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Blog di Beppe Grillo – Piazza Fontana, noi sapevamo

Fonte: Blog di Beppe Grillo – Piazza Fontana, noi sapevamo.

Gli Stati Uniti hanno vinto la seconda guerra mondiale e questo nessuno lo contesta. Successe nel 1945. Sono passati 65 anni. Si sono trovati così bene in Italia che da allora non se sono più andati, ma anche l’ospite più gradito dopo un periodo così lungo comincia a puzzare. Da Portella della Ginestra in poi, la Cia ha sempre fatto la parte del maggiordomo che, anche se non è colpevole, è sempre il primo a essere sospettato. Tre ragazzi sono andati in Sudafrica a intervistare il generale Maletti ex capo del reparto controspionaggio del SID. Maletti ha affermato che dietro Piazza Fontana c’era l’ombra della CIA, i servizi segreti americani che volevano destabilizzare il Paese per imporre una svolta autoritaria a destra come avvenne per la Grecia dei colonnelli e il Cile di Pinochet. Oggi in Italia ci sono decine di basi americane, bombe nucleari americane ed è in costruzione a Dal Molin la più grande struttura militare americana in Europa. E solo ieri un pentito di mafia, Antonio Di Perna, ha dichiarato che “Enrico Mattei (ex presidente dell’ENI, ndr) fu ucciso forse perché dava fastidio agli americani“. Le Forze Armate italiane sono diventate gli ascari degli Stati Uniti, in conflitti insensati, dall’Iraq all’Afghanistan. Cari americani, la guerra è finita ed è caduto anche il Muro di Berlino. Andate in pace.
Intervista a Andrea Sceresini e Maria Elena Scandaliato autori del libro: “Piazza Fontana – Noi sapevamo”.

Andrea Sceresini: “Sono Andrea Sceresini e sono coautore insieme a Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato del libro “Piazza Fontana – Noi sapevamo”, uscito poche settimane fa. Secondo me parlare di Piazza Fontana oggi a distanza di 41 anni ha ancora un senso comunque, ha senso perché si tratta di una vicenda che non è stata mai chiarita e che è sintomatica di un’epoca, quella della Strategia della tensione, del terrorismo, della sovranità limitata che c’è stata in Italia durante gli anni Settanta e anche in seguito; una situazione che ancora oggi in qualche modo si trascina. E che non a caso non è stata mai chiarita completamente, non si è mai capito veramente la verità su questi fatti, su Piazza Fontana, sui vari tentativi di colpi di stato che ci sono stati in Italia dal Settanta (cioè dal Golpe Borghese) fino alla metà anni Settanta e sulle altre bombe, sulle altre stragi che hanno ucciso decine e decine di persone durante tutti gli anni Settanta.

Il senso di Piazza Fontana oggi
E quindi sì ha senso, ha senso anche perché oggi teniamo conto che un sondaggio recente fatto per giovani di Milano ha dimostrato che la maggior parte dei ragazzi delle scuole superiori è convinto che la bomba in Piazza Fontana l’hanno messa le Brigate Rosse, quindi ha senso perché fanno parte di quella che deve essere anche la cultura civica di questo paese. ”
Maria Elena Scandaliato: “Le ragioni che stanno dietro alla strage sono le ragioni che stanno dietro alla creazione di tutta la strategia della tensione, creare in Italia una situazione di tensione sociale che giustificasse in qualche modo un controllo della popolazione di tipo autoritario, una cosa simile a quella che era avvenuta in Grecia però in forme diverse, non c’è stato bisogno poi del colpo di stato militare come era avvenuto con il regime dei colonnelli qualche anno prima in Grecia.
Quindi le motivazioni sono queste, da legare fondamentalmente alla Guerra Fredda che c’era in Europa, che soprattutto in Europa poi si è vissuta in maniera particolarmente forte perché ricordiamo per esempio che in Italia c’era il più forte Partito Comunista europeo, quindi dopo l’autunno caldo nel ‘ 69 e dopo tutta una serie di conquiste e lotte sociali, il pericolo comunista andava arginato e la strategia della tensione rispondeva a questa esigenza che era non solo italiana. ma soprattutto internazionale e americana, noi facevamo parte della Nato, eravamo tra l’altro la portaerei della Nato nel Mediterraneo e quindi dovevamo essere un punto saldo, fermo, indiscutibile. Per questo si è iniziata la strategia della tensione e in qualche modo ha vinto.
Andrea Sceresini: “Gli Stati Uniti hanno fornito, secondo quello che dice Maletti e secondo quello che dice anche la magistratura o che almeno ipotizza la magistratura perché una sentenza definitiva in questo senso non c’è mai stata, il materiale esplosivo agli stragisti, gli stragisti erano i neofascisti di Ordine Nuovo della cellula padovana veneta e gli americani hanno fornito esplosivo e supporto logistico. Tutte le basi americane del nordest erano in qualche modo attive nel supportare anche a livello di addestramento, di armi, le munizioni, di uomini i gruppi neofascisti. Queste cose sono emerse anche negli anni seguenti a Piazza Fontana, per esempio c’è l’inchiesta sulla Rosa dei Venti fatta dal giudice Tamburino nel ’74 che dimostra questo, l’inchiesta Salvini dimostra questo.
Quindi supporto logistico, supporto in fatto di esplosivo e poi fondamentalmente una carta bianca agli stagisti che hanno agito autonomamente. Non c’era l’agente della Cia che metteva la bomba in Piazza Fontana, c’erano dei neofascisti italiani che con l’esplosivo americano andavano a fare la strage.
Maria Elena Scandaliato: “Senz’altro dagli anni Settanta ad oggi l’ingerenza americana si è saldata, non c’è più neanche la controparte che la metta in discussione, negli anni Settanta c’era una controparte che metteva in discussione realmente la presenza delle basi americane e delle basi Nato in Italia perché c’era il rischio concreto di una guerra nucleare in cui l’Italia sarebbe stato uno dei primi obiettivi, essendo uno dei punti di lancio dei missili privilegiato. Quindi c’era un’altra parte che rispondeva alla sinistra che metteva in discussione l’appartenenza stessa dell’Italia alla Nato.
Oggi tutto questo non c’è più, quindi la forza americana in Italia è radicata senza più neanche essere discussa, ancora più di prima secondo me, quindi ancora più forte e soprattutto nessuno la mette in discussione, né a destra, a destra va beh va da sé che nessuno la metta in discussione, ma neanche a sinistra. Tutti i partiti che fanno parte della rosa parlamentare sono ben lontani dal discutere la presenza americana, soprattutto le regole, le norme in base alle quali gli americani continuano a mantenere le loro basi e le basi Nato in Italia.
E il rischio comunque che l’Italia sia sempre in mezzo a un possibile scontro nucleare c’è, è reale, anche se nessuno ne parla, anche se nessuno denuncia questo concreto rischio.
Andrea Sceresini: “Restano da chiarire ancora molte cose, dopo avere parlato anche con Maletti e con vari personaggi dei servizi segreti, piuttosto che legati a ambienti dell’estrema destra terrorista etc., abbiamo visto questa cosa, che tutti quanti hanno paura di dire qualcosa, c’è una verità che molti ammettono di conoscere, ma non hanno mai detto, non hanno mai dichiarato. Ci sono dei verbali di alcuni interrogatori di alcuni dei personaggi legati per esempio alla Rosa dei Venti che tutt’oggi, a 40 anni di distanza, sono ancora sottoposti a segreto di Stato e nessuno sa cosa hanno detto in questi interrogatori. C’è paura di dire qualcosa, una verità, anche Maletti.. per esempio noi siamo stati a trovare Licio Gelli e quest’ultimo ci ha detto che Maletti quando è venuto in Italia nel 2001 a testimoniare su Piazza Fontana aveva un salvacondotto di un tot di giorni, poniamo di dieci giorni. Ha testimoniato e dopodiché è andato a trovare Gelli a Villa Wanda, i due si sono incontrati e Gelli gli ha detto “Te che ci fai qua in Italia? Tornatene subito in Sudafrica, domani prendi il treno te ne vai a Marsiglia, prendi l’aereo e te torni in Sudafrica perché se stai qua per te è pericoloso”.
E questo è un atteggiamento che un po’ tutti questi personaggi hanno, cos’è l’inconfessabile che non si può dire? Il coinvolgimento di Andreotti? Non penso, alla fine Andreotti comunque è stato sputtanato in tutte le salse, dal caso Pecorelli alle frequentazioni mafiose, evidentemente c’è qualcosa di più grosso che probabilmente continua ancora oggi. Maletti ci dice che tra coloro che stavano in Piazza Fontana c’era un uomo che era stato ministro nel penultimo governo Berlusconi, questo c’è anche nel libro. Quindi vuole dire che i personaggi più o meno sono rimasti a galla, sono sempre gli stessi, le strutture non sono cambiate, le situazioni neanche e quindi il confessare la verità, il dire la verità fino in fondo porterebbe a dei problemi politici di stabilità politica anche oggi. E questa è una dimostrazione che chi sa le cose è meglio che non parli.

Che senso ha ricordare
Maria Elena Scandaliato: “La gente vorrebbe sapere una verità rispetto a una vicenda che ricordo che fa parte della mia memoria civile. Per esempio noi stiamo parlando di Ordine Nuovo come di un movimento di estrema destra, di un’organizzazione di estrema destra neofascista che ha fatto decine di vittime innocenti, portando avanti quello che veramente possiamo definire terrorismo, cioè seminare il terrore e il panico tra la gente colpendo nel mucchio indiscriminatamente. E parliamo di stragi enormi, gravissime che hanno veramente ucciso decine di innocenti.
Quello che diceva Andrea all’inizio, che chiedendo a uno studente, anche universitario medio milanese chi ha messo la bomba a Piazza Fontana nel ’69 ti rispondono le Brigate Rosse, fa capire che proprio è stato rimosso tutto, Ordine Nuovo se si va da un ragazzo di 20 anni con una cultura generale media non sa neanche cosa sia, eppure se volessimo mettere sul piatto della bilancia anche banalmente i morti dovrebbe saperlo, dovrebbe conoscerlo almeno tanto quanto le Brigate Rosse, eppure non lo conosce nessuno!
Questa è una cosa grave che ci fa capire quanto in realtà la memoria sia stata assolutamente insabbiata, messa in una scatola e buttata in fondo al mare, la memoria civile e politica italiana, la memoria condivisa di cui ci parlano oggi non è niente, è acqua fresca, non ha nessun senso, è vuota, è priva di contenuti, non esiste una memoria condivisa, almeno secondo noi.
Andrea Sceresini: “Poi ci sono un sacco di operazioni fatte dalla Cia in Italia delle quali non sa niente nessuno, per esempio c’è l’operazione Blue Moon della quale nessuno sa niente che però emerge nelle carte processuali sia ai tempi della Rosa dei Venti, ma anche nel processo di Piazza Fontana quello recente, che è una operazione che i servizi americani fatto in Italia per portare l’eroina dentro il movimento studentesco, per distribuire la droga ai giovani e fiaccare la combattività degli operai, degli studenti etc. etc.. Ed è una operazione che, a quanto risulta dalle carte, è stata fatta ma nessuno ne sa niente, nel senso che nessuno la conosce, neanche noi prima di leggere i verbali del processo ne sapevamo nulla, eppure l’eroina in Italia negli anni Settanta ha fatto qualcosa come 6 – 7 mila morti. Evidentemente c’è una volontà di non sapere, di non scavare, di non scoprire queste cose, non ricordarle, non tramandarle.
Maria Elena Scandaliato: “Queste, le bombe, le stragi, sono le basi su cui è stata costruita la Repubblica Italiana e non va dimenticato questo, che poi se proprio vogliamo andare a cercare anche quelle precedenti Portella della Ginestra era questo, è stata questo già molto tempo prima. La Sicilia di oggi è stata costruita su quelle basi, l’Italia di oggi, l’Italia dei Berluscones e l’Italia dove non c’è opposizione politica in Parlamento, dove c’è praticamente un partito unico perché è così secondo me, è l’Italia che è poggia su queste basi, sulle stragi, sulla strategia della tensione, sulla sovranità limitata imposta dagli Stati Uniti. Questa è l’Italia. Attraverso queste basi possiamo capire e interpretare bene quella che è l’Italia di oggi.

Blog di Beppe Grillo – L’Italia liberata dalla CIA e dalla mafia

Blog di Beppe Grillo – L’Italia liberata dalla CIA e dalla mafia.

I preparativi per l’Unità d’Italia fervono. 150 anni e non li dimostra. Sembra ieri che i francesi ci liberavano a Solferino e che l’esercito sabaudo massacrava decine di migliaia di meridionali. La vera Storia d’Italia non è mai stata scritta. Appartiene a qualche libro, qualche rara testimonianza. L’Italia è un problema metafisico irrisolto. Cos’è? Perché esiste? Da dove viene?Dove sta andando? Il blog inizia da oggi a cercare di dare una risposta. Nicola Biondo ci ricorda che siamo stati liberati dalla CIA e dalla mafia.

1943: Cosa Nostra si fa Stato
Sono Nicola Biondo, sono un giornalista freelance, con Sigfrido Ranucci per Chiare Lettere abbiamo scritto un libro che si intitola “Il patto” abbiamo indagato la trattativa tra Stato e mafia e analizzato i documenti che ci raccontano, come, questa trattativa partita nel 1992/1993 abbia le radici ben piantate nel passato, in quel passato che ha visto gli americani rivolgersi a Cosa Nostra per lo sbarco in Sicilia nel 1943 e che ha consentito a Cosa Nostra di farsi Stato..

Tutto ciò è avvenuto sotto la diretta responsabilità dei servizi segretari americani, dell’Oss, della Cia e ha consentito a Cosa Nostra di diventare quell’esercito della violenza che fino ai giorni nostri può imporre trattative o può scatenare una guerra.
Uno degli argomenti principali per capire com’è stato mai possibile che la banda criminale Cosa Nostra sia diventata così potente nel nostro Paese, abbia conquistato uomini e cose in una porzione molto grande del territorio a sud e abbia iniziato a investire già dalla fine anni 50, primi anni 60 al nord, è capire come mai e com’è stato possibile che Cosa Nostra si sia fatta Stato. E’ una storia che dobbiamo riprendere dal 1941, quando nella cella di uno dei più grandi boss di mafia, Lucky Luciano, a poche decine di chilometri da New York, il boss riceve alcuni ufficiali della marina statunitense. Cosa volevano quegli ufficiali? Volevano che il boss li aiutasse a fare piazza pulita delle spie naziste nel porto di New York. Lucky Luciano riesce non soltanto a prometterlo, ma lo mette in pratica, fa scoprire attraverso i suoi uomini le spie di Hitler nel porto, da lì parte questa storia innominabile anche se ormai conosciuta, la storia incredibile dei rapporti tra i servizi segreti americani e Cosa Nostra. A partire da lì si stringe questo rapporto e attraverso Lucky Luciano e i suoi agganci in Sicilia gli Stati Uniti ottengono le informazioni per operare nel 1943 lo sbarco in Sicilia.
E’ subito dopo lo sbarco in Sicilia che Cosa Nostra si fa Stato, con lo sbarco americano i boss mafiosi diventano amministratori dell’ordine pubblico, alcuni addirittura sindaci, è il vecchio sogno di Cosa Nostra di avere non solo un proprio esercito, ma di dettare legge, lo sbarco americano, l’amministrazione americana lo garantisce. A capo della sezione Italia dell’Oss che poi diventerà la Cia c’è un ragazzo di 27 anni, si chiama James Angleton, quest’ultimo mette in piedi all’interno della sezione Italia, un ristretto nucleo di persone, una dozzina al massimo. Nei documenti ufficiali questo nucleo di persone, che si occuperà solo e esclusivamente della Sicilia, verrà chiamato il cerchio della mafia.
A questo gruppo di 007 che si occupano della Sicilia, si aggiungono anche dei giovani in gamba siciliani, tra questi c’è un nome che ricorrerà poi per altri 40 anni, quello di Michele Sindoma.
In cosa consiste davvero la presenza degli americani in Sicilia? C’è un’informativa, un report dal titolo emblematico: “La mafia combatte il crimine”. Cosa Nostra diventa l’esercito di occupazione, insieme con gli americani, che gestisce l’ordine pubblico, che deve evitare che le masse contadine potessero invadere e fare a pezzi il latifondo, ma la Sicilia non è soltanto una colonna portante nella politica estera, agli sgoccioli della seconda guerra mondiale, è un avamposto dal quale si controlla l’intero Mediterraneo L’Intelligence americana capisce che c’è già un’altra guerra da combattere e è quella contro il comunismo sovietico.


Mafia e neofascismo. Portella delle Ginestre
La saldatura tra uomini di Cosa Nostra a cui viene demandato il compito di controllo sociale, di controllo territoriale, vede l’entrata di un ulteriore segmento di potere, è quello incarnato da alcuni elementi dal neofascismo che seppur sconfitto, come la mafia, viene assoldato in chiave anticomunista, simbolo di questo terzo lato, di questa santa alleanza mafia – servizi americani, è la figura di Juan Valerio Borghese che infatti viene salvato dalla fucilazione da parte dei partigiani da alcuni ufficiali americani.


Insieme con i capi mafia, con le spie americane, con elementi del neofascismo italiano, un altro uomo simbolo di questa santa alleanza è bandito Salvatore Giuliano, la santa alleanza si manifesta in tutto il suo orrore il primo maggio 1947, a Portella delle Ginestre, un commando composto da mafiosi, spie, neofascisti, spara sulla folla che festeggia il primo maggio, la festa del lavoro, tutto ciò accade a poca distanza dalle elezioni regionali che avevano visto il trionfo del blocco popolare di sinistra, il bilancio è di 14 morti e di decine di feriti.
La mafia finisce così assoldata in una sorta di guerra civile contro il latifondo, il voto popolare, la miseria, e Salvatore Giuliano lo si potrebbe definire come un nome collettivo dietro il quale si nascondono strategie, sigle e personaggi lontani anni luce dai volti truci dei mafiosi.
Dietro Giuliano c’è una cerchia di personaggi che vagheggiano una Sicilia nazione autonoma o uno Stato federato agli Stati Uniti, ma soprattutto c’è un progetto preciso, studiato a tavolino dei documenti dell’Oss e poi della Cia, verrà chiamato: “Piano X” che prevede l’assistenza, il finanziamento e l’armamento di movimento anticomunisti, di chiara matrice fascista, affinché promuovano tutte quelle azioni di sabotaggio, di guerriglia e di disturbo, da attribuire al fronte popolare composto da comunisti e socialisti.
Il quadro di questa Santa alleanza viene completato dall’alta borghesia siciliana, da quella nobiltà nera che con l’avvento della Repubblica e delle riforme sociali, non ha alcuna intenzione di perdere il proprio potere.
Ci sono in particolare due esponenti dell’alba borghesia siciliana che raccontano perfettamente questa storia, uno è il principe Giovanni Alliata di Monte Reale, un massone, un fascista e che in seguito verrà coinvolto nello scandalo della loggia P2, secondo alcune testimonianze questo principe sarebbe uno degli ideatori della strage di Portella delle Ginestre, finirà poi in seguito coinvolto anche nei tentativi di golpe avvenuti negli anni 70, ci ritroviamo davanti, come dice il Giudice Roberto Scarpinato, a una lupara proletaria e un cervello borghese.
Un altro importante nome è quello di Vito Guarrasi, il vero dominus della vita politica e economica siciliana per quasi 50 anni, una foto lo immortala nel 1943, appena ventinovenne alla firma dell’armistizio tra Italia e Stati Uniti, a volerlo lì è un importante generale, il generale Castellano, uno degli architetti di quella santa alleanza tra spie, mafia e neofascisti. Molti anni più tardi l’avvocato Guarrasi ammetterà di essere stato in stretti rapporti di stima per ragioni di servizio proprio con l’Oss e poi con la Cia, era una spia.
In quegli anni sono tantissimi i rapporti che indicano come uno degli strumenti usati dalle classi dirigenti italiane e siciliane era la carta del Movimento separatista, una sorta di lega del sud che oggi stiamo rivedendo nel panorama politico, la manovalanza usata a Portella delle Ginestre, viene però presto sacrificata. Giuliano muore in seguito a una trattativa tra la mafia e i Carabinieri che mettono in scena una fiction degna di una serie televisiva, un conflitto a fuoco, assolutamente inesistente in cui il bndito, Salvatore Giuliano assurto come il nemico pubblico N. 1 in Italia, sarebbe stato ucciso, ma non è così!
La storia inventata di un conflitto a fuoco in cui Salvatore Giuliano avrebbe trovato la morte, viene scoperta da un eccezionale giornalista, Tommaso Besozzi, che manda in frantumi la versione ufficiale e scrive un articolo dal titolo chiarissimo, definitivo: “Di sicuro c’è solo che è morto”, di sicuro oggi sappiamo che Salvatore Giuliano è stato tradito, ucciso nel suo letto e portato su un set, dove è stata allestita la sua morte, un conflitto a fuoco inesistente. Aa tradire Giuliano è un suo cugino, Gaspare Pisciotta, che di lì a poco, terrorizzato per i segreti di questo accordo tra lo Stato e Cosa Nostra, deciderà di raccontare tutto al processo per la strage di Portella. Dice Pisciotta una frase che forse è ancora molto, molto attuale: “Banditi, Polizia e mafia sono un corpo solo come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”.
Il 9 febbraio 1954 a Gaspare Pisciotta verrà servito un caffè avvelenato e morirà in carcere. E’ da allora, scriverà qualche anno dopo Leonardo Sciascia, che l’Italia diventa un Paese senza verità, anzi viene fuori una regola, che nessuna verità si saprà mai riguardo a fatti criminali, delittuosi in cui ci sia minimamente attinenza con la gestione del potere.
Questa lunga storia che odora di morte, miseria e violenza, questa santa alleanza, non è altro che il frutto avvelenato della guerra al nazifascismo, Portella delle Ginestre è il primo atto terroristico che secondo gli storici fonda la Prima Repubblica, e come la Prima Repubblica è stata fondata sul sangue versato a Portella, la seconda Repubblica nasce sul sangue versato a Capaci e a Via d’Amelio

Gli Stati Uniti e l’Italia
Questa lunga storia di mafia, di colletti bianchi, di spioni e di servizi segreti, la ritroveremo come una costante in tutti i delitti di mafia e in molti atti di terrorismo politico avvenuti in Italia a partire dal 12 dicembre 1969, dalla strage di Piazza Fontana. E’ assolutamente innegabile l’influenza che gli Stati Uniti hanno avuto nelle scelte politiche, sociali e economiche di questo Paese.

è noto che noi abbiamo in Italia moltissime basi americane, al cui interno sono celati ordigni nucleari, noi siamo una sorta di portaerei americana nel cuore del Mediterraneo. E’ passato abbastanza tempo per poter affermare che vi furono pesanti interventi degli Stati Uniti nella vita politica italiana, il primo è quello per le elezioni del 1948, nel 1949 l’Italia fu il primo Paese che usciva sconfitto dalla Seconda Guerra Mondiale a ricostruire i suoi servizi segreti e fu reso possibile su impulso americano, gli americani per tutti gli anni 50 chiesero costantemente ai governi italiani di mettere fuori legge i partiti della sinistra, il PCI e il PSI. Addirittura furono approvate alcune leggi che però non furono mai fino in fondo messe in pratica, una su tutte, anche molto divertente, del 1953 vietata lo strillonaggio dei giornali, quindi i ragazzini che vendevano giornali per esempio di sinistra non potevano annunciare il titolo del giornale nelle vie e nelle piazze. Vii fu un fortissimo controllo da parte degli americani, soprattutto delle zone di confine, in maniera particolare il confine orientale su Trieste e in Friuli. Vi è stato, e probabilmente vi è tutt’ora, un fortissimo controllo sul sistema delle telecomunicazioni.
Il caso più eclatante di coinvolgimento degli americani nelle vicende italiane è sicuramente stato il caso Mattei, la morte di Ernico Mattei che era il capo dell’ENI, l’Ente Nazionale Idrocarburi, che consentiva all’Italia l’approvvigionamento di materie prime, di petrolio, anche quella è ormai una storia che possiamo raccontare.
Enrico Mattei e la sua politica espansionista nella ricerca di materie prime a favore dell’Italia, non era assolutamente vista di buon occhio dagli americani, non potevano consentire che Mattei non solo stringesse accordi con i Paesi del Medio Oriente o che potesse stringere accordi addirittura con l’Unione Sovietica, ma che si espandesse anche in zone come l’Indonesia che era il giardino di casa del dominio americano.
Enrico Mattei muore in un attentato. La giustizia dei tribunali ha provato a portare in aula il caso Mattei, con certezza possiamo dire che in quell’attentato, l’aereo di Mattei fu sabotato, ebbero un ruolo di manovalanza proprio alcuni uomini di Cosa Nostra, l’aereo di Mattei infatti partiva da Catania e doveva atterrare a Milano.
Non sarebbe corretto dire che tutto quello che è successo in Italia, nel bene o nel male, sia stato causato dall’influenza americana. Possiamo dire invece, con buona certezza, che gli americani hanno a un certo punto accettato l’anomalia di un Paese che aveva una forte opposizione comunista e socialista e, allo stesso tempo, un governo come quello della Democrazia Cristiana, che era sì alleato agli Stati Uniti, ma culturalmente molto lontano dal mondo anglosassone e quindi protestante, mentre la Democrazia Cristiana aveva un legame fortissime con l’oltre Tevere, con Città del Vaticano, con la chiesa cattolica. L’anomalia italiana fu accettata solo nella misura in cui l’Italia non avesse voluto diventare una potenza nello scacchiere mondiale, finché si fosse accontentata di essere una potenza a medio raggio si potevano accettare una serie di anomalie. Questo è visibile proprio nella politica energetica di Mattei e poi negli scontri, anche molto duri, che l’Amministrazione americana ha avuto con i governi italiani quando negli anni 70 e 80 i governi italiani hanno direttamente trattato con i Paesi mediorientali per il petrolio. L’orgoglio nazionale di questo Paese viene fuori soltanto quando si tratta della nazionale di calcio e del petrolio.
Senza alcun dubbio vi sono state e vi sono tutt’ora cessioni di quote di sovranità nazionale a favore dell’alleato americano e questo è visibile nel soltanto nel campo militare o nel campo politico, ma è stato anche nel campo scientifico, nella chimica, nella ricerca atomica. Ciò di cui tanto si parla, la fuga dei cervelli dalle università, dalle aziende italiane, è un problema che data agli anni 50. Questo paese è stato terra di conquista, non solo terra di confine, ma soprattutto terra di conquiste per i migliori brevetti italiani come quello della plastica che è stato brevettato in Italia, la plastica fine, quella che usiamo tutti i giorni in casa.
Gli Stati Uniti in un certo senso hanno fatto campagna acquisti in questi campi, nel campo della ricerca scientifica, per esempio nel campo dell’industria, spesso e volentieri rendendo più povero questo Paese.

Le stragi e i tentativi di golpe
Però va anche detto questo, si è spesso parlato del fatto che strutture spionistiche, militari americane abbiano avuto un ruolo nella storia delle stragi italiane, nella storia della strategia della tensione, anche su questo vanno dette delle parole definitive di chiarezza, Ordine nuovo, gruppo terroristico di matrice fascista, resosi responsabile di una serie di atti terroristici in Italia, a partire da Piazza Fontana, ma anche prima e anche dopo, non aveva rapporti diretti con strutture di intelligence americane, gli americani non li pagavano per mettere le bombe, gli americani avevano dei propri uomini all’interno di Ordine nuovo,

esponenti di Ordine nuovo erano fonti degli americani, uno in particolare era un’antenna informativa degli americani e nello stesso tempo l’artificiere di Ordine nuovo, è probabilmente l’uomo che ha confezionato la bomba di Piazza Fontana, del 12 dicembre 1969. Va anche detto che dare responsabilità che non sono emerse giudiziariamente agli americani nel periodo delle stragi, significa anche minimizzare il ruolo di una certa classe dirigente in Italia.
Non possiamo dimenticare che sia la storia di Cosa Nostra, sia la storia di alcuni gruppi terroristici di estrema destra in Italia, quelli che hanno messo tecnicamente e fisicamente le bombe nelle banche, nelle stazioni, è una storia che riguarda le classi dirigenti, il potere di questo Paese. Abbiamo avuto esponenti, troppi, tanti esponenti della classe dirigente italiana che erano pronti a un bagno di sangue e l’hanno messo in pratica, con Piazza Fontana, con Piazza della Loggia, con Bologna, con i tentativi di golpe, anche sui tentativi di golpe va detta una parola di chiarezza. Gli Stati Uniti erano sicuramente a conoscenza, per esempio, del golpe Borghese che avrebbe visto la partecipazione di alcuni importanti uomini di Cosa Nostra. In quel caso la Santa Alleanza che si manifesta a Portella delle Ginestre, la stessa uguale Santa Alleanza si è manifestata con il tentativo del Golpe Borghese.

Le spie americane
Ci sono due casi famosi di spie americane che hanno lavorato in Italia: uno è un caso che ha contorni divertenti, è quello di Ronald Stark che ha una biografia da storia del rock, in effetti Ronald Stark nasce nel mondo del rock psichedelico californiano, si dice che era un caro amico di Jim Morrison. Ronald Stark è anche un grande commerciante di pasticche di Lsd negli anni 60 in tutta la California e poi in Europa.

Stark con questo curriculum di tutto rispetto viene assoldato dalla Cia per una serie di operazioni, una in particolare si chiama operazione Blue Moon che si è realizzata proprio nei confini statunitensi per distruggere la protesta che montava dai campus universitari americani, la protesta contro la guerra nel Vietnam, la Cia decide di finanziare la produzione di milioni e milioni di pasticche di Lsd da immettere nel mercato, sembra fantascienza, ma la storia la raccontano gli stessi documenti della Cia.
Ronald Stark nella prima metà degli anni 70, si trasferisce in Italia, ha dei contatti incredibili, per esempio con il capo del Servizio Segreto Militare Vito Miceli, con Salvo Lima, il pro console andreottiano, è l’uomo di cerniera tra mafia e politica in Sicilia. Viene arrestato per trasferimento di stupefacenti, in carcere entra in contatto con i fondatori delle Brigate Rosse, Curcio e Franceschini, a cui dà una serie di dritte per procurarsi delle armi in alcuni campi di addestramento in Medio Oriente, una storia assolutamente da romanzo. Ronald Stark viene interrogato dai magistrati italiani, questi ultimi gli chiedono chiaramente se lui è della Cia, se lui è una spia americana e lui in maniera assolutamente serafica, ve lo potete immaginare come un classico hippy, capelli lunghi, orecchino e sguardo un po’ allucinato, dice: c’è una legge in America che punisce le spie che ammettono di essere delle spie e si chiude nel suo assoluto silenzio.
Scontati alcuni mesi di pena in carcere viene fatto uscire con uno stratagemma giuridico, portato alla base americana di Camp Derby in Toscana e da lì scompare. e’ stato fatto qualche anno fa un funerale a Ronald Stark, ma secondo alcuni rapporti dei servizi quella bara era vuota, il mistero della vita e della morte di Ronald Stark continua.
Un’altra spia che ha lavorato in Italia per conto degli americani è il milanese Carlo Rocchi, quest’ultimo si è occupato del trasferimento di alcuni importanti gerarchi nazisti in sud America, ha lavorato in centro America, ha lavorato in prima linea in tutte quelle guerre che hanno visto gli Stati Uniti impegnati sia nel centro e nel sud America, sia nel sud est asiatico, Carlo Rocchi lo ritroviamo in un caso di depistaggio delle indagini sulla strage di Piazza Fontana.
In sostanza Rocchi, venuto a sapere che parte delle indagini riguardava uomini di Ordine nuovo in contatto con ufficiali Nato americani di Verona, prova a depistare le indagini e si mette in contatto con un testimone dell’inchiesta, proponendogli di dire cose assolutamente false o indimostrabili. Questo tentativo di depistaggio viene scoperto dal Giudice Salvini, dall’ufficiale dei Carabinieri Massimo Giraudo e Carlo Rocchi viene interrogato e in maniera assolutamente serafica dice: “Perché vi stupite, lavoro per un governo alleato all’Italia, quindi se gli interessi americani vengono “colpiti” da un’inchiesta, sono in diritto di fornire le notizie su questa inchiesta agli americani“.
E’ una buffonata ovviamente ed è un reato quello che ha compiuto Carlo Rocchi. Il suo nome verrà anche fuori per quanto riguarda l’inchiesta Mani Pulite, questa è un’altra grande domanda che ci si è sempre fatti, ci sono stati centri di potere occulto, i Servizi Segreti che hanno agito sull’inchiesta contro la corruzione che sono state fatte in Italia, Carlo Rocchi per esempio prova a carpire informazioni a alcuni magistrati della Procura di Milano, il suo nome finisce in uno strano e mai fino in fondo indagato progetto di attentato al giudice D’Ambrosio che era il vice di Borrelli alla Procura di Milano. Carlo Rocchi sicuramente era uno di quegli agenti americani che in Italia ha lavorato sempre in prima linea, sotto copertura e con strettissimi legami con i servizi segreti italiani, anche andando in alcuni casi ben oltre la legge.

Sovranità nazionale e FMI

L’influenza americana nelle vicende italiane è innegabile, oggi però nel momento in cui si parla di cessione di quote di sovranità nazionale, il problema non è più il rapporto, non è più solo il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti, o tra l’Italia e la Russia, o l’Italia e la Cina, il problema è un altro.

L’influenza americana nelle vicende italiane è innegabile, oggi però nel momento in cui si parla di cessione di quote di sovranità nazionale, il problema non è più il rapporto, non è più solo il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti, o tra l’Italia e la Russia, o l’Italia e la Cina, il problema è un altro. Ci sono istituzioni finanziarie internazionali che come la Nato nel passato, nel campo militare e politico, oggi hanno un’enorme forza nel sottrarre potere alle istituzioni democratiche, in particolare mi riferisco al Fondo Monetario Internazionale (FMI). E’ di questi giorni la notizia che la Grecia non vuole rivolgersi per un prestito, per la sua fragilissima economia ormai al default, all’FMI. Questo è un punto che andrebbe affrontato perché farsi prestare dei soldi dall’FMI, significherebbe dare in gestione parte della vita economica dei cittadini di quello Stato, significherebbe appaltare le scelte di politica fiscale a un’istituzione che non è stata eletta da nessuno e all’interno della quale gli americani hanno un ruolo evidentemente predominante, quindi la cessione di quote di sovranità internazionale, ormai, è qualcosa che avviene con modalità molto diverse che nel passato e direi quasi senza spargimento di sangue, fino a quando non si arriva al default economico totale. com’è avvenuto in Argentina.