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ComeDonChisciotte – IL PROGRAMMA SEGRETO DI COPENHAGEN

ComeDonChisciotte – IL PROGRAMMA SEGRETO DI COPENHAGEN.

FONTE: WASHINGTON’S BLOG

Gli artefici dei credit default swap dietro allo sviluppo dei “derivati sull’anidride carbonica”

Come avevo dimostrato in precedenza, i derivati speculativi (in special modo i credit default swap ) sono una delle cause principali. della crisi economica

E avevo sottolineato che le grandi banche realizzeranno profitti enormi sulle quote consentite delle emissioni di anidride carbonica, mentre l’illustre scienziato che sta facendo una crociata contro il riscaldamento globale sostiene che non funzioneranno e che esiste l’altissima probabilità di una gigantesca truffa e di un insider trading nei mercati delle quote delle emissioni di anidride carbonica.

Ora Bloomberg fa notare. che il programma delle quote delle emissioni di anidride carbonica sarà incentrato sui derivati:

Le banche si stanno preparando a fare con l’anidride carbonica quello che hanno fatto in precedenza: l’ideazione e la commercializzazione di contratti derivati che aiuteranno i clienti a proteggere i loro rischi sui prezzi nel lungo termine. Sono anche pronte a vendere prodotti finanziari legati all’anidride carbonica agli investitori esterni.

[Blythe] Masters sostiene che alle banche debba essere permesso di poter prendere l’iniziativa se un sistema obbligatorio di quote consentite delle emissioni di anidride carbonica è utile a salvare il pianeta al minor costo possibile. E i derivati legati all’anidride carbonica devono far parte di questo connubio, dice. I derivati sono titoli il cui valore è derivato dal valore di una merce sottostante – in questo caso, l’anidride carbonica ed altri gas serra…

Chi è Blythe Masters ?

E’ la dipendente di JP Morgan che ha inventato i credit default swap, e sta ora guidando gli sforzi di JPM sulle quote delle emissioni di anidride carbonica. Come osserva Bloomberg (questa e le altre citazioni provengono dall’articolo di Bloomberg riportato sopra):

Masters, 40 anni, sovrintende le attività ambientali della banca di New York in veste di responsabile globale dell’azienda nell’ambito delle materie prime.

Come giovane banchiere londinese all’inizio degli anni Novanta, Masters faceva parte del team di JPMorgan per sviluppare nuove idee per trasferire i rischi sui terzi. E continuò con la gestione del rischio sui crediti per la banca d’investimenti JPMorgan.

Tra i derivati sui crediti venuti alla luce dai primi sforzi della banca ci sono i credit default swap.

Alcuni membri del Congresso stanno combattendo contro i derivati sull’anidride carbonica:

“La gente taglierà i future sull’anidride carbonica e ci troveremo nei guai,” dice Maria Cantwell, senatrice democratica dello stato di Washington. “Non è possibile tenere il passo del prossimo strumento che andranno a creare.”

Cantwell, 51 anni, lo scorso novembre ha proposto che ai governi statali americani venga concesso il diritto di vietare i prodotti finanziari non regolamentati. “Il mercato dei derivati ha danneggiato pesantemente la nostra economia, non è nient’altro che un casinò dove si punta forte – tranne il fatto che i casinò devono attenersi alle regole”, ha riferito in un comunicato stampa.

Tuttavia il Congresso potrebbe cedere alle pressioni dell’industria e permettere il commercio over-the-counter dei derivati sull’anidride carbonica:

Il disegno di legge della Camera sulle quote delle emissioni di anidride carbonica vieta i derivati OTC, richiedendo che tutte le trattative sull’anidride carbonica vengano effettuate sugli scambi. I banchieri sostengono che un simile divieto sarebbe un errore… le banche e le aziende potrebbero ottenere quello che vogliono sui derivati sull’anidride carbonica in una legge separata in corso di elaborazione al Congresso…

Anche gli esperti finanziari si oppongono al mercato delle emissioni di anidride carbonica:

Persino George Soros, l’operatore miliardario di hedge fund, sostiene che i money manager dovrebbero trovare dei modi per manipolare i mercati delle emissioni di anidride carbonica. “Il sistema può essere truccato”, ha sottolineato Soros, 79 anni, in un seminario alla London School of Economics lo scorso luglio. “Per questa ragione piace ai tipi finanziari come me – perché ci sono delle opportunità finanziarie” …

Il gestore di hedge fund Michael Masters, fondatore della Masters Capital Management LLC con sede a Saint Croix nelle Isole Vergini americane [e senza alcun legame con Blythe Masters] dice che gli speculatori finiranno col controllare i prezzi dell’anidride carbonica americana, e il loro intervento potrebbe innescare lo stesso genere di cicli di espansione e recessione economica che hanno bastonato le altre materie prime…

Il gestore di hedge fund sostiene che le banche tenteranno di gonfiare il mercato dell’anidride carbonica ingaggiando investitori dagli hedge fund e dai fondi pensione.

“Wall Street lo venderà alla gente come un prodotto di investimento che non ha nulla a che vedere con l’anidride carbonica”, dice. “Poi improvvisamente i gestori degli investimenti domineranno l’asset class, e nulla sarà più collegato alla domanda e all’offerta reale. Abbiamo già visto questo film.”

Per la verità, come avevo rilevato in precedenza, anche numerosi ambientalisti si oppongono al mercato delle quote delle emissioni di anidride carbonica. Ad esempio:

Michelle Chan, un’esperta analista delle politiche a San Francisco per Friends of the Earth, non è affatto convinta.

“Dovremmo veramente creare un nuovo mercato da 2.000 miliardi di dollari quando non abbiamo ancora finito il lavoro per riorganizzare e collaudare una nuova regolamentazione finanziaria?” chiede. Chan sostiene che, vista la loro storia recente, dovrebbero essere tenute a freno le capacità delle banche di trasformare il cambiamento climatico in un nuovo mercato delle materie prime.

“Quello che ci ha fatto aprire gli occhi nella crisi del credito – ad un livello spaventoso e sconvolgente – è quello che accade nel mondo reale”, dice.

Chan di Friends of the Earth sta lavorando duramente per impedire alle banche di inserire anche l’anidride carbonica nel loro repertorio. Ha intitolato un rapporto di Friends of the Earth del marzo scorso “Anidride carbonica subprime?”. In una deposizione rilasciata a Capitol Hill, ammoniva: “Wall Street non farà solamente da intermediario nei normali derivati sull’anidride carbonica – diventeranno creativi.”

Sì, diventeranno “creativi” e abbiamo già visto questo film… un boom di derivati sull’anidride carbonica non regolamentati in modo adeguato destabilizzerà l’economia e porterà ad un altro crollo.

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=16449
8.12.2009

Traduzione a cura di JJULES per http://www.comedonchisciotte.org

ComeDonChisciotte – CAMBIAMENTO CLIMATICO: I MEDIA GLOBALI PRESENTANO UNO SCENARIO APOCALITTICO

Fonte: ComeDonChisciotte – CAMBIAMENTO CLIMATICO: I MEDIA GLOBALI PRESENTANO UNO SCENARIO APOCALITTICO.

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

Il seguente testo (in allegato) è stato pubblicato simultaneamente dai maggiori quotidiani in tutto il mondo. Costituisce un’iniziativa di pubbliche relazioni in tutto il mondo, tesa a condizionare l’opinione pubblica affinché accetti senza riserve il “consenso sul riscaldamento globale”. Il testo dell’editoriale è stato preparato dal team del Guardian.

L’editoriale presenta uno scenario apocalittico, con la devastazione causata dal riscaldamento del pianeta.

Mentre indica giustamente la necessità di ridurre le emissioni di CO2, come un obiettivo ambientale per l’aria pulita a sé stante, accetta subito il consenso sul riscaldamento globale, senza dibattito o discussione, come una verità assoluta come viene descritta dal comitato dell’ONU sul cambiamento climatico.

Non riconosce il più ampio dibattito scientifico sul cambiamento climatico. E non affronta neanche la controversia sui dati in merito al cambiamento climatico e alle emissioni dei gas serra.

Le prove che il diossido di carbonio sia la sola causa del riscaldamento del pianeta sono discutibili, come è stato rivelato da numerosi studi scientifici. (vedere il dossier di Global Research sul cambiamento climatico: un archivio di oltre 100 articoli).

C’è stato, a questo proposito, un continuo tentativo di mettere a tacere i critici, come ci dicono i testi del metereologo del MIT Richard S. Lindzen (vedere: Richard Lindzen, Climate of Fear: Global-Warming alarmists intimidate dissenting scientists into silence. Global Research, 7 aprile 2007).

Gli scienziati che dissentono dall’allarmismo hanno visto scomparire le loro borse di studio, il loro lavoro è stato deriso, e sono stati loro stessi etichettati come delle marionette dell’industria, degli scienziati incompetenti, o peggio. Di conseguenza, le menzogne sul riscaldamento globale acquistano credibilità persino quando disprezzano la scienza che ne sarebbe il fondamento. (Ibid)

Le emissioni di CO2 sono presentate nell’editoriale come l’unica e più importante minaccia per il futuro dell’umanità.

Gli autori dell’editoriale credono che “i politici a Copenhagen hanno il potere di plasmare il giudizio della storia su questa generazione”.

La nostra opinione è che i politici dei paesi della NATO che saranno presenti all’incontro di Copenhagen agiranno invariabilmente per conto degli interessi dell’establishment finanziario, delle società petrolifere e dei contractor della difesa.

Su questo punto, vale la pena notare che le decisioni chiave e gli orientamenti del COP15 sono già stati preconfezionati al World Business Summit on Climate Change (WBSCC) tenutosi il maggio scorso a Copenhagen, sei mesi prima del COP15.

Il WBSCC ha riunito alcuni dei più prominenti leader e dirigenti commerciali del mondo, compresi Al Gore e il segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon (il World Business Summit on Climate Change comprende un webcast).

I risultati di queste consultazioni di alto livello sono contenuti in una “relazione sommaria per i policy maker” redatta dalla PriceWaterHouseCoopers LLP, per conto dei dirigenti che hanno preso parte all’evento. Questa relazione, che è stata inviata ai governi partecipanti, ha poco a che vedere con la protezione dell’ambiente. Consiste in gran parte in un ordine del giorno dettato dal profitto, che sfrutta il consenso sul riscaldamento globale come giustificazione. (Per i dettagli, vedere Climate Council: The World Business Summit on Climate Change).

“L’ambizione alla base del Summit [WBSCC] è stata quella di affrontare le sfide gemelle del cambiamento climatico e della crisi economica. I partecipanti al summit hanno considerato come questi rischi possono essere trasformati in opportunità se le società e i governi collaborano, e [su] quali politiche, quali incentivi e quali investimenti stimoleranno più efficacemente la crescita con una bassa emissione di carbonio”. (Copenhagen Climate Council).

Qual è l’ordine del giorno nascosto dietro il Summit CO15 di Copenhagen?

Il consenso sul riscaldamento globale viene sfruttato per giustificare un lucrativo schema commerciale del carbonio da molti bilioni che cerca di arricchire le corporazioni e le istituzioni finanziarie a discapito dei paesi in via di sviluppo.

Secondo l’editoriale: “la giustizia sociale richiede che il mondo industrializzato paghi di propria tasca ed offra denaro per aiutare i paesi più poveri ad adattarsi al cambiamento climatico, e tecnologie pulite per consentire loro di crescere economicamente senza un aumento delle emissioni”.

Questo schema commerciale del carbonio non serve gli interessi della giustizia sociale. Proprio il contrario. Ciò che viene progettato ora è un commercio multimiliardario di “Carbon Derivatives”: le banche sono in lizza per “fare un sacco di soldi” con il commercio della CO2, con… un’alta probabilità di grandi frodi e insider trading nei mercati del commercio di CO2” (si veda Copenhagen’s Hidden Agenda: The Multibillion Trade in Carbon Derivatives, Global Research, 8 Dicembre 2009). Con amara ironia, l’architetto dei Credit Default Swaps, la JP Morgan è dietro lo sviluppo del sistema di commercio dei “Carbon Derivatives”.

Mentre condividiamo le preoccupazioni degli ambientalisti, non c’è ragione di sostenere qualcosa che è del tutto falso o discutibile per raggiungere gli obiettivi ambientali stabiliti.

La riduzione delle emissioni tossiche di CO2 prodotte dall’uomo non deve essere vista come subordinata e strumentale alla riduzione del riscaldamento globale. È un obiettivo a sé stante.

L’implementazione di un programma ambientale proteso espressamente alla riduzione di emissioni di CO2 a livello nazionale e internazionale non richiede né il consenso sul riscaldamento globale, né un sistema commerciale sul carbonio imperniato sul profitto.

Michel Chossudovsky, 7 dicembre 2009

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