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«Mantovano pensi alla tutela dei testimoni e non li minacci» : Pietro Orsatti

«Mantovano pensi alla tutela dei testimoni e non li minacci» : Pietro Orsatti.

Il caso – Ieri Piera Aiello denunciava l’abbandono dello verso chi, come lei, si è ribellata alla criminalità organizzata.
Alla reazione scomposta del ministero dell’Interno risponde Giuseppe Lumia, membro della commissione antimafia

di Pietro Orsatti su Terra

«Parlare, come arrivano a fare oggi taluni parlamentari, di testimoni di giustizia ‘abbandonati dallo , e farlo a margine di un caso come quello della signora Piera Aiello equivale a sostenere ricostruzioni e tesi totalmente difformi dalla realtà». L’accusa è pesante, soprattutto se a formularla è Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno e presidente della Commissione sui Programmi di Protezione. Pesante è anche la conclusione del comunicato dell’esponente del Pdl che, testualmente e con tono minaccioso, si riserva «ogni azione a tutela degli organi del ministero dell’Interno, eventualmente necessaria a seguito di dichiarazioni false che, su questa come su altre posizioni, fossero rese da chiunque».

Obiettivo di questa dichiarazione sono Giuseppe Lumia, senatore Pd e membro della Commissione Antimafia, e Rita Borsellino, europarlamentare. Rei, i due, di aver espresso solidarietà alla testimone di giustizia Piera Aiello, impegnata in una solitaria lotta proprio con l’amministrazione che la dovrebbe proteggere, e di aver criticato, chiedendone la modifica e soprattutto la riorganizzazione dell’organismo presieduto da Mantovano. Ed è il rappresentante del Pd in commissione antimafia a rispondere alle ultime dichiarazioni del sottosegretario.

Senatore Lumia, si aspettava una reazione del genere dal sottosegretario, in particolare i toni da censura?

Da un certo punto di vista mi fa sorridere, perché una minaccia del sottosegretario non mi fa un baffo. Sono un parlamentare, una persona seria, lo testimonia la mia storia e penso di aver detto delle parole vere, denunciando fatti fondati, avanzando proposte competenti. Da un altro punto di vista, al di là del sorriso, penso che sia squalificante per un sottosegretario usare quelle parole, non bisogna mai usarle sui testimoni di giustizia. Bisogna semmai usare un altro linguaggio e in generale sulla lotta alla mafia bisogna avere quella capacità di cooperare che fa della politica un momento serio e non un momento per insultare e minacciare chi la pensa diversamente.

Da tempo alcuni esponenti politici e le associazioni avanzano la richiesta di mettere mano alla legge. In particolare lei, già dalla scorsa legislatura, ne ha parlato più volte.

Si, lo sto proponendo da mesi e continuerò a farlo. Perché i testimoni di giustizia, al contrario dei collaboratori, sono subito una risorsa, sono subito una forza da valorizzare, ed è per questo che a loro vengano garantiti due aspetti che oggi non sono tali. Sto parlando dell’inserimento lavorativo e della sicurezza. Sono due elementi che non possono mancare e l’uno nutre l’altro. È questo che rafforzerebbe, darebbe credibilità allo , e da lì possono arrivare nuove testimonianze di chi punta il dito, di chi denuncia, di quegli onesti cittadini che si schierano contro la mafia.

Negli scorsi mesi lei stesso segnalò come il ministro Maroni, al contrario di Mantovano, avesse espresso interesse sulla questione testimoni. Un gioco delle parti o due posizioni davvero differenti?

Sembra quasi che uno faccia il buono e l’altro il cattivo. Maroni si cala nel ruolo del buono, Mantovano in quello del cattivo. E ogni tanto si invertono il copione. In realtà dopo alcuni segnali positivi in commissione, devo registrare un arretramento. Noto una chiusura. L’ho verificata anche sulla vicenda dello scioglimento di Fondi, con un gioco delle parti fra i due che ora si ripete anche sui testimoni. Allora è bene che ognuno si assuma la propria responsabilità. Il ministro sa che i testimoni sono una risorsa anche se sono pochi, e che essendo pochi noi come non abbiamo fatto abbastanza, non abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere. Le proposte invece ci sono, la commissione parlamentare antimafia aveva approvato un documento all’unanimità però non è recepito. Ripartiamo da quel documento.

Antimafia Duemila – Lumia: ”Con me no spazio per collusi”

Antimafia Duemila – Lumia: ”Con me no spazio per collusi”.

1 agosto 2009
Un Lumia deciso e carismatico come non lo si vedeva da tempo quello che si è visto ieri alla Focacceria San Francesco di Palermo. Il senatore democratico ha ufficialmente presentato alla stampa e ad un centinaio di cittadini la candidatura per la poltrona di segretario regionale del partito in Sicilia.

“Innanzitutto fare in modo che questo congresso non sia solo il congresso del centro nord e diventi anche il congresso del sud, poi finalmente fare del Partito Democratico siciliano una grande forza autonoma che innova che cambi radicalmente la sicilia.” Un progetto dunque di rinnovamento quello proposto dall’ex presidente nazionale della commissione antimafia, che passa attraverso un sistema federativo del Partito Democratico che lasci scegliere ai siciliani i propri rappresentanti, senza imposizioni dall’alto. “Sarà un partito dove le migliori culture riformiste potranno stare insieme per modificare la Sicilia”, ha continuato il senatore ai nostri microfoni.
Chiaro è stato anche sui temi che in questi anni lo hanno visto protagonista, “faremo la lotta alla mafia, seria, che non si limiti soltanto a combattere il fenomeno mafioso, ma che punti a liberare definitivamente la Sicilia.”
Infine guardando all’interno del suo partito, Lumia ha voluto lanciare un segnale chiaro, “sarà un partito utile ed innovativo se al suo interno si farà pulizia, e tutti sanno che da questo punto di vista sarò rigorosissimo”. “Chi all’interno del Partito Democratico ha avuto un sistema di collusioni, anche solo relazionali, al di la del fatto penale, con ambienti mafiosi, con Giuseppe Lumia e con il gruppo dirigente che con me guidera il Pd , non troverà spazi”.

E’ iniziata una raccolta firme dei sostenitori del Senatore all’indirizzo http://firmiamo.it/beppelumiasegretarioregionaledelpdsiciliano, una raccolta, dicono gli organizzatori, per un pd siciliano fatto di legalità e sviluppo e per innovare e cambiare la sicilia.

Antimafia Duemila – Bongiovanni: “Chiarezza su stragi e rapporti P2 e politica”

Antimafia Duemila – Bongiovanni: “Chiarezza su stragi e rapporti P2 e politica”.

In  apertura del dibattito dal titolo “I mandanti impuniti”, organizzato dalla redazione di ANTIMAFIADuemila e in corso a Palermo, Giorgio Bongiovanni ha dato lettura di quanto dichiarato dal Procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari questo pomeriggio: “Si può ipotizzare che Paolo avesse segnato su quell’agenda notizie da lui apprese in ordine allo svolgimento di una trattativa tra lo Stato e Cosa nostra e che quindi – ha continuato il magistrato –  il furto di questa agenda potrebbe essere stato ispirato o organizzato da un terzo livello, un servizio segreto deviato”. Il direttore di ANTIMAFIADuemila ha invitato il sen. Giuseppe Lumia a fare chiarezza sui rapporti tra la P2 e la politica. Giorgio Bongiovanni ha dichiarato ancora: “nel momento in cui si farà chiarezza sui mandanti occulti potremo capire chi comanda veramente in Italia. I mandanti delle stragi sono ancora al potere nel nostro Paese”.
Il direttore di ANTIMAFIADuemila ha quindi invitato a leggere profondamente i giornali di oggi che parlano di questa inchiesta delicatissima che la procura di Palermo sta svolgendo su mafia e Stato. “Voglio invitare tutta la cittadinanza a sostenere la Procura di Palermo e in particolare Antonio Ingroia e Nino Di Matteo che hanno nelle mani queste importanti indagini. Non li dobbiamo lasciare soli. Dobbiamo stare vicino ai magistrati onesti affinché non li uccidano come è successo a Borsellino e Falcone”. Bongiovanni ha infine concluso: “Dobbiamo difendere i magistrati liberi – ha continuato Giorgio Bongiovanni – che non sono appoggiati da alcun potere politico. Quando sentirete che attaccheranno Ingroia e Di Matteo sappiate che c’è un tentativo di isolarli. Noi dobbiamo riunirci e sostenerli”.

Antimafia Duemila – Lumia: “Trattativa mafia stato non e’ finita”

Antimafia Duemila – Lumia: “Trattativa mafia stato non e’ finita”.

“La trattativa non ha avuto inizio dopo la strage Borsellino” ha detto il senatore Pd Giuseppe Lumia al convegno “Imandanti impuniti” organizzato dalla redazione ANTIMAFIADuemila.
“E’ ipotizzabile che abbia avuto inizio dopo la famosa sentenza della Cassazione nel gennaio 1992. Forse la veirtà – ha continuato il politico – è che la trattativa sia parte di qualcosa che c’è sempre stato e che non si è mai interrotto e non ha deposto le armi. E’ rapporto di connivenza tra mafia e Stato”

Antimafia Duemila – Bongiovanni: “Chiarezza su stragi e rapporti P2 e politica”

Antimafia Duemila – Bongiovanni: “Chiarezza su stragi e rapporti P2 e politica”.

In  apertura del dibattito dal titolo “I mandanti impuniti”, organizzato dalla redazione di ANTIMAFIADuemila e in corso a Palermo Giorgio Bongiovanni ha dato lettura di quanto dichiarato dal Procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari questo pomeriggio:  “Si può ipotizzare che Paolo avesse segnato su quell’agenda notizie da lui apprese in ordine allo svolgimento di una trattativa tra lo Stato e Cosa nostra e che quindi – ha continuato il magistrato –  il furto di questa agenda potrebbe essere stato ispirato o organizzato da un terzo livello, un servizio segreto deviato”. Il direttore di Antimafia duemila ha invitato il sen. Giuseppe Lumia a fare chiarezza sui rapporti tra la P2 e la politica. Giorgio Bongiovanni ha dichiarato ancora: “ nel momento in cui si farà chiarezza sui mandanti occulti potremo capire chi comanda veramente in Italia. I mandanti delle stragi sono ancora al potere nel nostro Paese”.
Il direttore di ANTIMAFIADuemila ha quindi invitato a leggere profondamente i giornali di oggi che parlano di questa inchiesta delicatissima che la procura di Palermo sta svolgendo su mafia e Stato. “Voglio invitare tutta la cittadinanza a sostenere la Procura di Palermo e in particolare Antonio Ingroia e Nino Di Matteo che hanno nelle mani queste importanti indagini. Non li dobbiamo lasciare soli. Dobbiamo stare vicino ai magistrati onesti affinché non li uccidano come è successo a Borsellino e Falcone”. Bongiovanni ha infine concluso: “Dobbiamo difendere i magistrati liberi – ha continuato Giorgio Bongiovanni – che non sono appoggiati da alcun potere politico. Quando sentirete che attaccheranno Ingroia e Di Matteo sappiate che c’è un tentativo di isolarli. Noi dobbiamo riunirci e sostenerli”.

Antimafia Duemila – Lumia: ”Idee di Brunetta farebbero inorridire Falcone”

Antimafia Duemila – Lumia: ”Idee di Brunetta farebbero inorridire Falcone”.

30 maggio 2009

“Sull’antimafia un cumulo di banalità che abbiamo superato da anni, pagando un prezzo altissimo in termini di uomini, risorse ed energie”.
Lo ha dichiarato il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia, commentando le affermazioni sull’antimafia rilasciate dal ministro Brunetta davanti alle telecamere di Klauscondicio.
“Se Falcone fosse vivo – continua – in questo momento inorridirebbe, perché la legislazione antimafia fu pensata proprio per combattere un’organizzazione specifica, che sa coniugare l’aspetto militare con quello delle collusioni nei territori, nell’economia e nella politica”.
“Senza una legislazione particolare, come quella prodotta da Pio La Torre fino a Giovanni Falcone, saremmo ancora al teorema ‘la mafia non esiste'”.
“Stavolta – prosegue Lumia – Brunetta ha esagerato. Ritorni al suo lavoro nella pubblica amministrazione ed eviti di fare un bel regalo alla mafia. Senza il 416 bis, che riconosce il reato di associazione mafiosa, il 41 bis, che prevedere il carcere duro per i boss, la confisca dei beni, che aggredisce il patrimonio dei boss, non ci potrebbe essere nessuna lotta alla mafia”.
“Anzi – conclude lumia – la politica deve fare di più e andare fino in fondo, adottando provvedimenti specifici che metterebbero in ginocchio l’organizzazione mafiosa: consentire agli inquirenti di accedere velocemente, attraverso password, all’anagrafe tributaria per indagare sui patrimoni dei boss; rendere obbligatoria la denuncia delle estorsioni per tutti gli operatori economici e scatenare così una rivolta senza precedenti; aumentare la durata delle pene per i reati di stampo mafioso; riorganizzare il 41 bis per impedire la comunicazione dei boss con l’esterno delle carceri; ridurre il numero delle stazioni appaltanti, la cui frammentazione nel territorio riduce l’efficacia dei controlli e favorisce le infiltrazioni mafiose; istituire un’agenzia dei beni confiscati per rendere più efficace il loro riuso sociale; consentire la tracciabilità dei flussi di denaro soprattutto nel mondo degli appalti pubblici”.

Tratto da: politicamentecorretto.com


Brunetta: “Io scioglierei l’antimafia”

29 maggio 2009
Roma.
“Io addirittura scioglierei l’antimafia”. Lo afferma il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che intervistato da KlausCondicio spiega: “mi piacerebbe che non ci fosse nemmeno lo specifico della mafia. C’é l’antimafia perché c’é la mafia. La mafia è una tipologia di criminalità come dire, specifica, deviante, che avrebbe bisogno, che ha bisogno di regole speciali. A me non piacciono le regole speciali. Chi fa un crimine deve essere colpito. Non amo gli ‘anti’, preferisco le regole e il far rispettare le regole”. “Se in Italia – prosegue – si rispettassero le regole, non ci sarebbe bisogno dell’antimafia, perché la mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre. La mafia dev’essere affrontata in modo laico e non ideologico. Se della mafia facciamo un simbolo ideologico, con la sua cultura, la sua storia e così via, – sottolinea il ministro – rischiamo di farne un’ideologia e come tale, alla fine, produce professionisti di quella ideologia proprio nei termini in cui ne parlava Sciascia, professionisti dell’antimafia”.

ANSA

Antimafia Duemila – Lumia: maggioranza smonta norme antimafia

Antimafia Duemila – Lumia: maggioranza smonta norme antimafia.

Alla Camera franano le norme antimafia. Non è possibile, cose da non crederci“.
Lo dice il senatore del Pd della commissione Antimafia Giuseppe Lumia spiegando che nel ddl sicurezza “al Senato, tra mille difficoltà, avevamo raggiunto in commissione e in aula alcuni importanti punti fermi per fare passi in avanti nella lotta alle mafie. Alla Camera tutto rischia di franare”. “Vengono colpiti innanzitutto – aggiunge – i maggiori poteri introdotti per la Procura nazionale antimafia in modo da colpire meglio le attività economiche e di riciclaggio. Si parla di colpire la potenza economica delle mafie ma poi in Parlamento non si è avuto il coraggio di proseguire sulla strada che Falcone aveva indicato con l’istituzione della Procura nazionale. Altro disastro riguarda l’antiracket. Il Pd continuerà a proporre la denuncia obbligatoria per tutti gli operatori economici per scatenare una reazione di milioni di imprese contro le organizzazioni mafiose che fanno del racket la loro prima ragione di vita per controllare il territorio, distruggere la libertà di mercato e autofinanziarsi”. “Insomma, come la mettiamo? Che idea ci siamo fatti – conclude Lumia – dell’unità della lotta alla mafia? Adesso chiediamo pubblicamente che si torni al testo approvato al Senato e semmai si abbia il coraggio di migliorarlo e non di distruggerlo”.