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Benny Calasanzio Borsellino: Scudo fiscale, era meglio un prestito dalla mafia

Benny Calasanzio Borsellino: Scudo fiscale, era meglio un prestito dalla mafia.

Adesso che lo scudo fiscale è stato approvato alla Camera con 270 sì, 250 no e 2 astenuti, possiamo fare una semplice riflessione tra amici; prima non era possibile perché il rischio che l’abaco umano Giulio Tremonti mi copiasse l’idea era forte e reale. Per la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate ci sarebbero all’estero circa 300 miliardi di euro; cifre tratte da una stima fatta dalla Associazione Italiana dei Private Bankers. Dei 300 miliardi di euro di tesori italiani oltre confine, 125 miliardi si troverebbero in Svizzera e 86 in Lussemburgo. Chiaramente nessuno sarà in grado di distinguere tra i miliardi che rientreranno accolti dal comitato di benvenuto, quelli frutto di “semplici” speculazioni e truffe e quelli invece sporchi di sangue e droga provenienti dalle mafie. Pagando un pizzo del 5% sul totale dei capitali esportati all’estero, il Governo ha escluso “la punibilità penale per dichiarazioni fraudolente mediante l’uso di fatture o di altri documenti, per omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di documenti contabili, false comunicazioni sociali in danno delle società, dei soci e dei creditori, falsità in registri e notificazioni e falsità in scritture private”. Traducendo per chi non ha dimestichezza con il linguaggio criminale: non mi interessa chi sei, come hai fatto soldi, se hai ammazzato o truffato; siccome non so come sostenere la manovra finanziaria, mi serve il tuo piccolo obolo. In cambio ti offro omertà, ricchezza e impunità; la presidenza del consiglio per adesso no. Di fronte a tutto questo, viene spontanea una domanda: non potevamo chiedere un prestito a cosa nostra, ‘ndragheta, camorra e sacra corona unita? Di quanto avevamo bisogno? Quattro miliardi? Solo quattro miliardi? Perfetto, un miliardo ad associazione mafiosa. Con un interesse amichevole del 5%, in virtù delle volte che lo Stato ha salvato i suoi boss, la mafia avrebbe “prestato” il denaro necessario alla manovra finanziaria. In questo modo si sarebbe evitato che i capitali accumulati illegalmente che rientreranno candidi e vergini arrivino ad inquinare il mercato italiano già in ginocchio, fornendo denaro liquido contro cui nessuno è in grado di concorrere. Cosa nostra non nega una mano a nessuno. Infatti, dagli ambienti economici delle mafie, una volta letta la mia proposta, si è registrata un’adesione compatta e convinta: “Tanto abbiamo altri capitoli aperti. Una mano non si nega a nessuno, soprattutto ai colleghi e ai vecchi amici del Governo”. Se avessi svelato prima il mio “scudo mafioso”, quel birbante di Tremonti avrebbe saccheggiato la mia creatività senza nemmeno citarmi tra i ringraziamenti. E pare, ma questo non ha conferme, che il Pd voglia usare la mia proposta come emendamento: nessuno ha ancora avuto il coraggio di dir loro che lo scudo è ormai legge e Napolitano non vede l’ora di firmarlo: pare lo stiano trattenendo con le catene e che abbia già da stamattina cinque penne in mano e una in bocca, per essere certo di non toppare.

Sottotitolo alla pagina 999 per i dirigenti del Pd: sto scherzando, non è vero, è una burla, è un gioco, non sono serio, non credetemi, si fa per divertirsi.

Blog di Beppe Grillo – La grande torta dello Scudo Fiscale

Fonte Blog di Beppe Grillo – La grande torta dello Scudo Fiscale.

Lo Scudo Fiscale ha avuto molti padri. Partiti, banche, Confindustria, sindacati, il presidente della Repubblica, la criminalità organizzata. Nessuno di loro ha alzato la voce, non la Marcegaglia degli inceneritori, non Luca Cordero di Montezemolo, non la Triplice, non l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), non Morfeo. E non ci potevamo aspettare che lo facessero al loro posto le mafie.
300 miliardi di euro non dichiarati al fisco rientreranno in Italia. Con una tassa del 5% saranno riciclati nell’economia italiana con la garanzia dell’anonimato. Quando varcheranno la frontiera saranno le banche le prime ad accoglierli. I banchieri dell’etica nella finanza, tra cui Passera e Profumo, ospiteranno i capitali mafiosi, estero su estero, sottratti alle tasse, frutto di bancarotta nei loro depositi. Hanno rifiutato i Tremorti bond, ma accettano con gaudio i Mafia bond.
Chi, realisticamente, può disporre di decine o centinaia di milioni di euro all’estero se non i medi/grandi industriali? Ora, per finanziare le loro imprese in un momento di crisi, hanno bisogno di far rientrare capitali “puliti“. Per loro lo Scudo Fiscale è una manna. Gli immobiliaristi con il credito a secco e il cemento in corso hanno bisogno di ossigeno per la loro attività devastatrice del territorio. E lo avranno grazie allo Scudo Fiscale. Il silenzio dei sindacati si spiega soltanto con la speranza di lavoro, lavoro, lavoro. Non importa se da capitali di evasori, se per opere inutili o dannose.
Tutti in torta, tranne i cittadini che si ostinano a pagare le tasse contro i loro stessi interessi. I capitali di rientro favoriranno la concorrenza sleale, faranno fallire le imprese oneste, in particolare le piccole e le medie che pagano tutte le tasse, anche quelle presunte, anche con un anno di anticipo. L’evasore condonato che paga il 5% può reinvestire, diminuire i prezzi, comprare aziende. Chi paga il 60% pronta cassa, può solo cercare di sopravvivere.
Per ultimo c’è il grande senso di sconforto di chi ancora, testardamente, coltiva il piacere dell’onestà e forse, non se lo può più permettere. Bisogna avere una grande forza d’animo per pagare le tasse. Per vedere gli evasori premiati. I furbi con il Suv e la barca e la tua azienda fallita o licenziato. Per pagare le bollette sempre più numerose e più care. Gli ultimi saranno i primi, forse. Ma gli onesti in Italia sono sicuramente gli ultimi. Gli stupidi, i fessi. Coloro che sono derubati anche dell’orgoglio di fare il proprio dovere.

Antonio Di Pietro: Scudo bipartisan

Grande Antonio Di Pietro, l’unico che ha portato le agende rosse in parlamento. Si capisce chi sta dalla parte della giustizia e chi dalla parte della mafia. L’immagine sotto mi pare molto significativa di questa fase della storia italiana, non c’è più lo scontro destra sinistra (la sinistra si è auto-mummificata), ma il vero scontro è tra la casta politico-massonico-mafiosa e chi vuole verità e giustizia.

Antonio Di Pietro: Scudo bipartisan.

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Oggi è stato approvato lo scudo fiscale che, in realtà, è un indulto fiscale, approvato in modo bipartisan.

E’ un atto criminoso scritto per mano del governo e siglato con 23 assenze del Partito Democratico, che ne hanno consentito l’approvazione: infatti la legge è passata per soli 20 voti di scarto.

Oggi in Italia è passato un concetto che non sappiamo dove ci porterà: “Chi paga le tasse è un fesso, chi delinque è un furbo impunito“.

I cittadini se ne ricordino al momento del voto, altrimenti è inutile piangere sul latte versato.
Testo dell’intervento video

Antonio Di Pietro: Approvare lo scudo fiscale, una legge che gratifica delinquenti e criminali, è un atto mafioso e un vero e proprio favoreggiamento alla mafia. Mi vergogno che in questo Parlamento ci siano dei deputati che si sono piegati approvando questa legge ed hanno fatto un favore ai criminali. Ecco perché noi dell’Italia dei Valori ribadiamo che questa è una norma mafiosa a favore dei mafiosi e fatta da conniventi di mafiosi

Giornalista: Bocchino in Aula ha detto che qualificare uno come mafioso è reato.
Antonio Di Pietro: Credo che Bocchino debba dire la stessa cosa a Bossi, quando qualificava Berlusconi mafioso. Credo che Bocchino e tutti i parlamentari che hanno votato questa legge si devono guardare allo specchio. Per quale ragione questo Parlamento permette ai criminali che hanno accumulato ricchezze commettendo reati, di riutilizzare quel denaro impunemente, grazie a questa norma mafiosa, voluta per i mafiosi da un Parlamento i cui componenti si stanno comportando come coloro che favoriscono la mafia?

Giornalista: In sostanza il vostro è un giudizio politico: la parola “mafiosi” è usata in termini politici.
Antonio Di Pietro: Noi contestiamo questa legge non solo sul piano politico, ma anche sul piano tecnico, perché è una norma criminale in quanto tutto ciò che fino ad oggi era perseguito a norma dell’articolo 648bis come riciclaggio di Stato, oggi è diventato 648, cioè il ‘comma Silvio’, ottimizzazione del carico fiscale: chi paga il 5 per cento di tangente allo Stato, può commettere tutti i reati che vuole passati, presenti e futuri, perché quei soldi diventano leciti, vengono sbiancati. E’ un riciclaggio e un lavaggio di Stato.

Antonio Di Pietro: Scudo fiscale approvato: la Mafia ringrazia

Antonio Di Pietro: Scudo fiscale approvato: la Mafia ringrazia.

Noi dell’Italia dei Valori lanciamo l’ultimo ed estremo appello al Capo dello Stato affinché fermi in tempo una norma che sancisce definitivamente l’aiuto alla criminalità da parte di questo Governo e di questo Parlamento, una norma che premia solo i delinquenti. A Tremonti, il quale sostiene che questo provvedimento permette di far rientrare 300 miliardi in Italia, rispondo: a favore di chi? Non degli italiani, ma di alcuni delinquenti italiani che una volta presi se li terranno nel cassetto o se li riporteranno all’estero. “Cornuti e mazziati saranno gli italiani. La Mafia ringrazia”.

Blog di Beppe Grillo – E’ l’opposizione che fa il governo porco

Blog di Beppe Grillo – E’ l’opposizione che fa il governo porco.

300 MILIARDI DI EURO torneranno in Italia protetti dallo scudo fiscale di Tremorti. Lo Stato incasserà il 5% per il condono. Soldi di cui non si sa nulla, con tutta probabilità mai tassati. Di chi sono questi capitali? Conoscete qualche operaio, impiegato, elettricista, meccanico, parrucchiere con decine di milioni in qualche paradiso fiscale. Insomma, conoscete qualche LAVORATORE che godrà dello scudo di Tremorti? Chi paga le tasse al 15/27/35/50% ha diritto di sapere nomi e cognomi degli esportatori di capitali e le origini del malloppo. Vogliamo la lista pubblicata sui giornali per legge, altro che impunità e anonimato.
Tremorti ha affermato: “Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento. I capitali criminali o sono in Italia perfettamente sbiancati o continueranno la loro attività all’estero“. NON CREDO? Un ministro dell’Economia che non crede che su 300 miliardi vi siano capitali mafiosi, di bancarottieri, di evasori totali, frutto del riciclaggio, denaro sporco? Ma chi crede di prendere per il culo? Questo condono di Stato è, fino a prova contraria, un condono alle mafie.
Franceschini Boccon del Prete ha detto in Parlamento, prima che lo scudo fiscale è: “uno schiaffo in faccia a tutti gli italiani che pagano onestamente le tasse“. Dalle parole ai fatti. La cosiddetta opposizione, su proposta dell’Italia dei Valori, ha chiesto il voto alla Camera per l’incostituzionalità dello scudo fiscale. Se i 280 deputati di PD, IDV e UDC fossero stati presenti lo Scudo Tremorti sarebbe stato bocciato. Ma erano al bar, al ristorante, forse ad Arcore per pubblicare un libro con Mondadori o farsi intervistare in prima serata su Canale 5. Forse a puttane con Testa d’Asfalto. Forse in gita con Tarantini. Ovunque, ma non in aula. 59 deputati del PDmenoelle non c’erano, insieme a otto dell’UDC e due dell’IDV. Del PDmenoelle erano assenti i due campioni delle Primarie Franceschini e Bersani, insieme a D’Alema, il miglior amico dello psiconano. Questa è la “durissima opposizione“. Con questi figuranti, sodali e complici lo psiconano durerà anche dopo la sua imbalsamazione. E’ l’opposizione che fa il governo porco. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

La tassa occulta del nucleare

La tassa occulta del nucleare.

Cento milioni di euro. Questa la cifra che sarà prelevata dal 1 gennaio 2009 dal finanziamento che ogni famiglia italiana paga, grazie ad una tassa sulla bolletta elettrica, per garantirsi la sicurezza di non essere contaminata dai 28.000 metri cubi di scorie radioattive ereditate dalla stagione nucleare degli anni ’60. L’idea è di un deputato del PDL, tale Zanetta, e del suo emendamento al Ddl 1195, il Disegno legge che ripaprirà la stagione nucleare italiana. Disegno legge che attende solo il terzo ed ultimo passaggio parlamentare per diventare legge di stato. Scippo dei soldi compreso.

L’emendamento, che non centra niente con quel progetto, serve a creare surrettiziamente una tassa occulta deviando un finanziamento che dal 2000 ad oggi ha visto arrivare nelle casse della società deputata a smantellare il nostro sistema nucleare, la Sogin, ben 1.092,2 milioni di euro. Tanti soldi che…

in un momento di crisi fanno gola e che da gennaio 2009 – questo dice l’emendamento Zanetta – saranno usati per rimpinguare il bilancio dello Stato. Un’ottima pubblicità per un governo che da sempre dice di non voler mettere le mani nelle tasche degli italiani.

L’idea che ha avuto Zanetta non è però originale. Il padre di questa idea “creativa”, cioè usare i soldi dati per un particolare progetto per rimpinguare le casse dello Stato, l’ebbe il ministro Giulio Tremonti nel 2005. Era l’anno del famoso taglio delle tasse promesso da Berlusconi e in qualche maniera si doveva recupera almeno in parte le entrate mancanti. Lo strumento usato fu la Finanziaria, che deviò il finanziamento per lo smantellamento nucleare nel bilancio statale (articolo 1, comma 298). In pratica, ciò che sta rifacendo oggi Zanetta.

Quella del 2005 fu una Finanziaria di dolorosi tagli, tanto che non solo si ridussero i soldi dei ministeri così da avere “una minore spesa pari a 700 milioni di euro per l’anno 2005 ed una minore spesa annua di 1.300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006”, ma si aumentarono anche alcune imposte indirette come “gli importi fissi dell’imposta di registro, della tassa di concessione governativa, dell’imposta di bollo, dell’imposta ipotecaria e catastale, delle tasse ipotecarie” – alla faccia delle promesse Berlusconiane – cosi da recuperare, solo per il 2005, ben 1.120 milioni di euro. Infine si cercarono dei “tesoretti” nascosti.

Oggi si parla di conti dormienti, ma nel 2005 si pensò al “tesoretto” che era stato raccolto nelle casse della Sogin. Nemmeno un prelievo “una tantum”, ma una disposizione annuale. La cosa incredibile è che nel 2006, con al governo il centro sinistra, quella disposizione non fu abrogata, ma ci si aggiunsero altri 35 milioni di euro! Insomma: nel 2005 i milioni erano 100, ma a partire dal 2006 divennero 135.

L’unico che prese carta e penna per denunciare questi fatti fu il presidente dell’Autorità Elettrica, che scrisse ben due volte al Parlamento perché abrogasse queste disposizioni. Secondo Ortis quegli articoli prevedevano “accanto ad una componente parafiscale (quella degli oneri di sistema) un vero e proprio prelievo di tipo fiscale, di natura sostanzialmente occulta poiché non realizzato attraverso un provvedimento di carattere esplicitamente tributario, ma agganciando una parte del gettito dovuto al bilancio ad un prelievo di altra natura”.

Una denuncia che il Parlamento non accolse. Né quello di centro destra, ne quello di centro sinistra. La conseguenza fu che a partire dal 2006 – per coprire l’ammanco nei conti della SOGIN – l’Autorità elettrica fece l’unica cosa possibile: aumentò quella tassa che provocò nel 2006 un onere addizionale pari a oltre lo 0,4% sulla bolletta elettrica. Una bella cifra in un anno che vedeva l’inflazione aumentare del 1,2%.

Sino al 2008 questa tassa occulta si è rivelata un regalo da parte delle famiglie italiane al governo di 600 milioni di euro e dopo 4 anni, grazie all’onorevole Zanetta, quell’idea creativa viene aggiornata. Lo si fa riscrivendo proprio l’articolo del suo maestro Tremonti. In pratica andando a cambiare quel comma si avrà una Finanziaria 2005 contenente una norma… che inizierà ad avere effetto solo 4 anni dopo! Un assurdità legislativa se si pensa che le disposizioni delle Finanziarie regolano anno dopo anno l’attività patrimoniale dello Stato.

La cosa incredibile è che il Ddl 1195 dice esplicitamente che la Sogin sarà smembrata e che nascerà una nuova agenzia governativa nucleare che si occuperà di tutto, smantellamento compreso. Il disegno parla però solo degli impianti nuovi e non dice cosa si farà delle vecchie scorie e dei vecchi impianti e, soprattutto, se sarà la nuova Agenzia ad occuparsene. A quanto pare l’unica preoccupazione è stata quella di chiudere la Sogin e arraffare una buona pare dei soldi per lo smantellamento.

Ad oggi l’unica certezza è che ci ritroveremo delle nuove centrali nucleari in casa quando quelle vecchie non sono ancora state smantellate e una bolletta elettrica che sicuramente aumenterà perché i soldi per controllare quei vecchi siti, anche se non si sa chi li controllerà, da qualche parte devono venire fuori. Come devono saltare fuori i 135 milioni per i Bilanci governativi.

Blog di Beppe Grillo – La Boss(ol)i Tax

Sono senza parole… via, questo governo non merita nulla…

Blog di Beppe Grillo – La Boss(ol)i Tax.

Il Governo prevede l’una tantum per l’Abruzzo a carico dei contribuenti per circa 500 milioni. Il mancato accorpamento del referendum sulla legge elettorale con le elezioni europee ci costerà circa 460 milioni. Perché lo psiconano non chiede l’una tantum alla Lega, invece che agli italiani?
Boss(ol)i vuol fare fallire il referendum sulla nuova legge elettorale. Per questo non lo vuole lo stesso giorno delle europee. Affinché non sia raggiunto il quorum. Per impedire alla volontà popolare di pronunciarsi viene imposto un pizzo di 460MILIONIDIEURO. Pagare per non votare, mai successo prima.