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Il Csm non concede la proroga. E il Gip Tona lascia Caltanissetta

Ogni volta che apprendo notizie del genere dal CSM mi viene da pensare che in questa sigla la M stia li per mafia…

Fonte: Il Csm non concede la proroga. E il Gip Tona lascia Caltanissetta.

Il Gip di Caltanissetta Giovanbattista Tona lascerà definitivamente il suo incarico. Lo ha deciso oggi il Csm, che ha risposto con un secco “no” alla richiesta del giudice di rimanere applicato al suo ufficio dove era chiamato a decidere, proprio in questi giorni, su importanti atti relativi all’inchiesta appena riaperta sul fallito attentato all’Addaura. Per la quale in questi anni aveva ormai acquisito una notevole competenza.
Il gip, particolarmente apprezzato per il suo rigore e la sua precisione, doti riconosciute in diversi procedimenti sia dalle accuse che dalle difese, ha terminato il periodo di 10 anni in cui, secondo la legge Mastella, un magistrato può ricoprire lo stesso incarico. Motivo per cui aveva chiesto l’applicazione ad alcune indagini di notevole complessità, da lui seguite da lungo tempo.
Dopo il no Tona passerà alla magistatura civile e per chi erediterà il suo incarico occorreranno mesi per studiare le carte, cosa che potrebbe determinare una nuova stagnazione di importanti inchieste appena riaperte.

Redazione ANTIMAFIADuemila,
20 maggio 2010

“Il fresco profumo di libertà” – Caltanissetta, 4 febbraio 2010

“Il fresco profumo di libertà” – Caltanissetta, 4 febbraio 2010.

Proponiamo agli utenti del sito alcuni interventi andati in onda durante la puntata “Legittimi impedimenti” della trasmissione televisiva ANNOZERO condotta da Michele Santoro giovedì 4 febbraio 2010 su Rai2. Una parte della trasmissione è stata dedicata alle manifestazioni popolari nate a Caltanissetta per esprimere sostegno ed affetto ai magistrati più esposti in prima linea nella lotta a Cosa Nostra.

L’intervento di Simone (studente) e Alessandro Averna (nipote di Rocco Chinnici).
L’intervista al Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta Giovanbattista Tona.
L’intervento di Giancarlo Cancelleri (uno dei fondatori del Comitato cittadini “Scorta Civica” di Caltanissetta) e di Onelio Dodero (Sostituto Procuratore di Caltanissetta)

LINK:
1) Il
gruppo facebook “Io sto con il giudice Tona – Comitato cittadini Scorta Civica”
2) La
pagina facebook dedicata al sit-in in difesa dei nostri giudici – Palermo, 13 febbario 2010

Blog di Beppe Grillo – La morte breve del processo.Intervista a Antonio Ingroia

Fonte: Blog di Beppe Grillo – La morte breve del processo.Intervista a Antonio Ingroia.

Cinque magistrati sono stati minacciati di morte: Antonio Ingroia, Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo e Giovanbattista Tona. Non tutti sanno chi sono questi magistrati o conoscono le inchieste di cui si occupano. Il blog con l’iniziativa: “Adottiamo un magistrato” vuole dar loro visibilità. Antonio Ingroia introduce una nuova definizione del “processo breve“, quella della “morte breve del processo“. In sostanza, non si punta a diminuire i tempi processuali, ma a eliminare la possibilità di una sentenza. A Roma si lavora da vent’anni alla riforma della giustizia, dai tempi di Mani Pulite in cui i partiti si accorsero di essere soggetti alla legge. Un lavoro intenso, faticoso, bipartisan, che ogni anno rende sempre più difficile processare e condannare i politici. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Intervista a Antonio Ingroia, magistrato:


La morte breve del processo

Blog: riforma della giustizia, si tratta del processo breve, che sembra essere un accorciamento dei tempi di prescrizione.
Ingroia: sì, infatti credo che l’unica cosa felice dal punto di vista dell’idea del legislatore sia stata soltanto quella dell’etichetta, ossia viene messa un’etichetta accattivante a questa legge, “processo breve“, partendo dal presupposto ovvio che tutti i cittadini vogliono il processo breve, ma lo vogliono, naturalmente, anche i magistrati un processo breve. Non è certo dalla magistratura che verrà una posizione contro una vera legge del processo breve.


Una vera riforma della Giustizia

Blog: la soluzione è il trasferimento d’ufficio dei magistrati, che è la proposta del Ministro Alfano per ridurre le vacanze di organico?
Ingroia: non è questa certo la soluzione: la soluzione è quella che sembra che il governo stia finalmente intraprendendo, grazie alla spinta della magistratura associata, alle minacce di sciopero e così via, ossia quella di ripristinare la possibilità per i magistrati di prima nomina, i cosiddetti uditori giudiziari, di venire anche nelle sedi difficili, mentre credo che siano del tutto incomprensibili le ragioni di questo ostracismo nei confronti dei giovani magistrati, ritenuti degli irresponsabili a cui non si potrebbe affidare un compito di Pubblico Ministero.


Il processo breve e la legge sulle intercettazioni

Blog: lei è autore del libro: “ C’era una volta l’intercettazione”, in cui ha fatto l’analisi di un altro progetto in cantiere. Lei dice: “c’è il rischio di perdere un importante strumento d’indagine, che già sembrava una cosa molto grave: adesso la legge sul processo breve rischia proprio di ridurre la portata dell’efficacia di quella che è la destinazione dell’indagine, ossia il processo”. Sono due cose connesse?
Ingroia: diciamo che anche la legge sulle intercettazioni avrà come effetto quello di inserire un ulteriore strumento di ingiustizia, perché? Perché le intercettazioni, come le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato, sono state uno straordinario strumento d’indagine, soprattutto in un certo tipo di procedimenti: i procedimenti dove si è svelata la criminalità del potere, la criminalità dei potenti, molti dei quali sono incappati nelle intercettazioni telefoniche e nelle intercettazioni ambientali, che hanno svelato le malefatte.


L’impunità dei colletti bianchi

Blog: alcuni suoi colleghi dicono che nei tribunali si macina l’acqua, oppure che sono posti dove entrano tonnellate di carta e escono tonnellate di carta: è possibile che vada bene alla classe politica una giustizia che funziona così?
Ingroia: non mi piace fare considerazioni squisitamente politiche, registro soltanto il dato di fatto che le grida d’allarme su una giustizia che non funziona si levano soprattutto dalla magistratura da anni e le risposte sono delle risposte del tutto inadeguate e spesso offensive, accusando i magistrati di essere fannulloni, corporativi, disorganizzati, quando chi conosce – e ce ne sono tanti anche in Parlamento – come funziona la macchina della giustizia sa quali sarebbero le riforme giuste per far riprendere velocità a un motore che sembra inceppato.

Blog di Beppe Grillo – Adottiamo i magistrati antimafia

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Adottiamo i magistrati antimafia.

I magistrati Antonio Ingroia, Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo e Giovanbattista Tona sono dei bersagli viventi. Sono a rischio attentato. Il procuratore antimafia Nino Di Matteo che sta indagando sulle rivelazioni di Massimo Ciancimino è più fortunato, è solo sotto scorta da 16 anni, come molti suoi colleghi. In Francia o in Gran Bretagna sotto scorta, o fuggiti all’estero ci sarebbero i mafiosi, non i giudici. Nel Sud le procure della Repubblica sono avamposti, fortini circondati dall’Antistato. Cuffaro è stato condannato a 7 anni in appello anni, due anni in più per l’aggravante mafiosa. Dell’Utri è in attesa della sentenza di secondo grado dopo le elezioni, in primo grado è stato condannato a 9 anni. La cosa sensazionale è che si tratta di due senatori della Repubblica intervistati con reverenza in trasmissioni come “Porta a Porta” e nei servizi dei telegiornali da giornalisti al loro servizio, ma pagati da noi.
Molti pentiti, più di trenta, parlano delle relazioni tra mafia e Stato come atto fondativo della seconda Repubblica. I processi per le stragi di Capaci, via D’Amelio e in tutta Italia del biennio 92/93 si stanno riaprendo e coinvolgono i politici di allora in modo bipartisan. In carcere a scontare ergastoli su ergastoli ci sono solo mafiosi, dai Graviano a Riina a Provenzano, ma nessun politico. Chi li ha fregati? Chi non ha mantenuto le promesse?
Un nuovo ciclo si sta per aprire. Dopo 16 anni di stragi, alcune commissionate da mandanti del cosiddetto “continente“, secondo i pentiti, e delle quali la mafia sarebbe stata solo il braccio armato, c’è stata la Pax mafiosa, durata anch’essa circa 16 anni. I prossimi processi potrebbero mandare in galera politici eccellenti, distruggere carriere costruite sul sangue. Quelli in corso in Sicilia sulle stragi non sono processi alla mafia, ma processi allo Stato. Per questo si potrebbe aprire un nuovo ciclo di omicidi. Passare dal processo breve al magistrato morto è un attimo. I partiti che hanno occupato lo Stato non si possono condannare. I democristiani non si volevano far processare nelle piazze.I politici attuali (Berlusconi è solo il loro rappresentante) neppure nei tribunali.
La Rete deve adottare i giudici Antonio Ingroia, Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo e Giovanbattista Tona. Dar loro e alle loro inchieste la massima visibilità e sostegno. L’informazione è il loro giubbetto anti proiettile. Prima li diffamano (e lo stanno facendo da anni), poi li isolano (operazione in corso), poi li uccidono. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Mafia: Caltanissetta “scorta” i PM minacciati, “Siamo commossi”

Mafia: Caltanissetta “scorta” i PM minacciati, “Siamo commossi”.

(AGI) – Caltanissetta, 23 gen. – “Siamo commossi per questa grande partecipazione. Il fatto che la magistratura nissena riceva questo ampio consenso da parte della collettivita’ costituisce un episodio unico nel suo genere. Noi abbiamo la fortuna di non essere commemorati ex post e questo ci riempie di gioia sotto ogni punto di vista. Non riesco a trovare neanche le parole adatte per esprimere quello che proviamo in questo momento”. Lo ha detto il procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari, in occasione della manifestazione antimafia organizzata in citta’ da un comitato spontaneo denominato “Scorta Civica”, da Confindustria e dal Provveditorato agli studi, a pochi giorni di distanza dagli sventati attentati che stava organizzando Cosa nostra in Sicilia nei confronti di magistrati e politici. Visibilmente emozionati, il procuratore Lari e il giudice Giovanbattista Tona, anch’egli nel mirino delle agguerrite cosche della provincia, sono scesi dal Palazzo di Giustizia di Caltanissetta per ringraziare personalmente quanti si sono accalcati nel piazzale antistante il Tribunale, piazzale intitolato ai giudici Falcone e Borsellino. Ai due magistrati nisseni e’ stata anche consegnata simbolicamente l’agenda rossa di Paolo Borsellino, quasi a voler lanciare un messaggio alla procura nissena affinche’ prosegua nel suo lavoro e continui ad indagare sulle stragi del ‘92.


“E’ una sensazione molto strana – ha sottolineato il giudice Tona – perche’ per un verso sono emozionato e stupito da questa grande manifestazione. Per l’altro verso, ripensando ai 14 anni di lavoro che ho fatto in questo territorio e in questa citta’, mi rendo conto che quello che oggi succede e’ l’espressione di una citta’ che ha tante risorse. Devo affermare che sono una persona molto fortunata ad aver potuto lavorare per tutti questi anni qui, a Caltanissetta, e certamente continuero’ a farlo”. La manifestazione e’ stata organizzata con un tam tam su facebook. Uno degli organizzatori, Giancarlo Cancelleri, ha detto: “Siamo qui per dare solidarieta’ ai magistrati nisseni. Vogliamo essere la loro scorta civica. I magistrati non dobbiamo lasciarli da soli. Siamo stanchi di commemorare quelli morti. Noi siamo e resteremo al loro fianco. Sempre”. (AGI) Cli/Pa/Mrg

Fonte: AGI, 23 gennaio 2010

MAFIA: A CALTANISSETTA MANIFESTAZIONE SOLIDARIETA’ A LARI, TONA E GOZZO

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Manifestazione di solidarieta’ della societa’ civile nissena nei confronti dei giudici antimafia Sergio Lari, Giovanbattista Tona e Domenico Gozzo, nei cui confronti Cosa Nostra progettava degli attentati. Questa mattina oltre un migliaio di studenti, numerosi rappresentanti della societa’ civile, delle associazioni di volontariato, del mondo imprenditoriale e sindacale sono scesi in piazza. Accolti dagli applausi dei manifestanti il procuratore della Repubblica, Sergio Lari e il Gip, Giovanbattista Tona. “I giudici antimafia di Caltanissetta – hanno scandito gli studenti – sono i nostri eroi vivi”. Lari, affiancato dalla moglie, ha voluto dedicare questa giornata “ai colleghi che sono morti e che hanno raccolto tanta solidarieta’ soltanto dopo morti. Noi speriamo che non ci sia un dopo. La lotta alla mafia e’ una lotta senza distinzioni politiche e di ruoli e questo e’ il messaggio che parte da Caltanissetta e che bisogna recepire. In un sistema politico bipolare – ha proseguito – la magistratura e le forze dell’ordine devono affermare il controllo di legalita’ per garantire l’alternanza ed e’ necessario che in questo lavoro siamo supportati dalla scuola, dai sindacati, dall’impresa e da tutta la societa’ civile”. A fianco di Lari gli imprenditori di Confindustria e l’assessore regionale Marco Venturi, secondo cui “i tempi sono adesso maturi ed e’ importante che la citta’ abbia reagito cosi’. Dobbiamo ribadire che la lotta alla mafia e’ di tutti e non soltanto la lotta di qualcuno”. “La societa’ civile e’ stata in grado di reagire, non e’ vero che non cambia niente”, ha detto il Gip del tribunale nisseno Giovanbattista Tona. (ITALPRESS). red 23-Gen-10 13:52 NNNN
Fonte: Sicilia On Line, 23 gennaio 2010