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Antimafia Duemila – L’alleanza di cemento tra Berlusconi e Impregilo

Antimafia Duemila – L’alleanza di cemento tra Berlusconi e Impregilo.

di Antonio Mazzeo – 27 marzo 2009
Dietro le Grandi Operette del presidente del consiglio c’è un rapporto di ferro e cemento armato con i più grandi gruppi italiani del settore.

Amore antico quello del Signore di Arcore per Impregilo e l’ecomostro dello Stretto di Messina. Berlusconi ha pubblicamente rivendicato come sia stato proprio il suo precedente governo a sollecitare un accordo tra le aziende italiane per progettare e realizzare in tutta tranquillità la megaopera. Nel corso di un comizio tenuto nel novembre 2008 durante la campagna elettorale per l’elezione del Governatore della regione Abruzzo, Belusconi ha dichiarato: «Sapete com’è andata col Ponte sullo Stretto? Avevamo impiegato cinque anni a metter d’accordo le imprese italiane perché non si presentassero separate alla gara d’appalto ma in consorzio… Eravamo andati dai nostri colleghi chiedendo che le imprese non si presentassero in modo molto aggressivo, proprio perché volevamo una realizzazione di mano italiana, e poi avremmo saputo ricompensarli con altre opere pubbliche». L’episodio è stato raccontato dal giornalista Marco Travaglio su «L’Espresso» del 30 dicembre 2008. Come sottolineato dallo stesso Travaglio, «se le parole hanno un senso, il premier spiega di avere – non si sa a che titolo – aggiustato una gara internazionale per far vincere Impregilo sui concorrenti stranieri, invitando quelli italiani a farsi da parte in cambio di altri appalti [pilotati anche quelli?]».
Di certo in casa Berlusconi non erano in pochi i profeti in grado di prevedere per filo e segno quello che sarebbe stato l’esito della gara per scegliere la società a cui affidare i lavori tra Scilla e Cariddi. «La gara per il Ponte sullo Stretto la vincerà Impregilo», dichiarò nel corso di una telefonata con Paolo Savona [l’allora presidente d’Impregilo], l’economista Carlo Pelanda, proprio ala vigilia dell’apertura delle offerte delle due cordate in gara. Nel corso della stessa telefonata Pelanda spiegò di avere avuto assicurazioni in merito dal senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, già presidente di Publitalia ed amministratore delegato di Mediaset. Sfortunatamente, il colloquio tra Paolo Savona e l’amico Carlo Pelanda fu intercettato dagli inquirenti della procura di Monza nell’ambito dell’inchiesta sulla società di Sesto San Giovanni per falso in bilancio, false comunicazioni sociali ed aggiotaggio.