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Antonio Di Pietro: Nucleare: per il bene della cricca

Fonte: Antonio Di Pietro: Nucleare: per il bene della cricca.

Oggi il Pontefice ha rivolto un accorato appello ai politici affinche’ siano mossi esclusivamente dalla ricerca del bene comune.
Un appello rivolto a tutti indistintamente ma in particolar modo, ritengo, a chi ha la responsabilita’ di compiere scelte ad alto impatto sociale, ossia a chi governa. Scelte che nella XVI Legislatura il Presidente del Consiglio ha accentrato con arroganza su di sé, svuotando e delegittimando il Parlamento.
E allora Berlusconi cominci ad utilizzare l’enorme potere per il bene comune, come chiede il Pontefice. Scolleghi l’azione di governo dai suoi affari e da quelli della sua cricca.

Cominci a rinunciare al nucleare, che serve a riempire il portafogli di pochi affaristi e non contribuisce al bene delle future generazioni.
Italia dei Valori, come sapete, ha avviato la campagna di raccolta firme il 1 maggio in tutta Italia per tre referendum, tra cui quello contro il nucleare.

Ed è su questo argomento che Lucia mi scrive da Alessandria, giustamente convinta del fatto che a pagare la decisione di tornare al nucleare, siano ancora una volta gli italiani che nel prossimo anno subiranno un lavaggio del cervello mediatico (spot televisivi) con cui Berlusconi vuole spianare la strada alle centrali nel nostro Paese.
Quel che posso assicurare a Lucia, e ai cittadini che la pensano come lei, è che il nucleare non rimetterà piede in Italia. Non con una semplice stretta di mano tra Sarkozy e Berlusconi.

E se non sarà questo comitato d’affari a rinsavire da solo, allora sarà il referendum per cui stiamo raccogliendo le firme a rigettare in mare le loro scelte balorde come fu nel lontano ’87.
Italia dei Valori vuole rappresentare l’indignazione di un Paese libero. Di un Paese che deve guardare al futuro inteso come progresso. Un progresso che non abbraccia di certo il pericolo nucleare.

La lettera di Lucia

Caro Di Pietro,

sono venuta a conoscenza di un probabile spot televisivo per la promozione dell’energia nucleare in Italia. Diciamo tranquillamente che Berlusconi voglia usare il suo mezzo preferito, la televisione, per convincere gli italiani che il nucleare è la via giusta da seguire.

La cosa che mi fa più senso è che sarà la Rai, la nostra televisione pubblica pagata da noi cittadini italiani, a trasmetterlo. Mi sento presa in giro, ancora prima che questo spot venga trasmesso. Al solo pensarlo mi verrebbe da smettere di pagare il canone. Chi produrrà lo spot? La Rai o qualche azienda del Premier? Dopo le dichiarazioni di Bocchino in merito ai rapporti Rai-Mediaset non mi stupirei che a guadagnarci due volte sia lo stesso Berlusconi.

L’idea è quella di intervistare cittadini francesi che vivono nelle vicinanze delle centrali nucleari. Mi sembra ovvio che faranno interviste a favore, mica sono scemi. Ma il problema non sarà tanto la centrale in se, ma le sue scorie. In Italia paghiamo ancora suon di euro per lo smaltimento delle nostre vecchie centrali nucleari, vogliamo addossarci altri sprechi inutili? I francesi, dato che voglio prenderli da esempio, hanno sparso nel loro stesso territorio materiale radioattivo, come lo dimostra il documentario trasmesso da France3, una televisione pubblica francese, molto simile al nostro Report.

Mi spiace dirlo, ma io degli italiani non mi fido. Parlo in merito ai disastri avvenuti negli ultimi anni, fino allo sciacallaggio del terremoto abruzzese. C’è chi ha solo interessi personali e che non si fa alcuno scrupolo risparmiare sui materiali.

Guardi questo video: http://www.youtube.com/watch?v=qD86-xH6pfs

E’ del 2009, fatto da Report. Personalmente ho paura, basta vedere come mantengono il materiale radioattivo in depositi altro che sicuri. Ma si immagina quanto è possibile per un terrorista, in Italia, andare li e prelevare qualche fusto di combustibile nucleare? In un deposito nel video mancava pure la luce…

Queste sono le informazioni che gli italiani devono venire a conoscenza, non delle interviste ai francesi che saranno palesemente pilotate. Non faranno mai uno spot a loro sfavore, e a pagare saremo sempre noi!

Lucia M.
da Alessandria

Antonio Di Pietro: 1000 gazebo per 3 referendum

Firmate, firmate, firmate…

Fonte: Antonio Di Pietro: 1000 gazebo per 3 referendum.

L’Italia dei Valori si appresta a dare il via alla campagna referendaria. Dal 1° maggio saranno più di 1000 i gazebo presenti in tutta Italia dove sarà possibile firmare i quesiti: contro il ritorno al nucleare (stampa e diffondi il volantino), in difesa dell’acqua pubblica (stampa e diffondi il volantino) e per fermare il legittimo impedimento (stampa e diffondi il volantino).

Saremo al fianco dei cittadini in ogni regione, in ogni provincia e in ogni città per spiegare le ragioni che ci hanno spinto ad iniziare questa nuova battaglia. Una battaglia in difesa della libertà e della democrazia. Una battaglia volta a restituire dignità agli italiani.

Grazie alla vostra firma sarà possibile bloccare tre normative altamente antidemocratiche. Se non blocchiamo il legittimo impedimento non saremo più tutti uguali davanti alla legge. Ai magistrati, di fatto, sarà impedito di processare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e i suoi ministri. Se non difendiamo l’acqua pubblica ci allontaniamo dai bisogni dei cittadini, svendendo un bene prezioso alle multinazionali: l’acqua. Se non blocchiamo l’avanzata del nucleare saranno spesi soldi inutili e sarà messa a rischio la salute della gente e del territorio.

E’ disponibile un’area contenente i dettagli della raccolta firme, dove potete trovare l’elenco completo dei banchetti presenti in tutta Italia. Potrete informarvi su come partecipare attivamente alla raccolta firme e avere informazioni sul materiale divulgativo.

Contiamo molto sul vostro aiuto e sulla collaborazione della società civile. Vi chiediamo di darci una mano interagendo con i comitati territoriali i cui riferimenti sono raggiungibili sul sito www.3referendum.it. Anche su Facebook inseriremo una pagina riguardante le location dei gazebo. Da un account Twitter saranno date notizie in tempo reale sull’andamento della campagna referendaria. Attraverso YouTube, invece, saranno trasmessi video e inchieste riguardanti gli argomenti trattati dai referendum.

La campagna referendaria si chiuderà il 20 luglio: avremo ottanta giorni di tempo per raccogliere le 800 mila firme necessarie, una media di 10 mila firme al giorno. Una scommessa difficile, certo. Ma siamo convinti che anche grazie al vostro impegno sarà possibile vincerla.

Antimafia Duemila – Referendum per fermare la privatizzazione dell’acqua

Fonte: Antimafia Duemila – Referendum per fermare la privatizzazione dell’acqua.

PRIVATIZZAZIONE: IL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI HA DEPOSITATO OGGI 3 QUESITI REFERENDARI PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE DI ROMA. IL 24 APRILE PARTE LA RACCOLTA FIRME.

BARBERA
(SOLIDARIETA’ E COOPERAZIONE-CIPSI), TRA I PROMOTORI DEL REFERENDUM: “È IL MOMENTO DI AVVIARE AZIONI CONCRETE PER FIRMARE PER I TRE QUESITI REFERENDARI SULL’ACQUA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE.

L’ACQUA È UN DIRITTO DI TUTTI, E DEVE ESSERE A GESTIONE PUBBLICA”.

31 marzo 2010
Roma. Fermare la privatizzazione dell’acqua, aprire la strada della ripubblicizzazione ed eliminare i profitti dal bene comune acqua. Sono questi i tre quesiti referendari depositati oggi presso la Corte di Cassazione di Roma dal Forum italiano per i movimenti per l’acqua insieme a moltissime associazioni, e resi noti durante una conferenza stampa tenutasi in tarda mattinata presso la Federazione nazionale della stampa italiana. La campagna referendaria di raccolta firme inizierà a partire da sabato 24 aprile e in tre mesi dovranno essere raccolte almeno 500 mila firme affinché possa essere chiesto il referendum. I banchetti, grazie al gran numero delle associazioni aderenti al forum, saranno disponibili su tutto il territorio nazionale. “I tre quesiti – spiegano le organizzazioni – vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo e le norme approvate da altri governi  in passato che andavano  nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti”.
Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione – CIPSI ha dichiarato: “Invitiamo cittadini, istituzioni, enti locali, associazioni e società civile a firmare per i tre quesiti referendari sull’acqua contro la privatizzazione. L’acqua è un diritto di tutti, e deve essere a gestione pubblica. Il Cipsi, coordinamento di 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale, da oltre 20 anni lavora sulla tematica dell’acqua, promovendo il valore della risorsa idrica come bene comune e diritto umano universale e inalienabile.  È arrivato il momento di avviare azioni di informazione ed educazione a livello territoriale per promuovere la cultura dell’acqua come bene comune, azioni di sensibilizzazione verso comportamenti individuali e d’impresa più consapevoli, azioni per la definizione condivisa di politiche di gestione delle risorse naturali, sostegno per una gestione pubblica, partecipata e trasparente della risorsa idrica. Per questo Solidarietà e Cooperazione – Cipsi è fra i promotori dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua”.

Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia
tel. 06.5414894, cell. 329.0810937, web. www.cipsi.it

Antimafia Duemila – Acqua: referendum contro privatizzazione

Fonte: Antimafia Duemila – Acqua: referendum contro privatizzazione.

”Contro la privatizzazione dell’acqua prevista dal decreto Ronchi il 31 marzo ci sara’ un incontro per la deposizione in Cassazione di tre quesiti rederendari e poi ad aprile partira’ una campagna per la raccolta delle firme”.

Lo ha annunciato Guido Barbera, presidente di Solidarieta’ e Cooperazione Cipsi, il Coordinamento di iniziative popolari di solidarieta’ internazionale che riunisce 45 Ong, durante la presentazione del dossier ”Acqua 2010” diffuso oggi, alla vigilia della manifestazione che si terra’ domani a Roma e della giornata mondiale dell’acqua che si celebra il 22 marzo.

La privatizzazione della gestione dell’acqua prevista dal Decreto Ronchi, si legge nel rapporto, ”non ha fatto che peggiorare la situazione della gestione dell’acqua in Italia.

A dimostrarlo sono le cifre del rapporto Blue Book 2009 (realizzato da Utilitatis-Centro di ricerca sui servizi pubblici), che ha confrontato per il 2009 le tariffe tra gestioni private e in house. Le prime sono aumentate del 12% rispetto alle previsioni. Nel secondo caso il dato e’ rimasto praticamente costante (solo l’1% in piu’)”.

La privatizzazione dell’acqua, infatti, spiega ancora il dossier, ”non influisce tanto sulla qualita’ del servizio, quanto sull’aumento delle tariffe. Le stime per il futuro parlano di un 35% in piu’, a fronte di un servizio che rimarra’ pressoche’ identico. Quanti privati saranno, infatti, disposti, a investire miliardi di euro per il completamento e la manutenzione delle infrastrutture del servizio idrico?”.

Blog di Beppe Grillo – La Boss(ol)i Tax

Sono senza parole… via, questo governo non merita nulla…

Blog di Beppe Grillo – La Boss(ol)i Tax.

Il Governo prevede l’una tantum per l’Abruzzo a carico dei contribuenti per circa 500 milioni. Il mancato accorpamento del referendum sulla legge elettorale con le elezioni europee ci costerà circa 460 milioni. Perché lo psiconano non chiede l’una tantum alla Lega, invece che agli italiani?
Boss(ol)i vuol fare fallire il referendum sulla nuova legge elettorale. Per questo non lo vuole lo stesso giorno delle europee. Affinché non sia raggiunto il quorum. Per impedire alla volontà popolare di pronunciarsi viene imposto un pizzo di 460MILIONIDIEURO. Pagare per non votare, mai successo prima.