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Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Non c’e’ peggior sordo di chi non vuole sentire”

Fonte: Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Non c’e’ peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Il nostro Parlamento è sordo in modo vergognoso ai nostri richiami in fatto di scarcerazioni per i mafiosi, rei di delitti gravissimi e comunque delitti che non si può escludere siano legati alla verità sulle stragi del 1993.
I Tribunali di Sorveglianza continuano a scarcerare mafiosi che potrebbero raccontare molto sulle stragi degli anni 92 e 93, ma che non si “pentono”, anzi escono dal carcere nascondendosi dietro al dito della malattia  e a nessuno viene in mente di cambiare una norma troppo consona alle esigenze di “cosa nostra”.
Il Tribunale di Sorveglianza di Voghera, su istanza dell’avvocato difensore Giuseppina Paci, per incompatibilità delle condizioni di salute dell’ergastolano con la detenzione ha rimesso in libertà Salvatore Vitale, condannato all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Giuseppe Di Matteo un bambino sciolto nell’acido a soli 12 anni.
Intanto come nostra considerazione diciamo che i detenuti condannati all’ergastolo e malati dovrebbero andare  in ospedale, e non a casa, e appena guariti dovrebbero ritornare in carcere. Questa è la logica.
Detto questo insistiamo, se il Parlamento continua a non legiferare affinchè i mafiosi stragisti la smettano di uscire dal carcere e il “fine pena mai” sia applicato per le vittime e non per i carnefici, si  istituisca un Tribunale di Sorveglianza anche per tutte le vittime di mafia.
Chiediamo un tribunale di Sorveglianza che valuti ogni giorno, caso per caso, lo stato di salute delle vittime di mafia e imponga miglioramenti continui per i loro sostentamenti in base alle loro esigenze di vita.
Comunque resta il fatto che con provvedimenti come quello preso per il mafioso Salvatore Vitale sentiamo, in prossimità dell’anniversario della strage di via dei Georgofili, tutto il pericolo di una deriva mafiosa dilagante.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Indignati per proposte revisione norme 41 bis”

Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Indignati per proposte revisione norme 41 bis”.

Dalla Sicilia ,Palermo , arriva forte e chiaro il richiamo al sistema di detenzione speciale di “41 bis”.

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale  dice “Rivedere le nuove norme sul 41 bis”.
“La gestione dei detenuti non risponde ai criteri di umanità e logistica che dovrebbero essere attuati in uno stato di diritto – affermano i legali – con particolare riguardo a quelli sottoposti al regime del 41 bis ed alle limitazioni del diritto di difesa degli avvocati”.
I legali di Palermo proporranno all’unione camere penali italiane “di proclamare lo stato di agitazione nazionale dei penalisti e l’eventuale astensione a tempo indeterminato”
Concordiamo sui criteri di umanità e logistica che dovrebbero essere attuati in uno stato di diritto per tutti i detenuti.
Tuttavia, rendiamo noto,  nello specifico per i detenuti a “41 bis” rei di strage, che qualora Salvatore Riina e tutti gli altri  fossero messi ancora in grado di far uscire dal carcere messaggi strafottenti nei confronti delle loro vittime, ed ancora più grave, far uscire attraverso colloqui messaggi inquietanti di palese ricatto per l’annullamento del “41 bis” e la revisione dei processi, come è stato fatto di recente attraverso le pagine di una testata giornalistica nazionale,  scenderemo in via dei Georgofili ad oltranza, per protestare contro chi vuole la mafia vincente sulle tombe dei nostri figli.
Ricorderemo infatti a chiunque  con ogni mezzo,  che  Salvatore Riina ,lì, in quella via di Firenze ,ha ucciso i nostri figli in nome e per conto dell’annullamento del “41 bis” .
Siamo oltremodo indignati davanti a tanta presa di posizione per i presunti diritti dei capi mafia, così come lo siamo per l’indifferenza totale davanti alle vittime di mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

L’estrema ignominia

L’estrema ignominia.

Scritto da Salvatore Borsellino

Riportiamo in coda il comunicato dell’Associazione fra i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili ricevuto da parte della Sig.ra Giovanna Maggiani Chelli al quale concordiamo in pieno, ma non possiamo fare a meno di aggiungere le nostre considerazoni per manifestare apertamente il nostro sdegno rispetto a questa ultima ignominia.

E’ inaudito che un individuo condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa ed attualmente sotto processo per la conferma in secondo grado della suddetta condanna abbia l’impudenza di proporre una commissione d’inchiesta sulle stragi del ’93.
Sono ormai passati 17 anni dalle stragi del ’92 e del ’93 e durante questi anni l’unica attività da parte del sistema di potere nato da quelle stragi è stata quella di favorire l’insabbiamento, il depistaggio e il blocco delle indagini della magistratura quando il livello di indagine  superava quello non valicabile dei semplici manovali del crimine.
Oggi, proprio nel momento in cui finalmente dei magistrati coraggiosi, a Palermo e a Caltanissetta, stanno squarciando il velo sulle reali responsabilità di quelle stragi, proprio una di quelle persone che era stato indagato come facente parte dei mandanti occulti delle stesse stragi si fa avanti per proporre una commissione d’inchiesta parlamentare che a questo punto è lampante che non possa avere altro scopo che quello di bloccare anche questo estremo tentativo da parte della Magistratura di arrivare alla Verità e di rendere Giustizia ai martiri di quelle stragi.
Noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questa ignobile manovra, mobiliteremo l’opinione pubblica e la Società Civile, andremo fin sotto i palazzi del potere a manifestare contro questo ennesimo tentativo di occultare le responsabilità di parti dello Stato nella progettazione e nella esecuzione di quelle stragi.
Quella stessa Agenda Rossa che abbiamo levato in alto marciando a Palermo fino al Castello Utveggio sarà il simbolo della nostra RESISTENZA e della nostra volontà di lottare fino all’ultimo respiro a sostegno dei magistrati onesti, per la GIUSTIZIA e per la VERITA’.
Non  permettermo che altri magistrati vengano uccisi, ne fisicamente ne con le armi delle ispezioni, dei trasferimenti e della sottrazione delle inchieste.
Lotteremo fino all’ultimo perchè questo non avvenga. Noi non vogliamo che il nostro paese sia sempre più sommerso dal puzzo del compromesso e della complicità vogliamo che i nostri giovani, i nostri figli possano finalemente sentire quel fresco priofumo di libertà per cui altri magistrati, altri poliziotti hanno sacrificato la loro vita.
Sono questi i nostri eroi, coloro che hanno osato proclamare eroe un criminale come Mangano devono essere cacciati fuori dalle Istituzioni non proporre commissioni d’inchiesta per insabbiare ancora una volta quelle stragi come mandanti delle quali essi stessi sono stati indagati.

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Comunicato dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Il Senatore  Marcello Dell’Utri ,come già molti altri prima di lui ,torna a chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi del 1993, se a Settembre non lo farà il suo partito lo farà lui dice .

Noi continueremo con la nostra insistenza a dire che una commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi del 1993 in questo momento sarebbe preoccupante.
Le stragi del 1993 , quella di via dei Georgofili del 27 del 1993, sono state secondo noi, ampiamente sdoganate da questa classe politica, da quella classe politica che oggi stà in Parlamento, quindi una commissione d’inchiesta parlamentare  sarebbe solo un gioco al massacro contro la verità sugli attentati terroristici eversivi del 1993.
E’ la Magistratura nelle sue indagini che va supportata , non denigrata, ma portata in un palmo di mano quando cerca prove certe e documentali per incastrare gli stragisti degli anni 1993-1994.
Dopo aver lasciato uccidere tranquillamente i nostri parenti, oggi la politica invoca commissioni parlamentari per intrugliare le acque già fin troppo torbide , visto che tutti sapevano fino ai più alti livelli istituzionali e tutti hanno taciuto per oscure ragioni di Stato, e sordidi affari con la mafia.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Commissione su stragi? Massacro alla verita”’

Antimafia Duemila – Maggiani Chelli: ”Commissione su stragi? Massacro alla verita”’.

Il Senatore  Marcello Dell’Utri ,come già molti altri prima di lui ,torna a chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi del 1993, se a Settembre non lo farà il suo partito lo farà lui dice.
Noi continueremo con la nostra insistenza a dire che una commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi del 1993 in questo momento sarebbe preoccupante.
Le stragi del 1993 , quella di via dei Georgofili del 27 del 1993, sono state secondo noi, ampiamente sdoganate da questa classe politica, da quella classe politica che oggi stà in Parlamento, quindi una commissione d’inchiesta parlamentare  sarebbe solo un gioco al massacro contro la verità sugli attentati terroristici eversivi del 1993.
E’ la Magistratura nelle sue indagini che va supportata , non denigrata, ma portata in un palmo di mano quando cerca prove certe e documentali per incastrare gli stragisti degli anni 1993-1994.
Dopo aver lasciato uccidere tranquillamente i nostri parenti, oggi la politica invoca commissioni parlamentari per intrugliare le acque già fin troppo torbide , visto che tutti sapevano fino ai più alti livelli istituzionali e tutti hanno taciuto per oscure ragioni di Stato, e sordidi affari con la mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Comunicato Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Comunicato Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Comunicato

Del perché politici che godono della stima del Magistrato Piero Luigi Vigna non si adoperano per una commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi del 1993, non lo sappiamo, possiamo solo immaginarlo.

Del perché noi mai vorremmo una commissione d’inchiesta parlamentare sul massacro dei nostri parenti, lo abbiamo ben chiaro in testa, e tante volte lo abbiamo detto, semplicemente perché in Parlamento non ci sono le condizioni per una tale inchiesta.

Riteniamo la politica attuale troppo compromessa nei fatti del 1993 stragi incluse, per avere una commissione d’inchiesta serena nei giudizi e nelle analisi di eventi tanto tragici che hanno visto i nostri attuali politici comportarsi verso quei fatti come minimo con indifferenza .

Del resto la storia ci supporta ampiamente, nessuna commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi in Italia ha mai prodotto alcunché di positivo.

Al Magistrato Vigna che ci chiama in causa, con tutto rispetto gli vogliamo dire con serenità, che avremmo preferito che il nostro Esposto, a suo tempo presentato in Procura proprio sul famigerato ‘papello’, avesse un risultato diverso da quello ottenuto.

Molti politici nel 1992 erano venuti in possesso del ‘papello’ stesso secondo le nostre informazioni addotte nell’esposto, i nomi di questi politici ci aspettavamo di conoscerli, sicuramente nessuno di loro fu innocente nel non denunciare di aver ricevuto il documento incriminato, almeno quando nei processi di Firenze si cominciò a parlarne.

Sicuramente quei politici innocenti non furono, e non lo sono neppure oggi mentre tacciono, se non altro sono colpevoli di vigliaccheria, e chissà alcuni di loro forse colpevoli di complicità con la mafia, la quale il suo ‘papello’ di richieste temiamo lo abbia inviato a chi credeva amico o ricattabile.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Antimafia Duemila – Giovanna Maggiani Chelli scrive a Toto’ Riina

Antimafia Duemila – Giovanna Maggiani Chelli scrive a Toto’ Riina.

di Giovanna Maggiani Chelli – 13 luglio 2009

Egregio Signor  Salvatore Riina, non è la prima volta che io Le scrivo.  Naturalmente tutte le mie lettere sono cadute nel vuoto: Lei non si pentirà mai. Questo ho sempre chiesto nelle mie lettere: il suo “pentimento”, ma Lei mai e poi mai collaborerà con la giustizia perché, ne sono certa, ritiene di non essere “un infame”. E’ una questione di punti di vista. Lei i collaboratori li chiama “infami”, io non li amo, ma li ritengo persone che hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà, che hanno preso coscienza del fatto di aver ucciso tante persone e, con le loro azioni, di aver pesantemente condizionato la vita democratica del nostro Paese.
Ma a Lei questo non interessa; Lei non conosce la democrazia ed il vivere civile e, soprattutto, non li vuole conoscere, perché questo sarebbe come ammettere in Lei un segno di debolezza, come rilevare in Lei la presenza di una coscienza e, diciamocelo, Lei una coscienza non ce l’ha. Ma, se può consolarla, fra i politici, nelle Istituzioni, fra i dirigenti di aziende importanti e di finanziarie ancora più importanti, fra i direttori di banca  come tra gli alti prelati, sono in tanti a non avere una coscienza…. come Lei.
Il livello delinquenziale al quale Lei è arrivato, purtroppo, nella nostra disgraziata Italia è congeniale a molti, a troppi.
Veniamo al perché di questa lettera: Lei ha travolto la mia famiglia in un vigliacco atto terroristico, la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
E’ la terza volta che Le scrivo pubblicamente nel corso di questi 16 anni. Lo faccio in questo momento perché desidero informarLa che mia figlia, colei alla quale i suoi uomini hanno rovinato la vita in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, si è questa mattina laureata a Firenze presso la facoltà di architettura , con 110 e Lode.
La voglio mettere pubblicamente a parte di questa cosa importante, perché suo cognato Leoluca Bagarella brindò quando esplosero le bombe nel 1993. Oggi sappiamo che tutti brindaste perché sapevate che Vi  avrebbero abolito il “41 bis”, quel famigerato “41 bis” che tanto fa dannare la mafia perché teme che chi non sopporta il carcere duro si faccia “sbirro”.
Come Gaspare Spatuzza ultimamente o come Giovanni Brusca che, sia pure con difficoltà, ogni tanto qualcosa di buono dice.
A proposito di brindisi apro una parentesi: io brinderò pubblicamente – se Dio me lo concederà e se sarò ancora viva – quando moriranno coloro che nel 1993 ci hanno messo nelle mani della mafia, ogni volta che ne morirà uno solleverò un calice e urlerò come fece Bagarella quando morirono i nostri figli.
Ebbene, Le parlo di mia figlia e di questo importante momento della sua vita, perché Le voglio dire semplicemente:
Egregio Signor Riina, il Suo tritolo, il Vostro tritolo, e di quanti con Voi lo hanno fortemente voluto per salvarsi dalla galera, ha spezzato mia figlia, ma non l’ha piegata.
Pur fra mille difficoltà, con uno Stato spesso disattento, mia figlia ce l’ha fatta a raggiungere quell’obiettivo che si era prefissata.
Posso oggi ben dirlo: quella mattina  del 27 Maggio 1993, mia figlia doveva affrontare un importante esame di architettura. Il sistema marcio, colluso con “cosa nostra”, colluso con Lei , ha cercato di fermarla, ma non ce l’avete fatta.
Una rondine non fa primavera, non ci illudiamo, non è una laurea in architettura che restituirà la vita rubata alla mia grandissima figlia.
Ma lo sforzo compiuto per ottenere questa laurea in architettura, per non darla vinta a Lei e ai suoi arroganti mafiosetti, per non darla vinta a quei politici che hanno fatto e fanno affari con Lei  comprandosi barche da mille metri e ville faraoniche in mezzo al verde,  a quei banchieri che i soldi li hanno messi sul tavolo di trafficanti di armi che hanno le case piene di quadri preziosi, e ancora per non darla vinta a quei capi militari che giocano a chi compra il diamante più grosso alla propria moglie e a quegli uomini di Chiesa che si sono venduti per avere più oro sulle mitre e infine a quegli uomini delle Istituzioni che si sono venduti anche solo per risultare più importanti, ebbene quello sforzo compiuto è riuscito.
Questa laurea di mia figlia, è  la rivincita su quei 300 chili di tritolo usato sulla pelle di innocenti per nascondere ancora una volta le miserie di chi ha dato alla mafia la possibilità di andare in Parlamento.
Ne approfitto mentre ho la penna in mano: dica a Sua figlia di trovarlo lei il coraggio di raccontare tutto quello che sa, di dirci con chi il padre andava a braccetto e anche Sua figlia ce l’avrà fatta, ce l’avrà fatta alla faccia di chi, ogni giorno, dice fra sé e sé “tanto i RIINA non parlano, perché sono mafiosi con la coppola e loro non tradiscono, noi invece con i colletti bianchi li sappiamo tradire eccome”.
I politici ci hanno traditi-  diceva spesso Leoluca Bagarella in aula a Firenze –  durante i processi per le stragi del 1993.

Io c’ero.
Cordiali saluti

Antimafia Duemila – Nuove norme sul 41 bis: il commento di Giovanna Chelli

Antimafia Duemila – Nuove norme sul 41 bis: il commento di Giovanna Chelli.

Bene a nuove norme sul “41 bis” e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, sono già pronte e mettere tempo in mezzo alla realizzazione di un progetto così necessario per porre liniti ai mafiosi detenuti a “41 bis”, noi lo riteniamo una grave perdita di tempo.

Il 27 Maggio prossimo saranno 16 anni che “cosa nostra” per soddisfare le sue esigenze e quelle di quanti facevano affari con l’organizzazione criminale, ha rovinato la vita ad una intera comunità a Firenze.

Con chi stanno i politici che per voce dell’Avv. Alessandro Gerardi gridano all’incostituzionalità per le nuove norme sul 41 bis ?

Questi Signori, Vogliono stare dalla parte di chi si inventa che Salvatore Riina e Bernardo Provenzano possono socializzare con gli altri detenuti, o una buona volta sono disposti a prendere coscienza che 300 chili di tritolo in via dei Georgofili, a Firenze , in Italia, sono stati usati per far annullare il “41 bis”?

E’ morta la speranza di far reinserire nella società civile delinquenti come i fratelli Graviano e Gioachino Calabrò, è morta là dove politici compiacenti da sedici anni pensano a come far uscire dal carcere i mafiosi rei di strage eversiva, piuttosto che supportare le vittime nelle loro battaglie civili e battersi quindi per la confisca dei beni alla mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili