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ComeDonChisciotte – L’OMS NOMINA UN COMITATO PER L’INSABBIAMENTO DEL CASO H1N1

ComeDonChisciotte – L’OMS NOMINA UN COMITATO PER L’INSABBIAMENTO DEL CASO H1N1.

DI JAMES CORBETT
globalresearch.ca

La notizia che L’OMS sia alla nomina di una commissione ‘indipendente’ per indagare sulla propria condotta sul panico da pandemia H1N1 nel 2009 è stata sminuita dal fatto che uno dei membri della commissione, John Mackenzie, sia stato in realtà uno dei membri che ha sollecitato l’OMS a dichiarare la pandemia stessa. Inoltre Mackenzie ha legami con i produttori di vaccini, cosa che lo renderebbe indagabile per le stesse accuse che la commissione sta cercando di accertare, e cioè che l’OMS abbia fatto affidamento su consulenti con seri interessi a dichiarare il ceppo H1N1 Pandemia nonostante i fatti.

Gli eventi continuano a portarci a pensare che l’OMS abbia dichiarato pandemico un ceppo virale relativamente leggero (H1N1) in modo che venissero stipulati contratti per miliardi di dollari aventi come beneficiari i consulenti dell’OMS legati alle grandi case farmaceutiche. Messa alle corde dalla crescente opposizione e perdita di credibilità per via di conflitti di interesse di consulenti chiave dell’Oms, la direttrice dell’organizzazione Margaret Chan ha indetto per lunedì una “franca, critica, trasparente, credibile e indipendente analisi sull’operato” seguita da una riunione a porte chiuse con i cosiddetti esperti indipendenti. Ai fotografi è stato vietato entrare, ai giornalisti è invece stato permesso un accesso sporadico.

La speranza in una seria investigazione indipendente si è infranta con la scoperta che uno dei membri del comitato investigativo è il Professor John Mackenzie (Curtin University, Australia), che a sua volta era proprio una delle persone che aveva consigliato all’OMS di dichiarare il ceppo H1N1 pandemico. Mackenzie è comparso su Der Spiegel all’inizio dell’anno con una valutazione sul proprio operato: “Credo che abbiamo fatto il giusto”.

Indizi su probabili scoperte del comitato di investigazione di Ginevra possono essere tratti dalle dichiarazioni che Mckenzie ha dato ai giornali tedeschi:

“Il sistema dei livelli di pandemia necessita una revisione”

“Dobbiamo migliorare la fase 6 in modo che la gravità dell’infezione sia presa in considerazione”

Analisti prevedono che il comitato trovi l’OMS vittima di una cortina di fumo e di una definizione sbagliata del concetto di pandemia, cosa che li porterà a sostenere che nessun individuo è responsabile per i miliardi di dollari spesi in tutto il mondo in vaccini di cui ora i governi cercano di sbarazzarsi a tutti i costi e che alla fine dovranno buttare.

Inoltre in questione c’è anche il perché l’OMS abbia cambiato la propria definizione di “Virus pandemico”, in modo che l’influenza suina rientrasse dentro il criterio. La definizione presente sul sito dell’OMS prima dell’allarme specificava: “Enormi numeri di morti e ammalati” come criterio per la dichiarazione della Pandemia. In aprile invece la stessa definizione è stata cambiata per pandemie “miti”.

Il comitato dell’insabbiamento è stato formato in vista della relazione finale sullo scandalo H1N1 del “Consiglio d’Europa”. L’ultimo mese il Consiglio ha rilasciato una bozza di relazione della propria investigazione contenente feroci accuse all’OMS e ai suoi motivi per dichiarare l’H1N1 come ceppo pandemico:

Alcuni membri di questo organo consultivo hanno evidenti legami professionali con case farmaceutiche – in particolare questi legami riguardano finanziamenti per ricerche- perciò la neutralità dei consiglieri può essere contestata. Tuttora l’OMS non ha fornito convincenti evidenze da opporre a queste accuse, e l’organizzazione non ha pubblicato le relative dichiarazioni di interesse, assumendo tale posizione riservata. L’organizzazione si è unita ad altri organismi come “EMEA” (European Medicines Agency), che allo stesso modo non ha ancora pubblicato questi documenti –“Gestione della pandemia H1N1: Serve più trasparenza

L’indagine del “Consiglio d’Europa” era supervisionata da Wolfgang Wodarg, Ex capo della “Council’s health committee” che fece clamore lo scorso anno per avere detto che l’OMS aveva finto la pandemia per avvantaggiare i produttori di vaccini. Ci si aspetta che il comitato sia critico verso l’OMS, e questo porta molti a speculare sul fatto che il gruppo sanzionato dall’OMS a Ginevra sia un tentativo per superare il danno e limitare l’esposizione della faccenda.

Si aspetta che il gruppo indipendente finisca il meeting mercoledì. Nessuna parola è stata per ora spesa sul fatto che il vaccino dell’influenza in realtà aumenti il rischio di contrarre l’H1N1 o che effetto si potrebbe aspettare se l’OMS ignorasse questa informazione per spingere a favore del vaccino.

Il panico della H1N1 è iniziato lo scorso Marzo, la stima della OMS è stata di 2 miliardi di infetti e milioni di morti. Dai nuovi dati rilasciati si evince che l’influenza è stata molto meno letale della regolare influenza stagionale.

Titolo originale: “WHO Appoints H1N1 Cover-Up Committee”

Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link
13.04.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di FIGHTINGforBISCUITS

Consiglio d’Europa: la suina era una bufala. Brava la Polonia!

Fonte: Consiglio d’Europa: la suina era una bufala. Brava la Polonia!.

L’11 settembre 2009 il blog smontava quella gran bufala della suina. Il 24 settembre raccoglieva a supporto anche l’opinione di Paolo Grossi, infettivologo di chiara fama. Il 16 novembre lanciavamo la presa di posizione netta e in controtendenza del Ministro della Salute polacco, Ewa Kopacz che, sfidando il cartello e lo strapotere delle case farmaceutiche, si rifiutava di acquistare vaccini anti-influenzali per milioni e milioni di euro. Nella stessa sede pubblicavamo in anteprima il contratto secretato tra la Novartis e il Ministro Sacconi, marito di Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, che impegnava lo stato italiano a corrispondere decine di milioni di euro alla Novartis, anche in caso in cui la consegna dei vaccini non venisse effettuata.

Due giorni dopo, con strano tempismo, sulla Kopacz arrivava anche Repubblica. E due mesi dopo si accorgevano finalmente del contratto secretato.

Tra quanti anni si accorgeranno, adesso, che il Consiglio d’Europa ha lodato Ewa Kopacz per il suo atto coraggioso di resistenza nei confronti delle lobby farmaceutiche, dichiarando pubblicamente che è un esempio da seguire e che era nel giusto, perché il WHO aveva torto nell’annunciare al mondo la pandemia della suina?

“La suina era una bufala”

Fonte: “La suina era una bufala”.

L’influenza A è una bufala orchestrata dalle case farmaceutiche, tramite l’Organizzazione mondiale della sanità, per fare miliardi con inutili e per giunta pericolosi vaccini. A dirlo non è qualche critico no-global, ma il presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, Wolfang Wodarg. Il quale ha anche fatto approvare in Consiglio una dura risoluzione che chiede un’inchiesta internazionale sulla faccenda.

“Uno dei più grandi scandali sanitari del secolo”. Secondo Wodarg, che nei giorni scorsi ha rilasciato diverse interviste alla stampa europea, il caso dell’influenza suina è stato “uno dei più grandi scandali sanitari del secolo”. Le maggiori aziende farmaceutiche mondiali, secondo l’alto funzionario europeo, sono riuscite a piazzare “i propri uomini” … negli “ingranaggi” dell’Oms e dei governi mondiali in modo da condizionare le loro decisioni. “Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l’influenza – si legge nella risoluzione Wodarg – le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali e così da allarmare tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati”.

Come hanno fatto? Semplice. “L’Oms, su indicazione di alcune grandi compagnie farmaceutiche e dei loro scienziati, hanno ridefinito il concetto ufficiale di ‘pandemia’ abbassando i livelli di allarme”, ha spiegato Wodrag. “Prima, una pandemia, per essere considerata tale, doveva essere non solo estesa a tanti paesi ma anche produrre un numero di decessi superiori alla media. Con la cancellazione di questo secondo criterio, è stato possibile lanciare un falso allarme, costringendo
i governi a reagire immediatamente e a firmare contratti milionari di approvvigionamento vaccini con quelle stesse compagnie. E’ stata una grande campagna di panico sostenuta da una massiccia operazione di disinformazione che ha procurato enormi guadagni a chi l’ha pianificata, enormi sprechi di denaro pubblico. E – aggiunge Wodrag – elevati rischi per la salute della popolazione a causa della velocità con cui i vaccini sono stati prodotti: alcuni con ingredienti non sufficientemente testati, altri addirittura, come il vaccino della Novartis, creati in bireattori da cellule cancerogene: una tecnica finora mai usata”.

L’Italia ha regalato a Novartis 184 milioni di euro. Proprio con la Novartis il governo italiano, all’epoca dell’allarme, ha firmato un accordo capestro per l’acquisto di 24 milioni di dosi a un costo di circa 184 milioni di euro. Anche se sono stati somministrate solo 850mila vaccini, le clausole del contratto non prevedono né restituzione mé rimborsi. Un bell’affare di cui possiamo ringraziare l’ex ministro della Sanità, Maurizio Sacconi. O forse sua moglie Enrica Giorgetti, direttore generale di Famindustria.

peacereporter

Odio dire “ve l’avevo detto io” (<— bugia). Ma in realtá, avevo parlato fin dall’inizio di questa bufala del vaccino: in un post appena una settimana dopo l’inizio dell’allarme (e ancor prima QUI su Pressante), alla fine di aprile, e poi in altri (Pressante) successivi. Non lo sottolineo per gloriarmene (<— bugia), ma perché alcuni lettori per mostrare la loro fede assoluta nella Scienza sono corsi a vaccinarsi, mentre altri in un eccesso del catastrofismo e complottismo che talvolta allignano in vari blog, avevano temuto davvero la pandemia organizzata dalla Cupola dei Cattivi per sterminarci.

Invece la Cupola dei Cattivi, in cui la Scienza entra ahinoi per scopi solo economici, si comporta sempre nel solito modo ormai scontato: quel che interessa sono i nostri quattrini, e se sono quelli dello Stato meglio ancora. Lo verifichiamo tutti i giorni, per ogni e ciascuna Grande Opera, per ogni “soluzione” in arrivo, per ogni “riforma condivisa” che ci si prospetta come risolutiva ed invece è sempre la vecchia fregatura in altre vesti.

Stavolta però si sono superati: la sòla tirata a tutti gli Stati del mondo ha qualcosa di clamoroso, e di talmente evidente da suscitare la riprovazione persino di chi è solitamente complice. L’Europa, ad esempio: nel responsabile Sanitá del Consiglio d’Europa, il tedesco Wolfang Wodard (come riportato sopra)[…]

Ma quel che è più interessante è che il cittadino, oltre a capire così come funzionano le compagnie farmaceutiche (e quindi a diffidare di ciò che proclamano anche sui loro stessi farmaci), potrebbe fare due più due e cominciare a pensare che tanto malcostume non sia prerogativa solo di Big Pharma. Potrebbe cominciare a chiedersi se anche le aziende di altri settori (dalle costruzioni alle armi alle banche) siano in grado di creare falsi allarmi corrompendo scienziati, politici, organismi internazionali e nazionali onde piazzare i propri prodotti.

Dobbiamo credere allora alla effettiva necessitá della tal guerra? Alla necessitá di costruire nuove carceri o nuove autostrade o case popolari? A quella di una pensione integrativa? Di screening medici generali? Oppure qualcuno ha unto certe ruote al solo scopo di creare un bisogno inesistente e papparsi un po’ di soldi?

Eh, che domande esistenziali. Sará forse per questo, che dello scandalo del vaccino non si parla troppo sulle prime pagine…

Crisis

ComeDonChisciotte – LA ‘FALSA’ PANDEMIA

Fonte: ComeDonChisciotte – LA ‘FALSA’ PANDEMIA.

DI FIONA MACRAE
http://www.dailymail.co.uk

Le case farmaceutiche hanno approfittato della paura per l’influenza suina, afferma il presidente della sanità europeo

L’epidemia di influenza suina era una “falsa pandemia” spinta dalle compagnie del farmaco che hanno fatto in modo di guadagnare miliardi di sterline approfittando di un allarme su scala mondiale, ha affermato uno dei maggiori esperti di salute.

Wolfgang Wodarg, presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, ha accusato i produttori di farmaci e vaccini antinfluenzali di aver manipolato le decisioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità affinché si proclamasse lo stato di pandemia.

Questo ha permesso alle società farmaceutiche di assicurarsi “enormi guadagni”, mentre i paesi, incluso il Regno Unito, hanno “sperperato” il proprio magro budget sanitario, con milioni di persone vaccinate contro una malattia relativamente mite.

Una risoluzione proposta dal Dr Wodarg chiede che si proceda ad un’indagine sull’incarico che le società del farmaco hanno ricevuto da parte del Consiglio d’Europa, il “senato” con base a Strasburgo responsabile della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Un dibattito urgente su questo tema dovrebbe avere luogo alla fine di questo mese.

La richiesta del Dr Wodarg è arrivata nonappena è emerso che il governo britannico sta cercando disperatamente di sbarazzarsi di 1 miliardo di sterline in vaccini contro l’influenza, ordinati nel momento di massimo allarme.

Il Ministero della Sanità aveva previsto circa 65.000 morti, allestito un’apposita linea di consulenza (telefonica, ndt) e un sito web, sospeso le normali regolamentazioni per poter distribuire i farmaci antinfluenzali senza bisogno di prescrizione, e allertato le autorità sanitarie e locali affinché si preparassero ad un’imponente pandemia.

Si era fatto in modo di allestire gli obitori per il gran numero di morti attesi e c’erano stati avvertimenti riguardo al fatto che l’Esercito sarebbe potuto intervenire per prevenire disordini dovuti alla ricerca dei medicinali.

Ma con meno di 5000 casi di malattia in Inghilterra la scorsa settimana e solo 251 morti in tutto, il Dr Wodarg ha definito l’epidemia di H1N1 come “uno dei maggiori scandali del secolo”.

Ha dichiarato: “Abbiamo avuto una blanda influenza – e una falsa pandemia”.

Ha aggiunto che i semi del terrore erano stati seminati cinque anni fa, quando si era paventato che un virus ben più letale come quello dell’influenza aviaria sarebbe potuto mutare divenendo pericoloso per gli umani.

L’atmosfera di “panico” ha fatto sì che i governi facessero scorta di medicinali antinfluenzali come il Tamiflu e sottoscrivessero “contratti dormienti” (ovvero, che entrano in vigore nonappena viene dichiarato lo stato di pandemia, ndt) per milioni di dosi di vaccino.

Il Dr Wodarg ha dichiarato: “I governi hanno siglato contratti con i produttori del vaccino in cui si assicurano in anticipo le ordinazioni, addossandosi quasi tutta la responsabilità.”

“In questo modo i produttori dei vaccini sono sicuri di realizzare enormi profitti senza alcun rischio finanziario”.

“Poi gli basta aspettare che l’OMS dica “pandemia” e rendere attivi i contratti.”

Sostiene anche che per favorire ulteriormente i propri interessi, le principali aziende farmaceutiche avrebbero piazzato i “loro uomini” negli “ingranaggi” dell’OMS e di altre organizzazioni influenti.

Ha poi aggiunto che il loro ascendente avrebbe potuto spingere l’OMS ad ammorbidire la definizione di pandemia – portando alla dichiarazione di un’epidemia mondiale lo scorso Giugno.

Il Dr Wodarg ha detto: “Per poter promuovere i farmaci e i vaccini antinfluenzali, entrambi brevettati, le compagnie farmaceutiche hanno plagiato scienziati ed agenzie ufficiali, responsabili degli standard della sanità pubblica, di modo che allarmassero i governi di tutto il mondo.”

“Hanno fatto in modo che venissero sperperate preziose risorse sanitarie per strategie di vaccinazione inefficienti ed hanno inutilmente esposto milioni di persone in buona salute al rischio degli effetti collaterali sconosciuti di vaccini non sufficientemente testati.”

Non fa il nome di nessun personaggio britannico con conflitti di interesse.

Ma lo scorso anno il Daily Mail ha rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato incaricato di fare consulenza al governo sull’influenza suina, ha anche un incarico da 116.000 sterline l’anno presso il consiglio della GlaxoSmithKline.

La GSK produce farmaci antinfluenzali e vaccini, e si preannuncia come una delle maggiori beneficiarie della pandemia.

Il Ministero della Sanità sostiene che, sebbene la malattia sembri essere in fase calante, non si possa escludere una terza ondata ed incoraggia le persone consigliate a vaccinarsi a farlo.

Il professor David Salisbury, il dirigente governativo responsabile dell’immunizzazione, ha affermato che non c’è “alcuna ragione” per i reclami del dottor Wodarg, sostenendo che le persone con conflitti di interesse sono state tenute fuori dai processi decisionali.

Un portavoce della GSK ha detto: “Accuse di coercizione indebita della volontà sono fuorvianti ed infondate. L’OMS ha dichiarato che l’influenza suina H1N1 corrispondeva ai criteri della pandemia”.

“Come ha dichiarato l’OMS, esistono norme legali e numerosi strumenti di salvaguardia per gestire possibili conflitti di interessi”.

La compagnia, presso la quale Sir Roy lavora ancora, afferma che lui ha reso noti i propri interessi commerciali e che non ha partecipato ad alcun incontro relativo all’acquisto di farmaci o vaccini, né incaricato dal governo né dalla GSK.

Fiona Macrae
Fonte: http://www.dailymail.co.uk
Link: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1242147/The-false-pandemic-Drug-firms-cashed-scare-swine-flu-claims-Euro-health-chief.html
11.01.2010

Scelto e tradotto per http://www.comeddonchisciotte.org da ELISA NICHELLI

ComeDonChisciotte – LA FEBBRE DEL VACCINO E IL BUSINESS DELLE DOSI SCOMPARSE

Fonte: ComeDonChisciotte – LA FEBBRE DEL VACCINO E IL BUSINESS DELLE DOSI SCOMPARSE.

DI MONICA RAUCCI
antefatto.ilcannocchiale.it

Accordo milionario per 24 milioni di fiale, ma ne sono state utilizzate meno di un milione

Topo Gigio è depresso. Ce l’aveva messa tutta, lui, a convincere gli italiani che dovevano vaccinarsi. Ma quelli niente. E così, dei 24 milioni di vaccini acquistati dall’Italia, finora ne sono stati utilizzati solo 840.000. Gli altri ventitré milioni si stanno accumulando nei centri di stoccaggio. Una spesa di 184 milioni di euro andata, almeno per ora, in fumo. Anzi, nelle tasche della Novartis, la multinazionale che ha prodotto il farmaco. E con cui il governo ha un rapporto stretto, che risale sin dal 2004. È l’anno dell’aviaria, un’ influenza che non colpisce l’Italia, ma che mette in agitazione il secondo governo Berlusconi: preoccupato per una pandemia che fino ad allora non c’è mai stata e forse non ci sarà mai, decide che bisogna prendere precauzioni. E di stipulare dei contratti che riconoscano allo Stato italiano un diritto di prelazione sulla produzione futura di vaccini.

Un paradosso: io governo ti pago ora affinché in caso di emergenza tu faccia il tuo interesse, ossia vendere a me i farmaci.Neanche due mesi dopo, il ministero chiama a raccolta attorno a un tavolo cinque aziende, che mettono sul piatto le loro proposte di contratto. Il ministero ne sceglie tre: tra queste quella della Chiron, una azienda senese specializzata in vaccini che pochi mesi dopo verrà acquisita dalla Novartis.

A quella seduta partecipa anche Reinhard Gluck. Allora è il presidente di Etna Biotech, una società siciliana. Anche lui fa la sua proposta. “Quando entrai nella stanza capii subito come sarebbero andate le cose – racconta – e che il mio progetto non sarebbe mai passato. Era evidente che tra i rappresentanti del governo e i senesi ci fosse un rapporto consolidato. Ero terribilmente dispiaciuto”.

Anche perché la posta in gioco è alta: sulla base di quei contratti verranno stipulati i successivi in caso di pandemia. Una bella torta per le aziende del farmaco. I tre contratti costano in tutto al governo 6 milioni e mezzo di euro. Oltre a sancire un diritto su un bene futuro di cui il governo potrebbe non godere mai, vengono stipulati in modo carbonaro senza alcuna gara di appalto.

L’accordo più oneroso è quello con la Chiron-Novartis: da solo costa 3 milioni di euro ed è alla base del contratto di fornitura per il vaccino H1N1, stipulato il 21 agosto 2009 tra il governo e la Novartis.
L’accordo del 2005 garantiva al ministero la fornitura in caso di pandemia di 15 milioni di dosi di vaccino entro tre mesi dalla consegna del seme da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Ma nel contratto di quest’anno, che di pubblico ha solo il nome, quella clausola fondamentale scompare. Viene sostituita da tre date di consegna (con le relative forniture) che però nel testo sono oscurate. “Motivi di riservatezza”, commenta il ministero.

L’unica cosa certa è che al momento del solo picco pandemico, a inizi novembre, la richiesta di vaccino è più alta dell’offerta. Il contratto, come segnala subito la Corte dei Conti, è totalmente sbilanciato a favore della multinazionale: in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti, per esempio, non sono previste multe o penalità per la Novartis.
Altro punto critico: se l’azienda non avesse ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, il governo avrebbe dovuto comunque corrisponderle 24 milioni di euro. Una specie di premio per la partecipazione. La Novartis poi è manlevata legalmente, tranne che per difetti di fabbricazione del prodotto.

Il costo del vaccino è piuttosto alto: sette euro e novanta a dose, quando quello di un normale antinfluenzale, che ha le stesse spese di produzione, viene pagato dalle Regioni circa quattro euro. Quattro euro di differenza che non si spiegano solo con i costi di ricerca.
Contratti simili sono stati stipulati in realtà dalla maggior parte dei governi europei, che nella corsa all’accaparramento del vaccino hanno accettato condizioni vessatorie. Eppure si sapeva fin da subito che il virus non era così pericoloso.

A inizio 2009 i membri dell’unità di crisi dell’Oms (alcuni ora sotto inchiesta per presunti conflitti di interesse con le case farmaceutiche) avevano eliminato dalla definizione di pandemia il criterio dell’”alto numero di morti”.
E in un batter d’occhio quello che fino ad allora era un normale virus influenzale a bassa mortalità diventò il virus-killer. Con la conseguenza che centinaia di milioni di vaccini ora giacciono nelle celle frigorifere di mezza Europa.

Al di là di quello che dice il neo ministro della Salute Ferruccio Fazio, difficilmente il farmaco, che ha durata di un anno, potrà essere riutilizzato il prossimo inverno, a meno che, evento improbabile, il ceppo non rimanga esattamente lo stesso. Intanto in Italia le Asl cominciano ad avere problemi di stoccaggio. E ancora deve arrivare l’ultima fornitura, prevista per il 31 marzo, quando probabilmente la suina sarà solo una barzelletta.

L’unico a ridere per ora è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino non ne ha comprato neanche uno. In tempi di isteria pandemica disse: “Il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa”.

Monica Raucci
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2412631&yy=2010&mm=01&dd=05&title=la_febbre_del_vaccino_e_il_bus

Da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio

ComeDonChisciotte – BIG PHARMA – LA SUINA E I MASSONI

Fonte: ComeDonChisciotte – BIG PHARMA – LA SUINA E I MASSONI.

di ANDREA SUCCI
lavocedellevoci.it

La leggenda della “suina” parte da una storiella messicana. Il virus sarebbe partito dal Messico: il paziente zero era un bambino di 5 anni, Edgar Hernandez, originario di La Gloria (Veracruz). L’assunto, inizialmente smentito, viene confermato dal Governatore di quella citta’, Fidel Herrera, solo il 26 aprile 2009, diverse settimane dopo la morte del primo niño e le segnalazioni di 400 persone contagiate, tutte a La Gloria.
Perche’ proprio in quel luogo apparentemente fuori dal mondo?

I media messicani e la popolazione locale non hanno dubbi: la colpa sarebbe da attribuire agli scempi ambientali perpetrati dalla multinazionale americana Smithfield Company, la maggior produttrice statunitense di carne suina, presente in Messico con la controllata Granjas Carrol, che dispone di circa quaranta stabilimenti produttivi, tutti compresi nella Valle del Perote, zona a confine tra lo stato di Veracruz e quello di Puebla, dove si trova appunto La Gloria. Secondo fonti non governative, e secondo gli attivisti messicani che da quattordici anni si battono per proteggere se stessi e la loro terra, la causa dell’influenza A sarebbe da ricercare nell’inquinamento acquifero prodotto dagli scarichi industriali di Granjas e in quello atmosferico dovuto alle carcasse di maiali abbandonate en plein air.

In pista scende subito Big Pharma e i vaccini sono tre: il Celvapan, prodotto dall’americana Baxter; il Pandemrix della britannica GlaxoSmithKline; il Focetria, della svizzera Novartis. Il via libera arriva dall’Agenzia Europea del Farmaco, l’Emea, tramite una sottocommissione, la Chmp, che si occupa dei prodotti medicinali per uso umano. Organismi non del tutto imparziale. Ralph Edwards, responsabile dell’Uppsala Monitoring Centre svedese ed esperto di farmacologia, afferma che «le Agenzie regolatorie hanno molti piu’ rapporti con le aziende farmaceutiche che con i cittadini». «Questo e’ un grosso problema anche dell’Emea», conferma Mauro Venegoni, componente dell’organismo consultivo di farmacovigilanza del Chmp e direttore dell’ufficio farmacovigilanza dell’Aifa, la corrispondente italiana dell’Emea.
Puo’ risultare allora interessante puntare l’attenzione su alcuni illustri connazionali che operano tra l’Emea e il Chmp e sulle strutture in cui svolgono nel nostro paese la loro attivita’.

INSUBRIA DOCET

Partiamo dall’Universita’ dell’Insubria, con sedi fra Como e Varese, bersaglio, recentemente, di vibrate proteste da parte degli animalisti. Dice Francesco Caci, responsabile della Lega Antivivisezione di Busto Arsizio: «Quello che noi disapproviamo e’ l’utilizzo degli animali per studi su cannabinoidi, oppioidi, tumori e malattie neurogenerative. Abbiamo contestato gli esperimenti dal punto di vista sia etico che scientifico, perche’ sono finalizzati solo ad aumentare il numero di pubblicazioni dei ricercatori. Tra l’altro, i locali messi a disposizione dall’amministrazione di Busto sono edifici che hanno avuto bisogno di una ristrutturazione costata 15 milioni di euro, per meta’ finanziati dal comune e per meta’ con fondi europei; in realta’ dovevano essere destinati ad opere di industrializzazione».
Il direttore dell’ufficio legale dell’Emea insegna in questa universita’. E’ Vincenzo Salvatore, giurista varesino, ordinario di Diritto Internazionale all’Universita’ dell’Insubria. Rettore dell’Insubria e’ Renzo Dionigi, gia’ componente del Consiglio Superiore di Sanita’ nominato dall’ex ministro Girolamo Sirchia per il triennio 2003-2005. Consulente di Roberto Formigoni per i rapporti Sanita’-Universita’ e responsabile della Chirurgia generale 1 dell’ospedale Circolo di Varese, Renzo Dionigi e’ un massone, presente nella famosa lista Cordova del 1992.
Capofila della lobby pubblico-privata che sponsorizzo’ la nascita dell’Insubria e’ l’avvocato Ferruccio Zuccaro, proboviro dell’Ateneo varesino, ex balilla, ex vice presidente della Provincia, componente del Lions Club Varese Host e massone presente negli elenchi del ‘92. Forse e’ un caso, ma lo studio dell’avvocato Zuccaro e’ a Varese, in via Speroni 14, proprio nello stesso stabile in cui anche l’avvocato Vincenzo Salvatore svolge la sua attivita’.

L’Insubria e’ legata ad alcune tra le piu’ importanti multinazionali del farmaco come la GlaxoSmithKline, produttrice del vaccino Pandemrix, con cui ha una “Convenzione quadro per attivita’ di collaborazione didattico-scientifica” (vedi la delibera del Senato Accademico datata 22 aprile 2008); o come la Novartis, da cui si fa sponsorizzare per permettere ai docenti delle sezioni del Dipartimento di Scienze chirurgiche di partecipare allo studio internazionale Sustain come centro di arruolamento e trattamento (durata 2006-2008). La Novartis non solo produce il vaccino Focetria, ma e’ anche cliente della Huntingdon Life Sciences (HLS), la piu’ grande societa’ europea che esegue sperimentazioni animali. Per chiudere il cerchio, anche Glaxo e’ cliente della HLS: quindi sia Novartis che Glaxo fanno affari con l’Insubria e con HLS.

UN PONTE PER CARLO MAGNO

Altro personaggio interessante e’ Giuseppe Nistico’, membro del Chmp dal 2004 e anche lui scelto direttamente dal ministro dell’epoca, quel Girolamo Sirchia condannato nel 2008 in primo grado a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per tangenti. Nistico’ e’ un forzista, ex presidente della Commissione Ricerca UE ed ex presidente della Regione Calabria, noto soprattutto perche’ voleva intitolare il Ponte sullo Stretto a Carlo Magno. E’ massone anche lui, nella lista Cordova del ’92. In caso di assenza alle sedute del Chmp, Nistico’ veniva sostituito da un membro supplente, Pasqualino Rossi, capo dell’unita’ operativa di farmacovigilanza dell’Aifa, che il 23 maggio 2008 viene arrestato con l’accusa di attentato alla salute pubblica. Numero due all’Aifa, secondo il Procuratore di Torino Raffaele Guariniello Rossi avrebbe ricevuto compensi per chiudere un occhio sull’Aulin, l’anti-infiammatorio che puo’ avere effetti collaterali sul fegato. Interrogato dagli inquirenti, Rossi ha confermato di aver ricevuto dei regali ma «pensavo fossero delle banalita’, non ho mai fatto cose contrarie ai doveri d’ufficio. Non mi sono mai ritenuto un corrotto».

Fino al 2004 Giuseppe Nistico’ faceva parte anche dell’European Parliament Osteoporosis Interest Group, una sorta di lobby che opera per il “call to action”: promuovere misure nazionali che rendano i pazienti piu’ consapevoli dei problemi derivanti dall’osteoporosi, aiutare i medici a riconoscerne i sintomi e spingere il sistema sanitario a pagare per trattamenti appropriati. Tra le compagnie che si occupano di finanziare le attivita’ dell’International Osteoporosis Foundation, di cui l’Interest Group fa parte, spuntano ancora una volta Novartis, Glaxo (tramite la Amgen, con cui Glaxo ha una partnership europea) e Baxter (che ha accordi commerciali con Nycomed e Teva Pharmaceutical). Va detto che Nistico’ ha lasciato il gruppo nel momento in cui e’ divenuto membro Chmp.

NEL SEGNO DI VANGUARD

Esiste un gruppo di potere che lega la Smithfield Foods – la compagnia americana dalla quale siamo partiti, e che avrebbe provocato l’influenza suina – alle tre multinazionali del farmaco produttrici del vaccino, Novartis, GlaxoSmithKline e Baxter. Tutto e’ racchiuso in una parolina magica: Vanguard, la avanguardia finanziaria mondiale. The Vanguard Group e’ una compagnia americana di investimenti che gestisce un patrimonio approssimativo di 1 trilione di dollari.
Il Vanguard possiede azioni della Smithfield (tramite, ad esempio, il Vanguard Group Inc), azioni della Glaxo (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Health Care Fund ed altri), azioni della Novartis (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Capital Opportunity Fund, etc.) e azioni della Baxter (Vanguard Group, Inc., Vanguard 500 Index Fund, e cosi’ via).
Ma chi detiene le azioni del Vanguard Group? Sono colossi come ExxonMobil Corporation, Microsoft Corporation, General Electric Company, J.P. Morgan Chase e Co., Procter e Gamble Company, Apple, Inc., Coca-Cola Company, Google, Inc., Hewlett-Packard Company, Philip Morris International Inc, Goldman Sachs Group, Inc., PepsiCo… Insomma, le multinazionali piu’ potenti, che possono permettersi il lusso di lanciare, allo stesso tempo, il malanno e la cura, la pandemia e il vaccino.

Andrea Succi
Fonte: http://www.lavocedellevoci.it
Link: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=248
12.12.2009

ComeDonChisciotte – SCIENZIATO REITERA LA PROPRIA DENUNCIA IN UNO STUDIO PUBBLICATO:

Fonte: ComeDonChisciotte – SCIENZIATO REITERA LA PROPRIA DENUNCIA IN UNO STUDIO PUBBLICATO:.

DI SIMEON BENNETT
bloomberg.com

Adrian Gibbs, il virologo che nello scorso Maggio aveva detto che il virus dell’influenza suina poteva essere sfuggito al controllo di un laboratorio, ha pubblicato oggi le sue scoperte, riaprendo la discussione sulle origini del virus pandemico.

Il nuovo ceppo dell’H1N1 , che è stato scoperto in Messico e negli Stati Uniti in Aprile, potrebbe essere il prodotto di ceppi provenienti da tre continenti che sarebbero stati geneticamente modificati in laboratorio o in un impianto di produzione dei vaccini, così hanno scritto Gibbs e altri scienziati australiani suoi collaboratori sul Virology Journal. Gli autori hanno analizzato la composizione genetica dei virus e hanno trovato che le sue origini potrebbero essere spiegate molto più semplicemente da un coinvolgimento umano che da una coincidenza naturale.

Il loro studio, pubblicato su un giornale gratuito online, è stato revisionato da altri scienziati e segue il dibattito tra ricercatori apertosi sei mesi fa, quando Gibbs stesso chiese all’Organizzazione Mondiale della Sanità di considerare queste ipotesi. Dopo aver esaminato il primo articolo di Gibbs di tre pagine, l’OMS e altre organizzazioni avevano concluso che il ceppo pandemico era un virus di origini naturali e non un prodotto di laboratorio.

“È importante che venga identificata l’origine del nuovo virus se vogliamo impedire future pandemie piuttosto che limitarci a minimizzare le conseguenze una volta che sono apparse”, dicono Gibbs e i colleghi John Armstrong e Jean Downie nel loro lavoro odierno di otto pagine.

Gibbs e Armstrong sono professori emeriti presso l’Università Nazionale Australiana a Canberra e Downie è affiliato presso il Centro di Malatte Infettive e i Laboratori di Microbiologia del Westmead Hospital di Sydney, in base all’articolo.

Sebbene l’esatta origine del nuovo ceppo dell’H1N1 sia ancora un mistero, la loro ricerca ha “sollevato molte nuove domande”, dicono. Gli autori hanno confrontato le mappe genetiche dei ceppi di virus dell’influenza contenuti nell’archivio pubblico Genbank e hanno scoperto che i progenitori più vicini al virus pandemico sono diffusi tra i suini.

‘La spiegazione più semplice’

Mentre gli uccelli migratori possono aver agito come canale per la confluenza dei virus, il coinvolgimento umano nel farli combinare insieme è “al momento la spiegazione più semplice”, ha detto oggi Gibbs in un’intervista telefonica.

Gibbs ha scritto o collaborato alla stesura di più di 250 pubblicazioni scientifiche sui virus, principalmente riguardanti il mondo vegetale, durante i suoi 39 anni di carriera all’Università Nazionale Australiana, secondo quanto scritto nelle informazioni biografiche sul sito web dell’Università.

“Conoscendo Adrian Gibbs, deve averci riflettuto in modo piuttosto razionale e deve essere arrivato a quella conclusione”, ha detto in un’intervista telefonica Lance Jennings, un virologo clinico dei Laboratori Sanitari di Canterbury a Christchurch, in Nuova Zelanda. “Ora è compito di qualcun altro provare a confermarlo o confutarlo”.

Simeon Bennett (sbennett9@bloomberg.net)
Fonte: http://www.bloomberg.com
Link: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601124&sid=ajw2AS.d1wK8
24.11.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA NICHELLI

Blog di Beppe Grillo – H1N1 a giorni alterni

Fonte: Blog di Beppe Grillo – H1N1 a giorni alterni.

L’influenza suina è un virus a giorni alterni. Il giorno prima c’è, il giorno dopo scompare.
“Ogni anno una comune influenza fa dai 7000 agli 8000 morti solo in Italia, nel 2008 8000 morti su 4 milioni di influenzati e nessuno ha detto niente o ha sparso psicosi. Si pensi che per malattie molto gravi come le leucemie, AIDS, o cumuli di malattie in persone deboli e anziane, non essendoci sistema immunitario funzionante, anche un raffreddore può essere letale. Ma a un anziano debilitato molte cose possono essere fatali. Sempre nel 2008 morirono migliaia di anziani per il caldo eppure il governo non predispose piani di aiuto. Finora i morti per l’influenza A in tutta la Russia sono stati 14. In Turchia 6. In Germania 3. ma “dopo” la vaccinazione. In Italia ci sono a tutt’ora 16 morti su circa 400 mila casi, quindi lo 0,03 per mille: statisticamente 8 volte in meno delle influenze precedenti.in Italia manca un Ministero della Sanità, per la stoltezza di un B che ha creato Ministeri del tutto inutili come quello per la parità, la semplificazione legislativa o la realizzazione del programma che in 19 mesi non hanno prodotto niente però ha volutamente ignorato un Ministro della Sanità come ha qualunque paese civile, forse pensava di abolire la sanità pubblica per sostituirla con un sistema di assicurazioni pro-ricchi come in USA. A questa mancanza si aggiunge un’informazione tv di talmente basso livello da dare solo informazioni constrastanti e caotiche, in cui il cittadino non ha nemmeno capito se i vaccini ci sono o no, a chi li danno, dove, come e quando e se l’influenza A sia davvero pericolosa. Insomma un governo di incapaci, nessun Ministro addetto alla salute dei cittadini, dei media pietosi per idiozia e mancanza di professionalità, che continuano a dire morti per malattie pregresse. In totale un quadro squallido sia del governo che di Rai o Mediaset, una cosa da terzo mondo ovunque si guardi. Una sola cosa è certa: prima le corporazioni farmaceutiche stimolavano i cittadini a comprare i farmaci, ora li vendono direttamente ai governi. E’ chiaro il vantaggio.” viviana v.

ComeDonChisciotte – IL VACCINO, I CONTRATTI MISTERIOSI E LE MOGLI AL POSTO GIUSTO

ComeDonChisciotte – IL VACCINO, I CONTRATTI MISTERIOSI E LE MOGLI AL POSTO GIUSTO.

DI PINO CABRAS
megachipdue.info/

La sicurezza sanitaria funziona come la sicurezza militare? Quali segreti nasconde, se perfino la Corte dei conti ora vuol vederci chiaro? Sullo sfondo delle dispute sull’influenza suina vediamo avanzare una militarizzazione della salute che gioca sulla paura delle malattie, la più primitiva.
Tralasciamo la questione della tossicità del vaccino, e la rimandiamo ad altre sedi. Partiamo proprio dalla Corte dei conti, l’organo che la Costituzione italiana ha messo a guardia delle spese pubbliche, compresa la cospicua voce della spesa sanitaria.La Corte dei conti ha setacciato anche la questione della fornitura dei vaccini, fino a sollevare parecchie eccezioni. Si è subito dovuta scontrare con la segretezza, usata per ragioni di emergenza. In nome dello stato di eccezione non si può sapere qualcosa di più su uno specifico contratto di acquisto del vaccino che dovrebbe prevenire la famigerata influenza A(H1N1).

L’atto della Corte è del 21 settembre 2009. Si tratta della Deliberazione n. 16/2009/P. Sotto esame passa un contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis, la multinazionale svizzera nata dalla fusione di Ciba-Geigy e Sandoz.

Il primo appunto della Corte dei Conti è di metodo. Si critica l’assenza di qualsiasi garanzia sull’esito «delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto». Tutti i vincoli del contratto sono resi vani da un semplice fatto: non c’è nessuna certezza che il prodotto funzioni e ci sia. L’oggetto del contratto non è dunque materia certa.

Uno si aspetterebbe che in compenso ci siano clausole che stringano il contraente da qualche altra parte. Si tratta pur sempre di soldi pubblici. E invece per Novartis ci sono anche vantaggi per l’IVA. E passi. Ma si prevede anche «la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità» per Novartis.

Va bene, la motivazione è l’emergenza, ma qui si saltano tutti i normali passaggi che regolano l’immissione di prodotti che abbiano implicazioni rilevanti sulla salute dei cittadini. Al punto che ora si accetta il prodotto anche senza l’autorizzazione a commerciarlo in Italia: stavolta basta «un generico “Quality Agreement”». I rischi se li prende il Ministero, insomma. Se ad esempio si volessero riscontrare eventuali difetti di fabbricazione o danni fisici del prodotto, chi deve dirsi d’accordo è proprio Novartis. La Corte nota cioè che i fornitori di una merce eventualmente difettosa hanno addirittura la facoltà di dirsi preventivamente d’accordo o non d’accordo sui rilievi a loro carico. Se, bontà loro, si dicono d’accordo, i difetti di fabbricazione li devono rimborsare loro al ministero. Per gli altri danni causati a terzi dal vaccino sarà il ministero – cioè i contribuenti – a risarcire Novartis.

La Corte critica anche il fatto che alla Novartis verranno pagati poco più di 24 milioni di euro (IVA esclusa) se non otterrà l’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino. Nulla è detto nel contratto sul perché di quella somma-salvagente.

E che succederebbe se Novartis dovesse violare le disposizioni essenziali del contratto? Dal punto di vista del pagamento non succederebbe nulla. Così viene steso un altro tappeto rosso per la multinazionale di Basilea: «il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato».

I rilievi della Corte dei conti si estendono a un altro punto essenziale: il segreto. Certo, si sa che in ogni rilevante contratto industriale ci sono sempre clausole di riservatezza. Ma nel contratto in questione si va ben oltre. Fra le informazioni riservate sono state infatti inserite anche questioni che invece non possono essere segrete, perché si tratta di forniture che devono avvenire con «evidenza pubblica». Per il vaccino si voleva rendere segreta perfino l’esistenza stessa del contratto, non solo i suoi contenuti.

La Corte dei conti a questo punto scopre che non può approfondire di più. Il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi “di natura terroristica” (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003).

Il cerchio si chiude ancora una volta.

Il trattamento dell’influenza A(H1N1) è nelle mani della Protezione civile. E di fronte alle emergenze, le leggi si piegano alle eccezioni. La Corte registra di dover «ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali». Ma poco può farci. Deve arrendersi all’emergenza e accettare la situazione. In nome della Guerra al Terrorismo è nato ovunque un corpus giuridico sempre più esteso che sta divorando il sistema di bilanciamenti delle vecchie costituzioni.

Non è l’unico caso in cui la Grande Paura di una qualche nuova peste, alimentata dai media e da molti governi, porta a forzare le leggi per estendere verso limiti mai visti i poteri delle sempre più ingombranti strutture di ”protezione civile”. E non è nemmeno l’unico caso in cui, con poche righe, i governi garantiscono grandi affari ai produttori del controverso vaccino dell’influenza suina.

Il conduttore di una radio newyorchese, Al Roney di NY WGY, ha rivelato ad esempio le imbarazzanti connessioni che legano il commissario alla Salute dello stato di New York, Richard Daines, e il gigante dei vaccini MedImmune. Si dà il caso che la moglie di Daines, Linda, sia una manager di punta dell’onnipresente Goldman Sachs, la società finanziaria che oltre a essere il maggiore azionista di MedImmune ha anche intermediato una commercializzazione di vaccini del valore di 15 milioni di dollari.

Roney ha fatto appello ai suoi ascoltatori affinché si rivolgessero a Andrew Cuomo, il brillante politico che oggi ricopre la carica di Attorney General, e ha quindi la titolarità della pubblica accusa nello stato di New York. Il tema sollevato da Roney era il conflitto d’interessi. Roney ha proposto ai radioascoltatori di fare causa sul fatto che oltre 500mila lavoratori dello stato, in vario modo legati alla sanità, stavano per essere sottoposti a una vaccinazione obbligatoria, con un potenziale profitto per Goldman Sachs. Dopo la campagna lanciata da Roney, il 23 ottobre il commissario Daines ha sospeso il suo provvedimento, adducendo una carenza di dosi di vaccino. Va notato che lo stato di New York finora è stato l’unico in USA a prevedere vaccinazioni obbligatorie.

Più in generale si può riconoscere un metodo fondato su un allarme martellante, poco preoccupato di provocare panico, fortemente assecondato dai media, con i governi impegnati a rilanciarlo. Un metodo già sperimentato nei casi della SARS e dell’influenza aviaria, e ormai sempre più rodato.

Ai tempi dell’allarme SARS i giornali, imbeccati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, arrivarono a pubblicare grafici e ricostruzioni che pretendevano senza ironia di identificare il «paziente zero»: una scenetta in cui un canadese, un cinese e un vietnamita si incrociavano in un ascensore di Hong Kong, e da lì irradiavano la nuova pandemia per l’universo mondo. Avete visto cosa ne è stato della SARS, che poteva «uccidere miliardi di individui». Sono stati classificati come SARS solo ottomila casi in tutto il mondo e meno di ottocento morti.

Ricordo anche una surreale apertura del Tg1, quando la prima notizia fu un fenicottero morto in uno stagno rumeno. «Un altro caso di aviaria? E se passa all’uomo?». Ho in mente il Tg1, ma non è che gli altri organi d’informazione si fermassero a riflettere. Ovunque aviaria, aviaria, polli, fagiani, e allarmi.

Nel frattempo i produttori di antivirali (una delle categorie di farmaci più inutili che si possano immaginare) gongolavano con profitti miliardari. Gongolava anche Donald Rumsfeld, allora segretario alla difesa USA, in qualità di perfetto anello di collegamento fra il complesso militare-industriale-mediatico e le gradi case farmaceutiche. Proprio Rumsfeld era stato il capo della Gilead Science, la società che brevettò il Tamiflu prima di cederlo alla Roche non senza lasciarsi succulente royalty, governate oggi da un consiglio di amministrazione che comprende vari pezzi grossi dell’atlantismo, tra cui l’ex segretario di Stato George Schulz.

Rumsfeld, uno degli artefici del nuovo diritto d’emergenza e del nuovo stato d’eccezione nato con l’allarme terroristico, ha avuto buon gioco a spingere la manipolazione della paura in più di una direzione, militare, mediatica, medica, ovunque con gli stessi metodi e le stesse complicità. Rumsfeld è lo stesso Rumsfeld che nel 1976 svolgeva il ruolo di Capo di Gabinetto del presidente Ford, quando questi ordinò una vaccinazione di massa per un caso di influenza suina molto simile a quello odierno.

Così, eccoci qui, in un mondo in cui da sempre sono esistite le malattie e le influenze stagionali, ma che solo da qualche anno le vede come una guerra spaventosa nonostante i morti siano in declino, e non certo grazie ai vaccini antinfluenzali, che persino secondo «The Lancet», la più importante rivista medica, sono praticamente inefficaci. Come dice l’epidemiologo Tom Jefferson, «c’è tutta un’industria che si sta aspettando una pandemia». Basta guardare il grafico qui sotto per capire perché questa insistenza sulle influenze “speciali” non si giustifichi scientificamente. Altre malattie simili fanno più morti, ma non suscitano altrettanta attenzione perché non ci sono montagne di soldi né carriere da innalzare su di esse. Lo sviluppo dell’influenza A non sta modificando minimamente il trend delle malattie infettive, ma si presenta come un esperimento affaristico di proporzioni mostruose.

A questo punto però non vorrei caricare di troppe domande il governo italiano. Lo scenario è grandioso, e a Berlusconi non voglio chiedere conto dei guadagni di Rumsfeld. Sarebbe troppo.

Anzi, non voglio essere nemmeno io a fargli delle domande sullo strano contratto con i produttori di vaccini stipulato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il ministero guidato da Maurizio Sacconi.

Lascio le domande nientemeno che a Vittorio Feltri, che il 30 gennaio 2009, quando era ancora direttore di «Libero», titolava così un suo editoriale: «Caro Berlusconi, chiedi cosa fa la moglie di Sacconi». E cosa fa la moglie di Sacconi? Lo facciamo dire da Feltri, che qui ragiona su una cosa verissima: «Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato (…) con una donna talmente in gamba da essere assurta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende: siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici bensì di un colosso quale Farmindustria che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci. Il premier ne è al corrente? Se lo è, provveda per favore a scorporare la Sanità dal resto (Lavoro e Previdenza) onde non offrire il fianco agli attacchi dell’opposizione.»

Ecco, l’opposizione. Bersani, dove sei? Ti fai scavalcare anche da Feltri? È troppo, chiedere che si faccia luce sull’acquisto di una bazzeccola come 24 milioni di dosi per vaccinare il 40% della popolazione, che farà da cavia per un vaccino non sufficientemente sperimentato?

È troppo poi, diffidare dei fabbricanti dei vaccini che saranno ora iniettati a milioni di persone, visto che a loro carico si registrano processi per corruzione o per gli effetti collaterali dei vaccini?

Un piccolo aggiornamento istruttivo:

Le pagine dei quotidiani del 3 novembre 2009 sono coperte di titoli allarmistici e richiamano «la morte sospetta di un bimbo». Già alle ore 10,15 di questa stessa giornata un lancio di agenzia rivela che «il bambino deceduto ieri all’ospedale romano San Pietro è risultato negativo ai test per il virus H1N1. Le analisi effettuate dal laboratorio di virologia del policlinico Gemelli – secondo quanto appreso dall’Agenzia Italia – hanno dato esito negativo». Nel frattempo milioni di persone hanno ricevuto l’imprinting della paura e i poveri pediatri sono presi d’assalto.

Pino Cabras
Fonte: http://www.megachipdue.info/
3.11.2009

IL VACCINO DALLE UOVA D’ORO

Fonte IL VACCINO DALLE UOVA D’ORO.

di Rita Pennarola

Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche’.

Se, come dimostrano i numeri, i colossi del farmaco, dall’alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all’anno di fatturato, superano di gran lunga l’invincibile industria delle armi, non risulta poi cosi’ difficile capire perche’ periodicamente, con cadenza ormai “regolare”, scoppia l’allarme mediatico sulle pandemie che, come altrettanti Armageddon, stanno arrivando a flagellare il pianeta, mietendo milioni di vittime e rendendo percio’ piu’ che mai invocato l’arrivo di specifici vaccini. Virus creati in laboratorio proprio per far nascere la necessita’ di contrastarli, mantenendo su livelli altissimi le corazzate quotate in Borsa? E, in ogni caso, quali conseguenze potranno avere sulla salute umana prodotti a base di virus, realizzati molto spesso sull’onda dell’emergenza, ma destinati alla profilassi di massa su scala mondiale (quest’anno da novembre in poi)?
Quasi “naturale”, allora, che dopo gli allarmi globalizzati sul virus dell’antrace (2001) e sull’influenza aviaria (che nel 2005 vide l’allora ministro della Salute Francesco Storace lanciato all’acquisto di dosi da milioni di euro, poi di fatto mai utilizzate perche’ nel frattempo il virus era “mutato”), oggi dovesse arrivare una ennesima “maledizione biblica”. Terrorizzante, per la maggior parte dell’umanita’, ma, per qualcun altro, provvidenziale.
Sulla influenza A o “suina” – quel virus H1N1 che sta tenendo col fiato sospeso buona parte dell’umanita’, fra propaganda dei governi, complicita’ dei grandi media nelle mani degli stessi colossi farmaceutici, ma anche fra leggende metropolitane e falsi scoop – cominciano oggi a farsi strada le prime, rigorose ricostruzioni che, dati scientifici alla mano, lasciano filtrare le terribili verita’ alla base dell’allarme planetario.
Percio’, nelle stesse ore in cui la Agenzia europea per il controllo sui farmaci da’ via libera ai primi due vaccini anti-pandemia, che saranno prodotti da Novartis e GlaxoSmithKline, arrivano impietosi dossier come quello di Luciano Gianazza, autore di numerosi libri che smascherano il dietro le quinte affaristico della medicina contemporanea. Il quale oggi parla di questi vaccini come delle nuove armi biologiche di distruzione di massa.

ACCHIAPPA LA SUINA
Dopo le prime avvisaglie della scorsa primavera, il clamore mediatico sulla suina esplode a giugno, quando la Organizzazione mondiale della sanita’ annuncia che la pandemia sara’ di livello 6, vale a dire molto elevato, scatenando la corsa dei governi all’acquisto del vaccino. L’attivita’, nei laboratori, diventa da allora frenetica. Quali rischi comportano la fretta e la conseguente, possibile approssimazione? «Alle multinazionali del cartello Big Pharma (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) – punta l’indice Gianazza – e’ stato assicurato che non vi sara’ contro di loro alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possono causare».
Ancor piu’ esplicito il movente economico: «la Novartis – fa sapere Gianazza – ha raccolto ordinativi gia’ da trenta diversi Paesi. Solo dagli Usa ricevera’ 346 milioni di dollari per l’antigene e 348,8 milioni per un adiuvante. La Baxter ha ordini da cinque Paesi per 80 milioni di dosi, ma non ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration, quindi vendera’ al di fuori degli Stati Uniti. GlaxoSmithKline ha ricevuto 250 milioni per la fornitura agli Usa di numerosi “prodotti pandemici”. Il totale degli ordini nei soli Stati Uniti ammonta a 7 miliardi di dollari».
Numerose le sostanze tossiche, a partire dai cosiddetti adiuvanti, senza i quali i vaccini non potrebbero essere conservati ne’ mantenuti in forma stabile. Fra questi Gianazza enumera ad esempio «il thimerosal, conservante 50 volte piu’ tossico del mercurio, che puo’ provocare a lungo termine disfunzioni del sistema immunitario, sensoriali, motorie, neurologiche, comportamentali».
GlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un composto contenente alluminio, il cui uso, in certe dosi, e’ causa accertata di disfunzione cognitiva.
C’e’ poi la formaldeide: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo. «Nel 2007 – continua Gianazza – la California ha utilizzato piu’ di 30.000 tonnellate di questa sostanza cancerogena come microbicida sulle piu’ importanti coltivazioni sparse nel suo territorio».
Altro ingrediente comune ai nuovi vaccini e’ lo squalene, noto come sostanza che puo’ provocare l’artrite reumatoide. E i ricercatori oggi associano l’uso dello squalene alla cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo” che ha colpito migliaia di soldati americani con danni irreparabili al sistema immunitario, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l’artrite reumatoide.
Passiamo al secondo produttore, la Baxter International con casa madre a Chicago e una sede anche in Italia. Non si conoscono ancora fino in fondo le sostanze presenti nel nuovo vaccino, ma puo’ essere utile dare un’occhiata a quelle che si trovavano nel prodotto contro il virus H5N1 dell’influenza aviaria.
«Le cellule in coltura – si legge nel dossier di Gianazza – sono prese dalla “scimmia verde africana”. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati in passato responsabili della trasmissione di virus, tra cui l’HIV e la poliomielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto sul processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantita’ di virus infettivi, che vengono poi inattivati con formaldeide e luce ultravioletta».
Passiamo al terzo colosso, l’elvetica Novartis International AG con sede a Basilea e una propaggine in Italia, a Torre Annunziata, ai margini del fiume Sarno, il corso d’acqua tristemente famoso per essere uno fra i piu’ inquinati d’Europa. Ed e’ proprio dalla Novartis che l’Italia avrebbe acquistato le sue dosi di vaccino anti-suina. Al pari della Baxter, la corazzata elvetica sta utilizzando una linea cellulare di cui e’ proprietaria (analoga a quella della scimmia verde) per far crescere i ceppi del virus, invece delle uova di gallina, come si era sempre fatto finora. Cio’ permette all’azienda di ridurre drasticamente il tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino, che ha preso la denominazione ufficiale di “Focetria”.
Anche qui non mancano additivi come la formaldeide e il bromuro dicetiltrimetilammonio, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili.

PARTICELLE KILLER
Altro allarme e’ quello lanciato dall’economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A meta’ settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l’influenza H1N1. «Ora e’ saltato fuori – si legge – che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che e’ risultata attaccare cellule sane e che puo’ essere mortale».
Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fe’de’rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono cosi’ sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo’ essere quindi estremamente forte».
«C’e’ un solo – obietta Engdahl – piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute». Le particelle di nanodimensioni – viene spiegato – si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu’ essere rimosse.
«Dopo lo scandalo dell’amianto – incalza Engdahl – e’ stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu’ piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull’uomo».
L’European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di agosto ha pubblicato un articolo intitolato “L’esposizione alle nanoparticelle e’ correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma”. Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di eta’ fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficolta’ respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.
«Il fatto chel’Organizzazione mondiale per la sanita’, l’European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle – e’ la drastica conclusione di William Engdahl – la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee».

Il complotto di Big Pharma: tanti morti e tanti soldi

Fonte: Il complotto di Big Pharma: tanti morti e tanti soldi.

Rauni Kilde è l’ex ufficiale nazionale sanitario per la Finlandia. L’intervista è di due mesi fa:

Traduzione:

(…)

– Lei pensa che questi virus siano stati specificatamente selezionati da testare su di noi per operare mutazioni della specie o per ucciderci?

Beh come minimo ci rendono molto malati, poiché lo scopo che ho letto dell’élite, se posso usare questa parola, è quello di ridurre la popolazione del pianeta terra di almeno i due terzi, forse persino di 5 miliardi… – Stiamo però affrontando questa nuova patologia, la suina..

Ma la suina è una enorme cavolata!
Non è la suina a essere pericolosa, è l’iniezione del vaccino! Perché non è solo composto dal virus della suina ma è mescolato con virus umano e con virus aviario e dietro vi è l’intento di ridurre la popolazione, perché è molto tossico, e di fare guadagnare miliardi di miliardi di miliardi a coloro che li producono, Rumsfeld è uno dei proprietari di quelle aziende farmaceutiche.
Volendo ridurre la popolazione, iniziano dai bambini e dalle donne incinte, i primi da eliminare per la prossima generazione.

– Ha tentato di avvertire i governi?
Non i governi ma ho scritto l’informazione alla Finlandia, non penso che funzionerà…

– Hanno già provato alla fine degli anni 70…

Sì, nel 1976, negli USA con l’influenza suina, ma i vaccini furono fermati  dopo tre settimane perché ci furono così tanti morti e si ammalavano della sindrome * che distrugge il sistema neurologico delle persone;  questa volta hanno portato degli accorgimenti per ricominciare; però prima hanno fatto in modo che le persone non possano più essere risarcite, in caso di conseguenze nefaste sulla salute, perché prima negli USA si dovevano pagare importi enormi in caso di danneggiamento alla salute ma adesso è stata approvata una legge secondo cui queste aziende non sono responsabili e non devono pagare alcun risarcimento né in caso di morte né in caso di danno sanitario cronico. L’hanno pensata proprio bene.

– Quindi possono avvelenarci o ucciderci e farla franca?
Esattamente.

– Ma come mai succede? Come mai così tanti governi lo permettono?

Beh non lo stanno ancora permettendo perché non hanno ancora fatto niente. Stanno portando avanti un programma di terrore nei mass media, tutti i mass media: è una propaganda del terrore e le persone si spaventano perché non lo sanno.
L’OMS ha ordinato che tutti devono essere vaccinati obbligatoriamente. Precedentemente, l’OMS non aveva la facoltà di costringere alcun governo, poteva formulare solo raccomandazioni ma nel 1986/87 si disse che in caso di pandemia, allora l’OMS poteva impartire ordini.
All’inizio di giugno, l’OMS ha dichiarato la pandemia di livello 6, che è il massimo, ma viaggiando in qualsiasi paese del mondo si poteva constatare che non c’erano i milioni di malati di suina. E’ stato fatto solo per forzare le persone e per preparare i governi all’obbligo del vaccino.
Ma non funzionerà perché le persone…

– Lei pensa che le cifre fornite dall’OMS siano false?

Certamente sono false. Si deve sempre tener presente perché lo fanno, e il cui prodest. Cui prodest?
Secondo me, sono stati costretti, ma da chi? Da Big Pharma che gestisce la popolazione del mondo e il denaro del mondo, milioni e milioni.

– Qual è la strategia? Perché lo fanno? Qual è lo scopo?
E’ quello di uccidere quante più persone possibile e di fare quanti più soldi possibile (per loro). Ma penso che abbiano mal calcolato questa volta. Perché già alla riunione del Bilderberg il 14 e il 15 maggio scorso in Grecia, si è verificata quasi una spaccatura, quando ne hanno discusso. E posso immaginare benissimo che i partecipanti usuali al Bilderberg non siano sempre d’accordo con i piani di Kissinger di eliminare gran parte della popolazione mondiale. E ieri il governo finlandese ha preso la decisione di cambiare le leggi nel senso di non dichiarare più questa malattia come pericolosa e contagiosa, il che significa che le persone dovranno comprarsi il vaccino. Ed è anche una questione giuridica perché secondo me se una malattia non è pericolosa e contagiosa, non possono obbligarti a vaccinarti. Sono stati furbi. Ho scritto anche all’Istituto sanitario della Norvegia il cui direttore mi ha risposto che non hanno l’intenzione di rendere il vaccino obbligatorio ma solo facoltativo; spero che nessuno lo farà, soprattutto non le donne incinte e i bambini, spero nessuno.

Traduzione N. Forcheri

Dico no ai vaccini e spiego perché

Dico no ai vaccini e spiego perché.

Lettera di Romina Power ai ministri: “Dico no ai vaccini e vi spiego perché“.

Alla cortese attenzione del Ministro della Salute, On. Maurizio Sacconi e del Vice Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.

Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro. Vi scrivo in merito alla supposta “pandemia” A/H1N1, meglio nota come “febbre suina”. Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l’Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all’inizio del 2010. Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all’opportunità della campagna di vaccinazione.
1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell’influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta. E mentre l’influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato “soltanto” poco più di 700 decessi in tutto il mondo.
2. E’ perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.
3. Gravissime accuse contro l’OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.
4. L’ingiunzione dell’affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell’epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa. Sulla base dell’ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un’ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani. Per quanto le gravissime accuse mosse contro l’OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di “buttarsi a pesce” nell’avventura di una vaccinazione di massa.
5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che “nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione”.
6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell’OMS.
7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l’acquisto dei vaccini ammonterebbe a “poche centinaia di milioni di euro”. Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in “periodi di magra” come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese! Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l’A/H1N1 indicata dall’OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell’OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell’eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa. Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate. Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto. Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo. Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina – preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio “terrorismo mediatico”)- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di “militarizzazione” della sanità e di recare danno alla salute della popolazione. Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

Romina Power

ComeDonChisciotte – IL VIRUS A/H1N1 E’ STATO ASSEMBLATO IN LABORATORIO

ComeDonChisciotte – IL VIRUS A/H1N1 E’ STATO ASSEMBLATO IN LABORATORIO.

DI WAYNE MADSEN
WayneMadenReport.com

Un virologo che sta indagando sul virus A/H1N1 ha concluso, dopo mesi di ricerche, che la “nuova” influenza è stata riassortita in laboratorio da otto geni costituiti da virus dell’influenza di tipo A aviari, suini e umani.

Lo scienziato non ritiene, sulla base di approfonditi esami di laboratorio, che l’improvvisa comparsa del virus A/H1N1 in Messico la scorsa primavera sia dovuta a un’insorgenza naturale.

Il riassortimento dei virus si verifica quando uno o più geni completi vengono scambiati, consentendo al virus di adattarsi a un nuovo ospite. Un esempio si ha quando un virus aviario scambia i propri geni con un virus umano. Nel caso dell’A/H1N1 sono stati scambiati tre geni, da virus dell’influenza aviaria, suina e umana, dando come risultato il virus riassortante [“ressortant”] che ora si prevede diffonderà un’altra ferale ondata di infezioni all’inizio di ottobre.

Esistono anche segnali del fatto che nel ceppo A/H1N1 si sia verificato l’adattamento che conduce alla mutazione. In tutto il mondo sono stati riscontrati vari casi di una mutazione dell’A/H1N1 che rende inefficace il trattamento con farmaci antivirali e vaccini anti-A/H1N1.

L’adattamento ha luogo quando nel virus si verifica una piccola variazione, che talvolta può consistere nell’alterazione di un singolo aminoacido. Tale adattamento consente al virus di moltiplicarsi nel nuovo ospite. L’A/H1N1 è ritenuto un ceppo di laboratorio perchè è stato individuato uno specifico aminoacido che sembra sia stato coltivato in vari passaggi nelle uova. L’industria dei vaccini solitamente amplifica i virus isolandoli nelle uova, e in seguito a diversi passaggi, si consente l’individuazione della mutazione.

Il virologo che ci ha fornito le informazioni ha scoperto che la mutazione dell’A/H1N1 è stata più rapida di quanto sia possibile in natura. Quanto segue è la descrizione in termini scientifici del tasso di mutazione dell’A/H1N1:

“Una mutazione impiega del tempo per presentarsi, un tempo che arriva fino al tasso di sostituzione degli aminoacidi. Prendiamo ad esempio il gene HA, o “virus dell’anatra”: l’HA prevede un tasso di sostituzione di circa 3 x 10e-4 per sito/anno, che è più lento rispetto al virus HA umano e suino (circa 10e-3 per sito/anno). Se il numero totale di nucleotidi nel gene HA del virus dell’influenza di tipo A è pari a 1.700, ci vogliono tre anni perchè nel virus dell’anatra si manifesti una singola variazione, oppure 1,7 anni nel caso del virus umano e di quello suino”.

Il tasso di mutazione naturale per ottenere una mutazione genica completa, secondo il virologo, impiega “migliaia di anni a compiersi”.

Per quanto concerne il riassortimento del virus A/H1N1, vi è il timore che un essere umano sia stato usato come cavia da laboratorio per consentire lo scambio di geni tra uomini, suini e pollame. L’ipotesi è che un individuo sia stato infettato simultaneamente dai virus aviario, umano e suino, e che tali virus abbiano scambiato i propri geni all’interno dell’organismo di quell’individuo, creando un virus nuovo che presentava geni misti, che si è poi rapidamente diffuso ad altri individui.

Ecco perché si sospetta una creazione intenzionale dell’A/H1N1 e la sua infezione di un ospite umano.

Il virologo che ha riportato le proprie scoperte al WMR ha dichiarato: “L’ospite dovrebbe presentare recettori efficaci per quei virus derivati da tre ospiti diversi. Sinora, il virus umano tende a infettare gli esseri umani, perché è adatto a riconoscere un recettore umano. Il virus aviario tende a infettare gli uccelli, perché è adatto a riconoscere un recettore dei volatili. I suini hanno recettori di tipo sia umano sia aviario, e si ritiene quindi che fungano da ‘serbatoio di ricombinazione’. Alcuni ricercatori hanno tentato di provare la teoria del ‘serbatoio di ricombinazione’ infettando dei suini con virus umani e aviari per creare un virus riassortante”.

I test che implicavano l’infezione di suini con virus umani e aviari riassortanti non sono tuttavia andati a buon fine.

Mentre è comune che i suini vengano infettati dai virus umani e aviari, non è stato riportato che i suini abbiano propagato il virus A/H1N1 riassortante e che abbiano infettato nuovi ospiti, umani o aviari.

Ciò che sappiamo è che il primo virus A/H1N1 è stato trovato in un essere umano. Anche se alcuni maiali e tacchini sono stati infettati dal virus A/H1N1 a partire da operai delle aziende agricole, non vi è alcuna prova che si sia verificata un’infezione nel senso inverso.

I geni riassortanti necessitano anche di virus progenitori. Secondo il virologo, “Se si esamina l’albero filogenetico, questo mostra i geni NA e M derivati dal virus aviario, il PB1 dal virus H3N2 umano; altri geni (PB2, PA, HA, NP, NS) da un riassortante triplo suino, H1N2 suino e suino eurasiatico (H1N1/H3N2). Il riassortante triplo suino è in realtà derivato dall’H3N2 umano che ha infettato i suini, e che circola in Nordamerica da almeno 20 anni. Anche se ora si sta parlando di ‘virus suino’, si tratta in effetti di un virus umano”.

È stato scoperto anche che i virus che si sospetta siano i progenitori derivano da vecchi [virus] isolati. Il gene NA viene da un isolato del 1996-2001, il gene M da isolati del 1990-1993, e gli altri sono ancora precedenti, da isolati tra il 1979 e gli anni ’80 circa del secolo scorso. La comunità dei virologi è concorde nell’asserire che il virus A/H1N1 può essere stato presente per oltre 20 anni senza mai essere stato rilevato. Il virologo del WMR afferma che è impossibile che un virus esista da 20 anni senza essere scoperto, data l’approfondita sorveglianza virologica e medica che viene condotta in tutto il mondo.

Il virologo non ha trovato alcuna prova di una presenza di RNA/DNA dell’influenza spagnola del 1918 nel virus A/H1N1. Eppure la pandemia del 1918, come l’A/H1N1, era iniziata con una prima ondata durante la primavera, per ritornare in ottobre con rinnovata virulenza. Si stima che la pandemia del 1918 abbia provocato 50 milioni di vittime in tutto il mondo. Benché non sia stata scoperta dal virologo la prova genetica di un collegamento con l’influenza del 1918, quello stesso scienziato che ha condotto ricerche sul virus A/H1N1 e che è possibile che abbia ricevuto campioni di DNA dal corpo di una donna Inuit, esumata dal permafrost a Fort Brevig, in Alaska, che era deceduta a causa della pandemia del 1918, risulta essere inoltre legato finanziariamente a una società produttrice del vaccino contro l’A/H1N1.

Sull’A/H1N1, il virologo ha posto una domanda allarmante: “Com’è possibile mescolare i virus aviario, umano e suino in una sola volta? I virus sarebbero dovuti provenire dall’Europa, dall’America e dall’Asia senza essere mai rilevati?”.

E aggiunge: “Il virus è comparso improvvisamente in Messico. Non so fornire una spiegazione a questo. Vorrei poterlo fare. Dal mio punto di vista di virologo, è impossibile… E d’altronde, la tecnologia può creare qualsiasi tipo di virus si desideri”.

Pubblicato in precedenza sul Wayne Madsen Report.

Copyright © 2009 WayneMadenReport.com

Wayne Madsen è un giornalista investigativo di Washington, e i suoi editoriali sono pubblicati sulla stampa nazionale. E’ il redattore-editore di Wayne Madsen Report.

Titolo originale: “A/H1N1 was reassorted in a lab”

Fonte: http://onlinejournal.com
Link
16.09.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SHEILA B.

ComeDonChisciotte – LETTERA AI GENITORI SULLA “NUOVA INFLUENZA”

ComeDonChisciotte – LETTERA AI GENITORI SULLA “NUOVA INFLUENZA”.

DI EUGENIO SERRAVALLE
Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale

Cari genitori,

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è NO! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un ‘no’ controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:

avranno le loro ragioni.

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno “normale” i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

Perchè  allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto’ di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Ne’ va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

…E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976.

Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati.

Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

Pisa 6 settembre 2009

Per la stesura della lettera ho utilizzato quanto scritto dal Dr J. Gérvas:

http://www.equipocesca.org/Gripe

https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/Gripe

http://www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad-9.doc

https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad-9.doc.


e la Lettera aperta sulla nuova influenza dell’Associazione Culturale Pediatri.

ComeDonChisciotte – LE DIECI COSE CHE NON DOVRESTE SAPERE RIGUARDO AL VACCINO ANTI-INFLUENZA SUINA

ComeDonChisciotte – LE DIECI COSE CHE NON DOVRESTE SAPERE RIGUARDO AL VACCINO ANTI-INFLUENZA SUINA.

DI MIKE ADAMS
naturalnews.com

“She was deathly afraid of the flu.
So she asked her doc what she should do.
He jabbed her unseen
With a swine flu vaccine
Blurting, “Darling, I haven’t a clue.”

[“Era spaventata a morte dall’influenza./ Così chiese al suo dottore cosa dovesse
fare./ Di nascosto le fece una puntura/ Del vaccino anti-influenza suina/
Spifferandole: «Cara, non ne ho la più pallida idea»”.]

Smettiamola di tergiversare su questa questione: il vaccino anti-influenza suina, in questo momento in fase di preparazione per iniezioni di massa in neonati, bambini, ragazzi e adulti, non è mai stato testato e non verrà testato prima che le iniezioni abbiano inizio. In Europa, dove tipicamente i vaccini anti-influenza vengono testati su centinaia (o migliaia) di persone prima che vengano rilasciati sulle masse, l’Agenzia europea per i medicinali sta permettendo alle compagnie di saltare il processo di sperimentazione.

Eppure, incredibilmente, le persone si stanno mettendo in fila per prendere il vaccino, sebbene non vi sia stato alcun test sicuro. Quando negli Stati Uniti il National Institute of Health [“Istituto nazionale della sanità”, ndt] ha annunciato l’inizio della sperimentazione su un vaccino anti-influenza suina all’inizio di agosto è stato subissato di telefonate ed e-mail di persone che morivano dalla voglia di recitare la parte della cavia umana. Il potere della paura di condurre i creduloni a farsi iniettare vaccini è semplicemente sorprendente…

Di nuovo in Europa, senza alcun dubbio, ognuno finirà col fare da cavia umana, dato che nessun test verrà effettuato sul vaccino. Ancora peggio, i vaccini europei utilizzeranno coadiuvanti—composti chimici utilizzati per moltiplicare la potenza del principio attivo dei vaccini.
In particolare non c’è assolutamente alcun dato sulla sicurezza dell’uso di coadiuvanti in bambini piccoli e madri incinta—i due gruppi che al momento i fornitori del vaccino anti-influenza suina stanno bersagliando più aggressivamente. Questo ci porta all’inquietante conclusione che il vaccino anti-influenza suina possa essere un disastro della medicina moderna. Non è stato provato e non è stato testato. I suoi componenti sono potenzialmente molto pericolosi e vi è il sospetto che i coadiuvanti utilizzatti nei vaccini europei causino disturbi neurologici.

Paralizzati dai vaccini

Probabilmente non c’è bisogno che vi ricordi che nel 1976 un vaccino anti-influenza suina difettoso causò danni irreparabili al sistema nervoso di centinaia di persone, paralizzandone molte. I medici, ovviamente, diedero al problema un nome, in modo da far sembrare che sapessero ciò di cui stavano parlando: sindrome di Guillain-Barré. (È da notare come non lo chiamarono mai “Sindrome da Vaccino Tossico”, poiché ciò sarebbe stato troppo informativo). Ma la questione rimane che i dottori non seppero mai come i vaccini causassero questi gravi problemi e, se la stessa eventualità si ripresentasse oggi, tutti i dottori e i fornitori del vaccino negherebbero senza alcun dubbio qualunque collegamento tra i vaccini e la paralisi. (Questo è ciò che sta accadendo oggi nel dibattito sui vaccini e l’autismo: assoluta negazione). Infatti, ci sono un sacco di cose che non vi verranno mai raccontate dalle autorità sanitarie riguardo al prossimo vaccino anti-influenza suina. Per il vostro divertimento ho buttato giù per iscritto le dieci più ovvie e le ho pubblicate qui sotto.

Le dieci cose che non dovreste sapere riguardo al vaccino anti-influenza suina (quanto meno da qualcuno in posizione di autorità…)

#1 – La produzione del vaccino è stata “affrettata” e il vaccino non è mai stato testato sugli uomini. Ti piace recitare la parte della cavia umana per Big Pharma? Se sì, mettiti in fila questo autunno per il tuo vaccino anti-influenza suina…

#2 – I vaccini anti-influenza suina contengono pericolosi coadiuvanti che causano una reazione infiammatoria nel corpo. Questo è il motivo per cui si sospetta che causino autismo e altri disturbi neurologici.

#3 – Il vaccino anti-influenza suina potrebbe, in realtà, aumentare il vostro rischio di morire di influenza suina alterando (o sopprimendo) la risposta del vostro sistema immunitario. Manca anche qualunque prova che perfino il vaccino anti-influenzale per l’influenza stagionale offra significativa protezione alle persone che si fanno fare la puntura. I vaccini sono lo “snake oil” [uno dei vari liquidi venduti come medicine nei medicine show itineranti ma in realtà inefficaci, ndt] della medicina moderna.

#4 – I dottori non hanno ancora capito come mai i vaccini anti-influenza suina del 1976 paralizzarono così tante persone. E ciò significa che non sanno assolutamente se il prossimo vaccino potrebbe causare gli stessi effetti collaterali devastanti. (Né lo stanno verificando sperimentalmente…)

#5 – Anche se il vaccino ti uccidesse, le case farmaceutiche non ne sarebbero responsabili. Il governo statunitense ha garantito alle case farmaceutiche completa immunità dalla responsabilità da prodotto per quanto riguarda il vaccino. Grazie a questa completa immunità, le case farmaceutiche non hanno alcun incentivo a produrre vaccini sicuri, in quanto vengono pagate soltanto sulla quantità, non sulla sicurezza (responsabilità zero).

#6 – Nessun vaccino anti-influenza suina funziona tanto bene quanto la vitamina D nel proteggervi dall’influenza. Questo è un dato di fatto scientifico scomodo che il governo statunitense, la Food and Drug Administration [“Agenzia per gli alimenti e i medicinali”, ndt] e Big Pharma sperano la gente non realizzi mai.

#7 – Anche se il vaccino anti-influenza suina funzionasse veramente, da un punto di vista matematico, se tutti attorno a te assumeranno il vaccino, tu non ne avrai bisogno !! (Perché non può diffondersi nella popolazione con cui stai a contatto). Quindi, anche se credi nel vaccino, tutto ciò che devi fare è incoraggiare i tuoi amici ad andare a farsi vaccinare…

#8 – Le compagnie farmaceutiche stanno facendo miliardi di dollari dalla produzione di vaccini anti-influenza suina. Quei soldi escono dalle tue tasche—anche se non ti lasci far fare l’iniezione—perché tutto viene pagato dai contribuenti.

#9 – Quando le persone comiceranno a morire in grandi numeri per l’influenza suina, sii certo che molti di loro saranno proprio coloro che si sono vaccinati contro l’influenza suina. I dottori giustificheranno l’accaduto con la logica tipica di Big Pharma: «Il numero dei salvati è assai superiore a quello dei deceduti.» Certamente, il numero dei “salvati” è interamente fittizio…immaginario…ed esiste solo nelle loro menti deviate.

#10 – I centri per il vaccino anti-influenza aviaria che salteranno fuori ovunque nei prossimi mesi non saranno completamente inutili: infatti forniranno un modo semplice per identificare larghi gruppi di persone veramente stupide. (Peccato non ci sia qualche tipo di inchiostro blu con cui marcarli per referenze future…)

La lotteria, si dice, è una tassa sulle persone che non sanno fare i calcoli. Analogamente, i vaccini anti-influenza sono una tassa sulle persone che non capiscono nulla sulla salute.

Mike Adams
Fonte: ww.naturalnews.com
Link: http://www.naturalnews.com/z026717_swine_flu_flu_vaccine_swine_flu_vaccine.html
28.07.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ALBERTO TADDEI

NUOVA ENERGIA: QUANDO E’ IL POTERE A DECIDERE LA NOSTRA MORTE – Vivere e morire di credulità

NUOVA ENERGIA: QUANDO E’ IL POTERE A DECIDERE LA NOSTRA MORTE – Vivere e morire di credulità.

Sempre più persone gridano al “massacro di massa” in occasione della vaccinazione globale annunciata dall’Oms.
E qual è la novità?
C’è stato un momento storico in cui i personaggi al potere non abbiano rivendicato anche la capacità di togliere la vita ai loro sudditi?
Hanno organizzato terribili guerre mondiali per massacrare milioni di innocenti. Si tratta più o meno delle stesse famiglie di allora, oggi in possesso di banche o corporation che forse hanno cambiato il nome ma non la sostanza.
La differenza è che oggi per togliere di mezzo milioni di persone nel giro di poco tempo non hanno per forza bisogno di scatenare una guerra mondiale. Basta il potere delle società farmaceutiche e il controllo del cibo.

Credete che i crimini di massa debbano ancora accadere?
Vi sbagliate. Già da diverso tempo il gruppo di potere economico-finanziario ha ridotto alla fame non pochi paesi, facendo morire per fame, miseria o malattie curabili parecchie persone nel Terzo mondo.
E che dire delle cifre altissime relative ai morti per cure mediche o ospedalizzazione che si registrano nel Primo mondo?
Adesso vorrebbero semplicemente estendere ancora di più queste catastrofi su tutto il pianeta, in modo tale da diminuire drasticamente la popolazione.

Pandemia, gli stregoni al lavoro | Tra Cielo e Terra

Pandemia, gli stregoni al lavoro | Tra Cielo e Terra.

GINEVRA  – E’ pandemia di influenza A(H1N1). Di fronte all’inarrestabile diffusione del nuovo virus, la Direttrice generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Margaret Chan ha infatti solennemente annunciato al mondo di aver deciso di innalzare il livello di allerta pandemica alla fase sei, pari al massimo, alla pandemia conclamata. La prima del XXI secolo.

“Il mondo è ora all’inizio della pandemia di influenza 2009. Siamo ai primi giorni della pandemia”, ha dichiarato Chan in una conferenza stampa indetta a Ginevra presso la sede generale dell’Oms. La diffusione del virus A(H1N1) partito dal Messico dove in aprile sono stati resi noti i primi casi, ha contagiato quasi 30.000 persone in 74 Paesi e ha provocato 144 morti.[…]

La parola pandemia, dal greco pan-demos – che coinvolge tutta la popolazione, ha sempre avuto, fino ad oggi, un significato ben preciso.
Tale termine veniva infatti utilizzato in riferimento ad un numero limitato di casi, a proposito di virus e malattie contagiose di dimensioni tali da causare un numero
enorme di decessi.
Si usava il termine pandemia in relazione alla peste nera che colpì l’Europa nel XIV secolo, ad esempio, un morbo contagioso che fece 20 milioni di vittime, ovvero un quarto della popolazione che all’epoca abitava il continente, oppure riferendosi all’influenza spagnola del 1918, che di vittime ne causò 25 milioni, in tutto il pianeta.

Si potrebbe supporre, quindi, che tale termine vada utilizzato con estrema cautela, e doppiamente ci si aspetterebbe che tale cautela venisse utilizzata da un ente sovranazionale quale l’organizzazione mondiale della sanità, dal momento che da chi si occupa di monitorare le emergenze sanitarie del pianeta ci si attenderebbe anche un uso prudente dei moniti, per evitare di spargere il panico tra la popolazione a causa di falsi allarmi.

Invece, si apprende che la stessa Oms ha innalzato il livello di allerta pandemica alla fase sei, ovvero il massimo, come se fossimo in attesa di una nuova spagnola, o di una nuova peste nera.
Ci si aspetterebbe quindi che, vista la serietà dell’organizzazione, ci siano dei segnali altrettanto preoccupanti che si diffondono per tutto il globo.
Invece, i dati che la stessa Oms fornisce parlano di 30.000 persone contagiate e 144 morti, a livello mondiale, negli ultimi 3 mesi.

Per fare un rapido confronto, sarà bene tenere a mente che le influenze “normali”, che ogni anno colpiscono la popolazione, causano in media dai 50.000 ai 220.000 decessi nella sola Europa, nel giro di pochi mesi.
Confrontiamo ora i 220.000 decessi di una normale influenza con i 144 (senza mila) causati dalla nuova “pandemia”.
Evidentemente qualcosa non torna.

Ma facciamo un passo indietro.
Il virus partito dal Messico lo scorso Aprile, altri non è se non quella influenza che i grandi media avevano chiamato inizialmente “suina”, prima di scoprire che con i maiali aveva poco a che fare.
Questo è un passaggio che si è perduto per strada, come niente fosse, dopo che migliaia di capi di allevamento furono eliminati senza che ve ne fosse alcuna ragione.
Così come si perse per strada un’altra notizia, che comparve timidamente in alcune agenzie diramate sulla rete, ma che non fecero mai in tempo di raggiungere i giornali e le televisioni:

VIRUS NUOVA INFLUENZA NATO IN LABORATORIO, OMS INDAGA

ROMA – Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano.
Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei ‘padri’ dell’antivirale oseltamivir, in un articolo che ha inviato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc), e del quale ha annunciato l’imminente pubblicazione.

Un’ipotesi, a quanto si apprende, sulla quale l’Oms sta indagando e si sta confrontando in questi giorni con gli esperti internazionali di virologia umana e animale.
Hanno ricevuto copia dell’articolo anche gli esperti internazionali della Fao e dell’Organizzazione internazionale per la salute animale (Oie).
Secondo Gibbs le caratteristiche genetiche del virus A/H1N1 sono tali da far supporre che sia stato coltivato nelle uova.
Queste ultime sono largamente utilizzate nei laboratori sia per coltivare i virus sia per coltivare i vaccini.
In passato, nel 1977, un virus influenzale del tipo H1N1 era stato prodotto per errore per la cattiva gestione di un laboratorio in Russia.


Una ipotesi davvero sorprendente.

Così dopo che un misterioso virus di origine ancora da stabilire ha causato ben 144 morti a livello globale, ovvero meno di un millecinquecentesimo dei decessi causati da una normale influenza, l’organizzazione mondiale della sanità annuncia solennemente l’arrivo della pandemia.
Sembrerebbe quindi di stare di fronte ad una recita dell’assurdo, in cui una organizzazione che dovrebbe vigilare sulla situazione sanitaria mondiale si presta a diffondere il panico tra la popolazione, annunciando l’arrivo di una pandemia in maniera del tutto sconsiderata.

Così parrebbe, se non fosse che nel frattempo giungono ulteriori notizie a riguardo che aprono le porte ad uno scenario ben preciso.
Solo due settimane fa, ad esempio, il governo francese ha deciso di portare avanti una operazione di vaccinazione di massa a cui sarà sottoposta tutta la popolazione con una età superiore ai 3 mesi, una operazione per la quale sarebbero già in preparazione circa 100 milioni di vaccini.

A questo punto, occorre fare un ulteriore passo all’indietro di circa un mese, e rileggere con attenzione le parole di Jacques Attali:

“La storia ci insegna che l’umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura: allora essa inizialmente sviluppa meccanismi di difesa; a volte intollerabili (dei capri espiatori e dei totalitarismi); a volte inutili (della distrazione); a volte efficaci (delle terapeutiche, che allontanano se necessario tutti i principi morali precedenti).
Poi, una volta passata la crisi, trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica.”

Per Attali, “La pandemia che sta iniziando potrebbe far scatenare una di queste paure strutturanti“, poiché essa farà emergere, “meglio di qualsiasi discorso umanitario o ecologico, la presa di coscienza della necessità di un altruismo, quanto meno interessato.”

Giova sapere chi è Jacques Attali.
Attualmente svolge il compito di presidente della “Commissione per la liberazione della crescita”, istituita dal presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, ed in passato fu eminenza grigia del governo francese durante i mandati del presidente Mitterand.
E’ uno dei membri più autorevoli del club Bilderberg, grande sostenitore del progetto di un nuovo ordine mondiale, nonché membro del B’nai B’rith International, l’esclusiva massoneria ebraica.
Uno di quelli che contano per davvero, in altre parole.
Da sempre fautore della necessità di una riduzione della popolazione mondiale, nel suo libro paradossalmente intitolato “L’avvenire della vitaaveva scritto quanto segue:


quando si sorpassano i 60-65 anni, l’uomo vive più a lungo di quanto non produca e costa caro alla società […].
L’eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali delle nostre società future

In seguito Attali aveva sostenuto che queste sue parole erano state male interpretate e che non potevano essere comprese fuori dal proprio contesto, ma considerato il suo background ideologico e la missione dei gruppi elitari di cui fa parte tali “precisazioni” appaiono poco credibili.

Ci troviamo quindi di fronte ad uno scenario che inizia ad avere un senso, seppur poco rassicurante.
Un virus di origine ancora incerta, probabilmente generato in un laboratorio, viene identificato quale probabile fattore scatenante di una immensa pandemia globale, capace di causare decine di milioni di morti.
E questo allarme non proviene dalle voci incontrollate dei teorici della cospirazione, ma dallo stesso organismo mondiale della sanità.
Contemporaneamente, oscuri intellettuali propagatori del nuovo ordine mondiale, facendosi portavoce dei più elitari circoli globalisti, giudicano l’arrivo di una possibile pandemia come un fatto tutto sommato positivo, dal momento che essa farà emergere, “meglio di qualsiasi discorso umanitario o ecologico, la presa di coscienza della necessità di un altruismo, quanto meno interessato.

Infine, per concludere il mosaico, programmi di vaccinazione di massa vengono portati avanti da diversi governi, non ultimo quello italiano, che per bocca del vice ministro alla salute Ferruccio Fazio annuncia che entro un anno o due tutta la popolazione italiana verrà vaccinata contro la nuova influenza pandemica.

Questi sono i fatti, al momento attuale.
Lo scenario non appare per nulla rassicurante, come si è detto, e l’impressione generale è che i vari “enti” in gioco stiano facendo di tutto per dare conferma alle peggiori preoccupazioni di coloro che da tempo denunciano la strategia di alcune elites dominanti che non hanno mai fatto mistero di avere come obiettivo la depopolazione del pianeta terra, cavalcando di volta in volta le “cause” più disparate.
Ed a preoccupare maggiormente non è certo il fantomatico virus A(H1N1), quello delle 144 morti a livello mondiale in tre mesi.
Quello che davvero è preoccupante in tutta la questione è l’eventualità della vaccinazione di massa che si prospetta.
Se mai ci sarà una pandemia, passerà dai vaccini, e queste persone si stanno mostrando molto determinate nel perseguire i propri scopi.

ComeDonChisciotte – CRISI GLOBALE: QUANTO TEMPO ABBIAMO ?

ComeDonChisciotte – CRISI GLOBALE: QUANTO TEMPO ABBIAMO ?.

DI ADRIAN SALBUCHI
Argentine Second Republic Movement

Un buon dottore riferisce sempre al paziente la sua reale condizione, a prescindere dalla diagnosi; un buon dottore comincia col fare una corretta diagnosi sulla condizione del paziente. Un cattivo dottore invece non è in grado di fare una corretta diagnosi (a causa della mancanza di preparazione) oppure nasconde la veritá al paziente, il che è anche peggio.

Quando si dice ad un malato terminale come veramente stanno le cose, prima di farsene una ragione il paziente prima è incredulo ed in seguito cerca di negare ció che gli sta accadendo; incredulitá per cui il paziente ritiene che il medico abbia fatto un errore sbagliando la diagnosi. Quando la diagnosi è confermata, la disperazione lo porta a negare: ‘è impossibile, dice, che stia succedendo proprio a me’.

Un bravo medico aiuta il paziente ad attraversare questo processo doloroso, cercando di fargli accettare la situazione; solo allora la cura puó iniziare. Qualcosa del genere accade, anche se in modo metaforico, quando i cittadini sono colpiti da disordini sociali che sono la conseguenza di crisi profonde derivanti da ció che Carl G. Jung chiamava ‘epidemie della mente e dell’anima’.

Di seguito vogliamo trattare alcune questioni che pensiamo riflettano la fine drastica di un ciclo a livello globale, anche se i media guardano dall’altra parte (per esempio nascondendo la veritá e generando cortine fumogene), e la maggior parte dei politici hanno le idee poco chiare su quello che sta succedendo (questo fa capire la loro ignoranza), mentre la massa della popolazione in tutte le nazioni vede e sente la crisi ma non è in grado di trovare una spiegazione (incredulitá), e infine ci sono alcuni intellettuali realmente in grado di capire quello che sta succedendo e dove stiamo andando a finire ma trovano la situazione troppo difficile da accettare (negazione delle conseguenze).

Nel nostro comunicato numero 52 del 3 ottobre 2008 riguardante la crisi finanziaria globale allora appena esplosa dicemmo che non si trattava di una ‘crisi’. Quello che prese piede a partire dal 15 settembre 2008 era piú precisamente l’inizio della fine irreversibile del sistema finanziario globale, parte di un modello controllato per il raggiungimento di diversi obiettivi. Questi obiettivi vanno ben oltre gli scopi finanziari, nel senso che si tende verso lo stadio successivo: il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale [New World Order (NWO), ndt]; questo è nient’altro che la costituzione di un governo globale. Al tempo abbiamo anche descritto i tre progetti base, ‘Piani’, dell’elite del NWO:

-il Piano A cerca di risolvere la crisi finanziaria in corso attraverso pure e semplici misure finanziarie: questo metodo è risultato inefficace.

-il Piano B cerca di risolvere la crisi attraverso una revisione complessiva dell’ intero sistema finanziario, per cui tra l’ altro si pensa di introdurre un nuovo dollaro coperto dagli ‘infallibili’ lingotti d’oro. Questo dovrebbe permettere alle oligarchie mondiali di trasferire la valanga di perdite di Wall Street e dei banchieri europei in altre parti del pianeta (per esempio in Cina, la quale ha un ruolo non trascurabile nell’attuale crisi, e in America Latina).

Attraverso il piano C, infine, si cerca di muovere le pedine della scacchiera, per cosi dire, in modo da scatenare una guerra mondiale.

Siamo convinti che questi piani siano in via d’ attuazione, e mentre il primo si è rivelato inutilizzabile, gli altri due stanno per essere messi in atto. Vediamo dunque la situazione attuale.

1) GOVERNO MONDIALE

Per prima cosa si deve puntualizzare che il nuovo ordine mondiale non rispecchia lo stadio attuale della struttura politica internazionale: è piú che altro un termine generico. Perciò abbiamo avuto diversi “Nuovi Ordini Mondiali” nell’ultimo secolo:

– Nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale, quando furono creati il Council on Foreign Relations (New York) ed il Royal Institute of International Affaires (Londra) come organizzazioni per il controllo e la pianificazione politica mondiale promuovendo gli interessi anglo-americani e sionisti in tutto il mondo.

– Nel 1945, quando il bipolarismo del dopoguerra prese piede: cioé Breton Woods, Jalta, l’ ONU e la guerra fredda.

– Nel 1991, dopo il crollo dell’ Unione Sovietica e l’ avvento della globalizzazione, come annunciato da Bush padre (11 settembre 1991).

– Nel 2008, quando la morente e ambigua globalizzazione cede il passo a qualcosa di molto piú ambiguo: un governo mondiale coercitivo e autoritario, come annunciato nel Financial Times londinese l’ 8 dicembre 2008 da Gideon Rachman.

Oggi stiamo sperimentando il violento stadio che precede l’imposizione di questo nuovo ordine, i cui obiettivi sono:

– Dissoluzione di tutti i governi e autoritá nazionali (la rinuncia alla sovranitá nazionale promossa dal CFR, dalla Commissione Trilaterale e dal Gruppo Bilderberg).

– Il crepuscolo degli Stati Uniti come superpotenza ‘indispensabile’ (per questo Obama veniva accolto nello Studio Ovale)

– Il drastico spopolamento del globo (isteria pandemia)

– Sorveglianza elettronica totale e controllo dei cittadini sopravissuti (pratiche da guerra psicologica che abbassano le difese della popolazione contro l’ inoculazione).

– Monopolio centralizzato e stretto controllo sulla politica, l’economia, la finanza, l’ sercito, la cultura, i mezzi d’informazione, la tecnologia e perfino le pratiche religiose.

Tutto questo puó essere raggiunto soltanto per mezzo della guerra. Il piano C è stato appena attivato.

2) CONFRONTO CON LA RUSSIA E LA CINA

Negli ultimi mesi la Cina ha osservato gli USA e i parassiti di Wall Street molto accuratamente.

La Cina vorrebbe capire cosa ne sará dei 1.7 mila miliardi di riserve in dollari che detengono (questa situazione è chiamata ‘la bomba atomica cinese’ da alcuni osservatori a Washington). Gli USA non danno spiegazioni perché in realtá di risposte non ne hanno.

Se la Cina dovesse prendere una decisione drastica (come ad esempio cambiare le proprie riserve di dollari americani in euro in tempi brevissimi), si avrebbe come conseguenza il crollo del dollaro americano (il suddetto piano B è stato studiato appunto per questa eventualitá).

In effetti, una delle maggiori fonti finanziarie atte a coprire il debito pubblico americano è proprio la Cina, la quale fino a poco tempo fa assorbiva appunto gran parte del debito pubblico degli USA (oggi questo bisogno necessita di ben 170 miliardi di dollari alla settimana).

Il recente misterioso volo a bassa quota dell’ Air Force One su Manhattan, che ha provocato molto panico e perfino l’ evacuazione sia del World Financial Center che di altri grattacieli sembra essere connesso con la situazione generale: sembra che Obama e alcuni del suo staff abbiano deciso di incontrare i rappresentanti e garanti della Cina e di altre potenze estere con l’obiettivo di raggiungere un accordo/soluzione. Il problema è che Obama non è arrivato ad un accordo con i piani piú alti che hanno l’ ultima parola e che hanno deciso diversamente, ordinando all’Air Force One di atterrare a Washington DC in maniera piuttosto minacciosa. Temendo il peggio il pilota dell’Air Force ha deciso di proteggere il velivolo facendo in modo che venisse ‘visto’ sui cieli di New York da milioni di persone cosi che i due caccia F-16 che lo scortavano non facessero niente di ‘strano’ (vedi i video su YouTube degli incredibili voli a bassa quota). Gli inviati dei creditori esteri degli USA, inclusa la Cina, sono poi anche stati coinvolti in uno scontro a fuoco avvenuto poco dopo con degli agenti dell’ FBI; scontro che ha provocato la morte di diversi agenti.

3) IL DETONATORE ISRAELIANO

Lo stato di Israele va avanti col piano annunciato per l’attacco unilaterale dell’Iran. Abbiamo parlato di questo per oltre due anni. Sará un attacco unilaterale premeditato e ingiustificato da parte di Israele, l’unico stato del Medio Oriente che detiene armi di distruzione di massa (400 pezzi nucleari avuti dagli USA) e che lascia intendere di volerle usare; la scusa è naturalmente il programma nucleare dell’Iran. Il quotidiano londinese Times rende noto nell’edizione del 18 aprile 2009 che le forze aeree israeliane sono pronte all’attacco ed aspettano soltanto il via libera dal nuovo primo ministro della destra estrema Benjamin Netanyahu, dall’ancor piú estremista ministro degli esteri Avigdor Lieberman e dall’alto commando del IDF (Forze di Difesa Israeliane) (vedi l’articolo ‘Israele è pronto a bombardare le basi nucleari iraniane).

Questo attacco provocherebbe una guerra di dimensioni enormi e l’uso di armi di distruzione di massa biologiche, chimiche e nucleari. Le fonti israeliane riferiscono che lo stato è pronto ad attaccare l’ Iran con o senza il consenso da parte del governo Obama, ben sapendo che il potere sionista in America è piú forte di qualsiasi governo, sia esso democratico o repubblicano. Netanyahu incontrerá Obama il 18 maggio. In ogni caso, con l’attacco di Israele e la risposta dell’Iran, il governo americano si vedrá costretto dal potere sionista negli USA a combattere al fianco di Israele (vedi ‘La lobby israeliana e la politica estera americana’, Stephen Walt & John Mearsheimer); tutto questo è stato appena ratificato nel Daily Telegraph del 7 maggio.

4) POLITICA PER UN GOVERNO MONDIALE

Il ‘detonatore israeliano’ va di pari passo col riposizionamento delle truppe americane lungo i confini, come suggerito dal pensiero strategico di Zbigniew Brzezinski che vuole lo spostamento di buona parte delle truppe dall’Iraq all’Afghanistan e al Pakistan, focalizzando l’attenzione sui Talebani e i pozzi petroliferi nel mar Caspio. L’Afghanistan si trova in una condizione di totale confusione con i Talebani che hanno preso possesso della parte migliore del paese. Oggi si trovano a 160 km da Islamabad, in Pakistan, paese che deve affrontare una crisi altrettanto tremenda. Le bombe americane cadono su Afghanistan e Pakistan ogni giorno mentre i governi fantoccio di questi stati non fanno nulla per porre fine a questa situazione.

L’Iran, la Russia e la Cina, da spettatori e secondo i loro propri interessi, seguendo diversi criteri d’allarme, osservano attentamente queste manovre offensive (aggravate dalla pericolosa strategia della NATO contro la Russia in Polonia e in altre parti dell’ Europa). I tre comunque riconoscono di avere gli stessi avversari: gli Stati Uniti (per Russia e Cina), Israele e gli USA (per l’Iran); una vera formula esplosiva, ma un rischio necessario per l’oligarchia del Nuovo Ordine Mondiale tesa ad introdurre un governo globale.

Questo dovrebbe essere un campanello d’ allarme per tutti gli stati del mondo, in quanto quest’ ordine comprende tutte le nazioni, e gli stati che si rifiutassero di entrare volontariamente nel ‘club’ che ruota intorno agli USA, il Regno Unito e Israele (ed ai loro rispettivi interessi) sarebbero automaticamente banditi come antidemocratici e antisemiti; quello che succederebbe dopo si puó benissimo immaginare.

5) SEMPRE PÍU STATI FALLIMENTARI: DISOCCUPAZIONE E POVERTÁ PER MILIONI DI LAVORATORI

Le banche americane ed europee sono in bancarotta, cosi come molte industrie (la Chrysler è stata proprio l’ultima a cadere), gli assicuratori globali sono tecnicamente falliti, mentre la maggior parte delle istituzioni finanziarie sono deboli, per usare un eufemismo, o totalmente improduttive, per usare un termine che si addice di piú alla situazione reale. I maggiori governi mondiali sono costretti a sostenere finanziariamente la maggior parte delle aziende, il che è un’ ulteriore prova che il capitalismo senza regole, quando lasciato ai suoi propri meccanismi senza interventi da parte dello stato, porta ad un sistema vicino a quello sovietico in cui lo stato controlla le societá (naturalmente troppo importanti per poter crollare) e porta avanti un’economia finalizzata alla protezione della nomenklatura dei ‘banksters’ [“banchieri gansters” N.d.r].

Ancora una volta assistiamo al medesimo ciclo: prima si ha la privatizzazione di larghi profitti che va avanti per decenni; profitti che vanno a riempire le tasche di banchieri, investitori, speculatori e parassiti di ogni genere. Quando poi l’ intero sistema crolla, come sta succedendo in questo momento, le gigantesche perdite sono ‘socializzate’ per mezzo di fondi governativi che includono denaro proveniente dalle imposte e denaro coniato apposta per salvare coloro che dovrebbero essere in prigione; tutti gli altri sono lasciati al proprio destino.

L’iper-inflazione tecnica del dollaro è un fatto, anche se nessuno ancora lo dichiara apertamente.

Ci si sta rendendo conto che la recessione di USA, Europa e Asia è molto peggio di quanto ci si aspettasse, dicono gli esperti.

Milioni di persone stanno perdono il posto di lavoro e i mezzi di sussistenza, le case, le pensioni, e i risparmi di una vita; milioni di persone cominciano a farsi sentire nelle strade con manifestazioni come i “tea-parties” [recenti manifestazioni di protesta negli USA N.d.r] e sommosse: rappresaglia e repressione.

6) FRODE E ANCORA FRODE

Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ e direttore della Yeshiva University a Tel Aviv, è divenuto un simbolo del classico banchiere truffaldino che ha parte integrante nel sistema capitalistico senza regole (che usa il modello piramidale Ponzi come modello base), con i suoi 70 miliardi di dollari rubati ad altri investitori (oh, questi sembrano essere preda di una versione moderna di cannibalismo, mangiando la loro stessa carne).

Si dovrebbe comunque essere piú gentili con ‘Bernie’ Madoff in quanto egli si sta assumendo tutte le colpe e le critiche derivanti dal modello Ponzi, mentre in realtá è l’ intero sistema finanziario a rispecchiare tale modello. Questo è il modo in cui CitiCorp (William Rhodes, Robert Rubin), la Bank of America, Goldman Sachs (Henry Paulson, Timothy Geithner), Morgan Stanley, AIG (Maurice Greenberg) e gli altri istituti assicurativi e banche, hanno sempre operato.

Per avere un’idea piú chiara di quello che sta succedendo dietro le quinte, si prenda come esempio Freddie Mac, il cui nuovo direttore finanziario, il 41enne David Kellermann, si è suicidato. Fonti dell’intelligence russa ritengono che la causa piú probabile per questa morte sia legata al fatto che Kellermann aveva scoperto che Freddie Mac ha finanziato con piú di 50 miliardi di dollari le organizzazioni che fanno capo agli interessi di Israele, cosi che quest’ informazione avrebbe dovuto essere resa nota proprio da lui. Bisogna anche ricordare che quando alla fine dello scorso anno Freddie Mac crolló, uno dei suoi direttori era Rahm Emanuel, ossia l’attuale capo di gabinetto del presidente Obama con doppia cittadinanza (americana e israeliana), e per di piú sospettato di far parte dei servizi segreti israeliani.

7) H1N1 L’ EPIDEMIA DELLA PESTE SUINA

Sembrerebbe che un’ altra cortina fumogena sia stata imposta ai mezzi d’ informazione di tutto il mondo, in modo da evitare che gli articoli che parlano della suddetta situazione vengano messi nelle prime pagine. Fino ad ora si sono verificati soltanto 2000 casi di H1N1 in tutto il mondo, e i 160 decessi in Messico riportati da FoxNews alcune settimane fa sono scesi a 30; lo stesso vale per il resto del mondo. I media hanno provocato isteria, generando quella che viene chiamata ‘isteria da pandemia’, per la gioia delle grosse ditte farmaceutiche che registrano vendite record di Oseltamivir e altre medicine contro l’influenza. I fautori del NWO (Nuovo Ordine Mondiale) sono anche stati in grado di testare l’efficacia delle tattiche di guerra psicologica posta in atto al fine di avere il controllo su fasce molto ampie di popolazione. Vaccini di massa e quarantena, voli cancellati: questo è un circo globale; lo stesso avvenne nel caso dell’ influenza aviaria nel 2004/2005 (che ne è stato poi?).

Non c’è dubbio che ad un certo punto verrá sintetizzato un virus selettivo focalizzato a determinati gruppi sociali (è stato forse l’ HIV un precursore?), in quanto uno degli obiettivi chiave del governo mondiale è proprio quello di favorire la decrescita demografica del pianeta, come consigliato da Henry kissinger nel National Security Strategic Memorandum 200 del 1974.

Per concludere, le sette questioni di cui si parla in quest’ articolo non dovrebbero essere considerate isolate e sconnesse; al contrario sono strettamente legate tra loro e dovrebbero essere perció lette in chiave olistica, come parte di una strategia piú vasta mirante all’ imposizione di un regime globale in un modo o nell’altro. Parlare di tali questioni come legate tra loro e fare previsioni sul loro effetto a medio e lungo termine ci permette di capire cosa sta realmente accadendo nel mondo; il che è molto diverso da quello che si sente alla CNN, FoxNews, la BBC, il New York Times, il Washington Post, il Daily Telegraph, ABC, CBS o NBC.

In breve, la questione chiave che ci si dovrebbe porre dovrebbe diventare sempre piú chiara a tutti quanti: quanto tempo ci rimane? Quanto tempo abbiamo realmente negli Stati Uniti, in Europa, in Argentina e nell’intero pianeta?

Ognuno giudichi a modo suo, ognuno faccia le proprie scelte. Si puó scegliere di essere come Homer Simpson, facendo zapping tutto il tempo, oppure scegliere di intervenire in questo disastro globale, a prescindere da dove ci troviamo, passando ai fatti.

Qualsiasi cosa si abbia intenzione di fare, è meglio che si cominci subito.

Titolo originale: “Global Crisis: How Much Time do We Have?”

Fonte: http://asalbuchi.com.ar/