Archivi tag: corruzione

Il corruttore anticorruzione – Passaparola – Voglio Scendere

Fonte: Il corruttore anticorruzione – Passaparola – Voglio Scendere.

Buongiorno a tutti, la lettura dei giornali in questi giorni è molto avvincente perché ci descrive Berlusconi in pigiama che si aggira per le stanze di Palazzo Grazioli, investigando sullo scandalo della Protezione civile e interrogando, addirittura, protagonisti e comprimari, pare abbia convocato, Verdini, Bertolaso, Matteoli, Scajola, persino Bondi per sapere come sono andate le cose.

Lo scandalo delle case
Perché si sta attivando su questa inchiesta mentre invece non si era attivato su altre inchieste, anzi aveva coperto, difeso i suoi fino a coprirsi di vergogna e di ridicolo a livello mondiale, evocando complotti di questo genere in ogni circostanza in cui ognuno dei suoi uomini, per non parlare naturalmente di lui stesso, era stato indagato o imputato o condannato?
Perché evidentemente ha capito che la saldatura tra uno scandalo molto popolare, come questo che riguarda vicende di case, è molto comprensibile soprattutto in un paese dove l’83% dei cittadini è proprietario della casa in cui abita e il momento che stiamo vivendo, la crisi, la crisi che ci avevano assicurato essere superata, la crisi che ci avevano detto: l’Italia avrebbe superato meglio degli altri paesi.

La crisi che invece si sta abbattendo in maniera pesantissima anche sui conti pubblici, costringerà il governo a una manovra nei prossimi due anni, chi dice di 20, chi dice di 25 e quando dicono di 25 vuole dire 50 miliardi di Euro, manovra che ricorda quella drammatica di Giuliano Amato nel 1992 in piena tangentopoli quando fu prelevato con un notevole salasso dalle nostre vene una montagna di denaro 92 mila miliardi e poi fu prelevato pure il 6 per mille su ogni conto corrente bancario, il famoso prelievo forzoso. Siamo di nuovo alla stessa situazione: la situazione è determinata in parte da una crisi internazionale, in parte dalla fragilità della finanza pubblica italiana che, com’è noto è svuotata dall’interno, da termiti dotate di denti potentissimi che mangiano da 20 anni a questa parte più ancora di quanto non mangiassero ai tempi della prima Repubblica e che succhiano ogni anno 50 miliardi di Euro in costi della corruzione.

Ricolfi l’altro giorno calcolava i costi dell’evasione fiscale, naturalmente per chi paga le tasse questi costi si fanno sentire: l’evasione fiscale e contributiva ammonta a 120 miliardi di Euro, poi ci sono naturalmente gli sprechi nella pubblica amministrazione che lui calcola in 80 miliardi di Euro all’anno e poi naturalmente abbiamo anche il nero delle mafie che fatturano, anzi non fatturano ogni anno 150 miliardi di Euro all’anno, che naturalmente sono dati che si sovrappongono in parte agli altri due. Stiamo parlando comunque di cifre colossali che drenano alcune centinaia di miliardi ogni anno dai conti dello Stato, quindi noi non abbiamo mai una lira per investire in periodi di crisi e per attutire il colpo, per creare degli ammortizzatori sociali, per rilanciare i settori della scuola, dell’università, dell’innovazione, della ricerca. In Francia un governo di destra, appena esplosa la crisi, due anni fa ha preso una ventina di miliardi e li ha investiti in quei settori, nel futuro, nei giovani; noi non lo possiamo fare perché i soldi se ne vanno da altre parti.

Quindi Berlusconi ha capito benissimo che questo scandalo per l’elemento pop casa, che contiene e per il momento nel quale scoppia, rischia di travolgere il suo governo molto più di quanto non abbiano fatto scandali precedenti e infinitamente più gravi. Perché non vi sfuggirà che la presenza nel governo di un signore raggiunto da un mandato di cattura per camorra, mandato di cattura mai eseguito perché la Camera lo ha protetto, negando l’autorizzazione ai giudici a eseguirlo e stiamo parlando degli stessi giudici che vengono poi applauditi ogni giorno quando arrestano i boss dei Casalesi, mentre vengono respinti fuori dalla porta quando chiedono di arrestare il politico di riferimento del clan dei Casalesi, il sottosegretario all’economia, Presidente del Cipe, Nicola Cosentino, così è ritenuto dai magistrati, non solo dall’accusa, ma anche dal G.I.P. che ha emesso l’ordine di custodia cautelare, l’uomo dei Casalesi. Questa è la ragione per cui pende sul capo di Cosentino un mandato di cattura, questo è evidente che è molto più grave di Scajola che si è fatto pagare la casa da un altro, ma mentre sulle questioni di mafia e camorra sono riusciti a creare una cortina fumogena nel mondo dell’informazione per non far capire alla gente cosa succede e per buttarla tutta in politica, per buttarla tutta in complotto, sul fatto della casa, i casi sono due: o te la sei pagata tu o te l’ha pagata qualcun altro, se te l’ha pagata qualcun altro ci devi spiegare perché te l’ha pagata qualcun altro perché non siamo un paese dove i costruttori sono missionari, nessuno fa l’elemosina a nessuno a quei livelli, nessuno ti regala 900 mila Euro perché gli sei simpatico.
E’ evidente che gli hai fatto dei favori o stai per farglieli, allora in un periodo in cui si centellinano gli Euro, questi pacchi di soldi che vanno, vengono sia in circolare etc., creano indignazione e Berlusconi, che fiuto per captare gli umori della gente ne ha da vendere, è la sua caratteristica migliore, si sta rendendo conto che monta il malcontento e allora naturalmente reagisce come può, non è che può fare una legge anticorruzione vera, finge di fare una legge anticorruzione, però, non è che può fare un’epurazione nel suo governo prendendo tutti quelli che si sono arricchiti e cacciandoli fuori, perché? Perché dovrebbe cacciare innanzitutto sé stesso!

Quando leggo questi titoli: Silvio reagisci o finisce male, la rabbia popolare per gli scandali della politica sale, Berlusconi teme di essere travolto, le contromisure, la legge anticorruzione è una campagna per far capire che non c’entra, ma come fa a far capire che non c’entra? C’entra fino al collo, è in politica perché c’entra, è in politica per non finire in galera e naturalmente pensava Berlusconi: chi ha sbagliato dovrà pagare e uscire dal governo, allora si accomodi! Mi pare che tra un signore che ha corrotto un giudice per fregare la Mondadori a un concorrente e uno che si è fatto pagare la casa da un altro, è più grave la prima, tra un signore che aveva società offshore con sopra 1500 miliardi di lire di fondi neri nei paradisi fiscali e Scajola è molto più grave il primo signore, da un signore imputato di avere corrotto un testimone perché mentisse sotto giuramento nei suoi processi e lo facesse assolvere, pur essendo lui colpevole e Scajola, mi pare che sia molto peggio il primo.

Berlusconi non si autointerroga
Tra un signore che ha un processo per appropriazione indebita e evasione fiscale e falso in bilancio per centinaia e centinaia di miliardi di lire sfuggiti al fisco e ai bilanci e prelevati dalle casse della società e messi in tasca e Scajola è molto peggio il primo signore, il primo signore è il nostro Presidente del Consiglio.Però  sui suoi di processi era riuscito secernendo questo liquido nero da seppia a creare un alone di confusione, non si capisce mai bene cosa ha fatto, mentre invece Scajola grazie anche a quello che lui ci ha raccontato, come gli abbiano comprato la casa a sua insaputa, beh lì i contorni sono molto netti, definiti, quindi sta cercando di buttare fumo negli occhi alla gente, fingendo di avere preso in mano la lotta alla corruzione, fiancheggiato da comici naturali come Belpietro, Feltri che titolano “subito la legge anticorruzione, a casa le mele marce, interroga i ladri di polli e farà piazza pulita!” ma quale piazza pulita, se le mele sono marce è perché è marcio l’albero, altrimenti non verrebbero fuori mele marce, sono state selezionate proprio in quanto marce da un signore che è più marcio di loro, questa è la verità!

Però  è molto interessante il fatto che lui si stia dedicando a temi di cui mai aveva parlato in questi 16 anni di impegno politico, salvo che per dire che sono temi inesistenti, che sono roba da giustizialista, da manettari, da dipietristi, da girotondini, anzi guai se la sinistra si lascia trascinare… adesso ci tocca persino leggere su Il Corriere della Sera, un articolo di Galli della Loggia uscito sabato, memorabile, in cui Galli della Loggia casca dalla loggia e si mette a fare delle domande che neanche un bambino un po’ tonto si farebbe in un paese come l’Italia: perché? Che paese siamo diventati? Possibile che sia tornata la corruzione? Possibile che i deterrenti non funzionino a dovere? Possibile che in America condannano all’ergastolo i protagonisti dello scandalo “Enron” e Bernard Madoff protagonista della truffa del secolo, mentre in Italia non si comminano pene esemplari? Se queste domande le facesse un marziano che arriva da un altro pianeta, uno potrebbe prenderlo, accarezzarlo e spiegargli come non funziona in Italia, ma detto da uno che ha vissuto in questi anni, ha fatto il commentatore politico in questi anni, verrebbe da dire: ma dove sei vissuto Galli della Loggia? Dove è questa Loggia? Dove vivi? Perché è incredibile, la domanda sulle mancate pene esemplari ai criminali della finanza, stiamo scherzando? Siamo un paese dove è stato depenalizzato il falso in bilancio, mentre negli Stati Uniti la pena massima è 25 anni, pena massima per un falso in bilancio, ma poi con quella pena, con le aggravanti si può arrivare addirittura all’ergastolo!

Noi siamo un paese dove per truffa e appropriazione indebita non si può arrestare, negli Stati Uniti Madoff è finito immediatamente dentro, poi se ti condannano per quei reati prendi, facendo così, 4 o 5 anni, poi c’è sempre da togliere 3 anni di indulto, poi c’è sempre da togliere gli ultimi due che puoi fare i domiciliari, gli ultimi 3 che puoi fare i servizi sociali, quindi anche se dovesse arrivare la condanna prima della prescrizione, cosa impossibile perché l’ex  Cirielli consente dei tempi rapidissimi, brevissimi dal momento in cui è stato commesso il reato al momento in cui viene punito, comunque nessuno sconta la pena in carcere, a Madoff hanno dato 150 anni per reati finanziari!

Galli della Loggia dove era mentre veniva disboscata la normativa penale e civile sui reati societari? Ha mai scritto un editoriale su Il Corriere della Sera per lamentare questa incredibile area di franchigia che si creava per i criminali dal colletto bianco? No, ve lo dico io il perché, perché gran parte degli editori de Il Corriere della Sera, hanno tutto l’interesse a che il falso in bilancio venga depenalizzato. Tant’è che uno a caso, Tronchetti Provera quando fu fatta la legge vergogna sul falso in bilancio, disse che era ora! Il Corriere della Sera riflette gli interessi della grande industria e della grande finanza, quindi sono felicissimi alcuni degli editori de Il Corriere della Sera di vivere, ma tra gli editori de Il Corriere della Sera c’è un pluripregiudicato Salvatore Ligresti, c’è un plurimputato per reati finanziari come Geronzi, allora Galli della Loggia risparmia almeno queste baggianate di chiedere… perché i giudici in Italia non applicano pene esemplari, a parte che nessuno deve applicare nessuna pena esemplare, bisogna applicare pene giuste, non esemplari, le pene esemplari si danno nelle dittature, nelle democrazia, negli stati di diritto si danno le pene giuste, previste dalla legge, il problema è che da noi non ci sono le pene, perché sono state cancellate per gli interessi di Berlusconi, dei grandi industriali dei quali Galli della Loggia è sempre stato in questi anni il laudatore o addirittura il protettore, visto che non basta fare ogni tanto qualche piccola critica al partito di plastica, se uno è convinto che in Italia i criminali dal colletto bianco debbano andare in galera, allora deve scrivere degli articoli durissimi, deve fare delle campagne contro le leggi che sono state fatte a favore dei criminali dal colletto bianco, a favore dei white collars, perché non funzionano i deterrenti?

Ci mancherebbe altro, in questi anni, a parte l’indulto che consente a ogni corrotto e corruttore e agli autori di quasi tutti i reati sicuramente finanziari e contro la pubblica amministrazione, di portarsi in tasca 3 anni di bonus da spendere e defalcare in caso di condanna, a parte l’indulto sono state fatte delle leggi in materia penale che impediscono di scoprirla la corruzione, si è depenalizzato di fatto l’abuso d’ufficio, l’abuso d’ufficio è il reato per punire il punto di riferimento ufficiale o il pubblico dipendente o l’incaricato di pubblico servizio che abusa del suo ufficio pubblico per fare dei favori a qualcuno o danneggiare qualcun altro, per privilegiare qualcuno, è il tipico reato di chi lottizza le A.S.L. e tutto il settore della pubblica amministrazione, di chi trucca i concorsi, di chi fa assumere gli amici, i parenti, l’amante etc., di chi avvantaggia qualcuno perché magari è del suo partito, quello è l’abuso d’ufficio, oppure altera le procedure normali della pubblica amministrazione.

Se poi lo fa a pagamento, c’è anche la corruzione in cambio dell’atto contrario ai doveri d’ufficio, ma intanto ti punisco per l’atto, perché trovare i soldi è più difficile, trovare l’atto fasullo è più facile e se io riesco a entrare dentro la tua attività, aprendo la porta dell’atto fasullo, abuso d’ufficio, magari proseguendo trovo anche i soldi, la corruzione, quindi era un reato che serviva a entrare nel mondo della corruzione, di fatto è depenalizzato nella versione non patrimoniale non è più reato, nella versione patrimoniale, quando si dimostra che hai fatto un favore di tipo patrimoniale a una persona e hai danneggiato patrimonialmente un’altra persona, allora c’è ancora il reato, ma è un reato punito con pene talmente basse e con prescrizione talmente corta che non ci sono più intercettazioni, non c’è più custodia cautelare e soprattutto non ci sono i tempi per fare il processo e le indagini, scatta la prescrizione prima, quindi di fatto gli abusi d’ufficio non sono più puniti, non ci sono da quando è stato riformato questo reato, non c’è stata più nessuna condanna per abuso d’ufficio che sia passata in giudicato, arriva sempre prima la prescrizione.

L’anticorruzione di corruttori e corrotti
E’ stato depenalizzato il falso in bilancio, l’abbiamo detto di fatto, il falso in bilancio era un altro strumento per entrare nel mondo della corruzione, perché? Perché scopro che una società fa i bilanci falsi e i fondi neri, perché uno fa i fondi neri? Mica si divertono a fare i fondi neri, i falsi in bilancio sono finalizzati a 3 possibili operazioni: intanto rubare i soldi dalle casse dell’azienda, magari quotata, li rubo, me li porto via evadendo il fisco, arricchendomi occultamente, depauperando la mia società, danneggiando i soci, i creditori e tutti quanti e questo è uno, spesso falsifico i bilanci perché devo pagare tangenti o perché voglio pagare tangenti, se pago tangenti non posso mettere a bilancio la voce “tangenti” quindi è ovvio che lo faccio di nascosto, tarocco i bilanci e porto via i fondi neri e con i fondi neri pago le tangenti, quindi se dimostro che i bilanci sono falsi e vado avanti, poi magari scopro dove sono finiti i soldi che ho portato via dai bilanci ufficiali, a cosa mi servono? A fare qualcosa che non posso fare alla luce del sole, di solito corruzione, evasione fiscale, appropriazione indebita!

Chiudendo anche quella porta si è evitato un altro ottimo strumento per scoprire la corruzione, mentre l’abuso d’ufficio ha depenalizzato il centro-sinistra, insieme al centro-destra, votavano tutti insieme 396 nel 2001 queste leggi vergogna, la controriforma del falso in bilancio l’ha fatta Berlusconi nel 2001/2002, dopodiché per evitare che si scoprisse la corruzione, hanno anche creato un clima tale per fare in modo che non parlasse più nessuno, è ovvio la corruzione la facciamo io e l’altro, Gustavo Dandolo e Godevo Prendendolo così si chiamano secondo un famoso apologo dell’Avvocato Flick i due protagonisti della corruzione, bisogna essere in due e i due ovviamente sono vincolati da un patto di segretezza perché? Perché sono gli unici due che sanno cosa hanno fatto, se però uno dei due viola quel patto di segretezza, cosa fa? Denuncia l’altro, infatti il pool di Milano aveva proposto una legge che consentisse forti sconti di pena o addirittura l’impunità al primo dei due che va a denunciare l’altro, perché? Perché così inneschi una competizione tra i due e se sai che l’altro potrebbe denunciarti per ottenere quel beneficio, corri più forte e vai tu a denunciare l’altro così il beneficio lo ottieni tu, perché? Perché tanto lo sai che quella cosa verrà fuori, perché è troppo forte la tentazione di salvarsi le chiappe denunciando l’altro, se c’è il beneficio, se non c’è il beneficio stanno zitti tutti e due, a meno che il periodo non sia di forte crisi, come quello del 1992 quando gli imprenditori in cambio delle tangenti non ottenevano più niente dallo Stato perché i partiti non avevano più neanche i soldi del denaro pubblico da spendere, se li erano mangiati tutti, allora gli imprenditori corsero a confessare, cercando di far credere ai magistrati di essere stati concussi, costretti a pagare, in realtà non erano concussi, se non rare eccezioni, erano complici dei politici, loro pagavano le tangenti e i politici gli davano gli appalti.

Quindi è  importante che si collabori nelle inchieste di corruzione, è importante che si parli nelle inchieste di corruzione e naturalmente bisognerebbe dare degli incentivi a chi parla, tipo la legge sui pentiti di mafia o di terrorismo, non solo invece non si danno incentivi a chi parla, ma si è fatta una legge per cestinare le deposizioni del corrotto che accusa il corruttore o del corruttore che accusa il corrotto, la riforma dell’Art. 513 del Codice di procedura penale per silenziare o cestinare il contributo dei complici che accusano l’altro complice.
Poi si è  fatto capire ulteriormente che è meglio stare zitti, vedi la compagna denigratoria e violenta, criminale che si è fatta contro Stefania Ariosto, colpevole di avere raccontato la verità su Previti e Berlusconi.

Quindi la legge poi sui pentiti ha chiuso la bocca, non tanto ai pentiti delle indagini di Tangentopoli, quanto invece a quelle di mafia, ma si è fatto capire che è meglio chiudere il becco! Dopodiché abbiamo ancora qualche furbastro che scrive sui giornali e dice: ma chi l’avrebbe mai detto? E’ tornata la corruzione, com’è che non funzionano i deterrenti? Ma ci mancherebbe altro, noi non abbiamo i deterrenti, abbiamo gli incentivi alla corruzione, le leggi che sono state fatte in questi anni sono incentivi alla corruzione, perché se tu demolisci tutti gli strumenti per scoprirla, rendi una burletta tutte le sanzioni, con la legge ex Cirielli porti la prescrizione a un tempo così breve che è matematico che non si riuscirà più a processare nessuno, ma per quale motivo uno dovrebbe smentire di rubare? Nei paesi dove occorre coraggio per rubare, rubano in pochi, ma in Italia occorre coraggio per restare onesti, per non rubare, visto che rubano in molti e rubare paga e le conseguenze sono praticamente zero, anzi ci si guadagna!
Adesso scopriamo che c’è bisogno di denaro, lo Stato cerca soldi, uno dice: beh con 120 miliardi di Euro di evasione fiscale se riescono a scoprire e a sequestrare il bottino di almeno un evasore fiscale su 10, già abbiamo 12 miliardi di Euro in tasca, con 50/60 miliardi di Euro di costi della corruzione se si riesce a combattere la corruzione portandole via 1/10 all’anno, abbiamo 5/6 miliardi di più in tasca!
Con una mafia camorra e ‘ndrangheta che fatturano 150 miliardi ogni anno, se si riuscisse a colpirle per l’uno su 10, per il 10% si potrebbero mettere in tasca altri 15 miliardi all’anno, vedete che la manovra finanziaria è fatta, ma è fatta a spese di corrotti, dei corruttori, degli evasori fiscali e dei mafiosi, non dei cittadini onesti che continueranno a pagare più tasse perché sono gli unici che le pagano e quindi si sa dove andarli a prendere, invece è esattamente quello che succederà, verranno a prenderci i soliti che pagano le tasse o perché sono costretti o perché sono dei cittadini esemplari!

La proposta del Fatto contro la corruzione
Nei prossimi giorni Il Fatto Quotidiano pubblicherà una proposta di legge anticorruzione seria, non quella barzelletta che sta presentando il governo che è fumo negli occhi, perché non ci vogliono grandi geni per combattere la corruzione, bastano poche cose, pochissime cose, basta ripristinare il reato di falso in bilancio con pene severe, basta fare una legge che punisca l’autoriciclaggio oggi è punito tizio che ricicla i soldi di caio, ma se tizio ricicla i soldi suoi in nero non è punito, l’autoriciclaggio non è punito, siamo l’unico paese naturalmente!

Poi ci vuole una legge che ratifichi la convenzione internazionale europea anticorruzione che l’Italia ha firmato nel 1999 e da 11 anni non ratifica, perché lì è punita la corruzione tra privati e cioè per esempio il capo dell’ufficio acquisti di un’azienda privata che prende le stecche da un fornitore per dare le forniture sempre a lui, danneggiando la sua impresa che magari invece prendendo le forniture da un altro ci guadagnerebbe, la corruzione tra privati è punita in tutto il mondo, tranne che in Italia, e è diffusissima!
Punire come previsto dalla convenzione internazionale anticorruzione il traffico di influenze, quest’ultimo è quando dico: dammi dei soldi che posso influenzare tizio, posso farti fare dei favori da tizio, poi vai a vedere se è vero, se non è vero, il giudice Squillante non ha riportato condanne perché in Italia non è punito il traffico di influenze, era un giudice penale,era accusato di essersi impicciato in una causa civile, la causa “Imi Sir”, mille miliardi di lire che lo Stato ha dovuto dare alla Sir di Rovelli, senza che ne avesse il diritto, grazie a giudici corrotti, uno di quelli accusati di avere oliato il meccanismo intervenendo sui giudici civili della Cassazione che si occupavano della causa e Squillante che però era un giudice penale, quindi non ha venduto la propria funzione, perché lui non era coinvolto in quel processo, era accusato di averlo fatto per arrivare, per ravvicinare dei giudici civili della Cassazione. Quest’ultima ha stabilito alla fine, dopo che l’avevano condannato in primo e in secondo grado, che quello non era reato di corruzione giudiziaria, perché?
Perché non essendo direttamente e personalmente coinvolto nella causa, il suo al massimo era un traffico di influenze che in Italia non è punito,  ha preso soldi per avvicinare un giudice civile, perché la causa Imi Sir andasse a buon fine, cioè a cattivo fine per lo Stato e a buon fine per i clienti ed amici di Previti, la Famiglia Rovelli e non è stato punito perché in Italia non è punito il traffico di influenze e tutti gli scandali che vedete in questi giorni, in attesa se si scopra chi ha preso quanti soldi in cambio di cosa, corruzione, potrebbero essere tranquillamente liquidati come traffico di influenze, perché sono tutte persone, questi controllori della Protezione civile che ricevono favori dai controllati Anemone etc., basta che si dimostri che tu hai ricevuto dei favori e non c’è bisogno di dimostrare quali favori hai fatto tu a loro, basterebbe stabilire che è reato il traffico di influenze, reato che un pubblico dipendente, un pubblico dirigente o un pubblico funzionario, prenda soldi oltre il suo stipendio, se prende soldi oltre il suo stipendio non mi interessa perché, è lui che deve dimostrarmi che li ha presi non per fare favori, ma perché c’è qualcuno che gli vuole bene, se non me lo dimostra è traffico di influenze, soprattutto se prende i soldi da gente sottoposta al suo controllo, che può darsi che ti paghi oggi per avere un favore tra 10 anni, tra l’altro!

Quindi basterebbero pochi aggiustamenti, non c’è mica bisogno di chissà quale genialata, poi naturalmente bisognerebbe recepire la proposta di Cernobbio del pool di Milano che era firmata anche da Avvocati come Pisapia padre e Dominioni, oggi Presidente delle camere penali, per dire, capo della più grande e importante associazione sindacale di Avvocati, cosa prevedeva? Prevedeva che la corruzione e la concussione diventano la stessa cosa, se prendi soldi in cambio di un atto, lecito o illecito non importa, perché tu quell’atto come pubblico ufficiale lo devi fare gratis, senza prendere soldi da nessuno, è corruzione punto e basta e si punisce con tot anni, non ci può essere qualcuno che ti dà i soldi e poi vieni a piangere dicendo: ah ma mi hanno costretto a pagare, no non ti hanno costretto a pagare, a meno che non sia la mafia, ma in quel caso allora voi sapete si chiama racket, è una cosa diversa, se ti puntano la pistola è un conto, se ti dicono: vuoi l’appalto, dammi i soldi, quello non è racket, sei tu che paghi consapevolmente per ottenere un favore illecito e non te la puoi cavare come vittima di concussione.

E poi dare un incentivo al primo che collabora tra il corrotto e il corruttore, così vedrete quanti corrotti e quanti corruttori correranno a collaborare, visto che siamo di nuovo in periodo di crisi come quello del 1992/1993, queste sono le minime norme che andrebbero fatte e che metteremo giù in forma aulica come si conviene a un progetto di legge, chiederemo a parlamentari di centro-sinistra e di centro-destra e di centro se lo vogliono fare proprio, lo mettiamo a disposizione del Parlamento visto che il Parlamento dice di voler fare una legge anticorruzione, ma sta partendo da un testo scritto da Berlusconi, da Ghedini e Alfano, quindi ve lo lascio immaginare!
Naturalmente poi se uno volesse anche far funzionare la giustizia, basterebbe aggiungere 3 o 4 altri accorgimenti per far durare meno i processi basterebbe bloccare la prescrizione dopo il rinvio a giudizio e nessuno avrebbe più l’interesse a tirare il processo in lungo, perché se è innocente esce prima, viene assolto prima, se è colpevole è inutile aspettare 20 anni per essere condannati se non c’è più la speranza di prescrizione, tanto vale che la condanna la prendi subito, anzi se sai di essere colpevole e di prenderti la condanna, il processo non lo fai neanche, patteggi la pena e così almeno ottiene uno sconto e non devi pagare l’Avvocato per anni e anni!
Se poi si facesse sì che quando io, imputato, condannato in primo grado, faccio appello, rischio che mi aumentino la pena in appello, ci penso due o tre volte prima di fare appello, magari patteggio e non faccio neanche il primo grado se so di essere colpevole.

Oggi ci sono imputati colpevoli che fanno appello e poi fanno anche ricorso per Cassazione, non perché pensino di essere innocenti e di essere assolti, ma perché vogliono perdere tempo per arrivare alla prescrizione del reato, se però la prescrizione finisce con il rinvio a giudizio, loro la speranza di prescrizione non ce l’hanno più e se rischiano facendo appello di vedersi aumentata la pena, in appello o in Cassazione, con il cavolo che fanno appello! Oggi non si può riformare in peggio la sentenza di primo grado su appello dell’imputato, ti possono aumentare la pena se fa appello il pubblico Ministero sul punto della pena, ma se vieni condannato a 5 anni in primo grado e fai appello, non te ne possono dare 6, te ne possono dare al massimo 5, quanti te ne hanno dati in primo grado, basterebbe introdurre la reformatio peius delle sentenze e chi fa appello soltanto per perdere tempo, non lo farebbe più, perché? Perché nessuno fa appello per beccarsi più anni di quelli che ha beccato in primo grado, anzi di solito semmai patteggia per non beccarsi troppi anni in primo grado, basterebbero pochissime normative di questo genere, a costo zero, non sono normative che costano più dipendenti, più magistrati, più strutture, più problemi, sono a costo zero, si tratta semplicemente di disincentivare i ricorsi, le liti, di sfrondare quindi questa marea di processi che in automatico vanno sui 3 gradi di giudizio, di disincentivare l’interesse addirittura a farli i dibattimenti, quindi incoraggiando la gente invece a fare il rito alternativo per non andare neanche a processo, in cambio di sconti e naturalmente mettendo anche una piccola cauzione per chi fa appello, se tu fai appello, almeno che non sia nullatenente, ci aiuti a pagarlo questo appello e così se non hai motivo per fare appello, il Cip ti costa e quindi magari decidi di non farlo l’appello se poi rischi anche che ti aumentino la pena, così magari lo Stato recupera anche qualche soldo negli appelli.

Queste sono le cose, per dirvi com’è facile far funzionare la giustizia e combattere la corruzione in un Paese che voglia veramente recuperare soldi dalla corruzione, dall’evasione fiscale, dalle mafie, con una giustizia efficiente che non solo è efficiente perché fa condannare i colpevoli e assolvere gli innocenti, ma è efficiente anche perché produce soldi, ricchezza, la giustizia deve produrre ricchezza, soprattutto in un paese dove rubano soprattutto i ricchi, recuperando, mettendole a loro le mani nelle tasche, non ai soliti contribuenti ipertartassati che già pagano le tasse e continuano a essere colpiti sempre gli stessi, la domanda è: noi siamo veramente un Paese con una classe dirigente, un governo e un Parlamento che può permettersi di recuperare i soldi mettendoli nelle tasche degli evasori, mafiosi e corrotti?

Sono 17 anni che fanno leggi a favore degli evasori, mafiosi e corrotti, quindi ho i miei dubbi che stavolta cambieranno registro, è anche vero che questa volta, Berlusconi in primis e tutti gli altri dietro, sentono il fiato sul collo di un’opinione pubblica sempre più indignata e quindi oltre alla mia solita raccomandazione di leggere Il Fatto Quotidiano e di passare parola, aggiungo questa, indignatevi e restatelo perché come vedete state preoccupando e spaventando il Presidente del Consiglio e quando lui è preoccupato e batte la testa contro il muro di Palazzo Grazioli, vuole dire che c’è ancora speranza, a lunedì prossimo!

Antimafia Duemila – Uno stato di corruzione…e mafia

Fonte: Antimafia Duemila – Uno stato di corruzione…e mafia.

di Luigi de Magistris – 16 maggio 2010
Le indagini della Procura della Repubblica di Perugia evidenziano – in una spaventosa espansione – che la criminalità organizzata è divenuta pezzo di Stato e la corruzione stile di vita.

Per alcuni di noi non è una novità. Una coltre fitta di decadenza morale tale da far dichiarare all’ex ministro Scajola, con un candore indecente, che egli non sa dire chi gli abbia pagato la casa; tanto da far tenere a Bertolaso una conferenza stampa – in cui proclama la sua innocenza celando fatti inquietanti che lo riguardano – da far rimpiangere il Cile di Pinochet e la Romania di Ceausescu. Sta emergendol’intreccio più pericoloso, mortale per la democrazia, tra gestione del denaro pubblico e criminalità dei colletti bianchi. Un vero e proprio governo occulto della cosa pubblica. Le istituzioni vengono utilizzate per consolidare il potere, trarre profitti e garantirsi copertura legale. È il piduismo che assume sembianze di Stato. Più o meno è lo stesso sistema che avevo ricostruito da pubblico ministero in Calabria e che la ragnatela masso-mafiosa, presente nelle istituzioni, tessendo le sue fila – con complicità di altissimo livello – ha massacrato me e tutte le persone che prestavano servizio per lo Stato, in solitudine, mentre i tessitori gelatinosi – tra una ristrutturazione di una abitazione i lusso e un’altra – lavoravano per demolire indagini e servitori dello Stato. Eppure l’attuale governo – comunica la propaganda di regime – è quello che maggiormente avrebbe operato per ontrastare la criminalità organizzata. È esattamente il contrario. È una maggioranza di governo che sta approvando leggi e provvedimenti che il crimine lo proteggono, lo favoriscono e loalimentano. La legge sulle intercettazioni per impedire che la magistratura ricostruisca la nuova tangentopoli ed individui i mafiosi si stato. La legge sul legittimo impedimento per costruire lo scudo immunitario al sultano di Stato. Il processo reve per garantire impunità ai colletti bianchi. La legge che consegna i beni confiscati ai prestanome dei boss che si recano indisturbati nelle aste. La legge che toglie ai pmil diritto-dovere di indagare di propria iniziativa sottoponendoli i desiderata del governo. La legge che cancella il contributo dei collaboratori di giustizia.
In Europa stiamo cercando di porre un argine  questo progetto eversivo dello stato di diritto. Una nuova normativa sulla corruzione; nuove regole per l’utilizzo dei fondi pubblici; rafforzamento delle strutture investigative europee; l pubblico ministero dell’Unione. L’Europa ci può aiutare, concretamente; in Italia, le complicità istituzionali di cui gode il nuovo piduismo sono agghiaccianti e destano anche preoccupazione se si pensa alle collusioni con ambienti apicali ei servizi di sicurezza e con personaggi preposti a ruoli importanti negli organi di garanzia, magistratura compresa.

Tratto da: l’Unità

Lo show di Bertolaso va in scena a Palazzo Chigi | Pietro Orsatti

Lo show di Bertolaso va in scena a Palazzo Chigi | Pietro Orsatti.

Di Pietro Orsatti

La crisi, reale e sempre più evidente, del nuovo e vecchio potere che domina questo brandello di Seconda Repubblica è tutto nello show di oggi di Guido Bertolaso nella conferenza stampa a Palazzo Chigi convocata appositamente per intessere la propria difesa dalla gravissime accuse che gli sono piovute addosso per l’inchiesta Gradi Eventi. Un potere sfacciato, sopra le righe. Espresso con arroganza, con lo stile di questa nuova Italia berlusconizzata. Uno stile che emerge con un tentativo di battuta già all’inizio dell’appuntamento. «Mi ha chiamato Bill Clinton per complimentarsi per lo splendido lavoro fatto dall’Italia ad Haiti ed io volevo fargli una battuta: ‘io e lei abbiamo un problema che ha lo stesso nome, Monica, ma poi ho rinunciato perché lui qualche problema reale lo ha avuto», così ha esordito riferendosi a Monica Lewinski e alla Monica del Salaria Sport Village. Si sarà reso conto della gaffe clamorosa? Si rende conto di essere tuttora un ministro in carica?

Sorvoliamo e andiamo a vedere i contenuti di questa autodifesa andata in scena con tanto di copertura istituzionale.

«Speravo di essere qui a commentare l’archiviazione o lo stralcio della mia posizione» nell’inchiesta sul G8, «ma purtroppo non è stato così, l’indagine va avanti ed io voglio chiarire alcune cose». Questo l’incipit. Andiamo a vedere queste “alcune cose” che Guido sottosegretario e commissario alla qualunque cosa vuole comunicare agli italiani. «Ho totale fiducia nei magistrati, in particolare in quelli di Perugia, che mi hanno ascoltato in interrogatorio per oltre sei ore, ma c’è stata una strumentalizzazione delle intercettazioni», ha proseguito. Poi ha spiegato che «nessuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda ha avuto appalti o affidamenti all’Aquila. Se qualcuno poteva pensare che ci sarebbero state compensazioni per ciò che avevamo tagliato a La Maddalena è rimasto deluso. Nessuna impresa di Diego Anemone o delle altre persone coinvolte nella vicenda è stata contattata o ha ricevuto appalti dalla protezione civile all’Aquila». E poi, dopo aver raccontato la propria versione dei massaggi ricevuti a Salaria Sport Village, un appello diretto al popolo italiano: «Non ho mai mentito agli italiani, per quello che riguarda il mio comportamento. Credo di avere la coscienza pulita». E le accuse? «Credo di aver dimostrato che tutte le accuse siano frutto di equivoci o mancati controlli dei documenti che ho presentato oggi». E poi scarica Anemone e gli altri. «Anemone non l’ho scelto io, ma è stato scelto sulla base di una gara dal soggetto attuatore che aveva l’unica responsabilità dei lavori».

Ma poi si ricorda dell’amico e ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci. Affermando: «con me è sempre stato un gentiluomo corretto, non ho mai avuto ragione di dubitare di lui. Ogni volta che abbiamo fatto un lavoro insieme lui ha fatto presto e bene». E tornando su Anemone, l’ex capo di una delle più prestigiose immobiliari romane (l’immobiliare Olgiata) oggi a capo della Protezione civile vuole spiegare i rapporti intercorsi fra sua moglie e il costruttore inquisito. «Mia moglie ebbe un rapporto professionale con il costruttore Diego Anemone. Lei è un architetto, è stata pagata, è tutto regolare. Ciò è avvenuto comunque un anno prima che si avviassero le attività per gli appalti del G8 alla Maddalena». Poi si ricorda di specificare: «Non ho mai avuto soldi dal costruttore Diego Anemone, anzi sono stato io a dare a lui 20mila euro per alcuni lavoretti che mi fece in casa per tapparelle ed armadi». Onnipresente, però, il costruttore Anemone. E i il centro sportivo, e i lavori della moglie del sottosegretario e poi anche gli armadi e le tapparelle.

«Non temo quello che Anemone potrebbe dire», ha detto poi ai giornalisti. Perché, Anemone sta parlando? È questa la ragione di questa irrituale conferenza stampa autorizzata dallo stesso Berlusconi in una sede istituzionale come Palazzo Chigi?

«Avrei fatto questa conferenza stampa? -ha detto Bertolaso- non ho nulla da temere, nulla da nascondere, non sono mai stato ricattabile». Bertolaso ha poi spiegato di non lamentarsi «per la mancata archiviazione» della sua posizione nella vicenda giudiziaria, ma di sperare in un esito più rapido. «Purtroppo -ha aggiunto- ogni giorno spuntano tutta una serie di cose che nulla hanno a che vedere con la Maddalena e il G8».

«Cerchiamo almeno di distinguere quelle che sono state eventuali responsabilità nelle vicende della Maddalena -ha proseguito- con quello che sta uscendo oggi, che non c’entra assolutamente nulla con la Maddalena».

Non si preoccupi, il sottosegretario, che gli italiani hanno ben chiaro di cosa si sta parlando e di cosa sta emergendo. E non è un caso che ormai si parli non di un evento specifico (il G8 de la Maddalena) ma di sistema.

E poi il colpo di teatro. La Protezione Civile potrebbe costituirsi in giudizio contro Angelo Balducci e Diego Anemone. «È una questione che ci siamo già posti -spiega Bertolaso – quando saranno chiuse le indagini, sulla base di quella che sarà la determinazione finale della magistratura, esamineremo la possibilità. Ci mancherebbe altro lo abbiamo fatto tante volte nel passato». Lo spettacolo è finito, l’uomo del fare torna a lavorare.

Antimafia Duemila – Torna la corruzione

Fonte: Antimafia Duemila – Torna la corruzione.

di Nello Trocchia – 6 maggio 2010
Quella sconosciuta che divora 60 miliardi di euro ogni anno e che la politica non vuole colpire.

Le inchieste si moltiplicano, dallo scandalo G8 a quello Fastweb fino alle case, consulenze, regalie come strumento di favore per assecondare i voleri della cricca. Gira e rigira torna di attualità la grande sconosciuta: la corruzione. Un fenomeno tanto grave quanto ignorato da mezzi di informazione e dalla politica. L’area finiana del Pdl, scosso dal caso del ministro sfrattato (un suo ritratto dall’archivio) e dalla nuova inchiesta su Verdini, propone l’approvazione di un provvedimento anticorruzione che prevede l’aumento delle pene. Ma serve davvero?

L’impunità. Da uno studio emerge che un indagato per corruzione ha meno dell’1% di probabilità di farsi un giorno di carcere. Il problema attiene al reato, alla responsabilità dei partiti e al funzionamento della macchina giudiziaria. “ E’ un reato, come dimostra il dato reso noto dal magistrato Piercamillo Davigo, coperto da quasi certa impunità. L’inasprimento delle pene – spiega Alberto Vannucci, professore di scienze politiche all’università di Pisa ed esperto della materia – temo che alimenti solo l’ effetto annuncio che non incide per nulla sul fenomeno”. “In realtà quello che incide sul calcolo di chi paga una tangente è la probabilità di essere preso. L’inasprimento delle pene, in assenza di misure che rendano i procedimenti giudiziari più rapidi e di misure che aumentino le probabilità di punibilità del colpevole, risulta assolutamente inutile. Il problema è che, come dice il rapporto del Greco, il gruppo degli stati europei contro la corruzione, questo reato è circondato da un’aura di impunità, grazie a vari fattori, come ad esempio la prescrizione. Se il processo dura troppo e si arriva alla prescrizione, è perfettamente inutile aumentare le pene”. Una riforma quella dei tempi di prescrizione, varata sotto il governo Berlusconi nel suo precedente regno( una delle leggi ad personam), che si iscrive nelle innumerevoli norme che hanno dato un colpo più che al fenomeno, a chi lo reprime.

L’aspetto normativo è fondamentale. Quando si parla di nuove norme, il parlamento italiano dovrebbe introdurre il cosiddetto traffico di influenza che potrebbe essere mutuato ratificando una convenzione e un trattato europeo, ma continua a rimandare. Il traffico di influenza consentirebbe di punire anche l’intermediario nell’accordo illecito, figura ad oggi sempre più presente negli scambi corruttivi che troverebbe sanzione introducendo questa nuova fattispecie di reato. Uno step e una norma che darebbe agio e strumenti ulteriori agli inquirenti, senza rincorrere aumenti di pena, dopo aver abbassato in passato i tempi di prescrizione per questi reati. “Negli ultimi 15 anni- sostiene Davigo, consigliere della Corte di Cassazione – non c’è stata, se non convenzioni o adempimenti imposti, nessuna legge finalizzata  a rendere più agevole la scoperta dei reati di corruzione o più difficili da commettere. Sono state approvate leggi che hanno assicurato prescrizioni, indulti, giustificati con esigenze inesistenti, le carceri scoppiano ma non di condannati per corruzione”.

Ecco i condannati. Facciamo il punto anche su questo aspetto per capire come un fenomeno che ogni anno, ha un costo in termini di sviluppo dei territori e di progresso del paese, sia perseguito. Risucchia 60 miliardi di euro ogni anno dice la Banca Mondiale, è in costante aumento dice la Corte dei Conti e si realizza in opere incompiute, costruite male che costano il doppio, rispetto agli altri paesi europei, e quando arrivano venti di legalità e repressione miracolosamente i prezzi si abbassano. Le condanne. A Reggio Calabria l’ex sindaco in un libro ha confessato il sistema delle mazzette, delle tangenti della sua esperienza da politico e primo cittadino nel periodo 1990-1992.  ‘ Ho pagato tutti – scrive – politici, funzionari, che avrebbero dovuto controllare, anche un magistrato della Corte dei conti e perfino un giornalista, il più potente in città”. Eppure per corruzione/concussione in quel distretto, in un arco di tempo di 20 anni, sono state condannate appena tre persone. Reggio Calabria, paradiso terrestre. “ La corruzione è un fenomeno che non prevede l’interesse alla denuncia da parte dei coinvolti, per rompere questa omertà c’è bisogno dell’autorità giudiziaria. Servono meccanismi premiali per incentivare la denunzia, ma se si bloccano le intercettazioni, dopo la riforma della prescrizione, la sensazione di impunità aumenta”.

Ascolta l’intervista ad Alberto Vannucci
Ascolta l’intervista a Paola Parise sul traffico di influenza (11/03)

VISITA: www.federalismocriminale.it
Tratto da: articolo21.org

Piero Ricca » La Casa della libertà (con vista Colosseo)

Piero Ricca » La Casa della libertà (con vista Colosseo).

Ieri Scajola, oggi Verdini. E prima Fitto, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri… Non basta la gragnuola di leggi ad personas di questi anni. Né l’intimidazione costante dei magistrati scomodi. La grande riforma immunitaria, meglio se con il concorso esterno dei falsi oppositori e l’alto patrocinio del Quirinale, è questione di vita o di morte per la Banda. Ormai è una lotta contro il tempo: se non distruggono quel poco che resta della giustizia e dell’informazione, vengono arrestati tutti. La pretesa di impunità dei dominanti riflette la corruzione morale di un popolo. Milioni di italiani (con l’aggravante della buona fede) non se ne curano. Non vedono l’assurdo o non vogliono vederlo, molti addirittura lo giustificano: così fan tutti, anzi io al loro posto farei peggio.Te lo senti dire anche da poveri disgraziati che, se non pagano una multa, ricevono la visita dell’ufficiale giudiziario e vengono chiamati davanti al giudice di pace. Ammirano la corruzione e l’impunità degli altri. Se lo vedessimo in un film, stenteremmo a crederlo possibile. C’è un complotto contro il governo, dice ora il capobanda, che fino a ieri rivendicava l’esclusiva. No, è che siete ladri. Avidi, vigliacchi, senza dignità né vergogna. La feccia che ha risalito il pozzo. Ci tocca pure sentire frasi come questa: se si accertasse che qualcuno ha pagato a mia insaputa una parte della casa dove vivo, darei mandato ai miei avvocati di annullare il contratto. L’ha detto Claudio “Sciaboletta” Scajola, il responsabile dell’ordine pubblico durante il G8 di Genova, il responsabile della sicurezza privata di Marco Biagi, poi insultato da morto ammazzato. Ieri si è dimesso. Beccato con le mani nella marmellata, era diventato imbarazzante perfino per la Banda. Chi lo accusa ricorda gli assegni da lui ricevuti direttamente al ministero. Per un appartamento vista Colosseo, nell’era dei conti cifrati estero su estero e delle corruzioni miliardarie! Praticamente un dilettante, da mettere alla porta. Fino a nuovo incarico. Perché il silenzio è d’oro. A meno di un grande cambiamento, a questo punto difficile da immaginare se non traumatico, capace di ricacciare nei tombini questi maiali orwelliani e la loro Italia di fogna.

Antimafia Duemila – Appalti, indagato il coordinatore del Pdl Denis Verdini

Antimafia Duemila – Appalti, indagato il coordinatore del Pdl Denis Verdini.

Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, e’ indagato dalla procura di Roma per corruzione nell’ambito dell’inchiesta riguardante un presunto comitato d’affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare per i progetti sull’eolico e carceri in Sardegna.

L’iscrizione nel registro degli indagati del deputato e coordinatore nazionale Pdl è connessa all’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto romano Giancarlo Capaldo. Gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008 nel quadro di un’altra indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia.

Altri indagati
Indagati anche l’imprenditore Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias, Ignazio Farris, consigliere dell’Arpa della Sardegna, e un magistato tributario, Pasquale Lombardi. Gli inquirenti non escludono che venga successivamente aggiunta l’ipotesi di reato di associazione a delinquere.

Martedì scorso era stata eseguita la perquisizione del Credito Cooperativo Fiorentino, presieduto da Verdini stesso, da parte dai Ros di Roma, per verificare la destinazione finale di un giro di assegni che potrebbe riguardare fondi destinati a distribuire tangenti.

Mills di queste balle – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Fonte: Mills di queste balle – Marco Travaglio – Voglio Scendere.

Signornò, da L’Espresso in edicola

Si indaga su un politico? Per commentare si attende il rinvio a giudizio. Rinvio a giudizio? Si attende la sentenza del tribunale. Condanna in tribunale? Si attende l’appello. Condanna in appello? Si attende la Cassazione. Poi finalmente si pronuncia la Cassazione e tutti si dimenticano di commentare. Con la sentenza sul corrotto prescritto David Mills s’è fatto anche di peggio: il 25 febbraio, quando uscì il dispositivo della Cassazione, i turiferari del Cavalier corruttore lo spacciarono per assoluzione, grazie anche al Tg1 dell’apposito Minzolini. Quando poi, il 21 aprile, sono arrivate le motivazioni, tutti zitti.

Torniamo a due mesi fa: le Sezioni unite dichiarano prescritto il reato di Mills, retrodatando la prescrizione da febbraio 2010 a dicembre 2009, e condannano l’imputato a risarcire 250 mila euro allo Stato. E’ chiaro a tutti che Mills fu corrotto. Da chi, segreto di Pulcinella. Ma Berlusconi dice che “il reato non è stato commesso” e strilla alla “persecuzione giudiziaria” dei “pm talebani”. Il suo capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto delira di “dura sconfitta per il rito ambrosiano”. Il dioscuro del Senato Maurizio Gasparri vaneggia di“giudici milanesi sconfessati e sbugiardati”. Per il capo dei senatori leghisti Federico Bricolo, “questa clamorosa sentenza prova l’accanimento contro Mills per colpire Berlusconi”. Il coordinatore Pdl Denis Verdini tuona contro la “persecuzione giudiziaria ai danni del premier per sovvertire la volontà degli italiani”. L’on. avv. Niccolò Ghedini assicura: “La Cassazione non dice che Mills è colpevole. Nessun accertamento di reato”. “Vittoria di Berlusconi. Schiaffo della Cassazione ai pm”, titola il Giornale: “Il Cav e gli italiani dovrebbero essere risarciti”. “Il Cavaliere – scrive Vittorio Feltri – può cantare vittoria: se non c’è più il corrotto, non ci può più essere il corruttore”. Libero è lapidario: “Silvio assolto”. Sotto, il solito Filippo Facci deduce che, siccome il reato (per Mills) s’è prescritto nel dicembre 2009, “il processo non doveva neanche iniziare” (nel 2005).

Due mesi dopo arrivano le motivazioni: il reato c’era eccome, Mills fu corrotto con 600 mila dollari targati Biscione in cambio della sua “reticenza” al processo d’appello sulle mazzette Fininvest alla Guardia di Finanza. Berlusconi fu condannato in primo grado, prescritto in appello e assolto in Cassazione per “insufficienza probatoria” appunto perché Mills “aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società off-shore”. E proprio la carenza di prove certe sul punto determinò … l’assoluzione di Berlusconi”.
Se Mills non fosse stato comprato e avesse detto la verità, le prove sarebbero state certe e sufficienti a condannare per corruzione il Cavaliere. Che sarebbe finito in carcere, non a Palazzo Chigi. Ecco perché, sulle motivazioni della Cassazione, tutti tacciono. “Quando potremo dire tutta la verità – diceva Leo Longanesi – non la ricorderemo più”.