Archivi tag: gino strada

Antimafia Duemila – Emergenza Emergency

Fonte: Antimafia Duemila – Emergenza Emergency.

di Pino Cabras – 12 aprile 2010
L’arresto del personale di Emergency in Afghanistan – ottenuto con il passepartout della guerra al terrorismo – elimina ancora un altro ostacolo al grande bagno di sangue nel vicino e medio oriente.

I servizi segreti di varie latitudini aumentano la pressione sulle voci che discordano dallo schema voluto da Bush e continuato da Obama.

In questo schema il peso dell’intelligence nella macchina investigativa è enorme, e sempre pronto a servire e integrarsi nella macchina bellica degli occupanti.

L’attività investigativa è profondamente manipolata. È notizia di questi giorni che centinaia di prigionieri di Guantanamo erano innocenti, che l’intelligence lo sapeva, i vertici dell’amministrazione USA lo sapevano, eppure non facevano niente di niente per portarli via dal gulag caraibico: le piste false non dovevano essere smontate, pena il crollo di tutta l’impalcatura ideologica della guerra, che aveva bisogno di rappresentare i corpi di interi eserciti di terroristi.

Oppositori, insorgenti, e perfino persone ignare, ricevevano l’indelebile marchio del “terrorista”, il ceffo demoniaco da combattere in condizioni eccezionali: con nuove leggi, con un nuovo apparato giuridico che rigettava unilateralmente persino il diritto di guerra tradizionale.

Fondamentale in tutto ciò è stata un’opera di intossicazione dei media. Apparati dotati di enormi mezzi hanno inserito nel circuito dell’informazione una grande mole di notizie false.

Oggi le vittime dirette sono gli operatori dell’organizzazione fondata da Gino Strada. Anni di impegno concreto di Emergency per salvare vite umane e testimoniare il fallimento della guerra rischiano di essere devastati da questa ampia operazione in cui ogni notizia di fonte ufficiale è pateticamente sospetta. La regia dell’operazione ha provato persino a negare il coinvolgimento delle forze della NATO, ma i video l’hanno smentita in poche ore. La presenza diretta delle forze occupanti consente ogni inquinamento, ogni falsa traccia, ogni ritrovamento fasullo d’armi in stile G8 di Genova.

E ora, i media ripetono pappagallescamente l’imbeccata del giornale di Murdoch «Sunday Times» sugli italiani che «hanno confessato». Notizia ricavata da «fonti ufficiali afghane», ossia dai funzionari di uno Stato fallito al servizio degli invasori. Lo stesso tipo di funzionari che aveva tenuto in prigione per mesi Ramatullah Anefi, il mediatore della liberazione di Daniele Mastrogiacomo, con la falsa accusa di essere il mandante del sequestro e di averlo incontrato diverse volte durante la sua prigionia.

Non fatevi distrarre da Frattini, Gasparri, e qualche giornalista leccapiedi. Possiamo esporci nella previsione più sensata che si possa fare: la notizia della “confessione” potrà ridursi al massimo al fatto che gli operatori avranno ammesso di conoscere esponenti dei combattenti taliban, cioè una cosa normalissima per chi voglia attivare un’azione di soccorso medico sul territorio in modo non schierato, quel che Emergency pratica fin dall’inizio.

È scandaloso vedere però che l’imprinting mediatico sulle prime pagine è quello dell’«hanno confessato». Facce di italiani puliti e coraggiosi vengono così lordate vergognosamente da ipotesi complottistiche inverosimili, timbrate da cancellerie paranoiche. Il ministro Frattini fa la sua parte per intimidire Strada con un «qui non si parla di politica» da ufficetto anni trenta.

Bisogna invece con forza parlare di politica e denunciare ORA le stragi e i massacri, a questo punto chiaramente pianificati, che ci saranno DOMANI.

Perché, o uno crede a Frattini, che ha steso tappeti rossi davanti ai bugiardi che hanno massacrato Iraq e Afghanistan, oppure crede a Gino Strada, che ha denunciato le bugie di guerra nelle strutture che ora Frattini manda allo sbaraglio, mentre cuciva come poteva il 40% delle vittime di quelle bugie: i bambini.

Il 5 per mille a Emergency è una prima risposta forte che tutti possiamo dare proprio in queste settimane.

Tratto da: megachip.info

Antimafia Duemila – Gino Strada: ”Noi facciamo ospedali e nessuno ci spara”

Antimafia Duemila – Gino Strada: ”Noi facciamo ospedali e nessuno ci spara”.

“Il mio lavoro non cambia perché ho passato sette anni della mia vita in Afghanistan e non mi ricordo un giorno in cui sono morte meno di 10 persone”.
Lo ha detto il fondatore di Emergency, Gino Strada, ai giornalisti che gli chiedevano se, dopo l’attentato del 17 settembre scorso, costato la vita a sei paracadutisti italiani, possa cambiare anche il suo lavoro e quello dei volontari dell’organizzazione. “Noi facciamo ospedali – ha aggiunto – e nessuno ci spara addosso: se i militari fossero rimasti a casa, certamente…”. Parlando a margine dell’8/a Conferenza regionale toscana sulla cooperazione internazionale in corso a Siena, alla vigilia del suo ritorno in Afghanistan (“dove tornerò a fare il mio lavoro che è quello di stare 12 ore al giorno in sala operatoria”), Strada ha ribadito la differenza tra il lavoro di Emergency e le operazioni di peacekeeping che “sono due cose opposte e non devono avere neppure un punto di contatto”. “Fare la guerra – ha precisato – deve chiamarsi fare la guerra. Sono anche stufo di tutte queste bugie. Almeno un Paese abbia il coraggio di dire ‘partecipiamo ad un’occupazione militaré e si prenda la responsabilità, e non spacciamo l’attività dei militari per peacekeeping o umanitaria. Perché se dovessimo prendere per buone queste bugie, quanto meno verrebbe da dire che sono una massa di cretini visto che, per distribuire due caramelle, spendono 20 milioni di euro”.