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ComeDonChisciotte – KENNEDY, L’ARGENTO E LA FED

Fonte: ComeDonChisciotte – KENNEDY, L’ARGENTO E LA FED.

DI BIX WEIR
24hgold.com

Il 4 giugno 1963, il presidente John Kennedy firmò il decreto esecutivo N° 11110 che rendeva al governo americano il potere di emettere moneta senza passare per la Federal Reserve. Il decreto di Kennedy dava al Tesoro il potere di «emettere certificati sull’argento contro qualsiasi tipo di argento in lingotti, argento o anche dollari d’argento del Tesoro.» Ciò significava che per ogni oncia d’argento nelle casseforti del Tesoro americano, il governo avrebbe potuto mettere in circolazione una nuova moneta. Questo solo decreto avrebbe potuto distruggere la morsa che le banche avevano sul sistema monetario e rimetterci sulla strada della prosperità con una moneta sana.

Kennedy è stato assassinato il 22 novembre 1963 e nel luglio 1965 Lindon B. Johnson ribaltò la politica monetaria di Kennedy ritirando dalla circolazione tutti i dollari in monete d’argento. Quando successivamente Nixon pose fine alla copertura in oro del dollaro nel 1971, la strada alla svalutazione completa del dollaro era aperta.

Titolo originale: “Kennedy, l’argent et la FED”

Fonte: http://www.24hgold.com
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04.06.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di A.C.

VEDI ANCHE: JOHN F. KENNEDY CONTRO LA FEDERAL RESERVE

Fonte: JOHN F. KENNEDY CONTRO LA FEDERAL RESERVE

DI JOHN P. CURRAN
The Truth Seeker

Il 4 Giugno del 1963 fu firmato un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto, l’Ordine Esecutivo 11110, che impediva alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. Con un colpo di penna, il presidente Kennedy dichiarò che la Federal Reserve Bank, di proprietà di privati, sarebbe presto fallita. La Christian Law Fellowship ha ricercato questo evento nel Registro Federale e nella biblioteca del Congresso. Possiamo tranquillamente concludere che quest’Ordine Esecutivo non è mai stato abrogato, corretto o superato da nessun Ordine Esecutivo successivo. In parole semplici, è ancora valido.

Dopo che il presidente John Fitzgerald Kennedy – l’autore di “Profiles in Courage” – lo firmò, l’Ordine tornò al governo federale, precisamente al Dipartimento del tesoro, autorizzato costituzionalmente a creare ed emettere la valuta senza passare attraverso la Federal Reserve Bank, di privati. L’ordine esecutivo 11110 del presidente Kennedy (il testo completo è sotto) dette al dipartimento del tesoro il potere esplicito: “di emettere certificati d’argento a fronte di ogni lingotto di argento, dollari d’argento della Tesoreria.” Questo significa che per ogni oncia di argento nella cassaforte della Tesoreria degli Stati Uniti, il governo poteva introdurre soldi in circolazione basandosi sui lingotti d’argento fisicamente presenti.

Come risultato, più di 4 miliardi di dollari in banconote degli Stati Uniti sono stati messi in circolazione in tagli da 2 e 5 dollari. Le banconote da 10 e 20 dollari degli Stati Uniti non hanno mai circolato ma furono stampate dal Dipartimento del Tesoro quando Kennedy fu assassinato. Sembra ovvio che il presidente Kennedy sapesse che l’uso delle banconote della Federal Reserve come presunta valuta legale fosse contrario alla Costituzione degli Stati Uniti d’America.

Le “Banconote degli Stati Uniti” furono emesse come valuta senza interessi e senza debiti avallate dalle riserve d’argento nella Tesoreria degli Stati Uniti. Abbiamo confrontato una “Banconota della Federal Reserve” emessa dalla banca centrale privata degli Stati Uniti (la Federal Reserve Bank o Federal Reserve System), con una “Banconota degli Stati Uniti” della tesoreria americana, emessa grazie all’ordine esecutivo del Presidente Kennedy. Sono quasi identiche ad eccezione del fatto che una riporta la dicitura “Banconota della Federal Reserve” e l’altra “Banconota degli Stati Uniti”. Inoltre, quella della Federal Reserve ha marchio e numero di serie verdi, e quella degli Stati Uniti a marchio e numero di serie rossi.

Il Presidente Kennedy fu assassinato il 22 novembre del 1963 e le banconote degli Stati Uniti che lui aveva emesso furono immediatamente tolte dalla circolazione. Le banconote della Federal Reserve continuarono a fungere da valuta legale della nazione. I Servizi Segreti americani confermano che il 99% delle banconote in circolazione erano nel 1999 banconote della Federal Reserve.

Kennedy sapeva che le “Banconote degli Stati Uniti” prodotte in base alle riserve argentee si sarebbero ampiamente diffuse e avrebbero eliminato la richiesta delle “Banconote della Federal Reserve”. E’ una questione economica molto semplice. Le BSU (Banconote degli Stati Uniti) erano emesse sulla base del valore delle riserve argentee e le BFR (Banconote della Federal Reserve) non avevano alcun corrispettivo di valore intrinseco. L’Ordine Esecutivo 11110 avrebbe evitato al debito nazionale di raggiungere il livello attuale (virtualmente quasi tutti i 9000 miliardi del debito federale si sono prodotti dal 1963 in poi) se LBJ o ogni Presidente successivo lo avessero applicato. Il Governo degli Stati Uniti avrebbe avuto il potere di cancellare il debito senza passare per la mediazione delle Federal Reserve Banks e senza l’aggravio di interessi per creare nuovi soldi. L’ordine esecutivo 11110 dette agli Stati Uniti la possibilità di creare i suoi soldi basandosi sul vero valore delll’argento.

Inoltre, secondo le nostre ricerche, solo cinque mesi dopo l’assassinio di Kennedy, la serie dei “Certificati Argentei” del 1958 non fu più emessa, e successivamente furono rimossi dalla circolazione. Forse, l’omicidio di JFK era un messaggio per tutti i futuri presidenti di non interferire nel controllo della Federal Reserve sulla creazione del denaro. Risulta evidente che il Presidente Kennedy sfidasse i poteri esistenti dietro gli Stati Uniti e la finanza mondiale. Con vero coraggio patriottico, JFK affrontò con coraggio i due modi più fruttuosi mai usati per appianare il debito: 1) guerra (Vietnam); e 2) creazione della moneta attraverso una banca centrale gestita da privati. I suoi sforzi per avere tutte le truppe statunitensi fuori dal Vietnam entro il 1965 e l’ordine esecutivo 11110 avrebbero distrutto i profitti e il controllo della Federal Reseve Bank privata.

Ordine Esecutivo 11110

Emendamento all’ordine esecutivo numero 10289, relativo allo svolgimento di certe funzioni ad appannaggio del dipartimento del Tesoro. In virtù dell’autorità conferitami dalla sezione 301 del terzo articolo del Codice degli Stati Uniti, ordino quanto segue:

SEZIONE 1. Ordine esecutivo numero 10289 del 19 settembre 1951, come modificato, è qui ulteriormente modificato – (a) aggiungendo alla fine del paragrafo 1 attraverso il seguente sottoparagrafo (j): “(j) L’autorità conferita al Presidente dal paragrafo (b) della sezione 43 dell’Atto del 12 Maggio 1933, così come modificato (31 U.S.C. 821 (b)), di emettere certificati argentei in base ad ogni lingotto d’argento, argento o dollari d’argento standard nella Tesoreria momentaneamente non trattenuti per rimborso da alcun certificato d’argento in corso, di prescrivere il valore dei certificati argentei, ed emettere dollari d’argento standard e valuta d’argento sussidiaria per il loro ammortizzamento.” e (b) e eliminando i sottoparagrafi (b) e (c) del paragrafo 2. SEZIONE 2. L’emendamento effettutato con quest’Ordine non ha effetto su nessun atto già scritto, o su nessuna istanza o procedimento che stanno venendo accolti, o già accolti, o iniziato o sull’inizio di nessuna causa civile o penale precedenti alla data di quest’Ordine ma tutte le tali disposizioni devono continuare e possono essere portate a termine come se detto emendamento non fosse stato fatto.

JOHN F. KENNEDY THE WHITE HOUSE, June 4, 1963

Ancora una volta, l’Ordine Esecutivo 11110 è ancora valido. Secondo il 3 articolo del Codice degli Stati Uniti, sezione 301 datato 26 gennaio 1998:

Ordine Esecutivo (OE) 10289 datato 17 settembre 1951, 16 F.R. 9499, è stato modificato da:

OE… 10583, datato 18 DICEMBRE 954, 19 F.R. 8725:
OE… 10882 datato 18 Luglio 1960, 25 F.R. 6869;
OE… 11110 datato 4 Giugno 1963, 28 F.R. 5605;
OE… 11825 datato 31 Dicembre 1974, 40 F.R. 1003;
OE… 12608 datato 9 Settembre 1987 52 F.R. 34617

Gli emendamenti del 1974 e 1987, aggiunti dopo quello di Kennedy del 1963, non hanno cambiato nessuna parte dell’ordine esecutivo 11110. Una ricerca negli ordini esecutivi di Clinton del 1998 e 1999 e delle Direttive Presidenziali ha anche mostrato che non ci sono alterazioni, cambiamenti o sospensioni dell’ordine esecutivo 11110.

La Federal Reserve Bank, altrimenti detta Federal Reserve System, è una corporazione privata. Il dizionario della legge di Black definisce il “Federal Reserve System” come: “Rete di dodici banche centrali a cui appartengono la maggior parte delle banche nazionali e alla quale tutte le banche abilitate possono appartenere. Le regole per diventare membri prevedono investimenti in azioni e un minimo di riserve. Le banche di proprietà privata posseggono le azioni della FED. Questo era spiegato più dettagliatamente nel caso di Lewis contro gli Stati Uniti, Federal Reporter, seconda serie, vol. 680, pagine 1239-1241 (1982), dove la corte diceva: “Ogni Federal Reserve Bank è una corporazione separata di proprietà delle banche commerciali della sua regione. Le banche commerciali azioniste eleggono due terzi dei nove membri della direzione”.

Le Federal Reserve Banks sono controllate localmente dai loro membri. Ancora una volta, stando al Dizionario giuridico Black, ci rendiamo conto che queste banche private emettono denaro:

“Federal Reserve Act. Legge che ha creato le banche di Riserva Federale, le quali agiscono come agenti nel mantenimento di riserve finanziarie, distribuendo denaro nella forma di banconote, prestando denaro alle banche, e supervisionando le banche. Amministrate dal Gruppo di Riserva Federale”.

Le banche di riserva federale di proprietà di privati emettono davvero i soldi che usiamo. Nel 1964, il Comitato sulle Banche e la Valuta, il Sottocomitato sulla Finanza Domestica, nella seconda sessione dell’ottantottesimo Congresso, ha effettuato uno studio intitolato “Money Facts” che contiene una buona descrizione di cosa è la FED: “La Riserva Federale è una macchina che fa soldi. Può emettere denaro o assegni. E non è mai stato un problema fare dei buoni perché può ottenere le fatture da 5 o 10 dollari necessarie a coprire gli assegni, chiedendo semplicemente all’Ufficio Incisioni del Dipartimento del Tesoro di stamparli.”

Ogni persona o ogni gruppo chiuso che ha un sacco di soldi ha un sacco di potere. Adesso immagina un gruppo di persone che ha il potere di creare soldi. Immagina il potere che queste persone avrebbero. Questo è esattamente ciò che è la Banca di Riserva Federale, di proprietà privata!

Nessuno ha fatto più di Louis T. McFadden, che era presidente del Comitato House Banking negli anni ’30, per denunciare il potere della FED. Descrivendo la FED, sottolineò nei registri del Congresso, pagine 1295 e 1296 del 10 giugno 1932:

“Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al Federal Reserve Board, un comitato governativo, ha truffato il Governo e il popolo degli Stati Uniti di abbastanza soldi per appianare il debito nazionale. La depredazione e le iniquità del Federal Reserve Board e delle banche della Federal Reserve sono costate a questo paese abbastanza soldi da pagare il debito nazionale molte volte. Questa istituzione malvagia ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti; ha fatto bancarotta ed ha praticamente mandato in bancarotta il nostro Governo. Ha fatto ciò attraverso la cattiva amministrazione e le pratiche corrotte degli avvoltoi che la controllano.”

Alcune persone pensano che le Federal Reserve Banks siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni, dipartimenti o agenzie governative. Sono monopoli di credito privati che depredano il popolo degli Stati Uniti per il proprio tornaconto e quello dei loro clienti stranieri. Quei 12 monopoli di credito privati sono stati messi in modo ingannevole in questo paese da banchieri che sono venuti qui dall’Europa e che ci ripagano per l’Ospitalità indebolendo le istituzioni americane.

Le FED funzionano praticamente così: il governo ha ceduto il suo potere di emettere denaro alle banche FED. Loro creano soldi, poi lo prestano al governo caricandolo di interessi. Il governo usa le entrate per pagare gli interessi sul debito. Al riguardo, è interessante notare che il Federal Reserve Act e il sedicesimo emendamento, che danno al Congresso il potere di riscuotere le tasse, sono stati entrambi approvati nel 1913. L’incredibile potere delle FED sull’economia è universalmente confermato. Alcune persone, specialmente nelle comunità accademiche e bancarie, addirittura lo supporta. D’altra parte, ci sono anche coloro, come il presidente John Fitzgerald Kennedy, che si sono mossi contro questo. I suoi sforzi furono esposti nel libro del 1998 di Jim Marrs, Crossfire:

“Un altro aspetto sottovalutato dell’intento di Kennedy di riformare la società americana, riguarda i soldi. Kennedy lo fece rivolgendosi alla costituzione, che afferma che solo il Congresso dovrebbe emettere e regolare il denaro, il crescente debito nazionale potrebbe essere ridotto non pagando gli interessi ai banchieri del Federal Reserve System, che stampa banconote che poi presta ad interessi al governo. Si è mosso in questo senso il 4 giugno del 1963 firmando l’ordine esecutivo 11110 che prevedeva l’emanazione di 4,292,893,815 di Banconote degli Stati Uniti attraverso la Tesoreria invece che attraverso il tradizionale Federal Reserve System. Quel giorno stesso, Kenney firmò una carta che cambiava il materiale delle banconote da uno e due dollari da argento ad oro, dando forza all’indebolita valuta statunitense.

Il controllore della valuta ai tempi di Kennedy, James J. Saxon, è stato in conflitto con il potente Federal Reserve Board per qualche tempo, incoraggiando maggiori investimenti e conferendo poteri per le banche che non facevano parte del Federal Reserve System. Saxon decise anche che le banche che non facevano parte del “sistema” potevano sottoscrivere obbligazioni statali e locali, anche se indebolivano le Federal Reserve Banks.”

In un intervento fatto alla Columbia University il 12 novembre del 1963, dieci giorni prima del suo assassinio, il presidente John Fitzgerald Kennedy avrebbe detto:

“L’alto ufficio del Presidente è stato usato per fomentare un piano per distruggere la libertà americana e prima di lasciare questo incarico, devo informare la cittadinanza di questa condizione.”

In questo caso, John Fitzgerald Kennedy sembra essere l’oggetto del suo stesso libro… un vero “Profile of Courage”.

Il resoconto di questa ricerca è stato realizzato per Lawgiver.Org. da Anthony Wayne

CHE COSA E’ LA FEDERAL RESERVE BANK?

DI GREG HOBBS
1 novembre 1999

Che cos’è la Federal Reserve Bank (FED) e perché ce l’abbiamo?

La FED è una banca centrale. Le banche centrali dovrebbero implementare le politiche fiscali di un paese. Monitorizzano le banche commerciali per assicurarsi che mantengano patrimoni sufficienti, contanti, per restare solventi e stabili. Le banche centrali fanno anche affari, come scambi di valute e transazioni in oro con altre banche centrali. In teoria, una banca centrale dovrebbe essere una cosa positiva per il paese, e lo sarebbero se non fosse per il fatto che non sono di proprietà o controllate dal governo che servono. Le banche centrali private, inclusa la nostra FED, non operano nell’interesse pubblico, ma per il profitto.

Ci sono state tre banche centrali nella storia della nostra nazione. Le prime due, pur fraudolente e fallaci, impallidiscono a confronto con la grandezza della frode che viene perpetrata dalla nostra attuale FED. Quello che hanno tutte in comune è una pratica insidiosa detta “banking frazionale”.

Il banking frazionale o prestito frazionale è la capacità di creare soldi dal nulla, prestarli al governo o a qualcun altro e alzare gli interessi a piacimento. La pratica è nata prima che le banche esistessero. Gli orefici affittavano spazi nei loro sotterranei ad individui o mercanti come deposito per il loro oro o argento. Gli orefici davano a questi “depositanti” un certificato che dimostrava l’importo di oro depositato. Questi certificati venivano usati per condurre trattative.

Con il tempo gli orefici notarono che l’oro nei loro magazzini veniva raramente prelevato. Piccole quantità si muoveva avanti e indietro ma la maggior parte rimaneva lì. Capendo l’opportunità di profitto, gli orefici rilasciavano ricevute doppie per l’oro, creando di fatto soldi (certificati) dal nulla e prestando quei certificati (creando debiti) ai depositari e caricandoli di interessi.

Visto che i certificati rappresentavano più oro di quello che veramente esisteva, i certificati erano “frazionalmente” corrisposti in oro. Alla fine alcune di queste operazioni di magazzini furono trasformate in banche e la pratica del banking frazionale continuò.

Tenete a mente il concetto del banking frazionale mentre esaminiamo la nostra prima banca centrale, la First Bank degli Stati Uniti (BUS). Fu creata, dopo un amaro dissidio al Congresso, nel 1791 e durò 20 anni. Come la FED attuale, la BUS usava il suo controllo sulla valuta per frodare il pubblico e stabilire una forma legale di usura.

Questa banca praticava il prestito frazionale con il tasso di 10 a 1, dieci dollari di credito per ogni dollaro che avevano in deposito. Questo uso e abuso del loro potere pubblico continuò per gli interi venti anni della sua esistenza. La pubblica rabbia riguuardo a questi abusi era tale che la licenza non fu rinnovata e la banca smise di esistere nel 1811.

La guerra del 1812 lasciò il paese in un caos economico, visto dai banchieri come un altro modo di fare profitti facili. Influenzarono il Congresso ad autorizzare una seconda banca centrale, la Seconda Banca degli Stati Uniti (SBUS), nel 1816.

La SBUS era più costosa della BUS. La SBUS faceva franchising e raddoppiò letteralmente il numero delle banche in un breve periodo di tmepo. Il paese iniziò ad espandersi e a muoversi verso il west, e questo richiedeva denaro. Usando il prestito frazionale con il tasso 10 a 1, la banca centrale e i suoi satelliti crearono il debito per l’espansione.

Le cose andarono bene per un po’, ma poi le banche decisero di eliminare il debito, citando la necessità di controllare l’inflazione.

Quest’azione da parte della SBUS causò bancarotte ed esclusioni. Le banche presero poi il controllo dei finanziamenti che furono usati per far fronte ai crediti.

Esaminiamo attentamente come la SBUS ha ideato questo ciclo di prosperità e depressione. La banca centrale ha causato l’inflazione creando debiti per crediti e rendendo questi fondi prontamente disponibili. L’economia esplose. Poi usarono l’inflazione che avevano creato come una scusa per chiudere i crediti.

La risultante mancanza di contanti ha portato l’economia a vacillare o cadere drammaticamente e ci furono molte bancarotte. La banca centrale allora distribuiva i fondi usati come base per i crediti. Il benessere creato dai mutuatari durante il boom era così trasferito alla banca centrale durante l’arresto.

Ora, chi pensate sia il responsabile di tutti gli alti e bassi nella nostra economia, negli ultimi 85 anni? Pensa alla depressione tra la fine degli anni ’20 e tutti gli anni ’30. La FED avrebbe potuto immettere molto denaro nel mercato per stimolare l’economia e rimettere la nazione in carreggiata, ma l’ha fatto? No; infatti, hanno diminuito l’apporto di denaro. Tutti conosciamo i risultati di quest’azione, no?

Perché avrebbe dovuto farlo? Durante quel periodo i valori dei fondi e delle azioni erano a prezzi bassissimi. Chi pensate stesse comprando tutto a 10 cents al dollaro? Io credo che se ne parli dicendo “consolidamento del benessere”. Quante volte l’hanno già fatto negli ultimi 85 anni?

Lo faranno ancora?

Come digressione a questo punto, date un’occhiata all’economia di oggi. I mercati sono in declino. Perché? Perché la FED è stata molto liberale con il suo /debito/credito/denaro. Il mercato è stato gonfiato. Chi ha creato l’inflazione? La FED. Come fa la FED ad occuparsi dell’inflazione? Restringono il denaro di debito e credito. Che succede quando lo fanno? Il mercato collassa.

Molti mesi fa, dopo che certe banche centrali dissero che avrebbero venduto grandi quantità d’oro, il prezzo dell’oro cadde raggiungengo il record negativo degli ultimi 25 anni, 260 dollari per oncia. Le banche centrali hanno poi comprato l’oro. Dopo averlo comprato a prezzo bassissimo, un gruppo di 15 banche centrali annunciò che avrebbero ridotto l’apporto di oro da rilasciare nel mercato nei successivi cinque anni. Il prezzo dell’oro salì a 75.000 dollari l’oncia in solo pochi giorni. Quante centinaia di trilioni di dollari haanno guadagnato le banche centrali con queste due dichiarazioni a mezzo stampa?

L’oro è considerato una barriera contro condizioni economiche più gravi. Pensate che le famiglie di banking private che possiedono la FED stiano comprando o vendendo azioni ordinarie? (Ricordate: compra basso, vendi alto.) Quanti soldi pensate che i proprietari di queste FED abbiano fatto riducendo l’apporto di denaro al massimo del suo ultimo ciclo di valuta?

Alan Greenspan ha detto pubblicamente in più occasioni che pensa che il mercato sia sopravvalutato. Solo un accenno al fatto che alzerài tassi di interesse (diminuendo l’apporto di denaro), e il mercato delle azioni ordinarie ha avuto una reazione negativa. I governi e i politici non controllano le banche centrali, le banche centrali controllano i governi e i politici. Il presidente Andrew Jackson, vinse le elezioni del 1828 con la promessa di eliminare il debito pubblico e eliminare la SBUS. Durante il suo secondo incarico il presidente Jakobson ritirò tutti i fondi governativi dalla banca e l’8 gennaio 1835 saldò il debito nazionale. E’ l’unico presidente nella storia ad averlo fatto. La licenza della SBUS scadde nel 1836.

Senza una banca centrale che controlli l’indotto di denaro, gli Stati Uniti sperimentarono una crescita mai vista per 60 o 70 anni e il benessere risultante era troppo perché i banchieri lo potessero sopportare. Dovevano rimettersi in gioco. Così, nel 1910 il senatore Nelson Aldrich, poi presidente della Commissione monetaria nazionale, in collusione con i rappresentanti delle banche centrali europee, produsse un piano per costringere e frodare il Congresso facendo approvare la legislazione che stabiliva clandestinamente una banca centrale privata.

Questa banca avrebbe assunto il controllo sull’economia americana controllando l’emissione di denaro. Dopo un’enorme campagna di public relations, ideata dalle banche centrali straniere, il Federal Reserve Act del 1913 fu passato al Congresso durante il periodo natalizio, quando molti membri del Congresso erano assenti. Il presidente Woodrow Wilson, forzato dai suoi sostenitori politici e finanziari, lo firmò il 23 dicembre 1913.

L’atto creò il Federal Reserve System, un nome attentamente selezionato e scelto per truffare. “Federal” avrebbe portato le persone a crederla un’organizzazione governativa. “Reserve” avrebbe portato le persone a credere che la valuta era coperta dall’esistenza di oro e argento. “System” era usato in luogo della parola “banca” così che nessuno avrebbe sospettato che fosse stata creata una nuova banca centrale.

In realtà, l’atto creava una corporazione di banche centrali private e per profitto di proprietà di un gruppo di banche private. A chi appartiene la FED? I Rothschild di Londra e Berlino; i Lazard Brothers di Paris; Israel Moses Seif in Italia; Kuhn, Loeb e Warburg della Germania; e i Lehman Brothers, Goldman, Sachs e le famiglie Rockefeller di New York.

Sapevate che la FED è l’unica corporazione a scopo di lucro in America esentata dal pagamento delle tasse federali e statali? La FED guadagna circa un trilione di dollari l’anno per l’esenzione dalle tasse! Le famiglia di banchieri elencate poco sopra si spartiscono tutti questi soldi.

Quasi tutti pensano che i soldi che si pagano in tasse vadano alla tesoreria degli Stati Uniti per pagare le spese del governo. Volete sapere dove vanno i vostri dollari veramente? Se guardate sul retro di un assegno reso pagabile all’IRS vedrete che è stato girato come: “Pay Any F.R.B. Branch or Gen. Depository for Credit U.S. Treas. This is in Payment of U.S.Oblig.” [Pagate a qualunque ramo della Federal Reserve Bank o al Deposito Generale per il Credito del Tesoro USA] Sì, esatto, ogni centesimo che pagate in tasse è dato a quelle famiglie, conosciute come FED, esentasse.

Come molti di voi, ho avuto qualche difficoltà col concetto di creare denaro dal nulla. Avrete sentito parole come “monetizzare il debito”, che è qualcosa del genere. Ad esempio, se il governo degli Stati Uniti vuole prendere in prestito 1 milione di dollari, il governo prende in prestito ogni dollaro che spende, va alla FED a prenderlo. La FED chiama la Tesoreria e dice di stampare 10.000 banconote della Federal Reserve in pezzi da cento dollari.

La Tesoreria chiede alla FED 2.3 cents per ogni banconota, per un totale di 230 dollari per le 10.000 banconote della Federal Reserve. La FED dà poi 1 milione di dollari al governo più interessi. Per aggiungere il danno alla beffa, il governo ha creato un buono di 1 milione di dollari come copertura del prestito. E i ricchi diventano più ricchi. Questo era solo un esempio, perché in realtà la FED non stampa neanche soldi; è solo un’entrata di computer nella loro contabilità. Per metterla su un livello personale, facciamo un altro esempio.

Le banche di oggi sono membri del Federal Reserve Banking System. Quest’appartenenza rende legale il fatto che producano soldi dal nulla e li prestino a te. Le banche di oggi, come gli orefici nell’antichità, sanno che solo una piccola parte dei soldi depositati nei loro caveau viene davvero prelevata in forma di contanti. Solo il 4 percento di tutto il denaro che esiste è in forma di valuta. Il resto è solo una scritta in un computer.

Diciamo che vi approvino un prestito di 10.000 dollari per fare delle ristrutturazioni in casa.

Voi sapete che la banca non prende davvero 10.000 dollari dei suoi per darli a voi? Vanno solo al computer e mettono un accredito di 10.000 dollari sul vostro conto. Creano, con della semplice aria, un debito che dovrete coprire e ripagare con interessi. La banca ha il permesso di creare e autorizzare quanti debiti vogliono fino a che non superano il livello 10:1 imposto dalle FED.

Questo cambia il vostro modo di vedere la vostra cara amica banca, no? Il modo in cui loro vi analizzano col microscopio prima di concedervi un prestito creato con aria fritta. Che colpo! La fanno difficile per un motivo. Non vogliono che voi capiate cosa stanno facendo. Le persone che hanno paura di quello che loro fanno non capiscono. Quando siete ignoranti e spaventati siete più facilmente controllabili.

Adesso mettiamo la cigliegina sulla torta. Quando è stata creata la “income tax” [tassa sul reddito]? Se dite 1913, lo stesso anno della creazione della FED, avete vinto. Coincidenza? Quali sono le casualità? Se stai per usare la FED per creare debito, chi ripagherà il debito? La “income tax” fu creata per completare l’illusione che il denaro reale era stato prestato e per questo il denaro reale doveva essere ripagato. E pensavate che Houdini fosse bravo.

Allora, che si può fare? Mio padre mi ha insegnato che bisogna sempre lottare per ciò che è giusto, anche se è una lotta solitaria.

Se “Noi, le persone” non facciamo qualcosa adesso, potrà arrivare un momento in cui “noi, le persone” non ci saremo più. Dovreste scrivere una lettera o inviare una email ad ognuno dei vostri rappresentanti. Molti dei nostri rappresentanti eletti non capiscono la FED. Una volta informati non potranno appoggiarsi sull’ignoranza e rimanere in silenzio.

L’articolo 1 della sezione 8 della Costituzione statunitense dice specificatamente che il Congresso è l’unica istituzione che può forgiare denaro e regolare il suo valore. La Costituzione non è mai stata modificata per permette a qualcuno che non fosse il Congresso di forgiare e regolare la valuta.

Chiedete ai vostri rappresentanti, alla luce di questa informazione, come è possibile che il Federal Reserve Act del 1913, e la Federal Reserve Bank che ha creato, siano costituzionali. Chiedete loro perché queste banche private hanno il permesso di sfruttare trilioni di dollari di profitto senza pagare le tasse. Pretendete una risposta.

Thomas Jefferson diceva, “Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione della valuta, prima per l’inflazione e poi per la deflazione, le banche e le corporazioni che nasceranno toglieranno alle persone la loro prosperità fino a che i bambini si sveglieranno senzatetto nel continente che i loro padri hanno conquistato.”

Jefferson se ne era accorto 150 anni fa. La domanda è “Vi rendete conto adesso cosa c’è in serbo per noi se permettiamo alla FED di continuare a controllare il nostro paese?” “La condizione secondo cui Dio ha dato la libertà all’uomo è la vigilanza eterna; se la condizione viene rotta, la servitù è la conseguenza del suo crimine, e la punizione della sua colpa.”

Titolo originale: “John F. Kennedy vs The Federal Reserve”

Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk/
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21.01.2008

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SUSANNA BATTISTINI

VEDI ANCHE: LA BANCA D’ITALIA, OVVERO…

ComeDonChisciotte – RISOLVERE IN MODO SEMPLICE E FACILE L’ODIERNA CRISI ECONOMICA

ComeDonChisciotte – RISOLVERE IN MODO SEMPLICE E FACILE L’ODIERNA CRISI ECONOMICA.

STEPHEN LENDMAN
Global Research

Spesso le idee migliori sono le più semplici e se questo si applica alla crisi economica globale la soluzione è più semplice di quanto non si immagini. Il nodo Gordiano, in realtà, è avere la volontà politica di risolverla. Persino nodi cosi grandi possono essere sciolti con un colpo deciso. Come nell’epica soluzione Alessandrina quando, con un colpo di spada, Alessandro Magno tagliò il nodo a metà. Applicare tale metafora alla crisi economica globale significa affrontarla con politiche efficaci e non con quelle che stanno distruggendo sia gli Stati Uniti che altri paesi del mondo.

L’economista Michael Hudson spiega che ” è stata la leva del debito a causare l’attuale collasso globale” e continuare ad accatastare debito su debito (“Il Piano di Risanamento verso l’Inferno”, come lo chiama lui) non fa che peggiorare le cose, specialmente per il modo in cui ciò viene implementato:

— negli Stati Uniti dal cartello di banche private che fanno capo alla Federal Reserve e che salva e arricchisce i propri membri, il maggiore dei quali si chiama Wall Street;

— dal dipartimento dell’Economia che ha fatto esattamente la stessa cosa. Ha lasciato che il debito pubblico assumesse dimensioni stratosferiche confermando quanto affermato da Adam Smith in “The Wealth of Nations” [La Ricchezza delle Nazioni, n.d.t.] ovvero che nessun paese ha mai pagato i suoi debiti, e certamente non quelli di stati controllati da un cartello di banche private. Ed è proprio qui che risiede il problema altrimenti facilmente risolvibile con un colpo deciso, che non può avvenire se non sotto pesante pressione da parte dell’opinione pubblica.

Questa è la ragione per cui questo articolo è stato da me scritto e ispirato dal lavoro di altri. Mi riferisco all’economista Michael Hudson, a Michel Chossudovsky editore di Global Research, nonché alla famosa autrice e scrittrice Ellen Brown per il suo straordinario libro “Web of Debt” [La Ragnatela del Debito, n.d.t.] e per la sua trattazione in “Cash-Starved States Need to Play the Banking Game” [Gli Stati Affamati di Contante Devono Partecipare al Gioco Bancario, n.d.t.]. Ricordo infine lo stato del Nord Dakota.

Effettuata a livello statale o federale può non solo salvare l’economia dalle pratiche predatorie di Wall Street ma eliminare il ‘debt overhang’ [situazione nella quale il debito eccede la capacita di essere ripagato, n.d.t.], ridurre il debito, finanziare prosperità sostenibile e priva di processi inflattivi. Non è sogno, ma è realtà. E’ gia accaduto e può accadere ancora.

In breve, secondo Hudson: “essere asserviti al debito esclude la spesa per beni e servizi e impedisce il rilancio economico. La deflazione debitoria precipita l’economia e concentra ulteriormente la ricchezza nelle mani del 10% più ricco della popolazione (in particolare quell’1% più in alto) che opera nel settore finanziario”.

Successivamente l’economia collassa e mentre Wall Street ne beneficia supportata da amministratori pubblici corrotti al servizio della parassitaria Federal Reserve, l’America si trasforma in ciò che Hudson definisce una “economia di zombie” e una repubblica delle banane.

Quello che Funziona in Nord Dakota, Può Funzionare in Altri Stati, in America, Dovunque

Lo scorso 2 marzo, Brown ha illustrato il “gioco bancario” del Nord Dakota chiedendo, “Cosa ha lo Stato del Nord Dakota che gli altri stati non possiedono…la sua banca” ed è qui la sua unicità e la sua forza. In un momento in cui solo quattro dei 50 stati sono solventi, il Nord Dakota sta accantonando un surplus e secondo il Centro per le Politiche Monetarie, questa tendenza continuerà anche negli anni fiscali 2009 e 2010.

Nel gennaio 2009 durante lo State of the State address [discorso annuale del governatore a camere riunite e riassuntivo delle condizioni economiche dello stato, n.d.t.] il governatore John Hoeven ha spiegato, “Dal 2000, lo Stato del Nord Dakota ha aumentato i posti di lavoro e ora stiamo incrementando anche la popolazione. Il reddito individuale è cresciuto del 43%, quasi il 15% più velocemente della media nazionale. Il reddito pro-capite è di fatto salito di ben 12 posti, dal 38mo al 26mo tra tutti gli stati (tutto questo nonostante una popolazione di soli 641,481 abitanti, secondo i dati dello US Census Bureau 2008 [Istituto di Statistica Nazionale, n.d.t.]).

I salari sono cresciuti del 34%, comparato al solo 26% del resto del paese. Dal 2000 il prodotto statale lordo è aumentato di quasi $10mld., dai $17.7mld. a oltre $27mld. dello scorso anno, un aumento del 56%, e anche questo il più veloce a livello nazionale. Le nostre esportazioni verso l’estero sono cresciute del 225% dal 2000 superando per la prima volta nella storia del Nord Dakota il tetto dei $2mld.

A questo si aggiunge che crescita economica e diversificazione, unite alla buona gestione finanziaria, hanno consentito di creare un surplus e una robusta riserva finanziaria per il futuro….la situazione del nostro stato è solida (nel momento in cui) l’economia nazionale è afflitta da un ciclo negativo….”

Il 23 maggio, il Bismark Tribune e altri giornali locali riportarono la notizia che il tasso di disoccupazione in Nord Dakota era pari al 4%, il più basso a livello nazionale. E’ palese che il Nord Dakota è un passo avanti rispetto agli altri stati e tale fatto dovrebbe essere notato dagli altri governatori e dagli amministratori, sia a livello locale che a Washington. Quel che funziona in Nord Dakota può infatti funzionare dovunque.

La Banca del Nord Dakota è l’unica banca statale negli Stati Uniti. Secondo Brown che cita il consulente amministrativo Charles Fleetham in un articolo pubblicato nel suo stato, il Michigan, nel febbraio 2009, la banca fu fondata nel 1919 “per liberare gli agricoltori e le piccole imprese dal giogo del banchieri di altri stati e dalle imprese ferroviarie”.

Brown continua, “Tre cariche elettive controllano e gestiscono la banca: il Governatore, il Procuratore Generale, e il Commissario all’Agricoltura. La missione della banca è fornire servizi finanziari per promuovere l’agricoltura, il commercio, e l’industria (e operare) come ‘banca delle banche’ collaborando con le banche private nel prestito di denaro agli agricoltori, alle imprese edilizie, alle scuole e alle piccole aziende”. A questi si aggiungano studenti e privati cittadini dello stato, a tutti ad un tasso di interesse accessibile.

La chiave per comprendere come la Banca del Nord Dakota possa mantenersi solvente mentre cosi tante altre istituzioni nazionali sono sull’orlo della bancarotta finanziaria, viene così spiegata da Brown, “Alle banche certificate è permesso ciò che nessun altro può fare, ovvero creare ‘credito’ tramite voci contabili nei propri registri”. Attraverso la pratica del “fractional reserve banking” [riserva bancaria frazionaria, n.d.t.] il denaro si trasforma in credito e moltiplica magicamente ogni dollaro depositato per 10 in forma di prestiti o di fondi generati dal computer. E’ denaro letteralmente inventato affinché la banca possa ri-prestarlo numerose volte. E maggiore è il deposito, maggiore sarà l’ammontare del prestito.

Come ha scritto Brown il 29 dicembre nell’articolo, “Prestare da Peter per Pagare Paul: Lo schema Ponzi di Wall Street ovvero la Riserva Bancaria Frazionaria”, la questione infatti è se il credito debba essere privato o pubblico. “Sin dall’epoca delle 13 colonie, il credito prontamente disponibile ha fatto degli Stati Uniti il paese delle opportunità”. Brown continua, “Ciò che ha trasformato tale sistema di credito nello schema Ponzi, il quale necessita costantemente di iniezioni di denaro pubblico, è che il potere di credito è stato assegnato alle banche private. Tali banche necessitano di più denaro di quanto ne abbiano in realtà creato” in quanto impongono interessi elevati al fine di ottenere un profitto. Differentemente quando è il governo a prestare il denaro, il profitto non è un fattore cruciale e quindi il tasso di interesse può essere mantenuto basso e accessibile alle imprese, agli agricoltori, ai privati, o addirittura a tasso zero quando prestato per necessità proprie dell’amministrazione pubblica.

Brown e altri hanno spiegato che il “la riserva bancaria frazionaria” risale al 17mo secolo. All’epoca era prevalentemente in monete d’oro e d’argento, ma i primi banchieri compresero abbastanza velocemente che era più facile emettere una ricevuta di deposito (chiamata nota) come mezzo di pagamento. In seguito iniziarono a creare denaro tramite il prestito con promessa di pagamento. In questo modo si poteva prestare molto più denaro di quante in realtà fossero le monete in deposito. E questo è esattamente l’odierno concetto di riserva bancaria.

Ciò che iniziò a quel tempo come nota, oggi sono voci contabili atte a creare denaro dal nulla. Questo vale sia per i governi che per le banche private con la sola eccezione delle istituzioni pubbliche, le quali hanno uno statuto interamente differente. Esse infatti non hanno il dovere di fare profitti; non hanno obblighi nei confronti di Wall Street o degli azionisti; e infine l’unica cosa per loro importante è che il rischio sul debito dello stato si mantenga basso. Fino a oggi, in più di 230 anni, nessuno stato ha mai dichiarato fallimento e, anche quando malamente governato, ha mai omesso di pagare i propri debiti.

Tali istituzioni possono inoltre emettere prestiti a se stesse e ad altre municipalità a tasso d’interesse zero, mentre alle imprese, agli agricoltori, e ai privati possono offrire un tasso basso e accessibile che garantisca la crescita interna e una prosperità sostenibile.. In un tale sistema, più il prestito si rinnova, più denaro privo di debito si crea con il risultato di minimizzare il rischio di processi inflattivi.

Fintanto che il denaro produce beni e servizi l’inflazione è sotto controllo in quanto sono i disequilibri a causare i problemi “ogni qualvolta la domanda (denaro) eccede l’offerta (beni e servizi).” La stabilità del prezzo è assicurata quando sia la domanda che l’offerta crescono proporzionalmente come avveniva nelle 13 colonie e come illustrato da Brown in “Web of Debt” durante l’amministrazione Lincoln all’epoca della Guerra Civile.

Nel 1691 lo stato del Massachusetts fu “il primo governo locale a emettere denaro cartaceo….” chiamato ‘scrip’ [banconote emesse a titolo temporaneo o di emergenza, n.d.t.]. Le altre colonie si accodarono tra cui la Pennsylvania che emise nuovo denaro privo di inflazione o tassazione fiscale. Per i successivi 25 anni lo stato non riscosse tasse, con il risultato che la popolazione aumentò numericamente e il commercio prosperò. Il “segreto infatti era nel non emettere troppo (credito) e nel restituire il denaro al governo in forma di capitale e interesse su prestiti emessi dal governo stesso”. In altre parole mantenendo un sistema proporzionalmente equilibrato al fine di non dover pagare interessi a finanziatori predatori privati ovvero quel sistema che oggi sta distruggendo gli Stati Uniti e altre economie controllate dalle banche centrali private.

Nonostante le minacce di morte prima della sua inaugurazione e a dispetto dell’accusa di “tradimento, insurrezione, bancarotta nazionale” durante il suo primo anno di presidenza, Lincoln applicò il medesimo criterio. E considerati i rischi da lui corsi quel che riuscì a realizzare è davvero ammirevole: la creazione del più grande esercito del mondo; la sconfitta del Sud; la trasformazione del paese nella “maggiore potenza industriale” del mondo; il decollo dell’industria dell’acciaio, la realizzazione del sistema ferroviario continentale, e una nuova era di macchine agricole e attrezzature economiche; l’istruzione superiore gratuita; attraverso l’Homestead Act lo sviluppo del territorio e la garanzia del diritto di proprietà ai coloni; il supporto governativo a tutte le branche della scienza; la standardizzazione dei metodi di produzione di massa; e l’aumento della produttività lavorativa del 50/75%. Tutto questo fu realizzato nonostante “un dipartimento dell’Economia al fallimento e un Congresso che non percepiva salario”.

Lincoln realizzò tutto questo nazionalizzando il sistema bancario affinché fosse il governo a stampare, a interesse zero, il proprio denaro così da non dover ricorrere ai prestiti a tasso d’usura dal 24 – 36% applicati dai banchieri privati. “L’economia registrò immediatamente una crescita della spesa pubblica e del credito per la produzione pari al 600%” risultato questo reso possibile con denaro emesso dal governo centrale. Fu finanziata la guerra, pagate le truppe, e rilanciata la crescita nazionale una volta liberato il paese da quel sistema che oggi ne devasta l’economia garantendo prosperità ai parassiti delle banche private.

In “Web of Debt” Brown spiega che nei primi anni del ventesimo secolo anche l’Australia operava in un sistema bancario pubblico dove la Commonwealth Bank creava denaro, emetteva prestiti, e raccoglieva interessi ad una frazione del tasso applicato dalle banche private. Il sistema funzionava al punto di garantire al paese, a quell’epoca, uno dei migliori standard di vita nel mondo. Quando poi le banche private presero il sopravvento, l’Australia si indebitò pesantemente tanto che il suo standard di vita precipitò al a 23mo posto. Chiara dimostrazione del potere distruttivo del denaro creato dalle banche private a paragone dei grandi benefici prodotti dal denaro stampato dai governi.

Oggi gli Stati Uniti potrebbero godere dei medesimi vantaggi realizzati:

all’epoca delle 13 Colonie

nell’era della presidenza Lincoln

dell’Australia dei primi anni del ventesimo secolo

nel Medioevo falsamente dipinto come un’era di arretratezza salvata dal capitalismo industriale quando in realtà tale sistema, privo di banchieri, prosperò per centinaia di anni

della Cina di migliaia di anni prima dell’era delle banche private, e di quella attuale, in quanto Beijing attraverso la People’s Bank of China (la propria semi-indipendente banca centrale) controlla la crescita dell’economia nazionale e la creazione di milioni di posti di lavoro per una popolazione in costante aumento

Soltanto attraverso uno sforzo finalizzato alla sostituzione di questo sistema corrotto con uno più onesto e funzionale, l’America e le altre economie mondiali possono prosperare in maniera analoga.

Un sistema bancario a controllo pubblico beneficia tutti tramite depositi finalizzati alla crescita interna sostenibile, attraverso la soddisfazione delle necessità a livello sia statale che locale, e infine tramite l’emissione di denaro a interesse zero.

Tanto chi scrive che Brown crediamo che il credito dovrebbe essere un servizio pubblico all’interno di un sistema bancario nazionalizzato. Tale sistema crea denaro proprio a livello federale e lo gestirebbe poi con depositi in banche statali che servano finalmente le necessità della gente e non l’avidità di banchieri predatori. Un sistema del genere sarebbe il più equo, il più sostenibile, il più efficiente e il più democratico dei sistemi, nonché il più libero da parassiti. Tale sistema funzionerebbe bene a livello federale, statale, e locale con filiali della banca centrale che finalmente servono le municipalità, le imprese, e i residenti ad un costo accessibile.

Grazie alla gestione privata della Federal Reserve e del gigantesco e parassitario sistema bancario, è oggi il monopolio delle multinazionali a governare l’America e ad utilizzare “le banche accolite per generare fondi illimitati, per comprare i competitori, i media, e il governo stesso, sopprimendo quelle che sono le vere imprese private indipendenti”. Proprio quel sistema che gli economisti classici aborrivano.

Le banche private tengono in ostaggio nazioni intere facendo loro pagare interessi sul loro stesso denaro e “profondendo prestiti massicci ai cartelli affiliati nonché agli hedge funds [fondi speculativi n.d.r.] che usano il denaro per eliminare la competizione e manipolare i mercati”.

E’ una forma estrema di Darwinismo con un governo federale, e 46 dei 50 stati, che sono insolventi e piccole imprese e gente comune a pagarne il prezzo. In tale contesto, un’altra via è necessaria affinché il paese, gli stati, le comunità locali, insomma la maggior parte delle persone non si trasformino in “zombie” e che l’America non diventi il Guatemala.

L’eventuale trasformazione delle banche federali, statali e locali in istituzioni di pubblica utilità all’interno di un sistema bancario nazionalizzato, produrrebbe i seguenti benefici:

— l’eliminazione della tassazione personale e d’impresa

— la creazione di una crescita economica stabile e sostenibile

— la ricostruzione della base produttiva del paese

— la realizzazione di vitali infrastrutture di dimensioni mai immaginate prima incluso il ripristino dell’ambiente e lo sviluppo di fonti energetiche alternative, sostenibili, pulite, sicure ed economiche

— la creazione di molti milioni di nuovi e ben pagati posti di lavoro eliminando la disoccupazione per coloro che possono e vogliono lavorare e un sostegno per quelli impossibilitati in quanto disabili

— la fine del pignoramento dell’abitazione e la realizzazione per tutti del sogno di diventare proprietari di casa grazie all’abbondante disponibilità di mutui a buon mercato senza rischi di fregature per i più sprovveduti

— la scomparsa dell’inflazione

— boom e contrazioni economiche diverrebbero ricordi del passato

— la cessazione delle distruttive svalutazioni monetarie e delle guerre economiche per fini privati

— la tutela di pensioni private, di risparmi e di investimenti

— l’eliminazione del debito federale, statale, e locale.

Proviamo a immaginare quanto segue:

Alcune settimane fa Bloomberg e altre fonti hanno riportato che tra $12 e i 14 trilioni (migliaia di miliardi N.d.r.] del denaro destinato al salvataggio e stimolo sono stati stanziati o spesi per coprire il buco da $9 trilioni in transazioni di cui la Fed [Federal Reserve, Banca Centrale USA, n.d.t.] non ha alcuna registrazione. Questo perché a Washington amministratori pubblici in combutta con banchieri criminali chiudevano gli occhi di fronte a un truffa senza precedenti depredando il Tesoro e i citttadini.

Proviamo invece a immaginare se $1 trilione di quel bottino fosse andato a banche pubbliche per finalità produttive. La magia della “riserva frazionaria” avrebbe creato $10 trilioni, e se anche metà di quella somma fosse stata stanziata o spesa per coprire quel buco, i famosi $70 trilioni avrebbero potuto essere usati in maniera produttiva e non sprecati nell’acquisto di asset tossici a prezzo scontato per un maggiore consolidamento o per speculazione con il rischio di una futura drammatica inflazione.

Proviamo ora a immaginare un futuro nuovo dove:

il debito federale possa essere eliminato

la copertura per Social Security, Medicare, e Medicaid [programmi di previdenza e assistenza sociale, n.d.t.] sia garantita in eterno

l’intera nazione e tutti i 50 stati siano solventi e addirittura vadano verso un cospicuo surplus

un futuro sostenibile, prospero e libero dall’inflazione produce benefici sociali essenziali per ognuno tra i quali l’assistenza sanitaria accessibile o addirittura gratuita, l’istruzione, e la fine della povertà grazie a un reddito minimo garantito.

Tutto questo sarebbe niente meno che un’America rivoluzionaria e nuova, simile a quella retoricamente dipinta fino a oggi, ma con tutti vincitori e nessun perdente fatta eccezione per i predatori delle banche private e i loro partner corrotti del settore pubblico.

E ricordate, il denaro creato non genera inflazione fintanto che gli squilibri vengano evitati ed esso venga produttivamente utilizzato per nuovi beni e servizi.

Questa è l’America per cui vale la pena di continuare a lavorare senza tregua fino a che l’obiettivo non venga raggiunto. Se non ora quando? E se non lo facciamo noi, chi lo farà? Se non viene fatto al più presto, potrebbe essere troppo tardi e se questo non è un incentivo ad agire, quale altro può esserlo?

Stephen Lendman è Ricercatore Associato del Centre for Research on Globalization. Vive a Chicago e può essere raggiunto a lendmanstephen@sbcglobal.net.

Titolo originale: “Ending Today’s Economic Crisis Simply and Easily, in America and Globally”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
27.05.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di GIANNI LOSI

LA FONTE DEL POTERE – Altra Informazione

LA FONTE DEL POTERE – Altra Informazione.

di

Marco Pizzuti

Premessa

Pochi lo sanno ma il sistema con cui viene creato il denaro (il c.d. signoraggio) e il mercato del credito a livello mondiale può essere legittimamente definito il gioco di prestigio più remunerativo che sia mai stato concepito nella storia. Le banche centrali infatti seppur mascherate da enti pubblici dietro altisonanti denominazioni nazionaliste come “Banca Centrale Europea ” o “Banca d’Italia ” sono in realtà società private detenute dal cartello di speculatori più potente e vorace del mondo, ovvero dall’elite globale. Le grandi banche centrali (eccetto formalmente la Banca D’Inghilterra) sono tutte società per azioni completamente in mano a poche esclusive famiglie di banchieri che sono liberi di determinare l’andamento dei cicli economici secondo i loro interessi. Si tratta del segreto meglio nascosto alle masse attraverso il controllo dell’informazione politica, mediatica e universitaria. E ad eccezione delle monete metalliche, che rappresentano solo una infima parte del valore monetario in circolazione ( la cui produzione e coniatura supera spesso il valore nominale ad esse legalmente attribuito), tutto il resto del denaro e del credito viene ora creato dalle banche . Pertanto, i dollari americani su cui è stata stampata la dicitura “Federal riserve” vengono prestati al popolo e al governo USA da speculatori privati [1]. Inoltre, sia le banconote che le monete metalliche costituiscono assieme, meno del 3 per cento dell’offerta monetaria globale poiché il restante 97 per cento viene creato sotto forma di prestiti dalle banche commerciali [2]. Tutto ciò potrebbe essere considerato perfettamente normale se la moneta prodotta dai banchieri e prestata allo stato per coprire il debito pubblico corrispondesse ad una effettiva contropartita materiale di beni, ma così non è affatto. La sovranità monetaria appartiene allo stato e al popolo per costituzione , pertanto, i pezzi di carta stampati da aziende private acquistano valore legale solo in quanto sono le leggi emesse dai “rappresentanti del popolo” ad attribuirgliene. Lo stato quindi potrebbe tranquillamente produrre da solo la moneta (e il credito elettronico) di cui ha bisogno al mero costo di stampa e senza indebitarsi con gli interessi (senza cioè provocare l’aumento del debito pubblico e delle tasse). Eppure nel corso del tempo le nostre corrotte classi politiche hanno trasferito impunemente la sovranità monetaria dal popolo ad una cricca di spregiudicati banchieri privati. Il risultato di questo trasferimento di funzioni vitali per il controllo dell’economia di un paese è che la nazione e le sue istituzioni continuano ad indebitarsi con i membri di una esclusivissima elite. Ciò significa che i banchieri privati che possiedono i maggiori pacchetti azionari delle banche centrali (come la FED americana o la BCE europea), delle grandi corporation e dei mass-media controllano di fatto e di diritto sia i cicli del mercato (e della borsa modiale) che la politica. Nel corso del tempo il debito pubblico nei confronti dei banchieri è aumentato spaventosamente conferendo sempre più potere di controllo sulla cosa pubblica all’elite. E paesi come l’America un tempo indicata universalmente come la culla del benessere deve ai suoi usurai somme ogni anno maggiori che stanno per trasformare il c.d. “sogno americano” in un vero e proprio incubo. Da oltre vent’anni infatti, il tenore di vita della classe media americana ha registrato un costante declino: gli stipendi sono rimasti fermi o sono calati, mentre le opportunità e le certezze che prima davano per scontate sono cominciate a svanire. Per la maggior parte delle famiglie una sola busta paga non è più sufficiente a pagare a saldare i conti; servono ormai due o più stipendi per potersi permettere una casa e una famiglia. E senza una radicale inversione delle attuali tendenze, è improbabile che i giovani lavoratori raggiungano mai un tenore di vita pari a quello dei loro genitori. Buoni impieghi con prospettive future sono sempre più difficili da trovare e la qualità dell’istruzione è sempre peggiore. Le tasse continuano ad aumentare con una previdenza sociale prossima al collasso mentre le pensioni private legate alle solite grandi banche fanno affari d’oro senza offrire alcuna adeguata assistenza ai non abbienti. C’è un clima crescente d’incertezza ed instabilità economica. Nel frattempo la nostra classe politica discute su un ginepraio di ricette economiche che fanno di tutto tranne che affrontare i problemi reali che affliggono i popoli. Le radici del malessere economico vanno infatti cercate nel sistema di gestione dell’attuale sistema monetario e nell’occulto meccanismo di produzione del credito. Occorre quindi puntare il dito contro i poteri forti ma la verità è che nessuno dopo Kennedy ha più avuto il coraggio di farlo.

I proprietari delle banche centrali sostengono tuttavia di gestire onestamente la moneta quando in realtà quest’ultima continua a perdere valore ogni giorno che passa a scapito di chi lavora faticosamente per salari sempre più miserabili a tutto vantaggio dei pochi speculatori che la producono e ne regolano l’afflusso. E a dispetto di quanto affermato da questi ultimi attraverso le catene dei giornali, delle televisioni e dei loro portavoce politici, l’elite finanziaria globale nel corso del tempo non ha fatto altro che generare cicli economici sempre peggiori causando l’abbassamento qualitativo del nostro stile di vita per poi attribuirne le colpe alla corruzione della casta politica. Ma anche se è vero che i c.d. “rappresentanti del popolo sono”, come noto ai meno sprovveduti, solo uomini di potere che appena ottenute le loro cariche di palazzo tanto bramate pensano unicamente ad accumulare privilegi e ricchezze, il fatto di cui non si parla mai a livello mediatico è che la corruzione dai grandi numeri (quella cioè che arreca veramente danno ai conti dello stato) viene alimentata proprio dai poteri forti che dirigono gli organi legislativi dai loro Yachts. Più lo stato sperpera e si indebita attraverso guerre (o c.d. “missioni di pace”) e politiche economico-sociali sbagliate e maggiormente diviene ostaggio dei suoi usurai. Poichè come anzidetto la produzione del denaro è divenuta ormai esclusivo monopolio privato degli azionisti delle Banche Centrali che lo prestano allo Stato ed cittadini con l’aggiunta di un interesse illegittimo. Per questo motivo il denaro viene chiamato anche moneta-debito, e ciò proprio in quanto basato esclusivamente sull’ingiustifato indebitamento del popolo a favore di poche privilegiatissime famiglie di banchieri. Il denaro che tutti abbiamo in tasca insomma è solo carta straccia fatta stampare da uomini d’affari privati (i veri signori del mondo) senza alcuna reale copertura di beni a garanzia di essi esattamente come fossero le banconote utilizzate dal famoso gioco da tavolo “Monopoli”. E il fatto che ad esse sia stato conferito corso legale per legge dai nostri rappresentanti politici non significa affatto che sia stata rispettata la sovranità popolare sulla moneta. Costoro infatti hanno tradito la Costituzione ed ingannato il popolo tenendolo all’oscuro della truffa perpetrata a suo danno. Del resto sono la stessa natura istituzionale della moneta e la sua pubblica funzione a legittimare esclusivamente lo stato a disporne la creazione. Il valore del denaro stampato in realtà dovrebbe venire attribuito direttamente alla collettività senza alcuna voce di debito (”Euroschiavi“, di Antonio Miclavez e Marco Della Luna, Macroedizioni) mentre la sua produzione avrebbe dovuto essere stata rigidamente vincolata alla effettiva copertura di beni reali quali forza lavoro e risorse. In tal modo la tecnica del signoraggio potrebbe essere finalmente sfruttata dallo stato esclusivamente per perseguire scopi pubblici e sociali a tutto vantaggio delle nazioni.

“Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.”

USA Banker’s Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924

Un caso per tutti

Per spiegare ciò che succede veramente dietro le quinte della c.d. economia di libero mercato può essere preso ad esempio un eloquente caso giudiziario americano; Nel 1969 una giuria del Minnesota (USA) si trovò a decidere la causa intentata dalla “First National Bank of Montgomery ” contro Jerome Daly portando alla luce alcuni dei retroscena più salienti del c.d. signoraggio bancario [3]. La banca chiedeva il pignoramento della casa dell’imputato in quanto su di essa gravava una ipoteca di 14.000 dollari. Ma cionostante Jerome Daly presentò opposizione al provvedimento esecutivo sulla base del fatto l’istituto di credito non aveva mai versato alcun effettivo corrispettivo di quel debito. Il “corrispettivo” infatti (ovvero la cosa scambiata) è un elemento essenziale per la validità di un contratto e J. Daly che era un avvocato lo sapeva bene. Egli sosteneva pertanto che la banca non aveva scambiato vero denaro per il suo prestito e che quindi sia il negozio giuridico che l’ipoteca erano da ritenersi nulli. Gli atti processuali furono verbalizzati dal giudice ausiliario Bill Drexler nel massimo dello stupore per l’apparente assurdità della teoria difensiva avanzata dall’imputato. Ma quando venne chiamato a testimoniare il signor Morgan , ovvero il presidente della banca in questione, la causa cominciò a prendere una direzione inaspettata. Tutti i presenti in aula rimasero sorpresi quando Morgan ammise candidamente che la banca creava abitualmente “dal nulla” il denaro per i propri prestiti e che si trattava di una procedura bancaria standard. E a quel punto fu lo stesso giudice Martin Mahoney a commentare: “A me sembra un imbroglio ” tra i cenni d’assenso dei giurati. Nel suo memorandum, il giudice Mahoney affermò inoltre quanto segue: “Il querelante ha ammesso che, in collaborazione con la Federal Reserve Bank di Minneapolis, … l’intera somma di 14.000 dollari in denaro alla base del presunto diritto di credito vantato fu creata nei propri registri con annotazioni contabili e che questa era il corrispettivo utilizzato sia per avvalorare la distinta datata 8 maggio 1964 che l’Ipoteca emessa nella stessa data. Come se non bastasse il signor Morgan riconobbe che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati Uniti che gli avesse concesso il diritto di farlo. Il giudice sentenziò quindi che affinchè la distinta in questione potesse ottenere validità legale occorreva l’esistenza di un legittimo corrispettivo a suo fondamento.

Grazie al coraggio e alla correttezza espressa da tutti i membri dell’organo giudicante la corte respinse così la richiesta di pignoramento da parte della banca e l’imputato conservò la propria abitazione. La vittoria di Daily però era sestinata ad avere implicazioni enormi anche nel disvelamento pubblico dei meccanismi che regolano la scandalosa truffa del signoraggio. Inutile quindi aggiungere che il giudice Mahoney morì sei mesi dopo il processo in un misterioso incidente [4] . Da allora sono passati circa quarant’anni e qualche breccia nell’informazione di regime è stata aperta. Più di qualcuno ha cominciato ormai a comprendere che i banchieri estendono il credito senza alcun reale corrispettivo e che pertanto i loro prestiti (se la giustizia non fosse al loro servizio) dovrebbero essere dichiarati giuridicamente nulli. Se lo facessimo l’impero dell’elite finanziaria globale crollerebbe nel giro di pochi giorni ed è quindi chiaro che non ci permetteranno di farlo. Questo è il motivo per cui dal giorno di quella storica sentenza nessun canale d’informazione di livello nazionale e nessun giudice o politico ha più osato smascherare i poteri forti. Successivamente alla clamorosa sentenza del caso Daily molti altri imputati hanno tentato di evitare le inadempienze sul prestito utilizzando lo stesso modello di difesa ma con scarsi risultati. Ed ecco infatti cosa ebbe ad affermare un giudice in via non ufficiale: “Se vi lascio fare questo – a voi e chiunque altro – farebbe crollare l’intero sistema … non posso permettervi di andare a curiosare dietro il bancone … non andremo dietro al sipario ![5]”. Di tanto in tanto però qualcuno rompe il silenzio e quando si tratta di personaggi molto in vista le loro dichiarazioni tornano a far tremare le banche.

“Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”

Thomas Jefferson

Autorevoli rivelazioni scomode

Sir Josiah Stamp , fu presidente della Banca d’Inghilterra e il secondo uomo più ricco del Regno Unito negli anni ‘20 del secolo scorso. Egli in un discorso ufficiale alla University of Texas nel 1927 ebbe a dichiarare: “Il sistema bancario moderno fabbrica denaro dal nulla . Il procedimento è forse il gioco di prestigio più strabiliante che sia mai stato inventato. Le attività bancarie sono state concepite nell’ingiustizia e nate nel peccato … i banchieri possiedono la terra . Toglietegliela da sotto i piedi ma lasciate loro il potere di creare denaro e con un guizzo di inchiostro creeranno abbastanza denaro per ricomprarsela … togliete loro questo grande potere e tutte le enormi fortune come la mia svaniranno, e allora questo sarà un mondo migliore e più felice in cui vivere … ma se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra schiavitù, continuate a permettere loro di creare denaro e di controllare il credito .”

Robert H. Hemphill , responsabile del Credito presso la Federal Reserve Bank di Atlanta al tempo della Grande Depressione, scrisse nel 1934: “Noi siamo completamente dipendenti dalle Banche commerciali. Qualcuno deve prendere a prestito ogni dollaro che abbiamo in circolazione, in contanti o a credito . Se le Banche creano abbondante denaro sintetico, noi siamo ricchi; altrimenti, facciamo la fame. Non abbiamo assolutamente un sistema monetario durevole . Avendo una visione globale della cosa, la tragica assurdità della nostra posizione senza speranza è quasi incredibile, ma è così. Si tratta del tema più importante sul quale le persone intelligenti possano indagare e rifletterci sopra [6] “.

Graham Towers , governatore della banca centrale canadese dal 1935 al 1955, ammise: “Le banche creano denaro. Servono a questo … il processo produttivo per creare denaro consiste nell’inserire una voce in un registro. Tutto qui … ogni volta che una Banca concede un prestito … viene creato nuovo credito bancario, denaro nuovo di zecca [7]” .

Robert B. Anderson , Segretario del Tesoro sotto la presidenza Eisenhower , rilasciò la seguente intervista alla rivista U.S. News and World Report (pubblicata sull’edizione del 31 agosto 1959): “Quando una banca concede un prestito, essa aggiunge semplicemente al conto di deposito del mutuatario presso la banca l’ammontare del prestito. Il denaro non è preso dal deposito di nessun altro, non è stato versato in precedenza alla banca da nessuno. Si tratta di nuovo denaro, creato dalla banca per essere utilizzato dal mutuatario ”.

L’origine storica della riserva frazionaria

Nell’Europa medioevale il bene di scambio più prezioso era costituito dalle monete d’oro e da porzioni del metallo nobile allo stato grezzo o lavorato. Ma ciononostante lo smercio e la custodia dell’oro presentavano enormi difficoltà pratiche a causa del suo considerevole peso specifico e dalla costante minaccia dei briganti. Questa situazione spinse la maggior parte delle persone benestanti a depositare le proprie monete presso gli orafi/usurai (prototipo dei poteri forti moderni) di origine ebraica (ai cristiani erano vietati i prestiti contro interesse) che disponevano delle casseforti più sicure delle città. Gli orafi a loro volta, emettevano delle comode ricevute cartacee a garanzia del deposito effettuato che potevano essere negoziate dal titolare al posto delle ingombranti monete che rappresentavano. Si trattava quindi del modo più comodo, rapido e sicuro per disporre dei propri soldi. Tali promesse di pagamento venivano poi utilizzate anche quando i clienti si rivolgevano a questi liberi professionisti solo per ottenere un prestito in danaro. E dal momento che i banchieri medioevali (c.d. orafi) sapevano bene che solo una bassissima percentuale di creditori (compresa tra il 10 e il 20 per cento del totale) sarebbe tornata a riscattare materialmente il valore dei propri titoli cartacei, cominciarono a vendere contro interesse note di credito non garantite da nessun patrimonio effettivamente posseduto. Nacque così il concetto di riserva frazionaria (ovvero la quota minima di copertura) con cui gli orafi/usurai riuscivano a lucrare prestando denaro creato dal nulla. Con questo sistema i banchieri medioevali potevano prestare impunemente il denaro molte volte in più di quanto avrebbero potuto effettivamente. E in quei rari casi in cui si trovarono a dover restituire più oro di quanto avevano nei forzieri venivano sostenuti dagli altri usurai di origine ebraica che in questo modo riuscivano a garantire una lucrosa efficienza del sistema. La prima conseguenza dell’uso di questa tecnica (la riserva frazionaria) fu la messa in circolazione di molto denaro in forma cartacea (ovvero ricevute dei prestiti in oro) che non rispecchiava affatto l’effettiva riserva aurifera disponibile. Ad un tasso di interesse del 20 per cento, lo stesso oro prestato cinque volte produceva un rendimento del 100 per cento ogni anno, su oro che gli orafi in realtà non possedevano affatto. Pertanto si trattava solo di una truffa ben congeniata con cui la casta ebraica usuraia riuscì ad acquisire in breve tempo le più grandi ricchezze del continente europeo. Ma mentre gli orafi/usurai creditori prestavano denaro creato dal nulla, i loro debitori erano chiamati a pagare interessi e debiti che divenivano reali per vincoli di legge. E così alla fine accadeva che questi speculatori risultavano creditori di somme ben maggiori di quelle di cui poteva effettivamente disporre l’intera cittadina. Una situazione che vide spesso i cittadini ricorrere sempre a nuovi prestiti di carta moneta per coprire i propri investimenti innescando il dirottamento della ricchezze della città (e alla fine, dell’intero paese) all’interno dei forzieri degli orafi mentre il popolo si copriva gradualmente di debiti [8].

Le banche moderne

Nel diciannovesimo secolo le dinastie dei grandi orafi/usurai medioevali si erano ormai riorganizzate da tempo nel nuovo status di banchieri moderni e vennero autorizzate dai soliti “politici amici” ad emettere banconote con valore legale in quantità fino a dieci volte superiori alle proprie riserve aurifere. Tutto ciò continuava ad essere reso possibile grazie al collaudato trucco contabile (questa volta autorizzato per legge) della “riserva frazionaria ”. In tal modo quindi solo una frazione dei depositi complessivamente gestiti dalla banca venivano effettivamente mantenuti come “riserva” per far fronte alla domanda di oro o di soldi contanti da parte dei depositanti. Ma nel 1913 i grandi banchieri internazionali si fecero ancora più furbi e con il pretesto di dare maggiore stabilità al sistema economico riuscirono a monopolizzare l’emissione del denaro americano grazie alla creazione di una unica grande banca centrale a cui venne riconosciuto l’esclusivo diritto di stampare nuova moneta per il popolo e il governo USA. Attraverso l’istituzione della Federal Riserve (c.d. FED) i super banchieri di origine ebraica divennero così gli unici in grado di manipolare artificialmente l’andamento del mercato semplicemente estendendo o restringendo le condizioni di credito del circuito bancario. Le banconote emesse dalla Fed al semplice costo di stampa, divennero poi la base dell’offerta monetaria nazionale e appena vent’anni dopo l’America si trovò ad affrontare la più grave depressione speculativa della sua storia. Il drammatico crollo dei mercati azionari del ’29 infatti venne provocato proprio da quei banchieri della FED che avevano promesso di garantire la stabilità economica. L’offerta di denaro venne bloccata dalla banca cantrale mediante l’introduzione di norme talmente restrittive nella gestione del credito che le piccole e medie banche concorrenti furono costrette a chiudere i battenti insieme alla stragrande maggioranza delle imprese rimaste a corto di liquidità. I banchieri della FED poterono così impadronirsi delle aziende fallite o in fallimento a prezzi stracciati mentre il loro uomo alla Casa Bianca, il Presidente Franklin Roosevelt (gran maestro massone) approvò una legge (nel 1933) con cui sganciava la banca centrale dall’obbligo di conversione del valore dei dollari in oro (c.d. gold standard) come pretesto per risollevare il mercato dalla depressione. Terminata la “grande abbuffata” degli speculatori, la FED tolse le norme restrittive sul credito che avevano ingrassato i suoi conti e ridotto in miseria l’America. Oggi la Federal Reservecui hanno bisogno sono costretti ad indebitarsi emettendo delle obbligazioni (come i classici buoni del tesoro) a garanzia di pari importo, oltre naturalmente al pagamento degli interessi. In questo modo il debito dello stato nei confronti dei suoi strozzini privati continua a crescere inesorabilmente finendo per stringere la cosa pubblica nel loro abbraccio mortale (enti pubblici svenduti alle banche per far fronte al debito pubblico). E tutto ciò nonostante il fatto che lo stato potrebbe tranquillamente stamparsi da solo la sua moneta! Le masse dovrebbero capire una volta per tutte che s sfrutta ancora la tecnica della “riserva frazionaria” e senza avere più neppure l’obbligo di detenere alcuna copertura aurifera. Viceversa gli stati per ottenere i prestiti di e ad un gruppo senza scrupoli (non esiste categoria di persone al mondo più spregiudicata dei banchieri) viene consentito di stampare il denaro di una nazione, esso userà poi questo denaro per assicurarsi il controllo dei media (manipolazione dell’opinione pubblica) e dei politici (con corruzione e minacce) assumendo inevitabilmente anche il controllo sul popolo stesso.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild (attualmente la sua discendenza controlla la FED)

The Jewish Encyclopedia Volume X, 1905 (P. 494)

Speculare con l’inflazione

Un altro strumento legale di speculazione in mano ai banchieri che esercitano di fatto la sovranità monetaria è l’inflazione. Ed è sufficiente verificare alcuni dati dell’economia USA (ma vale per tti gli stati) per rendersi conto di quanto sia insostenibile l’attuale situazione. Il c.d. “M3”, ovvero l’indicatore della massa monetaria prodotta per gli Stati Uniti balzò dai 3.700 miliardi di dollari del 1988 ai 10.300 miliardi del 1992, data in cui la Fed smise di pubblicizzare queste cifre. La decisione di non rendere pubbliche queste informazioni (citaz. John Williams da “Shadow Government Statistics”http://www.shadowstats.com) ebbe il chiaro scopo di occultare la realtà scandalosa di questi dati. Se infatti osserviamo l’andamento del mercato nel corso del tempo scopriamo subito che con il passare degli anni il costo dei beni aumenta in quanto la creazione di nuovo denaro ne svaluta implicitamente il valore favorendo ingiustamente chi lo produce (il quale ne può disporre in qualità illimitate a costo zero) a scapito di chi lo ha guadagnato lavorando onestamente. Una maggior quantità di denaro che compete per gli stessi beni fa inevitabilmente aumentare i prezzi sottraendo così ai popoli sempre più potere d’acquisto dal loro denaro (almeno il 100% in 14 anni). E come se non bastasse talvolta le banche centrali stampano moneta senza che sia neppure possibile verificarne il quantitativo effettivamente emesso in quanto, come avviene ad esempio con l’Euro, le banconote sono addirittura prive di numerazione progressiva . I numeri stampati su queste ultime infatti sono codici con altre funzioni ed è quindi persino materialmente possibile che la BCE stampi più biglietti di quanti ne dichiari effettivamente (“Euroschiavi”, p.248) . Ciononostante, la colpa dell’inflazione sfrenata viene sempre attribuita al governo di questa o quella fazione politica (il c.d. teatrino della politica) distogliendo l’attenzione pubblica dai reali problemi dell’economia globale (e spesso ignorati persino dai politici). La verità è che la rete di massoni che occupa come un esercito trasversale le poltrone della politica ha approvato da tempo le leggi che favorivano i loro padroni banchieri derubando al popolo una delle sue funzioni più importanti, la sovranità monetaria. Pertanto la crescita del debito pubblico e dell’inflazione sono ormai divenuti inarrestabili finendo per “costringere” (ovvero agevolare) i corrotti politici di turno a privatizzare gli enti pubblici e a tagliare la spesa sociale. In questo modo, l’assistenza sanitaria, le pensioni e qualsiasi altra forma di previdenza pubblica passeranno presto nelle mani dei banchieri illuminati che stanno preparando l’avvento del nuovo ordine mondiale.

Nel 1816 Thomas Jefferson scriveva a John Madison (10° presidente americano, 1841-45): “..se il popolo americano permetterà mai alle banche private di gestire l’emissione della sua moneta, allora, alternando inflazione e deflazione, le banche e le società finanziarie che cresceranno intorno ad esse, spoglieranno il popolo di ogni proprietà, sinchè i suoi figli si sveglieranno senza un tetto nel continente che i loro padri conquistarono… Credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per la nostra società che eserciti in armi… il potere di emissione dovrebbe esser tolto alle banche e restituito allo Stato , a cui esso propriamente appartiene”.

Lascia o raddoppia

Poiché l’offerta monetaria è creata dalle banche stesse queste ultime devono continuamente immettere nuove banconote sul mercato per pagare l’interesse dovuto ai banchieri. E ciò significa che 1 dollaro prestato al tasso d’interesse del 5 per cento si traforma in 2 dollari dopo appena 14 anni. Di conseguenza l’offerta della moneta deve necessariamente raddoppiare ogni 14 anni solamente per coprire l’interesse dovuto sul denaro prestato! Le cifre dichiarate dalla Federal Reserve confermano infatti che dal 1959 in poi (anno in cui la Fed ha iniziato a fornire i dati), la massa monetaria (o M3) è più che raddoppiata ogni 14 anni [10]. Ciò significa che dopo appena 14 anni le banche convogliano in interessi tanto denaro quanto ne era presente nell’intera economia 14 anni prima . Questo tributo viene pagato in termini di debito pubblico e di svalutazione del potere d’acquisto dei cittadini con una truffa legalizzata dai loro burattini politici . La sovranità monetaria spetta al popolo in quanto è la collettività stessa a riconoscere con le sue leggi valore a dei pezzi di carta un valore intrinseco che altrimenti non avrebbero. Pertanto è chiaro che la privatizzazione del denaro è la causa fondamentale della povertà, della schiavitù economica, dei governi senza fondi e di una classe dominante oligarchica che si oppone ad ogni tentativo di farle allentare la stretta dei banchieri sulle redini del potere. Il problema può essere risolto solamente invertendo il processo che lo ha creato facendo emettere il denaro necessario al fabbisogno pubblico direttamente dallo stato in forma di credito e non di debito come è avvenuto sino ad ora. Il vero padrone della ricchezza prodotta dalla nazione sono i cittadini e non certo i banchieri. Il Parlamento deve riprendersi la sovranità monetaria e cominciare a far battere moneta ai funzionari dello stato nel più rigoroso rispetto dei programmi di bilancio. Per evitare nuovi episodi di corruzione sulla spesa pubblica (fino ad ora utilizzata come fondo cassa per mafia e clienteralismo) gli amministratori dello stato (deputati e dirigenti) dovranno rispondere penalmente e civilmente dei progetti di spesa rispettivamente approvati quanto della loro corretta esecuzione. Contestualmente deve essere abolito l’uso della “riserva frazionaria” da parte dei banchieri privati (mentre rimane esclusiva prerogativa dello stato) limitando le banche a prestare solo la moneta di cui effettivamente dispongono. Se infatti il potere di creare denaro (e quindi ricchezza) ritornasse al governo, il debito pubblico potrebbe essere rapidamente estinto insieme alle tasse più ingiuste ed esose.

La nazionalizzazione di facciata della Banca d’Inghilterra

Peraltro, il fatto che una banca centrale venga formalmente nazionalizzata non significa affatto che la sovranità monetaria sia effettivamente tornata nelle mani dello stato. Un caso esemplare in tal senso è quello rappresentato dalla Banca d’Inghilterra che seppur nazionalizzata nel 1946 ha lasciato i guadagni e tutto il potere decisionale reale nelle mani dei soci azionisti privati. Anche in Gran Bretagna infatti sono sempre le banche private a creare il 97 per cento dell’offerta monetaria sotto forma di prestiti [9].

Nascita della banca centrale americana

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John Pierpont Morgan 1837-1913 Paul Moritz Warburg 1868-1932 John Davison Rockefeller 1839-1937

Nei primi anni del ‘900, il mondo dell’alta finanza era già stato completamente egemonizzato da quattro famiglie di origine ebraica, i Rockefeller, i Morgan, i Warburg e i Rothschild . Queste ultime esercitarono pressioni sul governo americano affinchè disponesse per legge la costituzione di una unica grande banca centrale di loro proprietà, la Federal Reserve. Un progetto ambizioso che però doveva fare i conti con una opinione pubblica non disposta a correre i gravi rischi di una concentrazione monetaria nelle avide mani di pochi rinomati speculatori. E per fare in modo che il popolo “digerisse” un provvedimento del genere i grandi banchieri generarono un problema economico insormontabile a cui offrire la loro soluzione. J. P. Morgan, considerato un luminare della finanza si servì così della sua enorme influenza nel mondo bancario per diffondere voci incontrollate sull’insolvenza e l’imminente fallimento dei grandi istituti di credito (citaz. Dossier “Zeitgeist the movie” , 2007, 3 parte) . Morgan sapeva infatti che ciò avrebbe provocato un’isteria collettiva generalizzata e la corsa dei risparmiatori a ritirare in massa il denaro dai propri conti. Le banche furono allora costrette a far rientrare tutti i crediti che fino ad allora avevano concesso costringendo i beneficiari a vendere le proprie proprietà innescando una spirale di bancarotte, sequestri di beni e disordini sociali. Successivamente al disastro, lo storico di origine ebraica Frederick Lewis Allen dichiarò quanto segue sulla celebre rivista “Life” : “Gli interessi dei Morgan hanno avuto la meglio dal panico del 1907 guidandone astutamente la diffusione” (ibidem) . E come previsto e programmato dai banchieri, al panico del 1907 seguì l’apertura di una inchiesta del Congresso a capo della quale venne nominato il senatore Nelson Aldrich, un uomo di fiducia dei cartelli bancari che entrò a far parte della famiglia Rockefeller. La commissione diretta da Aldrich propose poi l’istituzione di una banca centrale ufficialmente “deputata” ad impedire che si verificassero altri crack finanziari come quello del 1907! I banchieri internazionali avevano fatto il loro gioco e il popolo stava per cadere in trappola. Pleonastico quindi aggiungere che la proposta venne accettata dal congresso e istituita in gran fretta dal Presidente massone Woodrow Wilson il 23 dicembre del 1913 (citaz. http://en.wikipedia.org/wiki/Warburg_family). Ma per capire esattamente come si arrivò a tanto bisogna fare un passo in dietro nella storia ed esaminare i retroscena. Nel 1910 ci fu un incontro segreto nella tenuta di J. P. Morgan sull’isola di Jekill al largo della costa della Georgia e fu li che in realtà venne redatta la proposta di legge per far nascere la banca centrale americana a cui in seguito diedero il nome sibillino (si volle così lasciar intendere alle masse che si trattava di una istituzione Federale, cioè pubblica) di “Federal” Reserve.

Il provvedimento normativo in questione si chiamò “Federal Riserve Act” ma venne scritto dai banchieri e non dai legislatori del congresso. L’incontro venne tenuto segreto sia ai membri del governo che all’opinione pubblica e i membri che parteciparono alla stesura dell’atto normativo adottarono addirittura dei nomi in codice (citaz. “Zeitgeist The Movie”, 2007, parte 3) . Una volta approntata la legge venne trasmessa al senatore Nelson Aldrich , (il referente politico dei banchieri) affinché la facesse approvare dal Congresso. Nel 1913 venne eletto Presidente il massone Woodrow Wilson con il forte sostegno dei poteri forti che gli finanziarono la campagna elettorale in cambio della promessa che una volta a capo del governo avrebbe firmato il “Federal Reserve Act” (ibidem). E fu così che il 23/12/1933, ovvero nel pieno delle festività natalizie, venne approvata l’istituzione della banca centrale mentre il giorno della vigilia, (era appunto il 24/12/1933) si passò all’approvazione del suo scandaloso regolamento. E’ bene ricordare che tutto ciò avvenne proprio quando la maggior parte dei membri del congresso era a casa con la propria famiglia e che W. Wilson non si fece alcuno scrupolo nel promulgarlo in legge esecutiva (avrebbe invece potuto tranquillamente porre il veto). Tuttavia, alcuni anni dopo questi fatti, fu lo stesso Presidente a rendersi conto di essere stato usato come un burattino dichiarando rammaricato: “La [nostra] grande nazione industriale è controllata dal suo sistema creditizio. Il nostro sistema creditizio è concentrato nelle mani dei privati. La crescita e le attività della nazione sono quindi nelle mani di pochi uomini, i quali per forza di cose, a causa dei loro stessi limiti, frenano, controllano, distruggono la genuina libertà economica. Siamo diventati uno dei governi peggiori, uno dei più controllati e dominati del mondo civilizzato. Non più un governo basato sulla libertà di opinione, non più un governo degli ideali e del voto di maggioranza, bensì un governo basato sul giudizio e le costrizioni di piccoli gruppi dominanti”. Ed infatti, il membro del Congresso Louis McFadden affermò quanto segue subito dopo l’approvazione del “Federal Reserve Act”: “Qui è stato fondato un sistema bancario mondiale…un sovra-stato controllato dai banchieri internazionali che agiscono assieme per schiavizzare il mondo secondo i propri interessi. La Fed ha usurpato il governo”. Viceversa i mass media dissero alla gente che la banca centrale era indispensabile se si voleva raggiungere la stabilità economica e che quindi inflazione e crisi economiche erano ormai solo incubi del passato. Ma se da una parte i giornalisti si prodigavano ad annunciare al popolo l’avvento di una nuova era iniziata all’insegna della c.d. “Financial stability”, dall’altra, l’impietoso tribunale della storia dimostrò il contrario. Una volta assunto il controllo assoluto della moneta, la FED cominciò infatti a porre in atto una serie di azioni speculative che gli di “sbranare” letteralmente il libero mercato. Tra il 1914 e il 1919 ad esempio, la FED aumentò l’offerta di moneta del 100% che si tradusse in un’ampia apertura di credito che coinvolse anche le banche minori e i loro clienti. Successivamente però diede corso alla seconda parte del piano, e così nel 1920 ritirò improvvisamente una notevole quantità del denaro in circolazione costringendo i piccoli istituti di credito a far rientrare i crediti concessi provocando per l’ennesima volta bancarotte e prelievi di massa agli sportelli. In questo modo, oltre 5400 banche esterne al sistema della FED vennero spazzate via mentre i suoi spregiudicati banchieri consolidarono definitivamente il loro monopolio sull’economia. Visto ciò che era successo, il membro del Congresso Lindbergh dichiarò nel 1921: “Tramite il Federal Reserve Act viene creato il panico in modo studiato. Quello attuale è il primo caso di panico scientemente programmato , concepito allo stesso modo di un’equazione matematica”. L’ondata di panico del 1920 tuttavia fu solo una piccola avvisaglia di ciò che i banchieri stavano progettando, ovvero le prove generali di una crisi dall’impatto sociale devastante. E così tra il 1921 e il 1929 la FED aumentò di nuovo la massa monetaria in circolazione provocando ancora una volta una rapida espansione. Contestualmente fece la sua comparsa sul mercato azionario un nuovo tipo di prestito “molto vantaggioso” denominato “prestito a margine ”. Si trattava di un prodotto finanziario che consentiva all’investitore di versare solo il 10% del prezzo di un titolo mentre il restante 90% veniva prestato da un intermediario. Uno specchietto per le allodole che consentiva a chiunque di possedere 1000 dollari di azioni spendendone solo 100! Ed infatti un simile tipo di prestito si diffuse molto rapidamente durante tutti i “ruggenti” anni ’20. Ma proprio quando tutti sembravano far soldi investendo sui titoli azionari venne fuori il “trucco”. Il pagamento del prestito per il restante 90% del valore di un titolo poteva cioè essere richiesto in qualsiasi momento e doveva essere saldato entro 24! Questa facoltà dell’intermediario di richiedere improvvisamente il pagamento venne a sua volta denominata “chiamata di margine addizionale” e il suo esercizio normalmente determina la vendita dei titoli acquistati a credito. Insomma il prestito a margine non era che l’ennesima truffa al popolo per scatenare al momento opportuno un’ondata di insolvenze e fallimenti. E così, J.D. Rockefeller e Bernhard Barack pochi mesi prima dell’ottobre del 1929 e altri “insider” si defilarono silenziosamente dal mercato. Giunto il 24 ottobre del 1929, i finanzieri Newyorkesi cominciarono quindi a tirar su le loro reti, ovvero a reclamare il pagamento dei c.d. prestiti a margine. Ed esattamente come programmato, l’improvvisa richiesta di denaro provocò una massiccia ondata di vendite di questi titoli e la corsa agli sportelli bancari per prelevare moneta e saldare i debiti. Tutto ciò provocò il crollo di oltre 16.000 banche! Consentendo ai soliti grandi banchieri di acquistare aziende e istituti di credito falliti a prezzi stracciati. Non ancora soddisfatti, i banchieri della FED invece di aumentare la quantità di moneta in circolazione per consentire la ripresa dell’economia americana ormai in ginocchio, la diminuì ulteriormente alimentando la più grande depressione economica della storia d’America. Indignato per la situazione, Louis McFadden, un acerrimo oppositore dei cartelli bancari diede inizio alle procedure d’impeachment contro il Consiglio della FED affermando quanto segue a proposito della crisi del ’29: “Si è trattato di un evento attentamente pianificato. I banchieri internazionali hanno cercato di generare una condizione di disperazione dalla quale sarebbero emersi come i nostri padroni assoluti”. Non può quindi sorprendere il fatto che dopo avere subito due tentativi di assassinio, McFadden sia stato avvelenato durante un banchetto prima che riuscisse ad attivare la procedura dell’impeachment. E come se non bastasse, dopo la sua morte i banchieri della FED fecero abolire anche il “Gold Standard” , ovvero l’accordo che garantiva la convertibilità in oro della moneta. Ci riuscirono grazie al pretesto di far uscire l’America dalla grande depressione e alla conseguente approvazione di un provvedimento datato 5 aprile 1933. Quest’ultimo obbligava infatti gli americani a consegnare al Tesoro tutto l’oro di cui ancora disponevano a pena di 10 anni di reclusione per i trasgressori! Subito dopo venne abrogato il “Gold Standard” e la moneta divenuta non convertibile divenne mera carta straccia! Valida per legge. E l’unica cosa idonea a condizionarne il valore d’acquisto è la quantità che ne viene immessa in circolazione. Pertanto, chi ne regola la massa di produzione ne stabilisce anche l’effettivo potere d’acquisto e attraverso la manipolazione scientifica di esso può speculare sulle crisi economiche provocate a danno delle nazioni. Ciò che la gente deve capire è che la FED e tutte le banche centrali più potenti del mondo (ovvero le uniche in grado di determinare l’andamento economico globale) sono in mano ad una infima elite di banchieri privati “illuminati” che prestano soldi creati dal nulla gravati da interesse ai vari governi. Le banche centrali inoltre, grazie alla complicità e alla sudditanza della classe politica godono ormai di uno status giuridico incostituzionale, sono considerate insomma enti sovranazionali non soggetti ad alcun potere di controllo da parte delle istituzioni pubbliche!

La Federal Income Tax

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I coniugi Brown

Nel 2007 i telegiornali e i grandi media italiani cominciarono a diffondere alcuni servizi giornalistici sulla storia di due “obiettori fiscali” americani che si erano barricati in casa armati per non pagare la “Federal Income Tax”

(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/08_Agosto/15/stati_uniti_evasori_barricati_casa.shtml ) .

Tutti questi reportage però non spiegavano affatto l’effettivo fondamento di una simile protesta e pretendevano di far apparire la coppia di coniugi come persone che avevano semplicemente “perso la testa” aggiungendo poi che l’FBI evitava di provocare una sparatoria solo per buon senso. Si tratta di un classico esempio con cui i media deformano e occultano le informazioni per manipolare la pubblica opinione a favore dello status quo. Ecco infatti come riportarono la notizia alcuni importanti quotidiani italiani:

“ Il mix di rivolta antisistema che i Brown sono riusciti a creare ha dell’incredibile, giovani no global amanti delle teorie della cospirazione vanno a braccetto con miliziani di ultradestra che promettono di accorrere in aiuto carichi di pistole e fucili automatici se ci sarà l’assalto dei federali” –

La Repubblica, 23 luglio 2007 (http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/esteri/evasori-usa/evasori-usa/evasori-usa.html ) .

“Resta comunque la faccenda imbarazzante del «circo», che sta esasperando la popolazione di Plainfield e mette in ridicolo le autorità. Di tanto in tanto, con la dovuta cautela, gli uomini dell’FBI tentano di avvicinarsi alla villa per «ragionare», ma vengono accolti da una raffica di fucilate (legali) di avvertimento e devono tornare indietro. Gli ordini, come è ragionevole, sono di evitare gli spargimenti di sangue e di tentare con ogni mezzo la strada della persuasione: o il pagamento delle tasse con gli interessi, o i cinque anni di carcere. Ma la strana coppia non ci pensa neppure”.

Il Corriere della Sera, 17 agosto 2007

(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/08_Agosto/15/stati_uniti_evasori_barricati_casa.shtml )

Ma se invece di credere a certe castronerie andiamo ad approfondire cosa c’è dietro questa storia scopriremo “l’arcano”. Edward Brown Lewis e sua moglieElaine infatti costituiscono in realtà solo la punta di un iceberg composto da centinaia di migliaia di cittadini americani “Tax Protestor” che si rifiutano di pagare una tassa incostituzionale per i debiti illegalmente contratti con i banchieri privati della Federal Reserve. E la verità quindi è che il Congresso USA oltre ad avere approvato il “Federal Reserve Act” ha introdotto anche una tassa federale sul reddito totalmente illegittima solo per pagare gli interessi alla FED. Una salasso pecuniario che viene ugualmente riscosso grazie all’ignoranza della popolazione in materia e alla complicità di media e istituzioni. Ma nonostante i grandi canali d’informazioni non lo dicano, l a federal income tax è illegale a tutti gli effetti in quanto si tratta di una tassa diretta non proporzionale che viola il principio costituzionale americano secondo cui tutte le imposte dirette devono essere proporzionali. E come se no bastasse non è mai stato raggiunto neppure il numero legale degli stati necessario alla ratifica dell’emendamento (citaz. “Zeitgest The Movie”, 2007, parte 3) , un fatto questo citato anche in alcune sentenze giudiziarie recenti come questa: “Se esaminate il 16° emendamento attentamente, scoprirete che non fu mai ratificato da un numero sufficiente di Stati” – sentenza della Corte Distrettuale USA, giudice James C. Fox, 2003. Ciononostante con la suddetta tassa viene detratto circa il 25% del reddito medio del lavoratore e di conseguenza occorrono almeno tre mesi l’anno per adempiere a questa tassa “obbligatoria”. Soldi che poi sono destinati a pagare l’interesse sulla moneta emessa in modo fraudolento dalla Federal Reserve, ovvero, che finiscono direttamente nelle tasche della cupola dei banchieri internazionali. E anche se i governi USA assicurano la legalità della Federal Income Tax, non esiste alcuno statuto o legge che impone il pagamento di questa tassa. Una realtà che emerge chiaramente dalle parole di Joe Turner , un ex avvocato costituzionalista americano che si licenziò dal suo compito istituzionale proprio per questo motivo: “Ovviamente mi aspettavo che esistesse di sicuro una legge, da potere indicare nel testo giuridico, che obblighi alla compilazione della dichiarazione dei redditi. Certo che esiste, pensavo. Ma non riusciiì a trovare lo statuto che obbligasse esplicitamente una persona, o per lo meno io non lo trovai e così anche molte persone che conosco, e così non ebbi altra scelta se non quella di licenziarmi. Da quando mi sono licenziato, non ho più compilato una dichiarazione dei redditi.” (citaz. “Zeitgest The Movie”, 2007, parte 3) . A conferma delle sue affermazioni esiste anche la testimonianza di Sherry Jackson, un’altra autorevole costituzionalista: “Basandomi sulle ricerche ancora in corso che iniziai durante l’anno 2000, non ho trovato quella legge. Ho domandato al Congresso, a molti agenti dell’IRS [agenzia delle entrate USA], agli assistenti del Commissario dell’IRS….Ma non possono rispondermi, perché se lo fanno, il popolo americano saprebbe che tutto questo è una frode. Non compilo una dichiarazione dei redditi dal 1999” (ibidem) . La Federal Income Tax insomma, non è altro che uno dei raggiri concepiti dell’elite per ridurre progressivamente in schiavitù l’intera nazione americana. Vale infatti la pena ricordare che allo stato attuale il popolo americano è gravato dal debito pubblico più oneroso del mondo e che le guerre in cui viene coinvolto con i pretesti più assurdi e puerili (portare la pace e la democrazia, sconfiggere il terrorismo etc. etc.) non servono ad altro che alimentare potere e controllo dell’elite.

Il liberismo selvaggio promosso dall’elite

Stando alle teorie economiche liberiste attualmente più accreditate, qualsiasi funzione pubblica direttamente svolta dallo stato è destinata ad essere costosa, inefficiente e di pessima qualità. La soluzione che queste propongono è allora sempre la stessa, liberalizzare. Ovvero vendere ai privati (quindi ai grandi banchieri che monopolizzano il mercato) tutti gli enti pubblici delegando a questi anche lo svolgimento dei servizi dello stato mediante le classiche gare d’appalto (il cui risultato viene frequentemente aggiustato dai soliti comitati d’affari). Ma se fino ad oggi una simile ricetta si prefigura effettivamente come la migliore ciò lo si deve semplicemente al fatto che l’elite si è adoperata da secoli per impedire che lo stato funzioni. Ma in realtà per far divenire efficienti gli enti pubblici sarebbe sufficiente applicare ad essi le stesse condizioni lavorative adottate dalle società private, premiando cioè i meritevoli e licenziando i fannulloni. I manager dello stato inoltre dovrebbero essere i primi a dover rispondere con i propri beni personali dei deficit di gestione di cui sono responsabili secondo regole molto più severe di quelle applicate fino ad ora. L’amministrazione della cosa pubblica insomma dovrebbe avvenire secondo la regola della responsabilità diretta, sia per quanto riguarda i vantaggi che per quanto concerne gli svantaggi. Occorre insomma creare le condizioni per cui un pubblico incarico di rilievo non sia più considerato un privilegio per i soliti personaggi corrotti ma per far questo sarà indispensabile gravarlo di norme così severe da allontanare i furbi e fare largo ai capaci.

Falsi in bilancio a norma di legge!

Grazie alle leggi approvate nel corso del tempo dalla nostra corrotta casta politica, le Banche centrali sono state autorizzate a registrare come voce passiva (quindi come un debito) del proprio bilancio l’intero valore nominale del denaro da loro stampato (a costi irrisori) e poi prestato allo stato dietro corrispettivo (obbligazioni di stato e tasso d’interesse). Ma in realtà esso costituisce a tutti gli effetti un incremento patrimoniale e quindi si tratta solo di una colossale truffa e di una elusione fiscale perfettamente legalizzate e accettata per tradizione da tutti i governi delle nazioni. Questo sistema truffaldino nasce tuttavia da una precisa ragione storica su cui è necessario tornare con una breve sintesi. Nel periodo in cui le banche emettevano ancora denaro in base alle proprie riserve aurifere che ne garantivano la convertibilità in oro, i banchieri ascrivevano giustamente all’attivo la riserva aurea posseduta e al passivo (quindi come debito), la quantità di denaro emesso. E poiché la banca emittente era tenuta a garantire tale convertibilità in oro, le banconote costituivano effettivamente un debito per la banca, ossia una passività (a cui si aggiungeva il costo di stampa). Ma da quando la convertibilità in oro delle banconote è stata soppressa, il denaro emesso dalle banche centrali non possono più costituire in alcun modo un debito. Pertanto le banconote così prodotte dovrebbero poter costituire solo una voce attiva su cui pagare le tasse, ovvero l’esatto contrario di ciò che le banche centrali fanno figurare nei propri bilanci. I banchieri classificano inoltre tali importi alla voce “attività ” quando più gli fa comodo. Se infatti dichiarassero sempre tale denaro come passività non potrebbero giustificare la richiesta di pagamento degli interessi che pretendono dallo stato (quindi al popolo attraverso le tasse). Di fronte a questo problema fondamentale per la prosperità economica delle nazioni, i partiti politici, i sindacati e le istituzioni (eccezion fatta per qualche magistrato) restano completamente inerti per timore dei poteri forti, ma perlopiù sono complici attivi che ricevono privilegi e denaro in cambio della loro omertà. Ma ciononostante, l’aver tolto la sovranità monetaria dallo stato per trasferirla a un soggetto privato come la Banca Centrale Europea o la Fed americana è un atto palesemente contrario a tutte le costituzioni che proclamano solennemente la sovranità popolare. Pertanto la cessione con legge ordinaria delle sue funzioni essenziali a dei soggetti privati dovrebbe essere dichiarata nulla ed inefficace dalla magistratura. Esistono tuttavia correnti di pensiero a conoscenza del signoraggio che ne sostengono la legittimità. Per costoro infatti il trasferimento della sovranità monetaria a soggetti terzi si pone come un provvedimento necessario in quanto la casta politica (ormai sinonimo di corruzione) è totalmente inaffidabile e consegnare la sovranità monetaria nelle sue mani genererebbe sicuramente disastri economici da iperinflazione poiché tenderebbe a stampare sempre nuovo denaro solo per accontentare l’elettorato. Si tratta però solo di dottrine economiche propagandate dagli autorevoli portavoce della stessa elite per far credere alla gente che la cessione della sovranità monetaria ai loro funzionari sia il “male minore”. In realtà infatti i banchieri privati che governano la ricchezza del mondo non la potranno mai gestire a favore del popolo perché ciò sarebbe contro i loro interessi. Più lo stato si indebita e più loro ci guadagnano in termini di soldi e potere. Pertanto, l’elite come dimostra il materiale esplosivo raccolto in questo volume è praticamente all’origine di tutti i peggiori mali del mondo, compreso il lavaggio del cervello delle masse da essa perpetrato attraverso il monopolio dei mezzi d’informazione. Ciononostante esistono ancora persone che per ignoranza e/o ingenuità sono ancora disposte a credere alla favola che l’attuale sistema sia la migliore soluzione!

Indipendenza, segretezza e impunibilità dei banchieri

Le masse sono state tenute all’oscuro persino del fatto che le banche centrali godono di assoluta indipendenza e autonomia dalle autorità politiche dei popoli sovrani e che i loro alti funzionari sono protetti da garanzie di impunibilità addirittura superiori a quelle concesse a qualsiasi altro parlamentare democraticamente eletto. Tutte le riunioni e le decisioni importanti in tema di politica monetaria avvengono quindi nel massimo riserbo senza che nessun organo giudiziario dello stato possa effettuare intercettazioni o indagini sul corretto svolgimento delle attività bancarie! La Federal Reservenon ha un proprio bilancio e non è neppure soggetta a revisione contabile americana ad esempio (la banca centrale) controlla l’intero sistema monetario USA senza dovere rendere conto a nessuno del proprio operato. Il suo potere è pressoché illimitato poiché nessuna commissione governativa ha il potere di controllare il corretto e onesto svolgimento di una funzione pubblica così importante. La Fed infatti

(citaz. “Euroschiavi ”, Marco Della Luna e Antonio Miclavez, Arianna Editrice)!

Per quanto concerne invece la BCE, sappiamo che essa è di proprietà degli azionisti delle banche centrali private dei Paesi aderenti. Si tratta quindi di un soggetto privato che come espressamente stabilito nel trattato di Maasticht viene sottratto ad ogni controllo da parte degli organi istituzionali dell’Unione Europea. Pertanto, con la sigla del celebre accordo si è finito per considerare la BCE alla stregua di un soggetto sovranazionale ed extraterritoriale. La perdita delle sovranità monetaria e legislativa per gli Stati membri in campo monetario , (parte essenziale della sovranità nazionale) da parte degli Stati europei, è stata stabilita in maniera irrevocabile dagli artt. 105 e 117 del Trattato di Maastricht.

Il Protocollo sul SEBC all’art. 7, ricalcando l’art. 107 del Trattato, stabilisce infatti: “-Indipendenza – Conformemente all’articolo 107 del trattato, nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal presente statuto, né la BCE, né una Banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti”.

Il medesimo Protocollo stabilisce anche il diritto di segretezza (ossia di non rendere pubbliche le ragioni di ciò che decidono sulla testa dei cittadini europei) per i signori della BCE:

“10.4. Le riunioni hanno carattere di riservatezza. Il Consiglio direttivo può decidere di rendere pubblico il risultato delle proprie deliberazioni”. Peraltro, l’art. 12 del Protocollo, che si intitola beffardamente “Responsabilità degli organi decisionali “, non prevede in realtà alcuna responsabilità.

L’art. 16 del Protocollo sancisce invece la perdita di sovranità monetaria degli Stati in favore dei banchieri centrali europei: “Conformemente all’articolo 105 A, paragrafo 1 del trattato, il Consiglio direttivo della BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità”. In tal modo è stata illegalmente attuata la cessione in via definitiva di poteri sovrani del popolo ad un soggetto controllato da privati e da interessi privati, il quale si situa al di fuori e al disopra di qualsiasi sovranità politica pubblica. L’art. 11 della nostra costituzione consente limitazioni (e non cessioni) della sovranità nazionale solo in favore di altri stati (e la BCE non è uno stato né organo di altri stati) a condizioni di parità (mentre le quote nella BCE non sono paritarie) ai soli fini di assicurare “la pace e la giustizia tra le Nazioni” (mentre gli interessi dei banchieri privati vanno notoriamente in senso opposto). Del resto è necessario sapere che tutte le più potenti banche centrali del mondo sono controllate dalla stessa elite globale e che godono sostanzialmente degli assurdi privilegi di cui si è detto sinora (impunità, immunità, irresponsabilità, segretezza, indipendenza). Una lista di società private che comprende persino il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale (“Euroschiavi ”, Marco Della Luna e Antonio Miclavez, Arianna Editrice, p.191) .

Signoraggio secondario e indebitamento globale

Come sinteticamente illustrato fino a questo punto, le banche private detengono ormai il potere sovrano di produrre materialmente il denaro dal nulla (c.d. signoraggio primario), di fissare il tasso di sconto e di decidere unilateralmente la politica monetaria delle nazioni compreso il potere, ancora più vasto di creare denaro creditizio (credito elettronico) attraverso il c.d. signoraggio secondario . E per avere una idea più precisa su ciò che questo comporta, basti ricordare che solo la massa di denaro creditizio emessa con dei banali impulsi elettrici dalle banche a spese della collettività corrisponde ormai ad una somma globale pari ad oltre cinque volte il valore di tutti i beni esistenti al mondo (citaz. “Euroschiavi”, M. Della Luna e Antonio Miclavez, Arianna Editrice) . Il che vuol dire che il denaro è un debito scoperto per almeno l’80% e che il sistema bancario nel suo complesso è creditore almeno 5 volte dell’intero valore commerciale del pianeta . Pertanto, in un siffatto stato di cose non c’è posto per poter contemplare una reale sovranità democratica del popolo e delle sue istituzioni governative. Ma ciononostante, le masse non possono reagire in quanto sono tenute sotto controllo con la più completa disinformazione dai palazzi di potere e dalle loro complici istituzioni. E poiché come tristemente noto l’esclusiva fonte d’informazione della stragrande maggioranza della popolazione è la televisione, le nazioni non si accorgono minimamente di ciò che accade realmente continuando a vivere prigionieri del più grande reality della storia, il mondo dell’informazione ufficiale . Un luogo virtuale dove viene dato ampio spazio al teatrino della politica su falsi problemi o questioni di secondaria importanza. Un villaggio globale dove i suoi abitanti possono tranquillamente dedicare tutte le proprie facoltà mentali a seguire le partite di pallone, le telenovele o trasmissioni come “Chi vuol essere miliardario? ” e “Il Grande Fratello” .

I conti segreti del governo invisibile

Come esaurientemente illustrato nello strepitoso volume “Euroschiavi” di Marco Della Luna e Antonio Miclavez, l’alta finanza ha creato dei paradisi bancari come Euroclear e Clearstream dove vige il segreto assoluto, conti su cui è possibile far comparire e scomparire il denaro occultandone la fonte di provenienza. Esiste infatti una lunga lista di banche che dispongono di conti presso queste società (“Euroschiavi ”, pgg. 256-7), come esistono molte interessanti ricostruzioni su come i profitti da signoraggio monetario vengano utilizzati per costituire fondi in paesi stranieri (tra cui l’Iraq) allo scopo di finanziare la c.d. “democratizzazione” o forze “amiche”, come pure insurrezioni, colpi di stato, etc. (ibidem).

L’onorevole A. Di Pietro ammette l’esistenza del signoraggio

Nonostante le pressioni esercitate dai poteri forti per mantenere l’assoluto riserbo sulla questione in modo da far apparire dei pazzi quei pochi che hanno il coraggio di parlarne apertamente, di tanto in tanto accade che qualche politico inciampi sul tema del signoraggio. E’ successo di recente all’onorevole Antonio Di Pietro (fondatore del partito “Italia dei valori” ), il quale incalzato dalle imbarazzanti domande di un telespettatore ha candidamente ammesso in televisione (intervista condotta dal giornalista Angelo Morini per Canale Italia il 25 gennaio 2006) che il signoraggio bancario è: “Scandaloso, peggio di una rapina anche perché legalizzato” (citaz. “Euroschiavi” , p.249-250).

L’onorevole T. Bontempo denuncia la cospirazione del silenzio alla Camera dei Deputati

Un altro episodio interessante sul signoraggio ha visto come protagonista l’Onorevole Teodoro Buontempo del partito di “Alleanza Nazionale” . Durante la seduta n. 168 del 12/06/2007 alla Camera dei Deputati infatti, il suddetto deputato ha denunciato l’esistenza di sentenze della magistratura che hanno condannato le banche per signoraggio e che ciononostante la notizia non è stata fatta trapelare da nessun canale d’informazione ufficiale. L’On. Buontempo ha poi aggiunto che i suoi colleghi della Camera si guardano bene dall’affrontare il problema per paura dei poteri forti.

Il testo dell’intervento alla Camera dei Deputati dell’On. T. Bontempo: “C’è una sorta di ipocrisia e di vergogna a non voler mai affrontare il problema del signoreggio, c’è come un timore, una paura pure a discuterne seppure pochi sanno che la Magistratura ha condannato la Banca D’Italia a risarcire i cittadini che hanno fatto ricorso contro il signoraggio, questo privilegio e la Banca D’Italia ha dovuto pagare. Ma questa è una notizia che resta segreta, non la fanno conoscere!”

Le imbarazzanti rivelazioni dell’europarlamentare G. Chiesa

Tra gli Onorevoli più coraggiosi troviamo anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa (partito socialista europeo) il quale durante una conferenza ed una successiva intervista ha affermato quanto segue: “..Dopo l’accordo mondiale del commercio siglato nel 1995 che ha conferito a enti come le multinazionali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale un potere reale sovranazionale, che ruolo e che spazio possono avere i governi nel riuscire a definire una politica che vada nella direzione dei diritti umani? …Quello che deve essere chiaro su questi organi sovrannazionali, è che in questi anni di globalizzazione il controllo sulla vita politica, economica e sociale del pianeta è passata di mano. I veri protagonisti sono diventati le banche centrali insieme alle grandi organizzazioni finanziarie uscite dagli accordi di Bretton Woods, cioè l’OMC (l’organizzazione mondiale del commercio) il FMI e la Banca Mondiale…Queste strutture agiscono in funzione della razionalità finanziaria del capitale internazionale, punto. Sono organizzazioni totalmente prive di legittimazione democratica che sfuggono al controllo così come il controllo di tutti i governi è stato baipassato dalle banche centrali che agiscono in totale autonomia…La Banca Centrale Europea prende le decisioni senza consultare nessuno poiché è stato sancito il principio che le banche sono indipendenti dai governi. Questa è la questione chiave per cui noi (le nazioni) abbiamo perduto il controllo sull’economia e sulla finanza mondiale”.

L’onorevole ha poi spiegato più specificatamente cosa è il signoraggio: “Il signoreggio esiste ed è una questione molto chiara che consiste nel fatto che le banche centrali non sono di proprietà pubblica mentre tutta la gente è convinta che lo siano solo in quanto stampano il denaro. Le banche producono la moneta e la prestano agli stati che si indebitano nei confronti dei banchieri privati per ottenerla. Credo che il Signoraggio bancario sia all’origine del disastro economico mondiale in cui stiamo precipitando…non credo si possa realizzare alcun programma di risanamento senza affrontare il problema del Signoraggio bancario”.

Schiavi delle banche

L’attuale corsa al ribasso delle condizioni sociali della popolazione provocata dal debito pubblico e dalle strategie di potere dei banchieri porterà le masse a ricorrere sempre maggiormente ad indebitarsi con le finanziarie fino al punto in cui non saranno più in grado di saldare il conto. E una volta che avremo esaurito ogni possibilità di solvenza molto probabilmente ci verranno concessi altri finanziamenti solo per garantirci il necessario per non costituire un problema di ordine sociale ma essere allo stesso tempo obbligati a lavorare per le banche. Quando ciò accadrà saremo passati dalla manipolazione mentale alla schiavitù materiale. Del resto parte di questo incubo è già divenuto realtà e basta rifletterci un attimo per averne la conferma. Operai, impiegati e pensionati cominciano ad non arrivare più alla fine del mese e sono costretti a ricorrere sempre più spesso alle rate. Una volta raggiunto il massimo livello d’indebitamento potranno dimezzarlo raddoppiandone il periodo di pagamento ma in questo modo non faranno altro che posticipare il momento della loro insolubilità totale. Tutto ciò che vediamo intorno a noi appartiene già all’elite. Le strutture pubbliche sono gravate dal debito pubblico e la loro costruzione quanto il loro funzionamento dipendono dalla solvibilità dello stato, le stragrande maggioranza delle abitazioni, delle autovetture, dei motocicli, e di ogni altro bene dipende ormai quasi esclusivamente dalla concessione di un mutuo, di un prestito o di un finanziamento. E sono veramente pochi gli imprenditori che oggi possono fare a meno di avere una banca alle spalle. Il denaro in forma cartacea invece finirà con l’essere definitivamente sostituito dal credito elettronico, in questo modo ogni nostra operazione contabile verrà registrata e potrà essere sempre monitorata da un “grande fratello”, senza contare che nessuno potrà più vivere decentemente senza possedere una carta di credito. Se la sovranità monetaria non verrà tolta dalle mani degli speculatori privati dipenderemo completamente dalle banche. E siccome il sistema bancario mondiale è fondato su una struttura piramidale dove il gruppo di vertice controlla direttamente o indirettamente i capitali e gli istituti di credito minori non ha più alcuna importanza a quale banca o finanziaria ci rivolgeremo, in quanto non avremo alcuna reale via d’uscita. La concorrenza tra un gruppo bancario e l’altro in realtà è solo fittizia ed ha l’esclusiva funzione di aggirare le norme antimonopolio. Ciò però non significa che i dipendenti degli istituti di credito ne siano al corrente, e anzi, al contrario la quasi totalità di essi ignora completamente quale sia la strategia globale messa in atto dai grandi banchieri.

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La vera faccia della globalizzazione

Ciò che l’elite presenta al mondo come una nuova era di fraterno avvicinamento tra i popoli mediante l’abbattimento delle frontiere e la condivisione di un unico grande mercato globale nasconde in realtà l’ambizioso progetto di una dittatura di casta sull’intera umanità. Più della metà della ricchezza mondiale è infatti concentrata sui conti bancari di meno del 2% della popolazione e le disuguaglianze sociali seguitano ad aumentare a livello esponenziale anche nei paesi più ricchi dove la c.d. classe media praticamente non esiste quasi più. La creazione di un unico grande mercato globale servirà all’elite solo per concentrare ancora maggiormente tutte le risorse del pianeta nelle loro mani. La ricchezza e il benessere insomma, invece di diffondersi in “senso orizzontale” sulla generalità della popolazione come vorrebbero farci credere vengono dirottati verso le tasche della solita cupola di finanzieri che oltre ad incamerare i soldi che paghiamo con le tasse per il debito pubblico possiedono già anche i pacchetti azionari di maggioranza di tutte le grandi Corporation! Si tratta quindi di una globalizzazione che viene sviluppata creando “isole” di sfrenato benessere in un oceano di povertà ed emarginazione sociale sempre crescente. Un processo già in atto da molti anni teso ad applicare il modello delle grandi metropoli come Rio de JaneiroJean Ziegler , parlamentare elvetico e Relatore speciale per la Commissione sui diritti dell’uomo delle Nazioni Unite nel volume “La privatizzazione del mondo”. Nella sua opera Ziegler esplora infatti la storia della globalizzazione e il vero ruolo svolto dai grandi banchieri dietro le quinte della politica ufficiale facendo luce sull’effettivo funzionamento dell’attuale sistema economico globale. “I signori del mondo in doppiopetto e bombetta” sono in realtà degli spregiudicati predatori posti saldamente alla guida del mercato capitalista il cui vero motore è costituito dalla loro stessa insaziabile avidità. Costoro accumulano patrimoni immensi devastando la natura, innescando guerre, provocando fame e insurrezioni che vengono poi sottaciute attraverso la corruzione della classe politica e il controllo dei media. L’elite globale per gestire questi traffici si serve di paradisi fiscali come le Isole Cayman (il “Principato di Sealand” è addirittura una ex piattaforma militare di appena 550 mq in acque internazionali) o delle c.d. “ società di compensazione ” (con cui è possibile intestare a banche o grandi imprese conti di corrispondenza anonimi a loro discrezione) come Clearstream, (ex Cedel), Euroclear etc. etc..

La traccia delle operazioni effettuate sui conti (e a volte il conto stesso) di queste società definite giustamente paradisi fiscali impropri, viene cancellata in giornata (solitamente entro un’ora dalla conclusione della transazione) non lasciando alcuna prova dei movimenti eseguiti. Il loro disegno di potere prevede inoltre il progressivo smantellamento delle pubbliche funzioni e di tutte le garanzie sociali attraverso la formidabile leva del debito pubblico. Nel frattempo milioni di abitanti indigenti vivono concentrati nelle favelas edificate intorno a lussuosissimi e sfarzosi quartieri per pochi eletti. Globalizzazione in realtà vuol dire “concentrazione” di tutte le economie in unico mercato monopolizzato dalle grandi Corporation dei banchieri in cui non sarà più possibile esercitare alcuna forma di libera concorrenza.

Indice ordinato della Bibliografia

1) Wright Patman, A Primer on Money (Government Printing Office, preparato per il sottocomitato per la Finanza Interna, Camera dei Rappresentanti, Comitato banche e valute, 88° Congresso, seconda sessione, 1964).

2) vedi Federal Reserve Statistical Release H6, “Money Stock Measures ,” http://www.federalreserve.gov/releases/H6/20060223 (23 febbraio 2006); “United States Mint 2004 Annual Report,” http://www.usmint.gov; Ellen Brown, Web of Debt, http://www.webofdebt.com (2007), capitolo 2.

3) “A Landmark Decision,” The Daily Eagle (Montgomery, Minnesota: 7 febbraio 1969), ristampato in parte in P. Cook, “What Banks Don’t Want You to Know,” www9.pair.com/xpoez/money/cook (3 giugno 1993).

4) vedi Bill Drexler, “The Mahoney Credit River Decision,” http://www.worldnewsstand.net/money/mahoney-introduction.html.

5) G. Edward Griffin, “Debt-cancellation Programs,” http://www.freedomforceinternational.org (18 dicembre 2003).

6) nella prefazione del libro di Irving Fisher, 100% Money (1935), ristampato da Pickering and Chatto Ltd. (1996).

7) citato in “Someone Has to Print the Nation’s Money . . . So Why Not Our Government?”, Monetary Reform Online, ristampato da Victoria Times Colonist (16 ottobre 1996).

8) Chicago Federal Reserve, “Modern Money Mechanics” (1963), in origine scritto e distributo gratuitamente dal Public Information Center of the Federal Reserve Bank of Chicago, Chicago, Illinois, ora disponibile su Internet all’indirizzo http://landru.i-link-2.net/monques/mmm2.html Patrick Carmack, Bill Still, The Money Masters: How International Bankers Gained Control of America (video, 1998), testo su http://users.cyberone.com.au/myers/money-masters.html.

9) James Robertson, John Bunzl, Monetary Reform: Making It Happen (2003), http://www.jamesrobertson.com, pagina 26.

10) Consiglio di amministrazione della Federal Reserve, “M3 Money Stock (serie sospesa),” http://research.stlouisfed.org/fred2/data/M3SL.txt.

LA FONTE DEL POTERE II

I Soci azionisti della Banca d’Italia

Gruppo Intesa (27,2%),
BNL (2,83%)

Gruppo San Paolo (17,23%)
Monte dei Paschi di Siena (2,50%)

Gruppo Capitalia (11,15%)
Gruppo La Fondiaria (2%)

Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo Premafin (2%)

Assicurazioni Generali (6,33%)
Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)

INPS (5%)
RAS (1,33%)

Banca Carige (3,96%)
Altri azionisti privati (5,65%)

La lista delle banche private che controllano la FED

La banca centrale americana (FED) è di proprietà di dodici grandi banche dell’alta finanza ebraica [1] a cui fa sempre capo un governatore di origine ebraica come l’attuale Ben Shalom Bernanke e il suo predecessore Alan Greenspan .

1 – I nomi degli istituti di credito azionisti della FED

Rothschild Bank di Londra
Kuhn Loeb Bank di New York

Warburg Bank di Amburgo
Israel Moses Seif Banks d’Italia

Rothschild Bank di Berlino
Goldman, Sachs di New York

Lehman Brothers di New York
Warburg Bank di Amsterdam

Lazard Brothers di Parigi
Chase Manhattan Bank di New York

La lista delle banche private che controllano la Banca Centrale Europea (BCE)

Come si può notare dall’elenco che segue, la BCE è posseduta da altre banche private che sono controllate a loro volta dagli stessi grandi casati di banchieri azionisti della FED, ovvero la banca centrale americana.

Banca Nazionale del Belgio (2,83%)
Banca centrale del Lussemburgo (0,17%)

Banca Nazionale della Danimarca (1,72%)
Banca d’Olanda (4,43%)

Banca Nazionale della Germania (23,40%)
Banca nazionale d’Austria (2,30%)

Banca della Grecia (2,16%)
Banca del Portogallo (2,01%)

Banca della Spagna (8,78%)
Banca di Finlandia (1,43%)

Banca della Francia (16,52%)
Banca Centrale di Svezia (2,66%)

Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)
Banca d’Inghilterra (15,98%) (Non ha l’euro)

Banca d’Italia (14,57%)

Fonte: http://www.disinformazione.it/banchecentrali.htm

Dalle pensioni pubbliche alle assicurazioni private

Se la sovranità monetaria non tornerà presto nelle mani dello stato, il debito pubblico diverrà inestinguibile (oggi pari al 108% del PIL) e per far fronte al montare delle tasse e ai continui tagli della spesa sociale (ospedali, scuole, previdenza etc.), la popolazione sarà costretta ad indebitarsi fino al collo. Già oggi infatti le nuove generazioni che si affacciano al mercato del lavoro andranno in pensione con il metodo contributivo che comporta un trattamento pensionistico assai meno favorevole di quello precedente (ovvero il c.d. metodo retributivo). In tal modo i lavoratori vengono spinti implicitamente a rivolgersi a fondi pensioni totalmente privati o comunque integrativi (alla ricerca di condizioni migliori) che faranno confluire molti capitali nei forzieri dei soliti grandi gruppi bancari a cui fanno riferimento queste assicurazioni.

L’assassinio di Abraham Lincoln

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Abraham Lincoln

Il presidente Lincoln invece di finanziare la Guerra Civile americana ricorrendo ai soliti prestiti dei banchieri internazionali (che pretendevano il pagamento di tassi d’interesse tra il 24% e il 36%) fece stampare la moneta di cui aveva bisogno in modo gratuito direttamente allo stato. Lincoln evitò in questo modo di far sprofondare la nazione nella spirale del debito pubblico provvedendo alla messa in circolazione di oltre 400 milioni di dollari non gravati da debito e da interessi, ovvero i c.d. “green-backs ” . Con questi soldi vennero pagati i soldati, gli impiegati degli S.U. e tuute le forniture di guerra. Ma i banchieri internazionali come i Rothschild che fino a quel momento stavano finanziando entrambi gli schieramenti in guerra non potevano certo tollerare che qualcuno scoprisse le loro carte. Così poco tempo dopo l’approvazione del provvedimento del 1865 che dava via libera ai green-backs di Lincoln (1865) il Presidente fu barbaramente assassinato da John Wilkes Booth, era il 14 aprile del 1865 . Per cancellare ogni prova del coinvolgimento dei poteri forti nella vicenda anche quest’ultimo venne a sua volta tolto di mezzo da Judah P. Benjamin, un massone di alto grado e agente dei Rothschild (http://www.mardigrassecrets.com ) . Successivamente alla sua morte tornò tutto come prima, il governo revocò la legge sulle Banconote di stato e mise fine al denaro esente da debito ed interesse di Lincoln. L’elite fece poi approvare una nuova legge bancaria nazionale e tutto il denaro tornò ad essere gravato da interesse.

“Abbiamo dato al popolo di questa repubblica la più grande benedizione che abbia mai ricevuto, una moneta propria per pagare i suoi debiti…”

Abramo Lincoln

Il discorso con cui John Fitzgerald Kennedy si appellò al popolo

John Fitzgerald Kennedy per cercare di estirpare l’elite dalle sedi del potere si rivolse direttamente al popolo con il seguente storico discorso:

“La parola segretezza è ripugnante in una società aperta e libera e noi come popolo, ci siamo opposti intrinsecamente e storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte ad una cospirazione monolitica e spietata di livello mondiale basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d’influenza. Sull’infiltrazione anziché sull’invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull’intimidazioni anziché sulla scelta. E’ un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, economiche, scientifiche e politiche. Le sue azioni non vengono diffuse ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza ma vengono nascosti, i suoi dissidenti non sono elogiati ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata, nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Stò chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano . Convinto che con il vostro aiuto l’uomo diverrà ciò ciò che è nato per essere: libero e indipendente” (Dossier Zeitgeist, 2007, parte 2) .

Il link da cui scaricare il documento originale: http://www.zeitgeistmovie.com/

L’assassinio di J. F. Kennedy

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John Fitzgerald Kennedy

A ritentare l’ardua impresa di liberare il popolo dalla sudditanza nei confronti dei banchieri privati ci pensò un grande presidente USA, John Fitzgerald Kennedy . Anche lui però, esattamente come il suo storico predecessore venne assassinato per avere osato mettersi contro i piani dell’elite. Nel 1963 infatti, un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto alle masse, ovvero l’Ordine Esecutivo 11110 venne firmato da J. F. Kennedy per impedire alla Federal Reserve Bank di continuare a prestare soldi gravati da interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. Con un semplice autografo, il presidente Kennedy stava quindi per porre fuori combattimento la Federal Reserve Bank e con essa l’elite globale che controlla l’alta finanza. Se il suo audace progetto fosse andato in porto prima che fossero riusciti ad assassinarlo con la farsa del terrorista solitario , tutti gli altri paesi del mondo avrebbero presto seguito l’esempio americano liberando l’umanità dai suoi peggiori parassiti. Come risultato del suo provvedimento vennero quindi stampati più di 4 miliardi di dollari direttamente dal Dipartimento del Tesoro ma ben poche di esse fecero in tempo ad entrare in circolazione a causa della sua morte. La nuova moneta statale approvata da Kennedy era stata emessa come valuta non gravata da interesse e priva di debito ma con la copertura delle riserve d’argento in possesso della Tesoreria degli Stati Uniti. Egli tentò in questo modo di sostituire le Banconote della Federal Reserve emesse dalla banca centrale privata con delle Banconote di proprietà degli Stati Uniti stampate dalla tesoreria statale americana. I suoi provvedimenti di politica estera e monetaria si rivelarono essere gli unici effettivamente in grado di porre fine al problema del debito pubblico , ovvero far rapidamente cessare la guerra con il Vietnam (una delle ennesime guerre volute dall’elite proprio per indebitare il popolo americano) e restituire il pieno esercizio della sovranità monetaria allo stato . Il suo impegno per far abbandonare il Vietnam all’esercito americano entro il 1965 congiuntamente all’ordine esecutivo 11110 avrebbero distrutto i profitti e il controllo dei banchieri sulle nazioni. Ecco spiegato il vero motivo per cui il Presidente Kennedy venne assassinato il 22 novembre del 1963 e le sue “banconote del popolo” furono immediatamente tolte dalla circolazione. Un delitto che finì per costituire anche l’ennesimo monito di avvertimento per tutti i presidenti che lo avrebbero succeduto a non interferire sui meccanismi di controllo della creazione della ricchezza. Kennedy insomma condivise lo stesso amaro destino di A. Lincoln e la macchina su cui viaggiava il giorno della sua morte portava “guarda caso” il nome di quest’ultimo. Si trattava infatti di una Lincoln! J.F. Kennedy proveniva da una famiglia tradizionalmente appoggiata dall’elite e quindi conosceva tutti i retroscena più oscuri dell’economia, della guerra e della politica. Anche lui infatti venne eletto grazie ai voti sporchi della mafia e la sua campagna elettorale fu finanziata dai soliti “generosi mecenati” dell’alta finanza. Kennedy si avventurò così in un pericoloso “doppiogioco” con l’elite per accedere alla stanza dei bottoni e tentare poi di cambiare il corso della storia.

“La storia testimonia che i cambiavalute hanno usato ogni sorta di inganno, macchinazione, frode e violenza possibile al fine di mantenere il controllo sui governi per gestire il denaro e la sua emissione.”

Il Presidente USA James Madison (Port Comway, 16 marzo 1751 – Port Comway, 28 giugno 1836)

La dinamica dell’omicidio e i depistaggi del processo

I rapporti tra J.F. Kennedy e la CIA si dimostrarono pessimi sin dai primi giorni della sua ascesa alla Casa Bianca. Il presidente sapeva bene che Allen Dulles, ovvero l’allora capo della Cia era un uomo di fiducia dei poteri forti (in quanto direttamente imparentato con i Rockefeller e uomo d’affari dell’alta finanza) e per questo motivo ne ordinò la rimozione insieme ai suoi vicedirettori Charles P. Cabell Richard Bissell dichiarando così guerra aperta ai servizi segreti e all’elite. Allen Dulles infatti era stato uno dei finanziatori di Hitler per conto dell’elite (citaz.“E la verità bi renderà liberi”, p.315) e con il suo licenziamento Kennedy cercò di neutralizzare il pericolo costituito dai servizi segreti americani frantumandone e riorganizzandone le unità divisioni operative sotto il controllo di suo fratello Robert in qualità di ministro della Giustizia. Non può stupire quindi il fatto che l’assassino del presidente Kennedy venne rapidamente attribuito dalla CIA a Lee Harvey Oswald nonostante esistessero le prove del contrario. L’inchiesta condotta dal procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison dimostrò infatti che Oswald non poteva essere ritenuto in alcun modo responsabile di quel delitto (“E la verità vi renderà liberi” , p.309) poiché come rivelarono le riprese cinematografiche amatoriali effettuate da Abraham Zapruder , Kennedy venne colpito a morte da proiettili provenienti dal lato anteriore della macchina e non da quello posteriore (ibidem). Di conseguenza Oswald non avrebbe mai potuto centrare il Presidente dal magazzino di libri dove si era appostato secondo la ricostruzione ufficiale. La verità è che l’assassinio di Kennedy non fu opera di un pazzo solitario come i media e le istituzioni ci hanno voluto far credere, ma il lavoro di una squadra di cecchini professionisti ben addestrati e coordinati tra loro. Oswald infatti, appena si rese conto di essere stato incastrato dai sevizi segreti si dichiarò pronto a fare luce sull’intera vicenda in Tribunale, ma prima che riuscisse a parlare venne freddato da un ebreo mafioso di nome Jack Ruby (il cui vero nome era Jacob Rubenstein ). Il coinvolgimento della cupola dell’alta finanza ebraica in questo secondo omicido su commissione cominciò così ad appalesarsi in quanto il mafioso più potente d’America era l’ebreo Meyer Lansky (il cui vero nome era Majer Suchowliński ) . Quest’ultimo fu uno dei promotori del progetto che portò alla costruzione di Las Vegas(http://it.wikipedia.org/wiki/Meyer_Lansky ). Tra i suoi soci d’affari vi erano dunque tutti i personaggi di spicco della mafia italiana come Al Capone o Lucky Luciano . Jack Ruby venne a sua volta ucciso (o comunque fatto scomparire di scena) in seguito per insabbiare tutti i retroscena che avrebbero potuto condurre ai veri mandanti degli omicidi. e lavorò attivamente per i servizi segreti

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Marilyn Monroe

Ogni volta che situazione si faceva pericolosa Lansky riparava in Israele (“E la verità vi renderà liberi”, p.318) dove godeva di coperture politiche sicure. E fu proprio uno dei suoi uomini, un certo Mickey Cohen infiltrato nei circoli hollywoodiani a presentare Marilyn Monroe a J. F. Kennedy (“E la verità vi renderà liberi”, p.318) per usarla come agente informatore dell’elite globale (ibidem) . Del resto, l’ebreo M. Cohen oltre ad avere avuto una relazione con l’attrice era specializzato nel compromettere sessualmente le stelle del cinema per poi ricattarle (ibidem) . Ma naturalmente anche lei venne successivamente tolta di mezzo con la messa in scena di un suicidio per overdose (“Marilyn Monroe storia di un omicidio” , Donald H. Wolfe, Sperling & Kupfer) . Cohen peraltro era uno dei collaboratori più stretti di Menachim Begin (noto terrorista divenuto poi Presidente d’Israele, lo stato dei Rothschild) e per tale motivo sfruttò M. Monroe come “cavallo di troia” per arrivare alla mente di Kennedy e poi riferire informazioni di prima mano ai servizi segreti israeliani. Uno degli incontri tra M. Cohen e M. Begin è stato poi così descritto da Jimmi Fratianno , (un capo della mafia) detto “spione”: “Dopo il breve discorso (di Cohen), cominciammo a camminare su e giù per la stanza e il rabbino di Mickey ci presenta a un tizio chiamato Menachin Begin, che è il boss dell’Irgun, un’organizzazione criminale clandestina della Palestina. Questo tizio porta una fascia nera al braccio e ci dice che è ricercato per avere fatto esplodere una bomba in un hotel dove uccise circa cento persone. E’ un maledetto fuggitivo (citaz. Ovid Demaris, “The last mafioso ”, Bantam Books, New York, 1981, p.32 – anche in “Final Judgement ” di Michael Collins Piper, p.159) ”.

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Meyer Lansky

Il procuratore distrettuale Jim Garrison per cercare di inchiodare i veri assassini del presidente chiamò allora a deporre come imputato Clay Shaw (uomo d’affari e agente della CIA). Ad accusarlo si era fatto avanti un supertestimone che purtroppo venne assassinato prima che potesse parlare al processo (“E la verità vi renderà liberi” , p.306) . Clay Shaw fu quindi dichiarato innocente ma in seguito emerse che aveva sempre lavorato per la CIA e che era stato addirittura direttore della “Permindex ”, una società di facciata del Mossad (servizi segreti israeliani/ Rothschild) che operava come “unità omicidi” (“E la verità vi renderà liberi ”, p.309) . Garrison denunciò inoltre la circostanza che tutti i testimoni oculari dell’assassinio furono minacciati quando esposero una versione dei fatti che non collimava con la versione ufficiale. Inutile aggiungere che durante tutto il corso delle sue indagini, Jim Garrison venne costantemente criticato sia dai principali mass-media che dagli uomini delle istituzioni controllati dall’elite (ibidem) . Peraltro molte delle persone che rilasciarono la loro deposizione alla Commissione Warren che aveva assunto il controllo sulle indagini affermarono che le loro dichiarazioni erano state alterate (ibidem) ! Si trattò quindi di un omicidio di stato che godeva di coperture politiche e istituzionali di primo piano, un assassinio che portava la firma dell’elite. Ma nonostante l’ostruzionismo e i continui depistaggi a cui dovette far fronte, ci sono alcuni episodi del caso Kennedy che dimostrano il coinvolgimento dei servizi segreti nell’omicidio oltre ogni ragionevole dubbio. Dopo l’attentato infatti, il corpo di Kennedy venne imbarcato su un aereo da Dallas per essere trasportato fino a Whashington dove venne effettuata l’autopsia. Il patologo incaricato di eseguire l’autopsia venne circondato da pubblici ufficiali durante l’esame del corpo e il cervello del presidente (indispensabile per appurare la direzione da cui giunsero le pallottole) sparì “incredibilmente” dall’obitorio. Molte altre persone a conoscenza di fatti scomodi legati all’attentato perirono di morte prematura in incidenti automobilistici, sparatorie o nei classici strani suicidi che si verificano spesso durante indagini di questo tipo. La seconda commissione di inchiesta ufficiale (l’HSCA) dimostrò inoltre la presenza di un secondo tiratore dalla collinetta (testimoniata da ben 51 persone), rimasto non identificato che confermò l’ipotesi del complotto (http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Ruby ) . Il figlio di Howard Hunt , noto agente Cia coinvolto nello scandalo WatergateDealey Plaza quando Kennedy fu assassinato (ibidem) . Ed infatti sono state scoperte delle fotografie che lo riprendono insieme a James Earl Ray (lo stesso assassino di Martin Luther King) e Frank Sturgis (ibidem) . Ma allora chi poteva avere condotto una simile operazione di copertura e depistamento delle indagini se non proprio gli stessi uomini dei servizi segreti al servizio dei poteri forti? , dichiarò inoltre che suo padre era nella

L’assassinio di Robert Kennedy

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Robert Francis Kennedy

Anche Robert Kennedy, ovvero il fratello del Presidente seguì lo stesso tragico destino. Robert era stato il braccio destro di JFK come ministro della giustizia del suo governo e quindi conosceva tutti i retroscena dell’assassinio. E quando Robert si candidò a divenire il nuovo presidente degli Stati Uniti vincendo le elezioni primarie del 1968, l’elite lo tolse di mezzo con il solito stratagemma del folle terrorista solitario. E come da copione, successivamente all’omicidio di Robert Kennedy venne aperta l’ennesima inchiesta governativa volta ad insabbiare l’esistenza del complotto.

(citaz. http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=2 ).

La “disgrazia” aerea di John Kennedy junior e di sua moglie

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John Kennedy jr.

Ufficialmente il figlio di JFK e sua moglie perirono in un normale incidente aereo. Tuttavia la popolare rivista americana “National Examiner” pubblicò un articolo che può far luce su quanto accadde veramente (citaz. http://www.signoraggio.com/signoraggio_se_jfk_fosse_qui.html) . Secondo il noto tabloid infatti, alcune settimane prima che John Jr. morisse in volo insieme alla moglie Carolyn, John Jr rivelò ad amici e conoscenti la sua intenzione di scoprire chi aveva ucciso suo padre (ibidem) . E dal momento che John Jr. e la su famiglia erano ancora molto popolare ed influenti in America è evidente che stava correndo grossi rischi a rilasciare simili dichiarazioni. Peraltro, John era anche proprietario e coofondatore della rivista “George ” (http://en.wikipedia.org/wiki/George_(magazine) ), un mensile che stava riscuotendo molto successo sul pubblico americano. Attraverso la sua rivista gli sarebbe stato davvero molto semplice fare “chiasso” sulla riapertura di un caso che fece tremare i poteri forti. E’ quindi evidente che esisteva più di un ottimo movente per determinarne la morte. Tom Schauf in qualità di ex istruttore di volo ha riesaminato la dinamica dell’incidente aereo in cui sarebbe rimasto coinvolto John Kennedy Jr. ed è giunto alla conclusione che non può essersi trattato di un incidente. Le sue ricerche sono state raccolte nel volume : “America’s Hope: To Cancel Bank Loans Without Going to Court” (La Speranza Americana : Cancellare Il Prestito Bancario Senza Finire in Tribunale ) in cui descrive tutte le anomalie del caso, compreso il fatto che i corpi delle vittime sono stati fatti cremare in tutta fretta.

Schiavi delle banche

L’attuale corsa al ribasso delle condizioni sociali della popolazione provocata dal debito pubblico e dalle strategie di potere dei banchieri porterà le masse a ricorrere sempre maggiormente ad indebitarsi con le finanziarie fino al punto in cui non saranno più in grado di saldare il conto. E una volta che avremo esaurito ogni possibilità di solvenza molto probabilmente ci verranno concessi altri finanziamenti solo per garantirci il necessario per non costituire un problema di ordine sociale ma essere allo stesso tempo obbligati a lavorare per le banche. Quando ciò accadrà saremo passati dalla manipolazione mentale alla schiavitù materiale. Del resto parte di questo incubo è già divenuto realtà e basta rifletterci un attimo per averne la conferma. Operai, impiegati e pensionati cominciano ad non arrivare più alla fine del mese e sono costretti a ricorrere sempre più spesso alle rate. Una volta raggiunto il massimo livello d’indebitamento potranno dimezzarlo raddoppiandone il periodo di pagamento ma in questo modo non faranno altro che posticipare il momento della loro insolubilità totale. Tutto ciò che vediamo intorno a noi appartiene già all’elite. Le strutture pubbliche sono gravate dal debito pubblico e la loro costruzione quanto il loro funzionamento dipendono dalla solvibilità dello stato, le stragrande maggioranza delle abitazioni, delle autovetture, dei motocicli, e di ogni altro bene dipende ormai quasi esclusivamente dalla concessione di un mutuo, di un prestito o di un finanziamento. E sono veramente pochi gli imprenditori che oggi possono fare a meno di avere una banca alle spalle. Il denaro in forma cartacea invece finirà con l’essere definitivamente sostituito dal credito elettronico, in questo modo ogni nostra operazione contabile verrà registrata e potrà essere sempre monitorata da un “grande fratello”, senza contare che nessuno potrà più vivere decentemente senza possedere una carta di credito. Se la sovranità monetaria non verrà tolta dalle mani degli speculatori privati dipenderemo completamente dalle banche. E siccome il sistema bancario mondiale è fondato su una struttura piramidale dove il gruppo di vertice controlla direttamente o indirettamente i capitali e gli istituti di credito minori non ha più alcuna importanza a quale banca o finanziaria ci rivolgeremo, in quanto non avremo alcuna reale via d’uscita. La concorrenza tra un gruppo bancario e l’altro in realtà è solo fittizia ed ha l’esclusiva funzione di aggirare le norme antimonopolio. Ciò però non significa che i dipendenti degli istituti di credito ne siano al corrente, e anzi, al contrario la quasi totalità di essi ignora completamente quale sia la strategia globale messa in atto dai grandi banchieri.

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La vera faccia della globalizzazione

Ciò che l’elite presenta al mondo come una nuova era di fraterno avvicinamento tra i popoli mediante l’abbattimento delle frontiere e la condivisione di un unico grande mercato globale nasconde in realtà l’ambizioso progetto di una dittatura di casta sull’intera umanità. Più della metà della ricchezza mondiale è infatti concentrata sui conti bancari di meno del 2% della popolazione e le disuguaglianze sociali seguitano ad aumentare a livello esponenziale anche nei paesi più ricchi dove la c.d. classe media praticamente non esiste quasi più. La creazione di un unico grande mercato globale servirà all’elite solo per concentrare ancora maggiormente tutte le risorse del pianeta nelle loro mani. La ricchezza e il benessere insomma, invece di diffondersi in “senso orizzontale” sulla generalità della popolazione come vorrebbero farci credere vengono dirottati verso le tasche della solita cupola di finanzieri che oltre ad incamerare i soldi che paghiamo con le tasse per il debito pubblico possiedono già anche i pacchetti azionari di maggioranza di tutte le grandi Corporation! Si tratta quindi di una globalizzazione che viene sviluppata creando “isole” di sfrenato benessere in un oceano di povertà ed emarginazione sociale sempre crescente. Un processo già in atto da molti anni teso ad applicare il modello delle grandi metropoli come Rio de JaneiroJean Ziegler , parlamentare elvetico e Relatore speciale per la Commissione sui diritti dell’uomo delle Nazioni Unite nel volume “La privatizzazione del mondo”. Nella sua opera Ziegler esplora infatti la storia della globalizzazione e il vero ruolo svolto dai grandi banchieri dietro le quinte della politica ufficiale facendo luce sull’effettivo funzionamento dell’attuale sistema economico globale. “I signori del mondo in doppiopetto e bombetta” sono in realtà degli spregiudicati predatori posti saldamente alla guida del mercato capitalista il cui vero motore è costituito dalla loro stessa insaziabile avidità. Costoro accumulano patrimoni immensi devastando la natura, innescando guerre, provocando fame e insurrezioni che vengono poi sottaciute attraverso la corruzione della classe politica e il controllo dei media. L’elite globale per gestire questi traffici si serve di paradisi fiscali come le Isole Cayman (il “Principato di Sealand” è addirittura una ex piattaforma militare di appena 550 mq in acque internazionali) o delle c.d. “ società di compensazione ” (con cui è possibile intestare a banche o grandi imprese conti di corrispondenza anonimi a loro discrezione) come Clearstream, (ex Cedel), Euroclear etc. etc..

La traccia delle operazioni effettuate sui conti (e a volte il conto stesso) di queste società definite giustamente paradisi fiscali impropri, viene cancellata in giornata (solitamente entro un’ora dalla conclusione della transazione) non lasciando alcuna prova dei movimenti eseguiti. Il loro disegno di potere prevede inoltre il progressivo smantellamento delle pubbliche funzioni e di tutte le garanzie sociali attraverso la formidabile leva del debito pubblico. Nel frattempo milioni di abitanti indigenti vivono concentrati nelle favelas edificate intorno a lussuosissimi e sfarzosi quartieri per pochi eletti. Globalizzazione in realtà vuol dire “concentrazione” di tutte le economie in unico mercato monopolizzato dalle grandi Corporation dei banchieri in cui non sarà più possibile esercitare alcuna forma di libera concorrenza.

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Indice ordinato della Bibliografia

1) Wright Patman, A Primer on Money (Government Printing Office, preparato per il sottocomitato per la Finanza Interna, Camera dei Rappresentanti, Comitato banche e valute, 88° Congresso, seconda sessione, 1964).

2) vedi Federal Reserve Statistical Release H6, “Money Stock Measures ,” http://www.federalreserve.gov/releases/H6/20060223 (23 febbraio 2006); “United States Mint 2004 Annual Report,” http://www.usmint.gov; Ellen Brown, Web of Debt, http://www.webofdebt.com (2007), capitolo 2.

3) “A Landmark Decision,” The Daily Eagle (Montgomery, Minnesota: 7 febbraio 1969), ristampato in parte in P. Cook, “What Banks Don’t Want You to Know,” www9.pair.com/xpoez/money/cook (3 giugno 1993).

4) vedi Bill Drexler, “The Mahoney Credit River Decision,” http://www.worldnewsstand.net/money/mahoney-introduction.html.

5) G. Edward Griffin, “Debt-cancellation Programs,” http://www.freedomforceinternational.org (18 dicembre 2003).

6) nella prefazione del libro di Irving Fisher, 100% Money (1935), ristampato da Pickering and Chatto Ltd. (1996).

7) citato in “Someone Has to Print the Nation’s Money . . . So Why Not Our Government?”, Monetary Reform Online, ristampato da Victoria Times Colonist (16 ottobre 1996).

8) Chicago Federal Reserve, “Modern Money Mechanics” (1963), in origine scritto e distributo gratuitamente dal Public Information Center of the Federal Reserve Bank of Chicago, Chicago, Illinois, ora disponibile su Internet all’indirizzo http://landru.i-link-2.net/monques/mmm2.html Patrick Carmack, Bill Still, The Money Masters: How International Bankers Gained Control of America (video, 1998), testo su http://users.cyberone.com.au/myers/money-masters.html.

9) James Robertson, John Bunzl, Monetary Reform: Making It Happen (2003), http://www.jamesrobertson.com, pagina 26.

10) Consiglio di amministrazione della Federal Reserve, “M3 Money Stock (serie sospesa),” http://research.stlouisfed.org/fred2/data/M3SL.txt.