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YouTube – V-DAY 3 – SEMBRA UN FILM, MA NON LO E’ (TRAILER BY FRA)

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YouTube – V-DAY 3 – SEMBRA UN FILM, MA NON LO E’ (TRAILER BY FRA).

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Tanto fumo e niente arresto – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Tanto fumo e niente arresto – Marco Travaglio – Voglio Scendere.

Signornò
da l’Espresso in edicola

Già è singolare un presidente del Consiglio che, ogni due per tre, vanta le migliaia di perquisizioni e di udienze subite, le decine di processi affrontati (in realtà sono 16), le centinaia di magistrati che si sono occupati di lui, come se quelle medie da delinquente incallito fossero un titolo di merito. Ora poi che s’è messo a vantarsi dei mafiosi arrestati e dei beni sequestrati come se fossero opera sua, non ci si capisce più niente. Anche perché nel frattempo, in tandem con Dell’Utri, ha ribadito che Mangano fu un “eroe” perché in carcere non parlò di nessunodei due, mentre Spatuzza che parla di entrambi, oltreché di se stesso e dei suoi complici,è un pentito prezzolato e dice “minchiate”.

Ma i nove decimi dei boss e killer della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta arrestati e dei loro patrimoni sequestrati sono stati individuati grazie ai pentiti che parlano anziché esercitare la virtù dell’omertà (pardon, dell’eroismo). O grazie alle intercettazioni che il governo sta per ridurre al lumicino. Che facciamo? Tagliamo i pentiti in due, come fa Silvan con la sua valletta: buoni quando parlano di se stessi e dei loro pari, cattivi quando parlano dei livelli superiori? L’affare si complica vieppiù se si considera che i magistrati che arrestano i mafiosi e sequestrano i beni sono gli stessi che a Palermo processano Dell’Utri per concorso esterno e due ufficiali del Ros per la mancata cattura di Provenzano, e indagano sulle trattative Stato-mafia. Gli stessi che a Caltanissetta e Firenze hanno riaperto le indagini sui mandanti occulti delle stragi del 1992-93. Gli stessi che a Napoli han chiesto e ottenuto un ordine di custodia per il sottosegretario Cosentino, subito stoppato dalla Camera.

Se Montecitorio avesse dato il via libera, le statistiche sventolate da Berlusconi, Alfano e Maroni avrebbero potuto arricchirsi di un bel +1: invece niente, anzi -1. Come ci regoliamo allora? Tagliamo a fette anche i magistrati antimafia, buonissimi quando arrestano i quacquaracquà e cattivissimi quando arrestano (o almeno ci provano) i politici loro amici? Possibile che la Dda di Napoli sia una squadra di fuoriclasse quando ingabbia la bassa manovalanza e si trasformi un covo di schiappe quando prende i colletti bianchi, salvo tornare a rifulgere d’infallibilità quando sequestra il tesoro dei Casalesi rimpinguando le statistiche del governo? A proposito di soldi sequestrati: tre anni fa Clementina Forleo recuperò dai furbetti del quartierino 300 milioni, subito usati dal governo per costruire asili e tappar buchi nel bilancio della Giustizia: come mai il Csm la premiò cacciandola da Milano anche col voto del Pdl che si fa bello con quelle cifre? Gianfranco Fini è stato crocifisso dai berluscones per collusione con la Giustizia, avendo osato rivolgere la parola al procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi, che aveva osato far arrestare Ottaviano Del Turco. Ma, se gli arresti sono merito del governo, il premier e tutti i ministri dovrebbero correre da Trifuoggi per congratularsi. O no?

Clementina Forleo coinvolta in un incidente stradale

Fonte: Clementina Forleo coinvolta in un incidente stradale.

Francavilla Fontana (Br) – Il giudice del tribunale di Cremona, Clementina Forleo, è stata coinvolta giovedì sera in un misterioso e grave incidente stradale, lungo l’autostrada per Milano all’altezza del casello di Lodi. Nello schianto della vettura contro il guardrail il magistrato bridinsino ha riportato fratture allo zigomo e alla mandibola. E le sue condizioni non sarebbero gravi. Inquietanti invece sono le voci di un possibile attentato, diffuse ieri dal deputato pugliese dell’Italia dei valori Pierfelice Zazzera. “Ho appreso – ha fatto sapere ieri il parlamentare -, che l’auto di Clementina Forleo è stata spinta fuori dalla carreggiata da un altro veicolo. Lei è salva, ma chi ha provocato l’incidente è fuggito, facendo perdere le proprie tracce”.  “La dinamica dell’incidente – ha proseguito Zazzera –, ancora oggetto di indagine, è in fase di ricostruzione, sebbene riteniamo assolutamente grave che il magistrato sia ancora sprovvisto di un servizio di tutela assegnato alla sua persona, considerando la delicata attività svolta in occasione delle inchieste sulle scalate bancarie”. “Siamo preoccupati – ha poi aggiunto – per l’atteggiamento sordo di chi dovrebbe tutelare la magistratura e non lo fa, soprattutto in relazione all’episodio della scorsa notte, tanto più che, come si ricorderà, i genitori del magistrato brindisino sono rimasti uccisi in un incidente ancora pieno di misteri”.

Blog di Beppe Grillo – Nessuno tocchi Clementina

Blog di Beppe Grillo – Nessuno tocchi Clementina.

Chi nega la scorta a Clementina Forleo? E perché? Nessuno tocchi Clementina!
BARI – Il giudice Clementina Forleo, gip al tribunale di Cremona, ieri sera è stata spinta fuori strada mentre era a bordo di un’automobile in Lombardia. Lo rende noto il deputato di Italia dei Valori Pierfelice Zazzera, che chiede un servizio di tutela. “Ho appreso che ieri sera, in viaggio verso Lodi, l’auto di Clementina Forleo è stata spinta fuori dalla carreggiata da un altro veicolo, lei è salva, ma chi ha provocato l’incidente è fuggito, facendo perdere le proprie tracce … riteniamo assolutamente grave che il magistrato sia ancora sprovvisto di un servizio di tutela assegnato alla sua persona, considerando la delicata attività svolta in occasione delle inchieste sulle scalate bancarie.Siamo preoccupati, per l’atteggiamento sordo di chi dovrebbe tutelare la magistratura e non lo fa, soprattutto in relazione all’episodio della scorsa notte, tanto più che, come si ricorderà, i genitori del magistrato brindisino sono rimasti uccisi in un incidente ancora pieno di misteri…” franco antonio perrone, verona

UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati

UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati.

di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)


Ci sono cose che sai, ma che sono talmente gravi e clamorose che a volte, sotto sotto, è come se non ci volessi credere nonostante la loro evidenza.

Ho scritto tante volte che il potere interno alla magistratura, gestito dalle correnti, disgraziatamente è diventato identico al potere esterno, gestito dai politici, e ho illustrato in molti modi questa convinzione.

Ho scritto anche in diverse occasioni come i gestori del potere interno della magistratura difendano ormai solo il loro personale potere usando la asserita difesa dell’indipendenza della magistratura (e, si badi, NON dei magistrati) solo come alibi di facciata.

Ho scritto queste cose, che appaiono del tutto evidenti, ma probabilmente, da qualche parte dentro di me, speravo in una qualche smentita, in un cambio di atteggiamento, in una presa di coscienza.

Per questo le reazioni del “potere interno” alla sentenza con la quale il T.A.R. del Lazio ha dichiarato illegittimo e annullato il trasferimento di Clementina Forleo disposto dal C.S.M. sono riuscite a stupire anche me.

Di quella sentenza, della sua fondatezza in diritto e della irragionevolezza della reazione dei consiglieri del C.S.M. iscritti al Movimento per la Giustizia (una delle correnti dell’A.N.M.) ho scritto in due articoli ai quali rinvio: “Il C.S.M. e Clementina Forleo: ovvero dei pessimi rapporti fra il potere e la legge” e “Il Movimento per la Giustizia il potere e la legge”.

Ieri l’Associazione Nazionale Magistrati ha emesso un comunicato su quella sentenza che offre la prova evidente che i capi dell’A.N.M. pensano esattamente come il Silvio Berlusconi al quale dicono di volersi contrapporre.

Nel citare qui Silvio Berlusconi non intendo riferirmi solo alla persona del Presidente del Consiglio, ma alla cultura politica che egli esprime e che – bisogna prenderne atto – risulta nei fatti condivisa da ampia parte del panorama politico italiano di qualunque colore politico. La vicenda Forleo riguarda proprio un caso – la vicenda delle c.d. scalate bancarie – che coinvolge esponenti di primo piano della sinistra, le cui linee di condotta sono state del tutto identiche a quelle che in altre occasioni hanno criticato alla destra.

Il comunicato dell’A.N.M. sulla sentenza del T.A.R. può essere letto a questo link.

Esso si connota per le seguenti caratteristiche, che, dopo avere elencato, illustrerò analiticamente, punto per punto:

1. Si finge che quella del T.A.R. sia una interpretazione della legge, mentre, invece, è pacifico – ed emerge dallo stesso comunicato dell’A.N.M. – che ciò che ha affermato il T.A.R. è puramente e semplicemente ciò che dice la legge.

2. Non si contesta al T.A.R. di avere violato la legge, ma si adducono argomentazioni secondo le quali ciò che dice la legge non starebbe bene e si dà ad intendere che il T.A.R. avrebbe dovuto violare la legge – come già aveva fatto il C.S.M. – perché questo starebbe meglio.

3. Manca qualsiasi riferimento, foss’anche minimo, al fatto che risulta ormai giuridicamente certo che il C.S.M. ha agito illegalmente e che Clementina Forleo è stata vittima di una grave ingiustizia commessa dall’organo che avrebbe dovuto tutelarne l’indipendenza.

4. Si dà l’ennesima prova del fatto che il potere interno alla magistratura è un blocco unico e che vi è una intollerabile commistione di ruoli fra A.N.M. (e dietro l’apparenza di essa, le correnti) e il C.S.M..

5. Ci si lamenta del «sistema disciplinare» tacendo del tutto sul fatto che esso è nelle mani della magistratura e non di imprecisati enti esterni.

6. Si reclama per il C.S.M. un tipo di potere che è ESATTAMENTE quello che vogliono Berlusconi e i politici di potere (di destra e di sinistra).


Antimafia Duemila – Europee: Forleo, candidatura De Magistris e’ una rivoluzione

Antimafia Duemila – Europee: Forleo, candidatura De Magistris e’ una rivoluzione.

“La candidatura di Luigi de Magistris, al di là del colore politico, è una rivoluzione”.
Lo ha detto il gip di Cremona Clementina Forleo parlando a Catanzaro ad un’iniziativa su “Etica e politica, legalità e istituzioni” alla presenza dell’ex pm di Catanzaro candidato alle europee per l’Italia dei Valori. “Sono qui – ha aggiunto Forleo – perché ritengo che la scelta di De Magistris sia condivisibile e da appoggiare. Fare il magistrato non significa solo scrivere sentenze o celebrare udienze. Antonio Di Pietro ha capito che quella di De Magistris é una candidatura di grande importanza di un magistrato, costretto a compiere questa scelta, perché ha avuto il coraggio di scoperchiare pentole che non doveva scoperchiare”. Per il magistrato “quello che è accaduto a Catanzaro è scandaloso. Il potere con la ‘p’ maiuscola ha necessità, per sopravvivere, di un’informazione non all’altezza e di una magistratura servile. Purtroppo una grossa fetta del potere giudiziario è colluso con i potentati politici e economici per qusto bisogna liberare il Csm dalle logiche clientelari, politiche e di potere”. Sulle intercettazioni Forleo ha manifestato la speranza che “non vengano eliminate, anzi che si infittisca la possibilità di utilizzarle. Spero che la riforma non vada in porto”.

PRIMO PIANO – Clementina Forleo “disinnescata”

PRIMO PIANO – Clementina Forleo “disinnescata”.

di Carlo Vulpio

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l’ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell’ex governatore della banca d’Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D’Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall’ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D’Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un’ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un’ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all’idea di predisporre un’ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l’appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L’ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com’è andata a finire, ma in quell’estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell’azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un’altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d’ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l’abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell’Interno Maroni, inondando il Ministero dell’Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l’Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.