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Grecia: predatori e “cattivi” che protestano

Fonte: Grecia: predatori e “cattivi” che protestano.

I giornali e le TV stanno da qualche settimana presentando quella che viene definita la “crisi finanziaria” della Grecia, in maniera estremamente didascalica, per molti versi simile ad un fumetto per bambini, alternando alle didascalie dotte disquisizioni e complesse calcolazioni esperite dai guru istituzionali della finanza che discettano ostentando un vernacolo per iniziati incomprensibile ai più.
Le didascalie hanno lo scopo di orientare il pensiero degli italiani, proponendo una lettura della questione tanto semplice quanto rassicurante. Le dotte disquisizioni sono indispensabili per dimostrare che questa è la lettura giusta, in quanto suffragata dal pensiero di chi conosce e domina una materia per “cervelli fini” con la quale le persone “normali” non possono certo nutrire la presunzione di confrontarsi.
La Grecia viene così dipinta nell’immaginario collettivo come un paese vittima di una grave crisi finanziaria, imputabile ad una cattiva gestione del debito pubblico da parte della classe politica che ha permesso il dilagare della corruzione e dell’evasione fiscale, garantendo a larga parte dei cittadini facili guadagni e “privilegi” a pioggia.
Proprio a causa di questo baccanale collettivo costruito a debito, il paese si è trovato così di fronte alla prospettiva di un crack di proporzioni gigantesche, dal quale solamente “l’amica UE” potrebbe essere in grado di sottrarlo. Prospettiva che naturalmente in Italia mai potrebbe verificarsi, poiché i nostri conti sono solidi e la nostra classe politica dall’avvento della seconda Repubblica cammina sulla retta via.

I Paesi della UE, dall’alto della loro bonomia, ma anche per preservare intatta la salute dell’euro, si sono detti disposti a devolvere ai greci (a titolo di prestito) decine e decine di miliardi di euro nei prossimi tre anni, indispensabili per riportare a galla il loro equilibrio finanziario. Ma come ogni “buona banca” si sono visti costretti a pretendere alcune garanzie a tutela del loro “investimento”.
Tali garanzie sono costituite naturalmente dall’assicurazione che il governo greco chiuda i rubinetti dei “privilegi” imponendo ai suoi cittadini una serie di riforme “lacrime e sangue” che ne ridimensionino l’opulenza e contribuiscano a risanare i conti pubblici.

La UE ed il governo greco, dopo una serie di trattative, hanno “finalmente” raggiunto un accordo di comune soddisfazione. Ma una parte (peraltro minoritaria) dei cittadini, costituita da facinorosi, anarchici e frange dell’estrema sinistra sta protestando con veemenza, arrivando a scontrarsi con la polizia, perché abituata egoisticamente alla “bella vita” non è disposta a perdere i privilegi acquisiti.

Una rappresentazione molto semplice, convincente, rassicurante, ma tanto visionaria quanto distante dalla realtà.
Le cause della crisi finanziaria greca, oltre che derivare dalla corruzione e dall’evasione fiscale ad alti livelli, allignano in tutta una serie di speculazioni finanziarie internazionali studiate con tutta probabilità proprio allo scopo di condurre la Grecia sull’orlo di un baratro dal quale potrà salvarsi solamente “svendendo” quella sovranità limitata che ancora conservano i paesi della UE.

La sorte della Grecia sarà entro breve tempo seguita da tutti gli altri Paesi, ad iniziare dal Portogallo, dalla Spagna e dall’Italia, poiché il progetto messo in essere (per uno strano scherzo del destino) proprio all’indomani della ratifica del Trattato di Lisbona prevede l’annientamento dell’attuale sovranità limitata degli stati membri ed il trasferimento dell’intera sovranità nelle mani di una confraternita di organismi privati quali BCE, FMI, Banca Mondiale ecc.

Il denaro che verrà devoluto alla Grecia proviene dalla finanza pubblica e pertanto il finanziamento peserà sulle tasche dei contribuenti dei singoli stati. Tale denaro non sarà destinato ad offrire vantaggi ai cittadini greci ma entrerà in una partita di giro dove sarà utilizzato unicamente per coprire le voragini create dalla speculazione finanziaria.
Le garanzie imposte alla Grecia non sono state dettate dagli stati europei che offriranno il denaro, ma dalla confraternita privata di cui sopra. Confraternita che negli anni a venire si è arrogata il diritto di sovrintendere all’operato del governo greco (di fatto sostituendolo) imponendo tempi e modi delle riforme che dovrebbero iniziare la prossima settimana.

Le riforme lacrime e sangue non andranno a colpire i privilegi di un popolo opulento abituato a vivere nello sfarzo, ma metteranno alla fame cittadini con i salari fra i più bassi in Europa (insieme ad Italia e Portogallo) che già oggi vivono in condizione di estrema precarietà a causa della grave crisi economica e della disoccupazione.
Quella che viene dipinta (ed imposta) come un’operazione di risanamento dei conti pubblici, consiste semplicemente in un aumento indiscriminato della tassazione e nel taglio dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori. Aumento dell’IVA e della tassazione su molti prodotti, riduzione dell’assistenza sanitaria e pensionistica, tagli degli stipendi, ferie e tredicesime, licenziamento di una cospicua parte dei dipendenti pubblici.

I “cattivi” che protestano e stanno creando disordini nelle principali città greche non sono solamente uno sparuto manipolo di facinorosi, anarchici e professionisti della protesta che non vogliono fare i “giusti sacrifici”. Sono quella parte di cittadini che ha iniziato a prendere coscienza della realtà, realizzando la natura della strada senza ritorno sulla quale la Grecia (paese pilota in Europa) verrà costretto a camminare a partire dalla prossima settimana.
Una strada che in tempi brevi diverrà molto affollata, dal momento che dopo il successo dell’esperimento, gli altri paesi (compresa l’Italia) seguiranno a ruota, condividendo il regalo dello stesso futuro “lacrime e sangue”.

La confraternita di cui sopra sa bene che una volta messa in moto l’operazione è indispensabile fare in fretta e condurre in porto il Blitzkrieg prima che al di là del velo delle didascalie e delle dotte disquisizioni i cittadini percepiscano la realtà ed incomincino a reagire creando problemi che non possano essere risolti con l’ausilio dei lacrimogeni e di qualche manganellata.

Dietro l’attuale crisi del debito che ha colpito la Grecia (e che sta contagiando anche Portogallo, Spagna, Irlanda e, molti temono, anche l’Italia) non c’è solo la nota frode di bilancio commessa dai governanti ateniesi in combutta con le principali banche americane, in particolare la Goldman Sachs di Lloyd Blankfein e la JP Morgan Chase di Jamie Dimon.
Su tutto incombe infatti il sospetto, o meglio, la certezza di una spregiudicata operazione speculativa orchestrata dalla cupola finanziaria di Wall Street per lucrare sull’indebolimento dell’euro. Questo è lo scenario su cui sta timidamente indagando il dipartimento della Giustizia Usa.

Sotto scrutinio ci sono le colossali e contemporanee movimentazioni di fondi speculativi Usa (che scommettono sul futuro deprezzamento della valuta europea) registrati subito dopo la famosa cena tenutasi l’8 febbraio a Manhattan tra i finanzieri che quei fondi amministrano: George Soros (Soros Fund), John Paulson (Paulson & Co.), Steven Cohen (Sac), David Einhorn (Greenlight), Donald Morgan (Brigade) e Andy Monness (Monness Crespi Hardt & Co.).
A garantire il successo di questa operazione speculativa ci ha pensato il loro potente socio Harold ‘Terry’ McGraw III, che – attraverso il braccio armato della sua McGraw-Hill, ovvero l’agenzia di rating Standard & Poor’s – ha declassato i titoli di Stato greci, portoghesi e spagnoli innescando la ‘necessaria’ crisi dell’euro.

Ma forse c’è di più, e di peggio. Sono sempre di più gli economisti e i politici europei che in questo attacco all’euro vedono non un semplice mezzo speculativo, ma un fine politico.
Il sospetto è che le lobby finanziarie d’oltreoceano mirino ad abbattere il valore della moneta unica europea fino a portarla alla parità con il dollaro, allo scopo di salvaguardare la sempre più traballante egemonia globale della valuta statunitense. Affossare l’euro, o quantomeno ridimensionarlo, per tenere a galla il malandato biglietto verde, altrimenti destinato a tramontare come valuta di riferimento mondiale.
Altri ancora pensano che portare sull’orlo della bancarotta gli Stati europei più deboli (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna: i cosiddetti Pigs, o Piigs, se si comprende anche l’Italia) potrebbe dare impulso al mai tramontato progetto franco-tedesco di un’Europa a due velocità, con le ‘zavorre’ relegate a un ruolo marginale.

C’è infine chi va anche oltre queste interpretazioni, giudicando l’aggressione all’euro non come una sciovinistica manovra statunitense per sabotare la concorrenza economica del Vecchio Continente, bensì come una macchinazione dell’élite politica ed economica transnazionale (quindi anche europea) tesa a giustificare il potenziamento delle istituzioni globali, a partire dal Fondo Monetario Internazionale. Creare panico per poi invocare, come unica soluzione, come ancora di salvezza, un nuovo ordine economico mondiale dominato da organismi sovranazionali tecnocratici. Scenari che, secondo i sostenitori di questa tesi, saranno al centro delle prossime riunioni annuali a porte chiuse delle più potenti lobby globaliste: dalla Commissione Trilaterale (7-9 maggio a Dublino) al Bilderberg Group (3-6 giugno a Sitges, Barcellona).

A prescindere dalle diverse interpretazioni di quanto sta accadendo, una cosa è certa: a pagare il conto degli imbrogli dei politici europei e delle speculazioni dei predatori finanziari americani saranno le masse popolari. Per ora quelle greche, domani si vedrà.

ComeDonChisciotte – CHI C’È DIETRO LA CRISI FINANZIARIA?

Fonte: ComeDonChisciotte – CHI C’È DIETRO LA CRISI FINANZIARIA?.

DI CLIFF KINCAID
NewsWithViews.com

Il New York Times cita un portavoce di George Soros che dice che il famoso operatore di hedge fund non è colpevole di alcun illecito in relazione allo sconvolgimento finanziario che sta attualmente coinvolgendo la Grecia e l’Europa nel suo insieme. Ma Zubi Diamond, autore del poderoso nuovo libro, Wizards of Wall Street, dice che l’ordine del giorno di Soros e di altri venditori allo scoperto è chiaro. Il loro obiettivo, dice, è di “saccheggiare l’America e ogni altro paese straniero che ha investito sull’America. Tra cui c’è anche la Grecia. L’Islanda è stata devastata e annichilita”.

Il termine “vendita allo scoperto” (short selling) in questo contesto si riferisce agli investitori, agli speculatori e ai manipolatori della valuta che scommettono sul declino o sul crollo di azioni o valute attraverso complessi strumenti finanziari gestiti in gran parte per mezzo di conti esteri segreti. Perché un venditore allo scoperto faccia un profitto, i prezzi devono scendere.

I venditori allo scoperto, che saranno presenti ad un evento presso il libertario Cato Institute il prossimo 11 Marzo, insistono che “forniscono liquidità e trasparenza ai nostri mercati di capitale” e che le loro operazioni “rivelano le frodi e il cattivo management delle società”.

Ma Diamond è in forte disaccordo. Dice che la Management Funds Association, il braccio lobbista dei venditori allo scoperto degli hedge fund, è scaltra e fraudolenta. “Quando dicono che la vendita allo scoperto fornisce liquidità al mercato, è una menzogna,” dice. “La vendita allo scoperto distrugge il capitale e sottrae liquidità al mercato. Quando dicono che stanno prendendo dei provvedimenti per eliminare la manipolazione dal mercato azionario, è una menzogna. Stanno facendo dei passi per introdurre la manipolazione all’interno del mercato azionario, e per preparare il mercato azionario per la manipolazione e il saccheggio. Quando dicono che la regola dell’incremento (o “uptick”) è sorpassata, a causa della decimalizzazione, è una menzogna. Mentono per poter ingannare, per potersi accaparrare un bel gruzzolo dalla vendita allo scoperto, ed ecco quindi il saccheggio dell’America e delle più ricche aziende d’America e dei loro azionisti, sancito dai loro cagnolini di Washington D.C.”.

“I membri più influenti della Managed Funds Association, i venditori allo scoperto degli hedge fund, hanno un ordine del giorno anticapitalistico, un ordine del giorno contro le nazioni industrializzate, e un ordine del giorno radicale, marxista, liberale, di estrema sinistra,” sostiene Diamond. “i venditori allo scoperto di hedge fund non sono capitalisti. Sono anticapitalisti e non sono investitori; sono contro gli investitori”. Dice che “saccheggiano” società e nazioni.

Il Times ha osservato che il mese scorso c’è stata una cena a New York nel corso della quale “i rappresentanti di alcuni di questi hedge fund avrebbero parlato di scommettere contro l’euro” a seguito della crisi finanziaria in Grecia. Per questo motivo, secondo il quotidiano, il Dipartimento di Giustizia avrebbe chiesto ad almeno quattro hedge funds di presentare i registri commerciali ed altri documenti. Erano la Greenlight Capital, la SAC Capitol Advisors, la Paulson & Company e la Soros Fund Management.

Sostenendo che Soros non è coinvolto in alcuna attività illecita, Michael Vachon, un portavoce della Soros Fund Management ha detto al Times che “è diventato un luogo comune portare l’attenzione su George Soros ogni qual volta che i mercati monetari sono in primo piano”.

Diamond, un immigrato africano che è venuto in America ed è diventato un uomo d’affari di successo, trae una conclusione differente, dicendo che Soros ed altri venditori allo scoperto che appartengono alla Managed Funds Association, la “voce della comunità di investimento alternativa globale”, stanno corrompendo le influenze che minano le nazioni, la loro economia e la loro moneta, e il sistema finanziario globale nel suo complesso.

Diamond, che ha alle spalle 14 anni di esperienza nei mercati finanziari, ha chiamato il suo libro un corso “Economic crisis 101” [ “crisi economica 101”, sarebbe a dire “un corso sui fondamenti della crisi economica” N.d.r.] a ragione della necessità di informare gli Americani su quello che sta avvenendo davanti ai loro stessi occhi. Il libro è di facile lettura, pur trattando di regolamenti ed operazioni finanziare complesse, e pur contando solo 118 pagine. Il tema è che la crisi economica è stata intenzionalmente ingegnerizzata per trarne vantaggi economici e politici, e che ha già causato il “saccheggio” di $11 mila miliardi di dollari dall’economia americana.

L’AIM ha avvisato di questo potenziale problema in un articolo del 16 gennaio 2008 intitolato “Soros scommette sul crollo economico dell’America”, in cui abbiamo sottolineato i legami dell’hedge fund con il partito democratico, nonché una notizia che i manager degli hedge fund, compreso Soros, si aspettavano di guadagnare miliardi di dollari da un crollo del mercato immobiliare negli Stati Uniti.

Il regolamento dell’industria degli hedge fund ed altre raccomandazioni sono comprese nel libro di Diamond, che ha per sottotitolo “la truffa che ha eletto Obama”. Accusa molti degli stessi attori globali, ora sotto indagine per aver causato il caos in Europa, di essere dietro la crisi finanziaria americana che ha consentito ad Obama di arrivare alla presidenza.

“George Soros ha messo il sostegno dell’organizzazione [la MFA] dietro Obama”, dice nel suo libro. “Soros voleva qualcuno che odia l’America tradizionale e la sua costituzione, un radicale di sinistra come è lui stesso, quindi ha scelto Obama”.

“Non succederà niente finché il popolo d’America non saprà cosa ha provocato la crisi economica e quale sia la soluzione per risolverla”, dice ad AIM. “Non avverrà niente finché il pubblico americano non sarà a conoscenza del ruolo della Managed Funds Association nella fabbricazione del crollo economico”. Chiama la MFA un “cancro nella nostra società che deve essere eliminato, sterminato e abolito. L’America e il capitalismo non sopravvivranno se la Managed Funds Association non verrà estirpata, sradicata e distrutta”.

La MFA nel frattempo, sta facendo quello che in gergo politico si chiama un “cambiamento di immagine”, con l’applicazione di un maggior scrutinio alle operazioni dei suoi membri. Il presidente e direttore esecutivo della MFA Richard Baker dice alla pubblicazione [AIM] che “… abbiamo un enorme compito di fronte a noi nel fornire una chiave di lettura dell’industria che è basata sul reale ruolo di mercato che rivestiamo, contrariamente alle percezioni che si sono sedimentate”.

Diamond dice ad AIM che la crisi in Grecia “è solo l’ennesimo teatro delle ripercussioni della truffa per annientare il capitalismo. Devono essere regolati proprio come i fondi comuni. Se regoliamo i venditori allo scoperto di hedge fund, come i fondi comuni, si eliminerà l’incentivo al loro comportamento predatore di prendere di mira le società, le nazioni e le valute”.

Guardando al futuro, Diamond dice, “quando l’Unione Europea (UE) salverà la Grecia, un tale salvataggio aumenterà il deficit dell’UE e ne indebolirà la valuta, portando al declino della valuta europea.

Questa è la teoria che viene proposta dai manipolatori. George Soros, i venditori allo scoperto di hedge fund e gli speculatori si muoveranno partendo da questo presupposto. Faranno affondare la moneta europea e questa sarà una manipolazione per collusione”.

Diamond osserva che Soros è un membro della Managed Funds Association, e che “stanno facendo commenti negativi sull’euro. Prendono come bersaglio e depredano le nazioni capitaliste e le loro monete”.

Prosegue, “si sentono invincibili. Hanno la licenza di distruggere qualsiasi società o nazione, o di tenere in ostaggio una società o una nazione mentre predano sugli investitori. Fanno cene di affari, discutono apertamente della collusione per attaccare una particolare asset class [categoria di attività contenuta in un portafoglio finanziario], equity [valore netto di una società], o la valuta di una nazione. Se questa non è criminalità organizzata, non so che cosa lo è”.

Avverte che ogni asset class che è quotata in borsa nel NYSE [New York Stock Exchange], il CME [Chicago Mercantile Exchange] o l’Eurex è suscettibile di manipolazione da parte dei membri della Managed Funds Association e da parte dei loro partner strategici. “Hanno preparato il mercato per la manipolazione”, dice.

Nel caso della Grecia, Diamond sostiene che il paese “ha raccolto tutti i suoi risparmi e li ha portati alla tana dei lupi della Goldman Sachs,” un membro della Managed Funds Association, “ma dopo la Goldman Sachs vendeva allo scoperto mentre i suoi clienti erano dall’altra parte dello scambio”.

Diamond dice che non si sarebbe verificata una crisi del credito in Grecia se non fossero stati eliminati tutti i regolamenti di tutela. Accusa Christopher Cox, che ha prestato servizio come presidente della Securities and Exchange Commission (SEC) , per aver gettato le basi per questo sconvolgimento finanziario. “L’abolizione della regola dell’incremento e dei ‘circuit breakers’ e l’introduzione del ‘mark to market’ è ciò che ha provocato il crollo economico e della borsa” dice. “la Grecia ha perso il capitale di investimento nel crollo di Wall Street del 2008, che ha dato al paese un problema di bilancio oltre al debito che aveva già. Il deficit della Grecia è andato alle stelle. Il resto lo sapete già. L’UE accusa la Grecia di non aver dichiarato tutto il suo debito e l’esposizione al rischio di investimento”.

Commentando le notizie che le autorità federali e la SEC indagheranno sulla Goldman Sachs per il suo coinvolgimento nella crisi del credito in Grecia, Diamond dice “la mia previsione è che non accadrà niente” perché la Goldman Sachs è membro della potente MFA.

“La Management Fund Association è il Governo” accusa Diamond. “hanno comprato i politici e i regolatori, e hanno preso il controllo del nostro governo”.

Cliff Kincaid, giornalista veterano e critico mediatico, si è specializzato in giornalismo e comunicazioni presso la University of Toledo, dove ha conseguito la laurea.

Cliff ha scritto e partecipato alla stesura di nove libri sui media e gli affari culturali e sulle questioni di politica estera. Uno dei suoi libri, “Global Bondage: The UN Plan to Rule the World” è ancora disponibile. Cliff è apparso su Hannity & Colmes, The O’Reilly Factor e Crossfire, ed è stato pubblicato nel Washington Post, Washington Times, Chronicles, Human Events e Insight.

Website: http://www.AIM.org

E-mail: cliff.kincaid@aim.org

Titolo originale: “WHO’S BEHIND THE FINANCIAL CRISIS?”

Fonte: http://www.newswithviews.com
Link
05.03.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

politicamentecorretto.com – Anche l’Italia nel mirino della grande speculazione

Fonte: politicamentecorretto.com – Anche l’Italia nel mirino della grande speculazione.’

Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi
Paolo Raimondi, economista

E’ risaputo che i cosiddetti fondamentali dell’economia italiana, di quella europea e mondiale sono notevolmente peggiorati a causa della crisi sistemica globale. Per rimettere in moto l’economia e l’occupazione ci vorranno nuove energie, nuove visioni strategiche e tempi lunghi. Però non esiste alcuna ragione o giustificazione per aspettare bordate speculative contro l’Italia e l’Europa senza prendere da subito indispensabili ed efficaci contromisure.

Anzitutto si riconosca che oltre alla Grecia, alla Spagna, al Portogallo e all’Irlanda anche il nostro paese è entrato nel mirino della grande speculazione.

All’inizio di febbraio a New York si è tenuto un “pranzo di lavoro” esclusivo dei manager dei più grandi hedge fund internazionali, a cominciare dal Soros Fund Management, lo stesso che guidò l’attacco contro la lira e le altre monete europee nel 1992.

Costoro hanno scommesso che entro la fine del 2010 si arriverà ad una parità tra euro e dollaro.

Uno degli strumenti per garantire che questa scommessa si avveri, portando loro ovviamente grandi profitti a spese delle economie nazionali, è l’utilizzo di derivati, in particolar dei credit default sawps (cds), che scommettono sul ribasso dell’euro.

Si ricordi che persino Warren Buffet, il noto finanziere d’assalto americano, definì i cds “armi finanziarie di distruzione di massa”! Infatti questi fondi, usando l’effetto della leva finanziaria, manovrano derivati per venti-trenta volte il valore del contratto iniziale

Alcuni già paragonano il caso della Grecia alla banca americana Bear Stearns, la prima a crollare nel 2008, e quello del Portogallo alla Lehman Brothers che navigò a vista per mesi prima di fallire e innescare la crisi finanziaria globale.

Si stima che i derivati contro l’euro siano già una grossa parte dei 3 trilioni di dollari contrattati ogni giorno sul mercato monetario globale.

Dall’inizio di gennaio il prezzo dei cds per la Grecia è raddoppiato. Anche gli swaps sul debito sovrano dell’Italia sono aumentati, passando da 80 a 120 punti base, secondo i dati forniti da Bloomberg. Ciò significa che, per assicurare 10 milioni di dollari  di debito pubblico italiano per 5 anni contro il rischio di fallimento, occorre pagare 120.000 dollari annui di “assicurazione”. Per lo stesso ammontare di debito pubblico greco il costo è di 340.000 dollari.

Certamente nella scala del rischio l’Italia viene dopo la Grecia, che oltre a un debito pubblico di 125% del Pil, di poco superiore a quello italiano, ha anche un deficit del 13% del Pil. Anche la Spagna corre gravi rischi perché, sebbene abbia un debito pubblico di 67% del Pil, che sommato a quello privato arriva però a 4,9 trilioni di dollari cioè a 342% del Pil, ha anche un deficit dell’11,4%, una disoccupazione del 20% e una gigantesca bolla immobiliare con 1, 3 milioni di case invendute.

Ma non è da sottovalutare il fatto che il Prof. Robert Mundell, premio Nobel per l’economia nel 1999, studioso della moneta unica europea, abbia di recente affermato che “l’Italia è ad alto rischio. Essa è la minaccia più grande per l’economia dei 16 paesi della zona dell’Euro”.

I cds in circolazione a livello internazionale sono oltre 36 trilioni di dollari (stima di fine giugno 2009). Tutti derivati OTC e quindi fuori bilancio.

I grandi operatori sono naturalmente le solite 4 grandi banche americane, JP Morgan, Bank of America, City Bank e Goldman Sachs con l’aggiunta della Deutsche Bank tedesca e della Barclays inglese. Poi vi sono gli hedge fund internazionali.

Si calcola che soltanto il 5% di queste operazioni rappresenti coperture di credito per effettivi valori sottostanti. Tutto il resto è meramente virtuale e speculativo.

Urge che si imponga una semplice regola che limiti queste operazioni solo alla copertura di situazioni vere e provate.

Sembra che nei prossimi giorni il governo tedesco intenda affrontare questo problema. Sarebbe opportuno che dalla pura analisi si passasse in sede europea a iniziative concrete per garantire il futuro dell’Europa e dell’euro.

Altrimenti, paradossalmente, le banche con le loro speculazioni puniranno gli Stati per non averle sottoposto alle regole!

ComeDonChisciotte – GEORGE SOROS E’ EFFETTIVAMENTE IN GRADO DI PROVOCARE IL CROLLO DELL’EURO ?

Fonte: ComeDonChisciotte – GEORGE SOROS E’ EFFETTIVAMENTE IN GRADO DI PROVOCARE IL CROLLO DELL’EURO ?.

FONTE: RT

Trascrizone dell’intervista di Webster Tarpley a RT (RussiaToday)

“Io ritengo che ci siano decisive e circostanziate prove che spingerebbero qualunque giornalista investigativo ad approfondire. Si tratta di un tentativo mirato a creare una crisi in grado di condurre ad un nuovo sistema monetario mondiale. Si tratta dell’utilizzo di armi economiche allo scopo di difendere il dollaro, contemporaneamente attaccando la Grecia, e tramite la Grecia attaccare l’euro. La questione che è stata rivelata nel corso degli ultimi paio di giorni dal Wall Street Journal è che vi è stata una cena segreta in un appartamento di Manhattan, in data 8 febbraio, alla quale erano presenti, un gruppo di Hedge fund predatori, e questi sociopatici, mentre cenavano a base di filet migon, pianificavano un attacco sui titoli di stato greci e sull’euro utilizzando leverage rates di 20. a 1. E chi erano i presenti ? Monness, Crespi & Hut, una banca d’investimento stile “boutique”, SAC Capital Advisors, Brigade Capital e soprattutto Soros Fund Management.

Per la verità George Soros, si era già impegnato a preparare il terreno sostenendo di ritenere che l’Euro fosse soggetto al rischio di crollare e di cadere a pezzi. L’idea era realizzare un attacco speculativo ai danni dell’Euro in maniera da alleviare la pressione speculativa sul dollaro. E naturalmente la Grecia rappresenterebbe il punto debole. Loro hanno sostenuto che – insomma il consenso a questo tavolo mentre si cenava a base di filet mignon – era che qualunque fosse stata la conclusione della crisi debitoria della Grecia, quest’ultima si sarebbe dimostrata comunque estremamente negativa per l’euro e quindi pare abbiano continua dicendo, questo è almeno il resoconto del WSJ, che non appena saltata la Grecia, quello sarebbe stato solo il primo pezzo del domino a cadere, a seguire sarebbe toccato a Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda e naturalmente California, Gran Bretagna e infine Stati Uniti, e uno di questi personaggi, quello di Brigade Capital, avrebbe detto: la Grecia rappresenterà il fattore chiave del contagio che finirà con l’infettare tuti i debiti sovrani del mondo. Quindi stiamo parlando di debiti pubblici nazionali quelli dello Stato, quelli a livello locale, provinciale, di tutti gli Stati nazionali.

Quindi, in pratica ci stiamo avvicinando a questa situazione in cui, o si accetterà di permettere Che gli hedge fund e le banche “zombie” conducano i Governi nazionali alla bancarotta, o i Governi si decideranno finalmente a liquidare questi hedge fund proteggendo così se stessi. Tuttavia questa sarebbe solo una di un paio di associazioni a delinquere a cui in realtà il WSJ ha fatto riferimento. Un’altra è quella legata a Paulson & Company. Si tratta comunque di un altro Paulson, non si tratta dello stesso Paulson ed a Globeop Financial Services, accompagnata da un bel gruppoo di banche “zombie”, tutte sopravvissute grazie al denaro dei contribuenti americani. Stiamo parnado di Goldman Sachs – come potevano mancare – Bank of America /Merrill Lynch, e Barclays Bank – ricordiamoci che sono state salvate dagli Stati Uniti tramite il pagamento dei derivati AIG.
Quindi, numerosi di questi personaggi erano lì per fare soldi ma c’era anche un proposito politico, ovvero mascherare la debolezza del dollaro. Il dollaro ha raggiunto il suo livello minimo nella prima settimana di Dicembre dopo essere precipitato per tutto l’autunno fino a 1.50, 1.51 sull’euro.
Da allora in avanti è stato l’euro a precipitare, quindi si tratta di un’operazione a supporto del dollaro.

Ora l’Economist di Londra, il WSJ, il Financial Times si sono impegnati a lungo prendendo in giro i Greci ed il Primo Ministro Zapatero, della Spagna, che avevano parlato di cospirazione speculativa internazionale. Gli hanno detto in effetti: ma cosa state dicendo, siete paranoici, è una teoria della cospirazione. E tuttavia, è esattamente quello che abbiamo di fronte, ciò che abbiamo davanti agli occhi, in pratica ed io credo che sulla base della normativa anti-trust vigente in USA, questa sarebbe esattamente la definizione di una cospirazione criminale finanziaria in violazione Della normativa sulla correttezza degli scambi, e se tale condotta fosse stata tenuta sul mercato dei titoli negli Stati Uniti, sarebbe stata certamente definita come un “Pool” e dichiarata illegale.

Quindi, io credo sia chiaro che quello di cui la Grecia ha bisogno non siano certo misure di austerità. Avrebbero bisogno di dichiarare illegali una serie di elementi ovvero dichiarare illegali i derivati, hanno necessità di dichiarare illegali i Credit Default Swaps, di misure come quella promossa dal CEO dell’ELF, appunto in tale Paese, per favorire l’applicazione di una Tobin Tax, ovvero di una tassa dell’1% sui derivati e su altre forme di speculazione finanziaria.

E naturalmente, in Paesi in cui esistono magistrati indipendenti come in Spagna e in Italia probabilmente ad alcuni interesserà analizzare tutto questo. L’altra questione ovviamente., è porre attenzione a questo attacco speculativo per tenere sotto controllo questi speculatori e magari fissare sanzioni per le attività che stanno conducendo.”

6.03.2010

ComeDonChisciotte – E LA PAZZIA CONTINUA

Fonte: ComeDonChisciotte – E LA PAZZIA CONTINUA.

DI URIEL
wolfstep.cc

Mi hanno scritto in diversi, (Paolo, Yoss, e altri) per via dell’inchiesta aperta dalla SEC americana , ove si accusano Soros e gli altri criminali suoi pari di stare speculando sull’euro, al fine di fare il colpaccio dei credit swap. Facciamo un passo indietro e vediamo cosa vogliono fare. Anche perche’ lo hanno gia’ fatto, e anche perche’ lo faranno , se tanto mi da’ tanto, con l’ Italia. Innanzitutto, il CDS e’ un meccanismo simile ad una scommessa. Come tutte le assicurazioni, in fondo: l’assicurazione che vi assicura l’auto non fa altro che “scommettere” che voi facciate di tutto per evitare gli incidenti. IL CDS in fondo fa la stessa cosa, ovvero scommette su una eventuale catastrofe economica. Il problema e’ che , a differenza dell’assicurazione sull’auto, non scommette CONTRO, ma scommette A FAVORE. Facciamo un esempio.

Diciamo che assicuriamo tutte le case della provincia di Padova (un esempio, eh) contro il terremoto. Siccome capita raramente un terremoto a Padova, ci troviamo con un’assicurazione che costa, diciamo, dieci euro ogni centomila euro di valore immobiliare, e siccome non avverranno terremoti a Padova(1) probabilmente per l’assicurazione sara’ tutto guadagno secco.

Adesso supponiamo che nei giorni successivi ci sia qualche sciame sismico, roba di poco conto, dalle parti di Padova. Il risultato sara’ che i proprietari di case si impauriranno, e anche se non si tratta di un vero sisma saranno portati ad assicurare le loro case. Cosi’ io vado da loro, e a soli VENTI euro vendo loro l’assicurazione per centomila euro di valore immobiliare.

Si tratta in un certo senso di una scommessa A FAVORE del terremoto. Se l’assicurazione in se’ e’ una scommessa CONTRO il terremoto (la societa’ assicuratrice mi fa pagare solo dieci euro su centomila di valore perche’stima che un terremoto sia improbabile) chi fa l’affare dopo lo sciame sismico ha scommesso A FAVORE del terremoto, cioe’ stimando che il business consista nell’avvenuto terremoto, o perlomeno nei segni di terremoto.

Facciamo un passo successivo: supponiamo che esista una tecnologia capace di causare terremoti. Io compro a prezzo bassissimo (dieci euro contro centomila di valore) l’assicurazione CONTRO il terremoto, e poi faccio avvenire delle scosse molto forti, oppure addirittura un terremoto.

Cosa succedera’? Succedera’ che improvvisamente tutti saranno disposti a pagare moltissimo le mie cedole assicurative, persino il 50% del loro valore. Se il terremoto ha addirittura distrutto ogni cosa, potrebbero pagarle anche il 60,70, 80% del valore dell’immobile, risparmiando sulla sua ricostruzione.

Ecco il punto: supponiamo che sia possibile assicurare, anziche’ un terremoto, il default di una nazione. Che so io, la Grecia. Oppure che sia possibile assicurare contro la svalutazione della sterlina(2), o contro quella dell’euro.

E supponiamo poi di avere i mezzi per causare gli eventi contro i quali i nostri “credit swap” ci stanno proteggendo. Che cosa succede?

Succede quello che e’ successo con il crac di Lehman Brothers: gli stessi HEdge Fund che avevano riempito LB di cartaccia inutile, avevano comprato CDS su LB. Il risultato fu che quando i signori chiusero il rubinetto a Lehman Brothers (incidentalmente, all’economia mondiale, ma criminali come Soros se ne fottono di milioni di persone alla fame)  , improvvisamente il prezzo delle assicurazioni contro il fallimento di Lehman Brothers sali’ vertiginosamente.

Il principio di queste speculazioni, quindi, e’ il seguente:

Sia A un qualsiasi credit swap, o sistema assicurativo, nato per proteggere gli utenti da uno specifico evento negativo di borsa o di forex.
Sia B un ente dotato di sufficiente potenza finanziaria da poter comprare i cedolini di A, e contemporaneamente causare l’evento negativo che i cedolini assicurano. B acquistera’ moltissimi cedolini assicurativi, per poi causare l’evento disastroso.(3) Gli investitori si tufferanno sui cedolini, nel disperato tentativo di riavere indietro i soldi che altrimenti perderebbero per via dell’evento disastroso. I nuovi proprietari dei cedolini si rivolgono in massa  alle assicurazioni che hanno emesso A, facendole fallire.
Guarda caso, B aveva comprato anche CDS sul fallimento di A. E via cosi’, fino al meltdown dell’economia come quello della “crisi del subprime”.

La Grecia e’ vittima, oggi, di una simile aggressione. Prima, numerosi mass media asserviti al potere dei Soros, di Goldman Sachs (4) & CO iniziano a dire che i conti greci siano in pericolo di default.(Si tratta degli stessi Media che compongono il “partito del Times”, quello stesso partito cui appartengono i “rivoluzionario viola”, i DS , l’ IDV, Repubblica e il Corriere). Sebbene strutturalmente non sia vero che i greci siano messi peggio del solito , guarda caso Soros & Co hanno comprato (anche sottocosto, come stanno facendo col debito pubblico italiano) dei titoli greci e se necessario possono rivenderli al ribasso per l’uopo.

Una volta fatto questo, tutti quelli che hanno investito nei titoli greci hanno comprato  dei titoli di swap sul debito greco. MA non solo: poiche’ si presume che un default greco farebbe abbassare il valore dell’euro, allora si vendono anche assicurazioni riguardo al fatto che l’euro svaluti.

Perche’ questa volta si arriva al punto in cui un giornale come il Corriere, normalmente servo di questi poteri, rivela la cosa?

Perche’ quando sono entrate in campo Francia e Germania garantendo il debito greco, tutte queste assicurazioni hanno perso valore, proprio nelle mani di chi le aveva comprate. E cosi’, il signor Soros l’ha presa in saccoccia. Ma era solo il primo round, perche’ subito Soros & CO hanno mosso le chiappe e hanno ordinato al loro servo della FED di alzare i tassi sul dollaro, in modo da abbassare un pochino il valore dell’euro.

Dico che e’ un gesto di servitu’ alla finanza perche’ non c’era alcun motivo razionale di alzare i tassi sul dollaro, dal momento che il tesoro americano e’ in affanno per il debito, e questo innalzamento lo obblighera’ a pagare ancora piu’ interessi; se non a favore di chi voleva colpire l’euro, questa mossa non ha giustificazioni, e causa danni enormi al tesoro USA e al contribuente americano.

Il problema e’ che a questa mossa NON ha corrisposto, almeno immediatamente (vedremo nel futuro) un corrispondente rialzo da parte della BCE, e oggi il tesoro americano si trova con una prospettiva di debito mostruoso, un tasso di interesse piu’ alto, e ancora il giochino di Soros e’ andato buco.

Cosi’, c’e’ un sacco di gente insoddisfatta dell’operato di Soros, e peraltro anche in europa l’atteggiamento di non seguire il rialzo americano apre un’ostilita’. E cosi’, siccome Obama l’inetto non fara’ alcuna riforma del venture capital (se ne parlo’ al G20, e al G8, e al G7, e a Davos, ricordate? Aria fritta , come al solito da Obama) , qualcuno deve pagare perche’ stavolta il giochino e’ andato buco, e per assicurarsi che Soros, anche a costo di gioco sporco, faccia guadagnare il suoi soci hanno ordinato ai camerieri della SEC di aprire un’inchiesta.

Anche in questo caso, accuso i signori della SEC di essere dei camerieri, perche’ sanno benissimo che un’inchiesta non servirebbe a nulla dal momento che Obama non ha varato alcuna riforma della finanza, per cui l’operato dei criminali rimane legale. Si tratta di una mossa politica per mettere sotto pressione Soros, che e’ rimasto con le pive nel sacco dopo le garanzie fornite sul debito greco.

Adesso, Soros deve trovare il modo di far guadagnare gli investitori, ovvero di causare un crack dell’euro, e un crack del debito greco. Altrimenti rimarra’ con un sacco di CDS invenduti, il governo americano dovra’ pagare un sacco di interessi sul debito crescente  ,  per via del rialzo dei tassi, e la sec proseguira’ l’inchiesta.

Questo fa presagire che presto Soros fara’ un gioco molto piu’ sporco contro qualche paese europeo, in modo da causare una crisi dell’euro. Potrebbe essere un colpo di stato in Italia, un crollo irlandese , spagnolo o portoghese , una nuova crisi petrolifera, una crisi con la Russia. Anche una marcia contro Francia e Germania, rivelatesi un nemico ormai aperto e dichiarato, non e’ impossibile.

La successiva domanda e’: perche’ proprio in Europa?

La risposta e’ semplice: perche’ i signori dei casino’ americani, cioe’ delle borse americane, sono abbastanza malvisti ovunque. Cina, India e Russia li boicottano a livello governativo , ormai apertamente, non permettendo loro di giocare sui loro mercati se non con una spada di damocle sul collo. E spesso, sono semplicemente banditi dai giochi , come stanno facendo i Russi e come il nuovo governo filorusso in Ucraina fara’ non appena insediato.

In sudamerica gli investimenti americani ormai sono visti come fuffa, e si preferiscono quelli cinesi e indiani. Stessa cosa in molte parti dell’africa. Rimane agli americani da divorare i propri alleati, ovvero da causare danni in Europa. Trattandosi di una macchina cannibale, tenteranno di divorare l’ Europa e poi inizieranno a spolpare l’economia americana stessa.

Sinora in Europa abbiamo scherzato, nel senso che non abbiamo ancora visto la fame, quella vera. Ma se dei criminali senza umanita’ e senza coscienza come Soros e altri verranno lasciati a giocare con le nostre economie, esse saranno devastate come e’ successo in sudamerica, in messico, in Argentina, in molti paesi africani.

Se lasciamo a questa gente la facolta’ di scorrazzare per le nostre borse, prima o poi ci toglieranno anche il pane di bocca. Non vi illudete, sul piano morale non c’e’ differenza alcuna tra un Hitler e un Soros, tra un Mengele e un CDA di Goldman Sachs. Essi non hanno alcun rispetto per i milioni che perderebbero il lavoro, il sostentamento, il futuro: solo il loro delirio, solo il loro titanismo superomista contano qualcosa.

Personalmente, non ho consigli da dare. C’e’ un tizio che spara su di noi usando armi pesanti, e sinora la reazione ostile di Francia e Germania , nonche’ della BCE, ha risposto con pan per focaccia. Adesso c’e’ solo da sperare in due cose: Che Draghi non sia mandato alla BCE, o che non riesca per qualche motivo ad arrivarci. Un servo del potere finanziario di questi pazzi criminali alla BCE sarebbe una quinta colonna troppo pericolosa. Applaudite chiunque si opponga a Draghi alla BCE, per qualsiasi motivo lo faccia, fosse anche il razzismo piu’ bieco. Che si inizi seriamente a cooperare con Francia e Germania allo scopo di emarginare il potere anglosassone, inglese e americano, dall’europa continentale. Si’ al protezionismo, perche’ se le riforme promesse da Obama non arrivano, allora bisognera’ alzare un muro di sicurezza contro questa finanza ormai ridotta a casino’.

Ma sono speranze. Come lo e’ la speranza che Tremonti regga. Perche’ se cede e va al potere il partito del Times, cioe’ DS & CO, gli venderemo anche i nostri figli e diremo che e’ una cosa moderna e al passo coi tempi.

Il problema e’ che oggi il debito pubblico italiano si sta vendendo ancora a costi piccolissimi, e la cosa che preoccupa e’ che a fornire il buon rating sul nostro debito sono gli stessi che in futuro potrebbero causarne un fallimento semplicemente abbassandolo. Il che significa, in definitiva, che le prossime cannonate di Soros arriveranno a noi.

Che cosa serve a Soros per agire? Serve un governo traballante, una certa quantita’ di debito in mani sue, e la possibilita’ di instaurare un governo a suo favore, come potrebbe essere un governo di centrosinistra. In questo modo , al crollo da lui causato, si sentirebbero solo dei Mea Culpa della sinistra, che ci spieghera’ che gli amici americani fanno bene a spolparci vivi e a fare turismo sessuale in Italia, perche’ noi siamo quello che siamo.

E tantissimi coglioni gli daranno ragione, mentre muoiono di fame.

In questo momento, che ci piaccia o meno, se non vogliamo finire in bocca al Partito del Times, dobbiamo tenerci la merda che c’e’ adesso. Che non sara’ soddisfacente, sara’ mediocre e corrotta, ma almeno non ci ha venduti a quei criminali.

Perche’ se vincono quelli, gli attuali problemi del paese vi sembreranno il paradiso, in confronto a quanto deve venire. Oggi la scelta e’ fra Tremonti e Soros. E mi spiace, ma per quanto Tremonti abbia dei difetti, non e’ un macellaio peggio-che-nazista come Soros e non ha la precisa volonta’ di ridurci alla fame per spogliarci di ogni cosa, come intende fare Soros.

Uriel
Fonte: http://www.wolfstep.cc
Link: http://www.wolfstep.cc/2010/02/e-la-pazzia-continua.html
28.02.2010

(1) E’ un esempio, non mi auguro terremoti a Padova.
(2) Una speculazione simile avvenne contro la banca centrale inglese qualche anno fa. Mi meravigliai che il MI6 non abbia fatto nulla per uccidere Soros, o almeno inviargli un amichevole avvertimento sotto forma di testa di cavallo nel letto.
(3) Gli Hedge possono legalmente vendere al ribasso senza ragione, cosa che e’ vietata al resto degli enti finanziari, causando un crollo artificiale di qualsiasi titolo. Si tratta di una liberta’ concessa al mondo del “venture capital”.
(4) Abbiamo una quinta colonna di GS alla Banca d’Italia, e anziche’ fucilarlo per alto tradimento lo si vuole anche inviare alla BCE. Mi auguro che , piuttosto che inviare Draghi, si scelga chiunque altro, persino una colf filippina di Coblenza sarebbe meglio.

ComeDonChisciotte – QUESTO E’ IL POTERE

Lungo ma interessante articolo di Paolo Barnard sul potere sovranazionale

Fonte: ComeDonChisciotte – QUESTO E’ IL POTERE.

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo. Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D’Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali. Così non avrete più quell’imbarazzo nelle discussioni, quando chi ascolta chiede “Sì, ma chi è il Sistema esattamente?”, e vi toccava di rispondere le vaghezze come “le multinazionali… l’Impero… i politici… ”. Qui ci sono i nomi e i cognomi, quindi, dopo avervi raccontato dove nacque il Potere (‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info), ora l’attualità del Potere. Tuttavia è necessaria una premessa assai breve.

Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di seguito. Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere. E’ così da almeno 35 anni. In sostanza il punto è questo: combattere la serie C dei problemi democratici (tangentopoli, la partitocrazia, gli inciuci D’Alem-berlusconiani, i patti con le mafie, l’attacco ai giudici di questo o quel politico, le politiche locali dei pretoriani di questo o quel partito ecc.) è certamente cosa utile, non lo nego, ma non crediate che cambierà una sola virgola dei problemi capitali di tutti gli italiani, cioè dei vostri problemi di vita, perché la loro origine è decretata altrove e dal vero Potere. O si comprende questo operando un grande salto di consapevolezza, oppure siamo al muro. “Un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile manovra il sistema da lontano. Spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti”. Il Presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004.

E’ nell’aria.

Come ho detto, sarò specifico, ma si deve comprendere sopra ogni altra cosa che oggi il Potere è prima di tutto un’idea economica. Oggi il vero Potere sta nell’aria, letteralmente dovete immaginare che esiste un essere metafisico, quell’idea appunto, che ha avvolto il mondo e che dice questo: ‘Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada’.
Alcuni di voi l’avranno riconosciuta, è ancora la vecchia teoria dei Trickle Down Economics di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, cioè il Neoliberismo, cioè la scuola di Chicago, ovvero il purismo del Libero Mercato. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste. La respirano, cercate di capire questo, gli uomini e le donne di potere, senza sosta, dal momento in cui mettono piede nell’università fino alla morte, poiché la ritrovano nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni, ai convegni dove costoro si conoscono e collaborano, ovunque, senza scampo. Ne sono conquistati, ipnotizzati, teleguidati. Il Potere ha creato attorno a quell’idea degli organi potentissimi, che ora vi descrivo, il cui compito è solo quello di metterla in pratica, null’altro. Essi sono quindi la parte fisica del Potere, ma che per comodità chiamiamo il vero Potere.

Primo organo: Il Club.

Il primo organo del Potere è il Club, cioè il raggruppamento in posti precisi ed esclusivi dei veri potenti. Chi sono? Sono finanzieri, industriali, ministri, avvocati, intellettuali, militari, politici scelti con cura. Fate attenzione: questo Club non sta mai nei luoghi che noi crediamo siano i luoghi del potere, cioè nei parlamenti, nelle presidenze, nelle magistrature, nei ministeri o nei business. Esso è formato da uomini e da donne provenienti da quei luoghi, ma che si riuniscono sempre all’esterno di essi ed in privato. Come dire: quando quegli uomini e quelle donne siedono nelle istituzioni democratiche sono solo esecutori di atti (leggi, investimenti, tagli…) che erano stati da loro stessi decisi nel Club. Esso assume nomi diversi a seconda del luogo in cui si riunisce. Ad esempio: prende il nome di Commissione Trilaterale se i suoi membri si riuniscono a Washington, a Tokio o a Parigi (ma talvolta in altre capitali UE). I fatti principali della Trilaterale: nasce nel 1973 come gruppo di potenti cittadini americani, europei e giapponesi; dopo soli due anni stila le regole per la distruzione globale delle sinistre e la morte delle democrazie partecipative, realmente avvenute; afferma la supremazia della guida delle elite sulle masse di cittadini che devono essere “apatici” e su altre nazioni;  ha 390 membri, fra cui i più noti sono (passato e presente) Henry Kissinger, Jimmy Carter, David Rockefeller, Zbigniev Brzezinski, Giovanni Agnelli, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan, Peter Sutherland, Alfonso Cortina, Takeshi Watanabe , Ferdinando Salleo; assieme ad accademici (Harvard, Korea University Seoul, Nova University at Lisbon, Bocconi, Princeton University…), governatori di banche (Goldman Sachs, Banque Industrielle et Mobilière Privée, Japan Development Bank, Mediocredito Centrale, Bank of Tokyo-Mitsubishi, Chase Manhattan Bank, Barclays…)  ambasciatori, petrolieri (Royal Dutch Shell, Exxon…), ministri, industriali (Solvay, Mitsubishi Corporation, The Coca Cola co. Texas Instruments, Hewlett-Packard, Caterpillar, Fiat, Dunlop…) fondazioni (Bill & Melinda Gates Foundation, The Brookings Institution, Carnegie Endowment…). Costoro deliberano ogni anno su temi come ‘il sistema monetario’, ‘il governo globale’, ‘dirigere il commercio internazionale’, ‘affrontare l’Iran’, ‘il petrolio’, ‘energia, sicurezza e clima’, ‘rafforzare le istituzioni globali’, ‘gestire il sistema internazionale in futuro’. Cioè tutto, e leggendo i rapporti che stilano si comprende come i loro indirizzi siano divenuti realtà nelle nostre politiche nazionali con una certezza sconcertante.

Quando il Club necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei palazzi delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell’hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I fatti principali di questa organizzazione: si tratta in gran parte degli stessi personaggi di cui sopra più molti altri a rotazione, ma con una cruciale differenza poiché a questo Gruppo hanno accesso anche politici o monarchi attualmente in carica, mentre nella Commissione Trilaterale sono di regola ex. Parliamo in ogni caso sempre della stessa stirpe, al punto che fu una costola del Bilderberg a fondare nel 1973 la Commissione Trilaterale. Il Gruppo è però assai più ‘carbonaro’ della Trilaterale, e questo perché la sua originaria specializzazione erano gli affari militari e strategici. Infatti, in esso sono militati diversi segretari generali della NATO e non si prodiga facilmente nel lavoro di lobbistica come invece fa la Commissione. La peculiarità dirompente del Bilderberg è che al suo interno i potenti possono, come dire, levarsi le divise ed essere in libertà, cioè dichiarare ciò che veramente pensano o vorrebbero privi del tutto degli obblighi istituzionali e di ruolo. Precisamente in questo sta il pericolo di ciò che viene discusso nel Gruppo, poiché in esso i desideri più intimi del Potere non trovano neppure quello straccio di freno che l’istituzionalità impone. Da qui la tradizione di mantenere attorno al Bilderberg un alone di segretezza assoluto. I partecipanti sono i soliti noti, fra cui una schiera di italiani in posizioni chiave nell’economia nazionale, cultura e politica. Non li elenco perché non esistendo liste ufficiali si va incontro solo a una ridda di smentite (una lista si trova comunque su Wikipedia). Un fatto non smentibile invece, e assai rilevante,  è la cristallina dichiarazione del Viscount Etienne Davignon, che nel 2005 fu presidente del Bilderberg, rilasciata alla BBC: “Agli incontri annuali, abbiamo automaticamente attorno ai nostri tavoli gli internazionalisti… coloro che sostengono l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la cooperazione transatlantica e l’integrazione europea.” Cioè: i primatisti del Libero Mercato con potere sovranazionale ( si veda sotto), e i padrini del Trattato di Lisbona, cioè il colpo di Stato europeo con potere sovranazionale che ci ha trasformati in cittadini che verranno governati da burocrati non eletti. Di nuovo, i soliti padroni della nostra vita, che significa decisioni inappellabili su lavoro, previdenza, servizi sociali, tassi dei mutui, costo della vita ecc., prese non a Palazzo Chigi o all’Eliseo, ma a Ginevra o a Brussell o nelle banche centrali, dopo essere state discusse al Bilderberg.

Per darvi un’idea concreta di come questi Club e gli altri organi del Potere siano in realtà un unico blocco che si scambia sempre gli stessi personaggi, vi sottopongo la figura di Peter Sutherland. Costui lo si è trovato a dirigere la British Petroleum, la super banca Goldman Sachs, l’università The London School of Economics (una delle fucine  mondiali di ministri dell’economia), ed è stato anche Rappresentante Speciale dell’ONU per l’immigrazione e lo sviluppo, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (secondo organo del Potere), membro della Commissione Europea (il super-governo d’Europa), e ministro della Giustizia d’Irlanda. E, ovviamente, membro sia della Commissione Trilaterale che del Gruppo Bilderberg.

Secondo organo: Il colosso di Ginevra.

Si chiama Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nacque nel 1994 ed è più potente di qualsiasi nazione o parlamento. Riunisce 153 Paesi in un’unica sede a Ginevra, dove essi dettano le regole del commercio internazionale, e ciò dicendo capirete che stiamo parlando di praticamente tutta l’economia del mondo produttivo, che lì viene decisa. Cioè fette enormi dei nostri posti di lavoro, di ciò che compriamo, mangiamo, con cui ci curiamo ecc., cose della nostra vita quotidiana, non astratte e lontane. Le decidono loro, e come nel caso della nuova Europa del Trattato di Lisbona, anche al WTO le regole emanate, dette Accordi, sono sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali. E come nel caso del Trattato, diviene perciò cruciale che regole così forti siano decise in modo democratico. Nel Trattato non lo sono, e al WTO? Neppure. Infatti la sua organizzazione di voto è falsata dallo strapotere dei soliti Paesi ricchi nel seguente modo: i Paesi poveri o meno sviluppati non posseggono le risorse economiche e il personale qualificato in numeri sufficienti per poter seguire il colossale lavoro di stesura degli Accordi del WTO (27.000 pagine di complicatissima legalità internazionale, 2.000 incontri annui), per cui ne sono tagliati fuori. Chi sta al timone è il cosiddetto gruppo QUAD, formato da Usa, Giappone, Canada ed Europa. Ma l’Europa intera è rappresentata al tavolo delle trattative del WTO dalla Commissione Europea, che nessun cittadino elegge, e per essere ancora più precisi vi dico che in realtà chi decide per tutti noi europei è un numero ancora più ristretto di burocrati: il misterioso Comitato 133 della Commissione, formato da specialisti ancor meno legittimati. La politica italiana di norma firma gli Accordi senza neppure leggerli.

Se un Paese si oppone a una regola del WTO può essere processato da un tribunale al suo interno (Dispute Settlement Body), dotato di poteri enormi. Questo tribunale è formato da tre (sic) individui di estrazione economico-finanziaria, le cui sentenze finali sono inappellabili. Una sentenza del WTO può penalizzare o persino ribaltare le scelte democratiche di milioni di cittadini, anche nei Paesi ricchi. Per esempio, tutta l’Europa è stata condannata a risarcire gli USA con milioni di euro perché si è rifiutata di importare la carne americana agli ormoni. Neppure gli Stati Uniti hanno potere sulle decisioni del WTO. Il presidente Obama, sotto pressione dai cittadini a causa della catastrofe finanziaria dello scorso anno, aveva deciso di imporre nuove regole restrittive delle speculazioni selvagge delle banche (la causa della crisi). Ma gli è stato sbarrato il passo proprio da una regola del WTO, che si chiama Accordo sui Servizi Finanziari, e che sancisce l’esatto contrario, cioè proibisce alla Casa Bianca e al Congresso di regolamentare quelle mega banche. E sapete chi, anni fa, negoziò quell’accordo al WTO? Timothy Geithner, attuale ministro del Tesoro USA, che è uno dei membri del Gruppo Bilderberg. Fa riflettere.

Vi do ancora un’idea rapida del potere del WTO. Gli Accordi che ha partorito: 1) hanno il potere di esautorare le politiche sanitarie di qualunque Paese, incrinando il vecchio Principio di Precauzione che ci tutela dallo scambio di merci pericolose (WTO: Accordo Sanitario- Fitosanitario).
2) tolgono al cittadino la libertà di sapere in quali condizioni sono fatte le merci che acquista e con che criteri sono fatte, inoltre ostacolano l’uso delle etichette a tutela del consumatore (WTO: Accordo Sanitario-Fitosanitario & Accordo Barriere Tecniche al Commercio, con implicazioni sui diritti dei lavoratori e sulla tutela dell’ambiente).
3) impongono ai politici di concedere alle multinazionali estere le stesse condizioni richieste alle aziende nazionali nelle gare d’appalto, a prescindere dalla necessità di favorire l’occupazione nazionale; e minacciano le scelte degli amministratori locali nel caso volessero facilitare l’inserimento di gruppi di lavoratori svantaggiati, poiché tali politiche sono considerate discriminazioni al Libero Mercato (WTO: Accordo Governativo sugli Appalti  – Principio del Trattamento Nazionale ecc.).
4) accentrano nelle mani di poche multinazionali i brevetti della maggioranza dei principi attivi e delle piante che si usano per i farmaci o per l’agricoltura, poiché permettono la brevettabilità privata delle forme viventi e tutelano quei brevetti per 20 anni. Inoltre, il fatto che i brevetti siano protetti dal WTO per 20 anni sta alla base anche della mancanza di farmaci salva vita nei Paesi poveri. (WTO: Accordo TRIPS sulla Proprietà Intellettuale).
5) stanno promuovendo a tutto spiano la privatizzazione e l’apertura al Libero Mercato estero di praticamente tutti i servizi alla cittadinanza, anche di quelli essenziali come sanità, acqua, istruzione, assistenza agli anziani ecc., con regole che impediranno di fatto agli amministratori locali la tutela dei cittadini meno abbienti che non possono permettersi servizi privati (WTO: Accordo GATS in fase di negoziazione).

E ricordo, se ce ne fosse bisogno, che questi Accordi sono vincolanti su qualsiasi legge nazionale, esautorando quindi i nostri politici dalla gestione della nostra economia nei capitoli che contano.

Terzo organo: I suggeritori.

Prendete un disegno di legge e un decreto in campo economico, persino una finanziaria. Pensateli nelle mani dei politici che li attuano, e ora immaginate cosa gli sta dietro. Cosa? I ‘suggeritori’. Chi sono? Sono i lobbisti, coloro cioè che sono ricevuti in privato da ogni politico che conti al mondo e che gli ‘suggeriscono’ (spesso dettano) i contenuti delle leggi e dei decreti, ma anche delle linee guida di governo e persino dei programmi delle coalizioni elettorali. Le lobby non sono l’invenzione di fantasiosi perditempo della Rete. Sono istituzioni con nomi e cognomi, con uffici, con budget (colossali) di spesa, dove lavorano i migliori cervelli delle pubbliche relazioni in rappresentanza del vero Potere.

In ordine di potenza di fuoco, vi sono ovviamente le lobbies internazionali, quelle europee e infine quelle italiane. Parto da queste ultime. Va detto subito che nel nostro Paese l’interferenza dei ‘suggeritori’ non ha mai raggiunto i livelli di strapotere degli omologhi americani o europei, il cui operato tuttavia detta legge per contagio anche in casa nostra. Ma nondimeno essa c’è, e non va trascurata, anche perché in Italia esiste un vuoto normativo totale sull’attività delle lobbies: dopo decine di proposte di legge, nessuna di esse è mai approdata alla Gazzetta Ufficiale. I lobbisti italiani sono circa un migliaio, organizzati in diverse aziende fra cui spunta la Reti, fatturato 6 milioni di euro annui e gestione di un ex d’Alemiano di ferro, Claudio Velardi (altri gruppi: Cattaneo Zanetto & co., VM Relazioni Istituzionali, Burson-Marsteller, Beretta-Di Lorenzo & partners…). La proiezione per il futuro dei ‘suggeritori’ italiani è di almeno diecimila unità entro dieci anni, almeno secondo le richieste dei gruppi più noti. In assenza di regole, dunque, le cose funzionano così: si sfrutta la legge berlusconiana per il finanziamento ai partiti che permette finanziamenti occulti alle formazioni politiche fino a 50.000 euro per ciascun donatore, con la possibilità per la lobby di turno di far versare 49.999 euro dal banchiere A, altri 49.999 da sua moglie, altri 49.999 da suo figlio, ecc. all’infinito. In questo modo, con una stima basata sui bilanci passati, si calcola che il denaro sommerso versato alla politica italiana ammonti a diverse decine di milioni di euro all’anno, provenienti dai settori edile, autostradale, metallurgico, sanitario privato, bancario, televisivo, immobiliare fra gli altri. Le ricadute sui cittadini sono poi leggi e regolamenti che vanno a modificare spesso in peggio la nostra economia di vita e di lavoro. Un solo dato che fa riflettere: mentre appare ovvio che le grosse cifre siano spese per i ‘suggerimenti’ ai due maggiori partiti italiani, colpisce che l’UDC si sia intascata in offerte esterne qualcosa come 2.200.000 euro nel 2008, di cui l’80% da un singolo lobbista (l’immobiliarista Caltagirone). Chi di voi pensa ancora che il Potere siano i politici a Roma, pensi alla libertà di Pierferdinando Casini nel legiferare in campo immobiliare, tanto per fare un esempio. Ma non solo: Antonio di Pietro incassa 50.000 euro dalla famiglia Lagostena Bassi, che controlla il mercato delle Tv locali ma che contemporaneamente serve Silvio Berlusconi e foraggia la Lega Nord. Un obolo a fondo perduto? Improbabile. Il Cavaliere poi, non ne parliamo neppure; è fatto noto che il criticatissimo ponte sullo stretto di Messina, con le ricadute che avrà su tutti gli italiani, non è certo figlio delle idee di Berlusconi, piuttosto di tal Marcellino Gavio, titolare del gruppo omonimo e primo in lizza per l’impresa, ma anche primo come finanziamenti al PDL con i 650.000 euro versati l’anno scorso.

I ‘suggeritori’ americani… che dire. Negli USA l’industria delle lobby economiche non è più neppure riconoscibile dal potere politico, veramente non si capisce dove finiscano le prime e dove inizi il secondo. Troppo da raccontare, una storia immensa, che posso però riassumere con alcuni sketch. Lobby del petrolio e amministrazione di George W. Bush, risultato: due guerre illegali e sanguinarie (Iraq e Afghanistan), montagne di morti (oltre 2 milioni), crimini di guerra, l’intera comunità internazionale in pericolo, il prezzo del petrolio alle stelle, di conseguenza il costo della nostra vita alle stelle, ma alle stelle anche i profitti dei petrolieri. Chi ha deciso? Risposta: i membri della sopraccitata lobby del petrolio, che sono Dick Cheney, James Baker III, l’ex della Enron Kenneth Lay, il presidente del Carlyle Group Frank Carlucci, Robert Zoellick, Thomas White, George Schultz, Jack Sheehan, Don Evans, Paul O’Neil; a servizio di Shell, Mobil, UnionCarbide, Huntsman, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco, Carlyle, Halliburton, Kellog Brown & Root, Bechtel, e Enron. George W. Bush è il politico più ‘oliato’ nella Storia americana, con, solo dalle casse dei giganti di petrolio e gas, un bottino di oltre 1 milione e settecentomila dollari.
Lobby finanziaria/assicurativa e Barak Obama: nel 2008 crollano le banche USA dopo aver truffato milioni di esseri umani e migliaia di altre banche internazionali, 7 milioni di famiglie americane perdono il lavoro, l’intera economia mondiale va a picco, Italia inclusa. Obama firma un’emorragia di denaro pubblico dopo l’altra per salvare il deretano dei banchieri truffatori e per rianimare l’economia (dai 5 mila miliardi di dollari agli 11 mila secondo le stime), senza che neppure uno di quei gaglioffi finisca in galera. Anzi: il suo governo ha chiamato a ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi che l’hanno creata. Invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner gli hanno offerto una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite. Funziona così: questi delinquenti hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se le cose gli andranno bene, se cioè ritorneranno a guadagnare, si intascheranno tutti i profitti; se invece andranno male, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano non-recourse loans). E’ il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. Non solo: il presidente propone nell’estate del 2009 una regolamentazione del settore finanziario che il Washington Post ha deriso definendola “Priva di un’analisi delle cause della crisi… e senza alcun vero controllo sugli hedge funds, gli equity funds, e gli investitori strutturati”, cioè nessun vero limite agli speculatori che causarono la catastrofe. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby finanziarie? Risposta: 38 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?

Poi ci sono i 45 milioni di americani senza assistenza sanitaria. Obama propone una falsa riforma della Sanità per tutelare gli esclusi, ma che, nonostante le sciocchezze scritte dai media italiani, non ha nulla di pubblico ed è un ulteriore regalo ai giganti delle assicurazioni private americane. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby assicurative e sanitarie? Risposta: oltre 20 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?
Washington è invasa ogni santo giorno da qualcosa come 16.000 o 40.000 lobbisti a seconda che siano registrati o meno, la cui percezione del potere che esercitano è cristallina al punto da spingere uno di loro, Robert L. Livingston, a sbottare entusiasta “Ci sono affari senza limiti per noi là fuori!”, mentre dalle finestre del suo ufficio spiava le sedi del Congresso USA.

Ma l’ultimo sketch del potere dei ‘suggeritori’, sempre in ambito americano, è quello delle lobby ebraiche. Qui il dibattito è aperto, fra coloro che sostengono che sono quelle lobby a gestire interamente la politica statunitense nel teatro mediorientale, e coloro che lo negano. Personalmente credo più alla prima ipotesi, ma la sostanza non cambia: di fatto ci troviamo ancora una volta di fronte alla dimostrazione che neppure il governo più potente del mondo può sottrarsi ai condizionamenti del Potere vero. Ecco un paio di illustri esempi: nella primavera del 2002, proprio mentre l’esercito israeliano reinvadeva i Territori Occupati con i consueti massacri indiscriminati di civili, un gruppo di eminenti sostenitori americani d’Israele teneva una conferenza a Washington, dove a rappresentare l’amministrazione di George W. Bush fu invitato l’allora vice ministro della difesa Paul Wolfowitz, noto neoconservatore di estrema destra e aperto sostenitore della nazione ebraica. Lo scomparso Edward Said, professore di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York e uno degli intellettuali americani più rispettati del ventesimo secolo, ha raccontato un particolare di quell’evento con le seguenti parole: “Wolfowitz fece quello che tutti gli altri avevano fatto – esaltò Israele e gli offrì il suo totale e incondizionato appoggio – ma inaspettatamente durante la sua relazione fece un fugace riferimento alla ‘sofferenza dei palestinesi’. A causa di quella frase fu fischiato così ferocemente e per così a lungo che non potè terminare il suo discorso, abbandonando il podio nella vergogna.” Stiamo parlando di uno dei politici più potenti del terzo millennio, di un uomo con un accesso diretto alla Casa Bianca e che molti accreditano come l’eminenza grigia dietro ogni atto dello stesso ex presidente degli Stati Uniti. Eppure gli bastò sgarrare di tre sole parole nel suo asservimento allo Stato d’Israele per essere umiliato in pubblico e senza timori da chi, evidentemente, conta più di lui nell’America di oggi. Le lobby ebraiche d’America hanno nomi noti: AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), ZOA (Zionist Organization of America), AFSI (Americans for a Safe Israel), CPMAJO (Conference of Presidents of Major American Jewish Organisatios), INEP (Institute for Near East Policy), JDL (Jewish Defense League), B’nai Brith, ADL (Anti Defamation League), AJC (American Jewish Committee), Haddasah. Nei corridoi del Congresso americano possono creare seri grattacapi a Senatori e Deputati indistintamente. Un fronte compatto che secondo lo stesso Edward Said “può distruggere una carriera politica staccando un assegno”

Nel 1992 George Bush senior ebbe l’ardire (e la sconsideratezza) a pochi mesi da una sua possibile rielezione alla Casa Bianca di minacciare Tel Aviv con il blocco di dieci miliardi di dollari in aiuti se non avesse messo un freno agli insediamenti ebraici nei Territori Occupati. Passo falso: gli elettori ebrei americani, che già per tradizione sono propensi al voto Democratico, svanirono davanti ai suoi occhi in seguito alle sollecitazioni delle lobby, e nel conto finale dei voti Bush si trovò con un misero 12% dell’elettorato ebraico contro il 35% che aveva incassato nel 1988. Al contrario, la campagna elettorale del suo rivale Bill Clinton fu invece innaffiata dai lauti finanziamenti proprio di quelle organizzazioni di sostenitori d’Israele, che l’allora presidente aveva in tal modo alienato.
E in ultimo l’Europa, cioè l’Unione Europea. Che alla fine significa Brussell, cioè la Commissione Europea, che è il vero centro decisionale del continente, e che dopo la ratifica del Trattato di Lisbona è divenuta il super governo non eletto di tutti noi, con poteri immensi. A Brussell brulicano dai 15.000 ai 20.000 lobbisti, che spendono un miliardo di euro all’anno per ‘suggerire’ le politiche e le leggi a chi le deve formulare. E come sempre, eccovi i nomi dei maggiori gruppi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) – European Services Leaders Group (ESLG) – International Chamber of Commerce (ICC) – Investment Network (IN) – European Roundtable of Industrialists (ERT) – Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS), European Banking Federation, International Capital Market Association e altri. Il loro strapotere può essere reso dicendovi che per esempio l’Investment Network si riuniva direttamente dentro il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, o che il TABD compilava liste di suoi desideri che consegnava alla Commissione da cui poi pretendeva un resoconto scritto sull’obbedienza a quegli ordini. Le aziende rappresentate sono migliaia, fra cui cito una serie di nomi noti: Fiat e Pirelli, Barilla, Canon e Kodak, Johnson & Johnson, Motorola, Ericsson e Nokia, Time Warner, Rank Xerox e Microsoft, Boeing (che fa anche armi), Dow Chemicals, Danone, Candy, Shell, Microsoft, Hewlett Packard, IBM, Carlsberg, Glaxo, Bayer, Hoffman La Roche, Pfizer, Merck, e poi banche, assicurazioni, investitori…
Mi fermo. Il rischio nel continuare è che si perda di vista il punto capitale, ovvero l’assedio che i lobbisti pongono alla politica. Esso, oltre a dimostrare ancora una volta che il potere reale sta nei primi e non nella seconda, è un vero e proprio attentato alla democrazia. Poiché ha ormai snaturato del tutto il principio costituzionale di ogni nazione civile, secondo cui i rappresentanti eletti devono fare gli interessi delle maggioranze dei cittadini e tutelare le minoranze, non essere gli stuoini delle elite e dei loro ‘suggeritori’.

Quarto organo: Think Tanks.

Letteralmente “serbatoi di pensiero” nella traduzione in italiano, le Think Tanks sono esattamente ciò, ovvero fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell’assunto che apre questa mia trattazione, e cioè che sono le idee a dominare sia la Storia che la politica, e di conseguenza la nostra vita, in particolare l’idea economica. Lewis Powell lo comprese assai bene nel 1971, quando diede il via alla riscossa delle elite e alla fine della democrazia partecipativa dei cittadini (si legga ‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info). Infatti egli scrisse: “C’è una guerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale”. La parola ‘ideologica’ è la chiave di lettura qui, volendo dire che se le destre economiche ambivano a riconquistare il mondo, se ambivano a sottomettere la politica, cioè a divenire il vero Potere, si dovevano armare di idee in grado di scalzare ogni altro sistema di vita. Ecco che dalle sue parole nacquero le prime Think Tanks, come la Heritage Foundation, il Manhattan Institute, il Cato Institute, o Accuracy in Academe. La loro strategia era semplice: raccogliere denaro da donatori facoltosi, raccattare nelle università i cervelli più brillanti, pomparli di sapere a senso unico, di attestati prestigiosi, e immetterli nel sistema di comando della società infiltrandolo tutto. Per darvi un’idea di che razza di impatto queste Think Tanks sono riuscite ad avere, cito alcuni fatti. Nel solo campo del Libero Mercato, cioè dell’idea economica del vero Potere, ve ne sono oggi 336, piazzate oltre che nei Paesi ricchi anche in nazioni strategiche come l’Argentina e il Brasile, l’Est Europa, l’Africa, l’India, la Cina, le ex repubbliche sovietiche dell’Asia, oltre che in Italia (Adam Smith Soc., CMSS, ICER, Ist. Bruno Leoni, Acton Ist.). Alcune hanno nomi sfacciati, come la Minimal Government, la The Boss, o la Philanthropy Roundtable; una delle più note e aggressive è l’Adam Smith Institute di Londra, che ostenta un’arroganza di potere tale da vantare come proprio motto questo: “Solo ieri le nostre idee erano considerate sulla soglia della follia. Oggi stanno sulle soglie dei Parlamenti”. Di nuovo, il fatto è sempre lo stesso: la politica è la marionetta, o, al meglio, è il braccio esecutivo del vero Potere. Infatti, l’osservatore attento avrà notato che assai spesso i nostri ministri economici, i nostri banchieri centrali, ma anche presidenti del consiglio (Draghi e Prodi su tutti) si trovano a cene o convegni presso queste fondazioni/Think Tanks, di cui in qualche raro caso i Tg locali danno notizia. In apparenza cerimonie paludate e noiose, in realtà ciò che vi accade è che ministri, banchieri e premier vi si recano per dar conto di ciò che hanno fatto per compiacere all’idea economica del vero Potere. Nel 1982, l’Adam Smith pubblicò il notorio Omega Project, uno studio che ebbe ripercussioni enormi sulla gestione delle nostre vite di lavoratori ordinari, e dove si leggeva che i suoi scopi erano di “fornire un percorso completo per ogni governo basato sui principi di Libero Mercato, minime tasse, minime regolamentazioni per il business e governi più marginali (sic)”. In altre parole tutto ciò che ha già divorato la vita pubblica in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e che sta oggi “sulla soglia del Parlamento” in Italia.

Quinto organo: l’Europa dei burocrati non eletti.

Non mi ripeto, poiché questo capitolo è già esaustivamente descritto qui http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139. Ma ribadisco il punto centrale: dopo la ratifica del “colpo di Stato in Europa” che prende il nome di Trattato di Lisbona, 500 milioni di europei saranno a breve governati da elite di burocrati non eletti secondo principi economici, politici e sociali interamente schierati dalla parte del vero Potere di cui si sta trattando qui, e che nessuno di noi ha potuto scegliere né discutere. Il governo italiano ha ratificato questo obbrobrio giuridico senza fiatare, obbedendo come sempre.

Sesto Organo: il Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali.

Era il 16 Settembre del 1992, un mercoledì. Quel giorno un singolo individuo decise di spezzare la schiena alla Gran Bretagna. Si badi bene, non al Burkina Faso, alla Gran Bretagna. E lo fece. George Soros, un investitore e speculatore internazionale, vendette di colpo qualcosa come 10 miliardi di sterline, causando il collasso del valore della moneta inglese che fu così espulsa dal Sistema Monetario Europeo. Soros si intascò oltre 1 miliardo di dollari, ma milioni di inglesi piansero lacrime amare e il governo di Londra ne fu umiliato.
Era l’agosto del 1998, e nel caldo torrido di New York un singolo individuo contemplò il crollo dei mercati mondiali per causa sua. John Meriwether, un investitore e speculatore internazionale, aveva giocato sporco per anni e irretito praticamente tutte le maggiori banche del mondo con 4,6 miliardi di dollari ad alto rischio. La sua compagnia, Long-Term Capital Management, era nota a Wall Street perché i suoi manager si fregiavano del titolo di ‘I padroni dell’universo’, cioè pochi individui ubriachi del proprio potere. Meriwether perse tutto, e i mercati del mondo, che alla fine sono i nostri posti di lavoro, tremarono. La Federal Reserve di New York dovette intervenire in emergenza col solito salvataggio a spese dei contribuenti.

Era l’anno scorso, e in un ufficio londinese dell’assicurazione americana AIG, un singolo individuo, di nuovo un investitore e speculatore internazionale di nome Joseph Cassano, dovette prender su la cornetta del telefono e dire alla Casa Bianca “… ho mandato al diavolo la vostra economia, sorry”. E lo aveva veramente fatto. Questa volta la truffa dei suoi investimenti era di 500 miliardi di dollari, le solite banche internazionali (italiane incluse) vi erano dentro fino al collo con cifre da migliaia di miliardi di dollari a rischio. Panico mondiale, fine del credito al mondo del lavoro di quasi tutto il pianeta e, sul piatto di noi cittadini, ecco servita la crisi economica più pericolosa dal 1929 a oggi. Ovvero le solite lacrime amare, veramente amare, per le famiglie di Toronto come per quelle di Perugia, per quelle di Cincinnati come per quelle di Lione, a Vercelli come a Madrid ecc. Per non parlare degli ultimi della Terra…

Tre storie terribilmente vere, che descrivono chiaro, anzi, chiarissimo, cosa si intende per il ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’,  e quale sia il loro sterminato potere nel mondo di oggi. Altro che Tremonti o Confindustria. Nel mondo odierno esiste una comunità di singoli individui privati capaci di movimentare quantità di ricchezze talmente colossali da scardinare in poche ore l’economia di un Paese ricco, o le economie di centinaia di milioni di lavoratori che per esse hanno faticato un’intera vita, cioè famiglie sul lastrico, aziende che chiudono. Le loro decisioni sono come sentenze planetarie. Inappellabili. Si pensi, se è possibile pensare un’enormità simile, che costoro stanno facendo oscillare sul Pianeta qualcosa come 525 mila miliardi di dollari in soli prodotti finanziari ‘derivati’, cioè denaro ad altissimo rischio di bancarotta improvvisa. 525 mila miliardi… Vi offro un termine di paragone per capire: il Prodotto Interno Lordo degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. Rende l’idea? L’Italia dipende come qualsiasi altra nazione dagli investitori esteri, per cifre che si aggirano sui 40 miliardi di euro all’anno, cioè più di due finanziarie dello Stato messe assieme. Immaginate se una cifra simile dovesse sparire dalla nostra economia oggi. Nel 2008 è quasi successo, infatti ne sono scomparsi di colpo più della metà (57%) col risultato in termini di perdita di posti di lavoro, precarizzazione, e relativo effetto domino sull’economia di cui ci parla la cronaca. Ripeto: qualcuno che non sta a palazzo Chigi, decide che all’Italia va sottratto il valore di oltre un’intera finanziaria. Così, da un anno all’altro, una cifra pari a tutto quello che lo Stato riesce a spendere per i cittadini gli viene sottratta dal ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, a capriccio. Questa tirannia del vero Potere prende il nome tecnico di Capital Flight (letteralmente capitali che prendono il volo), ed è interessante constatare il candore con cui il ‘Tribunale’ descrive la pratica: basta leggere Investors.com là dove dice che “Capital Flight è lo spostamento di denaro in cerca di maggiori profitti… cioè flussi enormi di capitali in uscita da un Paese… spesso così enormi da incidere su tutto il sistema finanziario di una nazione”. Peccato che di mezzo ci siano i soliti ingombranti esseri umani a milioni. Oltre al caso italiano, si pensi alla Francia, altro Stato ricco e potente, ma non a sufficienza per sfuggire alle sentenze del ‘Tribunale’, che ha punito l’Eliseo con una fuga di capitali pari a 125 miliardi di dollari per aver legiferato una singola tassa sgradita al business.

Conclusione.

Gli organi esecutivi del vero Potere non si limitano a questi sei, vi si potrebbe aggiungere il World Economic Forum, il Codex Alimentarius, l’FMI, il sistema delle Banche Centrali, le multinazionali del farmaco. Ma quelli menzionati sono gli essenziali da conoscere, i primari. Un’ultima brevissima nota va dedicata alle mafie regionali, che sono spesso erroneamente annoverate fra i poteri forti (e non posso purtroppo entrare qui nel perché siano un così caratteristico fenomeno italiano). La lotta ad esse è sacrosanta, ma il potere che gli verrebbe sottratto da una eventuale vittoria della società civile è prima nulla a confronto di quanto illustrato sopra, e in secondo luogo è comunque un potere concessogli da altri. Traffico di droga, prostituzione, traffico d’armi, e riciclaggio di rifiuti tossici sono servizi che le mafie praticano per conto di committenti sempre riconducibili al vero Potere, o perché da esso condizionati oppure perché suoi ingranaggi importanti. Serva qui quanto mostrato nel 1994 dal programma d’inchiesta ‘Panorama’ della BBC, dove un insider della criminalità organizzata britannica si rese disponibile a condurre il reporter nel cuore della “mafia più potente del mondo”, a Londra. L’auto su cui viaggiavano con telecamera nascosta si fermò a destinazione… nel centro della City finanziaria della capitale. Indicando dal finestrino i grattacieli dei giganti del business internazionale, il pentito disse: “Eccoli, stanno tutti lì”. (si pensi che il giro d’affari mondiale delle Cosche è stimato sugli 80 miliardi di dollari, che sono un terzo del giro d’affari di una singola multinazionale del farmaco come la Pfizer) Se queste mie righe sono state efficaci, a questo punto i lettori dovrebbero volgere lo sguardo a quegli ometti in doppiopetto blu che ballonzolano le sera nei nostri Tg con il prefisso On., o il suffisso PDL, PD, UDC, e dovrebbero averne, non dico pietà, ma almeno vederli per quello che sono: le marionette di un altro Potere. Ma soprattutto, i lettori dovrebbero finalmente poter connettere i punti del puzzle, e aver capito da dove vengono in realtà i problemi capitali della nostra vita di cittadini, o addirittura i drammi quotidiani che tante famiglie di lavoratori patiscono, cioè chi li decise, chi li decide oggi e come si chiamano costoro. Da qui una semplice considerazione: se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale, e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona, allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Risulta ovvio da ciò che gli attuali metodi di lotta dei Movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia, che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere. Di conseguenza lancio un appello ancora una volta:

VA COMPRESO CHE PER ARGINARE UN TITANO DI QUELLA POSTA L’UNICA SPERANZA E’ OPPORGLI UN’ORGANIZZAZIONE DI ATTIVISTI E DI COMUNICATORI ECCEZIONALMENTE COMPATTA, FINANZIATA, FERRATA, DISCIPLINATA, SU TUTTO IL TERRITORIO, AL LAVORO SEMPRE, IMPLACABILE, NEI LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, PER ANNI. (http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=153)

Altra speranza non c’è, sempre che ancora esista una speranza.

Paolo Barnard
Fonte: http://www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=154
6.11.2009

Le fonti principali di questo articolo:

Trilateralism, Holly Skalar, South End Press, 1980.
Who pulls the strings? John Ronson, The Guardian, 10 marzo 2001
Inside the secretive Bilderberg Group, BBC News, 29 settembre 2005,
Shadowy Bilderberg group meet in Greece — and here’s their address, Timesonline, 14 maggio 2009
The Council on Foreign Relations and the Center for Preventive Action, Michael Baker, 6 marzo 2008, Znet
WTO, materiale tratto da: l’inchiesta I Globalizzatori, Report RAI 3, 09/06/2000, di Paolo Barnard, http://www.report.rai.it – Public Citizen: Trade Watch, USA – The Transnational Institute, Amsterdam, Olanda – The World Trade Organization: The Marrakech Treaty – Corporate Europe Observatory, Amsterdam, Olanda – The Economic Policy Institute, Washington DC, USA – Friends of the Earth, Bruxelles, Belgio – Corporate Watch, USA – Oxfam UK – Global Policy Forum Europe, Bonn, Germania – Institute for Policy Studies USA– et al., e da studi di autori fra cui: Joseph Stiglitz, Jeff Faux, Noam Chomsky, Greg Palast, Susan George, Richard W. Behan, Alexandra Wandel, Peter Rosset, Dean Baker, Barry Coates et al.
Master in Public Affairs, Lobbying e Relazioni Istituzionali, presso l’università LUMSA di Roma, testi del prof. Franco Spicciariello.
Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, Il Tesoro della Casta,  L’Espresso 16/03/09
Roberto Mania, Il Potere Opaco che Governa l’Italia, La Repubblica 02/03/09
Paolo Barnard, ‘Primarie, Partito Democratico, legge sul conflitto d’interessi’, Golem del Sole 24 Ore, 2007
Big Oil Protects its Interests, The Center for Public Integrity, July 15, 2004
JOHN M. BRODER, Oil and Gas Aid Bush Bid For President, New Yor Times, June 23, 2000
Jeffrey H. Birnbaum, The Road to Riches Is Called K Street, Washington Post, June 22, 2005
Federal Election Commission data released electronically on Monday, October 27, 2008.
http://www.zmag.org/znet/viewArticle/19603 ROBERT KUTTNER & MICHAEL HUDSON, Democracy Now 13 Feb 2009
Paolo Barnard, ‘Perché ci Odiano’, Rizzoli BUR, 2006.
Paolo Barnard, ‘Per Un Mondo Migliore’, http://www.paolobarnard.info , 2004
Corporate Europe Observatory, Financial Lobbies – A Guided Tour of the Brussels EU Quarter, 23 September 2009
Paolo Barnard, ‘Ecco come morimmo’, http://www.paolobarnard.info , 2009
Free Market Think Tank Links, Atlas Economic Research Foundation ~ 1201 L St. NW Washington, DC
Financial services industry lobby groups listed on EC lobbying register, 9 March 2009, Corporate Europe Observatory
The Adam Smith Institute, The Omega Project, by Norman Chapman et al. from research conducted for the Adam Smith Institute.
I Globalizzatori, di Paolo Barnard, Report RAI 3, 09/06/2000 Paolo Barnard, ‘Lo spaventapasseri e la vera catastrofe’, http://www.paolobarnard.info , 2009
Crollano gli investimenti esteri, In Italia -57 per cento – Sole 24 Ore, 17 settembre 2009
World Investment Prospects Survey, UNCTAD, 2009-2011
The Washington Post, New Money Flee France and its Wealth Tax, July 16, 2006