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Blog di Beppe Grillo – Le banche non pagano mai

Blog di Beppe Grillo – Le banche non pagano mai.

I dimostranti nella City di Londra hanno sfondato le vetrine della Royal Bank of Scotland. I funzionari dall’interno gli hanno lanciato delle banconote con l’illusione di calmarli. Invece li hanno fatti infuriare. Un gesto simbolo della crisi. Le banche hanno i soldi, fabbricano i soldi, possono regalare i soldi. Se falliscono le banche, si sente affermare di continuo, fallisce il sistema. In altre parole, le banche sono il sistema. Sono immuni alle truffe. I loro dirigenti, in particolare in Italia, se rubano, sono premiati. Sono i garanti dei finanziamenti alle lobby, ai partiti, alla Confindustria.
I furti bancari sono sempre a norma di legge. In Italia non esiste la class action. Quante banche sarebbero rimaste in piedi se avessero dovuto rimborsare tutti i truffati da Parmalat e Tango Bond? Le banche sapevano che i titoli non valevano più nulla e per liberarsene li hanno venduti ai loro clienti, ai correntisti, nei fondi fino al giorno prima. Il default argentino e il crack Parmalat erano noti ai vertici bancari.
Le banche sono enti a irresponsabilità illimitata. Mediobanca, quotata in Borsa, è lo snodo della finanza italiana. Il presidente Cesare Geronzi è indagato per il crack Parmalat per usura aggravata e concorso in bancarotta fraudolenta. Per il crack Cirio è indagato di frode per l’emissione e collocamento dei bond Cirio tramite Capitalia. Per il crack Italcase è stato condannato in primo grado per bancarotta a un anno e 8 mesi più l’interdizione di esercitare uffici direttivi presso qualunque impresa per due anni. Il vice presidente di Mediobanca, è il tronchetto dell’infelicità. Una coppia, una garanzia per i risparmiatori.
Le banche non pagano mai e incassano sempre. L’Italia è una nazione costituita sul potere delle banche. Pubblicherò un elenco dei Manager Wanted delle banche per tutelare gli italiani. Dovrebbe essere sulla home page del ministero dell’Economia e dell’ABI. Ognuno potrebbe scegliere la banca in base alle caratteristiche dei suoi vertici. Truffa, estorsione, bancarotta, emissione di titoli senza valore. E’ bello sapere prima come perderai i risparmi.
Al Parlamento Europeo era con me l’avvocato Roberto Vassalle, il terrore delle banche italiane a cui ha intentato centinaia di cause vincenti. Fatevi qualche domanda: perchè chi dirige le banche è milionario, anche se i suoi clienti perdono soldi? Chi sono i veri clienti dei vertici bancari?
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Blog di Beppe Grillo – I dissociati

Blog di Beppe Grillo – I dissociati. Con le due parti del video di Grillo a La7.

I dissociati

Ilaria D’Amico, Fabio Fazio e Pippo Baudo hanno una caratteristica in comune: la dissociazione. E’ una qualità necessaria per non perdere il posto di lavoro in televisione. Si dissociano ogni volta che i loro ospiti dicono la verità. Ho accettato di intervenire a Exit dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio. La dissociata D’Amico ha preso la pippite da Baudo che si scusò con Craxi. Ha imitato lo stuoino Fazio che si umiliò in diretta con Schifani dopo l’intervista a Travaglio.
Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l’Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio“, ha detto.
Spero che questa posizione alla Monica Lewinski consenta alla D’Amico di non essere licenziata. Non me lo perdonerei mai. Ilaria si scusa con tutti e con “le persone citate” che non ha neppure il coraggio di citare. Tutti i media hanno parlato della fuga di Grillo (da chi? Da Tabacci o da Urso, le salme di seconda fila della politica?). Nessuno ha riportato i nomi delle “persone citate“. Gli innominabili. La Repubblica di ieri, in un trafiletto, ha scritto di un violentissimo attacco di Grillo. Senza specificare contro chi, perché, con riferimento a quali fatti. Nel programma ho nominato i campioni dell’economia italiana. I Manager Wanted. Colaninno, Geronzi, Ligresti, Scaroni. Tutta gente con precedenti giudiziari e al vertice del sistema industriale e bancario. Ho nominato il tronchetto dell’infelicità come esempio dello scandalo delle stock option e delle buonuscite date a chi ha distrutto la società. A chi ha contribuito al licenziamento di migliaia di persone. Li avete letti o sentiti i nomi dei Manager Wanted sui giornali e sulle televisioni? Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto.
Prima di Exit sono stato al Parlamento Europeo a denunciare lo stato della Borsa italiana, le truffe ai danni dei piccoli azionisti, con dati, esempi, nomi e anche cognomi. La sala era piena. Ho risposto a tutte le domande del presenti. Qualcuno dei media nazionali ne ha accennato?
L’Italia è un Paese dissociato dalla verità perché informato da giornalisti dissociati.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Ancora salva furbetti

Da http://www.antoniodipietro.com/2008/10/ancora_salva_furbetti.html


Mediobanca è il cuore finanziario italiano. C’era Cuccia una volta, quello che non parlava mai e faceva tutto. Oggi non solo fanno tutto, ma parlano pure.
Oggi si sa che anche la figlia del Premier, Marina Berlusconi, entra in Mediobanca, ma soprattutto ciò è possibile perché in Mediobanca c’è Mediaset. Ma non solo, ci sono tanti personaggi: c’è Ligresti, Tarak Ben Ammar, c’è Tronchetti Provera, c’è soprattutto Geronzi, che ne è presidente, sotto processo per vicende come Parmalat.

Insomma, la mattina non si sa più se il nostro presidente del Consiglio quando decide qualcosa lo decide per questo gruppetto di imprenditori, finanzieri, e anche qualche speculatore, che sta dentro Mediobanca, o lo fa per gli italiani? Certo è che quando si è messo a dire quali azioni comprare ha detto proprio quelle che stanno presenti in Mediobanca. E’ certo, quindi, che se ha fatto dei favori indicando cosa comprare, in termini di mercato azionario, ha fatto un favore ai suoi amici.

Un po di queste azione sono le stesse che ci troviamo anche in Alitalia. O meglio, visto che è fallita, in quella compagnia aerea “strana strana” nata all’ultimo momento e che si è presa la polpa di Alitalia.

In tutto questo conflitto d’interesse, che fino a quando non si risolve il nostro Paese rimarrà sempre a scartamento ridotto sul piano economico finanziario internazionale, voi mi direte “ma perché ce lo dici ancora oggi?”. C’è una novità, fresca di giornata: è stato depositato, sempre dal governo Berlusconi, un disegno di legge che è già stato messo in calendario – manco fanno in tempo a depositarlo che già lo mettono in discussione, mentre quello sulla non candidabilità dei condannati se lo scordano sempre – che prevede la riforma dei reati fallimentari.

Non è una riforma, ma una delega in bianco che si da al governo: il Parlamento deve approvare una legge che dice “caro governo, io non riesco a farla. Fai tu la legge sui reati fallimentari”. La norma si chiama “norma in bianco”, però in questa inserisce una clausola: “mi raccomando governo, quando fai il reato di bancarotta prevedi una pena che va nel massimo dagli 8 ai 10 anni”. Uno si chiede perché è stata messa. Molto semplice, perché attualmente è fino a 10 anni, se lo mette da 8 a 10 si da la possibilità al governo, cioè a Berlusconi, di decidere pure di metterla a 9 anni.

Sapete qual’è la differenza fra avere una pena a 9 anni e una a 10 anni? Se hai una pena a 10 anni, come massimo edittale, la prescrizione scade dopo 15 anni. Se hai una pena anche di un giorno meno a 10 anni, come per esempio 9 anni, allora la prescrizione scade dopo 10 anni, e non 15.

In definitiva cosa hanno fatto? Hanno previsto un nuovo reato di bancarotta con una pena ridotta in modo che la prescrizione sia minore. E allora?

E’ vero o non è vero che Geronzi di Mediobanca è sotto processo per la vicenda Parmalat? Si.
E’ vero o non è vero che scade nel 2011? Si.
E’ vero o non è vero che siamo ancora alle fasi preliminari del dibattimento di primo grado? Si.
E’ vero o non è vero che con questa giustizia che non può funzionare in tempo al 2011, che è dietro le porte, arriva in prescrizione? Si.

Berlusconi non avrà preso questa decisione sulla bancarotta per salvare il suo amico Geronzi? Ai posteri la sentenza, ma voi non aspettate i posteri: agite adesso.