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ComeDonChisciotte – L’OMS NOMINA UN COMITATO PER L’INSABBIAMENTO DEL CASO H1N1

ComeDonChisciotte – L’OMS NOMINA UN COMITATO PER L’INSABBIAMENTO DEL CASO H1N1.

DI JAMES CORBETT
globalresearch.ca

La notizia che L’OMS sia alla nomina di una commissione ‘indipendente’ per indagare sulla propria condotta sul panico da pandemia H1N1 nel 2009 è stata sminuita dal fatto che uno dei membri della commissione, John Mackenzie, sia stato in realtà uno dei membri che ha sollecitato l’OMS a dichiarare la pandemia stessa. Inoltre Mackenzie ha legami con i produttori di vaccini, cosa che lo renderebbe indagabile per le stesse accuse che la commissione sta cercando di accertare, e cioè che l’OMS abbia fatto affidamento su consulenti con seri interessi a dichiarare il ceppo H1N1 Pandemia nonostante i fatti.

Gli eventi continuano a portarci a pensare che l’OMS abbia dichiarato pandemico un ceppo virale relativamente leggero (H1N1) in modo che venissero stipulati contratti per miliardi di dollari aventi come beneficiari i consulenti dell’OMS legati alle grandi case farmaceutiche. Messa alle corde dalla crescente opposizione e perdita di credibilità per via di conflitti di interesse di consulenti chiave dell’Oms, la direttrice dell’organizzazione Margaret Chan ha indetto per lunedì una “franca, critica, trasparente, credibile e indipendente analisi sull’operato” seguita da una riunione a porte chiuse con i cosiddetti esperti indipendenti. Ai fotografi è stato vietato entrare, ai giornalisti è invece stato permesso un accesso sporadico.

La speranza in una seria investigazione indipendente si è infranta con la scoperta che uno dei membri del comitato investigativo è il Professor John Mackenzie (Curtin University, Australia), che a sua volta era proprio una delle persone che aveva consigliato all’OMS di dichiarare il ceppo H1N1 pandemico. Mackenzie è comparso su Der Spiegel all’inizio dell’anno con una valutazione sul proprio operato: “Credo che abbiamo fatto il giusto”.

Indizi su probabili scoperte del comitato di investigazione di Ginevra possono essere tratti dalle dichiarazioni che Mckenzie ha dato ai giornali tedeschi:

“Il sistema dei livelli di pandemia necessita una revisione”

“Dobbiamo migliorare la fase 6 in modo che la gravità dell’infezione sia presa in considerazione”

Analisti prevedono che il comitato trovi l’OMS vittima di una cortina di fumo e di una definizione sbagliata del concetto di pandemia, cosa che li porterà a sostenere che nessun individuo è responsabile per i miliardi di dollari spesi in tutto il mondo in vaccini di cui ora i governi cercano di sbarazzarsi a tutti i costi e che alla fine dovranno buttare.

Inoltre in questione c’è anche il perché l’OMS abbia cambiato la propria definizione di “Virus pandemico”, in modo che l’influenza suina rientrasse dentro il criterio. La definizione presente sul sito dell’OMS prima dell’allarme specificava: “Enormi numeri di morti e ammalati” come criterio per la dichiarazione della Pandemia. In aprile invece la stessa definizione è stata cambiata per pandemie “miti”.

Il comitato dell’insabbiamento è stato formato in vista della relazione finale sullo scandalo H1N1 del “Consiglio d’Europa”. L’ultimo mese il Consiglio ha rilasciato una bozza di relazione della propria investigazione contenente feroci accuse all’OMS e ai suoi motivi per dichiarare l’H1N1 come ceppo pandemico:

Alcuni membri di questo organo consultivo hanno evidenti legami professionali con case farmaceutiche – in particolare questi legami riguardano finanziamenti per ricerche- perciò la neutralità dei consiglieri può essere contestata. Tuttora l’OMS non ha fornito convincenti evidenze da opporre a queste accuse, e l’organizzazione non ha pubblicato le relative dichiarazioni di interesse, assumendo tale posizione riservata. L’organizzazione si è unita ad altri organismi come “EMEA” (European Medicines Agency), che allo stesso modo non ha ancora pubblicato questi documenti –“Gestione della pandemia H1N1: Serve più trasparenza

L’indagine del “Consiglio d’Europa” era supervisionata da Wolfgang Wodarg, Ex capo della “Council’s health committee” che fece clamore lo scorso anno per avere detto che l’OMS aveva finto la pandemia per avvantaggiare i produttori di vaccini. Ci si aspetta che il comitato sia critico verso l’OMS, e questo porta molti a speculare sul fatto che il gruppo sanzionato dall’OMS a Ginevra sia un tentativo per superare il danno e limitare l’esposizione della faccenda.

Si aspetta che il gruppo indipendente finisca il meeting mercoledì. Nessuna parola è stata per ora spesa sul fatto che il vaccino dell’influenza in realtà aumenti il rischio di contrarre l’H1N1 o che effetto si potrebbe aspettare se l’OMS ignorasse questa informazione per spingere a favore del vaccino.

Il panico della H1N1 è iniziato lo scorso Marzo, la stima della OMS è stata di 2 miliardi di infetti e milioni di morti. Dai nuovi dati rilasciati si evince che l’influenza è stata molto meno letale della regolare influenza stagionale.

Titolo originale: “WHO Appoints H1N1 Cover-Up Committee”

Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link
13.04.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di FIGHTINGforBISCUITS

Consiglio d’Europa: la suina era una bufala. Brava la Polonia!

Fonte: Consiglio d’Europa: la suina era una bufala. Brava la Polonia!.

L’11 settembre 2009 il blog smontava quella gran bufala della suina. Il 24 settembre raccoglieva a supporto anche l’opinione di Paolo Grossi, infettivologo di chiara fama. Il 16 novembre lanciavamo la presa di posizione netta e in controtendenza del Ministro della Salute polacco, Ewa Kopacz che, sfidando il cartello e lo strapotere delle case farmaceutiche, si rifiutava di acquistare vaccini anti-influenzali per milioni e milioni di euro. Nella stessa sede pubblicavamo in anteprima il contratto secretato tra la Novartis e il Ministro Sacconi, marito di Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, che impegnava lo stato italiano a corrispondere decine di milioni di euro alla Novartis, anche in caso in cui la consegna dei vaccini non venisse effettuata.

Due giorni dopo, con strano tempismo, sulla Kopacz arrivava anche Repubblica. E due mesi dopo si accorgevano finalmente del contratto secretato.

Tra quanti anni si accorgeranno, adesso, che il Consiglio d’Europa ha lodato Ewa Kopacz per il suo atto coraggioso di resistenza nei confronti delle lobby farmaceutiche, dichiarando pubblicamente che è un esempio da seguire e che era nel giusto, perché il WHO aveva torto nell’annunciare al mondo la pandemia della suina?

“La suina era una bufala”

Fonte: “La suina era una bufala”.

L’influenza A è una bufala orchestrata dalle case farmaceutiche, tramite l’Organizzazione mondiale della sanità, per fare miliardi con inutili e per giunta pericolosi vaccini. A dirlo non è qualche critico no-global, ma il presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, Wolfang Wodarg. Il quale ha anche fatto approvare in Consiglio una dura risoluzione che chiede un’inchiesta internazionale sulla faccenda.

“Uno dei più grandi scandali sanitari del secolo”. Secondo Wodarg, che nei giorni scorsi ha rilasciato diverse interviste alla stampa europea, il caso dell’influenza suina è stato “uno dei più grandi scandali sanitari del secolo”. Le maggiori aziende farmaceutiche mondiali, secondo l’alto funzionario europeo, sono riuscite a piazzare “i propri uomini” … negli “ingranaggi” dell’Oms e dei governi mondiali in modo da condizionare le loro decisioni. “Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l’influenza – si legge nella risoluzione Wodarg – le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali e così da allarmare tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati”.

Come hanno fatto? Semplice. “L’Oms, su indicazione di alcune grandi compagnie farmaceutiche e dei loro scienziati, hanno ridefinito il concetto ufficiale di ‘pandemia’ abbassando i livelli di allarme”, ha spiegato Wodrag. “Prima, una pandemia, per essere considerata tale, doveva essere non solo estesa a tanti paesi ma anche produrre un numero di decessi superiori alla media. Con la cancellazione di questo secondo criterio, è stato possibile lanciare un falso allarme, costringendo
i governi a reagire immediatamente e a firmare contratti milionari di approvvigionamento vaccini con quelle stesse compagnie. E’ stata una grande campagna di panico sostenuta da una massiccia operazione di disinformazione che ha procurato enormi guadagni a chi l’ha pianificata, enormi sprechi di denaro pubblico. E – aggiunge Wodrag – elevati rischi per la salute della popolazione a causa della velocità con cui i vaccini sono stati prodotti: alcuni con ingredienti non sufficientemente testati, altri addirittura, come il vaccino della Novartis, creati in bireattori da cellule cancerogene: una tecnica finora mai usata”.

L’Italia ha regalato a Novartis 184 milioni di euro. Proprio con la Novartis il governo italiano, all’epoca dell’allarme, ha firmato un accordo capestro per l’acquisto di 24 milioni di dosi a un costo di circa 184 milioni di euro. Anche se sono stati somministrate solo 850mila vaccini, le clausole del contratto non prevedono né restituzione mé rimborsi. Un bell’affare di cui possiamo ringraziare l’ex ministro della Sanità, Maurizio Sacconi. O forse sua moglie Enrica Giorgetti, direttore generale di Famindustria.

peacereporter

Odio dire “ve l’avevo detto io” (<— bugia). Ma in realtá, avevo parlato fin dall’inizio di questa bufala del vaccino: in un post appena una settimana dopo l’inizio dell’allarme (e ancor prima QUI su Pressante), alla fine di aprile, e poi in altri (Pressante) successivi. Non lo sottolineo per gloriarmene (<— bugia), ma perché alcuni lettori per mostrare la loro fede assoluta nella Scienza sono corsi a vaccinarsi, mentre altri in un eccesso del catastrofismo e complottismo che talvolta allignano in vari blog, avevano temuto davvero la pandemia organizzata dalla Cupola dei Cattivi per sterminarci.

Invece la Cupola dei Cattivi, in cui la Scienza entra ahinoi per scopi solo economici, si comporta sempre nel solito modo ormai scontato: quel che interessa sono i nostri quattrini, e se sono quelli dello Stato meglio ancora. Lo verifichiamo tutti i giorni, per ogni e ciascuna Grande Opera, per ogni “soluzione” in arrivo, per ogni “riforma condivisa” che ci si prospetta come risolutiva ed invece è sempre la vecchia fregatura in altre vesti.

Stavolta però si sono superati: la sòla tirata a tutti gli Stati del mondo ha qualcosa di clamoroso, e di talmente evidente da suscitare la riprovazione persino di chi è solitamente complice. L’Europa, ad esempio: nel responsabile Sanitá del Consiglio d’Europa, il tedesco Wolfang Wodard (come riportato sopra)[…]

Ma quel che è più interessante è che il cittadino, oltre a capire così come funzionano le compagnie farmaceutiche (e quindi a diffidare di ciò che proclamano anche sui loro stessi farmaci), potrebbe fare due più due e cominciare a pensare che tanto malcostume non sia prerogativa solo di Big Pharma. Potrebbe cominciare a chiedersi se anche le aziende di altri settori (dalle costruzioni alle armi alle banche) siano in grado di creare falsi allarmi corrompendo scienziati, politici, organismi internazionali e nazionali onde piazzare i propri prodotti.

Dobbiamo credere allora alla effettiva necessitá della tal guerra? Alla necessitá di costruire nuove carceri o nuove autostrade o case popolari? A quella di una pensione integrativa? Di screening medici generali? Oppure qualcuno ha unto certe ruote al solo scopo di creare un bisogno inesistente e papparsi un po’ di soldi?

Eh, che domande esistenziali. Sará forse per questo, che dello scandalo del vaccino non si parla troppo sulle prime pagine…

Crisis

ComeDonChisciotte – LA ‘FALSA’ PANDEMIA

Fonte: ComeDonChisciotte – LA ‘FALSA’ PANDEMIA.

DI FIONA MACRAE
http://www.dailymail.co.uk

Le case farmaceutiche hanno approfittato della paura per l’influenza suina, afferma il presidente della sanità europeo

L’epidemia di influenza suina era una “falsa pandemia” spinta dalle compagnie del farmaco che hanno fatto in modo di guadagnare miliardi di sterline approfittando di un allarme su scala mondiale, ha affermato uno dei maggiori esperti di salute.

Wolfgang Wodarg, presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, ha accusato i produttori di farmaci e vaccini antinfluenzali di aver manipolato le decisioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità affinché si proclamasse lo stato di pandemia.

Questo ha permesso alle società farmaceutiche di assicurarsi “enormi guadagni”, mentre i paesi, incluso il Regno Unito, hanno “sperperato” il proprio magro budget sanitario, con milioni di persone vaccinate contro una malattia relativamente mite.

Una risoluzione proposta dal Dr Wodarg chiede che si proceda ad un’indagine sull’incarico che le società del farmaco hanno ricevuto da parte del Consiglio d’Europa, il “senato” con base a Strasburgo responsabile della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Un dibattito urgente su questo tema dovrebbe avere luogo alla fine di questo mese.

La richiesta del Dr Wodarg è arrivata nonappena è emerso che il governo britannico sta cercando disperatamente di sbarazzarsi di 1 miliardo di sterline in vaccini contro l’influenza, ordinati nel momento di massimo allarme.

Il Ministero della Sanità aveva previsto circa 65.000 morti, allestito un’apposita linea di consulenza (telefonica, ndt) e un sito web, sospeso le normali regolamentazioni per poter distribuire i farmaci antinfluenzali senza bisogno di prescrizione, e allertato le autorità sanitarie e locali affinché si preparassero ad un’imponente pandemia.

Si era fatto in modo di allestire gli obitori per il gran numero di morti attesi e c’erano stati avvertimenti riguardo al fatto che l’Esercito sarebbe potuto intervenire per prevenire disordini dovuti alla ricerca dei medicinali.

Ma con meno di 5000 casi di malattia in Inghilterra la scorsa settimana e solo 251 morti in tutto, il Dr Wodarg ha definito l’epidemia di H1N1 come “uno dei maggiori scandali del secolo”.

Ha dichiarato: “Abbiamo avuto una blanda influenza – e una falsa pandemia”.

Ha aggiunto che i semi del terrore erano stati seminati cinque anni fa, quando si era paventato che un virus ben più letale come quello dell’influenza aviaria sarebbe potuto mutare divenendo pericoloso per gli umani.

L’atmosfera di “panico” ha fatto sì che i governi facessero scorta di medicinali antinfluenzali come il Tamiflu e sottoscrivessero “contratti dormienti” (ovvero, che entrano in vigore nonappena viene dichiarato lo stato di pandemia, ndt) per milioni di dosi di vaccino.

Il Dr Wodarg ha dichiarato: “I governi hanno siglato contratti con i produttori del vaccino in cui si assicurano in anticipo le ordinazioni, addossandosi quasi tutta la responsabilità.”

“In questo modo i produttori dei vaccini sono sicuri di realizzare enormi profitti senza alcun rischio finanziario”.

“Poi gli basta aspettare che l’OMS dica “pandemia” e rendere attivi i contratti.”

Sostiene anche che per favorire ulteriormente i propri interessi, le principali aziende farmaceutiche avrebbero piazzato i “loro uomini” negli “ingranaggi” dell’OMS e di altre organizzazioni influenti.

Ha poi aggiunto che il loro ascendente avrebbe potuto spingere l’OMS ad ammorbidire la definizione di pandemia – portando alla dichiarazione di un’epidemia mondiale lo scorso Giugno.

Il Dr Wodarg ha detto: “Per poter promuovere i farmaci e i vaccini antinfluenzali, entrambi brevettati, le compagnie farmaceutiche hanno plagiato scienziati ed agenzie ufficiali, responsabili degli standard della sanità pubblica, di modo che allarmassero i governi di tutto il mondo.”

“Hanno fatto in modo che venissero sperperate preziose risorse sanitarie per strategie di vaccinazione inefficienti ed hanno inutilmente esposto milioni di persone in buona salute al rischio degli effetti collaterali sconosciuti di vaccini non sufficientemente testati.”

Non fa il nome di nessun personaggio britannico con conflitti di interesse.

Ma lo scorso anno il Daily Mail ha rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato incaricato di fare consulenza al governo sull’influenza suina, ha anche un incarico da 116.000 sterline l’anno presso il consiglio della GlaxoSmithKline.

La GSK produce farmaci antinfluenzali e vaccini, e si preannuncia come una delle maggiori beneficiarie della pandemia.

Il Ministero della Sanità sostiene che, sebbene la malattia sembri essere in fase calante, non si possa escludere una terza ondata ed incoraggia le persone consigliate a vaccinarsi a farlo.

Il professor David Salisbury, il dirigente governativo responsabile dell’immunizzazione, ha affermato che non c’è “alcuna ragione” per i reclami del dottor Wodarg, sostenendo che le persone con conflitti di interesse sono state tenute fuori dai processi decisionali.

Un portavoce della GSK ha detto: “Accuse di coercizione indebita della volontà sono fuorvianti ed infondate. L’OMS ha dichiarato che l’influenza suina H1N1 corrispondeva ai criteri della pandemia”.

“Come ha dichiarato l’OMS, esistono norme legali e numerosi strumenti di salvaguardia per gestire possibili conflitti di interessi”.

La compagnia, presso la quale Sir Roy lavora ancora, afferma che lui ha reso noti i propri interessi commerciali e che non ha partecipato ad alcun incontro relativo all’acquisto di farmaci o vaccini, né incaricato dal governo né dalla GSK.

Fiona Macrae
Fonte: http://www.dailymail.co.uk
Link: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1242147/The-false-pandemic-Drug-firms-cashed-scare-swine-flu-claims-Euro-health-chief.html
11.01.2010

Scelto e tradotto per http://www.comeddonchisciotte.org da ELISA NICHELLI

ComeDonChisciotte – LA FEBBRE DEL VACCINO E IL BUSINESS DELLE DOSI SCOMPARSE

Fonte: ComeDonChisciotte – LA FEBBRE DEL VACCINO E IL BUSINESS DELLE DOSI SCOMPARSE.

DI MONICA RAUCCI
antefatto.ilcannocchiale.it

Accordo milionario per 24 milioni di fiale, ma ne sono state utilizzate meno di un milione

Topo Gigio è depresso. Ce l’aveva messa tutta, lui, a convincere gli italiani che dovevano vaccinarsi. Ma quelli niente. E così, dei 24 milioni di vaccini acquistati dall’Italia, finora ne sono stati utilizzati solo 840.000. Gli altri ventitré milioni si stanno accumulando nei centri di stoccaggio. Una spesa di 184 milioni di euro andata, almeno per ora, in fumo. Anzi, nelle tasche della Novartis, la multinazionale che ha prodotto il farmaco. E con cui il governo ha un rapporto stretto, che risale sin dal 2004. È l’anno dell’aviaria, un’ influenza che non colpisce l’Italia, ma che mette in agitazione il secondo governo Berlusconi: preoccupato per una pandemia che fino ad allora non c’è mai stata e forse non ci sarà mai, decide che bisogna prendere precauzioni. E di stipulare dei contratti che riconoscano allo Stato italiano un diritto di prelazione sulla produzione futura di vaccini.

Un paradosso: io governo ti pago ora affinché in caso di emergenza tu faccia il tuo interesse, ossia vendere a me i farmaci.Neanche due mesi dopo, il ministero chiama a raccolta attorno a un tavolo cinque aziende, che mettono sul piatto le loro proposte di contratto. Il ministero ne sceglie tre: tra queste quella della Chiron, una azienda senese specializzata in vaccini che pochi mesi dopo verrà acquisita dalla Novartis.

A quella seduta partecipa anche Reinhard Gluck. Allora è il presidente di Etna Biotech, una società siciliana. Anche lui fa la sua proposta. “Quando entrai nella stanza capii subito come sarebbero andate le cose – racconta – e che il mio progetto non sarebbe mai passato. Era evidente che tra i rappresentanti del governo e i senesi ci fosse un rapporto consolidato. Ero terribilmente dispiaciuto”.

Anche perché la posta in gioco è alta: sulla base di quei contratti verranno stipulati i successivi in caso di pandemia. Una bella torta per le aziende del farmaco. I tre contratti costano in tutto al governo 6 milioni e mezzo di euro. Oltre a sancire un diritto su un bene futuro di cui il governo potrebbe non godere mai, vengono stipulati in modo carbonaro senza alcuna gara di appalto.

L’accordo più oneroso è quello con la Chiron-Novartis: da solo costa 3 milioni di euro ed è alla base del contratto di fornitura per il vaccino H1N1, stipulato il 21 agosto 2009 tra il governo e la Novartis.
L’accordo del 2005 garantiva al ministero la fornitura in caso di pandemia di 15 milioni di dosi di vaccino entro tre mesi dalla consegna del seme da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Ma nel contratto di quest’anno, che di pubblico ha solo il nome, quella clausola fondamentale scompare. Viene sostituita da tre date di consegna (con le relative forniture) che però nel testo sono oscurate. “Motivi di riservatezza”, commenta il ministero.

L’unica cosa certa è che al momento del solo picco pandemico, a inizi novembre, la richiesta di vaccino è più alta dell’offerta. Il contratto, come segnala subito la Corte dei Conti, è totalmente sbilanciato a favore della multinazionale: in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti, per esempio, non sono previste multe o penalità per la Novartis.
Altro punto critico: se l’azienda non avesse ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, il governo avrebbe dovuto comunque corrisponderle 24 milioni di euro. Una specie di premio per la partecipazione. La Novartis poi è manlevata legalmente, tranne che per difetti di fabbricazione del prodotto.

Il costo del vaccino è piuttosto alto: sette euro e novanta a dose, quando quello di un normale antinfluenzale, che ha le stesse spese di produzione, viene pagato dalle Regioni circa quattro euro. Quattro euro di differenza che non si spiegano solo con i costi di ricerca.
Contratti simili sono stati stipulati in realtà dalla maggior parte dei governi europei, che nella corsa all’accaparramento del vaccino hanno accettato condizioni vessatorie. Eppure si sapeva fin da subito che il virus non era così pericoloso.

A inizio 2009 i membri dell’unità di crisi dell’Oms (alcuni ora sotto inchiesta per presunti conflitti di interesse con le case farmaceutiche) avevano eliminato dalla definizione di pandemia il criterio dell’”alto numero di morti”.
E in un batter d’occhio quello che fino ad allora era un normale virus influenzale a bassa mortalità diventò il virus-killer. Con la conseguenza che centinaia di milioni di vaccini ora giacciono nelle celle frigorifere di mezza Europa.

Al di là di quello che dice il neo ministro della Salute Ferruccio Fazio, difficilmente il farmaco, che ha durata di un anno, potrà essere riutilizzato il prossimo inverno, a meno che, evento improbabile, il ceppo non rimanga esattamente lo stesso. Intanto in Italia le Asl cominciano ad avere problemi di stoccaggio. E ancora deve arrivare l’ultima fornitura, prevista per il 31 marzo, quando probabilmente la suina sarà solo una barzelletta.

L’unico a ridere per ora è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino non ne ha comprato neanche uno. In tempi di isteria pandemica disse: “Il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa”.

Monica Raucci
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2412631&yy=2010&mm=01&dd=05&title=la_febbre_del_vaccino_e_il_bus

Da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio

ComeDonChisciotte – BIG PHARMA – LA SUINA E I MASSONI

Fonte: ComeDonChisciotte – BIG PHARMA – LA SUINA E I MASSONI.

di ANDREA SUCCI
lavocedellevoci.it

La leggenda della “suina” parte da una storiella messicana. Il virus sarebbe partito dal Messico: il paziente zero era un bambino di 5 anni, Edgar Hernandez, originario di La Gloria (Veracruz). L’assunto, inizialmente smentito, viene confermato dal Governatore di quella citta’, Fidel Herrera, solo il 26 aprile 2009, diverse settimane dopo la morte del primo niño e le segnalazioni di 400 persone contagiate, tutte a La Gloria.
Perche’ proprio in quel luogo apparentemente fuori dal mondo?

I media messicani e la popolazione locale non hanno dubbi: la colpa sarebbe da attribuire agli scempi ambientali perpetrati dalla multinazionale americana Smithfield Company, la maggior produttrice statunitense di carne suina, presente in Messico con la controllata Granjas Carrol, che dispone di circa quaranta stabilimenti produttivi, tutti compresi nella Valle del Perote, zona a confine tra lo stato di Veracruz e quello di Puebla, dove si trova appunto La Gloria. Secondo fonti non governative, e secondo gli attivisti messicani che da quattordici anni si battono per proteggere se stessi e la loro terra, la causa dell’influenza A sarebbe da ricercare nell’inquinamento acquifero prodotto dagli scarichi industriali di Granjas e in quello atmosferico dovuto alle carcasse di maiali abbandonate en plein air.

In pista scende subito Big Pharma e i vaccini sono tre: il Celvapan, prodotto dall’americana Baxter; il Pandemrix della britannica GlaxoSmithKline; il Focetria, della svizzera Novartis. Il via libera arriva dall’Agenzia Europea del Farmaco, l’Emea, tramite una sottocommissione, la Chmp, che si occupa dei prodotti medicinali per uso umano. Organismi non del tutto imparziale. Ralph Edwards, responsabile dell’Uppsala Monitoring Centre svedese ed esperto di farmacologia, afferma che «le Agenzie regolatorie hanno molti piu’ rapporti con le aziende farmaceutiche che con i cittadini». «Questo e’ un grosso problema anche dell’Emea», conferma Mauro Venegoni, componente dell’organismo consultivo di farmacovigilanza del Chmp e direttore dell’ufficio farmacovigilanza dell’Aifa, la corrispondente italiana dell’Emea.
Puo’ risultare allora interessante puntare l’attenzione su alcuni illustri connazionali che operano tra l’Emea e il Chmp e sulle strutture in cui svolgono nel nostro paese la loro attivita’.

INSUBRIA DOCET

Partiamo dall’Universita’ dell’Insubria, con sedi fra Como e Varese, bersaglio, recentemente, di vibrate proteste da parte degli animalisti. Dice Francesco Caci, responsabile della Lega Antivivisezione di Busto Arsizio: «Quello che noi disapproviamo e’ l’utilizzo degli animali per studi su cannabinoidi, oppioidi, tumori e malattie neurogenerative. Abbiamo contestato gli esperimenti dal punto di vista sia etico che scientifico, perche’ sono finalizzati solo ad aumentare il numero di pubblicazioni dei ricercatori. Tra l’altro, i locali messi a disposizione dall’amministrazione di Busto sono edifici che hanno avuto bisogno di una ristrutturazione costata 15 milioni di euro, per meta’ finanziati dal comune e per meta’ con fondi europei; in realta’ dovevano essere destinati ad opere di industrializzazione».
Il direttore dell’ufficio legale dell’Emea insegna in questa universita’. E’ Vincenzo Salvatore, giurista varesino, ordinario di Diritto Internazionale all’Universita’ dell’Insubria. Rettore dell’Insubria e’ Renzo Dionigi, gia’ componente del Consiglio Superiore di Sanita’ nominato dall’ex ministro Girolamo Sirchia per il triennio 2003-2005. Consulente di Roberto Formigoni per i rapporti Sanita’-Universita’ e responsabile della Chirurgia generale 1 dell’ospedale Circolo di Varese, Renzo Dionigi e’ un massone, presente nella famosa lista Cordova del 1992.
Capofila della lobby pubblico-privata che sponsorizzo’ la nascita dell’Insubria e’ l’avvocato Ferruccio Zuccaro, proboviro dell’Ateneo varesino, ex balilla, ex vice presidente della Provincia, componente del Lions Club Varese Host e massone presente negli elenchi del ‘92. Forse e’ un caso, ma lo studio dell’avvocato Zuccaro e’ a Varese, in via Speroni 14, proprio nello stesso stabile in cui anche l’avvocato Vincenzo Salvatore svolge la sua attivita’.

L’Insubria e’ legata ad alcune tra le piu’ importanti multinazionali del farmaco come la GlaxoSmithKline, produttrice del vaccino Pandemrix, con cui ha una “Convenzione quadro per attivita’ di collaborazione didattico-scientifica” (vedi la delibera del Senato Accademico datata 22 aprile 2008); o come la Novartis, da cui si fa sponsorizzare per permettere ai docenti delle sezioni del Dipartimento di Scienze chirurgiche di partecipare allo studio internazionale Sustain come centro di arruolamento e trattamento (durata 2006-2008). La Novartis non solo produce il vaccino Focetria, ma e’ anche cliente della Huntingdon Life Sciences (HLS), la piu’ grande societa’ europea che esegue sperimentazioni animali. Per chiudere il cerchio, anche Glaxo e’ cliente della HLS: quindi sia Novartis che Glaxo fanno affari con l’Insubria e con HLS.

UN PONTE PER CARLO MAGNO

Altro personaggio interessante e’ Giuseppe Nistico’, membro del Chmp dal 2004 e anche lui scelto direttamente dal ministro dell’epoca, quel Girolamo Sirchia condannato nel 2008 in primo grado a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per tangenti. Nistico’ e’ un forzista, ex presidente della Commissione Ricerca UE ed ex presidente della Regione Calabria, noto soprattutto perche’ voleva intitolare il Ponte sullo Stretto a Carlo Magno. E’ massone anche lui, nella lista Cordova del ’92. In caso di assenza alle sedute del Chmp, Nistico’ veniva sostituito da un membro supplente, Pasqualino Rossi, capo dell’unita’ operativa di farmacovigilanza dell’Aifa, che il 23 maggio 2008 viene arrestato con l’accusa di attentato alla salute pubblica. Numero due all’Aifa, secondo il Procuratore di Torino Raffaele Guariniello Rossi avrebbe ricevuto compensi per chiudere un occhio sull’Aulin, l’anti-infiammatorio che puo’ avere effetti collaterali sul fegato. Interrogato dagli inquirenti, Rossi ha confermato di aver ricevuto dei regali ma «pensavo fossero delle banalita’, non ho mai fatto cose contrarie ai doveri d’ufficio. Non mi sono mai ritenuto un corrotto».

Fino al 2004 Giuseppe Nistico’ faceva parte anche dell’European Parliament Osteoporosis Interest Group, una sorta di lobby che opera per il “call to action”: promuovere misure nazionali che rendano i pazienti piu’ consapevoli dei problemi derivanti dall’osteoporosi, aiutare i medici a riconoscerne i sintomi e spingere il sistema sanitario a pagare per trattamenti appropriati. Tra le compagnie che si occupano di finanziare le attivita’ dell’International Osteoporosis Foundation, di cui l’Interest Group fa parte, spuntano ancora una volta Novartis, Glaxo (tramite la Amgen, con cui Glaxo ha una partnership europea) e Baxter (che ha accordi commerciali con Nycomed e Teva Pharmaceutical). Va detto che Nistico’ ha lasciato il gruppo nel momento in cui e’ divenuto membro Chmp.

NEL SEGNO DI VANGUARD

Esiste un gruppo di potere che lega la Smithfield Foods – la compagnia americana dalla quale siamo partiti, e che avrebbe provocato l’influenza suina – alle tre multinazionali del farmaco produttrici del vaccino, Novartis, GlaxoSmithKline e Baxter. Tutto e’ racchiuso in una parolina magica: Vanguard, la avanguardia finanziaria mondiale. The Vanguard Group e’ una compagnia americana di investimenti che gestisce un patrimonio approssimativo di 1 trilione di dollari.
Il Vanguard possiede azioni della Smithfield (tramite, ad esempio, il Vanguard Group Inc), azioni della Glaxo (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Health Care Fund ed altri), azioni della Novartis (Vanguard Primecap Fund, Vanguard Capital Opportunity Fund, etc.) e azioni della Baxter (Vanguard Group, Inc., Vanguard 500 Index Fund, e cosi’ via).
Ma chi detiene le azioni del Vanguard Group? Sono colossi come ExxonMobil Corporation, Microsoft Corporation, General Electric Company, J.P. Morgan Chase e Co., Procter e Gamble Company, Apple, Inc., Coca-Cola Company, Google, Inc., Hewlett-Packard Company, Philip Morris International Inc, Goldman Sachs Group, Inc., PepsiCo… Insomma, le multinazionali piu’ potenti, che possono permettersi il lusso di lanciare, allo stesso tempo, il malanno e la cura, la pandemia e il vaccino.

Andrea Succi
Fonte: http://www.lavocedellevoci.it
Link: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=248
12.12.2009

ComeDonChisciotte – SCIENZIATO REITERA LA PROPRIA DENUNCIA IN UNO STUDIO PUBBLICATO:

Fonte: ComeDonChisciotte – SCIENZIATO REITERA LA PROPRIA DENUNCIA IN UNO STUDIO PUBBLICATO:.

DI SIMEON BENNETT
bloomberg.com

Adrian Gibbs, il virologo che nello scorso Maggio aveva detto che il virus dell’influenza suina poteva essere sfuggito al controllo di un laboratorio, ha pubblicato oggi le sue scoperte, riaprendo la discussione sulle origini del virus pandemico.

Il nuovo ceppo dell’H1N1 , che è stato scoperto in Messico e negli Stati Uniti in Aprile, potrebbe essere il prodotto di ceppi provenienti da tre continenti che sarebbero stati geneticamente modificati in laboratorio o in un impianto di produzione dei vaccini, così hanno scritto Gibbs e altri scienziati australiani suoi collaboratori sul Virology Journal. Gli autori hanno analizzato la composizione genetica dei virus e hanno trovato che le sue origini potrebbero essere spiegate molto più semplicemente da un coinvolgimento umano che da una coincidenza naturale.

Il loro studio, pubblicato su un giornale gratuito online, è stato revisionato da altri scienziati e segue il dibattito tra ricercatori apertosi sei mesi fa, quando Gibbs stesso chiese all’Organizzazione Mondiale della Sanità di considerare queste ipotesi. Dopo aver esaminato il primo articolo di Gibbs di tre pagine, l’OMS e altre organizzazioni avevano concluso che il ceppo pandemico era un virus di origini naturali e non un prodotto di laboratorio.

“È importante che venga identificata l’origine del nuovo virus se vogliamo impedire future pandemie piuttosto che limitarci a minimizzare le conseguenze una volta che sono apparse”, dicono Gibbs e i colleghi John Armstrong e Jean Downie nel loro lavoro odierno di otto pagine.

Gibbs e Armstrong sono professori emeriti presso l’Università Nazionale Australiana a Canberra e Downie è affiliato presso il Centro di Malatte Infettive e i Laboratori di Microbiologia del Westmead Hospital di Sydney, in base all’articolo.

Sebbene l’esatta origine del nuovo ceppo dell’H1N1 sia ancora un mistero, la loro ricerca ha “sollevato molte nuove domande”, dicono. Gli autori hanno confrontato le mappe genetiche dei ceppi di virus dell’influenza contenuti nell’archivio pubblico Genbank e hanno scoperto che i progenitori più vicini al virus pandemico sono diffusi tra i suini.

‘La spiegazione più semplice’

Mentre gli uccelli migratori possono aver agito come canale per la confluenza dei virus, il coinvolgimento umano nel farli combinare insieme è “al momento la spiegazione più semplice”, ha detto oggi Gibbs in un’intervista telefonica.

Gibbs ha scritto o collaborato alla stesura di più di 250 pubblicazioni scientifiche sui virus, principalmente riguardanti il mondo vegetale, durante i suoi 39 anni di carriera all’Università Nazionale Australiana, secondo quanto scritto nelle informazioni biografiche sul sito web dell’Università.

“Conoscendo Adrian Gibbs, deve averci riflettuto in modo piuttosto razionale e deve essere arrivato a quella conclusione”, ha detto in un’intervista telefonica Lance Jennings, un virologo clinico dei Laboratori Sanitari di Canterbury a Christchurch, in Nuova Zelanda. “Ora è compito di qualcun altro provare a confermarlo o confutarlo”.

Simeon Bennett (sbennett9@bloomberg.net)
Fonte: http://www.bloomberg.com
Link: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601124&sid=ajw2AS.d1wK8
24.11.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA NICHELLI