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Martelli ad Annozero: i Ros trattarono con il figlio di Ciancimino per raggiungere un patto con la mafia, Borsellino sapeva

Fonte: Scajola alla Rai: “Voglio chiarimenti” Martelli da Santoro, rivelazioni sulla mafia – Politica – Repubblica.it.

ROMA – Ancora polemiche e battibecchi alla puntata di Annozero. Il tema caldo, Le verità nascoste tra mafia e politica, è preceduto da denunce di “boicottaggi” di Santoro e scontri verbali tra gli antichi nemici Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, e Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi e deputato del Pdl (“Avvocato, domanda Di Pietro, si è fatto uno spinello?”).

Martelli su Borsellino. Poi si entra nel vivo della discussione e Claudio Martelli, ministro di Grazia e Giustizia nel 1992, svela che all’epoca i Ros trattarono con il figlio di Ciancimino per raggiungere un patto con la mafia che interrompesse il periodo stragista e conferma i sospetti che Borsellino fosse al corrente della trattativa. Martelli ricorda con precisione quell’episodio: “Il Direttore degli affari penali del ministero della Giustizia, la dottoressa Viviana Ferraro, che era la principale collaboratrice di Giovanni Falcone, mi disse che il capitano dei Ros Giuseppe De Donno (allora a caccia dei superlatitanti di Cosa Nostra) l’aveva informata che Massimo Ciancimino (presente nello studio di Raidue, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo condannato per mafia), voleva collaborare se avesse avuto garanzie politiche. Al capitano De Donno, la Ferrero disse: riferisca queste cose a Borsellino”.

L’appello di Agnese Borsellino. E sul video compare il volto della moglie del giudice: “Chiedo in ginocchio ai collaboratori di giustizia, complici e non della strage di Via D’Amelio, di far luce sui mandanti e su coloro che hanno voluto la strage annunziata. Aiutateci – ha detto Agnese Borsellino – la vostra collaborazione sarà un atto di amore”.

Di Pietro nell’obiettivo della mafia. Poi è la volta Di Pietro che rivela di quando una nota riservata dei carabinieri l’avvisò che era finito nella lista degli obiettivi della mafia. “Mi diedero un passaporto con nome diverso a me e a mia moglie e mi dissero che dovevo andare all’estero. Raggiunsi il Costa Rica, dopo un viaggio di 23 ore. Nella missiva dei Ros c’era scritto che la mafia voleva uccidere me, che allora facevo il pm, e Borsellino”.