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Forleo? Togliamole anche la scorta!

Forleo? Togliamole anche la scorta!.

Clementina Forleo non ha più la scorta, le è stata revocata con una telefonata. Prassi del tutto illecita. Ma non v’è nulla di lecito in ciò che è stato compiuto fin ora nei confronti di questo giudice. Il provvedimento, arriva dopo mille altri soprusi. Carlo Vulpio ne traccia la sintesi agghiacciante.

La conosciamo come colei che aveva osato indagare sulle scalate bancarie che hanno visto molti esponenti di destra e di sinistra coinvolti. Fu trasferita, come da solita e vigliacca prassi, da Milano a Cremona, per volere di esponenti politici riunitisi in gran segreto nella stanza parlamentare di Anna Finocchiaro. C’erano, oltre alla Finocchiaro, anche Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D’Alema) e altre persone.
Insomma, una vera riunione massonica per far fuori Clementina Forleo, la quale… non soltanto è stata trasferita, ma si è vista recapitare proiettili calibro 38, incendiare il raccolto dell’azienda agricola di famiglia in Puglia, recapitare una lettera anonima che preannunciava la morte dei genitori (che poi avviene veramente, in uno strano incidente stradale). E’ stata anche denunciata da un tenente dei carabinieri per presunte offese e poi anche da Alberto Santacaterina che, però, è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e falso ideologico.
Ora a Clementina le è stata tolta anche la scorta.
Quel che suona strano non è soltanto tutta questa vicenda (che ne ricalca altre per metodologia e per vigliaccheria), ma anche il fatto che in Italia le scorte vengano tolte a chi ne ha davvero bisogno e, invece, mantenute per inutili figuri, leccapiedi del governo, come Emilio Fede e Bruno Vespa.

Possiamo scrivere tutti al Ministero dell’Interno per dimostrare che il popolo della rete conosce i fatti ed è in totale disaccordo con questa criminale decisione.

maroni_r (at) camera.it oppure caposegreteria.ministro (at) interno.it

Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo

Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo.

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Il Tar del Lazio ha accettato il ricorso presentato dai legali del Gip di Milano, Clementina Forleo avverso il provvedimento del Csm con il quale fu deciso il trasferimento d’ufficio da Milano a Cremona. “Sono contenta – ha detto alla Gazzetta il Gip, commentando la decisione del Tribunale amministrativo del Lazio – la mia battaglia però contunuerà”.


La notizia è stata data da uno dei legali del giudice di Francavilla Fontana, avv. Giovanni Pesce (nativo di Oria) il quale spiega che la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato il trasferimento motivando questa decisione presa l’estate scorsa “ritenendo insussitenti i presupposti di quella decisione“.

“Il giudice – ha aggiunto l’avvocato Pesce – mi ha riferito di essere felice della notizia, ma non intende, per il momento, lasciare il tribunale di Cremona. Ci fa piacere però che finalmente un giudice terzo imparziale ha riconosciuto l’ingiusta atteggiamento persecutorio assunto dal Csm nei suoi confronti”.

Il plenum del Consiglio della magistratura decise a maggioranza di disporre il trasferimento del giudice per incompatibilità ambientale.

La decisione fu adotatta dopo le dichiarazioni della Forleo sul comportamento dei magistrati milanesi che seguivano l’inchiesta sulle scalate bancarie.

«Lotterò fino alla fine dei miei giorni – dichiarò il gip di Milano; andrò a testa alta in tutti i tribunali, affermando il principio per cui la legge è uguale per tutti e auspicando una seria riforma della giustizia».

A chi a suo tempo chiese al gip se avrebbe fatto ricorso al Tar contro la delibera di Palazzo dei Marescialli rispose: «Certamente».

Oggi attraverso il suo legale, avv. Pesce Clementina Forleo manda a dire “di avere vinto una battaglia di principio, non credo che tornerò a Milano. Almeno per ora”.

Poi raggiunta al telefono dalla Gazzetta, il gip ha detto: “Sono commossa e ovviamente molto contenta della decisione del Tar. Questo dimostra che la verità prima o poi viene a galla. E comunque continuerò a battermi per l’indipendenza e l’autonomia del giudice e contro le logiche clientelari e le correnti all’interno all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura conitnuerà”.

Alla domanda se adesso tornerà a Milano essendo la sentenza del tar immediatamente eseucutiva, il Gip ha preferito non rispondere, riservandosi di decidere e di affidarsi per ulteriori commenti ad un comunicato ufficiale dei suoi legali. “Aggiungo solo – ha concluso – che mi batterò ancora affinchè il giudice resti una figura indipendente e autonoma, al di fuori delle logiche clientelari”.


Franco Giuliano (la Gazzetta del Mezzogiorno.it)