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ComeDonChisciotte – UN SILENZIOSO OMICIDIO DI MASSA

Fonte: ComeDonChisciotte – UN SILENZIOSO OMICIDIO DI MASSA.

DI JOHANN HARI

independent.co.uk Come la Goldman Sachs ha causato un ‘Silenzioso omicidio di massa’, scommettendo sulla fame nel mondo in via di sviluppo Ormai, probabilmente penserete che la vostra opinione sulla Goldman Sachs e la schiera dei suoi alleati di Wall Street si sia abbassata ai livelli di una cruda ripugnanza. Vi sbagliate. C’è di più. È venuto fuori che la più distruttiva delle loro azioni più recenti non è stata quasi affatto discussa. Ed ecco il resto. Questa è la storia di come alcune delle persone più ricche del mondo – Goldman, Deutsche Bank, quelli della Meryll Lynch ed altri – hanno causato la fame di alcune delle più povere persone nel mondo. Tutto comincia con un apparente mistero. Alla fine del 2006, i prezzi degli alimenti in tutto il mondo cominciano a salire, in modo improvviso e stratosferico. Nell’arco di un anno, il prezzo del grano è cresciuto dell’80%, quello del mais del 90%, quello del riso del 320%. Con uno sbalzo della fame in tutto il mondo, 200 milioni di persone – più che altro bambini – non potevano permettersi più il cibo e sono sprofondati nella malnutrizione e nella fame.

Ci sono stati disordini in più di 30 paesi ed almeno un governo è stato rovesciato con la violenza. Poi, nella primavera del 2008, in maniera altrettanto misteriosa, i prezzi sono riscesi ai livelli precedenti. Jean Ziegler, il Relatore Speciale dell’ONU per il Diritto al Cibo, lo chiama “un silenzioso omicidio di massa”, interamente dovuto alle “azioni dell’uomo”. All’inizio di quest’anno ero in Etiopia, uno dei paesi colpiti in maniera peggiore, e lì la gente ricordava la crisi alimentare come se fosse stata colpita da uno tsunami. “I miei bambini hanno smesso di crescere”, mi ha detto una donna della mia età di nome Abiba Getaneh. “Sentivo come se avessero versato dell’acido da batteria nel mio stomaco per quanto avevo fame. Ho ritirato le mie due figlie da scuola e mi sono indebitata. Se fosse andata ancora avanti, penso che sarebbero morte”. La maggior parte delle spiegazioni che ci sono state date all’epoca si sono rivelate false. Non è successo perché l’offerta è crollata: l’International Grain Council, ad esempio, afferma che la produzione mondiale di grano è in effetti cresciuta in quel periodo. E non è stato neanche perché la domanda è cresciuta: come dimostrato dal professor Jayati Ghosh del Centre of Economic Studies di Nuova Delhi, la domanda di fatto è scesa del 3%. Altri fattori – come l’aumento dei biocombustibili ed il picco del prezzo del petrolio – hanno contribuito, ma da soli non sono abbastanza per spiegare un cambiamento così violento. Per capire la causa maggiore, si deve scavare attraverso alcuni concetti che fanno male alla testa – ma neanche la metà di quanto fanno male allo stomaco del mondo povero. Per più di un secolo, gli agricoltori dei paesi benestanti hanno potuto impegnarsi in un meccanismo che li proteggeva dai rischi. La Farmer Giles può accordarsi nel mese di gennaio nel vendere ad un prezzo fisso il suo raccolto ad un commerciante nel mese di agosto. In caso di una buona stagione estiva, perderà un po’ di soldi, ma se ci fosse un’estate pidocchiosa o se il prezzo globale dovesse collassare, allora farebbe un affare. Quando questo processo era strettamente regolamentato e solo le aziende con un interesse diretto nel campo potevano essere coinvolte, tutto funzionava. Poi, nel corso degli anni ’90, la Goldman Sachs ed altri hanno fatto molta pressione e le regolamentazione sono state abolite. Improvvisamente, questi contratti furono trasformati in “strumenti derivati” che potevano essere acquistati e venduti tra commercianti che non avevano niente a che fare con l’agricoltura. Era nato il mercato della “speculazione alimentare”. Così, la Farmer Giles accetta ancora di vendere il suo raccolto in anticipo ad un commerciante per 10.000 sterline. Ma da ora, quel contratto può essere venduto a speculatori, che trattano il contratto stesso come un mezzo di potenziale ricchezza. La Goldman Sachs può acquistarlo e rivenderlo per 20.000 sterline alla Deutsche Bank, che a sua volta lo vende alla Merrill Lynch per 30.000 sterline – e così via finché la cosa non sembri essere relazionato quasi affatto al raccolto della Farmer Giles. Se appare mistificante, in effetti lo è. John Lanchester, nella sua superba guida al mondo finanziario, “Whoops! Quindi, questo cosa c’entra con il pane nel piatto di Abiba? Fino alla deregolamentazione, il prezzo del cibo era stabilito dalle forze della domanda e dell’offerta del cibo stesso. (Ed era già profondamente imperfetto: ha affamato un miliardo di persone). Ma dopo la deregolamentazione, non era più soltanto un mercato alimentare. È diventato, allo stesso tempo, un mercato di contratti alimentari basato su ipotetici raccolti futuri – in cui gli speculatori alzavano i prezzi alle stelle. Ecco com’è andata. Nel 2006, gli speculatori finanziari come quelli della Goldman Sachs si sono tirati fuori dal tracollo del mercato immobiliare americano. Hanno calcolato che i prezzi del cibo sarebbero rimasti fermi oppure saliti mentre il resto dell’economia sarebbe crollata, quindi hanno trasferito i loro fondi. Improvvisamente, gli investitori di tutto il mondo, terrorizzati, si sono precipitati in questo campo. Così mentre la domanda e l’offerta di cibo sono rimaste più o meno le stesse, la domanda e l’offerta per gli strumenti derivati basati sul cibo sono aumentati in modo massiccio – il che ha significato che i prezzi sono saliti all’unisono ed è iniziata la fame. La bolla è scoppiata sono nel marzo 2008, quando la situazione negli Stati Uniti era diventata così negativa che gli speculatori dovettero ridurre fortemente le loro spese per coprire le loro perdite. Quando ho chiesto al portavoce della Merrill Lynch di commentare l’accusa di aver causato la fame di massa, ha detto: “Ah. Non ne sapevo nulla”. In seguito ha mandato una email per dire: “Rifiuterò di commentare”. Anche la Deutsche Bank evita i commenti. La Goldman Sachs è stata più dettagliata, affermando che hanno venduto i loro indici azionari all’inizio del 2007 e indicando che “delle serie analisi… hanno concluso che i fondi degli indici non hanno causato una bolla nei futuri prezzi delle merci”, offrendo come prova una dichiarazione dell’OECD [Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ndt]. Come sappiamo che è sbagliato? Come indicato dal professor Ghosh, alcune colture vitali non verranno messe sui mercati futuri, compresi miglio, manioca e patate. Il loro prezzo è leggermente salito in questo periodo – ma solo di una frazione rispetto alle merci intaccate dalla speculazione. Le sue ricerche mostrano che la speculazione è stata la “causa principale” dell’aumento. E quindi siamo arrivati a questo. Gli speculatori più ricchi del mondo hanno messo su un casinò dove le puntate sono gli stomaci di centinaia di milioni di persone innocenti. Hanno scommesso sulla crescente fame, ed hanno vinto. Il loro momento di Terra Desolata ha creato davvero una terra desolata. Questo cosa ci dice del fatto che il nostro sistema economico e politico possa così casualmente infliggere così tanto dolore? Se non ristabiliamo una regolamentazione, sarà solo questione di tempo prima che accada di nuovo. Quante persone verranno uccise la prossima volta? Le mosse per ripristinare le regole degli anni ’90 sul commercio dei generi di prima necessità sono state troppo lente. Negli Stati Uniti, la Casa Bianca ha fatto passare una sorta di regolamentazione, ma si teme che il Senato – che sguazza nelle donazioni degli speculatori – possa dissolverla nell’insensatezza. L’UE sta rimanendo indietro anche in questo, mentre in Inghilterra, dove avviene la maggior parte del “commercio” europeo, i gruppi di pressione sono preoccupati che il governo di David Cameron bloccherà l’intera riforma per compiacere i suoi amici e donatori della City. Solo una forza può fermare un’altra bolla di fame e speculazione. La gente onesta nei paesi sviluppati ha bisogno di parlare più forte rispetto alle lobby della Goldman Sachs. Il World Development Movement quest’estate sta promuovendo una settimana di pressioni mentre vengono prese delle decisioni cruciali in merito: mandate un sms con testo WDM al 82055 per sapere cosa potete fare. L’ultima volta che le ho parlato, Abiba mi ha detto: “Non possiamo passarci di nuovo. Per favore – assicuratevi che non ci faranno mai, mai più una cosa del genere”. Johann Hari
Fonte: http://www.independent.co.uk
Link: http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/johann-hari/johann-hari-how-goldman-gambled-on-starvation-2016088.html
02.07.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

Marea nera, 10 cose che dovreste sapere

Fonte: Marea nera, 10 cose che dovreste sapere.

In maniera marginale avevo già scritto qualcosa sul disastro petrolifero della BP, riproponendo un vecchio articolo di Murray Rothbard. La realtà di questi giorni è però di gran lunga più complessa.

É da 49 giorni che la piattaforma della BP, Deepwater Horizon, è esplosa nel Golfo del Messico. Da quel momento, è iniziata l’emorragia di greggio nelle acque oceaniche. Sebbene la BP ufficialmente affermi che solo poche migliaia di barili vengono persi al giorno, gli esperti stimano il danno in 60,000 barili, ovvero più di 2,5 milioni di galloni al giorno. Forse, ne sapremmo di più se la BP non avesse proibito agli ingegneri indipendenti di ispezionare la falla. Un trattamento analogo, grazie alla solerte collaborazione della Guardia Costiera statunitense, è stato riservato ai giornalisti. I rimedi per fermare la perdita sono risultate poco brillanti, e diversamente dall’ultimo grande incidente petrolifero – l’Exxon Valdez nel 1989 – il petrolio fuoriesce dal suolo, non da una petroliera, quindi non abbiamo la minima idea di quando si fermerà. I mass media stanno seguendo il disastro con articoli in prima pagina e notiziari notturni ogni giorno, ma gli aspetti nascosti di questo racconto da brividi dipingono un interessante quadro degli attori e delle azioni dietro la catastrofe. Ecco alcune cose che dovreste sapere sulla BP:

#1) Il proprietario della piattaforma ha guadagnato 270 milioni di dollari da questo incidente. La Transocean Ltd., la proprietaria della Deepwater Horizon, ceduta in affitto alla BP, è sempre stata nell’ombra del radar dei principali notiziari. Si tratta del più grande contractor di trivellazioni in mare aperto, la compagnia ha sede in Svizzera e non è nuova a disastri petroliferi. La piattaforma è stata assicurata per una somma di gran lunga più grande rispetto al suo valore.
#2) La BP ha un lungo curriculum di disastri petroliferi negli Stati Uniti. Nel 2005, la raffineria a Texas City esplose, uccidendo 15 lavoratori e ferendone 170. L’anno successivo, uno degli oleodotti in Alaska per un guasto perse 200,000 galloni di greggio. Secondo Public Citizen la BP pagò una multa di 550 milioni di dollari in multe. La corporation è particolarmente propensa a violare il Clean Air Act e il Clean Water Act, e ha pagato le due multe più onerose nella storia dell’Occupational Safety and Health Administration (è una sorpresa che la BP ha avuto un ruolo centrale, sebbene passato in secondo piano, nel tentativo fallito di contenere la perdita della Exxon Valdez?) Con la Deepwater Horizon il trend non è cambiato.In aggiunta alla scelta di un più conveniente e meno sicuro rivestimento per equipaggiare il pozzo, la compagnia ha scelto di non dotare la Deepwater Horizon con un meccanismo acustico, un’opzione che avrebbe potuto chiudere il pozzo anche se fosse stato pesantemente danneggiato, e che è richiesto nei paesi più sviluppati che permettono le trivellazioni in mare aperto. Infatti la BP utilizza questi strumenti nelle sue piattaforme a largo dell’Inghilterra, ma poichè gli Stati Uniti si limitano a raccomandarli, la BP non ha alcun incentivo a dotarsene, nonostante costino solo 500,000 dollari. Una cifra che secondo seizeBP.org, la compagnia guadagna in meno di otto minuti.
#3) Le perdite di greggio sono un costo d’impresa per la BP. Secondo l’Harte Research Institute, circa 1,6 miliardi di dollari in attività economiche annuali sono a rischio per via del disastro della Deepwater Horizon. Comparate questo numero all’attuale somma che la BP deve pagare per danni economici come posti di lavoro e turisti persi, che ammonta a 75 milioni di dollari. Comparateli ai profitti del primo quadrimestre, registrati dalla BP a una settimana dall’incidente: 6 miliardi di dollari. Tony Hayward, l’amministratore delegato di BP, ha solennemente promesso che la somma coperta sarà più di quella richiesta inizialmente. Il 10 maggio la BP ha annunciato che erano stati spesi 350 milioni di dollari. Che gesto generoso da parte di una compagnia valutata 152,6 miliardi di dollari e che guadagna 93 milioni di dollari ogni giorno.
#4) Il Dipartimento dell’Interno è complice. I primi allarmi su possibili guasti dei sistemi di supporto risalgono a dieci anni fa. Il Dipartimento dell’Interno dichiarò un’allerta per la sicurezza, ma poi lasciò decidere alle compagnie che supporti utilizzare. Nel 2007 lo stesso dipartimento minimizzò le possibilità e i danni di una perdita. Probabilmente la filiale della Louisiana del Dipartimento dell’Interno potrebbe essere confusa per via della propria fraternizzazione con l’industria del petrolio. La Minerals Management Service, ovvero l’agenzia che supervisiona le trivellazioni in alto mare, accetta quotidianamente regali dalle aziende petrolifere e persino si considera una branca delle stesse, piuttosto che un’agenzia di regolazione governativa. Volare sugli aerei privati non era un evento raro per gli ispettori della MMS in Lousiana, un rapporto federale riporta: “Le gare di tiro al piattello, le battute di caccia, la pesca, i tornei di golf e le feste di Natale” erano passatempi comuni. Attività che non hanno permesso agli ispettori di obbligare la BP a stilare un rapporto sui danni di un’eventuale perdita di greggio. Non stupisce che il Dipartimento dell’Interno, dal 20 aprile, giorno in cui è esplosa da Deepwater Horizon, abbia approvato 27 nuovi permessi per la trivellazione in mare aperto. Due di questi sono per la BP. Analogamente non stupisce che la BP, dal 2000, abbia guadagnato più di 9 miliardi di dollari attraverso gli appalti governativi.
#5) Le prospettive di bonifica sono minime. I mass media hanno fatto un gran chiasso attorno ai diversi metodi che la BP sta utilizzando per bonificare la perdita di greggio. La realtà è che anche se la BP dovesse trovare un metodo affidabile, gli esperti affermano che il miglior scenario di bonifica consista nel recuperare il 20% del greggio disperso.
#6) La BP non ha un piano reale di bonfica.
#7) L’amministratore delegato della BP, poche settimane prima della perdita di greggio, ha venduto 1,4 milioni di dollari delle sue quote del gigante petrolifero. Circa un mese prima dell’esplosione, Tony Hayward ha venduto un terzo della suq quota.

#8) La BP esponeva costantemente i propri impiegati a dei rischi. Un documento interno dimostra come nell’esplosione del 2005 a Texas City, che uccise 15 persone e ne ferì 170, si scelse di risparmiare piuttosto che garantire la sicurezza.

#9) Il Corexit, il famigerato disperdente che la BP continua a riversare in mare, è altamente tossico, non consentito in Europa, ma è prodotto dalla Nalco. Esistono almeno 12 detergenti più efficaci. Nel consiglio d’amministrazione dell’azienda siedono manager della BP, della Exxon e la Goldman Sachs possiede una quota considerevole della Nalco stessa.
#10) Il dato peggiore della calamità della Deepwater Horizon è che nessuno ha la minima idea di cosa fare. Non sappiamo quanto è ingente il danno perchè nessuno può misurare cosa stia accadendo. Non sappiamo come fermarlo e nell’eventualità che accadesse non sappiamo come bonificare. L’incidente potrebbe ripetersi nuovamente nel Golfo, dato che la piattaforma Atlantis sta violando norme di sicurezza cruciali e non dispone di importanti documenti ingegneristici, la cui assenza aumenta notevolmente le probabilità di rischio. L’amministrazione Obama e l’MMS non hanno la minima intenzione di obbligare la BP a fermare le operazioni di trivellazione. Molto probabilmente sono impegnati in una partita di golf.

ComeDonChisciotte – ECCO LA VERA RAGIONE PER CUI CONTINUA LA FUORIUSCITA DI PETROLIO NEL GOLFO DEL MESSICO

Fonte: ComeDonChisciotte – ECCO LA VERA RAGIONE PER CUI CONTINUA LA FUORIUSCITA DI PETROLIO NEL GOLFO DEL MESSICO.

FONTE: BLOGSTER.COM

Come è risaputo, la Deepwater Horizon è esplosa nel Golfo del Messico. E’ da più di un mese che sta riversando petrolio da un tubo danneggiato.

La BP e il Governo statunitense hanno affermato di stare facendo tutto il possibile per fermare la fuoriuscita di tutti quei milioni di litri di petrolio nel Golfo del Messico.

Sto per contestare tale affermazione, e dimostrare che la storia di loro che cercano di fare tutto il possibile è una bugia, oltre che un’iniziativa redditizia per coloro che possono trarre arricchimento da questo disastro.

Il metodo Top Kill è stato avviato e fermato diverse volte. E’ stato un tentativo incerto. Questo perché non si fanno soldi con una soluzione così semplice.

I soldi veri si fanno con l’uso dei disperdenti.

C’è una compagnia che si chiama NALCO. Loro producono sistemi di purificazione delle acque, e disperdenti chimici.

La NALCO ha base a Chicago, con filiali in Brasile, Russia, India, Cina e Indonesia.

La NALCO è associata a un programma della University of Chicago Argonne. La University of Chicago Argonne ha ricevuto 164 milioni di dollari di fondi incentivi nell’ultimo anno. La University of Chicago Argonne ha appena aggiunto due nuovi dirigenti al suo elenco. Uno della NALCO. L’altro dal Dipartimento dell’Educazione dell’Illinois.

Scavando un po’ più a fondo, si può scoprire che la NALCO ha anche legami con Warren Buffett, Maurice Strong, Al Gore, Soros, Apollo, Blackstone, Goldman Sachs, Hathaway Berkshire.

Warren Buffett e Hathaway Berkshire hanno incrementato le loro quote NALCO proprio lo scorso Novembre (il tempismo è tutto).

Il disperdente chimico è noto col nome di Corexit. Quello che fa è mantenere il petrolio al di sotto della superficie dell’acqua. Dovrebbe scomporre la fuoriuscita in perdite di dimensioni minori. E’ tossico ed è proibito in Europa.

La NALCO afferma di stare utilizzando versioni più vecchie e più recenti del Corexit nel Golfo. (perché si dovrebbe avere bisogno di una versione più nuova, se quella vecchia funziona bene?)

In questa truffa ci sono grandi quantità di denaro, e grandissimi giocatori. Mentre lasciano che il petrolio si diffonda nel Golfo del Messico, la posta in gioco e i profitti salgono.

I delfini, le balene, i lamantini, le tartarughe marine, e i pesci vengono soffocati e muoiono. Le regioni costiere, le paludi salmastre, le attrazioni turistiche e le proprietà balneari vengono distrutte, anche permanentemente. La qualità dell’aria si abbassa. L’industria peschiera del Golfo del Messico viene messa in ginocchio.

Tutto questo per creare la richiesta del loro costoso e redditizio veleno.

Io ed alcuni amici abbiamo stilato articoli e resoconti esaustivi a sostegno di queste affermazioni.

Grazie:

Sir_Templar. Ha portato tutto cio’ alla nostra attenzione e ha dispensato articoli e link.

Spongedocks. Ha cercato senza sosta tra montagne di informazioni, link di interesse e risorse.

Bobbi85710 Ha contribuito con link e articoli, e ha svelato la presenza dei fondi incentivi.

La ricerca:

‘Questa è la NALCO:

www.nalco.com/index.htm

Goldman Sachs fa parte del gruppo tripartito che ha acquistato NALCO:

bit.ly/8Z3Ai6

La scommessa di Buffett sull’acqua, NALCO (NLC è l’abbreviazione):

www.istockanalyst.com/article/viewarticle/articleid/3095068

‘Blackstone, Apollo e Goldman Sachs per l’acquisizione di Ondeo NALCO’ (COREXIT 9500):

bit.ly/bVHQkR

The Milken Institute – Leon Black dell’ Apollo Management LLC (cioè NALCO):

bit.ly/vJLz

BP plc, Citigroup Inc., Goldman Sachs, NALCO Holding Co., Halliburton Co:

finance.yahoo.com/news/Special-Report-on-BP

I rapporti tra Chicago, NALCO, gli arabi, Blago (Blagojevich, n.d.t.) e Rezko:

bit.ly/d88x31

Buffett, il consigliere economico di Obama= Berkshire Hathaway Inc – NALCO Holding Co:

bit.ly/ati3AL

NALCO e i rapporti con la Cina:

bit.ly/daKYmk

NALCO punta al raddoppio delle vendite in Cina:

bit.ly/bi7BZw

Berkshire, il secondo maggiore azionista della NALCO:

bit.ly/cvHDAl

Profilo della compagnia ‘NALCO Holding Co:

bit.ly/9qeTkd

’96 “collaborazione con i prodotti enviro per tutto il 2010”! Partecipanti: Gore M. Strong & NALCO:

is.gd/ctV7p

Gore/Strong EPA Conference ’96:

is.gd/ctVfN

Fonte: www.blogster.com
Link: http://www.blogster.com/joannemor/bombshell-expose-the-real-reason-the-oil-still-flows-into-the-gulf-of-mexico
30.05.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ARLEQUIN

BRITISH PETROLEUM: UNA CATASTROFE ACCIDENTALE?

Mentre la pioggia tossica causata dalla fuoriuscita della BP ha cominciato a distruggere coltivazioni nel Tennessee, aumentano i sospetti sull’intenzionalità dello stesso.
Un rapporto del Ministero delle Risorse Naturali della Federazione Russa avverte che la fuoriuscita di petrolio e gas della BP nel Golfo di Messico è sul punto di trasformarsi nella peggior catastrofe ambientale di tutta la storia.

Gli scienzialti russi stanno segnalando i primi danni per la “pioggia tossica” nello stato del Tennessee. Informazioni stampa di questa regione confermano queste voci in base a quanto si legge nel Servizio di Notizie WREG nell’ articolo intitolato “ Misteriosi danni alle coltivazioni minacciano centinaia di ettari”.
“Le troviamo ovunque, nelle erbe, nei fiori, nei ciliegi, nella gramigna”, ha detto l’agricoltore Toni Holt riferendosi alle misteriose macchie biancastre che stanno sterminando le sue coltivazioni”. Sembra che siano dappertutto.

Holt coltiva prodotti organici che vende nei mercati degli agricoltori della zona. Mentre lui ed altri contadini ispezionano la crescita di nuove macchie di questa piaga sconcertante, temono per tutto il loro raccolto, che potrebbero perdere”. “Ci sono due uccelli morti appesi a due nidi differenti di uccelli, siamo preoccupati. Non so se c’è relazione ma è allarmante” ha detto Tolt. “Abbiamo galline. Vendiamo le nostre uova al mercato”.

La dispersione dell’agente Corexit 9500 sviluppato originariamente dalla Exxon e adesso prodotto dalla Holding Company Nalco di Naperille, Illinois, è quattro volte più tossico del petrolio (l’olio è tossico 11 ppm per milione),Corexit 9500 a solo 2,61 ppm). In un dossier scritto da Anita Georges-Ares e James r.Clarck da Exxon Scienze Biomediche,Inc, intitolato “Un’acuta tossicità acquatica di tre prodotti Corexit: una panoramica“ corexit 9500 è risultato essere uno dei propellenti più tossici mai sviluppati.

In combinazione con il riscaldamento delle acque del Golfo del Messico, le sue molecole saranno capaci di modificare il loro stato liquido a gassoso, che permette di essere assorbito dalle nuvole e la sua liberazione come “pioggia tossica” in tutto il Nord America.

Come se non bastasse, gli uragani e le recenti condizioni meteorologiche avverse stanno devastando la zona, mentre milioni di litri di Corexit 9500 sono sulla superficie del mare.

Le conseguenze di una “pioggia tossica” che potrebbe abbattersi sugli USA potrebbe “teoricamente” distruggere tutta la vita a qualsiasi profondità causando una “inimmaginabile catastrofe ambientale”.

Documenti provenienti dagli USA puntano alla possibilità che il governo si stia preparando in segreto ad evacuare decine di milioni dei suoi cittadini dagli Stati del Golfo del Messico.

Dall’altra parte, e anche se potrebbe trattarsi di un’enorme coincidenza, la Goldman Sachs, più mafia che banca, ha beneficiato dalla crisi economica, e collocata nei posti più importanti del gabinetto degli USA, ha venduto il 43.7 delle sue azioni dell’azienda BP tre settimane prima della fuoriuscita del petrolio del Golfo del Messico, che ha significato più di 266 milioni di dollari. La Goldman Sachs ha venduto precisamente 21 giorni prima della Giornata della Terra, che come parte di un oscuro umorismo cosmico è risultato essere il giorno della fuoriuscita del petrolio.

Ora sappiamo che la Goldman Sachs usa softwares che si avvicinano all’intelligenza artificiale per predire il futuro del mercato, ma i risultati della BP, che aveva avuto un guadagno di oltre i 6 milioni di dollari nel primo trimestre dell’anno, non sembrava mostrare nessuna tendenza contraria.

Se la Goldman avesse venduto oggi avrebbe perso 96 milioni di dollari. Questo non basta per convincerci che la fuoriuscita del greggio è stato pianificato con anticipo. Ma, esiste altra informazione.

Secondo la giornalista Andy Borowitz nel Huffinton Post il governo degli USA ha ricevuto mails di un impiegato della Goldman Fabrice “Faboluos Fab” Tourre nei quali parlava alla sua fidanzata, il giorno prima, della fuoriuscita che la sua compagnia prendeva come una “vendita corta” come posizione di fronte al Golfo. Basicamente scommetteva contro il petrolio nel Golfo del Messico. “Una piattaforma petrolifera cade e ci rotoleremo nel denaro”, ha scritto Tourre in una mail. “Inghiottita da pesciolini e uccellini”.

Queste parole sembrano troppo inquietanti. Ma non è tutto.
Il direttore non-operativo della Goldman Sachs International (filiale inglese della banca statunitense) è Peter Sutherland, che è stato anche direttore non-operativo della BP e, che come dice nella sua prima pagina su wikipedia, è membro del potente gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

Questo potrebbe essere casuale ma l’infame protagonista di questo ecocidio, la BP, è una compagnia che si è fusa con Amoco Oil, prima Standard Oil, la compagnia petrolifera dell’impero Rockefeller. Come si sa David Rockefeller è un membro centrale della Commissione Trilaterale e parte molto importante dei Bilderberg, per alcuni l’uomo più potente del mondo.

Per aggiungere al cocktail di sospetto:

Lavoratori assunti dalla BP per provare la forza delle fondamenta di cemento nel pozzo sono stati inviati quasi 11 ore prima dell’esplosione del 20 aprile, superando l’esame che, secondo un dirigente di una società di cemento è l’unico test che possa veramente determinare la efficacia con cui il bene è sigillato”. (Nota nel Huffington Post).

Un altro punto da considerare è la negligenza nel fermare la marea nera, al tempo stesso usando un disperdente, il corexit, che è altamente tossico per l’ambiente e non è tra i dieci primi più efficaci. Questo suggerisce che si cerca di estendere la marea, forse per causare una crisi alimentare?

Il potere e la scarsa morale della Goldman Sachs è stata denunciata da Matt Taibbi che l’ha chiamata “un calamaro vampiro che soffoca l’umanità”-
La sua ingerenza nella politica mondiale è stata dimostrata in varie occasioni.

Fonte: http://dictaduraglobal.blogspot.coBm/2010/06/mientras-la-lluvia-toxica-originada-por.html
8.06.2010

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA

L’asino e l’alta finanza

Fonte: L’asino e l’alta finanza.

L’alta finanzia spiegata ai bambini

Qualche tempo fa Billy comprò da un contadino un asino per 100 dollari.
Il contadino gli assicurò che gli avrebbe consegnato l’asino il giorno seguente.

Il giorno dopo il contadino si recò da Billy e gli disse: “Mi dispiace ma ho cattive notizie: l’asino è morto.”
Billy rispose:  “Allora dammi indietro i miei 100 dollari”
E il contadino:  “Non posso, li ho già spesi”.
A quel  punto Billy si fece pensieroso, poi disse al contadino:  “Va bene, allora dammi l’asino morto.”
– “E che te ne fai di un asino morto, Billy?”
– “Organizzo una lotteria e…

lo metto come premio”
Il contadino gli disse ironico: “Non puoi vendere biglietti con un asino morto in palio”.
Allorché Billy rispose: “Certo che posso, semplicemente non dirò a nessuno che è morto”.

Un mese dopo il contadino incontrò di nuovo Billy, così gli chiese: “Come è andata a finire con l’asino morto?”
– “L’ho messo come premio ad una lotteria, ho venduto 500 biglietti a due dollari l’uno e così ho guadagnato 998 dollari”
– “E non si è lamentato nessuno?”
– “Solo il tipo che ha vinto la lotteria, e per farlo smettere di lagnarsi gli ho restituito i suoi due dollari”

Billy attualmente lavora per la Goldman Sachs.

ComeDonChisciotte – LA CRIMINALIZZAZIONE DI WALL STREET: PUÒ UN DIRIGENTE DELLA GOLDMAN SACHS ANDARE IN PRIGIONE?

Fonte: ComeDonChisciotte – LA CRIMINALIZZAZIONE DI WALL STREET: PUÒ UN DIRIGENTE DELLA GOLDMAN SACHS ANDARE IN PRIGIONE?.

DANNY SCHECHTER
globalresearch.ca

La Goldman sopravvivrà all’attacco? La minaccia di imputazioni criminali intentate contro la banca leader negli investimenti mondiali si diffonderà sugli altri di Wall Street? È in corso la criminalizzazione della crisi, o tutto questo è soltanto una manovra?

Negli ultimi due anni, mi sono sentito solo e isolato nelle mie richieste di una retata, e nell’insistenza che il furto, la frode e il crimine fossero il cuore del disastro economico che ci è capitato. Ho scritto due libri che documentano la mia opinione e ho appena prodotto il film Plunder The Crime of Our Time che parla dell’economia come scena del crimine.

Ci sono poche altre voci laggiù che fanno rivendicazioni simili: tra loro Bill Black, il precedente regolatore finanziario, il senatore statunitense Ted Kauffman e persino l’investitore plurimiliardario Jim Chanos. La maggior parte dei politici di entrambi i partiti e degli opinionisti mediatici hanno scartato l’idea, preferendo credere che di fatto tutti fossero colpevoli e, perciò, nessuno lo fosse.

I più dicono che i professionisti della finanza considerati “gli uomini più abili nella stanza” hanno fatto soltanto “errori” a causa dei trend economici che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Non dimentichiamo i più di 1000 banchieri che sono finiti in prigione dopo la crisi S&L. Quello accadeva allora, e questo adesso, quasi dieci anni dopo che l’industria dei servizi finanziari aveva messo a segno un costoso colpo legislativo esercitando pressioni e per mezzo di contributi alle campagne per corrodere le norme e depenalizzare il campo da gioco. Con una più importante campagna di relazioni pubbliche attuata attraverso la complicità dei media, hanno confezionato i loro programmi con il linguaggio della modernizzazione e dell’innovazione.

Mentre i loro profitti crescevano e la bolla scoppiava, non sembrarono agire in maniera sbagliata fino a che piccole inefficienze come gli scandali Enron e Worldcom macchiarono la loro immagine.

La Goldman aveva ancora successo, intascando i profitti più consistenti e pagandosi in maniera disgustosamente buona. CEO [Chief Executive Officer, “amministratore delegato”, ndt]. Ciò fino a che la SEC [Securities and Exchange Commission, “Commissione nazionale per le Società e la Borsa”, ndt] non presentò una rimostranza civile dichiarante una transazione fraudolenta a danno degli investitori. Fece seguito una serie di udienze turbolente a Capitol Hill dove il Senatore Levin non fece che ripetere un rimando interno agli “Shitty” deals per cui società si dice abbia pedalato e poi di nuovo scommesso contro.

La Goldman sembrava in rovina, soprattutto quando i creditori in fondo alla stanza vestiti con vecchie uniformi carcerarie bianche e nere protestarono. Parte della difesa della società fu che “tutti” alla Borsa facevano quello che facevano. Hmmmm.

Addirittura dopo tutto il dramma, la Goldman restava ancora una della maggiori macchine da guadagno della città.

La Goldman, quindi, da eroina di Wall Street divenne uno zero, scrive Larry Doyle su un blog finanziario, osservando che: “I legami stretti, per non dire incestuosi, tra la Goldman, Washington, molti fondi di copertura e i maggiori clienti hanno messo la società nella posizione di colonna portante dell’offesa americana nei confronti di Wall Street”.

La gigantesca società a questo punto fu messa in ridicolo, anche se non fu dimostrato nessun capo d’imputazione. Leslie Griffith chiamò lo scontro a Capitol Hill un momento alla Maria Antonietta sul Reader Supported News per via di tutti gli spettatori che volevano tagliar loro la testa.

Ci fu molto di più di quello che si scrisse:

“Una monarchia finanziaria dei nostri tempi, la Goldman agisce con l’impunità un tempo riservata ai re. Controllando i legislatori. Eleggendo presidenti. Riempiendo il Ramo Esecutivo di ricchi lacchè, manipolando i mercati mondiali e scommettendo contro il benessere dei propri clienti…gli americani. Quando arrivò il loro equivalente del “tax time” [stagione delle tasse, ndt], quelli spremettero ai poveri contadini miliardi di dollari per un piano di salvataggio finanziario.

Maria ne andrebbe fiera”.

Quando Mike Taibbi paragonò la Goldman a un “vampiro sanguisuga” molti si precipitarono a difenderla. Ma non fu questo il caso. Al contrario, il Dipartimento di Giustizia avvantaggiò la SEC richiedendo un’indagine criminale.

Soltanto l’idea fece sì che il valore delle azioni della Goldman subisse una perdita di 21 miliardi di dollari. Alcuni analisti fecero retrocedere la società allo stesso modo in cui avevano fatto con la Grecia poco prima in quella stessa settimana. L’amministratore delegato Lloyd C. Blamkfein, che disse di essersi sentito “umiliato” dalle udienze, doveva essere fatto fuori in pochi giorni; perse 81 milioni di dollari su 2.023.364 titoli del valore di circa 373 milioni di dollari. Ci fu un’esigua solidarietà pubblica per la sua caduta in disgrazia.

E ora? Ci sarà davvero un’azione penale o tutto ciò è solo fumo per creare uno stato d’allerta per un pacchetto di riforma finanziaria già pesantemente compromesso? Qualcuno andrà in galera? A meno che non ci siano più pistole fumanti e rivelazioni scioccanti, qualche accordo sulle cause civili è la cosa più probabile, come ha spiegato The Atlantic:

“…, il livello per un caso penale è molto più alto. Il DOJ [Department of Justice, “Dipartimento di Giustizia”, ndt] deve presentare prove davvero convincenti che una giuria possa comprendere agevolmente tanto da scoprire che, senza dubbio, la Goldman e/o alcuni dei suoi banchieri sono colpevoli di frode. Dato che ci sono molte persone che nel chiedersi se anche il caso civile può avere successo al di sotto di un livello più debole di colpa, è relativamente poco probabile che le imputazioni penali starebbero in piedi. Inoltre, il pubblico non ha tutte le informazioni, quindi è troppo presto per sapere con sicurezza il destino di un processo penale”.

In più, sembra come se solo uno dei banchieri al livello più basso, Fabrice Tourre, detto anche “Fab”, abbia già esposto la sua difesa all’interno della sua testimonianza congressuale. Come Planet Money della NPR [National Public Radio] ha notato: “Le dichiarazioni pubbliche di Tourre hanno reso meno probabile che in seguito possa cambiare la sua storia e negoziare una condanna più lieve con la SEC in cambio di informazioni che potrebbero essere dannose per la società o per gli altri dirigenti”.

Ora, dice Doyle, c’è “un piccolo dubbio per quanto riguarda il perché i dirigenti della Goldman Sachs fossero reticenti nel rispondere alle domande martedì scorso sapendo bene che un’indagine criminale era potenzialmente vicina ad essere avviata”.

La questione criminale è a stento definita. Come ha detto un avvocato a Bloomerang News: “Al fine di procedere criminalmente in un caso, bisogna avere prove evidenti di menzogna, truffa e furto”. Robert Hockett, professore di legge alla Cornell University, ha minimizzato l’angolazione del reato. “In realtà non è una grande operazione”, dice Hockett, “Non è insolito per la SEC ricorrere al Procuratore Generale degli USA per un caso. Non si presenta un nuovo sviluppo legale. È uno sviluppo procedurale”.

Risultato: non fate crescere le vostre speranze. Il governo non ha dichiarato guerra a Wall Street persino dopo che Wall Street ha dichiarato guerra a Main Street [La via principale, metafora dell’economia reale. N.d.r.]. E i media sono complici, cancellando addirittura una marcia di 15.000 lavoratori su Wall Street.

Wall Street è difficilmente umile. La sua arroganza è evidente in un’e-mail di cui il Financial Times dice che sta “risuonando tutt’intorno i tavoli di scambio”. Si legge in parte:

“Siamo Wall Street. È il nostro lavoro fare soldi. Se sono materie prime, provviste, titoli o qualche ipotetico documento falso, non importa. Avremmo venduto biglietti di baseball se fosse stato vantaggioso… Andate avanti e continuate a umiliarci, ma danneggerete solo voi stessi. Cosa accadrà quando non troveremo più lavoro a Wall Street? Indovinate: prenderemo i vostri [lavori].

…Non siamo dinosauri. Siamo più intelligenti e più pericolosi di loro, e sopravviveremo”.

Il guanto è stato gettato.

Danny Schechter di News Dissector ha diretto “Plunder The Crime Of Our Time”, un nuovo DVD che tratta della crisi come una storia criminale (Plunderthecrimeofourtime.com). Commenti a: Dissector@mediachannel.org

Titolo originale: “The Criminalization of Wall Street: Will Any Exec at Goldman Sachs Go to Jail?”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
03.05.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di FEDERICA DI EGIDIO

ComeDonChisciotte – UN MESSAGGIO DALL’ ARGENTINA: IL NOSTRO SOSTEGNO AL POPOLO GRECO !

Fonte: ComeDonChisciotte – UN MESSAGGIO DALL’ ARGENTINA: IL NOSTRO SOSTEGNO AL POPOLO GRECO !.

DI ADRIAN SALBUCHI
voltairenet.org

Ci sono analogie sconcertanti tra il decennio catastrofico dell’Argentina (1991-2001), che ha portato ad un massiccio default, e le recenti ed incombenti difficoltà della Grecia. In tutti e due i casi, la colpa è delle organizzazioni di credito internazionali ed entrambi i paesi sono stati afflitti da rivolte e proteste diffuse contro le misure di austerità imposte dal FMI. L’economista argentino Adrian Salbuchi offre una vigorosa analisi di questa crisi “artificiosa” che non conosce frontiere.

Nel momento in cui gli argentini, oggi, guardano il telegiornale e vedono le cose terribili che accadono in Grecia, non possono che dire “Hey, è IDENTICO all’Argentina nel dicembre 2001 e l’inizio del 2002…!”. All’epoca, l’Argentina subì il suo peggiore collasso a livello monetario, del sistema bancario e del debito pubblico, che portò a tumulti, violenza folle, proteste e guerra sociale. L’agitazione fu così dannosa da costringere alle dimissioni il Presidente Fernando de la Rua, soprattutto a causa del suo famigerato Ministro dell’Economia pro-cartelli bancari, Domingo Cavallo, generando un vuoto politico che portò l’Argentina ad avere cinque (ben cinque!!) presidenti in quell’ultima terribile settimana di dicembre 2001.

La scintilla del caos sociale in Argentina fu il tentativo del Presidente de la Rua di attuare le misure di austerità, evidentemente ingiuste, imposte dal FMI che richiedeva, come al solito, il massimo sacrificio da parte della popolazione – più tasse, meno spese sociali, “budgets bilanciati”, nessuna spesa in disavanzo, ed altre misure anti-sociali – che causarono un crollo del PIL argentino di quasi il 40%.

Metà della popolazione precipitò al di sotto della soglia di povertà (molti non fecero mai ritorno alla tradizionale classe media argentina), alle banche private fu concesso di trattenere legalmente i risparmi della gente, i depositi in dollari USA furono cambiati in pesos in modo del tutto arbitrario a qualsiasi tasso di cambio deciso dalle banche o dal governo (il dollaro fu svalutato del 300%, da un peso al dollaro a 4 pesos al dollaro nel giro di poche settimane) eppure… nemmeno una banca è crollata! Infatti, da allora sono tutte di nuovo “in affari come sempre”, mentre i poveri e gli impoveriti sono completamente esclusi dal campo.

In Argentina, nel corso di 25 anni di governi provvisori, il Cartello Bancario Internazionale guidato dal FMI ha generato un Debito Pubblico fondamentalmente illegale – o al massimo, illegittimo – che è cresciuto in maniera enorme, finendo per far collassare l’intero sistema economico-finanziario. Non fu una coincidenza. Faceva parte di un modello altamente complesso, architettato al fine di controllare interi paesi, tramite un ciclo a fasi sequenziali e stadi ben identificabili con un solo scopo principale: quando l’economia viene alimentata al fine di attuare una “modalità di crescita” artificiale, l’insieme di tutti i profitti viene privatizzata nelle mani dei suoi “amici”, managers e operatori. Tuttavia, quando l’intero schema – come ogni schema Ponzi truffaldino – raggiunge il suo culmine ed il collasso totale è a portata di mano, allora invertono il processo e socializzano tutte le perdite.

Questo è quanto ha fatto Mr. Cavallo – un protetto di Rockefeller – garantendo che il popolo argentino avrebbe sostenuto le perdite, mentre i banksters [contrazione di banker e gangster, ndt] internazionali riscuotevano tutti i profitti. I media mainstream – locali e globali – ringraziarono; il New York Times arrivò addirittura a suggerire che l’intera Patagonia (vale a dire le 5 province meridionali dell’Argentina, che ricoprono il 35% del suo territorio e godono di un incommensurabile benessere in termini di energia, miniere, risorse idriche ed alimentari) doveva staccarsi dal resto del paese per poter “risolvere i suoi guai col debito estero”…

Ora, questa era l’Argentina del 2001/2002; ma non è anche il caso dell’americano odierno che pagando le tasse soccorre Goldman Sachs, CitiCorp, e GM mentre perde la sua casa, la sua pensione, il suo lavoro? Non è ciò che sta accadendo alla Grecia oggi? E l’Islanda? Il Regno Unito? L’Irlanda? E – prima o poi – Spagna? Portogallo? Italia?…

In Argentina, la nostra gente si è ormai abituata ad essere sempre più povera, cosicchè quando si è tornati alla “normalità”, Goldman Sachs e CitiCorp controllavano i media locali in modo da garantire il potere ad un nuovo regime-burattino sottomesso ad interessi di lucro: vale a dire, il team marito-moglie filo-mafia bancaria di Nestor e Cristina Kirchner… E la giostra continua a girare, mentre il popolo argentino continua a pagare…

Oggi, guardiamo la Grecia e vediamo gli stessi segnali spia: il FMI che impone rigide misure di austerità come condizione delle banche per ottenere più prestiti (come se un paese che collassa sotto il peso del debito potesse superarlo indebitandosi ancor di più!!), i media di regime che parlano con enfasi del bisogno della “Grecia di comportarsi in maniera corretta e responsabile” (come se la FED [Banca Centrale Americana, ndt], la banca di Inghilterra, Goldman Sachs, Bankfein, Greenberg fossero esempi di affidabilità e responsabilità), i governi locali provvisori che fanno tutto ciò che gli è possibile nell’interesse delle banche (George Papandreou è un habitué degli incontri del Gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale, come lo era Fernando de la Rua, membro fondatore del capitolo locale del CARI, Consiglio Argentino per le Relazioni Internazionali), le grandi banche come Goldman Sachs che provano a recuperare ciò che gli è dovuto nel mezzo dei disagi e delle rivolte; tutto questo ha per sfondo cittadini disperati che scendono in strada per esprimere ciò che è chiaro a tutti: i banchieri internazionali ed i governi provvisori locali costituiscono una complessa associazione di ladri e rapinatori.

Poi accade l’inevitabile: il governo manda la polizia in strada per proteggere i bancari, se stesso e gli interessi dell’élite del potere del Nuovo Ordine Mondiale.. Poi la violenza dilaga, la gente resta ferita o uccisa.. la povera (polizia) combatte contro la povera (gente), mentre i ricchi al sicuro osservano da lontano sogghignando..

Non fate errori: questo è un modello mondiale.

Non fate errori: non c’è NESSUNA democrazia, neanche ad Atene, la sua terra madre..

Quello che noi subiamo in tutto il mondo – che sia in Grecia, Argentina, Brasile, Indonesia, Spagna, Islanda, Stati Uniti o Inghilterra – è un sistema meccanico di conteggio dei voti, che dipende completamente da enormi quantità di denaro, necessarie a finanziare costose campagne politiche, comprare la copertura di radio, tv e stampa, pagare rozze strutture di partiti politici, giornalisti, analisti, ed ovviamente anche i ben commercializzati candidati stessi: una vasta schiera di fantocci decrepiti, di cui leggiamo ogni giorno sui giornali: Bush, Blair, Papandreou, Obama, Clinton, Menem, Kirchner, Lula, Uribe. Sarkozy, Rodriguez Zapatero, Merkel…

Ciò che abbiamo è una “democrazia” completamente assoggettata al denaro, anche se dobbiamo ancora capire che il denaro NON è democratico (e neanche dovrebbe). Il denaro è controllato dalla mega-struttura bancaria che usa il FMI, la Banca Mondiale, la FED, la BRI, la BCE come sue entità di regolazione globale, e paga al fine di gestire l’intero “show democratico”. Quindi, alla fine abbiamo “la miglior democrazia che il denaro possa comprare”.. che non è affatto una democrazia..

Perciò, chi è il prossimo? Spagna? Italia? Portogallo? Il Sistema Monetario Europeo andrà in pezzi? Un bail-out di 750 miliardi di Euro farà precipitare in picchiata la neonata (ancora in fasce) valuta? Il Meccanismo Monetario Europeo crollerà? La Germania sarà il primo stato a riconvertire le riserve auree nei vecchi marchi tedeschi?

L’Euro in collasso e il dollaro teoricamente super-inflazionato (shhh! non ditelo ad alta voce!!) prepareranno la strada per una nuova valuta mondiale, essenzialmente privata, che verrà gestita a livello globale dai cartelli monetari privati delle varie Goldman Sachs, HSBC, CitCorp, Deutsche Bank di questo mondo?

Restate sintonizzati.. C’è ancora tanto, tantissimo da vedere..

Adrian Salbuchi
Fonte: www.voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article165415.html
14.05.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

ComeDonChisciotte – L’ ERESIA DELLA GRECIA OFFRE UNA SPERANZA

Fonte: ComeDonChisciotte – L’ ERESIA DELLA GRECIA OFFRE UNA SPERANZA.

DI JOHN PILGER
johnpilger.com

“Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore.”

Mentre la classe politica della Gran Bretagna fa finta che il suo matrimonio combinato tra Panco Pinco e Pinco Panco sia la democrazia, l’ispirazione per il resto di noi è la Grecia. Non c’è da stupirsi che la Grecia non venga presentata come un faro, ma come un “paese spazzatura” ottenendo la meritata punizione per il suo “settore pubblico obeso” e la “cultura delle scorciatoie” (the Observer). L’eresia della Grecia è che la rivolta della gente comune offre una speranza autentica a differenza di quella elargita dal signore della guerra alla Casa Bianca.

La crisi che ha portato al “salvataggio” della Grecia da parte delle banche europee e del Fondo Monetario Internazionale è il prodotto di un sistema finanziario grottesco già di per sé in crisi. La Grecia è il modello in miniatura di una moderna lotta di classe che raramente è stata riportata come tale e viene portata avanti con tutta l’urgenza del panico tra i ricchi dell’impero.

Ciò che rende la Grecia diversa è che nel suo passato c’è invasione, occupazione straniera, il tradimento da parte dell’Occidente, la dittatura militare e la resistenza popolare. Le persone comuni non sono intimorite dal corrotto corporativismo che domina nell’Unione europea. Il governo di destra di Kostas Karamanlis, che ha preceduto l’attuale governo Pasok (Labourista) di George Papandreou, è stato descritto dal sociologo francese Jean Ziegler come “una macchina per il saccheggio sistematico delle risorse del Paese”.

La Federal Reserve Board degli Stati Uniti sta investigando sul ruolo della Goldman Sachs e di altri gestori di hedge fund americani che hanno scommesso sul fallimento della Grecia mentre i beni pubblici venivano liquidati e i ricchi evasori fiscali depositavano 360.000.000.000 di euro nelle banche svizzere. I più grandi armatori greci hanno trasferito le loro aziende all’estero. Questa emorragia di capitale continua con l’approvazione delle banche centrali europee e dei governi.

All’11 per cento, il deficit della Grecia non è superiore a quello americano. Tuttavia, quando il governo Papandreou ha cercato di prendere prestiti al mercato dei capitali internazionali, è stato efficacemente bloccato dalle agenzie americane di rating aziendale, che hanno “declassato” la Grecia a “spazzatura”. Queste stesse agenzie hanno assegnato rating tripla-A per miliardi di dollari in titoli cosiddetti mutui sub-prime accelerando così il crollo economico del 2008.

Quello che è successo in Grecia è un furto di portata epica, anche se di entità sconosciuta. In Gran Bretagna, il “salvataggio” di banche come Northern Rock e Royal Bank of Scotland è costato miliardi di sterline. Grazie all’ex primo ministro, Gordon Brown, e alla sua passione per gli istinti di avarizia della City di Londra, questi doni fatti con i soldi pubblici sono stati senza condizioni, mentre i banchieri hanno continuato a pagarsi i premi che chiamano bonus. Sotto la politica monoculturale della Gran Bretagna, possono fare come vogliono. Negli Stati Uniti, la situazione è ancora più eclatante, riferisce il giornalista investigativo David DeGraw, “[mentre le maggiori banche di Wall Street] che hanno distrutto l’economia pagano zero tasse e ricevono 33 miliardi di dollari in rimborsi”.

In Grecia, come in America e Gran Bretagna, alla gente comune è stato detto che deve ripagare i debiti dei ricchi e dei potenti che li hanno generati. Lavoro, pensioni e servizi pubblici devono essere tagliati e bruciati, mentre i corsari sono in carica. Per l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale, si presenta la possibilità di “cambiare la cultura” e smantellare il benessere sociale della Grecia, così come il FMI e la Banca mondiale hanno “strutturalmente modificato” (impoverito e controllato) paesi in tutto il mondo in via di sviluppo.

La Grecia è odiata per le stesse ragioni per le quali la Jugoslavia doveva essere fisicamente distrutta con la scusa di proteggere le popolazioni del Kosovo. La maggior parte dei greci sono impiegati dello Stato, e i giovani e i sindacati formano un’alleanza popolare che non è stata sottomessa; i carri armati dei colonnelli sul campus dell’Università di Atene nel 1967 rimangono un fantasma politico. Tale resistenza è un’anatema per i banchieri centrali europei e considerata come un ostacolo al bisogno del capitale tedesco di conquistare mercati a seguito della riunificazione della travagliata Germania.

In Gran Bretagna, è stato grazie alla propaganda trentennale di una teoria economica estrema conosciuta prima come monetarismo e poi come neo-liberalismo, che il nuovo primo ministro può, come il suo predecessore, esprimere le sue richieste che la gente comune paghi i debiti di imbroglioni sebbene “fiscalmente responsabili”. Le innominabili sono la povertà e la classe. Quasi un terzo dei bambini inglesi restano al di sotto della soglia di povertà. Nella classe operaia della città di Londra, nel Kent, l’aspettativa di vita maschile è di 70 anni. A due chilometri di distanza, a Hampstead, è 80. Quando la Russia è stata oggetto di una simile “terapia d’urto” negli anni ’90, l’aspettativa di vita scese in picchiata. Un record di 40 milioni di americani impoveriti attualmente ricevono buoni alimentari: cioè, non possono permettersi il cibo.

Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore. Ogni volta che le tariffe e i sussidi alimentari e il carburante vengono eliminati dal diktat del FMI, i piccoli agricoltori sanno di essere stati dichiarati sacrificabili. L’Istituto per le Risorse Mondiali (World Resources Institute) calcola che il bilancio raggiunge 13-18.000.000 di bambini che muoiono ogni anno. “Questo”, ha scritto l’economista Lester C. Thurow, “non è metafora, né similitudine di guerra, ma la guerra stessa”.

Le stesse forze imperiali hanno utilizzato terribili armi da guerra contro i paesi colpiti nei quali la maggior parte sono bambini e hanno approvato la tortura come strumento di politica estera. Si tratta di un fenomeno di negazione per cui a nessuna di queste aggressioni ai danni dell’umanità, in cui la Gran Bretagna è impegnata attivamente, è stato permesso di influire sulle elezioni inglesi.

La gente per le strade di Atene, non soffre di questo disagio. Sanno perfettamente chi sia il nemico e loro si considerano, ancora una volta sotto l’occupazione straniera. E ancora una volta, stanno insorgendo, con coraggio. Quando David Cameron inizierà a tagliare 6.000.000.000 di sterline dai servizi pubblici in Gran Bretagna, significherà che sta contrattando perchè quello che accade in Grecia non accada in Gran Bretagna. Dovremmo dimostrare che ha torto.

Versione originale:

John Pilger
Fonte: http://www.johnpilger.com/
Link: http://www.johnpilger.com/page.asp?partid=576
20.05.2010

Versione italiana:

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com/
Link: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2010/05/l-della-grecia-offre-una-speranza.html
20.05.2010

Traduzione a cura di DAKOTA JONES