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Il Pdl minaccia i pm | Pietro Orsatti

Il Pdl minaccia i pm | Pietro Orsatti.

di Pietro Orsatti

Nell’edificante dibattito sul caso Dell’Utri e effetti collaterali, non poteva mancare Maurizio Gasparri con una dichiarazione che avrebbe fatto venire giù un diluvio di critiche da destra e sinistra se il personaggio non ci avesse abituato a ben altro. «E adesso chi pagherà per il caso Spatuzza-sputazza? Una vergognosa montatura basata su bugie che un semplice uditore giudiziario avrebbe potuto giudicare tali con immediatezza, ma che una serie di magistrati, invece, hanno considerato talmente credibili da ammettere Spatuzza- sputazza in un’aula». E poi: «Per questo sosterremo con vigore con Quagliariello e Compagna la proposta di una commissione d’inchiesta sulla gestione dei pentiti. Tutto questo capitolo va indagato». Da chi? Da un parlamento che copre l’affaire Cosentino, vuole approvare la vendita dei beni confiscati alla mafia, vuole mettere mano al reato di concorso esterno in associazione mafiosa? Perché il punto centrale è proprio questo. Si può davvero pensare di essere credibili quando si costituisce una commissione di inchiesta che indaghi su quei pentiti che accusano gli stessi politici? Il caso Cosentino, ancor di più di quello di Dell’Utri, è esemplificativo della distorsione che si sta sviluppando in questi ultimi tempi. Cosentino è accusato da almeno cinque collaboratori. Sarebbero, secondo la logica gasparriana, tutte sputazze? Il paradosso che si è vissuto negli ultimi tre giorni di un parlamento che salva in estremis Cosentino e osanna non un pentito, ma un boss stragista come Fillippo Graviano perché ha mostrato coerenza con il suo «niente sacciu» in relazione agli ipotizzati rapporti tenuti da lui e suo fratello Giuseppe con Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. La politica, sul tema della legalità, è entrata in una fase di cortocircuito. Ormai, pur di salvare premier e suoi più stretti collaboratori da accuse terribili come quello di concorso esterno, si fa di tutta un’erba un fascio e si manda a gambe levate l’assetto istituzionale per poi puntare a elezioni anticipate. «Se Berlusconi vuole andare al voto anticipato sappia che si troverà di fronte alle urne uno schieramento repubblicano in difesa della democrazia», si sbilancia Casini, che certo dopo le disavventure giudiziarie di molti suoi compagni di partito non è certo un tifoso dei pm. Ma sembra che anche lui si sia reso conto che da una “campagna d’inverno” come quella in atto rimarrebbe ben poco sia del Paese che delle sue istituzioni.

Il Fascista e il Massone deviato

Fonte: Il Fascista e il Massone deviato.

Il fascista Maurizio Gasparri e il massone deviato Fabrizio Cicchitto lanciano strali etici contro il procuratore aggiunto Antonio Ingroia. (E Gasparri è talmente ignorante da non sapere che Ingroia è un aggiunto e non un sostituto nda). Proprio loro, uno portavoce di un condannato per mafia (seppur in primo grado), Marcello Dell’Utri che non si vergogna di ammettere di essere andato a cena con mafiosi e il secondo, tessera n° 2232 di appartenenza alla loggia massonica P2, il peggiore grumo di potere nefasto e deviato degli ultimi anni.
Se si trattasse di fanatismo o di settarismo potrebbero pure suscitare pieta’ e commiserazione e non varrebbe la pena sprecare una parola, li si potrebbe perfino perdonare. Siccome, invece, trattasi di due personaggi intelligenti vuol dire che le loro dichiarazioni hanno un fine ben preciso. Mandare messaggi diretti a chi ha nella mente di uccidere Antonio Ingroia e i magistrati integerrimi come lui.
Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato, e in sostanza gran parte della procura di Palermo ben diretta da Francesco Messineo, la Procura di Caltanissetta di Sergio Lari e dei suoi sostituti e parte di quella di Firenze stanno per scoperchiare, se faranno in tempo, il pentolone dei mandanti esterni delle stragi 92-93 e degli accordi e delle trattative diaboliche tra mafia e parte di quello stato deviato. Sono i Borsellino del terzo millennio, gli ostacoli di quella Trattativa tra potere e mafia mai cessata. Vanno fermati. Con le calunnie, con le diffamazioni, con la manipolazione della verità, con la delegittimazione ed infine con le bombe.
No! Questa volta, no! Noi cittadini non lo dobbiamo permettere, altrimenti noi saremmo peggiori dei MANDANTI ESTERNI.

Giorgio Bongiovanni (Antimafiaduemila.com, 9 novembre 2009)

PDL CONTRO INGROIA, NON HA CREDIBILITA’ PER SUO RUOLO

Il Pdl attacca il sostituto procuratore Antonio Ingroia. “Ha fatto un intervento politico-comiziale. Non ha credibilita’ per svolgere suo ruolo”, dicono i capigruppo di Camera e Senato del Pdl, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. “Nel momento in cui – fanno notare in una nota – anche dalle massime istituzioni viene un appello ad affrontare con senso di responsabilita’ i temi della riforma della giustizia, avvertiamo il dovere di esprimere tutto il nostro sconcerto per l’intervento politico-comiziale che ha svolto nei giorni scorsi a Napoli nell’ambito di una manifestazione di esponenti del partito Italia dei valori”. Per i due esponenti del Pdl “il tono, i contenuti, le parole dell’intervento di Ingroia confermano che taluni non distinguono piu’ l’attivita’ giudiziaria dalla militanza di partito. Il magistrato dell’accusa ha detto, tra l’altro, che ‘oggi non e’ piu’ il tempo della neutralita’, ma e’ il momento di schierarsi'”.

Fonte: La Repubblica.it, 8 novembre 2009