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Blog di Beppe Grillo – I Comuni con il buco dentro

Fonte: Blog di Beppe Grillo – I Comuni con il buco dentro.

Alviano (1554 ab.), Baschi (2742 ab.), Guardea (1883 ab.), Lugnano in Teverina (1593 ab.), Polino (284 ab.) Stroncone (4815 ab.) non sono Comuni, ma banche di investimento. Insieme ad altri Comuni umbri hanno sottoscritto swap, strumenti di finanziamento “derivati“, per 466 milioni di euro. Anche i piccoli Comuni, in cui la parola swap, ha un significato mistico, metafisico, allucinogeno si sono indebitati improvvisandosi esperti finanziari.
Gli swap permettono di ottenere anticipi ottenuti dalle banche in previsione di consistenti guadagni. I Comuni si ritrovano oggi, dopo la crisi, con i soldi da restituire e il capitale iniziale azzerato. Gli swap sono una alternativa legale allo strozzinaggio, una roulette russa in cui manca una sola pallottola. Si incassa oggi e si spera in Dio, nel frattempo si pagano laute commissioni alle banche d’affari. Nel caso il Comune non riesca a ripianare il debito accumulato, può rifinanziarlo con un’altra scommessa, con un altro swap fino al crack. Si nascondono così i buchi di bilancio con investimenti ad alto rischio che sottraggono risorse ai prossimi esercizi comunali.
I sindaci che investono in swap di solito non ne rispondono, la perdita ricade sui loro successori e sui cittadini. Le amministrazioni locali hanno investito in swap per 35 miliardi di euro, un terzo del loro intero debito (fonte Financial Times).
I derivati sono un moderno campo dei miracoli di Pinocchio situato nei pressi della città Acchiappacitrulli, nel Paese dei Barbagianni. Il campo miracoloso dove si seppellivano gli zecchini d’oro e in una sola notte cresceva un albero capace di farli fruttare. Come fa un Comune a uscire da un debito insostenibile dovuto ai derivati? Denuncia le banche che, a suo dire, lo hanno truffato. Milano ha tracciato la via denunciando JP Morgan, Depfa, Deutsche Bank e UBS. I “derivati alla milanese” sono stati sottoscritti nel 2005 da Albertini, il re dei parcheggi, che si gode la sua vecchiaia a Bruxelles come eurodeputato. Un investimento su base trentennale degno di una finanziaria, pari a 1,7 miliardi di euro. Il Comune non vuole addossarsi le perdite di 100 milioni di euro (accumulato fino ad ora) e ha avviato una causa di risarcimento di 239 milioni di euro. Il Comune si è accorto solo opo quattro anni di aver firmato un contratto capestro che gli ha consentito però di fare subito cassa. Si è dichiarato così incapace di intendere e di volere. Il processo inizierà a maggio. Il blog lo seguirà.
Chi ha consentito ai Comuni di dilapidare le casse in derivati? L’inarrestabile Tremorti, l’indebitatore d’Italia, con la legge Finanziaria del 2002. Visto il disastro, nel 2009 li ha proibiti, un vero creativo.

Blog di Beppe Grillo – Sindaci croupier

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Sindaci croupier.

JP Morgan, Depfa, Deutsche Bank e UBS sono sotto processo per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano. Il Comune sottoscrisse nel 2005 uno swap trentennale con un’operazione in derivati su bond da 1,68 miliardi di euro con un danno di 101 milioni di euro. In sostanza il Comune ha giocato a poker con le tasse dei cittadini, forse le carte erano truccate, questo lo decideranno i giudici. Invece i cittadini possono e devono chiedere conto all’amministrazione milanese, e a quelle di altre città, di operazioni a rischio effettuate con i soldi delle loro tasse. Chi ha autorizzato i Comuni a investire in derivati? I derivati sono un terno al lotto, uno dei prodotti finanziari più rischiosi, in parte all’origine della crisi economica del 2008. Con il meccanismo dello swap incassi subito denaro contante e ne paghi in seguito le possibili conseguenze. Un sindaco può quindi indebitare il Comune su una scommessa che pagherà il sindaco successivo, quando lui sarà altrove. Un Comune non deve poter sottoscrivere contratti derivati. Il Comune non è una banca e neppure un casinò.