Stampa e bugie

di Ferdinando Imposimato

Moro si poteva liberare senza cedere al ricatto. Quanto a Pieczenik, egli disse cosa ben diversa da quella evocata da Cazzullo: egli disse ad Emanuel Amara, grande giornalista francese: «Cossiga ha approvato la quasi totalita’ delle mie scelte. Moro era disperato e doveva senza dubbio fare ai suoi carcerieri rivelazioni importanti su uomini politici come Andreotti. E’ stato allora che Cossiga e io ci siamo detti che era arrivato il momento di mettere le Br con le spalle al muro. Abbandonare Moro e lasciare che morisse con le sue rivelazioni. Sono stato io a preparare la manipolazione strategica che ha portato alla morte di Moro allo scopo di stabilizzare la situazione italiana». Esattamente la filosofia che ispiro’ la strategia della tensione. In realta’ non c’e’ stata alcuna fermezza da parte di Cossiga, c’e’ stata una vergognosa messa in scena: il falso comunicato concorse ad accelerare la uccisione di Moro. Il piano fu attuato da uomini della P2 al vertice dei servizi militari, attraverso mafiosi della Magliana. Lo ammise non solo Pieczenik, ma anche Danilo Abbruciati: «per Moro abbiamo fatto tutto e subito». Questa verita’ indiscutibile Cossiga finge di ignorare nelle risposte a Cazzullo.

Perche’ Cossiga, su sollecitazione di Gelli, inseri’, nel comitato di crisi del Viminale, che gesti’ il caso Moro in senso contrario alla sua salvezza, uno stuolo di affiliati alla P2 ? Come Federico Umberto D’Amato, gia’ capo del disciolto ufficio affari riservati del ministero dell’Interno (tessera 554); Giulio Grassini, capo del Sisde (tessera 1620); Giuseppe Santovito, al vertice del Sismi (tessera 1630); Walter Pelosi numero uno del Cesis (754); il generale Raffaele Giudice, comandante generale della Guardia di finanza (535); l’altro generale delle Fiamme gialle Donato Lo Prete (1600); il Capo di Stato Maggiore della Marina Giovanni Torrisi (631); il colonnello Giuseppe Siracusano (1607); il Prefetto Mario Semprini (1637); il gia’ citato Ferracuti (2137); il vice capo del Sismi Pietro Musumeci (487), che sara’ poi implicato nella torbida vicenda del riscatto Cirillo.
Perche’ Cossiga partecipo’ alle riunioni del Comitato di crisi al Ministero della Marina assieme a Gelli, con il patrocinio dell’ammiraglio Torrisi? E cosa pensa Cossiga delle relazioni preparate nel comitato di crisi da Stefano Silvestri e Pieczenik (di cui aveva sempre negato l’esistenza davanti alla Corte di Assise e alla Commissione Moro), che vollero «una strategia difficile e crudele» contro Moro, per «togliere valore all’ostaggio Moro, spingendo le Br ad ucciderlo?

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