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Conti più corti per la Corte dei conti | Il blog di Daniele Martinelli

Ed ecco un’altra legge porcata. Mi pare che questo governo faccia di tutto per favorire i delinquenti. Basta, fuori la mafia dallo stato! Prevedo presto fughe in massa ad Hammamet per sfuggire alla folla inferocita…

Conti più corti per la Corte dei conti | Il blog di Daniele Martinelli.

La Corte dei conti non potrà più procedere contro servitori dello Stato sospettati di aver favorito la mafia, uomini in divisa accusati di violenza sessuale e dipendenti assenteisti. Lo prevede una norma inserita nel decreto Berlusconi che mette un bastone fra le ruote della magistratura contabile, che non potrà più chiedere risarcimenti per il danno d´immagine procurato all´ente pubblico da un amministratore, da un burocrate o da un impiegato infedele.
La norma, contenuta nel provvedimento sullo scudo fiscale che modifica una legge approvata a luglio, prevede che la Corte dei conti, per chiedere un risarcimento per danno all´immagine dell´amministrazione pubblica, dovrà attendere la pronuncia
Non solo. Viene ridotto anche il numero dei reati perseguibili. Rimangono la corruzione, la concussione e il peculato, ma vengono esclusi il concorso esterno in associazione mafiosa, la violenza sessuale e la truffa.
In termini pratici sarà più facile dover rispondere del furto di un posacenere in ufficio piuttosto che di un’accusa di agevolazione di organizzazione criminale. definitiva della giustizia ordinaria.

Fra i primi beneficiari della norma governativa l’ex superpoliziotto Bruno Contrada, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e recentemente citato in giudizio dalla magistratura contabile che gli ha chiesto 150 mila euro di risarcimento.
Anche il fascicolo che riguarda il senatore condannato per favoreggiamento di indagato per mafia Totò Cuffaro è diventato inutile. La Corte avrebbe atteso la sentenza definitiva per decidere se procedere per danno d´immagine nei confronti dell’ex governatore siciliano condannato in primo grado a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Anche l´ex capo della squadra mobile Ignazio D´Antone, condannato per lo stesso reato di Cuffaro, riuscirà ad evitare di pagare 150 mila euro che la Corte dei conti gli chiede.
Niente 10 mila euro di risarcimento anche per un secondino del carcere di Caltanissetta che costringeva 2 detenuti a rapporti sessuali.

Lo scudo fiscale, insomma, è di fatto scudo per pubblici ufficiali indagati dalla Corte dei conti. Il viceprocuratore generale Gianluca Albo, il 18 settembre scorso, ha presentato una eccezione di legittimità costituzionale.
Chi vivrà vedrà. Per ora niente risarcimenti.

Lodo Bernardo, l’ennesimo bavaglio

Lodo Bernardo, l’ennesimo bavaglio.

Quasi in silenzio, senza suscitare alcun clamore, di fronte ad un’opinione pubblica sempre meno informata e, dunque, inconsapevole, nel Dl anti-crisi è passato un altro emendamento che riduce l’iniziativa della magistratura, questa volta, della Corte dei Conti.

Stiamo parlando del Lodo Bernardo che prende il nome dal suo promotore, l’onorevole Pdl, Maurizio Bernardo del Pdl , che, subordinando l’avvio di una indagine ad una “specifica e precisa notizia di danno”, impedisce alle procure regionali della Corte dei Conti di attivare indagini sui danni erariali in assenza di una denunzia formale che dovrebbe essere fatta dall’amministrazione competente che subisce il danno, amministrata dalle persone che il danno l’hanno causato.

Comportando, così… di fatto, lo svuotamento della funzione del pubblico ministero, il cui potere di direttiva delle indagini viene in tal modo trasferito al Governo. A creare il danno erariale sono spesso i dirigenti, nominati dai politici-amministratori, e secondo il Lodo Bernardo le denunce le dovrebbero fare i politici-amministratori che hanno nominato i dirigenti. Sarebbe come dormire sonni tranquilli sapendo che a guardia del pollaio ci sono le volpi. Si potrebbe opporre che le denunce potrebbero farle i politici-amministratori che, dopo cinque anni, subentrino per avvenuto rinnovo del Consiglio Regionale, provinciale, regionale o comunale. Certamente, ma il reato di danno erariale arrecato allo Stato non sarebbe perseguibile in quanto prescritto, visto che la prescrizione cade dopo 5 anni.

Risultato: nessun controllo né di legalità né di merito né preventivo né successivo, e via libera al saccheggio “legalizzato” delle casse pubbliche. C’è chi sostiene che il Lodo Bernardo abbia un intento punitivo nei confronti della Corte dei Conti che, ha osato promuovere un’azione di risarcimento per danni erariali, per un ammontare di svariati milioni di euro nei confronti dell’ex Presidente della regione Sicilia, Cuffaro e dell’attuale Presidente Lombardo, per l’ingiustificata assunzione di oltre 25 giornalisti dell’ ufficio stampa. Cuffaro e Lombardo che ora potranno avvalersi di questa eccellente novità normativa. E c’è chi aggiunge che alla Corte dei Conti non sia stato perdonato di essersi messa di traverso di fronte alle ipotesi di scudo fiscale, di Tremonti, scudo fiscale, divenuto legge con il Dl anti-crisi.

Sta di fatto che il Lodo Bernardo sta già producendo i suoi effetti devastanti, molte amministrazioni, infatti, alla richiesta delle Procure della Corte dei Conti di acquisizione di atti o di note istruttorie, eccepiscono la nullità della richiesta davanti alla sezione giurisdizionale della Corte per mancanza della denuncia di danno erariale.