sistema sanitario a pagare per trattamenti appropriati. Tra le compagnie che si occupano di finanziare le attivita’ dell’International Osteoporosis Foundation, di cui l’Interest Group fa parte, spuntano ancora una volta Novartis, Glaxo (tramite la Amgen, con cui Glaxo ha una partnership europea) e Baxter (che ha accordi commerciali con Nycomed e Teva Pharmaceutical). Va detto che Nistico’ ha lasciato il gruppo nel momento in cui e’ divenuto membro Chmp.

NEL SEGNO DI VANGUARD

Esiste un gruppo di potere che lega la Smithfield Foods – la compagnia americana dalla quale siamo partiti, e che avrebbe provocato l’influenza suina – alle tre multinazionali del farmaco produttrici del vaccino, Novartis, GlaxoSmithKline e Baxter. Tutto e’ racchiuso in una parolina magica: Vanguard, la avanguardia finanziaria mondiale. The Vanguard Group e’ una compagnia americana di investimenti che gestisce un patrimonio approssimativo di 1 trilione di dollari.
Il Vanguard possiede azioni della Smithfield (tramite, ad esempio, il Vanguard Group Inc), azioni della Glaxo (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Health Care Fund ed altri), azioni della Novartis (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Capital Opportunity Fund, etc.) e azioni della Baxter (Vanguard Group, Inc., Vanguard 500 Index Fund, e cosi’ via).
Ma chi detiene le azioni del Vanguard Group? Sono colossi come ExxonMobil Corporation, Microsoft Corporation, General Electric Company, J.P. Morgan Chase e Co., Procter e Gamble Company, Apple, Inc., Coca-Cola Company, Google, Inc., Hewlett-Packard Company, Philip Morris International Inc, Goldman Sachs Group, Inc., PepsiCo… Insomma, le multinazionali piu’ potenti, che possono permettersi il lusso di lanciare, allo stesso tempo, il malanno e la cura, la pandemia e il vaccino.

Andrea Succi
Fonte: http://www.lavocedellevoci.it
Link: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=248
12.12.2009

Blog di Beppe Grillo – H1N1 a giorni alterni

Fonte: Blog di Beppe Grillo – H1N1 a giorni alterni.

L’influenza suina è un virus a giorni alterni. Il giorno prima c’è, il giorno dopo scompare.
“Ogni anno una comune influenza fa dai 7000 agli 8000 morti solo in Italia, nel 2008 8000 morti su 4 milioni di influenzati e nessuno ha detto niente o ha sparso psicosi. Si pensi che per malattie molto gravi come le leucemie, AIDS, o cumuli di malattie in persone deboli e anziane, non essendoci sistema immunitario funzionante, anche un raffreddore può essere letale. Ma a un anziano debilitato molte cose possono essere fatali. Sempre nel 2008 morirono migliaia di anziani per il caldo eppure il governo non predispose piani di aiuto. Finora i morti per l’influenza A in tutta la Russia sono stati 14. In Turchia 6. In Germania 3. ma “dopo” la vaccinazione. In Italia ci sono a tutt’ora 16 morti su circa 400 mila casi, quindi lo 0,03 per mille: statisticamente 8 volte in meno delle influenze precedenti.in Italia manca un Ministero della Sanità, per la stoltezza di un B che ha creato Ministeri del tutto inutili come quello per la parità, la semplificazione legislativa o la realizzazione del programma che in 19 mesi non hanno prodotto niente però ha volutamente ignorato un Ministro della Sanità come ha qualunque paese civile, forse pensava di abolire la sanità pubblica per sostituirla con un sistema di assicurazioni pro-ricchi come in USA. A questa mancanza si aggiunge un’informazione tv di talmente basso livello da dare solo informazioni constrastanti e caotiche, in cui il cittadino non ha nemmeno capito se i vaccini ci sono o no, a chi li danno, dove, come e quando e se l’influenza A sia davvero pericolosa. Insomma un governo di incapaci, nessun Ministro addetto alla salute dei cittadini, dei media pietosi per idiozia e mancanza di professionalità, che continuano a dire morti per malattie pregresse. In totale un quadro squallido sia del governo che di Rai o Mediaset, una cosa da terzo mondo ovunque si guardi. Una sola cosa è certa: prima le corporazioni farmaceutiche stimolavano i cittadini a comprare i farmaci, ora li vendono direttamente ai governi. E’ chiaro il vantaggio.” viviana v.

ComeDonChisciotte – IL VACCINO, I CONTRATTI MISTERIOSI E LE MOGLI AL POSTO GIUSTO

ComeDonChisciotte – IL VACCINO, I CONTRATTI MISTERIOSI E LE MOGLI AL POSTO GIUSTO.

DI PINO CABRAS
megachipdue.info/

La sicurezza sanitaria funziona come la sicurezza militare? Quali segreti nasconde, se perfino la Corte dei conti ora vuol vederci chiaro? Sullo sfondo delle dispute sull’influenza suina vediamo avanzare una militarizzazione della salute che gioca sulla paura delle malattie, la più primitiva.
Tralasciamo la questione della tossicità del vaccino, e la rimandiamo ad altre sedi. Partiamo proprio dalla Corte dei conti, l’organo che la Costituzione italiana ha messo a guardia delle spese pubbliche, compresa la cospicua voce della spesa sanitaria.La Corte dei conti ha setacciato anche la questione della fornitura dei vaccini, fino a sollevare parecchie eccezioni. Si è subito dovuta scontrare con la segretezza, usata per ragioni di emergenza. In nome dello stato di eccezione non si può sapere qualcosa di più su uno specifico contratto di acquisto del vaccino che dovrebbe prevenire la famigerata influenza A(H1N1).

L’atto della Corte è del 21 settembre 2009. Si tratta della Deliberazione n. 16/2009/P. Sotto esame passa un contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis, la multinazionale svizzera nata dalla fusione di Ciba-Geigy e Sandoz.

Il primo appunto della Corte dei Conti è di metodo. Si critica l’assenza di qualsiasi garanzia sull’esito «delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto». Tutti i vincoli del contratto sono resi vani da un semplice fatto: non c’è nessuna certezza che il prodotto funzioni e ci sia. L’oggetto del contratto non è dunque materia certa.

Uno si aspetterebbe che in compenso ci siano clausole che stringano il contraente da qualche altra parte. Si tratta pur sempre di soldi pubblici. E invece per Novartis ci sono anche vantaggi per l’IVA. E passi. Ma si prevede anche «la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità» per Novartis.

Va bene, la motivazione è l’emergenza, ma qui si saltano tutti i normali passaggi che regolano l’immissione di prodotti che abbiano implicazioni rilevanti sulla salute dei cittadini. Al punto che ora si accetta il prodotto anche senza l’autorizzazione a commerciarlo in Italia: stavolta basta «un generico “Quality Agreement”». I rischi se li prende il Ministero, insomma. Se ad esempio si volessero riscontrare eventuali difetti di fabbricazione o danni fisici del prodotto, chi deve dirsi d’accordo è proprio Novartis. La Corte nota cioè che i fornitori di una merce eventualmente difettosa hanno addirittura la facoltà di dirsi preventivamente d’accordo o non d’accordo sui rilievi a loro carico. Se, bontà loro, si dicono d’accordo, i difetti di fabbricazione li devono rimborsare loro al ministero. Per gli altri danni causati a terzi dal vaccino sarà il ministero – cioè i contribuenti – a risarcire Novartis.

La Corte critica anche il fatto che alla Novartis verranno pagati poco più di 24 milioni di euro (IVA esclusa) se non otterrà l’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino. Nulla è detto nel contratto sul perché di quella somma-salvagente.

E che succederebbe se Novartis dovesse violare le disposizioni essenziali del contratto? Dal punto di vista del pagamento non succederebbe nulla. Così viene steso un altro tappeto rosso per la multinazionale di Basilea: «il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato».

I rilievi della Corte dei conti si estendono a un altro punto essenziale: il segreto. Certo, si sa che in ogni rilevante contratto industriale ci sono sempre clausole di riservatezza. Ma nel contratto in questione si va ben oltre. Fra le informazioni riservate sono state infatti inserite anche questioni che invece non possono essere segrete, perché si tratta di forniture che devono avvenire con «evidenza pubblica». Per il vaccino si voleva rendere segreta perfino l’esistenza stessa del contratto, non solo i suoi contenuti.

La Corte dei conti a questo punto scopre che non può approfondire di più. Il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi “di natura terroristica” (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003).

Il cerchio si chiude ancora una volta.

Il trattamento dell’influenza A(H1N1) è nelle mani della Protezione civile. E di fronte alle emergenze, le leggi si piegano alle eccezioni. La Corte registra di dover «ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali». Ma poco può farci. Deve arrendersi all’emergenza e accettare la situazione. In nome della Guerra al Terrorismo è nato ovunque un corpus giuridico sempre più esteso che sta divorando il sistema di bilanciamenti delle vecchie costituzioni.

Non è l’unico caso in cui la Grande Paura di una qualche nuova peste, alimentata dai media e da molti governi, porta a forzare le leggi per estendere verso limiti mai visti i poteri delle sempre più ingombranti strutture di ”protezione civile”. E non è nemmeno l’unico caso in cui, con poche righe, i governi garantiscono grandi affari ai produttori del controverso vaccino dell’influenza suina.

Il conduttore di una radio newyorchese, Al Roney di NY WGY, ha rivelato ad esempio le imbarazzanti connessioni che legano il commissario alla Salute dello stato di New York, Richard Daines, e il gigante dei vaccini MedImmune. Si dà il caso che la moglie di Daines, Linda, sia una manager di punta dell’onnipresente Goldman Sachs, la società finanziaria che oltre a essere il maggiore azionista di MedImmune ha anche intermediato una commercializzazione di vaccini del valore di 15 milioni di dollari.

Roney ha fatto appello ai suoi ascoltatori affinché si rivolgessero a Andrew Cuomo, il brillante politico che oggi ricopre la carica di Attorney General, e ha quindi la titolarità della pubblica accusa nello stato di New York. Il tema sollevato da Roney era il conflitto d’interessi. Roney ha proposto ai radioascoltatori di fare causa sul fatto che oltre 500mila lavoratori dello stato, in vario modo legati alla sanità, stavano per essere sottoposti a una vaccinazione obbligatoria, con un potenziale profitto per Goldman Sachs. Dopo la campagna lanciata da Roney, il 23 ottobre il commissario Daines ha sospeso il suo provvedimento, adducendo una carenza di dosi di vaccino. Va notato che lo stato di New York finora è stato l’unico in USA a prevedere vaccinazioni obbligatorie.

Più in generale si può riconoscere un metodo fondato su un allarme martellante, poco preoccupato di provocare panico, fortemente assecondato dai media, con i governi impegnati a rilanciarlo. Un metodo già sperimentato nei casi della SARS e dell’influenza aviaria, e ormai sempre più rodato.

Ai tempi dell’allarme SARS i giornali, imbeccati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, arrivarono a pubblicare grafici e ricostruzioni che pretendevano senza ironia di identificare il «paziente zero»: una scenetta in cui un canadese, un cinese e un vietnamita si incrociavano in un ascensore di Hong Kong, e da lì irradiavano la nuova pandemia per l’universo mondo. Avete visto cosa ne è stato della SARS, che poteva «uccidere miliardi di individui». Sono stati classificati come SARS solo ottomila casi in tutto il mondo e meno di ottocento morti.

Ricordo anche una surreale apertura del Tg1, quando la prima notizia fu un fenicottero morto in uno stagno rumeno. «Un altro caso di aviaria? E se passa all’uomo?». Ho in mente il Tg1, ma non è che gli altri organi d’informazione si fermassero a riflettere. Ovunque aviaria, aviaria, polli, fagiani, e allarmi.

Nel frattempo i produttori di antivirali (una delle categorie di farmaci più inutili che si possano immaginare) gongolavano con profitti miliardari. Gongolava anche Donald Rumsfeld, allora segretario alla difesa USA, in qualità di perfetto anello di collegamento fra il complesso militare-industriale-mediatico e le gradi case farmaceutiche. Proprio Rumsfeld era stato il capo della Gilead Science, la società che brevettò il Tamiflu prima di cederlo alla Roche non senza lasciarsi succulente royalty, governate oggi da un consiglio di amministrazione che comprende vari pezzi grossi dell’atlantismo, tra cui l’ex segretario di Stato George Schulz.

Rumsfeld, uno degli artefici del nuovo diritto d’emergenza e del nuovo stato d’eccezione nato con l’allarme terroristico, ha avuto buon gioco a spingere la manipolazione della paura in più di una direzione, militare, mediatica, medica, ovunque con gli stessi metodi e le stesse complicità. Rumsfeld è lo stesso Rumsfeld che nel 1976 svolgeva il ruolo di Capo di Gabinetto del presidente Ford, quando questi ordinò una vaccinazione di massa per un caso di influenza suina molto simile a quello odierno.

Così, eccoci qui, in un mondo in cui da sempre sono esistite le malattie e le influenze stagionali, ma che solo da qualche anno le vede come una guerra spaventosa nonostante i morti siano in declino, e non certo grazie ai vaccini antinfluenzali, che persino secondo «The Lancet», la più importante rivista medica, sono praticamente inefficaci. Come dice l’epidemiologo Tom Jefferson, «c’è tutta un’industria che si sta aspettando una pandemia». Basta guardare il grafico qui sotto per capire perché questa insistenza sulle influenze “speciali” non si giustifichi scientificamente. Altre malattie simili fanno più morti, ma non suscitano altrettanta attenzione perché non ci sono montagne di soldi né carriere da innalzare su di esse. Lo sviluppo dell’influenza A non sta modificando minimamente il trend delle malattie infettive, ma si presenta come un esperimento affaristico di proporzioni mostruose.

A questo punto però non vorrei caricare di troppe domande il governo italiano. Lo scenario è grandioso, e a Berlusconi non voglio chiedere conto dei guadagni di Rumsfeld. Sarebbe troppo.

Anzi, non voglio essere nemmeno io a fargli delle domande sullo strano contratto con i produttori di vaccini stipulato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il ministero guidato da Maurizio Sacconi.

Lascio le domande nientemeno che a Vittorio Feltri, che il 30 gennaio 2009, quando era ancora direttore di «Libero», titolava così un suo editoriale: «Caro Berlusconi, chiedi cosa fa la moglie di Sacconi». E cosa fa la moglie di Sacconi? Lo facciamo dire da Feltri, che qui ragiona su una cosa verissima: «Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato (…) con una donna talmente in gamba da essere assurta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende: siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici bensì di un colosso quale Farmindustria che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci. Il premier ne è al corrente? Se lo è, provveda per favore a scorporare la Sanità dal resto (Lavoro e Previdenza) onde non offrire il fianco agli attacchi dell’opposizione.»

Ecco, l’opposizione. Bersani, dove sei? Ti fai scavalcare anche da Feltri? È troppo, chiedere che si faccia luce sull’acquisto di una bazzeccola come 24 milioni di dosi per vaccinare il 40% della popolazione, che farà da cavia per un vaccino non sufficientemente sperimentato?

È troppo poi, diffidare dei fabbricanti dei vaccini che saranno ora iniettati a milioni di persone, visto che a loro carico si registrano processi per corruzione o per gli effetti collaterali dei vaccini?

Un piccolo aggiornamento istruttivo:

Le pagine dei quotidiani del 3 novembre 2009 sono coperte di titoli allarmistici e richiamano «la morte sospetta di un bimbo». Già alle ore 10,15 di questa stessa giornata un lancio di agenzia rivela che «il bambino deceduto ieri all’ospedale romano San Pietro è risultato negativo ai test per il virus H1N1. Le analisi effettuate dal laboratorio di virologia del policlinico Gemelli – secondo quanto appreso dall’Agenzia Italia – hanno dato esito negativo». Nel frattempo milioni di persone hanno ricevuto l’imprinting della paura e i poveri pediatri sono presi d’assalto.

Pino Cabras
Fonte: http://www.megachipdue.info/
3.11.2009

IL VACCINO DALLE UOVA D’ORO

Fonte IL VACCINO DALLE UOVA D’ORO.

di Rita Pennarola

Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche’.

Se, come dimostrano i numeri, i colossi del farmaco, dall’alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all’anno di fatturato, superano di gran lunga l’invincibile industria delle armi, non risulta poi cosi’ difficile capire perche’ periodicamente, con cadenza ormai “regolare”, scoppia l’allarme mediatico sulle pandemie che, come altrettanti Armageddon, stanno arrivando a flagellare il pianeta, mietendo milioni di vittime e rendendo percio’ piu’ che mai invocato l’arrivo di specifici vaccini. Virus creati in laboratorio proprio per far nascere la necessita’ di contrastarli, mantenendo su livelli altissimi le corazzate quotate in Borsa? E, in ogni caso, quali conseguenze potranno avere sulla salute umana prodotti a base di virus, realizzati molto spesso sull’onda dell’emergenza, ma destinati alla profilassi di massa su scala mondiale (quest’anno da novembre in poi)?
Quasi “naturale”, allora, che dopo gli allarmi globalizzati sul virus dell’antrace (2001) e sull’influenza aviaria (che nel 2005 vide l’allora ministro della Salute Francesco Storace lanciato all’acquisto di dosi da milioni di euro, poi di fatto mai utilizzate perche’ nel frattempo il virus era “mutato”), oggi dovesse arrivare una ennesima “maledizione biblica”. Terrorizzante, per la maggior parte dell’umanita’, ma, per qualcun altro, provvidenziale.
Sulla influenza A o “suina” – quel virus H1N1 che sta tenendo col fiato sospeso buona parte dell’umanita’, fra propaganda dei governi, complicita’ dei grandi media nelle mani degli stessi colossi farmaceutici, ma anche fra leggende metropolitane e falsi scoop – cominciano oggi a farsi strada le prime, rigorose ricostruzioni che, dati scientifici alla mano, lasciano filtrare le terribili verita’ alla base dell’allarme planetario.
Percio’, nelle stesse ore in cui la Agenzia europea per il controllo sui farmaci da’ via libera ai primi due vaccini anti-pandemia, che saranno prodotti da Novartis e GlaxoSmithKline, arrivano impietosi dossier come quello di Luciano Gianazza, autore di numerosi libri che smascherano il dietro le quinte affaristico della medicina contemporanea. Il quale oggi parla di questi vaccini come delle nuove armi biologiche di distruzione di massa.

ACCHIAPPA LA SUINA
Dopo le prime avvisaglie della scorsa primavera, il clamore mediatico sulla suina esplode a giugno, quando la Organizzazione mondiale della sanita’ annuncia che la pandemia sara’ di livello 6, vale a dire molto elevato, scatenando la corsa dei governi all’acquisto del vaccino. L’attivita’, nei laboratori, diventa da allora frenetica. Quali rischi comportano la fretta e la conseguente, possibile approssimazione? «Alle multinazionali del cartello Big Pharma (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) – punta l’indice Gianazza – e’ stato assicurato che non vi sara’ contro di loro alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possono causare».
Ancor piu’ esplicito il movente economico: «la Novartis – fa sapere Gianazza – ha raccolto ordinativi gia’ da trenta diversi Paesi. Solo dagli Usa ricevera’ 346 milioni di dollari per l’antigene e 348,8 milioni per un adiuvante. La Baxter ha ordini da cinque Paesi per 80 milioni di dosi, ma non ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration, quindi vendera’ al di fuori degli Stati Uniti. GlaxoSmithKline ha ricevuto 250 milioni per la fornitura agli Usa di numerosi “prodotti pandemici”. Il totale degli ordini nei soli Stati Uniti ammonta a 7 miliardi di dollari».
Numerose le sostanze tossiche, a partire dai cosiddetti adiuvanti, senza i quali i vaccini non potrebbero essere conservati ne’ mantenuti in forma stabile. Fra questi Gianazza enumera ad esempio «il thimerosal, conservante 50 volte piu’ tossico del mercurio, che puo’ provocare a lungo termine disfunzioni del sistema immunitario, sensoriali, motorie, neurologiche, comportamentali».
GlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un composto contenente alluminio, il cui uso, in certe dosi, e’ causa accertata di disfunzione cognitiva.
C’e’ poi la formaldeide: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo. «Nel 2007 – continua Gianazza – la California ha utilizzato piu’ di 30.000 tonnellate di questa sostanza cancerogena come microbicida sulle piu’ importanti coltivazioni sparse nel suo territorio».
Altro ingrediente comune ai nuovi vaccini e’ lo squalene, noto come sostanza che puo’ provocare l’artrite reumatoide. E i ricercatori oggi associano l’uso dello squalene alla cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo” che ha colpito migliaia di soldati americani con danni irreparabili al sistema immunitario, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l’artrite reumatoide.
Passiamo al secondo produttore, la Baxter International con casa madre a Chicago e una sede anche in Italia. Non si conoscono ancora fino in fondo le sostanze presenti nel nuovo vaccino, ma puo’ essere utile dare un’occhiata a quelle che si trovavano nel prodotto contro il virus H5N1 dell’influenza aviaria.
«Le cellule in coltura – si legge nel dossier di Gianazza – sono prese dalla “scimmia verde africana”. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati in passato responsabili della trasmissione di virus, tra cui l’HIV e la poliomielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto sul processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantita’ di virus infettivi, che vengono poi inattivati con formaldeide e luce ultravioletta».
Passiamo al terzo colosso, l’elvetica Novartis International AG con sede a Basilea e una propaggine in Italia, a Torre Annunziata, ai margini del fiume Sarno, il corso d’acqua tristemente famoso per essere uno fra i piu’ inquinati d’Europa. Ed e’ proprio dalla Novartis che l’Italia avrebbe acquistato le sue dosi di vaccino anti-suina. Al pari della Baxter, la corazzata elvetica sta utilizzando una linea cellulare di cui e’ proprietaria (analoga a quella della scimmia verde) per far crescere i ceppi del virus, invece delle uova di gallina, come si era sempre fatto finora. Cio’ permette all’azienda di ridurre drasticamente il tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino, che ha preso la denominazione ufficiale di “Focetria”.
Anche qui non mancano additivi come la formaldeide e il bromuro dicetiltrimetilammonio, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili.

PARTICELLE KILLER
Altro allarme e’ quello lanciato dall’economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A meta’ settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l’influenza H1N1. «Ora e’ saltato fuori – si legge – che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che e’ risultata attaccare cellule sane e che puo’ essere mortale».
Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fe’de’rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono cosi’ sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo’ essere quindi estremamente forte».
«C’e’ un solo – obietta Engdahl – piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute». Le particelle di nanodimensioni – viene spiegato – si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu’ essere rimosse.
«Dopo lo scandalo dell’amianto – incalza Engdahl – e’ stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu’ piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull’uomo».
L’European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di agosto ha pubblicato un articolo intitolato “L’esposizione alle nanoparticelle e’ correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma”. Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di eta’ fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficolta’ respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.
«Il fatto chel’Organizzazione mondiale per la sanita’, l’European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle – e’ la drastica conclusione di William Engdahl – la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee».

Il complotto di Big Pharma: tanti morti e tanti soldi

Fonte: Il complotto di Big Pharma: tanti morti e tanti soldi.

Rauni Kilde è l’ex ufficiale nazionale sanitario per la Finlandia. L’intervista è di due mesi fa:

Traduzione:

(…)

– Lei pensa che questi virus siano stati specificatamente selezionati da testare su di noi per operare mutazioni della specie o per ucciderci?

Beh come minimo ci rendono molto malati, poiché lo scopo che ho letto dell’élite, se posso usare questa parola, è quello di ridurre la popolazione del pianeta terra di almeno i due terzi, forse persino di 5 miliardi… – Stiamo però affrontando questa nuova patologia, la suina..

Ma la suina è una enorme cavolata!
Non è la suina a essere pericolosa, è l’iniezione del vaccino! Perché non è solo composto dal virus della suina ma è mescolato con virus umano e con virus aviario e dietro vi è l’intento di ridurre la popolazione, perché è molto tossico, e di fare guadagnare miliardi di miliardi di miliardi a coloro che li producono, Rumsfeld è uno dei proprietari di quelle aziende farmaceutiche.
Volendo ridurre la popolazione, iniziano dai bambini e dalle donne incinte, i primi da eliminare per la prossima generazione.

– Ha tentato di avvertire i governi?
Non i governi ma ho scritto l’informazione alla Finlandia, non penso che funzionerà…

– Hanno già provato alla fine degli anni 70…

Sì, nel 1976, negli USA con l’influenza suina, ma i vaccini furono fermati  dopo tre settimane perché ci furono così tanti morti e si ammalavano della sindrome * che distrugge il sistema neurologico delle persone;  questa volta hanno portato degli accorgimenti per ricominciare; però prima hanno fatto in modo che le persone non possano più essere risarcite, in caso di conseguenze nefaste sulla salute, perché prima negli USA si dovevano pagare importi enormi in caso di danneggiamento alla salute ma adesso è stata approvata una legge secondo cui queste aziende non sono responsabili e non devono pagare alcun risarcimento né in caso di morte né in caso di danno sanitario cronico. L’hanno pensata proprio bene.

– Quindi possono avvelenarci o ucciderci e farla franca?
Esattamente.

– Ma come mai succede? Come mai così tanti governi lo permettono?

Beh non lo stanno ancora permettendo perché non hanno ancora fatto niente. Stanno portando avanti un programma di terrore nei mass media, tutti i mass media: è una propaganda del terrore e le persone si spaventano perché non lo sanno.
L’OMS ha ordinato che tutti devono essere vaccinati obbligatoriamente. Precedentemente, l’OMS non aveva la facoltà di costringere alcun governo, poteva formulare solo raccomandazioni ma nel 1986/87 si disse che in caso di pandemia, allora l’OMS poteva impartire ordini.
All’inizio di giugno, l’OMS ha dichiarato la pandemia di livello 6, che è il massimo, ma viaggiando in qualsiasi paese del mondo si poteva constatare che non c’erano i milioni di malati di suina. E’ stato fatto solo per forzare le persone e per preparare i governi all’obbligo del vaccino.
Ma non funzionerà perché le persone…

– Lei pensa che le cifre fornite dall’OMS siano false?

Certamente sono false. Si deve sempre tener presente perché lo fanno, e il cui prodest. Cui prodest?
Secondo me, sono stati costretti, ma da chi? Da Big Pharma che gestisce la popolazione del mondo e il denaro del mondo, milioni e milioni.

– Qual è la strategia? Perché lo fanno? Qual è lo scopo?
E’ quello di uccidere quante più persone possibile e di fare quanti più soldi possibile (per loro). Ma penso che abbiano mal calcolato questa volta. Perché già alla riunione del Bilderberg il 14 e il 15 maggio scorso in Grecia, si è verificata quasi una spaccatura, quando ne hanno discusso. E posso immaginare benissimo che i partecipanti usuali al Bilderberg non siano sempre d’accordo con i piani di Kissinger di eliminare gran parte della popolazione mondiale. E ieri il governo finlandese ha preso la decisione di cambiare le leggi nel senso di non dichiarare più questa malattia come pericolosa e contagiosa, il che significa che le persone dovranno comprarsi il vaccino. Ed è anche una questione giuridica perché secondo me se una malattia non è pericolosa e contagiosa, non possono obbligarti a vaccinarti. Sono stati furbi. Ho scritto anche all’Istituto sanitario della Norvegia il cui direttore mi ha risposto che non hanno l’intenzione di rendere il vaccino obbligatorio ma solo facoltativo; spero che nessuno lo farà, soprattutto non le donne incinte e i bambini, spero nessuno.

Traduzione N. Forcheri

Dico no ai vaccini e spiego perché

Dico no ai vaccini e spiego perché.

Lettera di Romina Power ai ministri: “Dico no ai vaccini e vi spiego perché“.

Alla cortese attenzione del Ministro della Salute, On. Maurizio Sacconi e del Vice Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.

Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro. Vi scrivo in merito alla supposta “pandemia” A/H1N1, meglio nota come “febbre suina”. Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l’Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all’inizio del 2010. Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all’opportunità della campagna di vaccinazione.
1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell’influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta. E mentre l’influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato “soltanto” poco più di 700 decessi in tutto il mondo.
2. E’ perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.
3. Gravissime accuse contro l’OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.
4. L’ingiunzione dell’affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell’epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa. Sulla base dell’ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un’ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani. Per quanto le gravissime accuse mosse contro l’OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di “buttarsi a pesce” nell’avventura di una vaccinazione di massa.
5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che “nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione”.
6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell’OMS.
7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l’acquisto dei vaccini ammonterebbe a “poche centinaia di milioni di euro”. Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in “periodi di magra” come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese! Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l’A/H1N1 indicata dall’OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell’OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell’eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa. Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate. Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto. Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo. Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina – preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio “terrorismo mediatico”)- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di “militarizzazione” della sanità e di recare danno alla salute della popolazione. Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

Romina Power

ComeDonChisciotte – LETTERA AI GENITORI SULLA “NUOVA INFLUENZA”

ComeDonChisciotte – LETTERA AI GENITORI SULLA “NUOVA INFLUENZA”.

DI EUGENIO SERRAVALLE
Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale

Cari genitori,

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è NO! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un ‘no’ controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:

avranno le loro ragioni.

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno “normale” i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

Perchè  allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto’ di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Ne’ va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

…E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976.

Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati.

Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

Pisa 6 settembre 2009

Per la stesura della lettera ho utilizzato quanto scritto dal Dr J. Gérvas:

http://www.equipocesca.org/Gripe

https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/Gripe

http://www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad-9.doc

https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad-9.doc.


e la Lettera aperta sulla nuova influenza dell’Associazione Culturale Pediatri.

ComeDonChisciotte – MAFIE FARMACEUTICHE

ComeDonChisciotte – MAFIE FARMACEUTICHE.

DI IGNACIO RAMONET
Le Monde Diplomatique

Pochissimi mezzi di comunicazione lo hanno reso noto. L’opinione pubblica non è stata allertata. E tuttavia, le preoccupanti conclusioni della Relazione finale (1), pubblicata dalla Commissione Europea il passato 8 luglio sugli abusi in materia di concorrenza nel settore farmaceutico, meritano di essere conosciute dai cittadini e diffuse ampliamente.

Cosa dice questo rapporto? In sintesi: che, nel commercio dei farmaci, la concorrenza non sta funzionando, e i grandi gruppi farmaceutici ricorrono ad ogni sorta di giochi sporchi per impedire l’arrivo sul mercato di medicinali più efficaci e soprattutto per screditare i farmaci generici molto più economici. Conseguenza: il ritardo della possibilità da parte del consumatore di accedere ai generici si traduce in consistenti perdite finanziarie non solo per i pazienti stessi ma anche per l’ assistenza sanitaria a carico dello Stato (ovvero dei contribuenti). Questo, inoltre, offre argomentazioni ai difensori della privatizzazione del Sistema Sanitario Pubblico, accusati di essere causa di deficit nei confronti degli Stati.

I generici sono farmaci identici in quanto a principi attivi, dosaggio, efficacia, ai medicinali originali prodotti esclusivamente dai grandi monopoli farmaceutici. Il periodo di esclusiva, che inizia dal momento in cui il farmaco viene messo in vendita scade dopo dieci anni; ma il brevetto del farmaco originale dura vent’anni. Allora è quando altri fabbricanti hanno il diritto di produrre i generici che costano un 40% in meno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la maggior parte dei governi raccomandano l’uso dei generici perché a causa del minor costo, favoriscono l’accesso paritario alla salute alla popolazione esposta a malattie evitabili (2).

L’obiettivo delle grandi marche farmaceutiche consiste, di conseguenza, nel ritardare in tutti i modi possibili la data di scadenza del periodo di protezione della licenza; e si adoperano per brevettare aggiunte superflue del prodotto (un polimorfo, una forma cristallina ecc) ed estendere così, artificialmente, la durata del proprio controllo sul farmaco. Il mercato mondiale dei farmaci vale 700 milioni di euro (3); e una dozzina di imprese giganti – chiamate “Big Pharma” – Bayer, Glaxosmithkline (GSK), Merck, Novartis, Pfizer, Roche, Sanofi, Aventis – controllano la metà di questo mercato. I suoi utili sono superiori a quelli ottenuti dal complesso militare e industriale. Per ciascun euro investito nella produzione di un farmaco di marca, i monopoli ne guadagnano mille sul mercato (4). E 3 di queste marche, GSK, Novartis e Sanofi si apprestano a guadagnare mille milioni di euro nei prossimi mesi grazie alla vendita di massa del vaccino contro il virus A (H1N1) della nuova influenza (5).

Queste gigantesche masse di denaro danno alla “Big Pharma” una potenza finanziaria assolutamente colossale. Che usano in particolare per rovinare, attraverso multipli giochi milionari davanti ai tribunali, i modesti fabbricanti di generici. Le loro innumerevoli lobby osteggiano anche permanentemente l’ Ufficio Europeo Brevetti (OEP) la cui sede si trova a Monaco, per ritardare la concessione di autorizzazione dell’entrata sul mercato dei generici. Lanciano allo stesso tempo campagne ingannevoli su questi farmaci equivalenti e spaventano i pazienti. Il risultato è che, secondo la recente Relazione pubblicata dalla Commissione Europea, i cittadini hanno dovuto aspettare, in media, 7 mesi più del dovuto per accedere ai generici, che si è tradotto negli ultimi 5 anni in un sovrapprezzo inutile di circa 3 milioni di euro per i consumatori ed un 20% di aumento per il Sistema Sanitario Pubblico.

L’offensiva dell’industria del monopolio farmaceutico non ha limiti. Sono anche implicati nel recente colpo di Stato contro il Presidente Manuel Zelaya in Honduras, paese che importa tutte le sue medicine, prodotte principalmente dalla “Big Pharma”. Da quando l’Honduras è entrato a far parte dell’ALBA (Alleanza Bolivariana dei Popoli d’America) nell’agosto 2008, Manuel Zelaya negoziava un accordo commerciale con l’Avana per importare generici cubani, con il proposito di ridurre i costi del funzionamento degli Ospedali pubblici dell’Honduras. In più durante il Vertice del 24 giugno passato i Presidenti dell’ALBA si impegnarono a “rivedere la dottrina sulla proprietà industriale” ovvero, l’intoccabilità delle licenze in materia di farmaci. Questi 2 progetti, che minacciavano direttamente i loro interessi, spinsero i gruppi farmaceutici internazionali ad appoggiare con forza il movimento golpista che avrebbe rovesciato Zelaya lo scorso 28 giugno (6).

Allo stesso tempo, Barack Obama, desideroso di riformare il Sistema Sanitario degli Stati Uniti che lascia senza copertura medica 47 milioni di cittadini, sta affrontando le ire del complesso farmaceutico – industriale. Qui, le somme in gioco sono gigantesche (i costi della sanità rappresentano l’equivalente del 18% del PIL) e sono controllate da una potente lobby di interessi privati che riunisce, in aggiunta a “Big Pharma”, le grandi compagnie di assicurazioni e tutto il settore delle cliniche e degli ospedali privati. Nessuno di questi attori vuole perdere i propri opulenti privilegi. Per questo, appoggiandosi ai grandi mezzi di comunicazione più conservatori e al Partito Repubblicano, stanno spendendo decine di milioni di dollari in campagne di disinformazione e di calunnia contro la necessaria riforma del sistema sanitario.

Questa è una battaglia cruciale. E sarebbe drammatico se le mafie farmaceutiche la vincessero. Perché raddoppierebbero allora gli sforzi per attaccare, in Europa e nel resto del mondo, la dimostrazione dell’efficienza dei farmaci generici e la speranza di sistemi sanitari meno costosi e più solidali.

NOTE

(1)http://ec.europa.eu/comm/competition/sectors/pharmaceuticals/inquiry/index.html

(2)(“) Il 90% delle spese della grande industria farmaceutica per lo sviluppo di nuovi farmaci è destinato a malattie di cui soffre solamente il 10% della popolazione mondiale.

(3)Intercontinental Marketing Services (IMS) Health, 19 marzo 2009.

(4)Carlos Machado, “La mafia farmaceutica”. Peor el remedio que la enfermedad” (“La mafia farmaceutica. Peggio il rimedio della malattia”), 5 marzo 2007 (www.ecoportal.net/content/view/full/67184).

(5) Leggere. Ignacio Ramonet, “Los culpables de la gripe porcina” (“I colpevoli dell’influenza suina”), Le Monde diplomatique in spagnolo, giugno 2009.

(6) Osservatorio Sociale Centroamericano, 29 giugno 2009.

Titolo originale: “Mafias farmacéuticas”

Fonte: http://www.rebelion.org
Link
02.09.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MATHILDA

ComeDonChisciotte – VACCINAZIONE DI MASSA: GLI INGREDIENTI DEL DISASTRO

ComeDonChisciotte – VACCINAZIONE DI MASSA: GLI INGREDIENTI DEL DISASTRO.

I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL’INFLUENZA SUINA

A CURA DELLA DR.SSA MAE-WAN HO E DEL PROF JOE CUMMINS
Institute of Science in Society

Il seguente rapporto è stato sottoposto a Sir Liam Donaldson, Direttore Medico del Regno Unito, e all’Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali (Food and Drug Administration, FDA) degli USA.

Nell’aprile 2009 ci fu lo scoppio dell’influenza suina in Messico e negli USA, propagatosi velocemente in tutto il mondo trasmettendosi tra uomini. A giudicare dai primi dati pubblicati a maggio, il nuovo tipo A H1N1 dell’influenza è diverso da qualsiasi altro tipo registrato fino a quel momento [1,2].

Si tratta di un’eteroclita combinazione di sequenze di ceppi virali dell’influenza aviaria, umana e suina del Nordamerica e dell’Eurasia. Un eminente virologo di Canberra ha dichiarato ai media che il virus potrebbe essere stato creato in laboratorio e liberato accidentalmente [3]. Alcuni analisti suggeriscono addirittura, senza prove a sostegno, che sia stato creato intenzionalmente come arma biologica [4], mentre altri incolpano l’industria dell’allevamento intensiva e il grande traffico di animali su grandi distanze, che fornisce molte possibilità per la generazione di ricombinanti esotici [5].

Ciò che preoccupa maggiormente i cittadini, sono però i programmi di vaccinazione di massa che i governi stanno preparando per combattere la pandemia, che potrebbero essere peggio della pandemia stessa.

Un’organizzazione si oppone alla vaccinazione lampo degli alunni

Il governo statunitense conta di vaccinare tutti i bambini a settembre, quando incomincerà il nuovo anno scolastico, e il gruppo National Vaccine Information Center (NVIC) ha richiesto al governo Obama e a tutti i governatori degli Stati che mostrino che questa decisione è “necessaria e sicura” [6] e ha preteso “solidi meccanismi di raccolta dati, registrazione, supervisione e notifica della sicurezza del vaccino, così come l’indennizzo economico per le possibili lesioni che potrebbe causare”.

Poco dopo lo scoppio dell’influenza suina ad aprile, i Dipartimenti della Salute e della Sicurezza Interna degli USA, hanno dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per la salute pubblica. Sono state chiuse alcune scuole, sono state messe in quarantena alcune persone e le compagnie farmaceutiche hanno ricevuto contratti dal valore di 7 miliardi di dollari per la fabbricazione di vaccini ora oggetto di un controllo urgente da parte della FDA [7]: questo vuol dire che saranno testati in solo qualche settimana su centinaia di bambini e adulti volontari, prima di essere somministrati a tutti gli alunni in autunno.

Inoltre, secondo la legge federale approvata dal Congresso dal 2001, una Autorizzazione di Uso d’Emergenza fa sì che le compagnie farmaceutiche, i responsabili sanitari e chiunque somministri a qualche statunitense vaccini sperimentali durante uno stato d’emergenza di salute pubblica, siano protetti contro qualsiasi possibile denuncia nel caso di persone lese. La Segretaria del Dipartimento della Salute e Servizi Umani degli USA, Kathleen Sebelius, ha concesso ai fabbricanti di vaccini la totale impunità davanti alla legge contro qualsiasi processo penale che possa derivare dalla somministrazione di nuovi vaccini dell’influenza suina, e alcuni Stati hanno persino dichiarato legalmente obbligatoria la vaccinazione.

La NVIC vuole sapere se gli Stati sono preparati a rispondere alle norme di sicurezza sulle vaccinazioni del National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che includono: 1) Dare ai genitori informazioni scritte sui benefici e i rischi del vaccino prima che i bambini siano vaccinati; 2) Avere un registro delle vaccinazioni fatte ai bambini, incluso il nome del fabbricante e il numero di lotto; 3) Registrare le vaccinazioni somministrate nella storia clinica del bambino e 4) Annotare nella storia clinica del bambino i gravi problemi di salute che sorgono dopo la vaccinazione e darne comunicazione immediata al Sistema Federale di Informazione sulle conseguenze dannose del vaccino.

La NVIC vuole anche sapere se gli Stati sono pronti a indennizzare i bambini lesi dalle vaccinazioni dell’influenza suina, se i genitori riceveranno “informazioni complete e veritiere sui rischi del vaccino dell’influenza suina” e se hanno il diritto di “rifiutare” la vaccinazione.

Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente dell’NVIC, ha dichiarato [6]: “I genitori e i legislatori dovrebbero chiedersi subito: perché sono i bambini a ricevere per primi le vaccinazioni sperimentali dell’influenza suina? Le scuole hanno gli strumenti per ottenere il consenso informato con la firma dei genitori prima della vaccinazione, per avere registri esatti di ogni vaccinazione e per selezionare biologicamente i bambini che corrono un rischio elevato di avere reazioni al vaccino? Coloro che somministrano queste vaccinazioni, sapranno come controllare in seguito i bambini e registrare, comunicare e trattare i gravi problemi di salute che si presenteranno? E gli Stati, avranno i mezzi economici per indennizzare i bambini danneggiati?

L’OMS e la febbre della vaccinazione di massa

L’ordine di vaccinazione di massa viene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità [8]. All’inizio di luglio, un gruppo di esperti in vaccinazioni è giunto alla conclusione che la pandemia è incontenibile, e Marie-Paul Kieny, direttrice dell’OMS per la ricerca sui vaccini, ha detto che tutte le nazioni dovevano avervi accesso e che già a settembre dovrebbe esserci un vaccino disponibile.

I critici sottolineano che gli “esperti in vaccini” sono controllati dai fabbricanti di vaccini, i quali faranno benefici con i contratti assai lucrativi di vaccini e farmaci antivirali firmati dai governi. Però, l’argomento decisivo contro le vaccinazioni di massa è semplicemente il fatto che i vaccini iniettabili dell’influenza non funzionano e sono pericolosi [9].

I vaccini iniettabili dell’influenza sono inefficaci e aumentano i rischi di asma

Ci sono ragioni ampiamente conosciute per cui le vaccinazioni per l’influenza non daranno nessun risultato, come già era stato detto sulle tanto annunciate vaccinazioni contro la “pandemia di influenza aviaria” che ancora deve arrivare [10] (How to Stop Bird Flu Instead, SiS 35). Il virus dell’influenza cambia velocemente – anche senza l’aiuto dell’ingegneria genetica in laboratorio e soprattutto con l’aiuto dell’industria dell’allevamento intensiva -, mentre i vaccini mirano a ceppi specifici. Inoltre, il vaccino contro l’influenza non è permanente e deve essere fatto ogni anno; i vaccini sono difficili da produrre in forma massiccia e alcune varietà non si sviluppano in nessun modo nei laboratori.

Numerosi studi hanno mostrato che i vaccini iniettabili dell’influenza offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni e le malattie e non c’è ragione di credere che i vaccini contro l’influenza suina saranno diversi. Una rianalisi di 51 diversi studi su più di 294.000 bambini ha stabilito che, a partire dai due anni di età, i vaccini a base di virus attenuato dell’influenza somministrati con atomizzatori nasali impedirono l’82% dei casi di malattia, mentre i vaccini iniettabili fabbricati a partire da virus inattivi ne impedirono solo il 59%. La prevenzione della “sindrome pseudoinfluenzale”, causata da altri tipi di virus, fu rispettivamente solo del 33% e del 36%. Nei bambini di età inferiore ai due anni, l’efficacia del vaccino fu simile a quella del placebo. Non fu possibile analizzare la sicurezza dei vaccini degli studi per l’assenza di informazioni e la mancanza di standardizzazione delle poche informazioni disponibili [11]. Un rapporto pubblicato nel 2008 stabilì che i vaccini antinfluenzali nei bambini piccoli non diminuirono la quantità di visite mediche e ospedaliere dovute all’influenza [12].

Allo stesso tempo, uno studio su 800 bambini asmatici stabilì che coloro che ricevettero un vaccino influenzale corsero un rischio significativamente maggiore di visite mediche e al pronto soccorso legate all’asma [13]; i quozienti di probabilità erano rispettivamente di 3,4 e di 1,9. Questo è stato confermato da un rapporto pubblicato nel 2009, secondo il quale i bambini asmatici a cui venne somministrato il FluMist corsero un rischio tre volte maggiore di ricovero.

I vaccini influenzali sono inutili anche per gli adulti e gli anziani, dato che offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni o le malattie come la pneumonia (Vedi nota [9]).

Coadiuvanti tossici in alcuni vaccini influenzali

I vaccini possono essere pericolosi in quanto tali, in particolare quelli creati con virus vivi, attenuati o i nuovi vaccini ricombinanti di acido nucleico [10]; hanno il potenziale per creare virus tramite ricombinazione e gli acidi nucleici ricombinanti potrebbero causare malattie autoimmuni.

Un’altra fonte importante di tossicità nei vaccini influenzali sono i coadiuvanti, sostanze aggiunte per migliorare l’immunogenità dei vaccini. C’è una notevole letteratura medica sulla tossicità dei coadiuvanti. La maggior parte dei vaccini influenzali contengono concentrazioni pericolose di mercurio sotto forma di thimerosal un conservante letale 50 volte più tossico dello stesso mercurio [9]. In dosi sufficientemente elevate, può causare disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche, motorie e comportamentali a lungo termine. All’avvelenamento da mercurio si associano anche l’autismo, il deficit di attenzione, la sclerosi multipla, le deficienze del linguaggio e dell’articolazione della parola. L’Istituto di Medicina ha avvertito che a lattanti, bambini e donne incinte non dovrebbero essere fatte iniezioni contenenti thimerosal, ma la maggior parte dei vaccini influenzali ne contengono 25 microgrammi.

Un altro coadiuvante comune è il potassio-allume o idrossido di alluminio, che può causare allergie al vaccino, anafilassi, fibromialgia macrofagica, una sindrome da infiammazione cronica. Nei gatti, l’alluminio provoca anche fibrosarcoma nella zona dell’iniezione [15]. I numerosi coadiuvanti apparsi in tempi recenti non sono certo migliori: potrebbero addirittura essere peggio. Secondo uno studio apparso in una rivista dedicata alla scienza e al business farmaceutico [15], la maggior parte dei nuovi coadiuvanti, incluso l’MF59, l’ISCOMS, il QS21, l’AS09 e l’AS04, hanno “una reattogenia e una tossicità sistemica locale sostanzialmente superiori a quelle del potassio-allume”.

Situazione attuale dei vaccini per l’influenza suina

Cinque diverse compagnie hanno ricevuto contratti per produrre il vaccino su scala mondiale: Baxter International, GlaxoSmithKline, Novartis e Sanofi-Aventis e AstroZeneca [16]. Dati i problemi per la produzione in grandi quantità, queste aziende hanno la ferma intenzione di far sì che dosi inferiori di vaccini agiscano più velocemente con una maggiore gamma di coadiuvanti [17]. E questo con l’approvazione dell’OMS (si veda più avanti). I vaccini per l’influenza si producono solitamente con virus non virulenti dell’influenza (attenuati o indeboliti). Per essere efficaci, i geni del virus non virulento usato, devono corrispondere a quelli del ceppo virale che si diffonde nella popolazione. L’attivazione del sistema immunitario per esposizione alla forma non patogena del ceppo patogeno dà origine alla produzione di anticorpi che danno una protezione contro il ceppo patogeno. La produzione del virus non virulento implica in primo luogo l’identificazione e in seguito, la riproduzione dei sottotipi di due delle proteine di superficie del virus, l’emagglutinina (H) e la neuramidasi (N), che determinano la virulenza del ceppo e la capacità di diffusione e che sono anche le proteine obiettivo dei vaccini.

Virus influenzali

Esistono tre tipi di virus influenzali: A, B e C. Il virus dell’influenza di tipo A è la principale causa di malattie negli uccelli e nei mammiferi. Il suo genoma consiste in 8 segmenti RNA codificanti per 11 proteine e i virus si classificano secondo il sottotipo in base alle due glicoproteine di superficie principali (proteine con complesse catene laterali di carboidrati): l’emagglutinina (H) e la neuramidasi (N) [18]. Il genoma segmentato permette al virus di “ricombinare” nuovamente i segmenti, così come di ricombinarli nei segmenti, aumentando così considerevolmente il tasso di evoluzione e di generazione di nuovi ceppi. La ricombinazione è ampiamente realizzata anche in laboratorio nel processo di creazione di ceppi vaccinali. Fino ad ora, i sottotipi 16H e 9N in numerose combinazioni sono stati individuati tra uccelli selvatici [19].

Innanzitutto si creano i virus che servono da materiale di partenza per la produzione su grande scala di virus vivi non virulenti dell’influenza. I virus che servono da “seme” sono stati approvati dall’OMS e dall’FDA statunitense. Il metodo tipico di produzione del virus che serve da seme è la ricombinazione. Si inietta in uova di pollo un ceppo standard non patogeno di influenza che si sa svilupparsi bene in quell’ambiente, e il ceppo portatore dei geni che esprimono i sottotipi delle proteine H e N del vaccino voluto. I due virus si moltiplicano e e i loro otto segmenti di genoma si raggruppano, con 256 combinazioni possibili. Si selezionano quindi i virus ricombinanti ottenuti, alla ricerca del virus desiderato, con sei segmenti di genoma che permettono al ceppo standard di svilupparsi facilmente nelle uova, più i geni H e N del ceppo in circolo. Il virus che fa da seme viene quindi iniettato in milioni di uova per la produzione del vaccino. Questo metodo convenzionale di produzione di una scorta di “semi” si completa in circa uno o due mesi [20].

È possibile che i sistemi di coltura cellulare sostituiscano eventualmente le uova di pollo. Baxter International ha richiesto il brevetto per un processo che usa la coltura cellulare per produrre quantità di virus infettivi, che vengono raccolti, inattivati con formaldeide e luce ultravioletta, e in seguito con detergente [21]. Baxter ha prodotto vaccini del virus H5N1 completo in una linea cellulare Vero ricavata dal rene di scimmia verde africana, e ha realizzato test clinici di fase 1 e 2 con e senza idrossido di alluminio come coadiuvante [22,23]. Il principale risultato è che il coadiuvante tossico non ha aumentato gli anticorpi neutralizzanti contro il ceppo del vaccino. Baxter è riuscita a creare il vaccino contro l’H1N1 alla fine di luglio o inizio agosto, ma non ha ancora rivelato pubblicamente i dettagli della produzione di questo vaccino [16].

A dicembre, una succursale della Baxter in Austria inviò un vaccino dell’influenza umana contaminato con il mortifero virus aviario vivo H5N1 a 18 paesi, tra cui la Repubblica Ceca, dove test clinici dimostrarono che causò la morte dei furetti a cui questo venne iniettato [24]. I giornali cechi si chiesero se la Baxter volesse deliberatamente cominciare una pandemia.

Anche Novartis, altro gigante dell’industria farmaceutica, ha annunciato il 13 giugno di aver creato un vaccino contro l’influenza suina con una tecnologia basata su cellule e sul coadiuvante registrato MF59®. Il coadiuvante MF59® ha una base oleosa e contiene Tween80, Span85 e squalene [25]. In studi su topi, realizzati con coadiuvanti a base oleosa, gli animali rimasero storpiati e paralizzati. Lo squalene produsse gravi sintomi di artrite nei topi e gli studi su esseri umani che ricevettero tra 10 e 20 ppb (parti per miliardo) di squalene, mostrarono un grave impatto sul sistema immunitario e lo sviluppo di disturbi autoimmuni [26].

Novartis fece notizia nel 2008 con un test clinico del vaccino H5N1 in Polonia. L’esperimento fu condotto da infermiere e medici locali che somministrarono il vaccino a 350 indigenti, dei quali 20 morirono. I medici e le infermiere partecipanti furono portati in tribunale dalla polizia polacca [27,28]. Novartis disse che le morti non erano legate al vaccino H5N1 [29], che era stato “somministrato a altre 3.500 persone senza che nessuna di queste morisse”.

GlaxoSmithKline fabbricherà il proprio vaccino con antigeni del ceppo influenzale recentemente isolato; conterrà anche il proprio coadiuvante AS03 con marchio registrato, approvato dall’Unione Europea nel 2008 insieme al suo vaccino per l’influenza aviaria H5N1. Secondo la Relazione di Valutazione Pubblica Europea [30], il coadiuvante AS03 è composto da squalene (10,86 milligrammi), DL-α-tocoferolo (11,86 miligrammi) e polisorbato 80 (4,85 miligrammi). Anche il vaccino H5N1 contiene 5 microgrammi di thimerosal, così come polisorbato 80, octoxinolo 10 e diversi sali inorganici. La compagnia promuove con forza diversi sistemi di coadiuvanti, come il suo “ventaglio di coadiuvanti”, che riduce la dose dei vaccini [31].

Un recente studio dell’OMS sui principali produttori di vaccini ha concluso che lo scenario migliore è la potenziale produzione di 4.900 milioni di dosi di vaccino H1N1 all’anno, tenendo conto tra i vari fattori che ogni produttore scelga la formulazione di dosi più basse (che includeranno coadiuvanti tossici) e che si abbia la maggior capacità di produzione. La dottoressa Margareth Chan, direttrice generale dell’OMS, e il segretario generale dell’ONU, Ban-Ki-Mon, si sono riuniti il 19 maggio con alti funzionari dei fabbricanti di vaccini e hanno chiesto loro di riservare parte della loro capacità di produzione per i paesi poveri che, altrimenti, avrebbero poco, o nessun accesso al vaccino in caso di pandemia [32].

L’ultima vaccinazione di massa negli Stati Uniti fu un disastro. Nel 1976, vennero scoperti casi di influenza suina tra i soldati di Fort Dix (New Jersey) e uno di questi morì, probabilmente più per esaurimento fisico che per l’infezione [7]. Questo portò al lancio di una vaccinazione di massa di 40 milioni di persone contro una pandemia che non si verificò mai. Ci furono migliaia di richieste di risarcimento dei danni. Almeno 25 persone morirono e 500 svilupparono la sindrome paralitica di Guillain-Barré [33,34].

La maggior parte delle sindromi dell’influenza suina sono lievi

Il 22 luglio 2009, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) contarono un totale di 40.617 casi negli USA, di cui 319 morti, ossia un quoziente di morti/caso dello 0,8%; il tasso reale delle morti, però – tra tutti i casi di infezione, includendo i lievi, che non vengono comunicati – è probabilmente più basso. Gli esperti pensano che viene comunicato solo un caso ogni 20 [36].

Il Regno Unito è il paese europeo più toccato e della pandemia si è parlato ogni giorno nei giornali del mese di luglio. Il 23 luglio è stato diffuso un nuovo numero di assistenza telefonica perché la gente possa avere informazioni e Tamiflu senza andare da un medico. Questa settimana c’è stato un aumento record dei casi fino a 100.000 e un totale di 30 morti fino ad ora [37], ossia un quoziente di morti/caso dello 0,03%, che dà un’idea più esatta del tasso reale di morte.

Sir Liam Donaldson, direttore medico del Regno Unito, ha ordinato al NHS (Sistema sanitario nazionale) di prepararsi a un totale di 65.000 morti, con un picco di 350 al giorno [38]. Fino ad ora non è stato programmato nessun piano di vaccinazione di massa, ma il governo del Regno Unito ha chiesto in anticipo 195 milioni di dosi di vaccino a GlaxoSmithKline (GSK).

Il vaccino che la GSK sta sviluppando sarà testato su un piccolo numero di persone, dato che secondo alcune informazioni [39], la compagnia farmaceutica britannica “valuta il pericolo di una pandemia rispetto ai rischi di un vaccino non sicuro”. Il professor Hugh Pennington, microbiologo in pensione dell’Università di Alberdeen (Scozia), ha definito che è questo, ad essere “pericoloso”: “Limitando i test clinici, Glaxo alza il pericolo che la dose di vaccino non sia calibrata in modo adeguato, e questo potrebbe portare a vaccini che non proteggono dal virus o che, nella peggiore delle ipotesi, non siano sicuri”, ha detto.

Pennington ha aggiunto che la capacità del vaccino di attivare le difese dell’organismo è fondamentale e richiede test per determinare la dose migliore e, se richiesto, un coadiuvante che incrementi l’immunità (come si sa, GSK sta definitivamente promuovendo una nuova gamma di coadiuvanti tossici). Ha fatto riferimento anche all’incidente di Fort Dix del 1976.

La Francia ha richiesto i vaccini a Sanofi, GSK e Novartis, però non vede la ragione di chiedere ai fabbricanti di ridurre o saltare i test clinici [16]. Sanofi-Aventis, il produttore farmaceutico francese che sviluppa il proprio vaccino per l’influenza suina, dovrebbe aver cominciato a testare il prodotto all’inizio di agosto e pensa di aver bisogno di due mesi e mezzo di esperimenti prima di avere un vaccino che sia “sicuro e efficace”; secondo Albert Garcia, che parlava a nome dell’Unità Vaccini della compagnia, “il vaccino sarà pronto a novembre o dicembre”.

Tuttavia, Baxter dovrebbe aver prodotto un vaccino all’inizio di agosto per test clinici.

Anche Glaxo ha annunciato di star sviluppando una maschera facciale coperta di antivirus per evitare le infezioni e di star accelerando la produzione del suo Relenza per i pazienti già affetti da influenza suina.

È evidente che ci sono modi più sicuri e efficaci di combattere la pandemia che le vaccinazioni di massa: lavarsi spesso le mani, starnutire in un fazzoletto di carta che si può presto buttare, evitare riunioni non necessarie e ritardare l’inizio dell’anno scolastico – tutto questo, consigliato dai governi – e, potremmo aggiungere, mangiare sano, fare esercizio e assumere abbastanza vitamina D per aumentare la propria immunità naturale [10].

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39. “Glaxo to limit tests of flu vaccine, citing urgency”, Jason Gale and Trista Kelley, Bloomberg Press, 22 July 2009, http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601102&sid=apkg_4J.PCEw

© Copyright Mae-Wan Ho, Institute of Science in Society, 2009

Mae-Wan Ho è una genetista britannica famosa per la sua opposizione all’ingegneria genetica. Joe Cummins è professore emerito di Genetica del Dipartimento di Biologia dell’Università Western Ontario (Canada). Appartengono entrambi all’Institute of Science in Society.

Titolo originale: “The vaccines are far more deadly than the swine flu”

Fonte: http://www.i-sis.org.uk/
Link
27.07.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI

ComeDonChisciotte – PAURA, INTIMIDAZIONE E DISINFORMAZIONE MEDIATICA

ComeDonChisciotte – PAURA, INTIMIDAZIONE E DISINFORMAZIONE MEDIATICA: IL GOVERNO INGLESE PREVEDE.

Ci sono numerose prove, documentate in numerosi comunicati, che il livello 6 di allarme pandemico dell’OMS si basa su motivazioni inventate e su una manipolazione delle cifre relative alla mortalità e all’incidenza del virus H1N1 dell’influenza suina.

I dati utilizzati inizialmente per giustificare il livello 5 di allarme mondiale dell’OMS nell’aprile 2009 erano estremamente insufficienti.

L’OMS asserì senza alcuna prova che “un’ insorgenza a livello globale della malattia è imminente”. Distorse i dati del Messico relativi alla mortalità per la pandemia di influenza suina. Secondo il Direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, nella sua dichiarazione ufficiale del 29 aprile: “Finora, 176 persone sono morte in Messico.” Di cosa? Da dove prende queste cifre? 159 persone sono morte di influenza, di cui solo sette morti, confermate da analisi di laboratorio, a causa del ceppo dell’influenza suina H1N1, secondo il Ministero della Salute messicano.

L’influenza suina ha gli stessi sintomi dell’influenza stagionale: febbre, tosse e mal di gola. Ciò che sta succedendo è che l’incidenza diffusa della comune influenza viene utilizzata per generare i dati relativi all’influenza suina H1N1.

E all’improvviso, le autorità britanniche predicono mortalità diffusa a causa di una malattia connessa all’influenza. Quale ne è la prova? Dietro i comunicati ufficiali e la campagna di disinformazione mediatica c’è Big Pharma.

Similmente, negli Stati Uniti l’intervento dell’esercito (così come la disposizione della legge marziale) vengono presi in considerazione nel caso di un’emergenza di sanità pubblica.

Non è che stanno progettando questa emergenza in anticipo? Non è che stanno coordinando queste varie emrgenze nazionali (Regno Unito, Francia) attraverso consultazioni tra i governi, che servono a scatenare un’emergenza globale di sanità pubblica, sulla base di prove inventate?

Vaccini mortali

D’altro canto, i vaccini proposti, come è stato ampiamente documentato e negato dai governi occidentali, potrebbero risultare in più morti di quelle causate dall’influenza H1N1, secondo quanto confermato dall’Health Protection Agency inglese [agenzia di protezione sanitaria, Ndt]:

Un avvertimento del fatto che il nuovo vaccino anti-influenza suina sarebbe connesso a una malattia nervosa mortale è stata mandato al governo da neurologi superiori in una lettera confidenziale.

La lettera dall’Agenzia di protezione sanitaria, l’istituto ufficiale che supervisiona la salute pubblica, è trapelata al giornale The Mail on Sunday, portando a richieste di sapere perché l’informazione non è stata data al pubblico prima che la vaccinazione di milioni di persone, bambini inclusi, cominci.

La lettera comunica ai neurologi che devono stare in allerta per un aumento di un disturbo cerebrale chiamato sindrome di Guillain-Barré (GBS), che potrebbe essere scatenato dal vaccino.

La sindrome di Guillain-Barré attacca le guaine dei nervi, causando paralisi e incapacità di respirare, e può essere fatale.

La lettera, inviata a circa 600 neurologi il 29 luglio, è il primo segno che esiste massima preoccupazione per il fatto che il vaccino stesso possa causare serie complicazioni.

Fa riferimento all’uso di un simile vaccino anti-influenza suina negli Stati Uniti nel 1976 quando:

– Più persone morirono per il vaccino che per l’influenza suina.
– Furono rilevati 500 casi di sindrome di Guillain-Barré.
– Il vaccino potrebbe aver aumentato il rischio di contrarre la sindrome di Guillain-Barré di circa otto volte.
– Il vaccino venne ritirato dopo sole sei settimane quando la connessione con la sindorme di Guillain-Barré divenne chiara.
– Il governo statunitense venne costretto a ripagare milioni di dollari alle persone ammalatesi (Mail on Sunday, 16 Agosto 2009).

ComeDonChisciotte – LE DIECI COSE CHE NON DOVRESTE SAPERE RIGUARDO AL VACCINO ANTI-INFLUENZA SUINA

ComeDonChisciotte – LE DIECI COSE CHE NON DOVRESTE SAPERE RIGUARDO AL VACCINO ANTI-INFLUENZA SUINA.

DI MIKE ADAMS
naturalnews.com

“She was deathly afraid of the flu.
So she asked her doc what she should do.
He jabbed her unseen
With a swine flu vaccine
Blurting, “Darling, I haven’t a clue.”

[“Era spaventata a morte dall’influenza./ Così chiese al suo dottore cosa dovesse
fare./ Di nascosto le fece una puntura/ Del vaccino anti-influenza suina/
Spifferandole: «Cara, non ne ho la più pallida idea»”.]

Smettiamola di tergiversare su questa questione: il vaccino anti-influenza suina, in questo momento in fase di preparazione per iniezioni di massa in neonati, bambini, ragazzi e adulti, non è mai stato testato e non verrà testato prima che le iniezioni abbiano inizio. In Europa, dove tipicamente i vaccini anti-influenza vengono testati su centinaia (o migliaia) di persone prima che vengano rilasciati sulle masse, l’Agenzia europea per i medicinali sta permettendo alle compagnie di saltare il processo di sperimentazione.

Eppure, incredibilmente, le persone si stanno mettendo in fila per prendere il vaccino, sebbene non vi sia stato alcun test sicuro. Quando negli Stati Uniti il National Institute of Health [“Istituto nazionale della sanità”, ndt] ha annunciato l’inizio della sperimentazione su un vaccino anti-influenza suina all’inizio di agosto è stato subissato di telefonate ed e-mail di persone che morivano dalla voglia di recitare la parte della cavia umana. Il potere della paura di condurre i creduloni a farsi iniettare vaccini è semplicemente sorprendente…

Di nuovo in Europa, senza alcun dubbio, ognuno finirà col fare da cavia umana, dato che nessun test verrà effettuato sul vaccino. Ancora peggio, i vaccini europei utilizzeranno coadiuvanti—composti chimici utilizzati per moltiplicare la potenza del principio attivo dei vaccini.
In particolare non c’è assolutamente alcun dato sulla sicurezza dell’uso di coadiuvanti in bambini piccoli e madri incinta—i due gruppi che al momento i fornitori del vaccino anti-influenza suina stanno bersagliando più aggressivamente. Questo ci porta all’inquietante conclusione che il vaccino anti-influenza suina possa essere un disastro della medicina moderna. Non è stato provato e non è stato testato. I suoi componenti sono potenzialmente molto pericolosi e vi è il sospetto che i coadiuvanti utilizzatti nei vaccini europei causino disturbi neurologici.

Paralizzati dai vaccini

Probabilmente non c’è bisogno che vi ricordi che nel 1976 un vaccino anti-influenza suina difettoso causò danni irreparabili al sistema nervoso di centinaia di persone, paralizzandone molte. I medici, ovviamente, diedero al problema un nome, in modo da far sembrare che sapessero ciò di cui stavano parlando: sindrome di Guillain-Barré. (È da notare come non lo chiamarono mai “Sindrome da Vaccino Tossico”, poiché ciò sarebbe stato troppo informativo). Ma la questione rimane che i dottori non seppero mai come i vaccini causassero questi gravi problemi e, se la stessa eventualità si ripresentasse oggi, tutti i dottori e i fornitori del vaccino negherebbero senza alcun dubbio qualunque collegamento tra i vaccini e la paralisi. (Questo è ciò che sta accadendo oggi nel dibattito sui vaccini e l’autismo: assoluta negazione). Infatti, ci sono un sacco di cose che non vi verranno mai raccontate dalle autorità sanitarie riguardo al prossimo vaccino anti-influenza suina. Per il vostro divertimento ho buttato giù per iscritto le dieci più ovvie e le ho pubblicate qui sotto.

Le dieci cose che non dovreste sapere riguardo al vaccino anti-influenza suina (quanto meno da qualcuno in posizione di autorità…)

#1 – La produzione del vaccino è stata “affrettata” e il vaccino non è mai stato testato sugli uomini. Ti piace recitare la parte della cavia umana per Big Pharma? Se sì, mettiti in fila questo autunno per il tuo vaccino anti-influenza suina…

#2 – I vaccini anti-influenza suina contengono pericolosi coadiuvanti che causano una reazione infiammatoria nel corpo. Questo è il motivo per cui si sospetta che causino autismo e altri disturbi neurologici.

#3 – Il vaccino anti-influenza suina potrebbe, in realtà, aumentare il vostro rischio di morire di influenza suina alterando (o sopprimendo) la risposta del vostro sistema immunitario. Manca anche qualunque prova che perfino il vaccino anti-influenzale per l’influenza stagionale offra significativa protezione alle persone che si fanno fare la puntura. I vaccini sono lo “snake oil” [uno dei vari liquidi venduti come medicine nei medicine show itineranti ma in realtà inefficaci, ndt] della medicina moderna.

#4 – I dottori non hanno ancora capito come mai i vaccini anti-influenza suina del 1976 paralizzarono così tante persone. E ciò significa che non sanno assolutamente se il prossimo vaccino potrebbe causare gli stessi effetti collaterali devastanti. (Né lo stanno verificando sperimentalmente…)

#5 – Anche se il vaccino ti uccidesse, le case farmaceutiche non ne sarebbero responsabili. Il governo statunitense ha garantito alle case farmaceutiche completa immunità dalla responsabilità da prodotto per quanto riguarda il vaccino. Grazie a questa completa immunità, le case farmaceutiche non hanno alcun incentivo a produrre vaccini sicuri, in quanto vengono pagate soltanto sulla quantità, non sulla sicurezza (responsabilità zero).

#6 – Nessun vaccino anti-influenza suina funziona tanto bene quanto la vitamina D nel proteggervi dall’influenza. Questo è un dato di fatto scientifico scomodo che il governo statunitense, la Food and Drug Administration [“Agenzia per gli alimenti e i medicinali”, ndt] e Big Pharma sperano la gente non realizzi mai.

#7 – Anche se il vaccino anti-influenza suina funzionasse veramente, da un punto di vista matematico, se tutti attorno a te assumeranno il vaccino, tu non ne avrai bisogno !! (Perché non può diffondersi nella popolazione con cui stai a contatto). Quindi, anche se credi nel vaccino, tutto ciò che devi fare è incoraggiare i tuoi amici ad andare a farsi vaccinare…

#8 – Le compagnie farmaceutiche stanno facendo miliardi di dollari dalla produzione di vaccini anti-influenza suina. Quei soldi escono dalle tue tasche—anche se non ti lasci far fare l’iniezione—perché tutto viene pagato dai contribuenti.

#9 – Quando le persone comiceranno a morire in grandi numeri per l’influenza suina, sii certo che molti di loro saranno proprio coloro che si sono vaccinati contro l’influenza suina. I dottori giustificheranno l’accaduto con la logica tipica di Big Pharma: «Il numero dei salvati è assai superiore a quello dei deceduti.» Certamente, il numero dei “salvati” è interamente fittizio…immaginario…ed esiste solo nelle loro menti deviate.

#10 – I centri per il vaccino anti-influenza aviaria che salteranno fuori ovunque nei prossimi mesi non saranno completamente inutili: infatti forniranno un modo semplice per identificare larghi gruppi di persone veramente stupide. (Peccato non ci sia qualche tipo di inchiostro blu con cui marcarli per referenze future…)

La lotteria, si dice, è una tassa sulle persone che non sanno fare i calcoli. Analogamente, i vaccini anti-influenza sono una tassa sulle persone che non capiscono nulla sulla salute.

Mike Adams
Fonte: ww.naturalnews.com
Link: http://www.naturalnews.com/z026717_swine_flu_flu_vaccine_swine_flu_vaccine.html
28.07.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ALBERTO TADDEI

Il ministro Sacconi e il conflitto di interessi sull’influenza “suina” | Diritto di critica

Il ministro Sacconi e il conflitto di interessi sull’influenza “suina” | Diritto di critica.

«Caro Berlusconi, chiedi cosa fa la moglie di Sacconi»;  era il titolo di editoriale uscito il 30 gennaio scorso. Il giornalista faceva notare al premier un enorme conflitto di interessi  presente nel suo attuale esecutivo: «Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato con una donna talmente in gamba (Enrica Giorgetti n.d.r.) da essere stata assunta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende che siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici  ma bensì di un colosso farmaceutico che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci».

Si potrebbe pensare alla solita stampa “di sinistra” o comunque schierata,  che tenta di far emergere uno dei tanti problemi dell’attuale governo, ma purtroppo in questo caso non è cosi. L’editoriale uscì sul quotidianoLibero“, scritto del suo direttore ,  Vittorio Feltri. Il giornalista,  sicuramente una delle  penne meno “bolsceviche” della stampa nostrana, sembrò  prevedere quello che sarebbe successo pochi mesi dopo. Infatti,  il 22 luglio scorso il Ministro Sacconi ha annunciato un piano di vaccinazioni gratuite in merito alla probabile diffusione del virus dell’ A/H1N1 (conosciuto erroneamente come influenza suina) anche nel nostro paese:

«Si sta considerando di vaccinare contro la nuova influenza anche la fascia di popolazione pari a 15,4 milioni di soggetti tra i 2 e i 27 anni, da gennaio 2010. Un ciclo vaccinale è costituito da due dosi di vaccino e, pertanto, verranno acquisite 48 mln di dosi di vaccino pandemico».

L’acquisto di 48 milioni di vaccini sarà una spesa non indifferente per le già malandate casse dello stato e addirittura probabilmente inutile, come ci spiega il farmacologo Silvio Garattini:

«Se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi non è necessaria».

Garattini vede con perplessità questa “corsa al vaccino” e senza mezze parole  spiega che «c’é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche». Il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano invita anche a riportare l’attenzione sulle altre tragedie sanitarie in atto come l’Aids e la malaria, ultimamente sovrastate mediaticamente dalla A/H1N1.

Il farmacologo continua spiegando che questo virus ha una virulenza mite e che  il pericolo  é  per quelle persone  che vengono dalle zone colpite. Aggiunge in oltre che i farmaci antivirali utilizzabili avrebbero un basso impatto sul totale decorre della malattia,  creando  invece   il  problema degli effetti collaterali dati dal farmaco, al punto di definire la sua assunzine  «non un grande affare». Se il piano di vaccinazione invece verrà predisposto, come annunciato , potrebbe diventare realmente un grande affare, ma sicuramente non così reale per cittadini quanto per la moglie di Sacconi.

NUOVA ENERGIA: QUANDO E’ IL POTERE A DECIDERE LA NOSTRA MORTE – Vivere e morire di credulità

NUOVA ENERGIA: QUANDO E’ IL POTERE A DECIDERE LA NOSTRA MORTE – Vivere e morire di credulità.

Sempre più persone gridano al “massacro di massa” in occasione della vaccinazione globale annunciata dall’Oms.
E qual è la novità?
C’è stato un momento storico in cui i personaggi al potere non abbiano rivendicato anche la capacità di togliere la vita ai loro sudditi?
Hanno organizzato terribili guerre mondiali per massacrare milioni di innocenti. Si tratta più o meno delle stesse famiglie di allora, oggi in possesso di banche o corporation che forse hanno cambiato il nome ma non la sostanza.
La differenza è che oggi per togliere di mezzo milioni di persone nel giro di poco tempo non hanno per forza bisogno di scatenare una guerra mondiale. Basta il potere delle società farmaceutiche e il controllo del cibo.

Credete che i crimini di massa debbano ancora accadere?
Vi sbagliate. Già da diverso tempo il gruppo di potere economico-finanziario ha ridotto alla fame non pochi paesi, facendo morire per fame, miseria o malattie curabili parecchie persone nel Terzo mondo.
E che dire delle cifre altissime relative ai morti per cure mediche o ospedalizzazione che si registrano nel Primo mondo?
Adesso vorrebbero semplicemente estendere ancora di più queste catastrofi su tutto il pianeta, in modo tale da diminuire drasticamente la popolazione.

Il Vaccino

Il Vaccino.

Scritto da bamboccioni alla riscossa

E vaccino sarà. Non per tutti, ma quasi. L’influenza “porcina” non smette di stupire. E nemmeno il governo numero 3 del Cavaliere Berlusconi Silvio da Arcore. Che oggi, per bocca del ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato una maxi campagna da 48 milioni – leggere due volte: quarantotto milioni – di vaccini che potrebbe abbattersi su chiappe e avambracci degli italiani.

Una raffica di (potenziali) punturine e punturone che lascia un po’ perplessi. Non per altro. E’ che qualche giorno fa il sottosegretario alla Sanità, Ferruccio Fazio aveva adombrato – salvo poi autosmentirsi con lo stile tipico della “casa (delle libertà)” – la possibilità, causa influenza straordinaria, di rimandare addirittura l’apertura delle scuole. E il suo capo – insomma il ministro Sacconi – , non ci aveva pensato due volte a…

dargli una tirata di orecchie. Niente rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, aveva puntualizzato Sacconi. Che a scanso di equivoci aveva spiegato che “preoccupazioni eccessive, non hanno ragione d’ esistere. E’ tutto sotto controllo, monitoriamo con attenzione. Non bisogna sopravvalutare e neppure sottovalutare”.

E infatti: senza sottovalutare e neppure sopravvalutare l’influenza “porcina”, il ministro a tutto tondo – che dall’alto della poltrona dell’intraducibile Welfare si occupa tanto di Sanità che di pensioni – oggi ha annunciato che il Belpaese, nel dubbio, comprerà 48 milioni di dosi di vaccino. Che 8,6 milioni di italiani – i soggetti a rischio (cardiopatici, diabetici e quant’altro) e i lavoratori della Sanità e di altri servizi pubblici essenziali – verranno vaccinati entro la fine dell’anno. Ma soprattutto – udite udite – “si sta considerando di vaccinare contro la nuova influenza anche la fascia di popolazione pari a 15,4 milioni di soggetti tra i 2 e i 27 anni, da gennaio 2010“, ha detto senza perdere l’aplomb e senza tanto scomporsi, il solito ineffabile Sacconi.

Certo, un infettivologo esperto come Mauro Moroni, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, aveva spiegato – giusto lunedì scorso, dalle colonne di “Repubblica” – che sì “c’era stata una iniziale preoccupazione”, ma “oggi, dopo centinaia di migliaia di casi, si può dire che questo non è più cattivo di alcuni virus stagionali influenzali che ci hanno colpito negli ultimi 30 anni”. E aveva pure aggiunto che questa sì è “un’influenza severa”, però di norma dura 3-4 giorni e “poi guarisce, anche senza farmaci”; Poi – come se non bastasse – anche Fabrizio Pregliasco, esperto di virus influenzali dell’università di Milano, aveva liquidato tutto così sulle pagine del “Corriere della Sera”: “La nuova influenza non lascia intendere caratteristiche peggiori di quella cui siamo abituati”. Ma alla fine, evidentemente, si è deciso che la corsa al vaccino – già partita in molti altri Paesi europei e non – fosse inevitabile.

Un’ottima notizia. Soprattutto per le grandi case farmaceutiche. Che, secondo i calcoli della banca americana JPMorgan, dall’influenza di quest’anno dovrebbe guadagnare – tra vaccini e quant’altro – una decina di miliardi di dollari (circa 7 miliardi di euro). Vendite che, secondo il “Financial Times” (e “The Guardian”) rappresentano per alcuni big di Big Pharma una vera e propria boccata di ossigeno. Scrive infatti il quotidiano britannico che GlaxoSmithKline, da aprile a giugno di quest’anno, ha visto i suoi profitti (pre-tasse) calare di un 6%. Colpa della crisi. E anche della concorrenza dei farmaci generici (quelli per cui il brevetto è scaduto e che può produrre chiunque). Ma questo non ha impedito alla società di aumentare i dividendi per i proprio azionisti. Anche perchè, come ha spiegato oggi l’amministratore delegato Andrew Witty, Glaxo ha già ricevuto ordini per 195 milioni di vaccini. E conta di produrre enormi quantità di Relenza, un farmaco antivirale che – come il Tamiflu della Roche – serve appunto a combattere i ceppi più pericolosi di influenza. E per coincidenza anche quella “porcina”. Che – però e per fortuna – a discapito degli allarmi, per ora non ha fatto grandi sfracelli.

Scrive oggi il “Corriere” che: “In Europa, in 30 Paesi finora sono stati diagnosticati 17.189 casi di influenza A/H1N1 con 29 decessi nel Regno Unito e quattro in Spagna. I casi diagnosticati extra-Europa sono stati 149.364 con 810 decessi“. E allora? E allora, “L’aspetto positivo”, ha detto la commissaria Ue alla Sanità Andorula Vassiliou sempre dalle colonne del Corriere, “è che il tasso di mortalità resta relativamente debole, ma nessuno sa come il virus evolverà”.

Ambeh. Se è per questo: è ipotizzabile che esistano in natura altri (migliaia? Milioni?) di virus che è difficile sapere come si comporteranno. E non per questo si vaccinano centinaia di milioni di individui. Ma poco importa. Perchè, evidentemente, prevenire è meglio che curare. E spendere (soldi pubblici), è meglio che risparmiare. Un copione che ricorda tanto quello della fantomatica “aviaria (chi sa che fine ha fatto, alzi la mano). E che il Belpaese – come la Gran Bretagna, gli Usa, la Francia e l’Europa un po’ tutta – hanno deciso di ripercorrere “paro paro”.

Unica nota di colore: da noi il ministro del Welfare di cui sopra è anche – per coincidenza – il marito del direttore generale di Farmindustria, la lobby nostrana dei produttori di farmaci, al secolo Enrica Giorgetti. Ma si sa che gli italiani sono sempre un po’ più folkloristici e – verrebbe da dire – attaccati dalla famiglia degli altri. Chissà se un giorno i ricercatori di Big Pharma troveranno un vaccino anche per i conflitti di interessi. Sarebbe sempre a pagamento. Ma sarebbero soldi spesi bene.

LE CINQUE REGOLE DELLA PROPAGANDA DI GUERRA

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6113

Il filo rosso per la decodificazione dell’informazione

DI MICHEL COLLON
michelcollon.info

Ad ogni guerra, colpo di stato, aggressione condotta dall’Occidente, i grandi media applicano cinque “regole della propaganda di guerra”. Usate voi stessi questa griglia di lettura durante i prossimi conflitti, sarete colpiti di ritrovarle ogni volta: 1. Nascondere la Storia. 2. Nascondere gli interessi economici. 3. Demonizzare l’avversario. 4. Discolpare i nostri governi e i loro protetti. 5. Monopolizzare l’informazione, escludere il vero dibattito.

Applicazione al caso dell’Honduras nel luglio 2009…

1. Nascondere la Storia. L’Honduras è l’esempio perfetto della “repubblica della banane” nelle mani statunitensi. Dipendenza e saccheggio coloniale hanno portato a un enorme abisso tra ricchi e poveri; secondo l’ONU, 77% della popolazione sarebbe povera. L’esercito honduregno è stato formato e guidato -fin nei peggiori crimini- dal Pentagono. L’ambasciatore statunitense John Negroponte (1981-1985) era soprannominato “il vicere dell’Honduras”.

2. Nascondere gli interessi economici. Oggi, le multinazionali statunitensi (banane Chiquita, caffè, petrolio, big pharma…) vogliono impedire a questo paese di ottenere l’indipendenza economica e politica. L’America del Sud si è unita e si dirige a sinistra, e Washington vuole impedire all’America Centrale di prendere la stessa strada.

3. Demonizzare l’avversario. I media hanno accusato il presidente Zelaya di volersi far rieleggere per preparare una dittatura. Silenzio sui progetti sociali: aumento del salario minimo, lotta all’ipersfruttamento nelle fabbriche-inferno delle ditte statunitensi, diminuzione dei prezzi dei medicinali, aiuto ai contadini oppressi. Silenzio sul suo rifiuto di coprire gli atti terroristici made in USA. Silenzio sull’impressionante resistenza popolare.

4. Discolpare i nostri governi e i loro protetti. Viene nascosto il finanziamento del golpe da parte della CIA. Obama è presentato come neutrale, quando in realtà rifiutava di incontrare e sostenere il presidente Zelaya. Se avesse applicato la legge e soppresso l’aiuto statunitense all’Honduras, il colpo di stato sarebbe stato fermato in fretta. Le Monde e gli altri media hanno discolpato la dittatura militare parlando di “conflitto tra poteri”. Le immagini di repressione cruenta non vengono mostrate al pubblico. Insomma, una contrapposizione sorprendente tra la demonizzazione dell’Iran e la discrezione sul colpo di stato in Honduras “made in CIA”.

5. Monopolizzare l’informazione, escludere il vero dibattito. La parola è riservata alle fonti e agli esperti “accettabili” per il sistema. Qualsiasi analisi critica sull’informazione è censurata. In questo modo, i nostri media impediscono un vero dibattito sul ruolo delle multinazionali, degli USA e dell’UE nel sottosviluppo dell’America Latina. In Honduras, i manifestanti gridano “TeleSur! TeleSur!” per salutare l’unica televisione che li informa correttamente.

Michel Collon
Fonte: /www.michelcollon.info
Link: http://www.michelcollon.info/index.php?view=article&catid=1&id=2181&option=com_content&Itemid=2
6.06.2009

Traduzione di MARINA GERENZANIi per http://www.comedonchisciotte.org