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Antimafia Duemila – La chiesa gerarchica e’ causa del rifiuto della Chiesa

Antimafia Duemila – La chiesa gerarchica e’ causa del rifiuto della Chiesa.

di Paolo Farinella – 10 giugno 2010
Domenica 30 maggio 2010 ho visto Report su Rai 3, una riserva indiana dove è ancora possibile avere qualche sprazzo di informazione.

Nulla di nuovo, in verità, ma fatti conosciuti attraverso gli atti giudiziari, le testimonianze e i documenti di mons. Dardozzi, dirigente Ior, che morendo ha lasciato il suo archivio ad un giornalista che ne ha pubblicato parte nel terrificante libro «Vaticano Spa». Vedere però tutti insieme quei fatti, infilati uno dopo l’altro, come un rosario, in una sintesi stringata senza respiro, mi ha fatto male e mi ha fatto vergognare. Il cardinale Nicora, in evidente stato di disagio imbarazzante, ha cercato di mettere una pezza facendo passare il messaggio che in fondo, la Chiesa è una «questione di fede». Eccome se lo è, sig. cardinale! Solo che lei avrebbe dovuto ricordarsene quando, in rappresentanza della chiesa italiana nel 1984, ha fatto parte della commissione del concordato che è il vero peccato originale dei fatti e dei misfatti che hanno coinvolto, a cominciare dalle alte sfere vaticane, una parte del personale ecclesiastico in ogni sorta di malaffare, di reati e anche di delitti.

Certo, la Chiesa è di Cristo, ma se chi la gestisce non ha etica, ma intrallazza con mafia, corrotti e speculatori; se butta via i poveri sulla strada per affittare speculando; come è possibile sostenere ancora che la Chiesa è di Cristo? I pastori, custodi dei poveri, sono diventati lupi rapaci, di fatto complici di uomini assatanati, travestiti da «gentiluomini» del papa, per meglio delinquere e peccare dentro e fuori il recinto del tempio. Gli uomini di Chiesa (o solo impiegati atei?) hanno preso le cose sante e le hanno gettate ai porci, diventando porci essi stessi, complici e responsabili di buona parte dell’ateismo di oggi. Il Vaticano II senza mezzi termini asserisce che «nella genesi dell’ateismo possono contribuire non poco i credenti, nella misura in cui, per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione ingannevole della dottrina, od anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione» (Gaudium et Spes, n. 19).

Mentre scorrevano immagini e commenti di Report ho pensato alla mia esperienza personale. Per la mia libertà di pensiero e di testimonianza di una teologia non omologata a quella romana, come anche per la indipendenza della mia coscienza, sono tenuto ai margini della chiesa locale da oltre 30 anni, segregato come un delinquente pericoloso e infido. Ho sempre piegato le ginocchia per obbedienza, non ho mai piegato la schiena per opportunità, interesse o baratto, pagando senza rimpianti il prezzo alla verità. Ancora oggi aspetto un risarcimento morale, di cui lo stesso Bagnasco è a conoscenza. Nessuno, nemmeno il papa, può farmi una chiosa da un punto di vista dottrinale perché sono coerente con l’insegnamento tradizionale della Chiesa e sfido chiunque a dire che il mio modo di pensare e di essere non sia cattolico. Sono infatti parroco di una parrocchia di fatto senza parrocchiani e senza territorio. La gerarchia cattolica non vuole preti pensanti, ma preferisce fornicare con i gentiluomini immorali; fare affari con mafiosi; appoggiare presidenti del consiglio e partiti immondi da qualunque parte si girino; far fare carriere a prelati atei e pedofili, anche cerimonieri di papi, purché accettino di «avere la testa svitabile» (parola del card. Siri). Lo scisma attraversa la Chiesa e la gente con la gerarchia, rinnega anche Gesù Cristo. Impossibile fidarsi di giocolieri che usano Dio per la loro tronfia vanità, amando travestirsi come faraoni egiziani del sec. VI a.C., pretendendo anche di rappresentare Dio! Non sanno che hanno già ricevuto la loro ricompensa di pagani e il ripudio di Dio.

* Prete

Tratto da: temi.repubblica.it/micromega-online

Antimafia Duemila – Il club dei bugiardi incalliti

Antimafia Duemila – Il club dei bugiardi incalliti.

di Antonella Randazzo – 13 aprile 2010
Chi pensava che Berlusconi fosse l’unico bugiardo incallito si sbagliava. Infatti, egli è in buona compagnia di alti prelati e del papa.

Si è rotto il muro del silenzio e sono saliti alla cronaca fatti sconcertanti e agghiaccianti di pedofilia e protezione della pedofilia, con prove inoppugnabili sulle responsabilità del papa e di parecchi alti prelati.
Nonostante ciò, i personaggi implicati negano, e hanno persino raccolto parole di “solidarietà” da parte di alcune nostre autorità politiche. Si è mosso persino quel burattino di Alfano, cercando di intimidire chi sta facendo il suo dovere denunciando le responsabilità del clero. Nessuna delle nostre autorità ha preteso dal papa che, oltre alle parole di condanna, faccia anche qualcosa di concreto. Infatti, il clero che pratica la pedofilia rappresenta la chiesa, e non è pensabile che il Vaticano non abbia gravi responsabilità riguardo ai danni causati da questi personaggi. Il papa, se davvero fosse interessato ad affrontare il problema, si assumerebbe le sue responsabilità e si presenterebbe al processo che ha come imputato padre Ernesto Garcia Rubio, che avrebbe praticato la pedofilia in una parrocchia di Miami e in seguito è stato protetto dalle autorità cattoliche. Ogni persona è uguale di fronte alla legge, e il papa è una persona come tutte noi. I suoi legali vorrebbero affermare il contrario e stanno cercando di evitare che il “papa venga coinvolto nel processo o che documenti segreti siano citati in giudizio”. Chi non è colpevole non teme nulla e non nasconde documenti.
Noi siamo dalla parte delle piccole vittime e non delle autorità cattoliche, e non ci stanchiamo di denunciare questo “club di bugiardi incalliti”, auspicando che queste persone paghino per i crimini commessi.
Non è certo una novità che una parte dei prelati cattolici è dedita ad una sessualità perversa e criminale, che danneggia e distrugge la vita di molte persone. Nel nostro paese il fenomeno è molto presente, ma avendo il Vaticano un potere enorme, si glissa su parecchi crimini, e non si dà al problema il peso che dovrebbe avere.
Quando in passato sono emersi casi di pedofilia praticata da prelati, spesso le vittime sono state criminalizzate, e si è cercato di farle passare per imbroglioni o si è gridato al “complotto”.
Ma da recente, dopo gli articoli pubblicati dal New York Times, alcune persone hanno trovato il coraggio di denunciare e sono state ascoltate. Ricordiamo il caso dell’Istituto Provolo di Verona, in cui diverse persone hanno denunciato l’esistenza di un giro di pedofilia che coinvolgeva molti preti e frati (quasi tutti a detta delle vittime). Uno di questi preti ha confessato: “Lo facevano (violentare o molestare i bambini N.d.A.) quasi tutti, era normale… I responsabili dell’Istituto lo sapevano”.3 Già da alcuni anni le vittime, all’epoca dei fatti bambini sordomuti, denunciavano le violenze subite. La risposta da parte della Chiesa era stata la  criminalizzazione delle vittime.
Anni fa emersero violenze pedofile nell’Arcidiocesi di Boston, oltre 200 sacerdoti furono accusati di abusi sessuali, e le diocesi scelsero di risarcire le vittime. All’epoca emersero parecchi casi di pedofili protetti dalle autorità cattoliche. Ad esempio, l’arcivescovo di Los Angeles cardinale Roger Michael Mahony fu accusato di aver coperto diversi preti pedofili. Nel 2007 il prelato chiese pubblicamente scusa per gli abusi commessi dai preti della sua diocesi. Non era la prima volta che emergevano casi di pedofilia nelle diocesi americane. Erano emersi casi avvenuti negli anni Quaranta nell’Arcidiocesi di Los Angeles. I risarcimenti pagati ammonterebbero a 774 milioni di dollari.
Da recente sono emersi anche molti casi di pedofilia in Irlanda. Un documentario della Bbc dal titolo “Sex crimes and the Vatican” presenta 100 casi di bambini e bambine abusati da 26 sacerdoti irlandesi.
Scandali di pedofilia in seno alla Chiesa sono emersi in moltissimi altri Paesi, come il Messico, l’Australia, il Messico, il Canada, l’Alaska, la Polonia, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Spagna, la Germania, l’Olanda, in molti Paesi africani, ecc.
Nel 2001, il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede scrisse l’epistola De Delictis Gravioribus in cui sosteneva che si doveva seguire il vecchio Crimen sollicitationis e mettere ogni crimine (anche la pedofilia) sotto il controllo della Chiesa.
Ratzinger fu citato in giudizio dall’avvocato Daniel Shea davanti al tribunale dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), perché praticava “ostruzione alla giustizia”. Il documento di Ratzinger mirava a proteggere i pedofili, impedendo alla giustizia di fare il suo corso. Nel 2005 Ratzinger doveva presentarsi di fronte alla corte, ma nell’aprile di quell’anno fu eletto papa e i suoi legali negli Stati Uniti chiesero l’immunità diplomatica. L’Amministrazione Bush accettò e Ratzinger la fece franca.
Non ci si deve sorprendere quando si apprende che non pochi casi di pedofilia sono stati coperti dal Vaticano e dall’allora cardinale Ratzinger: purtroppo anche in passato altri vescovi e papi hanno fatto altrettanto.
Il New York Times ha scritto che Ratzinger e altri personaggi al vertice del Vaticano nascosero gli abusi di un prete americano che avrebbe violentato circa 200 bambini sordi scolari nel Wisconsin.
Secondo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, “Ratzinger deve aver avallato il trasferimento del prete pedofilo da Essen a Monaco nel 1980”. Il prete fu condannato nel 1986 per abusi sessuali su un bambino. Eppure continuò ad operare nell’Alta Baviera, a contatto con altri bambini e ragazzi.
Lawrence C. Murphy, lavorò nella scuola del Wisconsin dal 1950 al 1974, e qualcuno aveva notato qualcosa di sospetto in lui. Nel 1996, l’allora cardinale Ratzinger ignorò due lettere scritte dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, e soltanto 8 mesi dopo il cardinale Tarcisio Bertone decise di far avviare un processo canonico segreto per allontanare padre Murphy.
Bertone bloccò il processo dopo che Murphy scrisse al cardinale Ratzinger dicendo che il suo caso era caduto in prescrizione e che lui voleva “solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”. Il New York Times ha considerato alcuni documenti rilasciati dai legali di 5 uomini che hanno fatto causa alla diocesi di Milwaukee. In questi documenti non c’è alcun intervento da parte di Ratzinger. Murphy non fu mai punito in alcun modo, veniva soltanto trasferito in altre parrocchie e scuole, pur sapendo che poteva continuare a praticare pedofilia.
Per il caso di padre Murphy ci furono 29 denunce e l’arcidiocesi di Milwaukee scrisse al prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, cardinale Ratzinger, chiedendo come procedere sul caso Murphy e su quello di un altro prete, accusato di crimini sessuali e finanziari. Ratzinger non rispose mai. Oggi il papa, in seguito alle tante denunce e notizie date in prima pagina, parla di “limiti e debolezze” e condanna a parole la pedofilia, ma senza riferimenti concreti ai tanti casi scoperti in Germania, Irlanda, Austria, Stati Uniti, Olanda, ecc. Soltanto in Germania ci sono almeno 150 denunce. E’ troppo facile condannare a parole, ma se alle parole non seguono i fatti è legittimo pensare che la Chiesa non ha alcuna intenzione di cambiare le cose.
Oggi le pubblicazioni cattoliche come l’Avvenire e l’Osservatore Romano, cercano di difendere il papa, ma non sono in grado di smentire le gravissime accuse, non avendo prove del contrario. Si limitano a parlare di una sorta di “congiura” contro il papa parlando di un “evidente e ignobile intento di arrivare a colpire a ogni costo Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori”.
Anche nel nostro paese, non sono pochi i casi di pedofili trasferiti in altre diocesi, e lasciati del tutto liberi di continuare a praticare la pedofilia. Ricordiamo, ad esempio, il caso di Don Giorgio Carli, sacerdote della parrocchia Don Bosco a Bolzano, che è stato arrestato il 14 luglio del 2003 con l’accusa di pedofilia. La Curia aveva cercato di proteggerlo spostandolo in un’altra parrocchia, in cui avrebbe continuato ad “occuparsi” di bambini.
Per impedire al prete di continuare le violenze sessuali sui bambini, il pm Cuno Tarfusser chiese al Gip l’ordinanza di custodia cautelare. Il reato fu denunciato da una ragazza oggi maggiorenne, che, andando in analisi scoprì cose terribili che prima cercava di rimuovere.
Carli fu assolto in primo grado, ma nel 2008 la Corte d’Appello di Bolzano lo ha condannato a sette anni e sei mesi di reclusione. Se fosse stato per le autorità ecclesiastiche sarebbe ancora in parrocchia a molestare bambini. Esistono casi analoghi in moltissimi Paesi. Persino in Polonia è emerso il caso di Padre Michal Moskwa, parroco di un piccolo villaggio della Polonia meridionale, che ha abusato sessualmente di sei bambine. Quello di Moskwa è il primo caso emerso in Polonia, ma ce ne sarebbero molti altri non ufficialmente denunciati per paura. Nel 2002 si dimise l’arcivescovo Juliusz Paetz, grande amico di Giovanni Paolo II, egli stesso accusato di pedofilia da alcuni giovani seminaristi.
In Gran Bretagna si ebbe il caso di Simon Grey, un uomo diventato alcolizzato e violento in seguito alle violenze sessuali subite da bambino per sei anni da parte di padre Christofer Clonan. La vittima ha raccontato: “Non riuscivo a mantenere un lavoro, il più lungo è stato per sei mesi. Ho finito col darmi fuoco, provocandomi bruciature profonde e ho passato sei mesi in ospedale”.4 Fino al 2004 erano 4450 i preti denunciati per pedofilia negli Usa. Questi preti hanno avuto ben 11.000 denunce.
Qualcuno ha addirittura parlato di una grossa “multinazionale pedofila”, che si estende a moltissimi Paesi ed è protetta dalle autorità ecclesiastiche e non.
Nel nostro paese, un altro caso di pedofilia in cui le autorità ecclesiastiche cercarono di proteggere il pedofilo si ebbe qualche anno fa. Don Paolo Mauro Pellegrini, parroco di Colleferro fu arrestato dai carabinieri della Casilina di Roma. Nell’abitazione del prete furono trovati filmini che aveva girato alle vittime. Dopo l’arresto, il prete disse agli organi di stampa: “Devo curarmi, lo so, sto cercando di curarmi, aiutatemi”. Curioso che non ci abbia pensato prima dell’arresto. Peggio ancora è stata la reazione del vescovo della diocesi di Segni e Velletri da cui dipende la chiesa di San Gioacchino di cui è parroco don Pellegrini, che non soltanto disse di non sapere nulla, ma addirittura sostenne che il prete poteva essere innocente: “Vediamo, aspettiamo, per il momento è solo indagato. Il sacerdote verrà sospeso  soltanto se le accuse verranno provate e se ci sarà una condanna. Noi non sapevamo nulla, non conoscevamo questa situazione, ora siamo sconvolti”.
Alcuni preti (come anche Pellegrini) non soltanto praticano violenze sessuali su bambini ma producono oppure acquistano anche materiale pedopornografico. Ad esempio, nell’abitazione di un frate domenicano di Bari, Giancarlo Locatelli furono trovate un centinaio di foto pedopornografiche che erano state acquistate tramite carta di credito. L’inchiesta ha portato alla luce un grosso mercato della pornografia minorile. Anche in questo caso la Curia barese si è astenuta dal commentare il fatto e non ha fatto nulla contro il frate domenicano che ha continuato a svolgere il suo lavoro di segretario dell’Istituto di teologia ecumenica di Bari.
In Austria emerse un grosso giro di produzione di materiale pedopornografico.
Furono trovate circa 40.000 fotografie e diversi video di giovani preti in atteggiamenti sessuali con seminaristi. Alcune foto ritraevano anche bambini. La Diocesi non ha rilasciato dichiarazioni. Ma il vescovo Kurt Krenn che supervisionava la diocesi di St. Poelten, ha confessato alla televisione austriaca di aver visto fotografie di insegnanti del seminario in situazioni sessuali inequivocabili con studenti.
Krenn in un primo momento aveva parlato di “ragazzate che non hanno niente a che vedere con omosessualità”, e il teologo pastorale austriaco Paul Zulehner aveva chiesto le sue dimissioni. Il giornale austriaco Profil scrisse che gli inquirenti avevano trovato “nelle stanze dei seminaristi almeno 40 mila fotografie e alcuni filmati con rappresentazioni sessuali in parte perverse che mostrano anche giovani preti di St. Poelten con superiori. Si fotografavano vicendevolmente, perchè anche in questa maniera si eccitavano. E siccome lo facevano anche con il capo e con il suo vice, tutto sembrava così normale, si sentivano al sicuro… Un largo fronte di personalità ecclesiastiche della diocesi di St. Poelten trovano insopportabile il doppio gioco e si sono decisi a un’azione concordata per portare alla luce la verità, dopo che per anni i loro tentativi dietro le quinte non hanno avuto successo”.5 Il network tedesco ARD mandò in onda un documentario dedicato alle vicende accadute nel seminario di St. Poelten. Emerse che gli alti prelati erano del tutto a conoscenza di quello che accadeva nel seminario, delle foto pornografiche e delle feste con pratiche sessuali. Anche un servizio radiofonico fatto dal Suedwestrundfunk sosteneva che lo stesso Vaticano, da almeno due anni, fosse al corrente delle attività sessuali che avvenivano nel seminario. Nel documentario del network ARD un exseminarista raccontò diversi incontri sessuali avvenuti a St. Poelten. Un testimone sostiene che i seminaristi venivano definiti dai preti “carne fresca e giovane”. Il testimone, che ha mantenuto l’anonimato a causa delle minacce ricevute, raccontò: “Quel posto era come una palude. E’ molto triste che il Vaticano abbia reagito solamente dopo che i media avevano portato alla luce questa sordida situazione”.
In altri casi la Curia ha difeso ad oltranza i pedofili, senza alcuna attenzione verso la sofferenza delle vittime. Ad esempio, quando la Procura di Brescia mise sotto indagine 3 sacerdoti sospettati di pedofilia, la Diocesi respinse le loro dimissioni e li difese.
Nel 2004 il vescovo di Agrigento, Carmelo Ferraro, pur essendo al corrente degli abusi sessuali commessi da un sacerdote ai danni di un seminarista, non prese alcun provvedimento, dicendo che il fatto “non lo  riguardava”. Il sacerdote, don Bruno Puleo, fu poi condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Le indagini avevano portato alla luce abusi verso altri sette giovani. La vittima che denunciò il prete, Marco Marchese, scrisse una lettera al vescovo, in cui diceva: “Scrivo proprio a lei che una sera di novembre del 2000 ha ascoltato, quasi con indifferenza, il mio racconto…
Scrivo a lei perché sono addolorato e profondamente amareggiato dal suo silenzio, amareggiato per questa povera Chiesa che si ritrova ad essere guidata da una persona che non ha saputo dirigere il gregge affidatogli, soprattutto i piccoli e gli indifesi”.6 Marchese aveva parlato al vescovo per fare in modo che il prete pedofilo non potesse più violentare altri bambini, ma il vescovo non fece nulla. Racconta la vittima: “Il vescovo mi ascoltò e cadde dalle nuvole. Disse che nessuno mai l’aveva informato di quanto era avvenuto. Io gli confidai la mia paura che don Puleo potesse continuare a fare del male ad altri ragazzi… Intanto però don Puleo continuava a fare il parroco.
Era nella parrocchia del Villaggio Giordano, a Palma di Montechiaro… (Don Gaetano Montana) continua a fare il rettore del seminario arcivescovile. Mi chiedo come sia possibile. Altri ragazzi possono passare le stesse mie disavventure e nessuno li difenderà”.7
Nel Diritto Canonico non esiste un canone che riguardi pene da comminare a chi non denuncia un reato pur avendone conoscenza. Dunque, quei vescovi che coprono i pedofili la fanno franca.
E’ legittimo chiedersi se davvero si tratta, come molti sostengono, di un fenomeno non sostenuto dai vertici della Chiesa, dato che le autorità cattoliche non soltanto non affrontano questo problema, ma cercano di coprirlo o si limitano a condannarlo solo a parole.
Molti prelati hanno cercato di convincere che qualcuno ce l’avrebbe con loro, come se i fatti non esistessero.
La pedofilia è una perversione sessuale criminale, che danneggia le creature più deboli, ovvero i bambini. Questa perversione è da collegare in molti casi alla repressione sessuale, che esiste in ambiti ecclesiastici. Come tutti sanno, la Chiesa cattolica non ha una concezione equilibrata e realistica del corpo e della sessualità.
I preti sono “formati” in modo innaturale: a reprimere la propria sessualità, a non cercare una compagna, ad avere una relazione con gli altri fondata sulla loro presunta superiorità morale e spirituale, dovendo rappresentare una Chiesa autoritaria e spesso sorda ad ogni esigenza umana più profonda. Molti preti, in questo ambiente non possono avere una maturazione e un equilibrio sessuale ed emotivo. Rimanendo immaturi, non sono in grado di vivere socialmente in modo adeguato e possono sviluppare patologie. Una Chiesa autoritaria non è “umana” e può essere assai crudele e ingiusta, e lo si vede proprio nei casi di pedofilia emersi, in cui non pochi prelati hanno manifestato soprattutto l’esigenza di proteggere la Chiesa, senza alcuna considerazione della sofferenza dei bambini.
Alcuni prelati vorrebbero farci credere che le vittime sono il papa e i prelati, e non i bambini violentati. Esprimono “solidarietà” al papa, dimenticando che il fulcro del cristianesimo è stare sempre dalla parte dei più deboli, delle vittime. La verità è che sia il papa che molti alti prelati vorrebbero negare o sminuire questo gravissimo problema, e far questo significa essere bugiardi e proteggere i pedofili.
Paradossalmente, gridando alla congiura e non mettendosi dalla parte delle vittime, continuano a fare quello che vorrebbero far credere che non sia vero: proteggere i pedofili.
In barba ai principi cristiani di cui si fanno portatori, molti prelati non cercano di agire per cercare di “salvare” quei bambini che ancora possono essere “salvati”.
Purtroppo, nel caso dell’Istituto Provolo, i sette accusati sono ancora al loro posto, potendo reiterare i crimini.
Chiediamoci perché i pedofili scoperti non vengono resi noti, in modo tale che vedendo la loro foto si possano scongiurare altri crimini.
Al contrario, la Chiesa si comporta in modo tale da tenere quanto più possibile segreti i reati e i criminali. Da sempre i vescovi si limitano a trasferire in luoghi in cui i nuovi parrocchiani sono tenuti all’oscuro dei fatti.
C’è stato addirittura qualche prelato che se l’è presa con i giornalisti, accusandoli di “dare notizie allarmanti”. Come se si dovesse tacere di fronte a fatti così gravi per “difendere il prestigio della Chiesa”.
Oggi si sta parlando di questo problema in riferimento ai prelati cattolici, ma occorre farlo sempre, anche quando i media non metteranno più la notizia in prima pagina, fino a quando non si è eliminato il problema. E occorre farlo considerando anche altri tipi di pedofilia, ad esempio quella praticata dagli occidentali nei Paesi del Terzo mondo.
Purtroppo dalle statistiche ufficiali risulta che la pedofilia è in aumento nei Paesi del G8, mentre nei Paesi del Terzo mondo interessa centinaia di migliaia di bambini, costretti a prostituirsi per la povertà. Internet ha aggravato la situazione, presentando siti in cui si incoraggiano le persone ad andare nei Paesi in cui ci sono bambini e bambine costretti a prostituirsi. Inoltre, esistono molti siti che vendono materiale pornografico.
Noi crediamo, basandoci sui fatti emersi, che la pedofilia sia una pratica molto presente all’interno del clero cattolico, ovviamente senza ritenere che tutti i preti o vescovi ne siano coinvolti. Ma crediamo anche che tale pratica criminale sia anche presente all’interno di altri palazzi del potere.
Altri scandali, non meno gravi, non hanno avuto lo stesso peso mediatico che stanno avendo quelli di cui si parla in questi giorni.
Ad esempio, nel 2003 scoppiò un grosso scandalo che svelava una rete assai ampia di pedofili, fra questi c’era anche l’allora premier Tony Blair, e diversi suoi amici intimi. Si trattava una rete di altissimo livello, capace di rimanere nascosta anche dopo che alcune persone hanno cercato di portarla alla luce. Addirittura si attivarono le autorità inglesi e posero il segreto di Stato per 100 anni. Per questo motivo non si può sapere molto dell’inquietante vicenda che stava venendo alla luce, svelando parecchie cose non certo lusinghiere per le attuali autorità inglesi. Il 19 gennaio 2003 apparve un articolo sul Sunday Herald, dal titolo “Child porn arrests too slow” (Troppo lenti gli arresti legati alla pornografia infantile), firmato dal giornalista Neil MacKay. L’articolo informava sul fatto che altissimi membri del governo di Tony Blair erano sotto inchiesta per pedofilia e “fruizione di pedopornografia”. Da lì a poco l’articolo scomparve misteriosamente.
Fra le altre cose, vi si leggeva: “Il Sunday Herald ha ricevuto conferma da una importantissima fonte dell’intelligence britannico che almeno un ex ministro del governo laburista, e d’alto profilo, è fra i sospetti. Il nostro giornale ha il nome del politico, ma per ragioni legali non può renderlo noto. Voci non confermate dicono che è coinvolto un altro importante uomo politico laburista… una commissione d’emergenza è stata allestita nel governo per controllare gli esiti, potenzialmente rovinosi per Blair e il suo governo, se dovessero avvenire degli arresti”.
Lo scandalo era di proporzioni talmente elevate che immediatamente intervennero le autorità per impedire che i fatti venissero resi noti. Soltanto due ministri si dimisero immediatamente: Alan Milner, ministro della Sanità e Lord George Robertson, già ministro della Difesa e all’epoca dei fatti segretario generale della NATO. Apparentemente le dimissioni venivano giustificate “per cause personali o familiari”.
Robertson era già noto per essersi interessato a Thomas Hamilton, un ex capo di boy scout inquisito per fatti di pedofilia. Nel 1996 Hamilton entrò in una scuola elementare scozzese a Dumblane e con quattro pistole automatiche uccise 16 scolari e una maestra, e poi si suicidò. Dall’inchiesta emerse che Hamilton, nonostante avesse fama di essere squilibrato e molestatore di bambini, aveva avuto un regolare porto d’armi grazie all’interessamento diretto di Robertson.
Hamilton, come Robertson, era un massone. Quest’ultimo appartiene alla superloggia di Edimburgo chiamata “Speculative Society”. Diversi membri di questa superloggia potevano entrare liberamente nella scuola elementare di Dumblane. Secondo le indagini della Polizia, gli scolari di questa scuola “venivano regolarmente portati via e sessualmente abusati”.
Il capo della mensa e dei dormitori del collegio, Glenn Harrison, disse al giornale News of the World che aveva visto Hamilton recarsi nel dormitorio di notte ma non era intervenuto perchè “Hamilton era amico di un poliziotto importante”. Col tempo però Harrison raccolse molte confessioni di bambini che dicevano di aver subito violenze e alla fine si convinse a scrivere lettere ai genitori per raccontare quello che avveniva nel collegio. Il risultato immediato fu il licenziamento e la Polizia perquisì la sua abitazione sottraendo il materiale che l’uomo aveva raccolto sui casi a lui raccontati.
L’inchiesta sulla strage fu condotta da Lord William Cullen, anche lui affiliato alla super-loggia “Speculative Society”. Secondo tutti gli osservatori, Lord Cullen ha “insabbiato” l’indagine. Tony Blair e il ministro Jack Straw si sono protetti imponendo il segreto di Stato.
Addirittura, anche alcuni rapporti della polizia sono stati posti sotto segreto per 100 anni. Questo fa capire quanto potere hanno queste persone di insabbiare i crimini, agendo come se fossero al di sopra della legge.
Spiega l’investigatore e esperto d’intelligence Michael Keaney: “Un ulteriore e potenzialmente esplosivo aspetto della pressione USA su Blair è la investigazione della FBI sui visitatori di siti pedofili che ha già raggiunto un elevato numero di persone importanti…. i due più grandi pesci mi ricordo essere: uno George Robertson, che oggi ha annunciato che lascerà il segretariato della NATO dopo quattro anni e due mesi. Dovesse essere colpito le conseguenze sarebbero spettacolari ma brevi – è stato a lungo fuori dal governo e abbastanza lontano da Tony tanto da non essere ritenuto importante delle attenzioni della commissione del governo, qualsiasi cosa accada. Tuttavia, il nostro secondo candidato è assai più stretto con il Primo Ministro, e ha un alto profilo [e] continua a operare a dei livelli elevatissimi, in Europa, Giappone e Medio Oriente. Peter Mandelson iniziò la vita politica come membro del Communist Party, presto “vide la luce” e venne coinvolto nella ala giovanile del Socialist International, finanziato dalla CIA e dall’MI6 e, quindi, il Labour Party, da cui iniziò la carriera, in parallelo con la sua esperienza di lavoro nella London Weekend Television assieme a gente come John Birt e Michael Maclay, adesso sceneggiatore della Hakluyt, l’azienda privata messa su da una banda di ex spie dell’MI6… Se Mandelson è sospettato, ciò può arrecare dei danni fatali a Blair…A prescindere dalla lista dei sospettati, noi possiamo vedere già che la commissione governativa si è occupata di storielle che servono, alla fine, a ritardare le inevitabili eventuali rivelazioni, guadagnando tempo, se non altro. Quindi dipende dal Guardian salvare ogni giorno Tony, e qui vi è la cortese attenzione dell’MI6 che aiuta a distrarre da ciò che succede realmente, tra cui la turbolenta reputazione sull’integrità finanziaria che segna gli affari di Blair con manager come Bernie Ecclestone, Richard Desmond, Lakshmi Mittal, ecc.”8
La strage dello squilibrato Hamilton poteva svelare la rete massonico-pedofila di cui fanno parte molte delle attuali autorità inglesi. Ponendo il segreto di Stato si è voluto far credere che lo squilibrato Hamilton fosse il solito “assassino solitario” e non, come molti hanno sospettato, un personaggio incaricato di eliminare i bambini che avevano cominciato a parlare e di cercare di seminare terrore per impedire che emergesse la verità. Se si fosse trattato davvero soltanto di un singolo squilibrato, non si capisce perché mettere addirittura il segreto di Stato per 100 anni. E’ chiaro che si è voluto nascondere qualcosa di molto grave.
Il coinvolgimento delle importanti personalità inglesi nella strage della scuola elementare di Dumblane è stato confermato dall’FBI, durante un’inchiesta su alcunisiti pedo-pornografici; diverse carte di credito usate per pagare materiale pedopornografico portavano a questi personaggi. In un reportage di Mike James,9 anche Gordon Brown è stato accusato di far parte del gruppo massonico-pedofilo. Nella rete pedofila si praticavano rituali con “prove iniziatiche” di tipo massonico per dimostrare di essere “fedeli” al gruppo di potere e poter avere incarichi importanti. Questo non dovrebbe sorprende se si pensa che le attuali autorità occidentali sono coloro che proteggono gli interessi delle grandi banche e corporations, le stesse che hanno creato i “paradisi turistici” e pubblicizzano viaggi in cui si può praticare il turismo sessuale, anche di tipo pedofilo.
Occorre ricordare che i paradisi turistici sono tali soltanto per i turisti occidentali, e per la maggior parte della popolazione locale sono luoghi in cui si vive come all’inferno, a causa della “globalizzazione”, che ha permesso a pochi multimiliardari di appropriarsi delle ricchezze locali, e di creare luoghi turistici. Infatti, la globalizzazione (leggi “ristrutturazioni del Fmi” o privatizzazioni selvagge) ha distrutto le economie locali, e costretto alla miseria e alla fame milioni di persone, facendo aumentare ancora di più il divario fra Primo e Terzo Mondo, e inducendo gli abitanti del Primo Mondo a sfruttare ulteriormente le persone più povere, considerandole alla stessa stregua di oggetti. Il più povero diventa un oggetto privo di diritti, e le aree del turismo sessuale diventano luoghi in cui c’è la possibilità di superare i normali tabù, e in cui anche la depravazione più criminale, come la pedofilia, diventa lecita. In molti di questi paradisi turistici i bambini non hanno scuole e non ci sono ospedali per la popolazione, e molti si prostituiscono per sopravvivere. E’ la distruzione dell’infanzia, la devastazione di moltissime esistenze umane. Purtroppo quando si tratta di pedofilia occorre capire, per quanto incredibile possa sembrare, che si tratta di un problema molto esteso, che riguarda ambienti “protetti”, attualmente molto potenti.
Anche se i media negli ultimi tempi hanno bombardato di notizie sulla pedofilia del clero cattolico non bisogna credere che in altri ambienti di potere non possa accadere altrettanto. Purtroppo esistono gruppi che agiscono in modo criminale ma sono in grado di insabbiare i propri crimini. Anche se i media non ne parlano non vuol dire che questi crimini non esistano.

Blog di Beppe Grillo – Libero Stato in libera Chiesa

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Libero Stato in libera Chiesa.

Non è il Vaticano a essere circondato dall’Italia, ma l’Italia a essere circondata dal Vaticano. Se contate le chiese sul territorio italiano ve ne renderete conto. Io sono cresciuto con il suono delle campane di Sant’Ilario e il MoVimento 5 Stelle è nato il 4 ottobre, il giorno di San Francesco. Però sostengo il concetto di Cavour: “Libera Chiesa in libero Stato“, ma anche quello di “Libero Stato, in libera Chiesa” e della non ingerenza del Vaticano, che è uno Stato, nelle elezioni di un altro Stato sovrano. Il Papa Re non solo è anacronistico, ma danneggia la stessa Chiesa. Don Farinella con la consueta franchezza ne illustra i motivi.

Intervista a don Farinella, prete.

I vescovi e la Bonino
I vescovi avrebbero dovuto astenersi dall’interferire in queste elezioni, dal momento che continuamente dicono che sono super partes in una competizione… tra l’altro anche regionale avrebbero dovuto prudentemente astenersi e poi magari fare le loro valutazioni dal loro punto di vista, perché giustamente penso che i vescovi possono avere anche dei punti di vista che non sempre possono e debbono collimare con quello dei politici, anzi mi augurerei che siano di più le volte in cui il loro pensiero non collimi.Però i modi e le forme dovrebbero essere più rispettosi dell’indipendenza dello Stato e della religione. Questo intervento a gambe tese secondo me è stata una violazione del Concordato, come al solito i vescovi parlano a suocera perché nuora intenda, la mia sensazione è che loro non parlino assolutamente al popolo cristiano, cattolico, ma parlino soltanto a quelli a cui possa interessare, i potenti. Il messaggio è stato questo: hanno detto alla destra che stavano dalla loro parte e alla sinistra, tanto per intenderci: “State attenti che se voi non vi mettete d’accordo con noi, avrete vita difficile“. Qual è l’obiettivo di questo intervento? Era innominabile, ce l’aveva già anticipato il cardinale Ruini, quando ha invitato un mese e mezzo fa Berlusconi e il gentiluomo del Papa Gianni Letta a pranzo per ridiscutere l’elezione della Bonino alla Regione Lazio, è questo il vero nocciolo del problema, poi ci potrebbe essere anche un riferimento alla Bresso di Torino, però la cosa che più sta a cuore al Vaticano e alla Diocesi di Roma e quindi alla Conferenza episcopale è che la Bonino non sia eletta Presidente della Regione, perché sarebbe uno smacco enorme e loro lo leggerebbero come un insulto e come una catastrofe perché il Lazio e considerato il giardino allargato del Vaticano. Se la Bonino venisse eletta ha dichiarato, nel suo programma di voler mettere a posto due settori che sono due voragini della Regione Lazio: la sanità e la scuola, sanità e scuola che guarda caso sono quasi regime di monopolio sia per le strutture religiose che di privati che fanno sempre riferimento alle strutture religiose in qualche modo.

Aborti elettorali
D’altra parte ho visto che poi nel secondo comunicato pubblicato dai vescovi liguri, ha dovuto correggersi, in riferimento all’aborto come principio principe, come principio quasi unico di lettura del cose, perché ha fatto questa uscita? Quando sa che questa legge, la legge 134 non è di competenza regionale, allora avrebbe dovuto fermarsi su quelli che sono i programmi o le valutazioni, se doveva intervenire dei programmi regionali delle due contendenti, perché andare a riferirsi a una legge nazionale su cui le Regioni non hanno competenzasignifica che c’è un altro interesse, secondo me l’interesse era proprio questo e se poi l’indomani lui deve correggersi, per dire che non è prioritario, ma è prioritario in modo uguale al lavoro, la casa, la dignità etc., allora vuole dire che intanto la bomba è scoppiata e quello che resta della gente è la prima impressione. I vescovi con questo intervento si sono dati un po’ di più la zappa sui piedi, certo hanno mandato un messaggio a Berlusconi, questo è chiaro! Dicendo: “Guarda che noi stiamo dalla tua parte“, se Bagnasco vuole stare dalla parte di Berlusconi affari suoi, però non può chiedermi che gli riconosca l’autorevolezza che deve avere come vescovo, perché nel momento in cui fa questo lui la perde.
Di fatto lo Stato italiano è una succursale del Vaticano, perché non si muove foglia, specialmente con i governi di Berlusconi, con gli altri c’era una maggiore dignità, perché un fatto è certo, che tra l’ateo miscredente, puttaniere Berlusconi e il cattolico praticante, coerente Prodi, i preti preferiscono il puttaniere, perché questo promette mari e monti e con questo possono fare affari, con quello ne facevano molto meno, certo anche lui era condizionato perché la politica italiana è condizionata da un virus originario, c’è un peccato originario che se non si risolve lascerà sempre la politica italiana e la politica italiana nello Stato italiano e la cosa è il Concordato, finché ci sarà questo tipo di concordato e direi che ancora prima di questo c’è la presenza dello Stato del Vaticano all’interno della Città di Roma, nel cuore dell’Italia.
O si risolvono questi problemi, nell’affermazione di una laicità totale e assoluta secondo il principio cavouriano: “Libera chiesa in libero Stato“, oppure avremo sempre delle ingerenze. Subito dopo l’intervento della Cei del presidente Bagnasco è intervenuto Sacconi, il quale ha detto noi siamo sulla stessa linea perché abbiamo fatto la legge per Eluana Englaro, perché non abbiamo ammesso le coppie di fatto, perché abbiamo ridotto l’uso della pillola del giorno dopo etc., noi siamo il partito della vita, sono il partito dell’amore, poi lei vede come fanno la corsa per andare a baciare le sacre pantofole rosse del Papa, fanno tutti la corsa, come se fossero tutti chierichetti non cresciuti, infantili e nessuno sta in piedi, stanno tutti in ginocchio! Possibile che deve essere un prete a dire queste cose? Ma questi hanno una loro dignità? Sono stati eletti dal popolo, non sono stati nominati dal Papa!

Il Papa Re
A questo punto sarebbe più semplice, questa è la mia tesi e ritorno alle teorie filosofiche e sociologiche dell’800 , del Rosmini e del Gioberti, a questo punto tanto varrebbe che chiudiamo l’Italia e nominiamo il Papa Re d’Italia. A che serve un Parlamento, se un presidente del Consiglio scrive una lettera al Papa sulla questione della pedofilia in Irlanda in cui, a parte il fatto che non nomina mai il termine pedofilia, ma parla di situazioni pesanti, difficili, semplicemente per dire che lui a differenza degli altri governi, dal Governo tedesco, dal Governo inglese, americano etc., si schiera dalla parte del Papaè chiaro, lui che con tutto quello che ha fatto, con tutto quello che fa, di una persona totalmente amorale, corrotto e corruttore, ha tutto il bisogno di una protezione, di una benedizione papale, di un’alleanza perché senza quella alleanza lui non vince. Se i vescovi avessero detto, come sarebbe stato loro dovere, visto che Berlusconi ha trasformato questa elezione in un’ordalia, in un giudizio di Dio, cioè le elezioni regionali sono diventate una lezione di campo, di scelta, una lezione politica e è per questo che lui si sta giocando tutto per i prossimi 3 anni di legislatura. Se dovesse vincere o se dovesse perdere in un modo contenuto, noi avremo 3 anni di inferno, perché sarà ringalluzzito e sentirà l’approvazione e l’appoggio della Chiesa, della gerarchia, quindi si sentirà forte. Se invece avrà una batosta sonora e solenne, forse abbiamo una speranza di liberare l’Italia da questa peste, però se il Cardinale Bagnasco avesse detto: noi vescovi riuniti qui, siamo consapevoli che il Presidente del Consiglio è un corrotto e un corruttore, una persona amorale, per cui i cattolici che lo votano sono corresponsabili del degrado etico della nazione, per cui sono scomunicati immediatamente, avrebbero fatto un vero servizio da pastori al loro popolo, ma ho l’impressione che i vescovi del popolo non gliene freghi niente, gli interessi soltanto sostenere un governo amorale, immorale, immondo, un governo presieduto da un uomo che non è assolutamente degno di rappresentare non solo l’Italia, ma anche un condominio! Parlo solo da un punto di vista morale e poi anche da un punto di vista politico perché le scelte che fa sono tutte contro la dottrina sociale della Chiesa mi si spieghi come fanno i vescovi a stare dalla parte di uno che denigra quotidianamente tutti i principi etici che sono alla base, che formano il cuore della dottrina sociale della Chiesa, quella stessa che loro propugnano.

Il futuro della Chiesa
ILei mi dice se la chiesa avrà un futuro, oppure scomparirà, le dico proprio fuori da ogni mediazione diplomatica che c’è già all’interno della chiesa uno scisma ampio, c’è il popolo di Dio, quello che vive tutti i giorni la vita quotidiana che sente i vescovi separati da sé, lo scisma questa volta l’hanno fatto i vescovi e lo stanno continuando a fare perché i vescovi vanno per conto proprio, vanno dietro ai potenti, specialmente sotto il segretariato di Bertone
che è una figura che veramente ci lascia interdetti per tutte le gaffe che ha fatto fare al Papa e che continuerà a fargli fare e che non ha assolutamente una visione cristiana, ma soltanto una visione di una chiesa come setta che cerca alleati potenti, logicamente, per sopravvivere, ma c’è da un punto di vista fede, un’enorme quantità, se vuole le dico uno scoop che non sa ancora nessuno. Lo scoop è che se il Papa continua su questa linea di contrapposizione radicale al Concilio Vaticano II e se la gerarchia continua in questo modo così totalmente avulso, ci sono alcuni vescovi disposti a ordinare preti e vescovi e avverrebbe all’interno della chiesa uno scisma di proporzioni enormi che potrebbe essere paragonato esclusivamente a quello di Lutero o del 1600 e questa volta non ci sarebbero soltanto 4 gatti, ma un movimento, anzi una rivoluzione popolare, se questa cosa non è ancora avvenuta è perché i preti che vi sono coinvolti, hanno un senso profondo di responsabilità ecclesiale e non vogliono arrivare a questo punto.
E noi vogliamo che la chiesa sia semplicemente aderente al mandato evangelico perché la nostra responsabilità è solo in quell’ambito, poi se i cristiani, i credenti, coloro che credono in Cristo, coloro che vogliono fare una professione di fede all’interno di una comunità ecclesiale, devono essere poi coerenti con la loro vita e quindi fare anche le scelte in economia, in politica che siano coerenti, però coerenti significa che non devono fare scelte di parte, non devono fare delle scelte immorali, devono fare scelte che si basano prevalentemente e esclusivamente sul bene comune, della collettività!

I politici e la Chiesa
Faccia caso a tutti quelli che sono impegnati in politica e che fanno riferimento ai principi religiosi o nel nome che portano, tipo Unione dei Cristiani, Campanile, etc., oppure che esplicitamente nei loro programmi, come fa Berlusconi che dice: il programma del nostro governo, il programma è adeguato con la visione cristiana della vita.
Tutti quelli che si riferiscono alle radici cristiane, alle civiltà occidentale cristiana che difendono i presepi etc., guarda caso sono tutti implicati o con la criminalità organizzata, o sono tutti indagati per furto, corruzione, per depredazione del bene comune dello Stato etc., ci faccia caso, sono tutti da quella parte, tutti coloro che fanno riferimento al mondo cristiano, cattolico, sono tutti o inquisiti o sono dentro o sono mafiosi o sono corrotti o sono corruttori! E’ questo quello che vogliono i vescovi? Vogliono stare da questa parte? Che si accomodino, però non possono imporlo ai cristiani! Prima di Berlusconi c’era la Democrazia Cristiana, quest’ultimo era un partito corrotto che faceva gli interessi del clero e ogni tanto però aveva quel buon gusto di lasciare cadere le briciole per il popolo, per cui un certo senso di giustizia sociale si è diffuso, ma come diceva Don Lorenzo Milani negli anni 50: abbiamo in mano il governo, il Parlamento, l’economia, gli strumenti, la potenza per farlo e dove siamo finiti? Siamo finiti appiattiti sulle posizioni della Confindustria e i poveri sono rimasti sempre più poveri, nessuno se ne è preso cura etc..
Lei ha visto una presa di posizione chiara, netta, definita del Vaticano o della Cei nei confronti per esempio della questione degli immigrati che sono dichiarati delittuosi, delinquenti nel momento in cui esistono e mettono piede nel paese, contravvenendo a quelli che sono i diritti fondamentali dell’O.N.U., di tutte le altre dichiarazioni che sono state recepite dalla nostra Costituzione, la nostra legislazione e il nostro stato di diritto? A questo punto sarebbe meglio che i vescovi costituissero un partito di preti, lo facessero partecipare alla competizione elettorale con il loro programma e che entrano nella mischia, ma non possono diventare un partito dietro le quinte, cioè un partito di burattinai che manovrano altri burattini, i quali si fanno manovrare! Di fronte a questa cosa dell’intervento di Bagnasco, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto riunire il Parlamento e in Parlamento fare lui un discorso di dire: noi rigettiamo totalmente questo discorso, perché il nostro Stato è uno Stato sovrano e indipendente e non accettiamo ingerenze! Invece c’è stata la corsa alla genuflessione, tutti atei devoti e nello stesso tempo la maggior parte di tutti quelli che sono immorali, ha visto Cosentino? Cosentino si dichiara cristiano, anche Provenzano si dichiara cristiano perché va sempre in giro con la Bibbia, ma non c’è mai stata una scomunica di tutta questa gentaglia qui!
Il fatto che il vescovo, il presidente della Cei intervenga a 4 giorni dalle elezioni, questo è grave perché significa che pur non essendo un partito, è peggio di un partito, perché è un manovratore occulto, ormai non più tanto occulto, ma è aperto e alla luce del sole perché ormai non c’è più neanche la vergogna dell’impudenza che questa gente fa nei confronti e sulla pelle del popolo italiano, che vengano a vedere le persone, le famiglie in questo momento sono disperato perché non riesco a trovare quasi 5 mila Euro, altrimenti una famiglia perde la casa e quelli di Treviso che hanno dato un panino e un bicchiere d’acqua ai bambini, eppure sono del Pdl e della Lega, sono quelli che si ispirano ai principi cristiani, ma signori miei, ma veramente Gesù Cristo a questo punto veramente è morto di freddo!
Un cristiano, un cattolico non può tollerare questo che lo dica il Papa o se il Papa sta in silenzio, o se Bagnasco parla per la Bonino e non dice una parola su queste cose, non merita più neanche non solo di essere vescovo, ma non può celebrare la Messa, perché è colpevole fino all’anima, perché forse non si rende conto, perché probabilmente vivono in un mondo ovattato di incenso e se respirano incenso sono peggio che drogati!.

I peccati di Murphy

Ratzinger, fa la cosa giusta: fuori dalla chiesa i preti pedofili. Che vengano sottoposti a processo civile. E’ quello che fanno altre chiese cristiane. Solo così si difende la veramente la chiesa, non  nascondendo lo scandalo e trasferendo i criminali.

“GUAI A CHI SCANDALIZZA ANCHE UNO SOLO DI QUESTI PICCOLI CHE CREDONO IN ME, SAREBBE MEGLIO PER LORO CHE GLI FOSSE APPESA AL COLLO UNA MACINA GIRATA DA ASINO, E FOSSERO GETTATI NEGLI ABISSI DEL MARE”. (MATTEO 18-6).

Fonte: I peccati di Murphy.

Il 28 agosto 1998, il vescovo Richard Skiba, celebrando un funerale, disse: “Ho una teoria sul giudizio finale che aspetta ciascuno di noi… solo una teoria, ma che mi da’ molto conforto e molta speranza. Io non credo che il giudizio finale avvenga quando tutti i nostri segreti peccati sono rivelati al mondo intero. Infatti, sarebbe un po’ arrogante pensare che il mondo intero sia interessato a conoscere i peccati segreti di ognuno.”
Il funerale era quello di padre Lawrence C. Murphy, abusatore di oltre 200 bambini sordomuti, coperto dalla Chiesa fino al giorno della sua morte.
Si sbagliava, il vescovo Skiba: i segreti peccati di Murphy avrebbero dovuto essere rivelati, almeno perchè il mondo potesse difendersi da lui. Ma quell’omelia era l’ultimo, pietoso tentativo di copertura, una copertura durata decenni, messa in pratica a tutti i livelli, fino a quelli più alti, che avevano consentito a Murphy di vivere indisturbato, protetto dalla tonaca e dal Vaticano, nonostante avesse rovinato almeno 200 giovani vite…

fonte originale: viaggionelsilenzio

Blog di Beppe Grillo – Dentro l’Opus DeiIntervista a Emanuela Provera

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Dentro l’Opus DeiIntervista a Emanuela Provera.

L’Opus Dei è un’organizzazione che può influenzare le scelte dello Stato. Il suo linguaggio è simile a quello dei puffi, capire i suoi aderenti non è facile. Al posto di “puffare” usano la parola “pitare“. Ci sono i “numerari” i “sopranumerari” e i “piani inclinati” e un Presidente al posto del “Grande Puffo“. Nell’intervista, Emanuela Provera, autrice di: “Dentro l’Opus Dei” descrive un’organizzazione segreta che mantiene segreti i propri documenti. E spiega che: “Quasi la metà di tutti i collegi universitari legalmente riconosciuti fanno capo all’Opus Dei… Tutto ciò che riguarda l’introduzione nel nostro Paese del credito al consumo in un certo senso è targato Opus Dei“. Stalin si chiese: “Quanti divisioni ha il Papa?“. Io mi chiedo quanti ministri, banchieri, militari sottosegretari, presidenti di associazioni pubbliche fanno parte dell’Opus Dei? E a chi rispondono: all’Opus Dei o allo Stato?
E come intervengono sulla vita pubblica del nostro Paese?

Intervista a Emanuela Provera, autrice del libro: “Dentro l’Opus Dei”.

“Sono Emanuela Provera e ho scritto “Dentro l’Opus Dei” con Chiarelettere, dopo aver partecipato alla stesura di “Opus Dei Segreta” con Ferruccio Pinotti tre anni fa. Il libro “Opus Dei Segreta” nasce da un’esperienza di forum on-line in cui hanno partecipato persone, uomini e donne che, come me, hanno avuto un’esperienza nell’Opus Dei per vari anni. All’interno del forum ci sono sia persone passate per la prelatura per un periodo breve e persone che hanno vissuto all’interno dell’Opus Dei dieci, venti o più anni. Il forum è stato un’esperienza di confronto e quindi è nato innanzitutto con l’obiettivo di parlare tra noi, perché l’esperienza di uscita dall’Opus Dei è un’esperienza di isolamento, le persone che escono da questa istituzione per lo più pensano di essere le uniche, per cui è difficile creare una situazione di confronto, di dibattito e di discussione. Il secondo obiettivo è stato quello di divulgare le riflessioni e i contenuti del nostro confronto, lo strumento più idoneo, quello che poteva arrivare a più persone possibili sarebbe stato proprio la stesura di un libro.
Perché il libro l’ho scritto io e non altri del forum? Perché generalmente, ad oggi, la maggior parte delle persone che esce dall’Opus Dei preferisce non esporsi pubblicamente e in modo così forte e trasparente, c’è molto timore, probabilmente anche perché siamo in Italia, siamo in un Paese dove ci sono molti intrecci tra il mondo ecclesiastico, il mondo politico e il mondo istituzionale.

Una prelatura personale
Molte delle persone che partecipano al forum hanno posizioni professionali che vogliono tutelare e proteggere, per cui all’interno del libro sono state raccolte delle testimonianze mantenendo e custodendo la riservatezza delle persone. Ci tengo a dire una cosa, uscire dall’Opus Dei non significa abbandonare la Chiesa, la Chiesa Cattolica; sapete che l’Opus Dei è una prelatura personale che fa parte della gerarchia costituzionale della chiesa cattolica e dipende direttamente dal Papa, attraverso la congregazione dei Vescovi. Alcune persone che hanno collaborato a questo libro e che hanno fatto parte del forum mantengono tutt’ora una pratica di vita cristiana: anzi, sono dovute uscire dall’Opus Dei per continuare un percorso spirituale. Uno dei temi di cui abbiamo discusso maggiormente all’interno del forum è stato quello dei giovani indotti a seguire la vocazione all’Opus Dei da parte dei cosiddetti direttori dell’opera, che sono entrati nella prelatura a 14 /15 /16 /19 o 20 anni, ossia in un’età in cui è difficile fare scelte vitali, o meglio è un’età in cui ci si prepara a fare scelte vitali, scelte importanti. Avendo fatto entrare queste persone in un’istituzione così totalizzante, ossia in un cammino vocazionale vero e proprio, si è esercitata una violenza psicologica molto forte: per esempio, vorrei leggere alcuni passi di alcuni di loro, che hanno raccontato la loro storia. “I miei genitori erano sopranumerari, sei figli, club fin da piccolissimo, messo sul piano inclinato (percorso di cammino vocazionale [ndr]) verso i 14 anni e mezzo, uscito dopo aver pitato (pitare: termine mutuato dallo spagnolo, significa fischiare, o annunciare la propria voglia di unirsi all’Opus Dei [ndr]) prima dei 16”.
Un altro racconta “ho iniziato a frequentare l’Opus Dei a 14 anni all’Aspra di Milano, ho pitato l’anno dopo, nel 1977”, quindi a quindici anni questo ragazzo è diventato dell’Opus Dei. Un’altra ragazza dice “figlia di soprannumerari, ho frequentato la scuola Fais e il club finché, naturalmente, ho chiesto di diventare aspirante numeraria”, che cosa vuole dire aspirante? Vuole dire che ancora non si è giuridicamente dell’Opus Dei, ma si viene formati a una spiritualità che è quella dei numerari.
I partecipanti al forum, da cui è nato questo libro, hanno fatto parte dell’Opus Dei come membri numerari: che cosa significa? E’ una particolare categoria di membri dell’Opus Dei che, per chiamata di Dio – così si dice all’interno della prelatura – rinunciano al matrimonio e conseguentemente perseguono una vocazione al celibato apostolico, ossia dedicano tutte le proprie energie sia interiori che anche i propri possedimenti, il proprio denaro, dedicano tutto ciò allo sviluppo della prelatura dell’Opus Dei nel mondo; proprio per il fatto di essere numerari l’Opera li può mandare in qualunque parte del mondo a aprire nuovi centri dell’Opus Dei e quindi a sviluppare iniziative o attività direttamente legate alla prelatura. Quando una persona entra nell’Opus Dei come numerario o come numeraria, percorrendo il cosiddetto piano inclinato, che è un percorso specifico, viene indotta a lasciare la propria famiglia; senz’altro l’adolescente ha bisogno di staccarsi dal proprio contesto sociale e quindi l’Opus Dei trova un terreno fertile, perché il giovane trova nell’Opus Dei una seconda famiglia, per cui si stacca volentieri dai genitori come senso di emancipazione, per trovare nell’Opus Dei una seconda famiglia per rimanervi tutta la vita, senza mai elaborare un percorso personale di crescita. Ecco perché nell’Opus Dei ci sono numerari e numerarie che restano eternamente bambini: ogni scelta, ogni decisione, ogni attività pratica anche quotidiana i membri numerari e le numerarie la consultano con il proprio direttore. Questa mancanza di libertà nella conduzione della propria vita blocca il processo di consapevolezza, per cui ci sono persone di 30 o 40 anni che sono veramente alienate da sé stesse, per cui a volte purtroppo si arriva a fenomeni anche di sofferenza psicologica.
Le persone che partecipano e hanno partecipato al forum non hanno l’obiettivo di distruggere l’Opus Dei o di fare in modo che non sviluppi più la propria azione nel mondo: l’obiettivo che si propongono è di denunciare queste situazioni di sofferenza psicologica e di persone giovani che entrano a far parte dell’Opus Dei come numerari e come numerarie. Perché l’Opus Dei cessi di condurre un’azione di proselitismo così aggressiva, è importante che modifichi i propri Statuti: per esempio, eliminando il riferimento alla figura dell’aspirante numerario. Non è facile che la prelatura, comunque protetta dalle istituzioni nel nostro Paese, in Italia, affronti un’autocritica così radicale; sicuramente ci sono state persone in Italia che hanno appoggiato l’azione di ex membri dell’Opus Dei: mi riferisco in particolare a due interpellanze parlamentari, ossia quella dell’86, sollevata da Rodotà, Bassanini e Minervini, e l’interpellanza parlamentare del 2007, sollevata invece da Galante e Licandro. Nel libro ho ripreso l’attualità dell’interpellanza dell’86, che voleva fare in modo che l’Opus Dei venisse dichiarata associazione segreta: effettivamente né alla prima interpellanza né alla seconda c’è stata una risposta pertinente da parte delle istituzioni politiche. Le risposte che sono state date a queste interpellanze le definirei come dei comunicati stampa dell’ufficio informazioni dell’Opus Dei. Bisogna invece arrivare alla verità del problema: è vero, secondo l’interpellanza dell’86, che esiste tutta una documentazione secretata, che non è ufficiale e che, per quanto mi risulta, non è conosciuta neanche dalla chiesa cattolica, per cui è interessante che le istituzioni chiedano all’Opus Dei di rendere pubblica questa documentazione. Sono pubblicazioni interne, che vengono editati e pubblicati all’interno della prelatura: vi chiederete: “ma come fanno essere pubblicati e editati i testi e a rimanere segreti?”, esiste una tipografia, ma è una tipografia interna, non è una società, una Srl conosciuta ufficialmente e pubblicamente da tutti e questo è ciò che ha sollevato l’interpellanza dell’86. Nel 2007 sono stati equiparati i collegi universitari pubblici a quelli privati, ai fini dell’ottenimento di alcuni finanziamenti per l’edilizia universitaria: questo che cosa significa? Quasi la metà di tutti i collegi universitari legalmente riconosciuti fanno capo all’Opus Dei, quindi un numero altissimo di centri dell’Opus Dei riceve finanziamenti pubblici.

Sacra potestas e obbedienza
Con il libro che ho scritto, al quale hanno collaborato altri partecipanti del forum, ci interessa in modo particolare rivolgerci alle istituzioni ecclesiastiche: negli Statuti dell’Opus Dei, che sono stati introdotti nel 1982, quando l’Opus Dei è stata eretta da Karol Wojtyla in prelatura personale, all’interno di questi Statuti si dice che i laici della prelatura debbono obbedire a coloro che, nell’Opus Dei, hanno la sacra potestas, ossia il prelato e i suoi vicari. Il prelato dell’Opus Dei attualmente è Monsignor Xavier Cebarria, per quanto riguarda il rispetto del codice di diritto canonico effettivamente è corretto quanto affermato dagli Statuti. Quella che però noi del forum abbiamo riscontrato è stata una prassi vissuta quotidianamente per tanti anni, una prassi che violava le prescrizioni del Codice di diritto canonico, laddove ci veniva detto che i membri laici dovevano obbedire all’interno dell’Opus Dei ai direttori dei membri laici non dotati di sacra potestas che svolgono due funzioni: una funzione di governo vera e propria, di direzione della prelatura, quindi l’organizzazione, chi mando a aprire un nuovo centro a Parigi piuttosto che in Russia. Quindi svolgono una funzione relativa all’organizzazione e al foro esterno, ma anche al foro interno, di direzione spirituale, che i membri direttori laici privi di sacra potestas indirizzano la coscienza delle persone e violano quelli che sono i contenuti del Codice di diritto canonico. Per cui vorremmo che le istituzioni ecclesiastiche conoscessero questa situazione e svolgessero un’indagine appropriata per ristabilire una prassi di normalità e di correttezza all’interno della prelatura. Quindi noi, che abbiamo vissuto dentro, all’interno, ci siamo chiesti: “ma come è possibile che dichiariamo e raccontiamo alle persone esterne una vita, uno spirito e uno stile che poi, all’interno, non viviamo, perché abbiamo un linguaggio nostro e abbiamo dei codici e dei modi di dire che sono sconosciuti a tutti gli altri?”.
Da una parte chiediamo alle istituzioni politiche di intervenire per il controllo di una situazione che non è trasparente e, nello stesso tempo, anche alle istituzioni ecclesiastiche di svolgere un’indagine affinché ritorni una situazione di maggiore dignità nei confronti delle persone che attualmente vivono all’interno di quest’istituzione, un’istituzione che sta acquisendo una forza particolare all’interno dello Stato italiano. Il futuro presidente della Banca Vaticana dello IOR, Ettore Botti Tedeschi, è un membro di spicco della prelatura in Italia e sappiamo che Ettore Botti Tedeschi è legato in modo particolare al mondo finanziario, è il principale rappresentante del gruppo consiliare Santander in Italia, per cui tutto ciò che riguarda l’introduzione nel nostro Paese del credito al consumo in un certo senso è targato Opus Dei. Conseguentemente, attribuendo a questa persona un incarico così importante, ne viene rafforzata l’immagine della prelatura: non è facile che le istituzioni ascoltino il nostro appello. Il libro è il primo passo verso un percorso di informazione e di divulgazione al quale teniamo molto.” Emanuela Provera

Blog di Beppe Grillo – Un prete sulla breccia dei marciapiedi e il cardinal Bertone

Blog di Beppe Grillo – Un prete sulla breccia dei marciapiedi e il cardinal Bertone.

Paolo Farinella è un prete che vive “sulla breccia dei marciapiedi“. Ha scritto una lettera al cardinal Bertone, il primo ministro del Vaticano e forse prossimo Papa. Lo informa che una gran parte dei cattolici non dona più l’ 8X1000 alla Chiesa per l’atteggiamento verso Berlusconi. Spiega che molti vescovi disapprovano e che potrebbe nascere un nuovo movimento dei credenti. Forse uno scisma, come ai tempi di Martin Lutero. Lo psiconano ha distrutto tutto quello che ha toccato. Lui è la merda nel ventilatore. Se fossi Bertone accenderei un cero fotovoltaico.

Signor Cardinale Bertone,
apprendo dalla stampa che il giorno 7 ottobre 2009, memoria liturgica della Madonna del Rosario, lei ha intenzione di inaugurare la mostra dall’emblematico titolo: “Il potere e la graziacon il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che non posso chiamare “onorevole” perché di “onorevole” nella sua vita pubblico-privata, nella sua politica e nel suo sistema di menzogne non vi è nulla. Se la notizia fosse vera, lei agli occhi della stragrande maggioranza della Chiesa italiana e del mondo si renderebbe complice e si assumerebbe la responsabilità di molti abbandoni “dalla” Chiesa da parte di credenti che sono stufi che la politica della diplomazia sovrasti e affossi la testimonianza limpida del Vangelo. Lei sicuramente sa, come lo sa ogni parroco che vive sulla breccia dei marciapiedi, che quest’anno vi è stata una emorragia nei confronti dell’8xmille che moltissimi cattolici, anche praticanti, hanno devoluto ad altre istituzioni pur di toglierlo alla Chiesa cattolica per le sue ingerenze e connivenze con un governo legittimo, ma ad altissimo tasso di illegalità e immoralità. Questo argomento credo che vi interessi non poco sia come Vaticano che come CEI.
Dopo tutto quello che è successo, le testimonianze, le registrazioni, le inchieste, lo spergiuro pubblico in televisione sulla testa dei suoi figli, gli immigrati morti in mare che il governo ha sulla coscienza; dopo la legge infame che dichiara “reato” lo “stato personale“, cioè la condizione esistenziale di “immigrato” divenuto “clandestino” in forza della legge Bossi/Fini; dopo tutto questo lei non può far finta di nulla e farsi vedere in pubblico con Berlusconi o qualcuno dei suoi scherani.
Se parlate di morale pubblica e di etica politica, dovete essere coerenti con i vostri stessi principi che spesso esigete dagli altri che non hanno il potere immondo di Silvio Berlusconi, il quale si crede il Messia e “solutus omnibus legibus“, visto che concepisce se stesso come sultano e l’Italia il suo sultanato personale. Egli pensa di potere comprare tutto: i tribunali, le sentenze, la compiacenza di prosseneti e lenoni che gli procurano donnine a pagamento per sollazzarlo con orge (e forse anche droga) di cui egli continua a vantarsi pubblicamente fino a dichiarare con spudoratezza che: “il popolo italiano vuole essere come lui“. Crede di potere comprare anche il Vaticano, offrendo leggi e favori a richiesta. Valuti lei se le lenticchie fuori stagione valgano una Messa.
Lei deve sapere che serpeggia nella Chiesa uno scisma ormai non tanto sotterraneo che sta emergendo di giorno in giorno e bisogna stare attenti che non diventi movimento o peggio ancora separazione, anche perché molti vescovi stanno zitti, ma in cuor loro meditano e in privato imprecano. Non prenda a cuor leggero quello che le dico. Il mio vescovo, cardinale Angelo Bagnasco, e anche lei che mi ha conosciuto bene, sapete che non dico bugie e non parlo mai per sentito dire e di ogni mia affermazione o gesto mi assumo sempre la responsabilità pubblica.
Per una volta, come Segretario di Stato, sia prete, solo prete, intimamente prete e disdica ogni appuntamento con un trafficante senza morale e senza dignità che la sta usando solo per affermare che i suoi rapporti con il Vaticano e con il Papa “sono eccellenti“.
Le accludo la “Lettera di ripudio” che ho inviato a Silvio Berlusconi, e che tante adesioni sta raccogliendo nel mondo credente e non credente. Se lei riabilita Berlusconi, come ha già fatto Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano con l’intervista al Corriere della Sera, nella Chiesa di Dio lei perde il diritto di parlare di Vangelo, etica e moralità.
Se Berlusconi riesce a comprare anche il Vaticano con uno scambio di leggi, favori e denaro, sappia che non potrà mai comprare le nostre coscienze di credenti che ogni giorno pregano Dio per la salvezza della “povera Italia” e per la conversione delle gerarchie ecclesiastiche che spesso sono di scandalo e non di esempio al popolo dei battezzati.
Preoccupato e amareggiato, la saluto sinceramente.” Paolo Farinella, prete

Lettera completa di don Farinella al cardinale Bertone

Antimafia Duemila – Mons. Michele Pennidi: ”Incompatibile essere cristiani e mafiosi”

Antimafia Duemila – Mons. Michele Pennidi: ”Incompatibile essere cristiani e mafiosi”.

Citta’ del Vaticano. C’e’ assoluta incompatibilita’ fra l’essere cristiani e l’essere mafiosi.
E’ quanto ha detto questa mattina il vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, a margine della presentazione della 46esima Settimana Sociale della Chiesa italiana che si terra’ a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre del 2010.

Don Ciotti: no ambiguita’, Chiesa parli chiaro

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=14024&Itemid=48:

19 marzo 2009
Caserta. A Casal di Principe don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione Libera, chiede risposte a tutti: alla gente, alla politica ma anche alla stessa Chiesa che, in merito alla lotta alla criminalità organizzata “deve parlar chiaro, non deve fare sconti”.

Don Ciotti ne parla in occasione della manifestazione per ricordare don Peppe Diana, a quindici anni dalla sua morte. Chiede “meno parole e più fatti” e chiama in causa anche il mondo della Chiesa. “Serve una linea di fermezza – ha detto – bisogna ribadire sempre l’incompatibilità tra l’azione criminale e il Vangelo”. “Fuori dalla chiesa – urla dal palco don Ciotti – uomini e donne di mafia. E’ incredibile che al matrimonio di Totò Riina c’erano tre preti che celebravano la messa“. Quindi l’appello finale: “La Chiesa, tutta la Chiesa respinga le ambiguità”.